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mercoledì 19 settembre 2018

Ancora incerto alla 4° giornata

Continuo a vedere poche partite e quindi è difficile farmi un'idea precisa della forza delle varie squadre: del resto i giudizi altrui e le sintesi delle partite sono spesso addirittura fuorvianti. È incredibile come i commentatori si facciano influenzare dal risultato delle partite...

Vediamo di ricordare cosa ho visto:
Milan-Roma: io credo che il Milan, dopo la Juventus, abbia la migliore formazione del campionato. I miei dubbi sono solo su Gattuso: l'anno scorso, quando ha sostituito Montella, è partito benissimo ma poi la squadra ha smesso di funzionare. Non so cosa pensare: magari non fu colpa di Gattuso ma delle vicissitudini societarie, credo sia plausibile...
Comunque la squadra ha davvero tanti giocatori buoni, anche nella panchina, e non ha punti deboli evidenti: se Higuain inizia a segnare potrebbe divenire facilmente la seconda forza del campionato.
La Roma invece si è indebolita, certamente a livello del portiere, ma anche alcuni nuovi acquisti non mi convincono: Pastore mi pare avere un quarto d'ora di gioco nelle gambe e N'Zonzi decisamente troppo lento. Le mie perplessità su Dzeko sono sempre le stesse: ha bisogno di tante occasioni per segnare, poi certo ha altri pregi, come riuscire a far reparto da solo.
Vediamo poi se Schick, superati gli infortuni, trova continuità e qualità: la sensazione è che si pesti i piedi con Dzeko...

Fiorentina-Udinese: la Fiorentina ha grosse difficoltà contro le squadre che si chiudono. Chiesa ancora non brillante; soliti dubbi su Simeone: si sacrifica tantissimo ma poi manca di lucidità quando servirebbe per buttare la palla dentro. Fernandes e Gerson hanno evidentemente bisogno di spazi aperti (come contro il Chievo) per dare il loro meglio. Bene il portierino francese: peccato che si sia fatto male...
Ma Pioli cosa vede in Eysserich? A me pare che la squadra giochi con un uomo in meno quando lui è in campo, eppure l'allenatore insiste e insiste e insiste...
Pjaca ancora ingiudicabile dagli scampoli di partita giocati. Biraghi un giocatore modesto incomprensibilmente chiamato in nazionale da Mancini (che del resto ha convocato anche Balotelli e si è dimenticato di Cutrone).

Napoli-Fiorentina: la Fiorentina ha retto bene e un pareggio non sarebbe stato ingiusto (ah! E per onestà devo ammettere che nei primi 20 minuti Eysserich ha giocato bene prima di sparire completamente).
Comunque mi sto chiarendo il Napoli: la squadra con sostanzialmente gli stessi giocatori dell'anno scorso, ad l'eccezione di Milik (non più infortunato), di Verdi e del portiere, sembra tornata a essere una buona squadra normale.
Ancelotti, comunque un buon allenatore (che vinceva con le squadre più forti), mette in evidenza le qualità di Sarri: con Sarri il Napoli funzionava come un orologio svizzero e la velocità di gioco era altissima: questo aveva permesso al Napoli di realizzare l'eccezionale stagione dello scorso anno con i giocatori che si trovavano a memoria.
Questo Napoli di Ancelotti dovrà lottare per mantenere la Champions.

Cagliari-Milan: Gattuso deve ancora trovare la quadra della sua squadra (che come detto sulla carta è fortissima). Bakayoko troppo lento, forse l'unico acquisto sbagliato. Ah! Ho notato che il Milan corre tantissimo: mi chiedo se abbia fatto una preparazione specifica che comporti poi un calo nella seconda parte della stagione.

