«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

domenica 31 luglio 2016

Fisette, Aristotele, il venerabile Yuri e KGB

Il sogno:
Sono tornato a lavorare all'ESA. Mi viene presentato il mio nuovo capo diretto, un ragazzetto appena laureato sui 25-30, italiano o francese [non ricordo], Fisette qualcosa (*1). C'è poi il mio amico Filipe [v. Matrimonio russo-portoghese-olandese 1 e 2] che però, per motivi di opportunità non è il mio capo, e poi come capo del mio capo c'è il vecchio capo del mio capo: Pierre, un francese severo e ossuto [nella realtà ormai in pensione]. So che ci sono altre persone nella nostra squadra ma non le conosco.
Lavoro bene: passo effettivamente parte del sogno a lavorare a del codice [ma ora non ricordo i dettagli se non una vaga immagine che, sebbene interessante, è troppo difficile da spiegare].
Già il secondo giorno lavoro bene e faccio molti progressi. Il terzo giorno Filipe si affaccia alla mia porta e mi dice qualcosa di vago su Fisette: non capisco bene a cosa voglia arrivare perché è di fretta. Finalmente, alle sette spaccate [anzi, conoscendomi, qualche minuto prima!], mi preparo ad andarmene.
Arriva Pierre, il capo del mio capo, che mi vede in partenza e mi chiede se “ho parlato” con Fisette: io gli dico di no, senza ben capire a cosa volesse arrivare, poi aggiungo che il lavoro procede a gonfie vele. Nel frattempo Pierre chiama Fisette che, al richiamo del proprio capo diretto, arriva subito: appena mi vede in partenza capisce tutto e mi spiega [non ricordo se il dialogo seguente nel sogno è in inglese o italiano], in tono molto paternalistico, dell'importanza del lavoro di squadra e della cooperazione interna: ma, al di là delle belle parole, semplicemente vuole che lo avvisi quando me ne vado: evidentemente per controllare che io lavori le mie otto ore.
Così, molto pazientemente, prendo sottobraccio Fisette e gli spiego: “Ti parlerò francamente: devi sapere che qualche anno fa ho lavorato qui per qualche tempo e allora ci si comportava in maniera diversa. Mi rendo conto che l'organizzazione interna sia nel frattempo cambiata e che, per questo, anche le sue regole si siano evolute. Quindi da domani, da questo punto di vista non ci saranno problemi, ma non si può pensare che io sia a conoscenza di questa novità se, al secondo giorno di vero lavoro, nessuno me l'ha ancora illustrata”. Gli chiedo poi tutta la lista delle persone a cui mi dovrei rivolgere se lui non fosse raggiungibile. Contemporaneamente suppongo che Filipe, conoscendo la mia suscettibilità, avesse cercato di parlarmene informalmente senza però averne il tempo [improbabile, Filipe è molto sveglio e me lo avrebbe fatto sapere prima di iniziare a lavorare, ma comunque plausibile nel caso, ad esempio, che anche lui l'avesse saputo all'ultimo momento].

Ripensando al sogno suppongo che dia una buona idea del mio caratteraccio: invece di far finta di niente ci tengo a puntualizzare di non sentirmi colpevole per aver infranto una regola, una novità, di cui non ero stato informato. Inoltre non nascondo la mia irritazione per tale obbligo che vedo, sostanzialmente, come una mancanza di fiducia nei miei confronti.
Credo sia anche da notare come nel sogno nessuno sia interessato ai grandi progressi fatti nel mio lavoro, la sostanza, ma ci si preoccupi ossessivamente solo di regole superficiali, ovvero della forma. E io ho già avuto modo più volte di spiegare come alla forma preferisca di gran lunga la sostanza...

In verità, una volta sveglio, mi ha colpito la sensazione di logicità e chiarezza delle mie argomentazioni. Mi sentivo infatti molto lucido e, ripensando a un capitoletto dell'Etica nicomachea letto il giorno prima, ho immaginato la critica che avrei potuto scriverci.
Aristotele spiegava che il fine ultimo dell'azione umana è la felicità perché l'uomo, con ogni sua azione, direttamente o indirettamente mira a essa.
Ovviamente io non sono d'accordo: il venerabile Yuri direbbe che il fine ultimo dell'azione umana non è la felicità ma il perfezionamento; io dico che è il completarsi, il raggiungere il proprio scopo attraverso la conoscenza di cui la felicità è solo una possibile conseguenza. Posso infatti facilmente immaginarmi in una giornata triste quando scopro o capisco qualcosa di molto importante, ovvero faccio un reale avanzamento nella conoscenza: in tal caso sarei soddisfatto ma non felice. Per non parlare poi di quando scopro qualcosa che mi irrita! Semplicemente la conoscenza non ha niente a che vedere con la felicità: non per nulla esiste il modo dire “beata ignoranza”! Di conseguenza se lo scopo dell'uomo è la conoscenza di sé e del mondo allora non può esserlo la felicità.

Ma magari ho semplicemente frainteso Aristotele: come spiegato sono solamente all'inizio del libro e fra traduzione, oscuri riferimenti a Platone e la sinteticità della logica dello Stagirita, è facile confondersi. Oltretutto quanto ho capito non coinciderebbe esattamente con la spiegazione del professor Sandel secondo cui, per Aristotele, lo scopo dell'uomo sarebbe l'attività politica (*2) e non la ricerca della felicità. Ma magari nei capitoli successivi si scoprirà che l'uomo raggiunge la felicità attraverso la propria realizzazione, ovvero attraverso l'attività politica: non esatto ma sarebbe coerente.

Ci si potrebbe poi chiedere: “ma il venerabile Yuri e KGB non sono la stessa persona?”
Non esattamente: il venerabile Yuri è il religioso, il profeta illuminato. KGB è invece il filosofo che rapportandosi all'insegnamento del venerabile Yuri, ma senza averne la sua fede, può solo constatare la coerenza e logicità del suo messaggio.

Tutto questo ho pensato stamani appena sveglio, ma allora i miei pensieri erano più chiari di quanto sia poi riuscito a scrivere. Veramente frasi concise e semplici che spiegavano elegantemente quanto ho qui descritto con discorsi che riecheggiano appena la nitidezza di quei miei pensieri mattutini.

Conclusione: valeva la pena di alzarsi alle 6:00 per scrivere questo pezzo?

Nota (*1): in realtà anche ai miei tempi c'era un Fisette, un francese che non mi piaceva per niente, ma non ha niente a che fare col giovanotto, forse italiano, del mio sogno...
Nota (*2): in un'accezione molto più ampia di quanto si intenderebbe oggi. Forse “partecipazione attiva alla vita sociale pubblica” sarebbe più corretto.

sabato 30 luglio 2016

Un'altra tessera

(Fortunatamente!) penso più cose di quante non ne scriva. I motivi sono molteplici ma, nel seguente caso, non ha molto senso elencare tutti i miei dubbi, sospetti e teorie inverificabili: diciamo che da questo punto di vista, essendo “moderatamente” sospettoso quando non paranoico, sarei molto fantasioso e quindi prolifico...

Il dubbio che avevo era sugli immigrati clandestini (*1).
Avevo infatti da tempo concluso che, al di là delle parole di circostanza, la volontà politica è quella di farne arrivare il più possibile: ovviamente ciò non è detto in maniera chiara e netta, visto che tale decisione non sarebbe accolta molto favorevolmente dalla maggioranza degli italiani, ma si preferisce ricorrere a due giustificazioni speciose.
La prima giustificazione è che queste migrazioni siano inevitabili: in parte c'è del vero ma la differenza fra ostacolare e favorire non è piccola e, secondo me, si traduce in un ordine di grandezza.
La seconda giustificazione è umanitaria: si finge che tutti i “migranti” fuggano dalla guerra mentre, per la maggior parte, si tratta di migrazioni economiche, ovvero dovute alla ricerca di maggior benessere.

Quello che mi chiedevo era a chi giovasse questa scelta politica: negli anni '80 e '90 le nostre fabbriche assumevano volentieri manodopera a basso costo e gli immigrati erano, almeno in parte, funzionali alla nostra economia. Ma adesso le fabbriche chiudono o si trasferiscono direttamente all'estero dove non solo la manodopera ma anche, ad esempio, l'energia ha un costo minore che in Italia. Quindi qual è la ragione della volontà politica dietro a questa immigrazione?

La risposta me l'ha fornita molto chiaramente Alberto Bagnai nel suo articolo odierno: La deflazione (dei salari) mette tutti d'accordo.
Oramai, dopo aver letto molti articoli del suo viario, sto iniziando a capire i fondamenti della sua teoria: per l'Italia il problema dell'euro è che questo (in rapporto all'economia degli altri stati europei) ha un valore troppo alto. Normalmente si sarebbe aggiustato il cambio con la svalutazione ma adesso, ovviamente tale possibilità non è attuabile. L'unica alternativa che rimane è quella di diminuire gli stipendi (l'euro vale troppo e così se ne danno meno ai lavoratori). Ovviamente i lavoratori non sarebbero molto d'accordo ed è qui che entra in gioco la politica: si rende il lavoro più precario (vedi il Job act e la riduzione dei diritti dei lavoratori) in maniera da abbassare le aspettative (e quindi gli stipendi) di chi cerca lavoro.

