«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
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mercoledì 21 agosto 2019

KGB dice


Ho finito di leggere Lila dice di Chimo, (E.) Mondadori, 1997, trad. di Fabio Gambaro.

Sono perplesso: lessi la traduzione in inglese una ventina d’anni fa, tutta d’un fiato, e mi piacque molto di più. Non riesco a stabilire se sia colpa della mia memoria o della traduzione in italiano.

Della prima lettura ricordo il linguaggio e le costruzioni spesso elementari unite alle belle immagini. In questa versione italiana lo stile piano l’ho percepito molto meno e poi, ogni tanto, vi ho trovato dei singoli vocaboli che mi stonavano.

In teoria (verificherò su Wikipedia se c’è qualche notizia in più) Chimo, l’autore, è un giovane immigrato magrebino di seconda generazione che vive in una periferia disagiata di Parigi: differentemente dai suoi coetanei ha una sensibilità spiccata che però nasconde per mescolarsi con i suoi amici. Solo una professoressa anni prima e Lila poi si accorgono del suo lato profondo e riflessivo che lui matura lentamento raccontando la propria vita su dei quaderni.

Chiaro che non sia facile da tradurre: ed è evidente che il dialetto di un sobborgo di Parigi non ha un equivalente in nessun dialetto italiano. Per questo alcune parole gergali secondo me avrebbero dovuto essere tradotte in un italiano quotidiano e non dialettale (*1)…

Nota (*1): almeno credo che facciano parte di un qualche dialetto italiano: io non le conoscevo...

Cambio sponda - 21/8/2019
Inevitabilmente, avendo visto da bambino al cinema nel 1977 “Guerre stellari”, ho sempre considerato con sufficienza “Star Trek” anche se guardavo tutte le puntate che passavano in tivvù negli anni ‘80. Anche le tre pellicole realizzate per il cinema della serie Star Trek, per quanto ben realizzate, non potevano competere col fascino di “Guerre stellari”.
Poi però George Lucas ha cagato il “prequel” e anche le più recenti pellicole, benché migliorate, sono lontane dal fascino della trilogia originaria.

In questi giorni, a occhio nel giro di una settimana, mi sono invece guardato ben 4 stagioni della serie “Star Trek: Enterprise” che è di antefatto alla serie originale: veramente piacevole. Ho apprezzato moltissimo l’attenzione e il rispetto per la serie originale (andato completamente perso nei vari “Star Wars”)…
E ora me ne inizio a guardare un’altra!

Conclusione: “Star Wars” è stato tradito dal suo stesso autore, “Star Trek”no.

Di Battista sul PD - 22/8/2019
“...il loro obiettivo è che noi un giorno diventiamo come loro...”


Obiettivo in via di raggiungimento?

Analisi umoristica

Qualche anno fa tentai di fare una mia personale ricerca sull’umorismo ma l’esperimento naufragò quasi subito perché troppo lungo e impegnativo rispetto al mio vago interesse.
Ricordo che il mio primo passo avrebbe dovuto essere l’individuazione dei diversi tipi di umorismo; categorizzare i diversi tipi di battuta e, da questa base, cercare di ricavare regole e criteri. Come detto non ho però poi portato avanti questa esperienza.

Recentemente mi sono divertito a scrivere un programma che genera nomi casuali di attrici e attori porno in Python (v. Porno nomi e John Jones). Su FB avevo chiesto ad amici e conoscenti se qualcuno fosse stato interessato a sapere a cosa corrispondeva il proprio nome ma il “successo” è stato modesto.
Forse avrei pensato di essere strano io ad apprezzare il programmino ma, invece, anche una mia cugina ha trovato l’idea molto divertente e, di sua volontà, mi ha perfino mandato diversi nomi (con in più il segno zodiacale) affinché le fornissi i loro porno nomi d'arte equivalenti.

