«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

sabato 31 dicembre 2011

Buon ultimo

Buon ultimo “ultimo dell'anno” a tutti i miei lettori!
Come infatti tutti sanno, Bisba compresa, il 2012 segnerà la fine di questo mondo...
Anzi, secondo i miei calcoli, la fine del mondo dovrebbe avvenire il dì 8 agosto: per questo motivo consiglio a tutti di prendere le ferie ENTRO luglio.

Ma non voglio generare panico inutilmente! I miei lettori devono rendersi conto che la fine del mondo non è una catastrofe (ritornerò su l'argomento con un'intervista al maestro Yury): bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto.
Certo la vita sulla Terra sarà distrutta ma non bisogna prenderla come una tragedia personale: si deve invece sforzarsi di vederne le opportunità o, almeno, gli aspetti positivi...

Con la fine del mondo non ci saranno più tasse da pagare e anzi nessuno avrà più bisogno di lavorare per vivere!
Il governo Colline non potrà completare la legislatura e, al massimo, potrà essere ingaggiato in Egitto per fare l'undicesima piaga...
Niente più smog! Niente più pedaggi autostradali! Niente più guerra o fame! E finalmente, anche a Palermo, il traffico sarà sconfitto!

Insomma, una volta distrutto, il Mondo sarà un posto migliore!

Felici 7 mesi e ¼ nuovi a tutti!

venerdì 30 dicembre 2011

Teen Wolf Music

Qualche settimana fa mi è capitato di vedere la prima puntata del serial Teen Wolf. Questa nuova serie mi è sembrata piuttosto standard: da una parte i soliti ingredienti che ci possiamo aspettare per un programma mirato ai più giovani (un teenager protagonista, storia d'amore, dei cattivoni senza sfumature di grigio, stereotipi scolastici...) con l'aggiunta dell'elemento licantropia (una variazione gradita dopo l'indigestione di vampiri...).
La trama poi è semplice e lineare: insomma il serial si lascia guardare ma non due volte di seguito!

Comunque un altro ingrediente meno evidente di questi prodotti destinati ai giovani è la componente musicale: magari non è immediato notare le canzoni se non ci si sta attenti ma sicuramente, una buona colonna sonora, può fare la differenza...

Per caso una canzone del serial mi aveva particolarmente colpito e mi sono cosi intestardito a identificarla: finalmente, sul sito americano di MTV, ho trovato la lista di tutte le canzoni episodio per episodio.
Mi sono così divertito a cercarle su Youtube e ho scoperto che, sebbene non fossero di gruppi molto conosciuti (a giudicare dal numero di visioni dei diversi filmati...) almeno 1/4 o 1/5 mi piacevano! Alcune un po', molte abbastanza e un paio molto...

Comunque apprezzabile la logica, molto americana, di reciproco vantaggio che porta da una parte il serial ad avere una colonna sonora di qualità a (credo!) basso costo; dall'altra anche artisti non famosi hanno la chance non indifferente di farsi conoscere dal grande pubblico...

Di seguito riporto alcuni dei brani, tratti dalle prime quattro puntate di Teen Wolf (non ho ancora ascoltato le altre), che mi sono più piaciuti e che, contemporaneamente, hanno meno di 50.000 visioni (e quindi immagino non siano conosciuti dai miei lettori...).



Questo forse non è di Teen Wolf: potrei controllare ma non ho voglia...


Questo è forse il mio preferito... (e il numero di visioni mi pare stia crescendo rapidamente!)








Al momento solo 1350 visioni (di cui una decina sono mie!)...




Aggiunto perché, anche se al momento di poco sopra le 50.000 visioni, quando l'ho "scoperto" ne era al di sotto!




Questo genere di musica in genere non mi piace (inoltre questo gruppo deve essere famoso perché altri video sono stati visti da milioni di persone!) ma questo non è male


E questo è il brano che mi aveva colpito nella prima puntata! Lo messo solo per completezza perché è stato visto quasi 15 milioni di volte...

giovedì 29 dicembre 2011

Lezione perso il conto... (8)

Dovrei abituarmi a giudicare le lezioni del maestro dopo aver provato gli esercizi per casa...
Anche l'ultima lezione mi aveva lasciato perplesso: S. era arrivato di nuovo in leggero ritardo (con un nuova chitarra a 8 corde!). Secondo me è sempre maleducazione arrivare tardi ma se lo fa qualcuno che viene pagato per insegnare tot minuti è doppiamente grave...

Come al solito mi ha chiesto com'è andata e io gli ho risposto che ho trovato il nuovo brano, “The Entertainer”, molto più difficile del precedente ma che per il resto andava tutto bene. Mi ha detto che è normale che avessi difficoltà col brano perché c'è da suonare note su corde più distanti. Il motivo per cui ho evidenziato questo breve dialogo sarà chiarito in seguito...

Poi abbiamo riguardato gli esercizi per casa e, per la precisione, il riscaldamento: gli avevo spiegato che era molto noioso e spesso avevo poca voglia di fare gli esercizi proprio per questo (inoltre erano almeno 2 o 3 settimane che non lo si cambiava).
Risultato: il ragno, la coppia e l'orizzontale sono rimasti invariati mentre la cromatica è stata eliminata (era veramente inutile!). L'esercizio della verticale è invece stato pesantemente modificato tanto che ho rinominato i due nuovi esercizi basati su essa verticale-A e verticale-B. La verticale-A in realtà è uguale alla verticale classica con la differenza che l'esercizio è limitato alle prime due corde (solo che arrivati al 12° tasto si torna indietro). La verticale-B è invece molto più interessante: anche questa è limitata alle prime due corde e, ciò che cambia, è l'ordine con cui si premono i vari tasti: invece del classico 1, 2, 3 e 4 si preme 1, 2, 4 e 3; in maniera simmetrica quando si torna indietro...
Infine è stata aggiunto il nuovo esercizio 1234-obliquo: limitatamente ai primi 4 tasti suono la prima corda del primo tasto col primo dito, la seconda corda del secondo tasto col secondo dito e così via fino al quarto; poi ripeto la stessa procedura dalla seconda corda del primo tasto e, infine, dalla terza corda del primo tasto; Ah, e faccio andata e ritorno un paio di volte.

