«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

mercoledì 29 febbraio 2012

Ledificio (2/10)

Ecco la seconda parte del racconto Ledificio (vedi Ledificio (1/10)).
Nella puntata precedente tre giovani, fra cui il protagonista e io narratore della storia, entrano in un edificio misterioso. In preda ai fumi dell'alcool vagano con la mente ottenebrata al suo interno finchè, raggiunto il secondo piano, arrivano a una maestosa quanto misteriosa porta...
Fatalmente la porta viene aperta e i tre la varcano tutti insieme.

-=2=-

I miei ricordi di quello che successe allora sono, se possibile, ancora più confusi: si tratta infatti più di sensazioni che di ricordi veri e propri. Cercherò al meglio delle mie capacità di spiegare quel che provai ma il lettore non si aspetti un racconto coerente.

Fu come essere investito da un getto di acqua fredda: immediatamente gli effetti dell'alcool, l'ottundimento dei sensi, svanirono o almeno così mi parve...
La porta si era richiusa alle nostre spalle e il buio era assoluto; contemporaneamente fui travolto da un rimbombo sordo e basso, così potente che si percepiva nelle ossa più che con l'udito: credo di aver gridato, di aver allargato le braccia, cercando di afferrarmi ai miei compagni, ma trovando solo il vuoto. Un vuoto freddo e assoluto che rimaneva appiccicato alla pelle e penetrava nei polmoni togliendo il fiato e la capacità stessa di gridare.
Mai prima di allora avvertii così nettamente la sensazione di pericolo incombente. È impossibile da descriversi ma provate a immaginarvi di essere in una giungla selvaggia a mezzanotte, al buio e disarmato, e contemporaneamente sentire alle spalle delle frasche che si spezzano, qualcosa che vi sfiori la schiena e un alito putrido sulla nuca come se delle fauci aperte fossero a pochi centimetri dal vostro collo. Ecco, immaginatevi ora una sensazione mille volte più potente, e avrete una pallida idea di ciò che provai io...

Quanto durò? Non ne ho idea: la sensazione di pericolo era tale che persi la cognizione del tempo. Credo che continuai a cercare di gridare senza riuscirci ma non lo ricordo con esattezza. Giravo su me stesso cercando di fronteggiare un pericolo che però rimaneva sempre alle mie spalle.

Poi qualcosa mi colpì alla coscia e io barcollai all'indietro: è strano ma solo allora, credo, ebbi la sensazione di un pavimento, o di una parete o quello che fosse, nel buio intorno a me...
Mi ritrovai una pietra in mano: anzi no, ripensandoci non poteva essere una pietra, era qualcosa di troppo freddo, liscio e pesante per essere un semplice calcinaccio. Doveva trattarsi di un grosso pezzo di ferro tipo, che so... una grossa scheggia di bomba...

Come un folle iniziai a colpire l'aria con quest'arma improvvisata. So che colpii qualcosa: ebbi la sensazione di infrangere del vetro ma incontrai anche una certa resistenza: cioè non fu come rompere una finestra quanto piuttosto come infrangere lo schermo di un vecchio monitor o di un televisore.
Lo so è assurdo. È incoerente. Eppure si tratta della verità o almeno di quello che provai: forse menti più acute della mia riusciranno a dare un significato a queste sensazioni una volta conosciuto il resto della storia...

Comunque, per ogni colpo che riuscivo ad assestare, ne ricevevo altri dieci indietro. Tutto il corpo veniva colpito: il petto, le gambe, le braccia, la schiena e la testa...
Eppure ero oltre il dolore: invece di provare delle fitte di sofferenza era come se ogni colpo che ricevevo si limitasse a privarmi di parte della mia frenetica energia: come se, ad ogni botta, il sangue mi venisse sostituito da un gelido narcotico che penetrasse sempre più al mio interno ghiacciandomi il cuore.
Infine, quando ormai stavo per essere sopraffatto e perdere i sensi, mi accorsi che i colpi erano cessati: l'euforia, un sorta di entusiasmo animalesco per aver combattuto e sconfitto i miei avversari, mi ridiede un minimo di forza. Lasciai cadere l'arma improvvisata e allungai l'altro braccio per cercare qualcosa a cui appoggiarmi (ero infatti immerso nell'oscurità più totale): trovai del legno, poi una maniglia, l'afferrai, la girai e tirai con tutte le mie forze.
Fui investito da una luce grigia e tetra: ma era la benvenuta rispetto al buio più scuro della morte in cui mi trovavo. Barcollai avanti ed entrai nel grigio: era un corridoio, forse lo stesso dal quale ero entrato ma fu allora che, forse per il sollievo di essere scampato a un pericolo mortale, le forze mi vennero meno e caddi nell'oblio...

martedì 28 febbraio 2012

Ultimi e penultimi

Sul Corriere.it mi è capitato di leggere un articolo, Quando sono i penultimi a vietare l'ingresso agli ultimi, a modo suo interessante.
Storia, luoghi comuni e ipocrisia nostrana mischiati insieme per produrre un articolo che in fondo a ben poco da dire. Insomma un articolo come tanti...