Ed ecco che in questa ottica si spiega “l'utilità” degli immigrati: questi ultimi sono infatti disponibile ad accettare paghe miserrime (vedi l'articolo del Bagnai per i dettagli ma si parla di 3.85€ l'ora) che, complessivamente, contribuirebbero alla deflazione dei salari italiani.

Ovviamente questa politica dell'immigrazione non può essere letta e compresa solo in chiave italiana. Come ho scritto altrove (v. ad esempio PARJC IAC BEDF) gli immigrati non sono fessi e ai 500€ italiani preferiscono i 2000€ svedesi (cifre a casaccio!)...
Per la maggior parte degli immigrati l'Italia è solo una fastidiosa tappa di passaggio e non la meta finale: quello che se ne ricava è che la volontà politica europea, evidentemente piegata agli interessi dei parapoteri (*2), è quella di abbassare i salari degli stati europei più ricchi, suppongo, per inseguire un'illusoria competitività.

Il problema è che la vera competitività la si ottiene con l'innovazione e non con la manodopera a basso costo! Sarebbe quindi utile al sistema paese l'immigrazione di “cervelli” (per capirci di laureati) ma, comprensibilmente, di rado questo è il caso. Tanto per darsi la zappa sui piedi l'Italia, ad esempio, esporta cervelli e chi non capisce quanto questo sia deleterio per la nostra economia o è un cretino o è in malafede: per le spiegazioni rimando a Cervello evaso...

Conclusioni: la deflazione dei salari è la spiegazione definitiva per comprendere la volontà politica dietro all'immigrazione? Assolutamente no: però credo che sia un'importante fattore e, come tale, da tenere sempre presente.

Nota (*1): adesso, secondo l'uso moderno, chiamati tanto poeticamente quanto ipocritamente “migranti”.
Nota (*2): parapotere = “potere forte” nel senso spiegato in Rimpiazzo per “potere forte”...

venerdì 29 luglio 2016

Errore metodologico?

Nonostante abbia letto solo pochi capitoli dell'Etica nicomachea ho già notato qualcosa di interessante: lo strano modo di ragionare di Aristotele. Lo Stagirita costruisce modelli della realtà (magari semplici definizioni) e poi applica a essi una logica ferrea pretendendo di ricavarne conclusioni valide non solo per il modello ma per la realtà di partenza.

Ma qualsiasi modello, per quanto accurato, è solo un'approssimazione della realtà: è giusto ragionare e discutere su di essi ma non si può applicarvi la logica matematica illudendosi che ogni risultato sia corretto: sicuramente sarà validissimo per il modello (la definizione) e, se questo è ben fatto, spesso lo sarà anche per la realtà di partenza... ma non è sempre così!

Basta cambiare leggermente il modello (la definizione) e la logica matematica ci avrebbe condotto a risultati diversi: la logica è infatti uno strumento estremamente potente ma va usato su dati certi e non su definizioni arbitrarie.

A proposito di culo - 1/8/2016
L'articoletto Cittadino britannico sbanca la lotteria europea: vinti 72 milioni di euro dalla Stampa.it mi aveva messo voglia di fare un po' di ginnastica matematica per calcolare qualche probabilità...

In realtà, quando sono andato su wikipedia a cercare informazioni su EuroMillions, ho trovato già tutta la “pappa scodellata” (idem per il Superenalotto).

La probabilità di vincita massima per EuroMillions è di 1 su 117 milioni mentre, nel SuperEnalotto è di 1 su 623 milioni. Ma anche le vincite massime sono più alte per EuroMillions: 159 milioni contro 101 (media delle 10 vincite più alte).

Cosa significano questi numeri? Come si possono mettere in rapporto fra loro?

Facile: basta dividere la media di vincita massima per la probabilità di vincita e poi rapportare queste due fra loro: si ottiene 1,358 per EuroMillions e 0,162 per il SuperEnalotto.
In altre parole il rapporto vincita/difficoltà è 8,40 volte migliore per EuroMillions!

Conclusione: per vincere ci vuole tanto culo ma il Superenalotto (con la benedizione dello Stato) prende gli italiani per il culo.

Appunti: libro 1, 5 - 2/8/2016
Come sospettavo, già nel capitolo immediatamente successivo Aristotele ritorna sulla questione (v. parte “filosofica” di Fisette, Aristotele, il venerabile Yuri e KGB) dello scopo dell'uomo: se ho ben capito l'obiettivo è la felicità e il mezzo è la propria realizzazione che, probabilmente lo si spiegherà poi, è possibile solo attraverso l'attività politica. Ci si avvicina insomma alla sintesi del professor Sandel...

A me però colpisce questa che mi pare una specie di logica inversa. Ecco un breve schema che confronta la posizione di Aristotele con quella del venerabile Yuri:
Aristotele: Uomo → felicità → realizzazione → (attività politica?)
Ven. Yuri: Uomo → realizzazione → perfezionamento → (felicità... opzionale!)

PS ovviamente ho "sforzato" un po' il significato dei singoli termini (in particolare "realizzazione") per evidenziare i parallelismi ma in realtà il confronto è ben più ricco di sfumature...

Boicottaggio morale - 2/8/2016
Fra pochi giorni inizieranno le olimpiadi di Rio e io ho deciso di boicottarle: non guarderò nessuna trasmissione che le riguardi (beh, esclusi i telegiornali).
La ragione è l'esclusione per motivi politici di molti atleti russi la cui unica colpa è, appunto, quella di essere russi. Una palese ingiustizia che rende insopportabilmente evidente l'ipocrisia di questa manifestazione in cui, al di là delle parole, prevale, anzi spadroneggia, l'aspetto economico (e ora anche politico).
Lo so che fare un boicottaggio da solo non ha senso: lo scopo dei boicottaggi è infatti quello di provocare un danno grazie all'azione coordinata di moltissime persone che, ad esempio, si accordano per non comprare un prodotto.
Il mio boicottaggio è però morale: non aspiro a ottenere niente ma solo a non rendermi complice di un'ingiustizia decisa per gretti fini politici.

Soprassalto - 3/8/2016
Alcuni scienziati analizzano I resti, conservati nel ghiaccio, di un antico cacciatore/raccoglitore (tipo l'uomo di Similaun). Le tecniche autoptiche sono molto migliorate perché si scopre che aveva 49 ore di volo su aliante nella sua valle ma solo 15 fuori da essa. Immediatamente mi immedesimo nell'antico cacciatore/raccoglitore. Sto volando con l'aliante e sono vagamente preoccupato per essere stato costretto a farlo senza conoscere bene la zona; alle mie spalle ho un passeggero: una donna. Inizio quasi a rilassarmi ma all'improvviso mi sento toccare sulla spalla sinistra e mi sveglio di soprassalto con un urlo!

Erano anni che non mi svegliavo urlando! Cos'è successo? Non lo so... Posso solo avanzare qualche ipotesi: 1. la donna mi ha fatto uno scherzo che ha provocato la caduta; 2. o, più probabilmente, era una vampira e mi ha morso al collo.
Propendo per la seconda opzione: spiegherebbe anche perché non è stato ritrovato il suo corpo insieme al mio: si era salvata trasformandosi in pipistrello e volando via!

mercoledì 27 luglio 2016

Le vere volpi

Ieri, dopo aver pubblicato Novità musicali 4, ho segnalato subito tale pezzo a un mio amico che, vuoi per attitudine che per conoscenze, contavo fosse in grado di risolvere il piccolo mistero che avevo segnalato...

E In effetti le mie speranza non sono andate deluse: rapidamente ha verificato che le Vixen (hawaiane) avevano pubblicato una raccolta anche nel 2011 (io sapevo solo di quella del 2004) e che quindi il brano era loro punto e basta.

La mia confusione era stata dovuta al fatto che Spotify mi aveva presentato il brano della raccolta del 2011, che non mi risultava essere delle Vixen (hawaiane), e quando avevo usato il collegamento al gruppo mi aveva mandato alla pagina delle Vixen (glam).
Certo, con un minimo di indagini in più, avrei potuto capire da solo quale fosse il problema (già in un'altra occasione avevo notato che Spotify confonde insieme gli autori con lo stesso nome) però mi piace coinvolgere altre persone in queste ricerche ed, effettivamente, pensavo che il “mistero” fosse più interessante!
Infatti al mio orecchio il brano su Youtube sembrava leggermente diverso da quello di Spotify (e questo ancor prima di scoprire l'esistenza di più gruppi chiamati Vixen) e un altro amico, forse suggestionato dalla mia convinzione, me l'aveva confermato: eppure già ieri pomeriggio, quando ho provato a riascoltare i vari brani per l'ennesima volta, non ho più percepito alcuna differenza! E in serata mi è arrivata la conferma anche dal solito esperto: le versioni dei brani di Youtube e quelle di Spotify sono identiche!