Poi mi ha fatto provare gli altri esercizi ma non abbiamo cambiato niente (mi ha detto che con gli accordi non vado troppo male!) e ci siamo limitati ad aggiungere agli esercizi delle Scale la pentatonica di DO (che io ho ribattezzato penta-do).
Sempre sulle pentatoniche mi ha accennato a come capire se si tratta di una maggiore o minore ma non sono riuscito a capirlo (credo per colpa sua!)...

Un dettaglio che mi è piaciuto della lezione è stato quando il maestro mi ha chiesto se mi trovavo meglio sulle corde basse o alte e poi mi ha dato l'esercizio in conseguenza (la verticale-A e verticale-B); analogamente, alcune lezioni fa, mi aveva chiesto se tendo più a guardare la mano sinistra o la destra...
Queste domande denotano la sua esperienza con l'insegnamento perché, come mi ha spiegato, non tutti gli studenti incontrano le stesse difficoltà. Ma soprattutto ho apprezzato che non abbia assolutamente cercato di modificare queste mie tendenze: le ha prese come dati di fatto è ha semplicemente “aggiustato” ad esse il suo insegnamento. Mi piace che non abbia fissazioni su come vadano fatte le cose...

Ah! ho apprezzato anche un altro dettaglio: diversamente da tutti gli altri chitarristi che conosco lui accorda la chitarra con l'apparecchietto elettronico (non so come si chiama!). Quando gli ho chiesto il perché mi ha semplicemente risposto che in questa maniera è più preciso! Altri chitarristi mi hanno invece dato l'impressione di fidarsi più del proprio orecchio che dell'apparecchietto elettronico...

Finalmente oggi ho provato il nuovo riscaldamento e ho dovuto insistere molto sul 1234-obliquo perché non mi riusciva bene (nessun problema invece con le nuovi verticali...) mentre, con gli altri esercizi, non ho incontrato (ovviamente!) nessuna nuova difficoltà ma non ho neanche fatto particolari progressi.

La sorpresa è stata quando ho riprovato il brano The Entertainer: sono andato decisamente meglio specialmente nel passaggio che mi risultava più ostico.
Ecco, credo che il motivo di questo miglioramento sia dovuto all'esercizio 1234-obliquo che, in pratica, include al suo interno il passaggio che mi rimaneva difficile: se davvero questa relazione di causa-effetto non è immaginaria devo dire che il maestro è stato proprio bravo!

mercoledì 28 dicembre 2011

Carriera scolastica (1/3)

Premessa: scrivendo questo post mi sono reso conto di un aspetto del mio carattere/comportamento che, sebbene sotto i miei occhi, mi era sempre sfuggito.
La sua essenza è che mi impegnavo per dare il meglio di me solamente per ricevere l'approvazione degli insegnanti che mi “piacevano”. Il verbo “piacere” è molto vago e proverò quindi a definire meglio cosa intendo: dovevano essere persone che mi sembrassero intelligenti e delle quali valesse la pena cercarne la stima. Beh, la maestra è un caso a parte: a quell'età tutti i “grandi” mi sembravano intelligenti. Di lei mi bastava il sorriso quando rispondevo esattamente. Siccome ho raggiunto questa intuizione solo quando ho finito di scrivere, ritroverete la precedente idea espressa in forme leggermente diversa nel seguito del post: è una ripetizione inevitabile visto che non voglio riscrivere tutto!
Ora sarebbe interessante capire come facevo a decidere chi fosse “intelligente” e chi no! Non so: probabilmente nella stessa maniera con cui individuo le persone con cui posso potenzialmente fare amicizia: devo percepire in loro una sorta di affinità, che abbiano un certo senso dell'umorismo, posati e non impulsivi (sia nel parlare che nell'agire), che parlino ma che soprattutto ascoltino... non so... persone capaci di capirmi se gli espongo una teoria strampalata delle mie...
È quindi una definizione oggettiva di intelligenza? No, ovviamente non lo è... In verità si tratta di persone verso le quali percepisco questa strana simpatia.
Comunque, nonostante questo, sono sicuro che i miei amici, se oggettivamente testati, risulterebbero di intelligenza superiore alla media.
Ovviamente anche i lettori indefessi di questo blog devono avere una grande intelligenza: e vediamo se con questa affermazione aumentano!!

L'idea di scrivere questo post (che per la sua lunghezza ho diviso in tre parti) mi è venuta ritrovando alcune delle mie vecchie pagelle scolastiche: è stato curioso osservare, a distanza di tanti anni, come venivo visto dalla maestra e dai vari insegnanti. Sicuramente l'idea che avevo di me stesso non era la stessa dei professori.
Soprattutto mi rendo conto che, in particolare alle medie, per vari motivi non capii il "ruolo" dei professori e mi misi, inconsciamente, in lotta contro di loro.

Ripercorro brevemente la mia carriera scolastica dal mio punto di vista: in prima e seconda elementare non mi era chiaro cosa si aspettasse la maestra da me. Soprattutto in prima elementare credo di aver rischiato perfino di essere bocciato (vedi anche KGB le Origini: Me.rit.ano)!
In terza invece, improvvisamente cambiai marcia, compresi che rispondendo alle domande rendevo la maestra contenta (io ero fra quei bambini a cui scappava di chiamarla “mamma”): ecco, mi piaceva dimostrare le mie qualità perché mi gratificava ricevere il suo apprezzamento. Allo stesso modo non ebbi problemi in quarta e quinta. L'unica eccezione era l'inglese: in prima elementare mi ero “innamorato” della bella insegnante americana ma, dalla seconda in poi, fu sostituita da un'antipatica insegnante inglese. Da allora io mi rifiutai di studiare tale lingua... (per avere un'idea di come io potessi, già a quell'età, essere molto cocciuto vedere il secondo aneddoto del post KGB le origini: esempi)

In prima media mi crollò il mondo addosso! Invece della maestra a cui ero molto affezionato trovai una professoressa di italiano severissima che faceva passare interi pomeriggi a riempire quaderni di esercizi di italiano a tutti i suoi alunni. Anzi non è da escludersi che il mio odio per la forma, e la grammatica in particolare, sia stata la mia “risposta” alle ingiustizie di questa professoressa (vedi KGB le origini: il Ribelle)... Contemporaneamente entrai nella pubertà spaccandomi tutti i denti cosa che mi dette un comprensibile handicap psicologico (vedi KGB le Origini: risa distratte) e che sicuramente influì anche sul mio rendimento scolastico. L'unica professoressa con cui mi trovai bene fu quella di matematica (che probabilmente chiamai “mamma” più di una volta!) che però non contava nulla rispetto a quella d'italiano.

