lunedì 4 giugno 2012

Libro molto citato

Quando un libro mi piace lo si capisce dal fatto che inizio a citarlo prima ancora di averlo finito di leggere: in questo caso la “Storia della stregoneria” di Giordano Berti, Ed. Oscar Storia Mondadori, 2010 l'avevo già ampiamente menzionata in Triplice serendipità, in Erodiade e in Proverbi 30, 15-16...

Il motivo per cui mi sono messo a leggere questo libro è peculiare e vale la pena spiegarlo.
Prima di tutto il libro non è mio: si tratta di un regalo di compleanno che feci a mio padre (accolto peraltro con molta sufficienza). Ero in libreria, mi colpì la copertina, lessi alcune pagine a caso e scoprii che documentava dettagliatamente i casi di stregoneria avvenuti in Italia, mi sembrò interessante e, quindi, come detto, lo comprai per regalarlo.
Per molti mesi me ne dimenticai poi scrissi il post Serendipità libresca in cui raccontavo della coincidenza per cui avevo letto contemporaneamente un passaggio dei Promessi sposi e uno del Ramo d'oro molto affini: in pratica scrivevo come l'episodio del miracolo narrato dal Manzoni avesse molti dei connotati di rituali magici diffusi fra le popolazioni primitive. A questo avrei voluto aggiungere, ma non lo feci, che probabilmente il miracolo del santo era, almeno in parte, un invenzione della Chiesa che andava a sovrapporsi sui riti compiuti dai maghi erranti per procurare un buon raccolto o propiziare la pioggia: da qualche parte avevo infatti letto che ancora nell'antichità c'erano molte persone che vagavano per le campagne e che si guadagnavano da vivere facendo questo tipo di magie “buone”. Solo che, prima di azzardare questa mia teoria, avrei voluto rinfrescarmi la memoria ma non ricordavo più dove avevo letto queste nozioni.
Alla fine ipotizzai di averlo letto di sfuggita in “Storia della stregoneria” che così mi feci prestare dal babbo. A tempo perso iniziai a leggerlo, poi mi appassionai e ho così finito per leggerlo tutto...

Come mai questo libro mi è piaciuto così tanto?
Fondamentalmente perché è scritto bene: è pieno di fatti interessanti e non diventa mai noioso. Ma non solo: io sono un po' sospettoso degli autori che parlano a braccio senza citare le fonti ma qui, fortunatamente, ogni fonte è ben citata e le note sono abbondanti ed esaurienti. Questo mi permette, volendo, di approfondire un argomento di particolare interesse...

Poi non so, magari, è anche la materia trattata ad essere di per sé interessante piuttosto che l'autore a renderla tale: in effetti io ne sapevo pochissimo e quindi quasi ogni informazione era piacevolmente nuova.

Il libro parla della storia della stregoneria partendo dai primi accenni nell'antichità, passando dall'impero romano fino ad arrivare ai giorni nostri. È inutile che io provi a riassumerla (in realtà ci ho provato ma non mi è riuscito!) perché ci vorrebbe troppo spazio e andrei a ripetere, scopiazzando, quanto scritto nel libro.

Piuttosto preferisco sottolineare quelle informazioni che più mi hanno più colpito.

Si sarebbe portati a pensare che nell'alto medioevo, dopo la caduta dell'impero romano, la superstizione e quindi anche la credenza nell'esistenza delle streghe fosse al suo culmine. In realtà non è così (almeno fra le persone più istruite, ovvero fra gli uomini di chiesa)!
Nel X secolo il “canon episcopi” e nel XII il “decreto di Graziano” vedevano la magia fondamentalmente come superstizione: certo la condannavano ma le pene erano relativamente blande.
In particolare colpisce come nel decreto di Graziano più volte si trovi la formula “se CREDI di aver fatto, o hai fatto, XXX allora la pena è YYY” (dove XXX poteva essere il volo magico, uccidere con armi invisibili dei battezzati, etc...). Insomma c'era parecchio scetticismo, almeno fra le persone più istruite, sulla reale esistenza di questi fenomeni...