Ecco, volevo scrivere un “corto” ma è decisamente troppo lungo!
Allora ne approfitto per un'altra segnalazione interessante fattami dallo stesso amico riguardo alla cover della canzone degli Aqua “Lollipop” fatta dai Rage of Light: io avevo definito tale genere come “Pop Metal” mentre sul sito Metal Archive, che in genere prendo come riferimento, era dato come “Electronic Groove Metal”. Ma l'amico mi ha scritto:
«
...
Piccola altra nota. Quando un gruppo fa metal melodico a base di tastiere, soprattutto se ha voce maschile growl e voce femminile clean è quasi impossibile scappare dalla definizione di Gothic Metal.

È una di quelle cose che tolgono i dubbi sulla classificazione di un gruppo, per quanto non tutti la adottino, secondo me non è una di quelle cose su cui cento teste cento opinioni. Maschio growl e femmina clean fa gothic metal, punto.

Sbaglia quindi metal archive, che pure non è mai stato un buon riferimento, specialmente per i generi musicali.

Per quanto riguarda poi il pop metal, che proponi, è un altro errore da manuale. Pop metal è un sottogenere del glam metal anni 80 che per qualcuno si sovrappone addirittura completamente all'hair metal (def leppard, dokken, bon jovi etc.). E' un errore da matita blu classificare qualsiasi cosa dagli anni 90 in poi come pop metal solo perché vagamente melodico à la pop music maniera.

Se non è anni 80 (o almeno non suona revival anni '80) non può mai essere pop metal.

Oggi sono proprio un rompicoglioni, ma sono fiducioso che tanto poi farai come c###o ti pare ;-)
...
»

Ha sostegno di questa posizione mi ha anche fornito un estratto da wikipedia (Gothic metal):
«...
Il gothic metal o goth metal è un genere di musica che combina l'aggressività dell'heavy metal con le sonorità oscure e malinconiche del gothic rock. Il genere è spesso caratterizzato dall'alternanza di eteree voci femminili soprano e voci maschili, generalmente più aggressive.

...» (*2)

Interessante, vero?!
Comunque che voce maschile growl e voce femminile clean sia condizione sufficiente affinché un gruppo sia classificato come Gothic Metal mi pare eccessivo!
Mi pare che non tenga conto di altre caratteristiche forse più essenziali: tutta la musica definita come gothic che ho ascoltato è infatti caratterizzata anche da una certa atmosfera musicale tetra, misteriosa, solenne e melanconica che invece è l'esatto contrario di quanto si percepisce in Lollipop. Cioè non mi vantavo che mia nonna fosse una cyborg anche se aveva la dentiera e gli occhiali perché quando pensavo a un cyborg avevo in mente il primo Terminator o Robocop!
Poi magari bisognerebbe anche distinguere fra genere del gruppo e della singola canzone, ma questo è un altro discorso...

Ecco un po' di brani Gothic Metal fra i miei preferiti, cercandoli fra quelli con voce uomo grugnente e voce donna liscia (*1):
Vulture guard my Shadow – Trail of Tears

Discord – After Forever

E, siccome Tristania è uno dei miei gruppi preferiti, due loro brani:
Number – Tristania
e
My lost Lenore – Tristania

...brani che per la loro atmosfera percepisco significativamente differenti, a parte il contrasto fra voce maschile e femminile, da:
Lollipop (cover dell'omonimo brano degli Aqua) – Rage of Light

Conclusione: il mio amico mi conosce bene! Visto che la definizione “Pop metal” la uso privatamente nella mia base dati non vedo ragione per cambiarla: di certo non voglio correre il rischio di ritrovarmi Lollipop fra le canzoni Gothic Metal!!

Nota (*1): condizione sufficiente (ma non necessaria!) per essere gothic metal!
Nota (*2): d'accordo, l'articolo spiega che tale contrasto può essere una caratteristica del Gothic Metal ma non afferma che sia una caratteristica sufficiente (né necessaria) per essere tale. A, per chi non lo sapesse con “condizione sufficiente” si intende una condizione che da sola basta al verificarsi di qualcosa (in questo caso che il brano sia di genere “gothic metal”).

martedì 26 luglio 2016

Novità musicali 4

Questa volta sono stato piuttosto attivo e ho scelto dal “limbo” ben 20 brani cancellandone più o meno altrettanti!
Il “limbo” per chi non lo ricordasse (ne ho già scritto!) è una mia collezione privata dove inserisco le canzoni che mi piacicchiano o che comunque mi sembrano interessanti. Infatti al primo ascolto rimango piuttosto indifferente e mi occorre tempo (più ascolti) per apprezzare realmente un gruppo.
Periodicamente ascolto tutti i brani del “limbo” e, se mi convinco che mi piacciono, li aggiungo alle mie collezioni pubbliche (v. su Spotify e Youtube Lista 1, 2 e 3), vice versa se mi convinco che non mi piacciono li cancello mentre, se rimango dubbioso, li lascio ancora dove sono. Non ci sono regole sulla massima permanenza: per pochissimi brani è solo un passaggio formale perché già mi sono piaciuti al primo ascolto ma la maggioranza dei pezzi resta nel “limbo” per un 4-5 mesi (ovvero, più o meno, altrettanti ascolti). Nella mia collezione temporanea su Spotify (che registra anche la data di inserimento di un brano in lista) il primato spetta a Legion Immortal di Jag Panzer, nel limbo dal 29/7/2015!

Questa volta molti brani provengono da Youtube e quindi c'è una frazione significativa di brani “vecchi” (anni '80): anzi sono addirittura in difficoltà a scegliere quale di questi presentare...

Vediamo, grosso modo, che categorie di brani ho scelto: 6 brani degli anni '80 (di cui tre molto belli); 3 brani in tedesco da gruppi (non sorprendentemente!) tedeschi; solo 6 brani appartengono a gruppi (Wolfchant x2, Dreamtale, Dark at Dawn, Battle Beast e Sister Sin) che già conoscevo (questo significa che 14 sono nuove scoperte!); il genere più rappresentato è l'heavy metal con 4 brani seguito dal power metal con 3; sfortunatamente nessuno dei brani odierni appartiene a un gruppo italiano ma fra i selezionati ne ho notato uno messicano (vedi poi) e uno polacco; ah! e poi abbiamo un interessante piccolo mistero...

Partiamo proprio dal mistero, il brano in questione è:
Escape the Night – Vixen

Leggendo note e commenti avevo capito che si trattava di un gruppo solo femminile, o magari l'avevo immaginato io: dopotutto “vixen” è il femminile di “fox” ovvero “volpe femmina”...
In genere se il brano è presente anche su Spotify do la precedenza a tale versione perché spesso è anche registrata meglio. Siccome era un brano del 1983 non pensavo fosse presente perché su Spotify si trova solo materiale recente oppure appartenenti a gruppi strafamosi tipo gli Iron Maiden...
Invece lo trovo! Il brano (Escape the night – Vixen dall'album “Reload” del 2011 su Spotify) è lo stesso: evidentemente questo gruppo tutto femminile (vedi foto su Spotify) ha avuto successo, eppure... Eppure mi piace un po' meno!
Cerco allora di capire quale sia la differenza e ho la sensazione che la voce femminile sia meno efficace: ipotizzo che sia una versione remasterizzata (infatti l'album è del 2011 e non del 1983) dell'originale dove abbiano leggermente alzato la chitarra e, contemporaneamente, abbassato la voce.
Nonostante la mia colossale pigrizia decido di “buttare” la versione di Spotify e di “tenere” quella su Youtube...
Oggi, andando alla ricerca dei dettagli di ogni brano, ho fatto una scoperta interessante su Encyclopaedia Metallum alla pagina sul gruppo Vixen: la canzone Escape the night di Youtube appartiene all'album “Made in Hawaii” del gruppo Vixen di cui solo la cantante è una donna e poi è esplicitamente scritto: «Not to be confused with the all-female glam band of the same name.»
Quindi il gruppo glam tutto femminile delle Vixen ha una cover del gruppo heavy metal hawaiano Vixen! Non so: magari la cantante del gruppo Vixen hawaiano è entrata in quello tutto femminile portandosi dietro questa canzone? Bo...
PS ieri sera ho chiesto il parere a un amico che ha un orecchio migliore del mio: secondo lui la cantante è la stessa ma la registrazione di Spotify deve essere di un paio di decenni più vecchia e lei ha un po' meno voce: strano comunque!
Aggiornamento (27/7/2016): il "mistero" è già stato risolto in Le vere volpi!