In seconda media passai dalle suore alla scuola pubblica: mi sembrava un sollievo! L'insegnate più severa che trovai fu la professoressa d'inglese ma, a confronto con la prof di italiano che avevo avuto l'anno precedente, mi sembrava un gattino bagnato. Contemporaneamente iniziai a provare una sensazione estremamente sgradevole: mi resi conto che i miei professori erano più “stupidi” (*1) di me ma, nonostante questo, erano convinti di essere in grado di valutarmi (e lo facevano!).
Non sentendomi apprezzato né gratificato la mia reazione fu quella di non aprire libro: probabilmente, in condizioni normali, avrei comunque veleggiato con una sufficienza ampia ma la severissima professoressa d'inglese (materia che perseveravo a non voler studiare) era anche la vicepreside e, probabilmente, influenzò negativamente gli altri professori. In definitiva avevo una sufficienza scarsa anche nelle materie scientifiche.

Nonostante il consiglio negativo dei professori delle medie, che consigliavano un istituto tecnico, fui iscritto al liceo scientifico: mi avrebbe “insegnato a studiare” disse mio padre.
In realtà non imparai per nulla a studiare perché, anche allora, non aprivo praticamente libro (a parte per le odiate versioni di latino che, comunque, ho sempre tradotto a naso senza studiare la grammatica...)! A quell'età però il mio cervello era in piena forma: ricordavo verbatim tutto quello che veniva detto a lezione e la mia velocità di ragionamento e calcolo era tale che non avevo problemi nelle materie matematico/scientifiche.
Continuavo ad avere problemi con l'inglese (vedi La notte prima degli esami), con la grammatica italiana e con tutte le materie che reputavo inutili (latino e filosofia). Fortunatamente in quel periodo mi appassionai di giochi di ruolo e per questo iniziai a studiare l'inglese per conto mio, la prof di italiano (quella del triennio) odiava anch'ella il latino e ce lo faceva studiare il minimo indispensabile mentre per filosofia, a parte un anno con una professoressa acida e antipatica, ebbi come insegnanti un paio di veri filosofi che, come tali, presero il mio scarso interesse per la loro materia...
Insomma, pur senza aprire libro (diciamo che studiavo di media mezz'ora al giorno, forse meno), andavo benissimo nelle materie scientifiche e me la cavavo nelle altre che pur non mi interessavano...

L'appuntamento è la prossima settimana con le pagelle...

Nota (*1): Vedi commento riguardo i concetti ripetuti nella premessa...

martedì 27 dicembre 2011

Torrone

In due giorni ho sbranato da solo un torrone: fortunatamente non mi piaceva perché era morbido.
Oggi poi, colpito da depressione post natalizia mentre ero al supermercato, mi sono comprato le ammazzasuocere (arachidi pralinate), M&M's e patatine al formaggio: mi sa che da gennaio dovrò tornare alla dieta ferrea...

Incompiuti 27-Dicembre-2011
Ho controllato quanti sono i post che ho iniziato e poi ho lasciato incompiuti. Con mio stupore sono più di quanti pensassi: e dire che alcuni sono pure completi!
Ne ho contati diciassette a diverso stadio di sviluppo: alcuni appena iniziati, altri naufragati a metà strada e, un paio almeno, terminati.
Per alcuni ho intenzione di rimetterci le mani per completarli, altri credo che li lascerò stare...
Tanto per menzionarne qualcuno (titoli temporanei): “Figlio unico”, “La mia carriera scolastica”, “Un altro blog”, “Venerabile Bini”, “PSS x”, “Erone”, “Fumetto: Superventre”, etc...
Poi ne ho un paio scritti a mano su un quaderno, di un altro invece ho un sacco di foto (che però non ho voglia di fotoritoccare come dovrei: per fare queste foto ho scomodato un amico e, per questo, presto o tardi, le pubblicherò...) e infine non ne trovo più uno di storia che invece mi premeva moltissimo finire...

Inevitabilmente... 29-Dicembre-2011
...temo di aver dimenticato il telefonino da qualche parte...
Beffa al danno, l'avevo da poco ricaricato con 20€ (perché la scheda stava per scadere...).
In teoria dovrei ancora nutrire qualche speranza di ritrovarlo ma ho una brutta sensazione...
Edited: (1/1/12) ho ritrovato il telefonino! Era in uno dei posti dove avevo pensato di cercarlo ma poi me ne ero dimenticato...

Superpotere psicotico 1-Gennaio-2012
Negli ultimi giorni mi sono incaponito a giocare a Mahjong su FB. Questa versione ha delle posizioni di partenza molto diverse e permette di competere con i propri amici: più si è veloci e maggiore è il punteggio...
Schema facile...

Il gioco consiste infatti nell'accoppiare insieme tessere uguali che abbiano i bordi liberi. È quindi importante avere un'ottima visione d'insieme per non dover “scorrere” tutte le tessere una ad una...
Dopo varie ore di gioco ho fatto una scoperta! Socchiudendo gli occhi, o comunque evitando di mettere ben a fuoco lo schermo, ero in grado di individuare contemporaneamente tutte le tessere uguali e questo mi permetteva una grande velocità!
Le coccarde indicano dove detengo il record fra i miei amici...

Come insegna l'uomo ragno, con “un grande potere viene una grande responsabilità”, e io abusandone per motivi ludici e non per il bene dell'umanità, sono stato punito...
Stanotte, ma invero appena socchiudevo le palpebre, mi apparivano nella mente le varie tesserine degli animali! Ovviamente ho dormito malissimo...