Inter-Tottenham: A me l'Inter è piaciuta e ha giocato alla pari con gli inglesi tutta la partita: oggettivamente non era riuscita a tirare in porta se non negli ultimi 5 minuti ma anche il Tottenham non aveva fatto niente. Inizio però a temere che Handanovich sia in forte calo: non so cosa ne pensino gli esperti ma a me il gol subito mi è sembrato una mezza papera sua.
Icardi non tocca palla per tutta la partita ma poi fa gol: a me piace. Vecino secondo me ha i piedi un po' storti però ci mette grinta e trova la porta. Dubbi su Nainggolan: non vorrei che i night clubs interferissero con la sua preparazione. Ormai ha un'età in cui le doti naturali iniziano a contare meno e solo con applicazione e serietà può restare ai massimi livelli.
Non ho visto la partita col Parma ma secondo me la testa dei giocatori era già a questa partita: insomma immagino che la sconfitta sia stata un passo falso dovuto alla distrazione (*1).

Stella Rossa-Napoli: ha confermato le sensazioni avute nella partita contro la Fiorentina. Il Napoli è tornato a essere una normale squadra discreta senza campioni.

Ancora non ho visto partite della Lazio e quindi non so come valutare tale squadra. Idem per Atalanta e Torino: per i granata ho grande fiducia in Mazzarri e mi pare che anche i giornalisti concordino sul fatto che la sua squadra sia stata un po' penalizzata dall'arbitraggio. Sull'Atalanta, come scrivevo anche l'anno scorso, molto dipende dallo stato di forma di Gomez: non so se riuscirà a ripetere i successi dello scorso anno ma non credo neppure che andrà male...

Riepilogando (con le variazioni rispetto alle mie valutazioni di Incertezze alla seconda giornata).

1° Juventus (=): è di un altro livello. Nonostante la doppietta continuo ad avere dubbi su Ronaldo. Comunque di un altro pianeta rispetto alla concorrenza italiana.
2° Milan (↑ 3): ha decisamente l'organico più forte dopo la Juventus: poi bisogna vedere cosa riesce a farci Gattuso.
3° Inter (↓ 1): nonostante la partenza incerta continuo ad avere fiducia in Spalletti: ma soprattutto vedo più deboli Roma e Napoli.
4° Roma (=): magari potrebbe giocarsela con l'Inter se la squadra di Spalletti dovesse riattraversare un nuovo passaggio a vuoto come lo scorso anno.
5° Napoli (↓ 2): e ancora non sono sicuro che sia da Champions...
6° Lazio (=): sulla fiducia visto che ancora non l'ho vista giocare!
7 ° Fiorentina (=): una squadra solida (ma deve giocare il portiere giovane e non il polacco!) con l'unica pecca in attacco con Simeone: ma se Chiesa si ripeterà (come credo) e Pjaca è tornato quello che era qualche anno fa, allora potrebbe andare bene. Ma basta Eysserich per favore!
8° Torino (=): non ho visto partite e quindi la mia idea non è cambiata.
9° Atalanta (=): idem.
Ah, mi ha impressionato tantissimo Gervinho del Parma: non credevo potesse tornare a questi livelli: è decisamente di un'altra categoria e se non cala potrebbe dare un grosso contributo alla sua squadra. La Spal non l'ho vista quindi non posso neppure giudicarla: la vedrò contro la Fiorentina e, magari, a seconda della sensazione che mi darà, potrebbe entrare in questa mia classifica.

Conclusione: in queste due giornate, sebbene abbia visto poche partite, mi sono chiarito molto le idee sulla reale forza di Fiorentina, Milan e Napoli. Ancora incertezze su Roma, Inter e Lazio e le altre più piccole...