Poi la canzone messicana:
Anabantha – Anabantha
Di che genere vi sembra? Ufficialmente è Gothic Metal io però nel mio archivio l'ho inserita come Gothic Folk Metal perché ci sento delle musicalità esotiche (suppongo messicane). Anzi non mi sembrerebbe neppure metal se non fosse per la chitarra elettrica fioca fioca che si sente sullo sfondo...

Fra le canzoni dei gruppi già noti sono incerto su quale scegliere: si tratta di brani tutti discreti, quando non buoni, ma nessuno spicca chiaramente sugli altri. Il criterio di scelta che adotto non sarà quello di presentare la canzone che mi pare più bella (troppo difficile da individuare) ma voglio invece omaggiare il gruppo che fra questi più mi piace:
Let it roar – Battle Beast
Sentito che energia!?
Dello stesso gruppo consiglio anche: Black Ninja, Rainman, River of blood e The band of the Hawk...

Discorso simile per la scelta del brano migliore fra quelli dei gruppi “nuovi”: anche in questo caso non c'è niente che spicchi particolarmente. Considerato quindi il momento di estrema violenza che attraversa l'Europa ho deciso di optare per una canzone pacifista, che incita al perdono e alla tolleranza, e dal testo commovente:
Bullet in your Head – Made of Hate

Per quanto già detto individuare il miglior brano in assoluto fra i venti non è facile: probabilmente la mia scelta di oggi non sarà la stessa che avrei fatto fra un mese con molti più ascolti alle spalle... ma del resto questo è quasi sempre vero!
Quindi, con molti dubbi, incertezze e perplessità, il mio brano preferito è:
Triumph and Power – Grand Magus
Mi ha colpito lo stile e la voce del cantante molto atipica nel metal...
Comunque una menzione d'onore anche per i seguenti brani: Seven Kingdoms di Seven Kingdoms, In Darkness di Alastis, Viper di Dark Age, Voran di Wolfchant e The 5th Horseman di Dark at Dawn...

E ora un brano “bonus”: la canzone più brutta delle venti che ho aggiunto oggi!
Lollipop (cover dell'omonimo brano degli Aqua) – Rage of Light
Non sapendo come definire il genere del gruppo (sorprendentemente presente su Encyclopaedia Metallum e pomposamente segnalato come Electronic Groove Metal) ho optato per Pop Metal: di metal in realtà c'è molto poco a parte gli incerti grugniti del cantante e gli sporadici power chords della chitarra distorta mentre tutto il resto è parecchio Pop. E poi il video è molto trascurato: la voce della cantante, in parecchie inquadrature, non è in sincrono col movimento delle labbra; il balletto sembra un'esercitazione di aerobica e il candyman (dovete arrivare a metà video per vederlo) è talmente ridicolo da fare tenerezza...
Quindi perché ho scelto questo brano? Beh, una delle due ballerine (quella che fa esplodere il palloncino di gomma da masticare!) è molto carina e, in effetti, anche la cantante proprio da buttare non è e sa fare bene l'headbanging (e altro suppongo)... Ma in verità ho aggiunto questo video perché ricordo ancora con grande affetto l'originale degli Aqua!

lunedì 25 luglio 2016

Lezione LXXXVII: pedali o multipedale?

Finalmente (v. In attesa della lezione) siamo riusciti a fissare una lezione!
Di solito quando passa molto tempo dalla lezione precedente finisce che si accumula troppo materiale e dobbiamo fare tutto di corsa: stavolta invece i miei dubbi erano comunque pochi e abbiamo addirittura avuto tempo per affrontare un argomento secondario (vedi poi)...

Riscaldamento: niente di nuovo...

Accordi+: niente di nuovo. Il maestro mi ha confermato che le mie difficoltà sull'accordo Fmaj7 con tonale sulla 6° corda sono normali: il problema è che il mignolo si trova su una corda più alta del medio e dell'anulare e questo è relativamente insolito. Il maestro mi ha anche insegnato un metodo per stoppare le prime due corde (MI cantino e SI): basta che inclini l'indice in maniera che la parte “cicciuta” di tale dito sfiori le corde in questione... Mi sembrava molto difficile ma invece è piuttosto facile...

Midnight Madness: ci siamo dimenticati di decidere cosa farne! Per adesso, in mancanza di altri esercizi, continuerò a esercitarmi: sono molto vicino a eseguire bene le mie 17 battute iniziali a 118bpm... Penso di farcela ma non mi voglio stressare troppo: mi sono reso conto che per raggiungere la velocità richieste devo muovere le dita della mano sinistra senza pensarci. Mi riesce ma mi sembra strano non avere il controllo cosciente dei miei movimenti: e forse questa mia incapacità di lasciarmi andare è il mio più grande limite psicologico... La vedo muovere da sola ma non mi fido e, appena cerco di anticipare ciò che farà, la rallento o mi confondo...

Final Countdown: su questo brano avevo dubbi su diverse battute dello spartito che mi sembravano “strane”. Il maestro ha immediatamente inquadrato il problema: se ho ben capito questi spartiti che scarico dalla rete sono scritti a orecchio basandosi sull'esecuzione del brano. Nel caso del mio spartito si era cercato di riprodurre anche delle imprecisioni che, in realtà, nella logica musicale del brano non hanno ragione di essere.
In pratica il maestro mi ha detto di studiare il brano in tre fasi: nella prima fase basta che allinei ogni accordo all'inizio della relativa battuta; nella seconda fase, quando c'è un cambio d'accordo, dovrò anticiparlo di 1/8 rispetto all'inizio della battuta (iniziandolo cioè alla fine della battuta precedente): questa è una caratteristica di questa particolare canzone; nella terza fase (che non credo farò) potrei invece provare a suonare le strane note/accordi posizionati nell'ottavo finale di ogni battuta a cui segue un cambio di accordo...
Il maestro mi ha inoltre cambiato un paio di battute: non per semplificarle ma per farle suonare meglio.

Hard Rock Halleluja: anche su questo brano abbiamo lavorato e il maestro ha fatto delle modifiche direttamente su uno spartito che aveva appena scaricato dalla rete (ma chiaramente migliore del mio). Io gli ho detto “Ricordati di salvarmelo sulla chiavetta!” e lui “Sì, sì...”
Ovviamente oggi, quando ho provato per la prima volta a studiare la nuova esercitazione, mi sono accorto che si era dimenticato di copiarlo: fra me e lui è una bella lotta a chi è più smemorato e distratto...
A parte le sue correzioni (che non ricordo perché non ero stato attento sicuro di ritrovarmele nello spartito modificato!) mi ha insegnato una funzione di Guitar Pro 6 per trasporre una traccia senza cambiare la diteggiatura. Tale brano infatti non ha l'accordatura normale ma ogni corda è più bassa di un tono: per capirsi la 5° corda a vuoto è un SI e non un LA mentre la 6° a vuoto è un RE invece che un MI (e così per le altre quattro corde).
Una volta ho provato a cambiare l'accordatura della chitarra ma il problema è che ci vuole un sacco di tempo perché cambia la tensione del manico col risultato che bisogna tornare più volte a risistemare la stessa corda. E lo stesso si ripete quando si torna all'accordatura classica...
Così io mi sono abituato a esercitarmi suonando sul brano con un tono di differenza fra la mia esecuzione e quella di GP6: col trucco insegnatomi dal maestro potrò continuare a suonare la diteggiatura che ho imparato e, contemporaneamente, avere GP6 che suona le mie stesse note...

She is my sin: è vero: sono molto migliorato ma contemporaneamente sono diventato anche più esigente. Ho già due o tre registrazioni che un anno fa avrei giudicato eccezionali mentre adesso ci trovo delle imprecisioni che non mi piacciono e per questo non mi va di pubblicarle. Mi ci vuole molto a fare una registrazione “buona” perché, provandolo per ultimo ed essendo stanco, suono il brano al massimo due volte per esercitazione. Comunque suppongo che in settimana dovrei riuscirci: a quel punto passerò a un altro vecchio brano, magari degli Iron Maiden...

Teoria: avevo chiesto al maestro di indicarmi per i brani che suono una lista di effetti da usare. Da tempo mi sono infatti accorto di un'ovvietà per tutti i chitarristi o comunque per gli appassionati di musica ma non per me: le chitarre elettriche hanno dei suoni molto diversi! In parte dipende dal modello di chitarra (e in quel caso non posso intervenire perché io ne ho una e quella mi tengo!) ma anche i pedali, ovvero gli effetti sonori aggiunti al suono in uscita dalla chitarra, sono determinanti.
Idealmente mi sarebbe piaciuto che per ogni brano che suono mi dicesse che effetti usare: mi aspettavo, ad esempio, che andasse su Youtube per ascoltare 20 secondi di She is my sin e poi mi dicesse: “qui c'è un distorto e poi un effetto di riverbero, poi forse prova ad aggiungere un compressore...”
In realtà il mio maestro non ama i pedali multieffetto e infatti mi ha risposto pensando nell'ottica dei pedali singoli: mi ha suggerito cioè una catena di effetti valida un po' per tutti i brani e da personalizzare escludendo o includendo i singoli pedali.

