«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

domenica 13 ottobre 2019

Ancora meno

In questi giorni sto scrivendo poco (e male) anche perché sto faticosamente lavorando al nuovo capitolo dell’Epitome: sono in una fase in cui anche mettere insieme due periodi mi fa una grande fatica. Mi sembra che stia venendo bene anche se è presto per dirlo e, comunque, so già che sarà un capitolo su cui rimetterò le mani più e più volte. Non escludo anzi che in futuro, se crescesse troppo, possa trasformarlo in una parte a sé stante (magari con l’aggiunta del capitolo 17, l’attuale 16, quello sugli esempi di protomiti…).
Ma non volevo scrivere un aggiornamento sullo stato dell’Epitome ma solo che probabilmente, nei prossimi giorni, scriverò ancora meno di adesso perché… siccome voglio scrivere un corto lo spiegherò nel seguente!

L’uomo grigio - 13/10/2019
Attualmente sto leggendo tre libri: Sant’Agostino (deludente), Lovecraft e Bagnai (in bagno: dove però, nonostante il nome, non è molto adatto perché troppo impegnativo).
Ieri sera ho iniziato la lettura di Alla ricerca del Kadath: dopo le prime 4-5 pagine mi è venuta in mente l’idea per un raccontino e nella notte l’ho perfino un po’ sognato!
Sono fortemente tentato dal cimentarmi nell’impresa perché: 1. l’idea è semplice ma valida; 2. la struttura narrativa sarebbe facile; 3. non conosco idee simili, quindi credo/spero sia innovativo.
Questo significa che si tratta di un racconto alla mia portata, ovvero che dovrei essere in grado di scrivere in pochi giorni: un cinque sei pagine incisive o un po’ di più se divento prolisso e allungo la minestra…
Ovviamente dovrei dedicarmici a tempo pieno: vedremo ma al momento sono abbastanza entusiasta!

Il nuovo volto del pericolo - 15/10/2019
Ma noi siamo come rane: ce ne stiamo buoni nell’acqua che diventa sempre più calda fino a bollirci…
Articolo: Scoppia il caso MegaFace: migliaia di volti “scansionati” senza consenso di Patrizia Licata da CorriereComunicazioni.it

Domanda per i lettori: dove sta il pericolo?

Insonne come un ghiro - 15/10/2019
Giorni fa mi sembrò di vedere qualcosa attraverso il vetro della buca delle lettere ma stava facendo buio e non ci persi tempo. Sabato scorso notai però una foglia della siepe che sbucava dall’apertura in basso.
Sul momento mi limitai a pensare: “ecco probabilmente cosa avevo visto” poi però il mio cervellino si è attivato: la siepe è vicina alla cassetta ma non così a ridosso che una foglia vi possa rimanere incastrata. Allora ho pensato che potesse essere la segnalazione in codice di un ladro per la mia casa e mi sono quindi affrettato ad aprire la cassetta per toglierla.
Ho così scoperto che ce n’era un bel mucchietto così ho pensato “bambino demente!” ma poi ho visto qualcosa…

Nella realtà era rivolto nell’altra direzione e mi guardava…

Osservando le foto si intravede la coda e si capisce che non è un topo…

Qui un attimo prima faceva capolino con tutta la testolina: ovviamente sono stato lento io…

Conclusione: stavolta ho semplicemente tolto le foglie e lasciato aperta la cassetta: a sera quando sono rientrato non c’era più. Spero abbia trovato un altro alloggio...

La mia collezione di Lovecraft - 15/10/2019
Ma come mai pubblico questa foto?
Per prima cosa l’avevo a portata di clic perché l’avevo appena pubblicata sul gruppo di appassionati di Lovecraft su FB ma, il vero motivo, è che per il corto precedente volevo usare sia il marcatore “Animale” che “Foto”: in questi casi (mi succede abbastanza spesso con le notizie) risolvo aggiungendo un secondo corto a cui applico l’altro marcatore (vige infatti la regola inderogabile di un unico marcatore per corto)…

giovedì 10 ottobre 2019

Saggezza egizia

Questo è un pezzo ad alto rischio stupidità.
Oggi sono stato da mio padre ed è successo qualcosa che mi è parso moderatamente divertente: tornando a casa in macchina mi sembrava adatto per farci un corto…
Ora sono a casa ma non sono più così convinto che sia una buona idea: soprattutto perché non è troppo accorciabile e quindi comunque mi verrà un pezzo di lunghezza normale. Vabbè, a ottobre anche per “colpa” dell’Epitome sto scrivendo poco e un po’ mi dispiace…