E allora come nasce la persecuzione alle streghe dei secoli successivi?
Questo è il secondo aspetto interessante: la caccia alle streghe nasce come uno strumento di potere. Un'arma usata dalla Chiesa per reprimere le eresie. È infatti contro i catari, nel sud della Francia, che nel XIII secolo iniziano le prime persecuzioni. Nei secoli seguenti, raggiungendo il culmine nel XVII secolo, le maggiori repressioni avverranno in aree dove cattolici e protestanti convivono e non, ad esempio, in Italia, Portogallo, Spagna o Francia (se non nelle zone di confine con la Germania).

Il terzo aspetto, e questa è una mia supposizione, è che, se inizialmente la caccia alle streghe era stato uno strumento usato con cinismo dal potere per combattere il dissenso, nei secoli seguenti la situazione dovette cambiare: per chi era nato e vissuto sentendo parlare di inquisizione e caccia alle streghe queste erano divenute, gioco forza, una presenza e un pericolo reale. Insomma, nel giro di pochi secoli, il buon senso che aveva animato il canon episcopi e il decreto di Graziano era sparito: le streghe erano considerate reali anche nelle alte sfere ecclesiastiche.
Forse per questo motivo, più o meno contemporaneamente, la magia viene a essere considerata alla stregua dell'eresia e, per questo, trattata con molta più durezza: ad esempio la condanna al rogo era riservata solo agli eretici e le streghe venivano bruciate in quanto considerate tali.

Una riflessione che deriva dal leggere le stragi di quei secoli è il cercare di capire cosa animasse gli inquisitori che si vantavano di aver mandato sul rogo migliaia di persone: il sadismo non basta, la ricerca del proprio piacere attraverso la sofferenza altrui non può giustificare la fatica di un simile impegno: evidentemente c'era la convinzione di fare del bene. E la conclusione è che sono proprio coloro che perseguono ciecamente i propri ideali le persone più pericolose perché non hanno scrupoli morali e non si fermano davanti a niente.

Il quarto aspetto che mi ha colpito, e forse il più sconvolgente, è la portata del fenomeno, ovvero il numero di vittime: non ritrovo la pagina esatta ma ricordo che si parlava di cifre dell'ordine di 100.000 morti.

Infine è anche interessante la rinascita, attraverso svariati equivoci, della stregoneria moderna, la cosiddetta Wicca. Contrariamente a quanto pensassi non ha niente a che vedere con l'adorazione del demonio ma, piuttosto, è caratterizzata da una diffusa credenza verso una grande madre e la necessità di vivere in armonia con la natura.

In conclusione un libro interessantissimo, che scorre bene e ricco di innumerevoli notizie che fanno riflettere...

domenica 3 giugno 2012

Le Avventure di Cavolina: I promessi sposi (1/5)

Prima di tutto una nota editoriale: questo è il terzo racconto della serie “Le Avventure di Cavolina”. Alcuni lettori più maliziosi hanno trovato in questi racconti delle tematiche vagamente improprie: in realtà il mio intento è solo quello di scrivere una storia divertente. Se alcune di queste vaghe allusioni dovessero turbare i lettori più sensibili me ne scuso anticipatamente: non era questo il mio scopo.
Detto questo vale forse la pena ricordare chi sono i vari personaggi e dove si svolgono le storie. In realtà le tre avventure di Cavolina appartengono solo nominalmente alla stessa serie: solamente con quest'ultimo episodio ho cercato di omogenizzare un po' il background...
La protagonista, Cavolina, ha due sorelle più grandi di cinque e sette anni. La maggiore si chiama Peretta (aka Patatina), la seconda Ricottella (aka Mozzarella); al riguardo vedi il racconto Mai con uno sconosciuto. Cavolina, oltre alle due sorelle, ha anche un fratellino un po' più giovane chiamato Pisellino (che però a volte è in collegio). Cavolina possiede un'oca, chiamata Selvaggia, come animale domestico: in realtà Selvaggia finisce spesso nel forno per essere poi sostituita da una sua versione più giovane...
La madre di Cavolina, religiosissima, è una donna di facili costumi (vedi il racconto La commissione per mamma) che però ama le figlie e dà loro buoni consigli; il padre è invece spesso assente per motivi di lavoro ma, anche lui, ama teneramente le sue figliole e, un po' meno, Pisellino.
Cavolina abita in una fattoria, situata poco lontano da un paese di campagna non meglio identificato, di una terra popolata da animali parlanti, maghi, prìncipi e, all'occorrenza, da tutto quello che mi viene in mente...
Nella fattoria ci sono molti animali fra i quali spiccano, oltre all'oca Selvaggia, anche la saggia mucca Tirintilla e il vecchio Nonno Rospo (un rospo nero e bitorzoluto).
In genere i ringraziamenti si scrivono alla fine: però, siccome non sono sicuro di quanti lettori arriveranno al termine del racconto, li faccio adesso.
Un grazie particolare va quindi a Cappuccetto Rosa e al Dott. Capellino che, per gioco, mi hanno suggerito dei dettagli strani che io mi sono poi sforzato di introdurre nella storia: un esempio per tutti è il sordido “sflescino”!
Un grazie un po' meno particolare va anche ai miei beta-lettori che, dopo una lunga trattativa, mi hanno pazientemente quasi rassicurato sulla quasi totale innocenza del mio scritto...