Nota (*1): la mia “teoria” è che le squadre impegnate nelle coppe ne risentano, proprio per possibili cali di concentrazione, nella partita di campionato antecedente all'impegno europeo. Solo in caso di eliminazione, come per l'Atalanta, in quella successiva. La stanchezza invece si fa sentire solo nell'ultimo quarto di stagione.

martedì 18 settembre 2018

Buona Azione: 2011-2021

Premessa triste.
Domenica è ricominciata la caccia: io ne sono ben consapevole perché, anche se non sono un cacciatore, vivo in un bosco, in una “zona di ripopolamento e cattura” confinante con territorio di caccia. Negli ultimi dieci-venti anni il numero di cacciatori si è fortemente ridotto ma il primo giorno di caccia c'è sempre un po' più di animazione del solito: diciamo che il primo giorno ero abituato a sentire una ventina di spari (compresi quelli “lontani”), una decina il giorno dopo e poi, nei mesi successivi, da zero a tre nei giorni in cui la caccia è consentita.

Invece questa domenica mattina ho sentito il primo sparo alle 8:00 (un'ora tarda per i cacciatori) ma da quel momento in poi è stato un continuo. Addirittura nel giro di un'ora ho sentito piovere i pallini per 3/4 volte quando in genere succede, in tutta la stagione di caccia, una volta ogni 2 o 3 anni!
Ora la mia casa ha i muri particolarmente spessi e io sento solo i suoni che vengono dalla direzione in cui si affaccia la mia finestra così, solo quando sono uscito per andare in città, poco prima delle 10:00 mi sono accorto che sparavano tutt'intorno alla casa: però ero in partenza e, stupidamente, non ci ho fatto molto caso.

Arrivato in fondo al mio vialetto ho trovato parcheggiate due macchine, evidentemente dei cacciatori, mai viste prima. Di solito prendo i numeri di targa ma per l'appunto ero di corsa e non avevo per scrivere a portata di mano.
Quando la sera sono tornato a casa mi hanno detto che avevano continuato a sparare di continuo per tutto il giorno. Ieri quindi (lunedì) ho iniziato a fare due più due e ho capito che molto probabilmente si era trattato di bracconieri (ad esempio il fatto che avessero iniziato a sparare alle 8:00 indicava che venivano da lontano, forse anche da fuori regione): dopo pranzo decido quindi di fare un giro del bosco per vedere se c'era qualcosa di insolito.

Si usa spesso l'ossimoro “silenzio assordante” che, in pratica, ha acquistato il significato di grande silenzio: ma in realtà il silenzio assordante, l'ho capito ieri, ha un senso più profondo.
Vivendo ai margini del bosco sono abituato al cinguettio continuo degli uccellini e ormai non ci faccio più caso come, chi vive in città, è assuefatto al rumore del traffico: invece ieri mi sono accorto che non c'erano suoni. Il “silenzio assordante” è in realtà un silenzio angosciante, l'urlo muto della natura per la violenza subita. È impressionante: è un silenzio che non si percepisce con le orecchie ma che risuona nell'anima.

Ma come fanno certe persone a guardarsi allo specchio la mattina? Cosa hanno al posto del cuore?

Comunque, rientrando a casa, sono passato dal frutteto e ho visto qualcosa muoversi: era un grosso rapace, evidentemente, non in grado di volare che mi guardava attento. Mi sono avvicinato e questo ha cercato di scappare via saltellando, andando a sbattere contro la rete del giardino.
Allora sono andato a prendere la macchina fotografica e gli ho fatto alcune foto:

Come si intuisce dalla prospettiva gli sono girato intorno a circa 5 metri di distanza per non impaurirlo...
Poi sono tornato in casa e ho telefonato alla LIPU: la mia speranza era che mi mandassero qualcuno a recuperare l'animale ferito ma, come temevo, mi hanno detto (dopo aver visto le foto che gli avevo inviato per posta): “Benissimo, è un falco pellegrino adulto e probabilmente ferito, adesso lei lo può prendere, lo mette in una scatola e intanto noi contattiamo un volontario al quale potrà consegnarlo e che lo porterà a un nostro centro di assistenza...”