Nota di servizio 3-Gennaio-2012
Annuncio alle migliaia di lettori che aspettano avidamente il post sulla lezione di chitarra: questa settimana S. era a suonare con il suo gruppo e la lezione è così saltata. Quindi alla prossima settimana!

lunedì 26 dicembre 2011

Serendipità libresca

Rimango sempre affascinato quando vedo la serendipità in azione. Forse nel mio animo alberga un po' il vecchio selvaggio che vede la mano del Fato guidare il destino degli uomini...

La scorsa settimana scrissi il post Scienza e superstizione e, quella sera stessa, in sostituzione del romanzo che avevo finito di leggere (vedi O.T.) scelsi un libro il cui titolo e corposo spessore (oltre 800 pagine scritte in piccolo) avevano attirato la mia attenzione: “Il ramo d'oro” di James George Frazer, Ed. Euroclub Italia su licenza Boringhieri, 1995.

Nella mia ignoranza non sapevo di cosa si trattasse ma avevo, appunto, voglia di fare un salto nel buio. Cioè di leggere e imparare qualcosa che, se mi fossi informato meglio, magari non avrei degnato d'attenzione...

Così iniziai questo nuovo libro scoprendo che è considerato un'opera fondamentale (“La Bibbia dei tempi moderni” secondo la prefazione...). In maniera piuttosto affascinante, partendo dal misterioso sacerdote del santuario di Diana Nemorensis, chiamato “re del bosco”, presso l'attuale Ariccia, il libro tratta dell'origine della magia e della sua trasformazione in religione. Inoltre accenna a un parallelismo fra magia e scienza dove la prima viene vista come l'antenata della seconda: entrambe si basano infatti (al contrario della religione) su un principio di causa effetto.

Ovviamente fu per me inevitabile ripensare alla coincidenza dell'accostamento fra il mio post su superstizione/scienza e la visione della magia/scienza da parte dell'autore.
Comunque questa rimaneva per me solo una buffa coincidenza: non abbastanza improbabile l'aver scelto questo determinato libro e troppo superficiale la somiglianza delle due associazioni per essere considerata serendipità...

La vera serendipità è accaduta oggi!
Stanotte sono arrivato a pagina 143 del “Ramo d'oro” nel mezzo del capitolo sul culto degli alberi: in queste pagine viene spiegato, con numerosissimi esempi, come in tutto il mondo, ogni popolazione, in differenti epoche, abbia considerato gli alberi come essere dotati di intelligenza e spesso di anima.
In diverse popolazioni c'era ad esempio l'uso di minacciare una pianta di essere abbattuta se a primavera non avesse prodotto frutti copiosi; in questo caso spesso una seconda persona prendeva le veci della pianta e prometteva al suo posto che avrebbe generato cibo abbondante.
Esempio (tratti da “Il ramo d'oro” di James George Frazer, Ed. Euroclub Italia su licenza Boringhieri, 1995): “Vicino a Jugra nel Selangor v'è un piccolo boschetto di alberi durian e in un giorno scelto apposta tutti gli abitanti del villaggio solevano riunirsi in esso. Allora uno degli stregoni del luogo prendeva un'accetta e tirava vari colpi al tronco del più sterile degli alberi dicendo: «Porterai frutti sì o no? Se non li porterai, ti taglierò.» A questa minaccia l'albero rispondeva per bocca di un altro uomo che si era arrampicato su un mangostano vicino (...): «Sì, ora porterò frutti. Ti prego di non tagliarmi.»

Stamani sono andato al bagno e, come mio solito, ho letto qualche paginetta del mio attuale libro da WC: “I promessi sposi” del Manzoni...
Più volte ho accennato alla mia “antipatia” per questo supposto capolavoro ma recentemente più persone mi hanno spronato a rileggerlo: per questo, amando seguire le presunte indicazioni del Fato, ho ricercato e trovato il mio vecchio testo scolastico del liceo: pieno di note adulatorie, noiose schede critiche e irriverenti commenti a margine della pagina (ovviamente miei)...
Riguardo a questo sopravvalutato “capolavoro” avrei già qualche commento interessante da fare ma non è questo il momento adatto e rimando a un prossimo post.

Così stamani ho aperto i Promessi sposi alla pagina indicata dal segnalibro (molto opportunamente un pezzo di carta igienica) e ho ricominciato a leggere dall'inizio di pagina 62 (in pratica quasi alla fine del III capitolo).
Si tratta della storia di un certo fra Galdino che racconta di un “miracolo” accaduto qualche anno prima. Siccome non me la sento di ricopiare sul mio blog un frammento del “sacro” testo manzoniano (peraltro troppo lungo!) mi limito a riassumere i soli elementi iniziali che, comunque, sono quelli che mi interessano:
Un padre dello stesso ordine di fra Galdino, padre Macario, considerato un santo, incontra per caso un benefattore del convento. Quest'ultimo sta ordinando ai suoi servi di abbattere un noce perché non fruttifica più. Padre Macario interviene dicendo che l'albero quell'anno farà “più noci che foglie”.
Conoscendo la fama del santo, il possidente richiama i suoi servitori e lascia sopravvivere l'albero.

Poi il racconto continua spiegando come l'albero produsse effettivamente una grande quantità di noci e di un susseguente miracolo che punisce l'avidità del figlio del benefattore (che nel frattempo era morto...); ma questa parte non mi interessa più.

Dopo aver letto le decine di esempi del Frazer è immediato riconoscere nel miracolo descritto dal racconto di fra Galdino gli elementi essenziali di un più antico rito magico.
La mia teoria è che ancora in tempi medioevali, e probabilmente più recenti, girasse per le campagne lombarde la figura di un mago a cui i contadini potevano rivolgersi per chiedergli che un albero tornasse a fare frutti abbondanti. L'essenza del rito del mago probabilmente comprendeva la minaccia simbolica di abbattere la pianta e la promessa dell'albero di tornare a essere produttivo.
Come spesso accade in questi casi, la Chiesa deve essere poi intervenuta, sovrapponendo alla tradizione di questi maghi ambulanti, la leggenda ancor più impressionante (e moralmente edificante!) del miracolo di un santo...