Eppure qui c'è anche una confusione logica, un confondersi di analogie, che ironicamente, al lettore attento dovrebbero suggerire un significato opposto a quello voluto dall'autore!

Riassumo brevemente l'articolo nei suoi punti salienti.
Una marocchina, la titolare di un negozio, espone all'ingresso un cartello dove chiede agli zingari di non entrare. L'articolo mostra la foto parziale di un cartello dov'è scritto:
Siamo spiacenti
ma per maleducazione
e non rispetto delle
regole, e numerosi furti
VIETATO ENTRARE
ai ZINGARI!
Non per razzismo

Lunga e tragica rievocazione dei disagi patiti dai nostri connazionali emigrati sia in USA che, più recentemente, in Germania. In particolare viene raccontato un episodio di violenza avvenuta negli USA lo scorso secolo dove degli italiani (all'epoca gli ultimi arrivati) furono linciati da una folla della quale facevano parte anche molti neri (equivalenti ai penultimi dell'analogia).
La tesi del giornalista: gli ultimi arrivati, appena riescono a integrarsi e a salire nella scala sociale iniziano a guardare dall'alto in basso, e quindi con razzismo, chi arriva dopo di loro.

La confusione di cui ho accennato sta nel parlare a volte di ultimi nella scala sociale e a volte di ultimi ad arrivare come immigrati in un paese.

Nella prima analogia, quella “storica”, si hanno: i neri penultimi sia nella scala sociale che nell'arrivo negli USA (beh, comunque già in America prima dei nostri connazionali) e gli italiani, ultimi sia nella scala sociale che come arrivati.
La seconda analogia, basata sul fatto di cronaca, vede la marocchina penultima nella scala sociale e gli zingari ultimi. C'è però un'importante differenza: a quanto ne so i marocchini sono sbarcati in forze negli ultimi vent'anni mentre gli zingari vi circolano da molto più tempo...

Nelle intenzioni dell'autore la morale, immagino, avrebbe voluto essere che gli zingari, come i nostri connazionali tanti anni fa, sono le incolpevoli vittime del razzismo. La differenza nelle due analogie ne rovescia però il significato!
Chi legge l'articolo infatti, osservando la discrepanza che ho sottolineato, dovrebbe porsi la domanda “Come mai gli zingari, già da tempo in Italia, sono ancora gli ultimi nella scala sociale”?
E le risposte a questa domanda non sempre sono lusinghiere per gli zingari: a differenza dei neri americani, che temevano gli italiani perché gli rubavano il lavoro, la “nostra” marocchina, lo si evince dal cartello che espone, teme sì che gli zingari la derubino... ma non del lavoro...

lunedì 27 febbraio 2012

Azzeccato

Sabato ho preso la prima zecca del 2012: una vera primizia perché di solito arrivano a marzo!
Me la sono ritrovata a un piede complice le scarpe/pantofole di pile con le quali mi ero avventurato in giardino...

Oltre metà dalla meta 27-Febbraio-2012
Ieri ho superato di slancio la metà del "Ramo d'oro". Decisamente pesante: 875 pagine scritte in piccolo però, come si capisce dalle numerose volte in cui l'ho citato, presenta spunti molto interessanti...

Indietro 28-Febbraio-2012
Sono rimasto indietro con le vignette: ho ben 18 tag senza vignetta e di questi 5 sono usati da più di 7 post. Cercherò di farne almeno un paio entro il fine settimana...

Battle Hymn 29-Febbraio-2012
Il maestro, spulciando fra le mie canzoni preferite, ne ha trovata una "facile": si tratta di Battle Hymn dei Manowar!
Se mi riesce impararla decentemente allora sarò soddisfatto e potrò anche smettere di suonare la chitarra!
Per adesso, dopo due giorni scarsi di studio, quello che suono io non gli assomiglia molto: sì, c'è una serie di quattro accordi che riconosco/ricordo ma il resto è terribile...
Comunque sono entusiasta!!

Trucco bacucco 1-Marzo-2012
Come mi pare di aver più volte menzionato le mie vignette sono mostrate in un formato leggermente più piccolo dell'originale: per chi è interessato ho notato che esiste però la possibilità di vederle nella loro grandezza naturale!
Con Firefox basta andare su una vignetta, cliccare col tasto destro del mouse e scegliere l'opzione "Copy Image Location". Bisogna poi andare su una nuova pagina e, nella barra degli indirizzi, premere CTRL+V: in questa maniera apparirà il link della foto in formato ridotto. Per vedere il formato originale bisogna sostituire i caratteri s200 con s1600 e premere invio...

