«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

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domenica 18 novembre 2018

Non giudicare

Riflessione fatta ieri in autobus. Proprio mentre stavo scendendo ho visto, anzi ho intuito, la seguente vicenda: una signora di mezz’età aveva lasciato il proprio posto a sedere a un anziano accanto a una ragazzina che invece, armata di telefonino e auricolare l’aveva completamente ignorato. Ho avuto la sensazione che la signora avesse fatto un qualche commento pungente alla ragazza e questa da parte sua, con sicumera tipicamente giovanile, si era limitata a darle un'occhiataccia irritata, inarcando un sopracciglio, e guardandola dal basso in alto. Ma come detto stavo scendendo dall’autobus e quindi potrei anche essermi immaginato tutto.

Comunque ho iniziato a riflettere sull’episodio, immaginandomi di fare da arbitro tra la signora e la ragazzina.
Sarebbe facile scaricare tutta la colpa sulla ragazza e sulla scarsa educazione che, evidentemente, non ha ricevuto dai genitori. Eppure, se io fossi stato al posto della signora, la mia reazione spontanea al comportamento della ragazza sarebbe stata di indifferenza.
Da una parte, quasi filosoficamente, credo che si debba fare ciò che è giusto indipendentemente da quello che fanno gli altri ma, in secondo luogo, e questa credo sia la ragione più profonda della mia indifferenza, sono ormai da anni giunto alla conclusione che non si debba giudicare il comportamento altrui.
Raramente infatti siamo a conoscenza di tutte le informazioni necessarie per valutare correttamente e, la maggior parte delle volte, rischieremmo di essere presuntuosi cercando di insistere a giudicare gli altri.
Credo che questa sia una lezione che dovrebbe venire con l’età, essere cioè più longanimi verso il prossimo, anche se talvolta (e accade anche a me) al contrario si diventa troppo sicuri delle proprie idee e convinzioni e quindi, paradossalmente, complessivamente meno tolleranti.
Eppure l’aver dato nel passato molti giudizi errati ci dovrebbe aver messo in guardia dalla presunta veridicità delle nostre opinioni: l’aver giudicato male molte volte dovrebbe essere un ammonimento a usare maggiore cautela nel futuro. Ma raramente è così…

E qui viene la seconda parte della mia riflessione: perché l’uomo con l’età, invece di divenire più comprensivo, tende a irrigidirsi nelle proprie convinzioni quando proprio l’esperienza degli anni dovrebbe avergli insegnato a fare il contrario?

Io credo che sia il risultato di diversi effetti psicologici.
Il primo mi pare sia una generalizzazione di quello detto di “confirmation bias” (*1): indipendentemente dalla nostra opinione originaria, quando si viene a sapere qualcosa su una persona, ci ricordiamo tutti i dubbi che potevamo avere avuto su di essa che confermano la nuova informazione e, contemporaneamente, dimentichiamo i nostri giudizi che magari si sono dimostrati incorretti.
In altre parole tante volte giudichiamo male ma, nel tempo, ci convinciamo del contrario, ovvero di aver giudicato bene!
Questo, invece di renderci più scettici, ci rende erroneamente più sicuri del nostro giudizio.
Col tempo poi molte sicurezze svaniscono col risultato che l’uomo tende ad abbracciare più fortemente quelle che gli rimangono e, fra queste, più forte si afferra la certezza nel proprio giudizio.
Infine c’è la sopravvalutazione delle proprie conoscenze. L’esperimento che dimostra il fenomeno è piuttosto carino: vengono proposte delle domande con risposta numerica (come, ad esempio, un anno) e si richiede all’intervistato di rispondere dando un intervallo, grande a piacere, in maniera da rispondere erroneamente, al massimo, a una domanda. Logicamente si potrebbe rispondere dando intervalli amplissimi e non “sbagliare” così nessuna risposta ma invece si tende a sopravvalutare l’esattezza delle nostre convinzioni finendo così per fornire intervalli troppo stretti e sbagliando diverse risposte!
In altre parole la nostra tendenza al presumere di sapere è molto forte e questo ci porta a voler dare giudizi anche quando non abbiamo tutte le informazioni per farlo.