Il problema, dal mio punto di vista, è che l'uccello era parecchio vivace e, come si intuisce dalle foto, munito di un becco e di artigli di tutto rispetto: io poi non ho alcuna dimestichezza con questi animali e non mi fiderei a toccare, non dico un pappagallo, ma neppure un canarino! Non è che sono fifone ma sono MOLTO prudente e non mi fido minimamente di tutto ciò che non conosco...
Per farmi coraggio ho deciso di documentarmi in rete: sul sito della LIPU c'è una pagina su come recuperare gli uccelli feriti ma si tratta di rondini, piccioni o pulcini caduti dal nido...
Nel frattempo (li tempestavo di epistole con i miei dubbi e mi era stato detto di usare una coperta per catturarlo perché una volta ricoperto da essa si sarebbe tranquillizzato) ho cercato anche su Youtube ma non ho trovato niente che mi spiegasse come fare...

Alla fine mi sono fatto coraggio, mi sono messo una giacca invernale e i guanti da giardinaggio, poi ho preso una grossa coperta invernale e lo scatolone enorme della mia stampante: essendo da solo avevo infatti pensato che sarebbe stato più facile infilarci l'animale se questo si fosse agitato...
Comunque, potendo, mi sarei bardato con l'armatura imbottita che usano gli addestratori di cani alla difesa!

Poi sono tornato nel frutteto. Devo dire che appena sono entrato in azione mi è anche passato il timore: mi sono infatti reso conto che il falco aveva molta più paura di me!
Allora ho iniziato a parlargli per tranquillizzarlo come se fosse Bisba (“piccolino non aver paura! Topino non scappare!”) mentre l'inseguivo fra i rovi con la mia copertona (che ovviamente si impigliava).
In realtà l'azione non è stata molto spettacolare: in breve tempo ho capito che lo dovevo fare prima uscire dal rovo e appena mi è riuscito farlo, al secondo o terzo tentativo, sono riuscito a coprirlo con la coperta. Con estrema prudenza l'ho preso delicatamente con le mani (attraverso la coperta) e l'ho infilato nello scatolone.

Poi ho caricato il tutto in macchina e l'ho portato al luogo dell'appuntamento con il volontario della LIPU. Il viaggio è andato bene: appena partiti, senza pensarci, avevo acceso come al solito la radio per ascoltare un mio CD di power metal, ma il falco stranamente non gradiva e iniziava ad agitarsi: l'ho sentito grattare la scatola. Allora ho spento tutto e ho cercato di viaggiare facendo attenzione a curve e frenate: dopo pochi minuti si è calmato ed è rimasto buono per il resto del viaggio.

La volontaria della LIPU mi ha detto che mi faranno avere notizie dell'uccello: spero proprio che si rimetta poverino...

Conclusione: che imbecille sono stato a non capire subito domenica mattina che la situazione era anomala. Ma, come spiegato, dalla mia camera sentivo solo una frazione degli spari e, quando sono uscito per partire e ho udito la cacofonia di scoppi provenire da tutte le parti, ho pensato che fosse solo la coincidenza di un momento...
Per darvi l'idea ieri (lunedì), in tutta la giornata, ho sentito solo uno sparo lontano: insomma domenica avrei dovuto capire che qualcosa non andava. Probabilmente se fossi rimasto a casa, conoscendomi verso le 12:00, avrei potuto fare qualcosa...

lunedì 17 settembre 2018

Giornali in crisi

Recentemente mi sono imbattuto in due articoli simili che parlano di due giornali di opposte aree politiche.
1) Stato di agitazione e cinque giorni di sciopero a la Repubblica: "Pesanti interventi sul costo del lavoro dei giornalisti". Il comunicato della redazione da HuffingtonPost.it
2) “Silvio, salvaci tu”: l’appello dei cronisti contro i tagli di Gianni Barbacetto da IlFattoQuotidiano.it (l'articolo completo è riservato agli abbonati)

Il succo degli articoli è che entrambi i giornali, a causa del calo delle vendite, hanno deciso di tagliare il costo del lavoro, ovvero di risparmiare sui giornalisti.
Mi hanno colpito i rispettivi comunicati stampa: quelli di Repubblica parlano del «...ruolo di Repubblica come garante del tessuto democratico del Paese...» mentre quelli del Giornale «...abbiamo fatto per anni un giornale che è servito a sostenere la tua [di Silvio Berlusconi] politica...»