DISCLAMAZIONE!
Caro Bambino, se hai meno di 30 anni, per favore, chiudi subito gli occhini e, col ditino, clicca per uscire da questa brutta pagina web!
Se comunque vuoi leggere questo racconto, tieni presente che ci sono delle tematiche che potrebbero farti impazzire o morire sul colpo o diventare cieco. Sebbene la storia sia così magistralmente ben scritta (ma veramente ben scritta) da far sembrare tutto estremamente realistico e credibile, devi sapere che maghi, elfi e magie varie non esistono nella realtà anche se Harry Potter o i telegiornali potrebbe averti fatto credere il contrario. Il seguente racconto è infatti il frutto marcio della mia fantasia marcia: in particolare non provare a lanciarti dal balcone a cavalcioni di una scopa gridando la formula magica “Vola, vola mia scopetta che la scuola mi aspetta!” perché, anche con forte vento a favore, l'atterraggio sarebbe comunque difficile e molto molto duro. Insomma: azioni, idee e comportamenti che nel racconto possono apparire leciti o divertenti nella realtà potrebbero essere illegali e avere serie conseguenze: per questo, tali azioni, non devono essere assolutamente imitate. E non mi riferisco soltanto a gettare l'organico nel cassonetto del verde...

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Baccabriciola e Strabuccino
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Alla fattoria c'era una grande agitazione: in meno di un mese Ricottella si sarebbe sposata col principe Buzzurro. Peretta, la sorella maggiore, era già convolata a nozze pochi anni prima e ormai Ricottella scalpitava per seguirne l'esempio.
Quest'ultima era tutta felice e non faceva che ripetere a ogni famigliare quanto grande fosse il suo amore: alla sorella maggiore diceva “È bellissimo!”, alla madre “È ricchissimo!”, al padre “Mi vuole tanto bene!”, a Cavolina “Quando anche tu troverai la persona giusta lo capirai...” mentre invece, al giovane Pisellino, continuava a dare solo scappellotti perché questi, ancora troppo immaturo per capire l'importanza del momento, continuava come sempre a sottrarle la biancheria intima per lavarla.
Eppure a Cavolina, nonostante le parole della sorella, il principe Buzzurro non piaceva. Sembrava infatti che solo lei fosse in grado di vedere, attraverso i suoi falsi manierismi, la vera natura di quell'uomo indegno. Sfortunatamente in famiglia nessuno si curava dei suoi dubbi: la sorellastra Peretta le rispondeva “Ma è bellissimo...”, la madre “Ma è ricchissimo...” e il padre “Ma le vuole tanto bene...”. Pure Pisellino, al quale Cavolina era da sempre legatissima, non l'ascoltava: ormai era sempre più spesso preso dalla sua ultima mania di chiudersi in bagno per lavare la biancheria delle sorelle...