Comunque mi ha dato la seguente configurazione:
1. un compressore (da attivare per assoli e per “sostenere” gli accordi lunghi)
2. un overdrive (in genere spento ed impostato con poco drive e molto volume)
3. un distorto (con impostazioni medie)
4. un delay senza riverbero (in genere spento e impostato con 30% di wet-dry/amount, 600ms di time e ripetizioni o feedback minori di 20)

Sicuramente proverò a costruire tale catena sul multieffetto ma nella logica di esso ha più senso avere una patch personalizzata (ovvero una catena di effetti con specifiche impostazioni) per ogni brano e non una singola patch valida per ogni occasione!

Conclusione: probabilmente fisserò a breve una nuova lezione...

domenica 24 luglio 2016

La fine del Corso

Qualche giorno fa ho terminato di seguire il famigerato corso (non ho voglia di andare a cercare per l'ennesima volta il collegamento!) di filosofia della giustizia e morale.
Magari è colpa mia che non ho letto le letture associate ma l'ultima parte, diciamo da Aristotele in poi mi è parsa meno chiara. In pratica su vari argomenti si arriva a un risultato e al suo opposto: probabilmente ciò è voluto perché il professor Sandel ha lasciato per il finale le questioni morali che attualmente sono più dibattute e per le quali non vi è quindi un'opinione unanime. Giustamente egli ha dato spazio a tutte le principali opinioni, partendo dalle loro ragioni più profonde, ma questo continuo alternarsi di punti di vista discordi mi ha confuso.
Probabilmente per fare chiarezza sarebbero bastate un paio di lezioni in più in maniera da poter rimarcare chiaramente le varie fasi di elaborazione concettuale...

Nelle ultimissime lezioni ha affrontato proprio il tema della relazione della morale (e quindi della giustizia!) col bene. Quando ne scrissi io in Divagazione morale e successivamente in Morale escatologica ne aveva appena accennato in maniera da non dargli troppo risalto: e infatti pensavo di essere stato io molto perspicace a cogliere l'importanza di questa questione!

Ovviamente, secondo Sandel, tutti i filosofi sono concordi nel ritenere il bene strettamente legato a una particolare cultura. La questione si riduce quindi a considerare se la morale possa essere basata su un qualcosa di indipendente da esso.
Non sono sicuro di aver capito bene ma credo che l'opinione di Sandel ricalchi quella della corte suprema del Massachusetts che, dovendo decidere sull'ammissibilità del “matrimonio gay”, arriva alla conclusione che è necessario prendere una posizione morale su di esso per poter decidere.
Onestamente I singoli passaggi logici non mi sono chiarissimi (probabilmente dovrei rileggere il materiale visto che c'è un sunto molto approfondito della sentenza in questione) ma la conclusione di tale corte è che, almeno in questo caso, la morale (e quindi la giustizia) non può prescindere dalla concezione di cosa sia il bene. E Sandel, mi pare, ritiene che questo ragionamento sia in generale valido per qualsiasi questione morale.

La conclusione a cui ero arrivato io (vedi i pezzi sopracitati e soprattutto il secondo di essi) era che la morale potesse essere fatta derivare da uno o più principi di partenza: «Sono infatti giunto alla conclusione che la morale non vada costruita sul “bene” (ovvero formulando regole, obblighi morali, mirati a preservare una certa idea di bene) ma debba derivare da uno o più principi semplici e ben definiti. Ho fatto una prova con gli insegnamenti del venerabile Yury e sono riuscito a costruire un'etica estremamente coerente e plausibile»

Riguardo a questa mia teoria l'unica obiezione del professor Sandel l'ho trovata in una citazione di un filosofo: ovviamente il “solito” John Rawls col quale infatti non ho niente in comune: vedi Dubbi su Rawls e Obiezione a Rawls.

La citazione di Rawls a cui mi riferisco (da me tradotta in italiano) è: «L'ideazione della giustizia non può essere dedotta da principi auto evidenti. La sua giustificazione dipende dal mutuo supporto di molte considerazioni, di tutto ciò che si combina insieme per una visione coerente.»

Beh, a me pare di avere un chiaro controesempio a quanto dice Rawls ma mi dovrò decidere a illustrarlo in un pezzo a parte: per il momento lascio quindi la questione in sospeso ma, prima o poi, ci ritornerò...

Stavo poi cercando di individuare quale sia stato l'insegnamento che più mi ha colpito dell'intero corso. Non è facile stabilirlo perché ogni pensiero, ogni idea è intrecciata con le altre: non c'è una chiara lista di concetti distinti fra loro da cui scegliere.
Però, forse, un'idea, anzi una consapevolezza, spicca fra le altre: il professor Sandel l'ha espressa con noncuranza, come se fosse un'ovvietà, ma io credo che riassuma in sé tutta l'ipocrisia della nostra società. Secondo Sandel, e anch'io ne sono convinto, la tanto declamata uguaglianza fra gli uomini delle nostre costituzioni non è reale ma solo formale.
Questo significa che, in teoria, tutti hanno le stesse opportunità ma poi, in pratica, molto dipende dall'ambiente famigliare in cui si nasce. Ad esempio, chi è più ricco potrà permettersi un'istruzione migliore e potrà scegliere fra le migliori opportunità.

Un mio esempio: “La legge è uguale per tutti” ma chi ha più soldi potrà permettersi gli avvocati migliori che, presumibilmente, riusciranno a difenderlo più efficacemente: ma la conseguenza è che “la giustizia non è uguale per tutti”. L'uguaglianza formale (la legge uguale per tutti) non garantisce che tutti ottengano lo stesso trattamento dalla giustizia (chi è più ricco sarà più favorito).

Conclusione: nel complesso, nonostante il finale sotto tono, è stato un corso meraviglioso che, ovviamente, suggerisco a tutti di seguire.

sabato 23 luglio 2016

La non votazione per il non statuto

Mi era venuta la curiosità di dare un'occhiata al nuovo “non statuto” del M5S e così sono andato a cercare notizie sul “Blog di Grillo”. Le votazioni che dovevano iniziare il 21/7 sono state rimandate al 25 per “...soddisfare le ultime richieste di certificazione pervenute e permettere la massima partecipazione degli iscritti".
Vabbè, sarà pure così... in effetti cambia poco...

Comunque già che c'ero ho letto i vari commenti per farmi un'idea dell'umore degli attivisti.

Ho visto con piacere molti commenti sensati che chiedevano più trasparenza e una maggiore partecipazione della base non solo per la stesura del “non statuto” ma anche, in futuro, per il programma. I fanatici, come temevo, sono però la maggioranza e tacciano chiunque non sia perfettamente allineato al Grillo-pensiero come piddino o altri epiteti ben peggiori (a seconda del punto di vista!).

Fra i commenti di buon senso mi ha colpito quello di un esperto d'informatica che fa notare come il sistema informatico per le votazioni non sia sicuro né trasparente mentre basterebbe poco per renderlo tale. Io da tempo sono consapevole del problema e anche recentemente ne ho scritto in Luca 6, 41.
Mi è così venuta la voglia di inserire il seguente breve commento: «Oppure si stampano i risultati, poi si prende una matita, si correggono a piacere e si pubblicano sul blog.... ;-)»
La faccina finale era volutamente ambigua in maniera che mi potesse fare da parafulmine da eventuali fanatici/esagitati.

Poi ho notato la scritta in rosso “Discussione” e ho così scoperto che il commento dell'informatico aveva già ricevuto a sua volta numerose risposte.

Oltre all'inevitabile “tornatene nel PD!” e simili c'era qualche osservazione sensata e qualcuno che civilmente (una rarità!) dissentiva.
Ma un commento mi ha realmente colpito: andrebbe ricopiato integralmente ma non so se si può (credo di sì perché comunque è pubblico) e quindi mi limito alla frase chiave. L'autore risponde di non essere assolutamente d'accordo con l'informatico perché «...il garante è Grillo e noi tutti ci dobbiamo fidare di Lui, è saputo e risaputo che non c'è democrazia all'interno del Movimento, e meno male, in questo caso la mancanza di democrazia è la forza che ci tiene in piedi.»
Che dire? Se io fossi un fanatico (coerente e pensante) del M5S avrei attaccato immediatamente questa risposta ripetendo che nel M5S “uno vale uno”, “che abbiamo le votazioni online” e “sei un provocatore, torna nel PD...” o roba simile. In quella frase si negano infatti praticamente tutti i cosiddetti principi del M5S! Però il suo autore ha l'accortezza di essere estremamente ossequioso verso Beppe Grillo (notare il rispettoso “Lui” con la maiuscola!) e tanto basta a sviare i fanatici che quindi finiscono per considerare “ortodossa” e non “eretica” tale risposta!