Antefatto:
Di punto in bianco mio padre se ne esce con «Ma come si chiama quell’autore, quello che scrive di egiziani e degli alieni?»
Io: «Bo, non ne ho idea: l’antico Egitto non mi interessa molto (vecchio contenzioso con mio padre che invece guarda tutti i documentari che gli capitano sull’argomento)»
Riflettendoci un attimo aggiungo: «Dopotutto la storia egizia ha influenzato la nostra storia attuale solo indirettamente, attraverso gli antichi romani e i greci...», pensandoci qualche altro secondo aggiungo «magari con la matematica… però non erano interessati alle dimostrazioni (cosa che ne diminuisce di molto l’utilità)… »
Il babbo mi ha risposto citando un famoso papiro (non ne ricordo il nome) che conteneva molti problemi matematici, perfino equazioni di secondo grado, con relative soluzioni.
Allora ho puntualizzato: «Sì, certo: gli egiziani conoscevano le soluzioni di molti problemi geometrici ed, evidentemente, qualcuno era stato talmente geniale da scoprirle da solo, ma non avevano compreso l’importanza di condividere e tramandare il “perché” ma solo il “come”. La scienza si basa invece sullo spiegare i “perché” altrimenti sarebbe un puro esercizio di memoria (*1)...»
Ma, visto che non mi interesso di antico Egitto, come sapevo questi dettagli?
Semplicemente li ricordavo dalla lettura di Scienza è democrazia (v. Dal primo capitolo e Fine del primo capitolo) del febbraio 2019; poi, siccome avevo lasciato proprio questo libro a casa del babbo, suggerendogli di guardare almeno i primi capitoli sulla storia della scienza, sono andato a cercarlo per leggergli il passaggio che gli avevo ripetuto con parole mie.
Ho avuto la soddisfazione di constatare che mi ero ricordato perfettamente quanto letto ma, in più, ho notato un particolare che mi era sfuggito: i papiri egiziani iniziano illustrando il problema e poi spiegando come si risolve ma, la cosa buffa è che si chiudono con la frase «Se farete così farete bene, altrimenti farete male».

Lo fatto:
Ho trovato tale conclusione stupidamente divertente: mi è infatti venuto in mente che anch’io potrei chiudere i miei pezzi con qualcosa del genere, tipo: «Se la penserete come me penserete bene, altrimenti penserete male».
Temo però che fra i miei lettori ci siano pochissimi antichi egizi o appassionati di antico Egitto da apprezzare questa sottile ironia: alla fine sembrerebbe solo un’insulsa quanto gratuita provocazione ai lettori…
Peccato però!

Conclusione: in effetti credo che questo pezzo sia uno dei peggiori che abbia mai scritto! Del resto la piccola soddisfazione che ho provato nel ricordarmi questi dettagli a cui non avevo più pensato non è facilmente trasmissibile e, ugualmente, anche il mio senso dell’umorismo è troppo particolare per essere facilmente apprezzato, specialmente da chi non mi conosce…
Vabbè: questo pezzo sarebbe da buttare e dimenticare quanto prima ma sono molto pigro e quando scrivo qualcosa mi dispiace sprecarla: vorrà dire che placherò la mia coscienza mettendoci il marcatore “Peso”...

Nota (*1): mi rendo conto adesso che l’accenno alla memoria potrebbe provenire dallo stesso libro e precisamente da una citazione di Galileo che chiama gli insegnanti delle università del suo tempo come “dottori di memoria” intendendo che si limitavano a ripetere gli insegnamenti delle “autorità” del passato. Ma come spesso mi capita avevo già interiorizzato questa nozione facendola mia e applicandola, in questo caso, agli antichi egizi. Bravo KGB!

martedì 8 ottobre 2019

Notturno 10

Quanti timori e preoccupazioni ha l’uomo per la morte! La morte poi: la soluzione a tutti i timori e preoccupazioni dell’uomo.