Nel frattempo un’amica, in uno scambio epistolare, mi ha scritto che in realtà non capiva cosa ci trovassi di così divertente in questi nomi: al massimo pensava fosse buffo che io avessi perso tempo a scrivere il programma stesso a causa della sua sostanziale inutilità.
Da cosa nasce cosa: io le spiegavo che per me si tratta di una forma di sensibilità umoristica, in questo caso molto primitiva e istintiva e per questo difficilmente spiegabile, ma la mia amica non ne era convinta…

Così ho chiesto il parere di mia cugina: rifacendosi a un tale Malvaldi mi ha spiegato che il fatto divertente ha tre caratteristiche che lo definiscono. L’umorismo si basa sull’assurdo: si segue una “storia”, ci si aspetta un finale ma, infine, si viene sorpresi. La storia poi deve interessarci e coinvolgerci, magari deve basarsi su temi scottanti o dibattuti o magari tabù: l’attenzione al tema ci carica come una molla, si accumula tensione ma poi la sorpresa ci fa improvvisamente rilassare e questo provoca il vero e proprio divertimento, la risata.
Secondo mia cugina il programma PornoNomi.py ha in nuce tutti questi elementi: l’idea di un algoritmo che crea un soprannome personalizzato è intrigante, l’argomento che sfiora tematiche sessuali è stuzzicante e il risultato è sorprendente perché i nomi generati non sono banali ma hanno un tocco di delicatezza che, appunto, sorprende piacevolmente.

Io sono ancora un po’ perplesso: forse il giochino dei nomi ha in effetti in sé tutti gli elementi caratteristici della situazione umoristica ma non sono sicuro che non si tratti di una piccola forzatura, il vederci qualcosa che in realtà non vi è…

Sto cercando di dissezionare cosa personalmente vi trovi di buffo: non è facile perché, come detto, è qualcosa di molto istintivo.

(penso)

Sto iniziando a credere che in questo caso il mio umorismo funzioni al contrario: parto dal nome e, se questo è abbastanza evocativo, mi immagino la persona reale, magari in un poster con l’adeguato abbigliamento salace suggerito dal nome, e mi fa sorridere il contrasto con il carattere delle persona reale.
Insomma in questo caso il divertente è qualcosa che segue a posteriori, non racchiuso nel nome in sé, ma che scaturisce dall’immaginazione personale.
Forse l’elemento chiave è proprio questo: per trovare divertente i nomi generati occorre una spiccata fantasia. La “costruzione” del divertimento non parte dall’attesa del nome ma segue alla sua generazione: all’utente non è indicato il divertente ma deve invece immaginarselo da solo; il nome non è l’ultimo ma il primo elemento del percorso che genera il divertimento.
O almeno questo è quello che, mi sembra, capiti a me. Magari proverò a reinterpellare mia cugina per sapere se trova plausibile questa mia ipotesi…

Diciamo che come teoria ha il pregio di spiegare come mai così poche persone abbiano trovato divertente il mio programma: occorre un particolare umorismo, dotato di una specie di immaginazione propria, che probabilmente pochi hanno.

Conclusione: magari provo a coinvolgere un mio cugino che ha uno spiccatissimo senso dell’umorismo: una di quelle persone che qualunque cosa tu gli dica sono in grado di risponderti con una battuta e che, contemporaneamente, riescono a essere profonde...

martedì 20 agosto 2019

Appunti di calcio estivo

Oggi potrei scrivere dei progressi col Python e col progettino della Mappa: niente di notevole, sono stato fuori qualche giorno e ci ho rimesso le mani solo ieri… Però mi fa fatica creare le GIF animate e quindi rimando ad altra occasione…

Ah! già! Avevo lasciato il pezzo ammezzato per continuarlo via via a pezzettini: vabbè se dopo ho voglia vedo di aggiungere qualcosa…

Invece oggi volevo scrivere un pezzo facile e chiacchierare un po’ di calcio: ho paura infatti che se aspetto la chiusura del mercato avrei troppo da scrivere tutto insieme…