Solo Baccabriciola, una sua ex compagna di scuola, l'ascoltava con attenzione e annuiva sconcertata alle rivelazioni dell'amica.
«Sarà anche bello e ricco quanto vuoi ma ieri il principe Buzzurro, che era a cena da noi, per tutto il tempo non ha fatto che grattarsi il sedere annusandosi poi le dita...» - raccontò inorridita Cavolina.
«Ma dai!» - rispose sconcertata Baccabriciola.
«E poi non fa che ruttare e infilarsi le dita nel naso!» - proseguì Cavolina accorgendosi troppo tardi della gaffe...
«Anche... anche il mio Strabuccino si infilava spesso le dita nel naso...» - mormorò tristemente Baccabriciola.
Strabuccino era famoso in paese per essere un tipo strano: un omino vestito di stracci, con i pochi capelli sempre arruffati, passava il proprio tempo a scrivere lunghi manifesti, che nessuno leggeva, ma che lui continuava ad appendere al tronco della sua casa. Già perché Strabuccino, non solo non era un genio per niente compreso, ma viveva anche dentro un albero!
Ebbene un giorno, questo Strabuccino, mentre se ne stava dietro la sua finestra nascosta fra i rami, aveva scorto la bella Baccabriciola che sembrava leggere con estrema attenzione il suo ultimo manifesto.
In verità Baccabriciola non stava affatto leggendo il manifesto di Strabuccino: semplicemente strizzava gli occhi davanti a esso per provare e abituarsi alle lenti a contatto appena comprate.
Comunque sia, Strabuccino si innamorò immediatamente della giovane Baccabriciola perché, oltre a reputarla intelligentissima per aver letto con cotanta attenzione il suo manifesto, ella era anche realmente molto bella: aveva un volto delicato, dalla pelle lattea, nel quale spiccavano i penetranti occhi verdi e le morbide labbra rosse, il tutto incorniciato da capelli corvini straordinariamente soffici e sottili...
Così Strabuccino iniziò a corteggiare la ragazza a modo suo: regalandole cioccolatini semi-scaduti, vecchi libri scarabocchiati e foglie secche del suo albero. La ragazza era in verità un po' lusingata da tante, seppur bizzarre, attenzioni ma, soprattutto, ne era molto imbarazzata e per questo cercava in tutti i modi di non farsi vedere insieme a lui.
Sì, perché Strabuccino non era solo un tipo molto, troppo, insolito ma, seppure forse piuttosto intelligente, era decisamente brutto, basso e molto più vecchio di lei: e, si sa, il paese è piccolo e la gente e gli animali mormorano e anche le mura, specie se magiche, hanno orecchie e talvolta occhi...
Comunque la “storia” fra Baccabriciola e Strabuccino era durata platonicamente piuttosto a lungo: la ragazza l'aveva vissuta nell'imbarazzo mentre l'uomo era rimasto cieco di fronte alla riluttanza di lei.
L'unico motivo per cui Baccabriciola non aveva detto chiaro e tondo a Strabuccino di lasciarla in pace era che, nonostante tutto, le sue amiche erano molto impressionate dal fatto che lei avesse uno spasimante tanto più anziano. Soprattutto Cavolina ne era affascinata e giudicava le trovate dell'uomo per far colpo sull'amica così romantiche che, anche a questa, finivano per apparire meno grottesche di quanto non fossero.
Alla fine però Strabuccino aveva insistito nell'invitare Baccabriciola a provare la sua ultima invenzione romantica: un materasso di foglie secche che lui stesso aveva ammonticchiate, fra le radici sotto il suo albero, scegliendole una ad una fra le più grandi e profumate. All'ennesimo rifiuto della ragazza, offeso, si era barricato in un gelido silenzio dentro la sua casa arborea...