Autocritica - 8/10/2019
C’è un lavoro che non sarei assolutamente in gradi di fare: l’arbitro di calcio!
La consapevolezza, a causa del poco tempo e della mancanza di informazione, di prendere o di aver preso delle decisioni sbagliate, in un ruolo poi che rischierebbe di alterare significativamente (pensiamo a un rigore o a un’espulsione) la giustizia di un confronto, sarebbe un peso soverchiante che, temo, mi paralizzerebbe.
È evidente che per poter essere un buon arbitro è necessaria una sicurezza, anzi una presunzione, nelle proprie capacità che vada ben oltre il normale buon senso: una fede nella bontà delle proprie decisioni in grado di andare oltre a uno stadio che ti urla contro la propria disapprovazione.
Tutto sommato sono contento di non poter essere un buon arbitro...

Spostamento relativistico verso il viola - 8/10/2019
O effetto Doppler…
Beh, in realtà mi riferisco alle mie non previsioni di calcio per questa stagione: vedi Calcistiche dove delle indicazioni/sensazioni le avevo comunque date…
In particolare avevo affermato che la Fiorentina sarebbe stata destinata, con Montella, a lottare per la salvezza nelle zone basse della classifica: il motivo è che avevo sottostimato la forza di Ribery.
Chiesa e Ribery sono due giocatori che, complessivamente, danno l’uomo in più che compensano il giocatore in meno tolto dall’insipienza tattica e strategica dell’allenatore.
Poi, ovviamente, tutto dipende da quanto il giocatore francese sarà in grado di mantenere il ritmo e soprattutto il rendimento attuale; oppure se Castrovilli crescerà ancora potremo aspirare a qualcosa in più…
Soprattutto saranno critiche e difficili le partite contro squadre che si chiudono (per colpire poi in contropiede) aspettando la Viola che, ricordiamolo, attualmente gioca senza una vera punta. Da questo punto di vista credo che l’Udinese abbia mostrato a tutti come giocare contro la Fiorentina. E anche le grandi, finito l’effetto sorpresa per il non modulo, troveranno di certo la maniera per neutralizzare il duo Chiesa-Ribery…
Insomma, forse la Fiorentina non sarà invischiata nella lotta per la salvezza ma non credo neppure che (restando Montella per tutta la stagione) lotterà per la zona UEFA.

Pollo cattivo - 8/20/2019
Per la precisione pollo cattivo perché troppo buono!
Ieri sera ho cucinato un pollo al forno accompagnato da patate arrosto e, come spesso mi accade, mi è venuto tutto eccezionale.
Risultato: ieri sera ho mangiato troppo.
Conseguenza: alle 3:00 di notte sono vispo, con la pancia gonfia, a scrivere questi corti…

Conclusione: avrei da scrivere anche un pezzo sulle porno attrici ma forse è meglio che non me lo bruci frettolosamente adesso per un corto ma che me lo tenga da parte per un pezzo normale…
E dovrei spiegare anche come mai sono così bravo a cucinare: beh, in breve, in cucina la fantasia e l’intuizione sono spesso ben ripagate dal risultato e io, quasi ogni giorno, provo le idee nuove che mi vengono a mente. Adesso quando leggo una ricetta non la seguo ma semplicemente mi ispiro a essa. Poi certo l’esperienza è fondamentale: più si cucina e più si diventa bravi a farlo.

Cazzate in libertà - 11/10/2019
Come spiegato più volte, sono alle prese con la stesura di un nuovo capitolo dell’Epitome: oggi mi ritrovavo nella necessità di controllare alcune date sull’euro così, per comodità, sono andato sulla pagina wikipedia dell’euro dove però ho scoperto, in realtà con scarso stupore, che l’informazione sulla moneta europea è completamente distorta.

Già sapevo che gli storici sorridono beffardi quando sentono parlare di wikipedia come “fonte” attendibile ma mi rendo conto adesso che in economia (come in politica) dove gli interessi in gioco sono di gran lunga più grandi non ci sono solo inesattezze (magari involontarie) ma proprio informazioni distorte o completamente sbagliate.