In conclusione mi diverte che, almeno per una volta, ho una teoria più interessante di quella del commentatore del mio “Promessi sposi” scolastico che si limita ad ammettere che questo racconto è spesso criticato perché “risentirebbe troppo di letteratura”...

domenica 25 dicembre 2011

Racconto natalizio

Come al solito ero impegnato in tutt'altro quando ho trovato quattro paginette spillate insieme e scritte in un insolito inchiostro verde.
Questi fogli sono scritti di mio pugno e raccontano una buffa vicenda capitatami oramai otto anni fa.

Visto che oggi è Natale, che la storia ebbe luogo proprio in questo stesso periodo, che è divertente perché mette in luce la mia capacità di creare scompiglio e che, per di più, il suo finale è sommamente edificante ho deciso di ricopiare qui di seguito queste paginette. Ah, dimenticavo: al tempo della seguente storia vivevo e lavoravo in Olanda a Leiden...

Nota “editoriale”: ho aggiunto fra parentesi graffe delle note che spiegano alcuni dettagli altrimenti poco chiari (il manoscritto ritrovato era inteso a mio personale memento e non per estranei...)

19-Novembre-2003:
Ordine su Amazon America (Java Examples, GURPS Uplift, GURPS Planet & Adventures, GURPS Starship, GURPS Humaniti e GURPS Weird War II) {GURPS è un gioco di ruolo e i vari titoli elencati sono delle sue espansioni. Colgo l'occasione per segnalare che probabilmente avevo la collezione di GURPS (vedi prima foto in Libri di casa) più vasta in Italia...}

21-Novembre:
Cancello ordine su Amazon America {Semplicemente perché non mi ero reso conto di aver fatto l'ordine negli USA!}
Nuovo ordine su Amazon UK con stessi libri {Con costo e tempi di spedizione minori}.
Nuovo ordine (Winning chess strategies, Winning chess tactics).
Combino i due ordini insieme.

3-Dicembre:
La mia spedizione è partita {Evidentemente alcuni libri (probabilmente i GURPS) non erano immediatamente disponibili}

Sabato 6-Dicembre:
Il corriere olandese lascia biglietto in cui dice che ripasserà lunedì pomeriggio {arrivato da UK in soli 3 giorni!}

Lunedì 8-Dicembre:
Il corriere olandese lascia biglietto in cui dice che ripasserà martedì sera fra le 18:00 e le 21:00

Martedì 9-Dicembre:
Aspetto tutta la sera, dalle 17:55 in poi, ma non si vede nessuno. Nessun biglietto nella buca delle lettere.

Mercoledì 10-Dicembre:
In mattinata telefono al corriere olandese che mi dice che il pacco lo hanno loro e che se voglio posso passare a ritirarlo.
Richiamo il corriere perché non riesco a trovare il loro indirizzo su internet.
All'ora di pranzo vado con Filipe {mio amico portoghese di macchina munito. Vedi anche: Matrimonio russo-portoghese-olandese e Mentalità sportiva olandese} a cercare il magazzino: il problema è che la strada ha doppia numerazione e così arrivato all'indirizzo indicato c'è una tipica casina olandese. Vado a suonare {mentre Filipe mi aspetta prudentemente in auto} e mi apre una massaia olandese con barboncino inferocito: gli mostro il biglietto del corriere e lei in OLANDESE mi spiega dove andare {all'epoca avevo sviluppato, se non una propria comprensione, almeno una certa affinità con tale lingua...}. In pratica la strada ha doppia numerazione!
Si torna indietro e, dalla strada principale si entra in un dedalo di stradine con magazzini, carrozzerie e altri edifici di ordinario squallore.
Il più fatiscente di questi è il magazzino del corriere!
Evitando la confusione dei vari pacchi e pacchetti {accatasti in traballanti mucchi da tutte le parti...} raggiungo l'ufficio del manager.
Dopo avergli riepilogato chi sono {come scritto ci avevo già parlato un paio di volte} si mette a spulciare i dati sul computer.
L'operazione prende però più tempo del previsto e l'ometto inizia a smoccolare in olandese (o così almeno mi pare a giudicare dal tono!).
Dopo un po' mi fa cenno di seguirlo: iniziamo a frugare a casaccio nel magazzino. Ritorniamo nel suo ufficio dove inizia a controllare la documentazione cartacea: in effetti risulta che il giorno prima il corriere era passato ma non aveva consegnato il pacco che, quindi, si deve trovare nel magazzino.
Ritorniamo a frugare nel magazzino: ancora niente. Messo alle strette mi dice che lui cercherà ancora e di richiamarlo alle 17:00.
Alle 16:30 lo richiamo. Lui mi dice che è molto, molto dispiaciuto ma che probabilmente il pacco è stato erroneamente rispedito indietro e che non ci può fare più nulla! {come da noi, avrebbero dovuto tenerlo in magazzino per almeno 5 giorni lavorativi}
Scrivo ad Amazon spiegandogli la situazione, ovvero che il pacco era arrivato ma il corriere lo ha rimandato indietro dopo soli due giorni.
Tornato a casa trovo il famigerato biglietto del corriere con data del giorno prima: mistero!!

Giovedì 11-Dicembre:
Arrivato in ufficio trovo la risposta di Amazon: in pratica non hanno capito nulla! Mi dicono di aspettare fino al 20 dicembre e, se non arriva nulla, di ricontattarli.
Gli rispondo precisando che è inutile che aspetti fino al 20 perché il pacco è stato rispedito indietro o perso.
Ritelefono al corriere olandese per sapere se il pacco fosse saltato fuori ma non è così: mi viene dato il numero del loro customer service.
Telefono al customer service. Dopo essere stato rimpallato da diversi operatori mi viene detto che secondo il loro computer il corriere dovrebbe fare oggi l'ultimo tentativo di consegna. Alle mie proteste mi dice di attendere e contatta il magazzino; dopo qualche minuto mi richiama e mi dice che in effetti il pacco è stato rispedito alla Royal Mail in Den Haag.
Chiamo la Royal Mail: mi dicono che se il pacco gli è stato rimandato il giorno prima ormai è già in volo per l'UK... {mica siamo in Italia!}.
Riscrivo una seconda email ad Amazon per sollecitarli ad agire e spiegandogli che io avevo fatto tutto quello che potevo fare...