Sarò prevenuto ma trovo i due concetti molto vicini: più esplicito quello de Il Giornale, più sfumato quello di La Repubblica: in entrambi i casi i giornalisti ammettono di essere stati i fedeli propalatori di specifiche visioni del mondo, ruolo che non ha niente a che vedere con l'ideale del giornalista che racconta i fatti nella maniera più imparziale possibile.

Conclusione: e questo spiega, almeno parzialmente, la loro crisi.

venerdì 14 settembre 2018

Approfondendo Harari si arriva alla EU

Più penso alla definizione di fascismo di Harari (v. Harari e il fascismo) e più la trovo convincente.
Per Harari la caratteristica che contraddistingue il fascismo è quella di anteporre fanaticamente la propria nazione a tutto il resto (definizione totalmente compatibile con quella di fascismo=religione=nazione che si deriva dal libro di Guerri: v. Fascismo (5/5)): alle proprie amicizie, alla propria famiglia e persino alla propria vita.
Da questa sua essenza derivano poi come conseguenze logiche, sebbene di una premessa errata, tutte le altre familiari caratteristiche del fascismo.

A questa definizione, su cui non avevo niente da eccepire, Harari aggiungeva un altro tassello: il fascismo, in base all'epoca, tende ad accentrare il controllo della terra (mondo antico), dell'industria (nei secoli scorsi) e, attualmente, dell'informazione. In altre parole un fascismo oggi tenderebbe a controllare tutta l'informazione: ovviamente in senso estremamente lato comprendendo le informazioni personali dei singoli individui così come la distribuzione e l'interpretazione delle notizie.

Questa ulteriore definizione aggiunta da Harari mi aveva lasciato perplesso: mi sembrava troppo specifica, troppo facile stabilire a posteriori, di volta in volta, quale debba essere questo ulteriore aspetto del fascismo. Perché, ad esempio, prima di tutto un fascismo dovrebbe accentrare qualcosa e secondo perché, attualmente, accentrerebbe l'informazione e non il denaro, l'energia o le armi?
Io sono per i grandi principi generali e mi sfuggiva la legge, cioè la logica, con cui Harari era arrivato alle proprie conclusioni.

Però, come sempre mi accade, questi dubbi mi rimangano a fermentare nel cervello e anche senza pensarci, piano piano, tendo ad approfondirne la comprensione e, talvolta, a dirimerli.
In questo caso mi sono infatti accorto che la definizione di Harari è totalmente compatibile con la teoria che enuncio nella mia Epitome. Anzi basta semplicemente applicarla e si arriva alle stesse conclusioni di Harari! Vediamo come...

Un governo fascista è un potere politico, ovvero un parapotere ([E] 4.1): come tale segue le leggi del potere ([E] 5) e in particolare la legge della crescita ([E] 5.2) e della conservazione ([E] 5.1).
Queste leggi stabiliscono che il primo obiettivo di un potere è mantenere la propria forza e, in subordine, aumentarla.
Nell'Epitome spiego che nel mondo moderno la forza di un parapotere, in genere, si misura col denaro. Ad esempio le grandi multinazionali, anch'esse dei parapoteri, hanno infatti il costante obiettivo di aumentare i propri profitti perché così facendo aumentano la propria forza.
Ma in effetti un parapotere politico mantiene la propria forza o l'aumenta non arricchendosi (sebbene indirettamente questo possa aiutare) ma guadagnando più voti rispetto agli altri partiti. Per ottenere più voti attualmente è molto più utile avere il controllo dell'informazione grazie alla quale si può dare una visione distorta della realtà e verificare (grazie ad esempio alle reti sociali) praticamente in tempo reale le reazioni dell'elettorato a specifiche azioni politiche (*1).
Ecco quindi che la definizione di Harari assume un valore più generale: il fascismo, come qualsiasi parapotere, vuole aumentare la propria forza e, per farlo, lo strumento più opportuna varia nel tempo e con la specifica complessione ([E] 3.3) della società. Ciò che quindi distingue il fascismo da altri parapoteri politici è il fanatismo con cui persegue questo obiettivo (*2) calpestando ogni altro principio.