In particolare consiglio la lettura della sezione Euro: effetti della moneta unica: il paragrafo sarebbe divertente se non ci fosse da piangere per l’ovvio tentativo di manipolazione di massa…

Magari in un prossimo pezzo mi “divertirò” a evidenziare tutti i macroscopici errori riportati in tale sezione...

sabato 5 ottobre 2019

Capitolo 16

Ero tentato di mettermi a scrivere il nuovo capitolo dell’Epitome ma, ripensandoci, credo sia più produttivo cercare di risolvere prima il problema della struttura che voglio dargli. Ho deciso quindi di spiegare qui, adesso, quali siano i miei dubbi e perplessità e spero che questo mi aiuti a chiarirmi definitivamente le idee: mi secca un po’ perché volevo tenere l’argomento del nuovo capitolo segreto per fare una sorpresa (anche se forse l’avevo già anticipato mesi fa) ma, considerando il numero di lettori interessati, alla fine era un qualcosa che riguardava solo me stesso, quindi…

Dunque l’idea è di inserire, dopo il capitolo 15 “USA e resto del mondo”, un nuovo capitolo 16 centrato esclusivamente sull’Italia. Chiaramente oggi l’Italia non ha un ruolo di rilevanza nel mondo ma sarebbe però molto utile come esempio pratico per mostrare la mia teoria in “azione”.
Il problema è come esporre questi esempi: io vedo due approcci possibili. Il primo è cronologico: inizio a descrivere cosa accadde in Italia a partire, diciamo, dalla fine della seconda guerra mondiale e vado avanti fino ai giorni nostri. Il limite di questa metodologia è che le interazioni fra i vari fattori sono multiple e, temo, diventi rapidamente poco chiaro il cercare di procedere in questo modo.
L’alternativa sarebbe quella di non fare la storia dell’Italia ma seguire invece separatamente l’evoluzione dei diversi fattori: anche in questo caso ci sarebbero molte interdipendenze ma di sicuro sarebbero meno che considerando, tutto insieme, l’intero sistema italiano.
Ci sarebbe poi anche una terza possibilità (che ho già applicato su carta per farmi una panoramica delle diverse problematiche) e cioè seguire i vari capitoli della mia Epitome e mostrare dove la teoria si applichi alla situazione italiana. In questa maniera però si confonde l’elemento del tempo: certi aspetti riguardano più un’epoca e meno un’altra. Inoltre ho la sensazione che in questa maniera il filo conduttore sarebbe troppo debole, anzi assente, col risultato di rendere noioso un capitolo potenzialmente molto interessante.

Intendiamoci: probabilmente a livello teorico qualsiasi approccio sarebbe valido e quindi applicabile. Ma il mio vincolo maggiore è la necessità di sintetizzare il tutto in un unico capitolo: è questo che complica terribilmente tutto!

Istintivamente ero tentato di partire con la soluzione cronologica ma già ora inizio a convincermi che sia meglio esaminare i vari fattori separatamente. Ma cosa sono questi fattori da tenere presenti?
Vediamo, butto giù tutto quello che mi viene in mente, poi filtro e riorganizzo: politica, economia (?), religione (protomiti), morale (epomiti), scienza/tecnologia/comunicazione (ruoli/strutture), Europa, globalizzazione, lavoro, parapoteri, sensibilità politica, burocrazia, rapporti con l’estero, legalità/giustizia, immigrazione/emigrazione, calcio, sindacati, società…