Recentemente (beh! Ormai circa quattro anni fa!), all’epoca dei mondiali del 2014, avevo fatto delle previsioni che si erano poi rivelate sostanzialmente sbagliate. Analizzandone il motivo mi ero reso conto che io, come non esperto di calcio, di alcune nazionali non sapevo assolutamente niente: sì, magari sapevo che 4 o 5 avevano buoni giocatori e che dovevano quindi essere a loro volta discrete ma, se non si conosce la forza relativa delle altre squadre, com’è possibile trarre conclusioni attendibili?
Per poter fare una previsione credibile si dovrebbe aver visto per ogni squadra almeno un paio di amichevoli precedenti all’inizio del mondiale…
Proprio per questo motivo all’ultimo mondiale mi sono astenuto dal fare previsioni: l’unica che avevo fatto (che però era più un’attestazione di simpatia) era che l’Islanda sarebbe andata meglio del previsto: sfortunatamente era finita nel girone forse più difficile venendo così eliminata subito…

Insomma dare giudizi è una tentazione molto forte alla quale non sempre sappiamo resistere. Eppure il detto socratico di “sapere di non sapere” si dovrebbe applicare anche alle nostre convinzioni.

Conclusioni: in realtà personalmente un po’ sto migliorando da questo punto di vista perché, come detto, mi viene naturale ma anch’io dovrei applicarmi di più. Ma questo è un altro dilemma interessante: è giusto forzarci a seguire un comportamento che non ci viene naturale o anche questa sarebbe una forma di presunzione di sapere (erroneamente) cosa sia meglio per noi stessi?

Nota (*1): non ricordo se questo sia il nome corretto, se ne avessi scritto al tempo del corso di psicosociologia ed, eventualmente, come l’avessi tradotto in italiano...

venerdì 16 novembre 2018

Traum und Krieg

Mi sono appena svegliato e voglio subito trascrivere quel che ricordo di ciò che ho appena sognato.
La parte iniziale del sogno non la ricordo, so che non c’ero personalmente e che si trattava di una situazione di guerra, con delle missioni segrete da portare avanti. Ah! Ed ero un soldato austriaco nella I guerra mondiale!
La parte finale del sogno che ricordo, perché subito dopo mi sono svegliato, è la seguente.

Io e altri commilitoni eravamo in licenza e passeggiavamo per le immacolate vie della città (Vienna?) con le relative consorti o fidanzate. Nonostante tutto c’era un’aria serena, mescolata a rassegnazione e fatalismo. Per le vie non c’erano macchine ma neppure carrozze. Le donne indossavano gli abiti dell’epoca, almeno secondo l’interpretazione del mio inconscio.
Però c’era una particolarità: i militari in licenza potevano indossare frammenti dell’uniforme in base al grado di nobiltà della propria famiglia. Chi non era nobile non poteva indossare niente di militare, l’equivalente dei baronetti inglesi poteva indossare l’elmetto e via via la giacca fino all’uniforme completa.

Inoltre erano tutti gentili ed educati con conoscenti o no che si incrociavano per strada. Indipendentemente dalla nobiltà, tutti si ricordavano il proprio grado nell’esercito e salutavano quindi i propri superiori, anche se non nobili, con sincero cameratismo. Non era raro vedere nobili (riconoscibili per i “pezzi” di uniforme) che salutavano ossequiosamente dei borghesi evidentemente però loro superiori nell’esercito.
In particolare tutti erano particolarmente premurosi con la capitana (sì, una donna; sì lo so che è un anacronismo) che evidentemente era rimasta senza fidanzato/sposo.

L’ultimo particolare che ricordo è proprio di lei che accetta la corte di un altro soldato rimasto solo e passeggia insieme a lui. Tutti pensiamo che abbia fatto bene ad accettare perché in qualche modo sappiamo che entrambi moriranno in guerra.

Sogno strano: non perché io non ci sia (cosa abbastanza frequente nei miei sogni) ma per l’ambientazione. Sto cercando di ricordare se ieri avessi visto qualcosa in tivvù che si ricollegasse all’Austria e/o alla guerra ma non mi è venuto in mente niente...

Conclusione: mi piace pensare che gli spunti per questi sogni, dove io non sono il protagonista, li capti dall’inconscio di altre persone... ovviamente poi ritoccando la trama a modo mio…
Mi parrebbe affascinante!

mercoledì 14 novembre 2018

Il cappio della UE

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 1.1.0 "Alice").