Prima una precisazione: in Non ho voglia di tagliare l’erba avevo cercato di realizzare un progetto molto ambizioso: analizzare frase per frase tutte le mie previsioni per valutarne la correttezza.
Poi però mi ero stufato e avevo un po’ troncato il tutto all’ultima mia previsione ufficiale, quella dopo la quinta giornata mi sembra. In questa maniera non si è potuto apprezzare il netto miglioramento delle mie previsioni con più informazioni a disposizione ed è forse mancata la morale generale, non solo calcistica, che si doveva ricavare da tutto questo esercizio.
Ovvero: le previsioni possono essere accurate al massimo quanto i dati di partenza su cui ci si basa per farle. Per questo, ad esempio, le mie previsioni sull’ultimo mondiale furono particolarmente sballate: è inutile cercare di valutare la forza di una squadra basandosi su risultati di qualche anno prima o sul fatto di conoscere un paio di giocatori che vi giocano: è un esercizio che equivale a poco più che tirare a indovinare.
Nelle mie previsioni sul campionato avevo sbagliato essenzialmente quelle basate non su dati concreti ma solo su vaghe sensazioni.
Questo è il punto extra calcistico: per poter fare valutazioni sensate bisogna conoscere ciò di cui si parla…

L’altra riflessione riguarda poi gli allenatori: mi chiedevo quanto un allenatore potesse incidere in positivo, quanto potesse cioè “aggiungere di suo”. Io credo poco: direi che un buon allenatore può far rendere la squadra un 10% in più, un ottimo allenatore con la squadra “giusta” per le proprie idee calcistiche magari può sfiorare il 20%, non so…
Invece per far rendere meno di quanto potrebbe una squadra basta poco: far giocare un giocatore nel ruolo sbagliato, tenerne uno forte e pronto in panchina, etc… Di conseguenza un allenatore può frenare molto di più la propria squadra di quanto potrebbe invece spingerla: direi che un cattivo allenatore può toglierli facilmente un 30% e, in certe circostanze, anche di più, magari fino al 50%…

E ora qualche valutazione sparsa sulle varie squadre:
Inter: ma Conte dove lo fa giocare Barella?? Barella è fortissimo a centrocampo ma nell’amichevole che ho visto giocava all’ala destra, al posto di Politano che infatti faceva la punta centrale. Lassù Barella toccava pochissimi palloni e dei traversoni inguardabili… Vabbè, magari adesso con Lukaku Conte normalizzerà i ruoli…

Fiorentina: ne avrei tante da dire… Vediamo cosa mi viene in mente: 1. Boateng non sembra in grado di fare la punta da solo; dubbi sul suo stato fisico ma ha molta personalità che potrebbe essere utile a una squadra giovane. 2. Chiesa è un bravissimo professionista e sarebbe corretto venderlo, ovviamente per il giusto prezzo (ho la sensazione che la Juventus volesse fare un’offerta relativamente molto bassa forte dell’accordo col giocatore). 3. Che Vlahovic fosse un buon giocatore o almeno sicuramente meglio che Simeone l’ho scritto per tutta la passata stagione…
4. Molto bene Sottil e Montiel ma anche altri giovani di cui non ricordo il nome. Soprattutto Sottil mi è piaciuto molto, Montiel probabilmente ha più talento ma è anche più discontinuo. 5. Incrocio le dita sperando nella partenza di Biraghi, peccato solo che Hancko (che a me era parso fortissimo nei pochi minuti in cui l’avevo visto giocare) sia già stato dato via. 6. Di Badelj non sentivo proprio la mancanza… 7. Per favore non prendiamo calciatori in pensione come Ribery (anche se dicono che è in formissima io non mi fido e sicuramente non ci rischierei tutti i soldi necessari all’ingaggio) né Balotelli… a no! Balotelli ha già firmato col Brescia quindi questa l’abbiamo scampata (che magari nel Brescia potrebbe anche trovare motivazioni che a Firenze gli sarebbero sicuramente mancate). 8. Montella è il peggiore allenatore della serie A fra quelli che conosco: direi, per quanto scritto sopra, che la Fiorentina parte con uno svantaggio del 30%. Credo che l’idea di Commisso nel tenerlo fosse quella di costruire una squadra da metà classifica senza particolari ambizioni e che quindi Montella non avrebbe potuto comunque fare troppi danni e, anzi, sarebbe stato il parafulmine per la stagione. Però secondo me questa Fiorentina, con Montella, rischia la B!