Conclusione: fra gli attivisti del M5S esiste ancora una parte sana e pensante che in buona fede crede ancora nel movimento. Sfortunatamente i fanatici e maleducati, felici e soddisfatti di obbedire ciecamente a quanto il “blog” gli racconta, sembrano essere la maggioranza. Numerosi anche gli ingenui in buona fede. Ma la vera conclusione è che non so se questo sia un bene o un male...

venerdì 22 luglio 2016

Libertà, giustizia e un accenno a Di Maio

Avrei da scrivere un sacco di pezzi: uno sulla felicità (che sarebbe la conclusione del libro di Harari che ho finalmente finito di leggere dopo averlo prestato a tre persone diverse!), un'altra puntata di “Ultimisstoria”, sul “Novellino” (che ho letto in bagno al posto delle vecchie riviste di storia in maniera da potermi rimettere in pari con i relativi sunti...), aggiornare la lista dei miei “italianismi”, sull'ultima lezione di chitarra e, molto importante, i motivi del “no” alla deforma costituzionale di Renzi...

E poi ci sarebbe tutta una serie di pezzi basati su articoli che tengo “aperti” su Firefox: e, siccome ormai i vari riquadri sono diventati così tanti da non permettermi di navigare agevolmente, vedrò di scrivere sinteticamente proprio di questi argomenti: fondamentalmente libertà e giustizia con i più un accenno a Di Maio che però non c'entra niente con le precedenti...

Russia esclusa dalle olimpiadi: ecco che la politica è entrata a gamba tesa nello sport. Ormai è anche così che gli USA usano il proprio strapotere: punendo e mettendo in cattiva luce gli stati con cui sono in conflitto mediante interposta persona, anzi interposta istituzione. Ma tutto ciò non è nuovo e rimando a quanto scritto in Sport freddo.
Ciò che mi fa più orrore è il fatto che si puniscano atleti non perché dopati ma perché di nazionalità russa: qual è il motivo? Giustamente la Russia è d'accordo con l'escludere gli atleti trovati colpevoli e, da parte sua, punirà coloro che hanno permesso e facilitato il dopaggio ma perché colpire gli atleti che non sono colpevoli di niente?
Per coincidenza nel corso di filosofia sulla morale/giustizia abbiamo studiato le possibili argomentazioni a favore della responsabilità collettiva (v. Preferisco MacGyver): da convinto individualista nessuna di esse mi è parsa minimamente corretta ma, comunque, nessuna di esse sarebbe stata applicabile in questo caso. Si tratta quindi palesemente di un arbitrio: ma dopotutto, come spiegato, le ragioni di questa decisione non vanno ricercate nella giustizia ma nella politica internazionale e, pertanto, sono completamente amorali.

Di Maio e le lobbi: l'articolo di riferimento è M5S, Di Maio si giustifica su Facebook dopo la fuga di notizie sul suo incontro a porte chiuse con le lobby di Gabriella Cerami da HuffingtonPost.it
Il titolo dice già tutto. E questo Di Maio sarebbe il politico di punta del M5S per le prossime elezioni nazionali? Maa...

Libertà in rete: Decisamente più interessante il seguente articolo di Guido Scorza dal FattoQuotidiano.it: Libertà di parola online: un minuto per perderla, mesi per riconquistarla. L'articolo fa notare come dopo la sentenza di un giudice, anche quando come in questo caso errata, siano necessari molti mesi per riottenere il proprio diritto a esprimersi in rete.
Credo che l'articolo, mettendo troppo l'accento sui tempi giudiziari, perda di vista l'elemento più significativo di questa vicenda: in Italia la libertà d'espressione è mal tollerata, sembra essere considerata una sorta di premio di cui però i bravi cittadini non devono abusare. Ecco: la libertà d'espressione è considerata una sorta di privilegio e non un diritto fondamentale di ogni cittadino. Per questo, quando come in questo caso una persona ne è stata ingiustamente privata, non c'è fretta di correggere l'errore perché, appunto, la libertà d'espressione (che ricordiamolo è strettamente legata alla libertà di pensiero), è percepita come un qualcosa in più, qualcosa non di dovuto ma dato solo per “gentile concessione”. Gli italiani sono spesso considerati sudditi dalle istituzioni che considerano i loro diritti come formule vuote: e gli stessi italiani tollerano tutto ciò perché privi di una cultura veramente democratica. Dopotutto a scuola fanno leggere e rileggere “I promessi sposi”, dove la giustizia è affidata alla provvidenza divina e non alle istituzioni terrene, mentre libri veramente formativi, come “Saggio sulla libertà” di John Stuart Mill, sono ignorati...

Dottori e vaccini: l'articolo di riferimento è Il ministro Lorenzin: “Non ci può essere obiezione di coscienza” di Maria Corbi su LaStampa.it
Radiati i dottori che sconsigliano i vaccini.
Il problema in questo caso non è la questione “vaccini sì, vaccini no” (sulla quale mi sono già espresso in Sigarette e vaccini e Il vero pericolo dei vaccini) ma la negazione di un diritto fondamentale di ogni essere umano come la libertà d'espressione: se un dottore, grazie ai suoi studi di medicina e alla propria esperienza professionale, si sente di sconsigliare qualcosa perché non dovrebbe farlo?
Secondo voi è più scientifico pensare che i vaccini, in casi eccezionali, magari a causa di impurità nella fabbricazione, possano fare male OPPURE non avere alcun dubbio che i vaccini facciano sempre e comunque solo bene? Ve lo dico io: la risposta corretta è la prima possibilità...

Conclusione: ora Firefox respira un po'!

giovedì 21 luglio 2016

Coerenza o rincitrullimento?

Ieri mi sono collegato a FB e sono venuto a conoscenza dell'articolo: Le donne intelligenti? Restano single. Subito i miei vecchi neuroni si sono messi in moto ricordandomi che anch'io avevo scritto qualcosa al riguardo.
Anni fa avevo infatti promosso un sondaggio informale ai miei amici maschi chiedendo loro quale avrebbero preferito fra due gemelle completamente identiche se non per l'intelligenza. Io avrei scelto senza indugio la più stupida ma la stragrande maggioranza dei miei amici optò, con mia grande sorpresa, per quella più intelligente.
Il pezzo a cui mi riferisco è Donne alieni e un libro di successo (2012) ed è interessante rileggerlo per apprezzarne le mie motivazioni.

Quello che avevo completamente dimenticato è che avevo scritto il mio pezzo dopo la lettura di un articolo dove veniva recensito un libro che affrontava proprio tale argomento dandomi, nel complesso, ragione: nel senso che sosteneva la mia teoria ovvero che la maggior parte degli uomini, a differenza dei miei amici, in genere preferisce una donna poco intelligente.
È buffo che a stimolarmi a scrivere di questo argomento sia stato in entrambi i casi un articolo e che me ne fossi completamente dimenticato. Da una parte ho reagito agli stessi stimoli con la stessa risposta (coerenza!) ma da un'altra mi ero completamente dimenticato di aver già seguito lo stesso percorso mentale (rincitrullimento!).

Infatti anche il nuovo articolo mi dà ragione e, anzi, riporta numerose argomentazioni maschili (vedi i punti 2, 7 e 9) affini a quanto io stesso avevo suggerito...

Terminavo il mio vecchio pezzo spiegando che alla fine i miei amici erano riusciti a instillarmi un ragionevole dubbio. Che cosa ne è stato di quel dubbio?
In effetti mi ha portato a modificare leggermente la mia posizione iniziale.
Anni fa ho incontrato una donna che è di gran lunga la più intelligente che io abbia mai conosciuto: devo ammettere che discutere con lei mi piace e mi diverte. Ha una grande cultura e, come me, è un'appassionata di storia: con lei posso discutere di argomenti anche molto particolari aspettandomi dei commenti intelligenti e che, magari, mi colgono di sorpresa.
Ad esempio il mese scorso le raccontavo di come i libri di Enoc, seppur non facciano parte del canone, abbiano lasciato delle tracce evidenti nel libro della Genesi. Ed ecco che lei se ne è uscita con un dubbio molto interessante: “Possibile che i libri di Enoc abbiano influenzato il culto dell'Angelo Pavone nello yazidismo?”
Poi in effetti, proprio come temevo, quando sosteniamo diverse teorie mi costringe a estenuanti dibattiti e, proprio quando arrivo a dimostrarle che avevo ragione io confutando con chiarezza e rigore le sue tesi, ecco che sposta la discussione “su un altro piano” che non c'entra niente (*1) e che, comunque, se me lo diceva subito quale fosse il "vero piano" su cui stavamo dibattendo avremmo risparmiato un sacco di tempo! Addirittura a volte le do ragione solo perché non ho più voglia di discuterne...