Già ieri ne avevo accennato (v. il corto E Orban?) ma “curiosamente” la definizione di fascismo di Harari sembra ogni giorno di più calzare alla EU.
La recente approvazione della direttiva sul diritto d'autore è solo l'ennesimo passo nel tentativo di controllare l'informazione censurando o mettendo sempre più paletti e vincoli alle fonti alternative che non si conformano alla narrazione degli epomiti ([E] 6.2) dominanti. Come spiegato nella mia Epitome ([E] 9.5) il maggior pericolo dell'epoca moderna è proprio la tendenza a cercare di imbavagliare la comunicazione D→D ([E] 9.3) continuando a sfruttare e abusare di quella D→P .
L'eliminare e imbavagliare l'informazione non controllabile equivale senza dubbio a un accentramento dell'informazione che, come detto, secondo Harari è una delle caratteristiche del fascismo.
L'altra faccia del fascismo è poi l'esaltazione fanatica della nazione: e chi grida, ripetendolo come un mantra, “Europa! Europa! Europa!” anteponendola a tutto e tutti? Chi, ripetendo “Ce lo chiede l'Europa”, giustifica la richiesta di ogni sorta di sacrificio alle popolazioni? Chi è che ha elevato l'Europa, al di sopra di tutto e tutti, quale fosse una nuova religione a cui non si può disubbidire?
Proprio i parapoteri politici attualmente maggioritari in Europa e i media tradizionali controllati dai parapoteri economici (sulla “corrispondenza di amorosi sensi” fra parapoteri politici ed economici rimando a [E] 11.2) hanno trasformato l'Europa in una specie di religione: è questo è l'altro elemento che, secondo Harari, definisce un fascismo.
Diciamo quindi che è forse eccessivo dire che la EU è un fascismo, perché l'idea di Europa (nella sua definizione di EU) non è ancora una religione e il controllo dell'informazione non è totale, ma certo la direzione a cui sembra tendere è proprio quella: Europa (non i cittadini europei!) prima di tutto e tutti e controllo capillare dell'informazione.

Conclusione: ci sarebbe poi da affrontare la questione se in Italia la Lega, o qualche altro partito politico, sia veramente un fascismo, magari in erba, come molti la definiscono. Può darsi che prima o poi ne scriverò ma in realtà la questione non mi attrae troppo: mi sembra abbastanza ovvio che non sia così (alla luce delle “nostre”, cioè di Harari e Guerri, definizioni di fascismo(*3)), l'unico aspetto interessante su cui si potrebbe discutere è se il sovranismo equivalga a un'esaltazione della nazione. Vedremo...

Nota (*1): in realtà ero già arrivato a questo esatto risultato! Nella nota 305 dell'Epitome scrivo infatti:
«Forza [di un parapotere] che nel mondo attuale in genere coincide col denaro ma che per altri parapoteri, come quelli politici, potrebbe tradursi in conoscenza: il sapere in tempo reale gli umori della democratastenia (elettori) potrebbe, ad esempio, essere usato per optare per una decisione politica piuttosto che per un'altra ma sempre nell'ottica di massimizzare il proprio vantaggio grazie a un aumento di popolarità o di voti.»
Nota (*2): questo è in realtà un raffinamento del pensiero di Harari...
Nota (*3): ne approfitto per farmi i complimenti: questa essenza atomica di fascismo, ovvero l'equivalenza nazione=religione=fascismo è proprio quel quid che, pur all'epoca non essendo in grado di identificarlo, avevo previsto che esistesse in L'origine della dittatura!