Juventus: secondo me l’incognita sarà di nuovo Ronaldo. Nella passata stagione Ronaldo ha dimostrato di non essere più un fuoriclasse ma comunque di rimanere un forte giocatore, forse il più forte della Serie A. Quest’anno mi aspetto un ulteriore calo: se va bene sarà leggero, se va male sarà forte. Se il calo fosse considerevole potrebbe mettere la Juventus in grande difficoltà e in forte imbarazzo Sarri che avrebbe problemi (immagino) a non farlo giocare.
Di partite giocate ho visto solo una mezza amichevole fra cui un 10 minuti di Rabiot: mi è sembrato goffo e lento. Troppo presto per dire se sia un bidone ma di sicuro non mi è piaciuto…
Sono comunque curioso di vedere se Sarri riuscirà a trasferire il suo spirito alla squadra: credo di sì ma non sono sicuro che sarà pronta subito.

Milan: ma il “fair play” finanziario?? Possibile che dopo anni in cui sta sforando ripetutamente il bilancio, invece di punirlo seriamente bloccandone ad esempio il mercato per 1 o 2 anni e imponendogli una multa significativa gli venga dato solo un buffetto amichevole? Al Milan non importa niente dell’Europa League: non per niente lo scorso anno si fece buttare fuori da una squadra lussemburghese!
Non è che ce l’ho con il Milan e i suoi tifosi, anzi! Però non mi pare giusto nei confronti di tutte le altre squadre che rispettano i vari vincoli, giusti o sbagliati che siano…

Vabbè, ho già scritto abbastanza: mi rifarò vivo alla fine del mercato o dopo la prima di campionato, vedremo…

Conclusione: a presto!

lunedì 19 agosto 2019

Lunedì di crisi

Oggi è lunedì e nei giorni scorsi sono stato bravo e non ho scritto di politica (v. Crisi di coppia e successivi): direi quindi che un breve aggiornamento ci possa stare…
In realtà il punto è che c’è poco da dire! Come ho già spiegato le dichiarazioni dei vari XXXX (*1) politici rappresentano un quarto o meno di quanto si dicono fra loro: sono solo chiacchiere per far parlare di sé i giornali ed è impossibile sapere quale affermazione sia affidabile o no.
Cercare di seguire le varie esternazioni equivale a entrare in un labirinto di disinformazione nel quale è impossibile districarsi.

Però, fra tutte queste chiacchiere, ho scoperto anche qualcosa di concreto nei giorni scorsi: l’anima sistemica all’interno della Lega impersonata da Giorgetti. Difficile capire che peso possa aver avuto nella scelta di Salvini di rompere col governo: io non credo molta. Non vedo alcun interesse in Giorgetti a opporsi a Salvini su questioni elettorali: sono sulla stessa barca. Lasciare la Lega per mettersi in proprio o sotto “l’ala” del PD o altri sarebbe una scelta troppo miope…
Però mi pare giusto che, come dato concreto di cui in precedenza ero oblioso, questo debba comunque, seppure minimamente, impattare sulle mie percentuali. Giorgetti, essendo sulla stessa “barca” di Salvini, non dovrebbe ricercare soluzioni contrarie all’interesse della Lega ma, istintivamente, ritengo che cattiva politica porti a cattive scelte.
Per questo ho deciso di dare un peso “negativo” (nel senso di contrario agli interessi della Lega) al “fatto” Giorgetti pari al 5% distribuito sulle diverse opzioni che, quindi, diventano:
- governicchio “solido” → 37,5%
- rimpasto di governo → 32.5%
- governicchio “fragile” → 27.5%
- voto in autunno → 2.5%
Questo porta in testa alle mie previsioni l’ipotesi “governicchio solido” che equivale a tutte le varie ipotesi di governi più o meno “istituzionali” compresi eventuali alleanze dirette PD-M5S.

Ma non è finita qui...