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Lo “sflescino”
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Adesso, a qualche mese di distanza dalla rottura, Baccabriciola provava un vago rimpianto: una sorta di nostalgia che sarebbe rapidamente evaporata se non fosse stato per Cavolina che, ad ogni occasione, non le faceva che ripetere quanto Strabuccino fosse superiore al principe Buzzurro.
«Magari Ricottella si fosse innamorata di lui invece che del principe!» - sospirava Cavolina - «Ti immagini come sarebbe romantico vivere dentro un albero e svegliarsi al canto degli uccellini che cinguettano fra i rami?»
«Beh... sì... forse... Però mi dicevi che la residenza del principe Buzzurro, oltre al castello, comprende anche un piccolo parco, vero?» - chiese Baccabriciola
«Beh, sì: si tratta di un centinaio di ettari con piante provenienti da tutto il mondo: Ricottella mi ha detto che ci sono anche due sequoie fatte venire dal nord America e pagate ben 265 baiocchi d'argento: che sprecone!»
«Strabuccino mi diceva che aveva sempre sognato di avere una villa dentro una sequoia...»
«Oh! animo nobile di uno Strabuccino! Che stolta sei stata a fartelo scappare, Baccabriciola! Piuttosto ti ho detto che il principe Buzzurro è anche un gran maiale?»
«Sì, molte volte... ma non mi hai mai spiegato perché...» - rispose Baccabriciola
«È così imbarazzante... dai, te lo dico: ma è un segreto che non devi dire a nessuno: d'accordo?»
«Certo! Ma, orsù, raccontami!»
«Beh, la mia sorella maggiore, Peretta, era venuta a trovarci e si era chiusa a chiacchierare in camera con Ricottella. Io, lo so, non avrei dovuto, ma ero curiosa e poi Pisellino si era chiuso a chiave dentro camera mia, così... beh, così sono andata a origliare alla porta! Ricottella stava raccontando a Peretta che il principe Buzzurro le aveva mandato dei regali comprati dall'elfo Silvano!»
«Il vecchio elfo pervertito!?»
«Sì, lui...»
«Quello che fa abiti così sconci che anche le donnacce si vergognano a indossarli?»
«Sì, lui...»
«Quello famoso per i giocattoli erotici da depravati?»
«Sì, proprio lui... Il principe Buzzurro aveva comprato per mia sorella un abito osceno, che non ho visto ma che, dai commenti di Peretta, doveva essere decisamente indecente, e soprattutto un grottesco giocattolo sessuale: lo “sflescino”...»
«E cosa sarebbe questo “sflescino”?» - chiese Baccabriciola che adesso pendeva dalle labbra dell'amica.
«Oh, è orribile! È disgustoso! Mi vergogno troppo...»
«Dai, Cavolina, non farmi penare, dimmelo!» - l'incitò Baccabriciola.
«Va bene, va bene... si tratta di un giocattolo creato dall'elfo Silvano che ti devi infilare dentro...»
«Come infilare dentro?» - chiese Baccabriciola
«Sì, dai... attraverso la tua porta di giada... poi si accende e ti illumina il pancino dall'interno di strani colori lampeggianti...»
«Ma è disgustoso!»
«Infatti!! Pensa che Ricottella ha detto che si vedono anche le vene... Però, a leggere il manuale d'istruzione, sembra che gli uomini trovino questa luminescenza pulsante estremamente eccitante...»
«Scusa, ma poi... ehm... non dà fastidio? Non brucia?» - chiese Baccabriciola mentre cercava di immaginarsi lo strano giocattolo in azione.
«No: è magico. Una volta inserito non si sente più né emette calore. E poi immaginati la camera da letto nel buio, illuminata solo dalla luce soffusa proveniente dal ventre della donna: quando questa appena allarga le gambe e la valle nella foresta si socchiude...» - aggiunse Cavolina lasciando la frase in sospeso.
«Capisco! L'uomo davanti a lei vede la luce alla fine del tunnel!» - completò la frase Baccabriciola sgranando gli occhi mentre Cavolina si limitò ad annuire solennemente.
«Che schifo!!» - gridarono poi entrambe le ragazze mettendosi a ridere.
«Ricottella ovviamente ha rispedito tutto al mittente, ma il principe Buzzurro non si è nemmeno preso la briga di scusarsi...» - si sentì in dovere di aggiungere Cavolina.

sabato 2 giugno 2012

Distorto

Oggi volevo postare un video per mostrare i miei progressi con Paranoid: dopo almeno 10 minuti di registrazione, e vari tentativi abortiti, mi era venuta un'esecuzione passabile e avevo quindi stoppato la webcam.
Il problema è che non avevo fatto nessun test e mi ero dimenticato di impostre l'input audio dalla webcam col risultato che non mi sente suonare!
Così, tanto per postare qualcosa di significativo, pubblico il repertorio dei brani (spesso solo pezzettini) che so "suonare" nell'ordine in cui li ho imparati:
Inno alla gioia
The Entertrainer
Smoke on the water
FoD Intro
FoD Melodia
Fiera Est
Popey
Sound of Silence
BH Battuta
BH Ritornello
Greensleeves
I Simpson
Edited (4/6/2012): BH Intro (inizialmente l'avevo messo nella posizione cronologica sbagliata)
Paranoid (prime 16 battute)
Edited (4/6/2012): Rock Around the Clock (me ne ero dimenticato perché la odio...)
Purple Rain (arpeggio)
Wind of Change (accordi)