Da qualche tempo sto seguendo meno la politica: il problema è che non ho una fonte di notizie attendibile e, quindi, per capire cosa stia veramente accadendo dovrei impegnarmi molto leggendo da più parti. Ma, come detto, non ne ho voglia.

Nonostante questo alcune tendenze mi pare stiano emergendo.
La questione economica, che io ho sempre considerato prioritaria, è stata per mesi nascosta dalla muleta dell'immigrazione: sia maggioranza che opposizione hanno fatto il loro teatrino politico quasi esclusivamente su tale tema. I media gli sono andati dietro pedissequamente.

Riguardo la manovra, lo scorso 14 agosto, scrissi Previsione per l'autunno: adesso siamo ormai vicini all'inverno e i tempi sono maturi.
Nel mio dubbio sulla natura dei populismi di Lega e M5S-Di Maio, in tale pezzo scrivevo che la manovra economica sarebbe stata un passaggio decisivo dove molti nodi sarebbero venuti al pettine: infatti un populismo apparente ([E] 12.4) avrebbe obbedito agli ordini (contro gli italiani) di Bruxelles mentre un populismo reale ([E] 12.4) si sarebbe opposto.
Da queste ipotesi avevo concluso che, alla fine, la maggioranza si sarebbe piegata alle ingerenze estere e la Lega (nell'ipotesi/speranza che questa fosse un populismo reale), non potendo far cadere il governo, avrebbe scaricato la responsabilità di quanto non fatto, su Tria, l'uomo voluto dal Quirinale al posto di Savona.

In realtà il governo ha poi scelto una strada diversa: ha fatto una manovra simbolicamente di rottura col passato che però, alla fine della fiera, sforava di appena lo 0,1% (se ben ricordo! Come detto non sto seguendo attentamente e quindi, almeno nella forma, potrei ricordare male...) la cifra prevista dal precedente governo.
Probabilmente l'idea era che Bruxelles concedesse questa piccolissima vittoria politica al governo che avrebbe quindi potuto vantarsi con gli italiani di un'inversione di tendenza senza in realtà averla cambiata. La manovra era cioè una novità formale ma non sostanziale.
Invece la UE si sta dimostrando oltremodo rigida e, credo su indicazione di Macron, si è arrivati a uno scontro politico distruttivo per tutti: sia per l'Italia che per la EU.
Sfortunatamente l'Italia è molto più debole che nel 2011 quando Monti prese a demolirla fingendo di “salvarla” (imitato poi dai vari governi PD che, con solerzia più o meno maggiore, ne hanno proseguito l'opera). Ricordo che all'epoca lo scrissi più e più volte: prima o poi i nodi verranno al pettine e saremo molto più deboli e meno in grado di affrontarli.
Ebbene quel momento, temo, si stia avvicinando.

Temo anche che il governo non riuscirà a rimanere compatto in caso di forte crisi. Invece sarebbe meglio pure una cattiva guida di nessuna guida politica: come insegnano gli scacchi è meglio avere un cattivo piano che nessun piano. E senza un governo forte e sicuro di come procedere si avrebbe l'equivalente del non piano.

Speriamo solo che in questa lotta politica che, è bene ripeterlo, è stata scatenata sconsideratamente dalla EU (v. anche il corto Detto e ridetto), chi ci rimetta non siano come al solito gli italiani: è vero che, per anni, si sono fatti infinocchiare dal PD che ci ha portato a questa situazione ed è vero che hanno creduto alle bugie dei media anche quando erano palesemente infondate ma, comunque, non se lo meritano. Sono già stati abbondantemente spremuti e impoveriti sull'altare dell'Europa delle banche.

Conclusione: pessimismo moscio.

lunedì 12 novembre 2018

Previsioni (errate)

Da un cinguettio (#lascienza #Goofy7) che riporta la foto scattata al #goofy7 con dei dati di previsioni errate (e la relativa spiegazione di cosa ha portato alle stime sballate).
Previsioni del DEF “Salva Italia” dell'aprile 2012:
PIL 2012Deb./Pil 2012PIL 2013Deb./Pil 2013
Previsione:-1,2%120+0,5%117
Dati Reali:-2,5%127-1,9%132

Conclusione: è questi sono quelli ritenuti “competenti”...