Ovviamente molti di questi elementi li accorperò insieme (come detto poi sono tutti più o meno interconnessi fra loro). La politica sarà probabilmente il fattore principale ma, proprio per questo, credo che sarà bene presentarla per ultima.
Il primo sottocapitolo dovrà essere sugli epomiti e la loro evoluzione. Poi quello sulla tecnologia/comunicazione, anzi questo forse dovrebbe essere il primo.
La globalizzazione sarà invece solo un periodo che porta specifiche conseguenze. Economia, lavoro, immigrazione/emigrazione le vedo più come conseguenze della situazione interna e di quella globale. Giusto: ormai nel mondo moderno non si può più considerare un singolo stato senza tenere presente cosa accade nel resto del mondo.
I periodi da considerare saranno: dopoguerra, boom economico, prima globalizzazione, anni ‘70, tivvù privata, crollo URSS, seconda globalizzazione, deriva morale, vincoli economici anni ‘80, UE, Cina, Internet, Euro, crisi economica, populismi italiani.
Chiaramente ci sono sovrapposizioni, alcuni eventi sono più significativi per certi fattori e meno per altri ma alla fine vanno tutti tenuti presenti.
Ovvio poi che questa è una lista scritta adesso di getto: probabilmente avrò molte altre idee durante la stesura vera e propria.
Mentre scrivo mi sto schiarendo le idee: prendo pause, guardo dalla finestra, progetto mentalmente i vari elementi strutturali. In questo caos, in questo guazzabuglio di idee, vedo già emergere delle forme definite. Lo so, lo immagino, non traspare: ma lo scopo di questo pezzo era aiutare me a progettare un capitolo difficoltoso non anticipare in maniera chiara ai miei lettori cosa andrò a scrivere: dovrò ricordarmi di aggiungere il marcatore “Peso” a questo pezzo…

Riassumendo avrò:
- Introduzione (già chiara in mente)
- Fattori esogeni (ci pensavo prima: qui ci farò rientrare anche la scienza/comunicazione)
- Evoluzione epomiti (molto vasto: potrei spezzarlo in due parti)
- Evoluzione politica (qui ci saranno anche le conseguenze economiche, l’Europa, l’euro)
Il prosieguo non mi è ancora chiaro ma non è importante: se avessi questa base sarei già a posto.
Alcune ipotesi:
- situazione attuale
- incertezze, pericoli
- tendenze
e, ovviamente, la solita…
- conclusione

Mi piace molto la struttura controintuitiva della prima parte: mi sto convincendo che sia la maniera migliore per approcciare il soggetto. Poi, ovviamente, prevedo pesanti cambiamenti e anticipo già che in ogni versione andrò a modificare e/o aggiungere qualche elemento. Probabilmente questo diventerà il capitolo più lungo dell’intera Epitome!
Ora sono un po’ titubante perché l’ampiezza e la varietà dei temi di cui mi prefiggo di scrivere è tale che mi incute timore: però adesso so almeno da dove partire…

Conclusione: vorrei concludere con un qualche riferimento a Sant’Agostino ma, sfortunatamente, il santo non mi sta dando molto materiale utile. I capitoli che sto leggendo in questi giorni hanno tutti la stessa struttura: prende un vizio, o come direbbe Sant’Agostino una concupiscenza della carne, spiega di cosa si tratta e conclude che è solo Dio che dà all’uomo la forza di resistervi. Io, che sono un po’ meno credente di Sant’Agostino, la vedo più come Oscar Wilde: “se si resiste a una tentazione è solo perché essa non è abbastanza forte” (mia parafrasi a memoria, l’aforisma di Wilde è molto più brillante!). In altre parole è la casualità, la natura innata e peculiare di ogni uomo, che fa la differenza: il destino cioè. Questo per arrivare a dire che se il fato voleva che io scrivessi questa Epitome allora non è un caso che mi abbia fatto nascere in Italia perché solo qui si possono osservare così chiaramente i fenomeni che poi descrivo nella mia opera (*1).

Nota (*1): anche se per la diffusione delle mie idee sarebbe stato preferibile nascere in un paese anglosassone, preferibilmente negli USA, in maniera da poter scrivere l’Epitome direttamente in inglese. L’Italia (lo scriverò) si trova ormai nelle retrovie più remote della cultura mondiale: lo dimostrano il crollo dei brevetti o, più semplicemente, il declino del nostro cinema (per non parlare dell'assenza di aziende di IT di livello non dico mondiale ma almeno nazionale...). Non abbiamo più una visione del mondo (protomiti) che siano innovativi e apprezzabili anche all’estero: ormai siamo in grado di ripresentare solo una versione slavata e insipida dei protomiti americani. Tarantino si è ispirato alle pellicole di Sergio Leone e agli “spaghetti western” mentre adesso i nostri autori scopiazzano (male) Tarantino senza aggiungervi niente. Vabbè divago...