Comunque, tornando al dunque, rimango dell'idea che fra la gemella stupida e quella intelligente mi troverei meglio con la prima, però... se la seconda gemella fosse molto ma MOLTO intelligente, tanto da avvicinarsi significativamente a KGB (v. La solitudine del pamviro), allora la mia preferenza andrebbe a lei...

Conclusione: bo... coerenza, rincitrullimento, intelligenza, donne, attrazione, memoria: probabilmente c'è una connessione fra tutti questi elementi ma al momento mi sfugge!

Nota (*1): tranquilli! Mi posso permettere di prenderla in giro senza rischiare di offenderla perché comunque, nonostante le nostre numerose affinità, non le piaccio per niente tanto che, se non le mando il collegamento a uno specifico pezzo, lei non ci pensa minimamente a leggere questo mio viario: e io non le dirò certo di farlo!

mercoledì 20 luglio 2016

Tipo 3, forse 2

Ho appena letto l'articolo Abbronzatura: tutto su creme e rimedi per le scottature di Angela Nanni dalla Stampa.it
La mia lettura è stata automatica, sonnacchiosa e distratta: inizialmente infatti non ho imparato niente di nuovo e, anche arrivato alla classificazione dei vari fototipi (che era ciò che mi interessava verificare), non ho avuto sorprese: avendo i capelli, pochi ma bruni, e la carnagione olivastra, con una vaga tendenza al giallo, dovrei appartenere al fototipo intermedio, il numero 3.

Ciò che mi ha colpito è la parte seguente: ovvero la spiegazione di cosa sia l'eritema solare. In pratica è un'infiammazione della cute che diviene rossastra (poi si possono anche avere bolle e vesciche ma a me non è mai successo) a causa dell'esposizione al sole. Stranamente a me capita piuttosto spesso ma, soprattutto, si scatena in pochi minuti. Una volta, ed era dicembre (quindi luce solare debole), mi capitò di avvertire una zaffata di profumo e di sentire la mia pelle “reagire”. Dissi subito gli amici: “adesso cambio colore!” e infatti la faccia e il collo esposti alla luce divennero rapidamente rossi...
Ma cosa c'entrano i profumi? Beh, qualcosa c'entrano anche loro, infatti l'articolo spiega: «La sua [dell'eritema] comparsa è molto rapida nei soggetti con fototipo 1 e 2: può essere provocata o accentuata dalla presenza sulla cute di prodotti cosmetici come profumi, creme, lozioni applicati prima dell’esposizione solare o dall’assunzione di farmaci per bocca come antibiotici, antinfiammatori o antistaminici di vecchia generazione»

Io i profumi li odio: da bambino mi davano un fastidio enorme e mal tolleravo il loro odore fortissimo. Ricordo che mi “facevano sudare” e mi toglievano il fiato o almeno quella era la sensazione che mi davano. Poi mi sono abituato ma personalmente mi guardo bene dall'usarli e, comunque, mi infastidiscono se troppo forti.
Medicine poi non ne prendo: mi pare che una ventina di anni fa ne assunsi per qualche tempo una che dava fotosensibilità ma credo che adesso il suo effetto dovrebbe essersi ormai esaurito!

Ma nel mio caso l'eritema non mi viene sempre quando sto al sole: devi evidentemente intervenire anche un altro fattore, magari un agente chimico (tipo il profumo), di cui non sempre sono consapevole, che scateni la reazione. L'eritema si sviluppa poi molto rapidamente, direi nel giro di un minuto... Nel mio caso la pelle mi diventa anche molto sensibile e pruriginosa; comunque mi sparisce anche molto rapidamente, direi nel giro di un'ora, massimo due...

Mi pare che questo strano esempio di particolare sensibilità sia la conferma di una mia vecchia teoria: Gli opposti...
Non siamo tutti uguali e, anzi, siamo tutti diversi: questo significa che se un farmaco o una sostanza come un profumo è testato su X persone senza dare problemi ciò significa che non darà problemi al 99,ZZZ% della popolazione, dove lo ZZZ dipende dalla dimensione del campione, ma non si avrà mai la certezza assoluta che vada bene per tutti...

Conclusione: mi è venuto il dubbio che, se mi lavassi maggiormente, potrei diventare di fototipo 2!

lunedì 18 luglio 2016

Morale escatologica

In Divagazione morale scrissi di una questione sulla quale stavo da giorni riflettendo senza riuscire ad arrivare a una conclusione definitiva: la relazione fra morale e bene.
Ne scrissi per aiutarmi a chiarirmi le idee e, in effetti, tale esercizio ha dato i suoi frutti.

Sono infatti giunto alla conclusione che la morale non vada costruita sul “bene” (ovvero formulando regole, obblighi morali, mirati a preservare una certa idea di bene) ma debba derivare da uno o più principi semplici e ben definiti. Ho fatto una prova con gli insegnamenti del venerabile Yury (v. marcatore PSS) e sono riuscito a costruire un'etica estremamente coerente e plausibile: ma su questi dettagli scriverò (forse!) un pezzo a parte...

La conseguenza è che talvolta, la morale costruita a partire da determinati principi, può andare in conflitto con la comune idee di “bene”. Al contrario, una morale costruita su una particolare idea di bene non potrà essere universale.

Ma nel mio “esperimento” ho notato qualcosa di forse ancor più interessante: costruire la morale sull'idea generica di bene equivale a cercare di individuare lo specifico scopo dell'uomo che con tale “bene” si identifica. Al contrario, far derivare la morale da un principio equivale ad andare oltre lo scopo dell'uomo e rivolgersi al suo destino. So che senza esempi questa differenza non è chiara ma io vi vedo una sorta di asincronia: la morale basata sul bene è ancorata al presente e si prefigge di mantenere lo status quo; la morale basata sui principi guarda invece al futuro, magari lontano, ideale o utopico. La morale basata sul bene è teleologica quella sui principi è escatologica.
E la morale teleologica si basa sulla natura umana, ovvero su come è l'uomo, mentre la morale escatologica si basa su come l'uomo dovrebbe divenire.

Conclusione: mi sa che dovrò proprio scrivere una nuova puntata di PSS per illustrare con esempi quanto scritto sopra...

domenica 17 luglio 2016

La democrazia in Europa

Sulla BREXIT ho scritto un paio di pezzi: fondamentalmente spiegavo che la ragione ultima dell'uscita dell'UK era riconducibile alla mancanza di vera democrazia nelle istituzioni europee.
La conseguenza è che i cittadini quando valutano l'Europa considerano cosa hanno ottenuto (libera circolazione ed euro) e poi si guardano in tasca. Certo a incidere su questa valutazione c'è poi la pressione dei media che, come fossero dischi rotti, non fanno altro che ripetere quanto sia bella l'UE. In pratica però solo i tedeschi possono dirsi soddisfatti, mentre specialmente per gli stati dell'Europa del sud è stato un bagno di sangue. In realtà, dopo il promettente inizio, negli ultimi 20 anni si è costruita un'Europa non dei popoli ma delle banche.
Comunque, per maggiori informazioni, rimando a Pentito e Vittoria democratica insidiata.

Goofynomics sulla democrazia in Europa - 17/7/2016
Qual è la ragione del precedente corto?
Il motivo è che ho letto il seguente articolo su Goofynomics e volevo dare ai miei lettori la possibilità di un rapido raffronto...
L'articolo (nonostante il titolo!) è: La deforma costituzionale. Si tratta della risposta alla domanda di un lettore che mette in evidenza un certo parallelismo fra l'assetto delle istituzioni europee e la riforma pensata da Renzi per l'Italia: “...un deficit di democrazia di dimensioni siderali.

Non ci credo... - 19/7/2016
Ho passato tutti gli europei a ridere della valutazione fatta dalla Juventus per Pogba di oltre 100 milioni (v. anche Idiosincrasie calcistiche) eppure, almeno secondo i giornalisti, un'offerta dal oltre 100 milioni sarà fatta prossimamente da una squadra inglese...
Vediamo di elencarne pregi e difetti:
Pregi
- Tiro da fuori: trova spesso la porta.
- Passaggio smarcante: riesce a fare dei lunghi lanci spesso anche molto precisi
- Controllo palla: grazie alla sua forza è in grado di proteggere efficacemente la palla.
- Interdizione: sempre grazie alla sua forza è difficile da saltare e spesso recupera palloni importanti.
Difetti
- Carattere: quando la partita va male tende a sparire; talvolta diviene troppo nervoso.
- Lento: non corre ma passeggia per il campo, ad ampie falcate, spesso smoccolando e scuotendo la testa...

Insomma, sicuramente un forte centrocampista e, anche data l'età, un grande potenziale. Eppure ha anche almeno un grosso difetto: magari Pogba è considerato un diamante da tonnellate di carati, ma il valore di un diamante, se ha un difetto, crolla...