Anand campione 2-Giugno-2012
Qualche giorno fa è finito il match per il titolo di campione del mondo di scacchi fra Anand, il detentore, e Gelfand.
Anand ha mantenuto il titolo ma il match è stato molto più equilibrato del previsto: Gelfand nonostante fosse in teoria nettamente inferiore (era dai primi anni '90 che non vinceva una partita contro Anand!) si era preparato benissimo e, soprattutto, il campione, probabilmente a causa dell'età, è in netto declino.
Temo che per Anand la prossima sfida sarà imbarazzante se dovrà affrontare uno dei primi 5 giocatori: il problema è che i criteri di selezione dello sfidante non funzionano: ad esempio Gelfand era solo il numero 20 del ranking mondiale!

Il 7 giugno incomincia un torneo bellissimo, il Tal Memorial, con i primi 5 giocatori del mondo e in più l'ottavo, il decimo e l'undicesimo! Ci partecipa anche Caruana è sarà significativo vedere come se la cava con avversari così forti...

Complimenti a me! 2-Giugno-2012
Questa è l'ultima volta (credo) che torno sull'argomento Shouryya Ray, il ragazzo tedesco di origini indiana, che la stampa, compreso il Corriere.it, aveva definito un genio (vedi i corti Bufala?, Eh! Eh! e Formula già nota). La vicenda ancora non si può dire chiarita, e magari Shouryya Ray è davvero il genio strombazzato dalla stampa, resta il fatto comunque che molti osservatori, per non parlare di wikipedia, hanno espresso i miei stessi dubbi e la tendenza è quella di considerare il ragazzo estremamente in gamba ma che la sua presunta rivoluzionaria scoperta non sia tale!
I complimenti me li faccio comunque, indipendentemente da come finirà questa storia, perché sono stato bravo a leggere i giornali con spirito critico e, sebbene con qualche ora di ritardo (mentre ero insonne nel cuore della notte!), a rendermi conto che c'erano troppi particolari che non quadravano...

Una buona panoramica della vicenda è qui ma non si aggiunge niente oltre a quanto ho già scritto io...

Italia-Russia

Pubblico anticipatamente il post di domani visto che si tratta della mia previsione per la partita di stasera!

Ecco la formazione per l'amichevole di stasera contro la Russia:
Portiere:
Tuffon – Ovviamente...
Difensori:
Aprile – Lui è forte
Bagagli – Blocco Juve
Boccucci – Idem
Balzetti – Discreto
Centrocampisti:
De Arancioni – IMHO sopravvalutato (soprattutto a volte perde il controllo)
Brillo – Ovviamente: vedremo se riesce a essere all'altezza anche con l'Italia
Maschisio – Forte
Lentolivo – Non è uno zombie ma quasi: l'ultima stagione buona l'ha fatta tre anni fa...
Attaccanti:
Cazzano – Se è in giornata...
Palotelli – Se è in giornata (e non si fa espellere...)

Individualmente, Bagagli e Boccucci, non sono forse i migliori difensori centrali disponibili ma, evidentemente, Brandelli ha puntato sul blocco Juve e, se questa ha incassato pochissimi gol, suppongo il merito sia anche loro.
Terzini buoni: soprattutto io stravedo per Aprile...
Il centrocampo mi lascia molto perplesso: Lentolivo è due anni che non fa una buona stagione e non l'avrei nemmeno convocato. De Arancioni è discreto (a mio avviso sopravvalutato) ma a volte perde il controllo con conseguenze disastrose...
Brillo quest'anno ha giocato bene nella Juve ma non sono sicuro possa fare lo stesso nell'Italia: vedremo stasera...
Maschisio mi piace: spero riesca a fare dei buoni inserimenti.
Ma, temo che, a parte le qualità dei singoli giocatori, a centrocampo soffriremo perché: Brillo non credo che corra molto, Lentolivo neppure, Maschisio è più offensivo che difensivo e quindi parecchio dipenderà da quanto lavoro sporco riuscirà a fare De Arancioni...
L'attacco può far gol a qualsiasi difesa in qualsiasi momento se è in giornata altrimenti... Incognita Palotelli. Io avrei preferito vedere Giovino e Di Pasqua...