Venerdì 12-Dicembre:
Ricevo la risposta di Amazon: si scusano per il problema e mi comunicano che un nuovo pacco è già in preparazione per essermi rispedito senza alcuna spesa a mio carico.
Verso mezzogiorno controllo lo status del nuovo ordine e scopro che uno dei libri non è più disponibile e che quindi dovrò attendere fino alla fine di gennaio...
Provo a spippolare sul loro sito per vedere se e quanto mi verrebbe a costare se divido l'ordine in due spedizioni.
Sfortunatamente non è possibile selezionare i vari oggetti e mi vengono proposte automaticamente quattro spedizioni separate (!) di cui tre a mio carico.
Riprovo a rimettere gli articoli insieme ma non mi va più via il costo per la spedizione di 11 sterline...
Mando una nuova email ad Amazon chiedendogli di ripristinare la situazione originale.

Lunedì 15 Dicembre:
Ricevo la risposta di Amazon: la situazione di venerdì mattina è stata ripristinata.
Controllo immediatamente lo status del mio ordine e scopro che adesso anche uno dei GURPS non è più disponibile e la data prevista per la spedizione del pacco è il dicembre 2004!! {l'anno successivo!}
Riscrivo ad Amazon chiedendogli, con diverse opzioni, la consegna in più spedizioni o il rimborso di alcuni libri indicandogli 3 o 4 combinazioni possibili {forse qui pretendevo troppo!} e il mio grado di preferenza per ognuna di esse. Aggiungo anche una lacrimosa storia sui regali di Natale che contavo di fare con i vari libri.

Martedì 16-Dicembre
Amazon mi risponde che sono incerti su quello che io preferisco fare e che solo due libri potrebbero arrivarmi entro Natale.
A questo punto riscrivo ad Amazon per chiedergli di rimborsarmi tutti i libri tranne i due che potrebbero arrivare entro Natale (Java examples e Winning chess strategy).
Tornato a casa scopro ad aspettarmi sulle scale il pacco di Amazon!!! L'involucro è piuttosto ammaccato ma i libri sono intatti!! {Ovviamente si tratta del pacco originale che deve avere avuto la sua bella avventura!}

Mercoledì 17-Dicembre
Seguendo le istruzioni standard di Amazon per i casi in cui il pacco originale arriva prima di quello sostitutivo, cancello tutti gli articoli da quest'ultimo.
Mando un paio (a indirizzi diversi) di email spiegandogli che ho ricevuto il pacco originale e che quindi non ho più diritto al rimborso e gli auguro buon Natale.
Verso mezzogiorno ricevo una mail di Amazon dove mi dicono che, avendo cancellato personalmente tutti gli articoli dell'ordine sostitutivo, si apprestavano a rimborsarmi sulla carta di credito l'intero importo dell'ordine!
Riscrivo ad Amazon spiegandogli che ormai ho ricevuto il pacco e che non voglio più nulla.
A sera Amazon mi riscrive ringraziandomi di averli contattati tempestivamente, scusandosi per il ritardo e dicendomi che il mio rimborso è stato annullato...

Conclusione: ora sapete come "fregare" Amazon! Auguri di Buon Natale a tutti i miei lettori indefessi e non!

venerdì 23 dicembre 2011

Da 350 a 1000

In Post eventuali 1 scrissi circa le mie perplessità riguardo al nuovo limite per gli acquisti in contante: all'epoca si proponeva una soglia di 350€ mentre poi ci siamo attestati a 1000€. Comunque le considerazioni che feci all'epoca rimangono valide.
Nel frattempo si sono moltiplicate le segnalazioni di come questo limite venga aggirato, ad esempio, nelle gioiellerie. Non si fa lo scontrino oppure se ne fanno di multipli o comunque “ci si mette d'accordo”.
Chi abita vicino alla frontiere poi, semplicemente, preferisce fare i propri acquisti all'estero. Inoltre c'è un fenomeno tipicamente italiano: il cittadino che non si fida dello Stato. Sembrerebbe un paradosso che non ci si fidi dell'istituzione che dovrebbe garantire i diritti di ogni cittadino ma è così.
Mi si permetta una digressione: all'uscita dell'autostrada per andare da mio padre c'è un breve raccordo a due corsie, ragionevolmente dritto e senza troppe buche. Normalmente strade analoghe hanno un limite di 90Km/h ma su questo tratto il limite è di 70Km/h e, proprio a metà tragitto, c'è un autovelox. Cosa fanno gli automobilisti quando ci passano davanti? Rallentano fino a 60Km/h perché non ci si fida che sia tarato bene. Analogamente anche chi è in regola con il fisco, sempre secondo i gioiellieri, preferisce evitare di “farsi notare” e non compra o preferisce “alternative”. Oltre al danno la beffa...

Contemporaneamente ha fatto scalpore la notizia della scoperta di un evasore totale che aveva Cayenne, yacht, villa e piscina (dal Corriere.it). Sorge quindi spontanea la domanda: davvero c'è bisogno del limite di 1000€ per scovare questi truffatori?

Io rimango dell'idea che si tratti di un regalo (del resto in linea con numerosi altri provvedimenti) del governo Colline alle banche e che la sua utilità per scovare gli evasori sia marginale (ma in compenso si schederanno ancor di più gli italiani ONESTI).
Comunque vedremo...

giovedì 22 dicembre 2011

Arrampibisba

Sabato pomeriggio qui da me è stata una bella giornata: in mattinata ho cercato di abbattere un vecchio ciliegio (vedi corto Distrutto) e ho fatto altri lavoretti all'aria aperta.
Nel pomeriggio, tutto indolenzito, mi sono seduto davanti al computer: dalla finestra alla mia sinistra potevo osservare parte del giardino e in lontananza, sopra una catasta di legna, Bisba faceva la posta a qualche animaletto, probabilmente un topino...
All'improvviso, mentre leggevo tranquillamente la posta, un tonfo sul vetro della finestra alla mia sinistra mi ha fatto sobbalzare: Bisba era piombata sul davanzale della mia finestra!
Rapidamente l'ho fatta entrare in camera perché temevo che cascasse di sotto: infatti la mia finestra si trova al primo piano a diversi metri di altezza da terra!
Evidentemente Bisba si era arrampicata su per l'alloro per lanciarsi poi contro la mia finestra...