Confessioni o Etica? - 29/7/2016
Finito il Novellino ho voluto scegliere un nuovo libro per il bagno: sarei ancora pieno di riviste di storia ma prima devo rimettermi in pari con i relativi pezzi...
Così mi sono portato in bagno sia Le confessioni di Sant'Agostino che L'etica nicomachea di Aristotele e ho letto qualcosa aprendo i libri a casaccio.

Le confessioni hanno il pregio di avere capitoli molto corti (e quindi adatti a essere letti in bagno!) ma è tutto un “Dio qui/Dio là” che non mi entusiasmava troppo.
L'etica nicomachea è invece scritta (*1) in un italiano più difficile e i capitoli sono un po' più lunghi però gli argomenti trattati sembrano decisamente interessanti!

Alla fine mi sono così deciso per l'Etica nicomachea ma forse presto cambierò (vedi poi)...

Nota (*1): La traduzione ovviamente. Anche in questo caso (v. Tuffo nel passato) c'è il testo originale al fianco: temo che questo condizioni i traduttori a sacrificare la chiarezza a favore di una maggiore aderenza formale all'originale...

Verso la “Politica”? - 29/7/2016
In questi giorni sto cercando di leggere l'Etica nicomachea di Aristotele.
Infatti la lettura è molto faticosa perché, almeno nella parte iniziale, si richiama spesso a Platone (dando per scontato che si conosca la sua filosofia) e quindi c'è la difficoltà aggiuntiva di dover ricostruire delle teorie basandosi su obiezioni o commenti a esse. Le note sono numerose e ampie ma sono rivolte a esperti di filosofia e quindi usano definizioni e parole che non sempre facilitano la comprensione...

Sono quindi tentato di tagliare la testa al toro e di passare a leggere la “Politica” di Platone (il testo più spesso citato nelle note): non sarebbe un problema perché anche tale libro faceva parte della collezione di mio zio!

Sons of the Pick

Un'improvvisa “disgrazia” mi ha spinto a scrivere la seguente canzone. Per il testo e i suoi temi mi sono ispirato ai Manowar/Dreamtale/Majesty ma in realtà ho finito per farne una caricatura... con qualche sconfinamento in quello che IO considero (*1) boccaccesco!
Di seguito la mia lirica con, fra parentesi quadre, delle note su come mi immagino la base musicale

Sons of the Pick
==========

[Melodia introduttiva lenta e serena]
In the coldest night
The fire is burning low
Ready for the show
Just before the fight,
Our brave paean song
Is growing very strong.


[Parte vivace, fortemente ritmata sullo stile di Son of Metal ← molto bella, da ascoltare!]
With brothers on our side
We are going to ride
We don't know any fear
But we laugh and sneer

Chorus:
Pick of steel
Never bends
Pick of steel
Ready for the kill

With our cold metal picks
We squash enemies like ticks


[Assolo vivace → la battaglia]

When the foe is dead or lame
Then our prize we claim
With our hard picks
We bang all the chicks

Chorus:
Pick of steel
Never bends
Pick of steel
Ready for the kill

Chorus:
Pick of steel
Never bends
Pick of steel
Breaking the seal

With our hard picks
We fight the naked brawl
And breed all the chicks
Because we are all...
Sons of the pick!


[Al termine della musica voce femminile disgustata fuoricampo: “You are just a son of bi-BEEP...”]

Ed ecco la fonte della mia ispirazione:

Probabilmente questo plettro ha sempre avuto una piccola crepa che, molto lentamente, si è allungata sempre di più. Come si vede dall'usura, particolarmente evidente nell'ultima foto, sono occorsi diversi mesi di uso affinché si rompesse del tutto (anche se nelle ultime settimane, diciamo passati i 2/3 della lunghezza complessiva, il plettro è peggiorato e si è poi rotto molto rapidamente).
Per la cronaca gli è stato fatale Hard Rock Hallelujah...

Infine vale forse la pena sottolineare che “pick” significa plettro: inutile dire che tale termine ha anche una forte assonanza (basta sosituire la “p” con una “d”) con un'altra parola dal significato molto diverso e sul quale mi sono divertito a giocare...

Conclusione: temo che non sarò mai in grado di musicarla... Magari potrei cederla al mio maestro e divenire così il suo Mongol... (*2)

Nota (*1): sì perché la mia interpretazione di “boccaccesco” è un po' più spinta di quanto comunemente inteso visto che, dal mio punto di vista, nel Decameron (v. marcatore Boccaccio) di boccaccesco c'è ben poco!
Nota (*2): ;-)

sabato 16 luglio 2016

Autorazzismo

Su Goofynomics ho letto un articolo interessante: Autorazzismo e lotta di classe. Non si tratta di un articolo di Alberto Bagnai ma è scritto da un suo lettore (amico?) e infatti non tratta di economia ma di sociologia.

In pratica viene presentato uno studio degli anni '70 di Giulio Bollati, ripubblicato nel 1983 e poi nel 2011, su come gli intellettuali italiani considerino il proprio popolo nel corso della storia.
Dal XVI secolo in poi lo schema è sempre il medesimo: gli intellettuali, in genere espressione delle classi privilegiate, vedono il popolo italiano come composto da furbi e ladri (oltre che ignoranti).
Perfino il Risorgimento va riletto con attenzione: la paura costante dei capi rivoluzionari è che il popolo aizzato sfugga al loro controllo e si rivolti non solo contro gli austriaci ma anche contro la nobiltà italiana e le sue proprietà.
Qualche decennio dopo perfino Gramsci scriverà: «Negli intellettuali italiani l'espressione 'umili' indica un rapporto di protezione paterna e paternale, il sentimento 'sufficiente' di una propria indiscussa superiorità, il rapporto come tra due razze una ritenuta superiore e l'altra inferiore. (Letteratura e vita nazionale)». In altre parole gli intellettuali sono visti come di una razza diversa da quella del popolo che sta a loro, gli intellettuali, guidare con protezione “paterna e paternale”.
L'autorazzismo del titolo si riferisce quindi agli intellettuali italiani che per secoli hanno guardato alla maggioranza del popolo con disprezzo.

Come scritto ho trovato questo articolo molto interessante ma non per questo lo condivido completamente. Ciò che trovo sbagliato non è il suo senso complessivo né i suoi dettagli ma la sua prospettiva. L'autore vede l'Italia come una sorta di anomalia in virtù della quale si verifica questo fenomeno: ritiene infatti determinanti alcuni elementi caratterizzanti dell'identità italiana: il sentirsi gli eredi diretti della civiltà greco-romana, il compiacimento provocato da questa illusione, etc...

In realtà trovo che questa visione sia limitata. Io credo che il fenomeno sia globale, magari particolarmente accentuato in Italia, ma non esclusivo a essa.
Questa distinzione fra massa del popolo e le cerchie degli intellettuali è solo la logica conseguenza dell'esistenza dei parapoteri (*1) in ogni epoca storica: vedi I parapoteri: definizioni ed esempi, (più implicitamente) Le leggi del potere e (nella conclusione) Democrazia 3a/3 o anche in Oltre I conFini.

Tutto dipende da quanto gli “intellettuali” siano espressione o controllati dai parapoteri in una determinata epoca e luogo.
Nel medioevo gli intellettuali erano i religiosi e i parapoteri si appoggiavano a essi per mantenere il controllo del popolo. Non dubito che anche allora ci fossero paralleli, forse ancor più marcati ed evidenti, dell'autorazzismo precedentemente illustrato.
Nel mondo moderno (occidentale) chiunque può divenire un intellettuale grazie ai propri studi e al proprio impegno ma se, ad esempio, vorrà scrivere su un grosso giornale dovrà rispondere all'editore e seguirne la linea politica. Ciò vale anche per lo scrittore che voglia essere pubblicato, per il conduttore televisivo e per la stragrande maggioranza dei media. In altre parole i parapoteri controllano gli intellettuali tramite il proprio denaro (*2). Ecco che poi i giornalisti (quelli che attualmente indirizzano maggiormente l'opinione pubblica), per evitare la dissonanza cognitiva (*3), si autoconvincono che alcune verità vadano mostrate sotto una certa luce oppure “non dette” perché non verrebbero capite o perché provocherebbero reazioni indesiderate: si mentisce cioè convincendosi di farlo per un buon motivo e non perché si è stati comprati...
Ma questo vedere il popolo come qualcosa di diverso, che “non può capire” la verità, è proprio l'autorazzismo indicato nel viario di Bagnai.

Conclusione: è possibile che in Italia questo fenomeno sia più accentuato che altrove ma la verità è che comunque è presente in ogni paese perché la sua vera origine, la necessità dei parapoteri di controllare la massa del popolo, è antica come la storia dell'uomo.

Nota (*1): parapotere = “potere forte” nel senso spiegato in Rimpiazzo per “potere forte”...
Nota (*2): ovviamente ci sono numerosissime eccezioni ma la tendenza generale è quella che ho esposto.
Nota (*3): ovvero mentire sapendo che il proprio lavoro dovrebbe essere quello di rivelare la verità.