Il mio continuo ignorare le dichiarazioni ufficiali mi potrebbe aver portato a non considerarne una effettivamente significativa: non so se Salvini abbia detto niente al riguardo ma sicuramente l’hanno fatto Borghi e Bagnai: il vero motivo per cui la Lega ha lasciato il governo era l’impossibilità di proseguire seriamente sulla strada delle indispensabili riforme economiche a causa dell’opposizione del ministro Tria schierato preventivamente contro di esse in modalità “pro Bruxelles”.
Tanto per ricordare ciò che ho scritto in passato (v. La tetrarchia) Tria, insieme a Conte, appartiene alla fazione del Mattarella, quindi turboeuropeista sulla pelle degli italiani.
Questa affermazione ha valore perché in effetti è particolarmente credibile e realistica.
Già all’indomani della formazione del governo avevo previsto che Tria (v. Previsione per l’autunno) avrebbe causato problemi opponendosi alle politiche economiche mal viste da Bruxelles (perché a favore dell’Italia e degli italiani). Avevo sbagliato i tempi, la finanziaria del 2018 è stata attendista e solo adesso nel 2019 i nodi stanno venendo al pettine e sarebbe necessario decidere se fare il bene dell’Italia o seguire le imposizioni folli di Bruxelles.
In altre parole questo significa che Salvini potrebbe aver considerato l’ipotesi del “governicchio solido” il male minore forse inevitabile. Dal suo punto di vista la crisi ci sarebbe comunque stata nel tardo autunno e così se ne è tirato fuori preventivamente dando la possibilità agli italiani di tornare al voto: se il Mattarella, previdibilmente, le eviterà con un nuovo governicchio di un qualche tipo allora i vari partiti che lo sosterranno dovranno assumersene la responsabilità. Nel breve termine la Lega perderà il consenso che viene dall’esercizio diretto del potere ma, nel medio lungo termine, si rafforzerà ancora di più. Peccato che l’Italia al rimorchio delle decisioni di Bruxelles subirà ancora anni di malgoverno: l’unica speranza è una opposizione ben fatta da parte della Lega che affretti se possibile (difficile!) le elezioni.
Una strada rischiosa ma probabilmente l’unica percorribile…
Questo ricambia le mie percentuali: non a causa di “fatti nuovi” ma semplicemente perché avevo sbagliato io non valutando un fattore fondamentale.
- governicchio “solido” → 67,5%
- rimpasto di governo → 17.5%
- governicchio “fragile” → 12.5%
- voto in autunno → 2.5%
Insomma adesso vedo l’ipotesi “governicchio solido” decisamente come la soluzione più probabile della crisi. Salvini avrebbe scelto questo rischio solo perché inevitabile: al massimo l’avrebbe potuto rimandare di qualche mese…

Poi ci sarebbe l’incognita Di Maio e la sua ipotetica uscita dal M5S (della quale solo io, al momento, mi azzardo a ipotizzare). Più che dati a favore della mia ipotesi non ne ho trovati di contrari: Di Maio avrebbe idealmente bisogno o di un governo PD-M5S (e infatti se ne è dichiarato contrario) oppure, se non ha (come probabile) i numeri per evitare un governicchio del presidente, dovrà aspettare la finanziaria che, se segue le indicazioni di Bruxelles, avrà numerosi aspetti inaccettabili.
Insomma si tratta di una soluzione che ritengo sempre possibile anche se non probabile.

Conclusione: in questa brutta situazione (perché senza nuove elezioni saranno l’Italia e gli italiani a pagarne le conseguenze) c’è solo un aspetto positivo: se Salvini preferisce tornare all’opposizione piuttosto che rimanere al potere barcamenandosi in una maggioranza prona agli interessi di Bruxelles allora significa che la Lega/Salvini (perché da adesso dovrò parlare anche di Lega/Giorgetti) è veramente un populismo reale e non apparente! Oppure potrebbe aver semplicemente sbagliato i suoi calcoli politici...

Nota (*1): come sapete “leader” non lo voglio usare e “duce” suona “vagamente” fascista…
Avrei trovato una possibile terza alternativa “archegete” ma non è proprio una parolina “facile” e immediata!