Fin da quando Bisba era piccola mi ero accorto della sua propensione per arrampicarsi sugli alberi (vedi ad esempio Una gattina difficile o Bisba) col crescere questa abitudine è diventata una passione: quando vede un albero non resiste e corre ad arrampicarsi.
Ad esempio oggi, mentre tagliavo il ciliegio, Bisba si arrampicava su tutti gli alberi da frutto nei paraggi fino a quando non l'ho vista più: mi sono guardato intorno e ho scoperto che aveva trovato il querciolo!

Eccola là!


Una gatta che vede lontano...


Riuscite a vederla?


E ora?


Bisba passeggia tranquillamente su un ramo...


"Ovvia! scendiamo..."


Lo stile è migliorabile...


E ora dove vado?


Beh... poi avrei anche le foto dell'alloro e delle sue ultime malefatte (fra cui quelle di Bisba vs. Picchio verde...) ma oramai le pubblicherò in un'altra occasione...

mercoledì 21 dicembre 2011

Il taglio del bosco

Questo week end, fra sabato e domenica, ho abbattuto un ciliegio secco (vedi anche il corto Distrutto) a colpi d'ascia...

Questa esperienza non mi ha portato, come sembrerebbe naturale, a fare grandi riflessioni sulla caducità delle cose e della vita in genere. Ebbene non è stato così: seppur i giorni successivi mi abbiano portato accenni di pensieri escatologici, principalmente mi hanno regalato un indolenzimento generalizzato in tutti i muscoli e ossa del corpo.
In particolare le mani continuano a essere doloranti: è un principio della fisica “ad ogni asciata sull'albero corrisponde un asciata di forza uguale e contraria sulle mani”. In genere, se si ci si muove bene, si riesce ad attutire il colpo con tutto il corpo ma a volte, quando magari la presa non è troppo salda, il contraccolpo impatta dolorosamente sulle mani...

Insomma le tecnica è molto importante: non solo per non farsi male ma anche per tagliare in maniera efficiente il tronco. Non basta cioè tirare delle gran botte con tutta la forza che abbiamo: occorre anche precisione e un'impostazione che permetta di usare la forza di tutto il corpo, schiena e gambe comprese, e contemporaneamente di attutire il contraccolpo. Poi in generale i colpi hanno un'inclinazione diagonale rispetto al tronco dell'albero, sia perché così si fa meno fatica sia perché ci si può mettere più forza, però ogni 3-4 colpi di questo tipo, bisogna darne uno perpendicolare al tronco per far saltare via le incisioni fatte con i colpi precedenti (che se rimangono sul posto assorbono gran parte della forza delle asciate).

Ah... e poi è faticosissimo! Dopo cinque asciate avevo già il fiatone...

Di seguito qualche foto di documentazione:

Edited: osservando le foto mi sono accorto che il lettore dotato di eccellente spirito di osservazione dovrebbe essere in grado di notare un particolare curioso...

L'albero "scheggiato" dal davanti


L'albero "scheggiato" di profilo


Albero e ascia


L'immancabile curiosa


Il taglio diviene significativo...


Dettaglio


Improvvisamente!


L'albero è volato in Cielo...

martedì 20 dicembre 2011

Lezione peggiore (7)

Beh, relativamente al maestro: rispetto alla “migliore” lezione del precedente questa sarebbe stata stata sempre venti volte meglio....
In realtà non sono sicuro che quella di ieri sia stata veramente la peggior lezione, però è partita male e io l'ho vissuta male per il resto della sua durata andandomene poco soddisfatto.
Il motivo è che il maestro è arrivato in leggero ritardo: quel tanto che basta a far sembrare esosa una mia richiesta di recupero ma abbastanza da essere significativa nello svolgimento della lezione.
Il maestro è arrivato con solo 5 minuti di orologio di ritardo, ma fra montare la sua attrezzatura e fare mente locale su come impostare la lezione avremo perso altri 5 forse 10 minuti che, nel complesso, su un'ora iniziano a esserne una porzione significativa.
A mio avviso il maestro avrebbe dovuto prendere l'iniziativa di dirmi di venire 5 minuti prima alla lezione successiva e sarebbe stato tutto risolto...

Per prima cosa gli ho detto che secondo me l'arrangiamento dell'Inno alla Gioia di Beethoven che mi aveva dato (vedi Lezione migliore) aveva il finale sbagliato: in realtà glielo avevo scritto la scorsa settimana appena provato ma non mi aveva risposto...
Lui ha accolto la mia affermazione con una certa sufficienza e mi ha chiesto di suonargli quel pezzetto (dopo una settimana oramai conoscevo il pezzo ad occhi chiusi) e, in effetti, ha convenuto che avevo ragione. Si è messo per 5 minuti a strimpellare per conto suo e mi ha trasformato un FA in un LA risolvendo il problema.
Normalmente sarei stato felice di aver colto in fallo il mio maestro ma, essendo con la luna storta, ho pensato che se avesse risposto alla mia email avremmo risparmiato 5 minuti in una lezione già dai tempi corti.
Poi gli ho spiegato che, seppure riesco lentamente a progredire, continuo a fare molta fatica con gli accordi. Mi ha risposto che in genere gli studenti hanno più problemi con le note singole (gli esercizi con le scale per intenderci) che con gli accordi: ma che comunque non c'era da preoccuparsi.
Anzi, mi ha mostrato tre nuovi accordi: E7, A7 e B7. Si tratta di accordi di settima (che non sto a dire cosa significa tecnicamente) che mi ha spiegato non vanno bene da per tutto ma solo in certi contesti che “vedremo”. E7 e A7 sono molto facili perché sono uguali a E ed A ma si usa un dito in meno; B7 invece è totalmente nuovo ma non mi è sembrato troppo difficile.
Invece di cambiare i vecchi esercizi me ne ha dato uno nuovo da aggiungere alla mia lista.
Sarà che ero di cattivo umore ma questo esercizio l'ho subito preso in antipatia: si tratta di un esercizio di ritmica jazz (anzi, per la prossima volta mi devo ricordare di dire al maestro che io non voglio suonare niente di jazz e che se questo esercizio è finalizzato a strimpellare qualcosa di quel genere non lo voglio fare...) che usa i nuovi accordi di settima.
Si tratta delle seguenti 12 battute da suonare in maniera un po' particolare:
E7 – E7 – E7 – E7
A7 – A7 – E7 – E7
B7 – A7 – E7 – E7