La partita di stasera dovrebbe essere interessante per chiarire il potenziale dell'Italia. La mia teoria è che il non gioco di Brandelli ci faccia costruire poco contro le squadre deboli (e quindi si faccia fatica) mentre si riesca a far giocare male le squadre forti che cercano di impostare il gioco (vedi amichevoli contro Germania e Spagna).
Il problema è che non so cosa aspettarmi dalla Russia! Probabilmente se la Russia cerca di fare il gioco potremmo riuscire a farle gol in contropiede ma, se si chiudono in difesa, allora la partita rischia di finire in parità o comunque di essere decisa solo da un episodio...

Edited (1/6/2012 dopo la partita): Voti:
Portiere:
Tuffon : 6 niente da segnalare
→ De Xantis 5.5 prende tre gol ma non mi pare colpevole
Difensori:
Aprile : 6- => 5- (vedi Edited 3/6/2012) fa meno di quel che speravo
Bagagli : 5.5 non mi ha convinto
Boccucci : 4 => 4.5 (vedi Edited 3/6/2012) non che fra le riserve si abbia un Thiago Silva ma qualcuno un po' meglio spero di sì
Balzetti : 6+ parte bene ma poi cala
→ Obnonna : 6 una valida alternativa
Centrocampisti:
De Arancioni : 6 nel caos del centrocampo fa il possibile ma niente di più; un po' sfortunato in un paio di occasioni in attacco.
→ NonCeRino : 6 di incoraggiamento
Brillo : 6+ l'unico punto di riferimento a centrocampo; io pensavo peggio ma, a parte un paio di bei lanci, ha fatto vedere poco
Maschisio : 6- probabilmente non ha trovato la posizione
Lentolivo : 5+ un giocatore inutile in un centrocampo che non funziona
→ Thiago Motta : 4 non riesce a toccare palla
Attaccanti:
Cazzano : 6 buona volontà ma andava messo negli ultimi 20 minuti
→ Giovino : 6 ha giocato troppo poco tempo ma ha mostrato qualcosa di buono
→ Di Pasqua : 5.5 entra tardi ma mi aspettavo qualcosa di più
Palotelli : 6.5 il migliore dell'Italia: nelle poche occasioni avute ha tirato nello specchio della porta

Svelato il dubbio che avevo sulla Russia: è una squadra discreta senza un attaccante decente e difficilmente supererà il primo turno dell'europeo. L'Italia è peggio.
Dell'Italia mi ha colpito la confusione a centrocampo e la solita mancanza di schemi e idee tipiche dello “stile” (lanci lunghi in avanti) di Brandelli. I cambi hanno se possibile peggiorato la situazione a centrocampo. La difesa è più che traballante e mi aspetto che, a torto o ragione, Boccucci faccia da capro espiatorio.
Il pronostico per l'europeo è facile: due sconfitte contro Spagna e Croazia mentre con l'Irlanda, forse, ce la possiamo giocare...

Edited (3/6/2012): Un amico mi ha fatto notare che su molte altre pagelle Aprile ha preso dei voti molto più bassi in quanto ritenuto corresponsabile in tutti e 3 i gol subiti dall'Italia. A mia discolpa posso dire che il TV dove ho visto la partita è microscopico e non c'era verso di riconoscere i giocatori se il telecronista non diceva il loro nome! La prossima volta mi siederò più vicino o almeno aspetterò di vedere gli highlites del dopo partita in maniera da essere sicuro di chi ha fatto cosa!
Per il momento tolgo un voto ad Aprile (che passa 5-) e ne aggiungo mezzo a Boccucci (che passa a 4.5). Non sono troppo severo con Aprile perché non è colpa sua se Brandelli lo ha fatto giocare fuori ruolo: nel Napoli infatti, con la difesa a 3, è molto più libero di attaccare mentre, con la difesa a 4, deve gioco forza aiutare maggiormente i due difensori centrali.
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