SE HO CAPITO BENE, ogni battuta è divisa in due parti e io devo mentalmente contare da 1 a 3 per ciascuna parte. All'1 suono l'accordo, al due non faccio niente e al tre lo risuono. La seconda parte è diversa: all'uno devo zittire le corde. Abbiamo fatto varie prove sul come e, la maniera per me più facile, è quella di dare una “zampata” con la mano destra sulle corde dove normalmente uso il plettro, al due e al tre non faccio niente (ma se c'è bisogno posso cambiare l'accordo con la mano sinistra).
Non so: mi pare inutilmente complicato e non mi sembrava il caso di aggiungere carne al fuoco quando sto ancora cercando di padroneggiare gli ottavi. Accortosi del mio malumore mi ha spiegato che bisogna iniziare a fare anche questo tipo di esercizi e che non si può aspettare che io non abbia più problemi con gli altri esercizi sugli accordi...
Ovviamente sono tutt'altro che convinto!

Visto che ormai il brano di Beethoven (molto facile) lo strimpello già, me ne ha dato uno nuovo. Invece di darmi le note con la loro durata mi ha dato solo la tablatura (ovvero le note con la diteggiatura ma non la loro durata). Il brano infatti è piuttosto famoso (“The Entertainer”: vedi Veltroni su Youtube. Beh, io dovrei suonare i primi 10 secondi e basta!) e sarò io, per esercizio, a dovere individuare i tempi giusti.
Essendo di cattivo umore ho accolto malvolentieri anche questo nuova idea e, già ieri sera quando l'ho provato, ho iniziato a emettere, oltre a note dissonanti, vari accidenti. Dopo un po' ho capito la ritmica per gran parte del brano ma ancora mi manca la parte subito dopo l'inizio dove c'è una serie di DO-MI ai quali non riesco a dare senso...

In conclusione la lezione è finita e me ne sono andato con scarsa pace d'animo.

lunedì 19 dicembre 2011

Colline 10: lo zio!

Finalmente ho le “prove” che il governo Colline è una fregatura!

Stamani, nell'ultimo sogno fatto prima di alzarmi, ho sognato lo zio Gip!
È strano: quando conosco una nuova persona, oppure quando muore qualcuno a me vicino, ho bisogno di un anno o più prima di sognarlo.
Da questo punto di vista lo zio è stato puntualissimo e si è “fatto” sognare a poco più di un anno di distanza dalla morte.

Il sogno è stato molto breve: oramai ero quasi in dormiveglia e mi svegliavo e riaddormentavo in continuazione. Nel sogno ero a casa dei nonni (la famigerata casa dei lupi mannari: vedi KGB le origini: lo sterminatore (*1)) nel piccolo disimpegno in cima alle scale. Alcune persone stanno salendo: mi rendo conto che sono due ma la seconda l'intravedo solamente perché la prima è piuttosto corpulenta. Finalmente arrivano al mio pianerottolo e il primo signore mi sfila davanti (non so chi era oppure non lo ricordo) e, con mio grande stupore, la persona alle sue spalle è lo zio Gip!!
Sono subito consapevole che lo zio è morto (a volte mi capita di non ricordare questi “dettagli”!) ma sono felicissimo di vederlo: contrariamente alle mie abitudini (*2) l'accarezzo con la mano sinistra sulla spalla, sulla schiena e sul volto. Lo zio ha la faccia pallida e grigia, sembra anche un po' più piccolo come se fosse di due taglie più magro, però mi sorride. L'accompagno nel salottino accanto all'ingresso e lo faccio sedere su una poltrona. Vorrei fargli molte domande e pregusto già l'idea di scrivere quello che mi risponderà sul mio blog. Sono infatti consapevole che si tratta di un sogno ma non me ne importa perché sono comunque sicuro di parlare realmente con mio zio e che il sogno sia solo il luogo dove ci incontriamo...
E che cosa gli vado a chiedere? Colpa dei miei lettori, o di chi mi ha convinto a seguire di più la politica, ma gli chiedo: “Zio, cosa ne pensi del governo Colline (*3)?”.
Lui ha fatto come suo solito e si è preso qualche secondo per rimuginare: ancora non aveva parlato ed ero ansioso di ascoltare la sua voce. Finalmente mi ha detto: “Sento puzzo di bruciato: all'interno non è come sembra...” e io, tutto contento, ho risposto “Perfetto! Perfetto! Perfetto!” felice che anche lo zio nutrisse il mio stesso scetticismo. Poi lo zio, cambiando argomento, mi ha chiesto: “Ma hai iniziato a scrivere su quello che ti ho dato?”. Non ho capito a cosa si riferisse: pensavo a un'agenda, un quaderno, un blocchetto, non so... Così, ho iniziato a rispondergli: “No, ma sto leggen...”. Ho fatto in tempo a vedere che lo zio si rattristava e subito mi sono svegliato...

Conclusione: voglio solo aggiungere che ho la sensazione, anzi la sicurezza, che l'opinione dello zio su Colline non fosse personale ma politica. Lo zio non intendeva dire che Colline nasconde qualcosa ma che lo fa il suo governo: gli intenti del governo non sono quello che sembrano...

Nota (*1): è buffo come questo vecchio set sia ancora così apprezzato dal mio inconscio: la nonna sarà morta da circa 15 anni e anche quando era viva, negli ultimi anni, andavo raramente a trovarla...
Nota (*2): i contatti fisici mi creano sempre un po' di disagio/fastidio.
Nota (*3): non ne sono sicuro ma mi pare di aver specificato proprio “Colline” e non “Monti”!