Lezione XV: SoS

Tutto bene, tutto bene! Il titolo del post è volutamente fuorviante!

Anche l'ultima lezione è stata piuttosto standard: come ho già avuto modo di scrivere abbiamo consolidato una certa routine nelle lezioni.

Per prima cosa gli ho spiegato i miei problemi con l'esercizio del blues (che ormai sto odiando). In pratica, data l'usuale struttura del blues:
1) E7 E7 E7 E7
2) A7 A7 E7 E7
3) B7 A7 E7 B7
Avevamo sostituito le prime 2 righe con delle melodie lasciando gli accordi solo nella terza: il problema è che non facevo in tempo a passare in un tic (a 60 bpm) dalle note all'accordo B7 che è uno dei più difficili.
La soluzione è stata di far precedere il primo B7 e A7 da pause di 2/4. Al posto del terzo e quarto accordo mi ha invece assegnato una nuova sequenza di note che termina comunque con l'accordo B7.
Ho fatto subito presente al maestro che con l'ultimo B7 avrei avuto il solito problema di non aver abbastanza tempo per impostarlo ma lui mi ha detto di non preoccuparmi...

In questi giorni ho provato questa nuova versione del blues (noiosissima la sequenza sempre uguale di note ripetuta per otto volte...) senza molto entusiasmo: in particolare mi è venuto il dubbio che le note della melodia siano degli ottavi invece che dei quarti. Se fossero degli ottavi allora non mi riuscirebbe, se sono quarti invece è banale (e noioso). Ho provato a contattare il maestro ma credo che abbia problemi di connessione...

L'unico altro cambiamento negli esercizi è stata l'aggiunta di un nuovo giro che include il F (quello vero, non quello facilitato che suonavo prima...).
Riguardo il F ovviamente ho dei problemi a trovare rapidamente la posizione delle dita ma non sono troppo preoccupato: mi pare di vedere comunque dei microscopici miglioramenti.

Il grosso della lezione l'abbiamo passato sui brani e in particolare mi ha introdotto il brano Sound of Silence (l'SoS del titolo...) spiegandomene dettagliatamente la diteggiatura.

La cosa buffa è che, quasi senza accorgermene, ho iniziato a canticchiare la canzone mentre la suono! In genere, ad esempio per la FdE (Fiera dell'Est), canticchio la canzone mentalmente per tenere il ritmo ma non mi viene né, forse, mi riuscirebbe canticchiarla.
Invece per SoS, che è pure in inglese, mi è venuto spontaneo e mi sono così finalmente reso conto di cosa significhi essere intonati: se canto bene la mia voce entra in risonanza con le note che sto suonando altrimenti... beh... altrimenti no!

domenica 26 febbraio 2012

KGB-Hermooz (1/2)

Come anticipato nel post Scacchi x email propongo qui di seguito l'analisi della partita giocata fra me e Hermooz. Per non farmi influenzare nei giudizi non ho ancora fatto verifiche col computer: è quindi probabile che ci siano dei tatticismi che potrebbero ribaltare il giudizio su alcune mosse...
KGB - Hermooz
1. b3 - e5
2. Ab2 - Cc6
3. c4 - Cf6
Il n. non sta peggio del b.: ha già due pezzi sviluppati contro il solo alfiere del bianco. Non conoscendo l'apertura non ho particolari piani se non quello di sviluppare in maniera armoniosa i miei pezzi.
4. e3
Il b. vorrebbe allungare la diagonale dell'A in b2 e quindi inizia a preparare la spinta d4 (con l'idea di cambiare in e5 al momento opportuno)

→ SUB
La naturale C in f3 (con la stessa idea di e3) non mi convinceva, ad es.:
4. Cf3 - e4
5. Cg5? - h6
6. A:f6 - D:f6
7. C:e4
e la T in a1 è in presa...

4. .. - d5?!
non mi convince: dopo c:d5 il n. deve o rimuovere per la seconda volta il Cf6 oppure ricatturare con la D che verrà però poi attaccata da Cc3. In pratica perde un tempo.
5. c:d5 - D:d5
6. Cc3 - Da5?
Il n. muove la D nella casa sbagliata: meglio sarebbe stato Dd7, Dd6 o De6 ma, comprensibilmente, il n. non voleva ostruire le diagonali degli A. Credo che all'origine dell'errore ci sia la prematura d5: se ad esempio questa mossa fosse stata giocata con l'A già in e6 allora la D avrebbe potuto ritirarsi in d7 senza problemi.
7. a3!
La minaccia è b4 - Db6 seguita da Ca4 che guadagna la D
7. .. - b5?!
Le alternative a6 e Dc5 non erano prive di difetti: nella variante con a6 la D finisce fuori dal gioco in a7 mentre dopo Dc5 - b4 la D è costretta a muoversi ancora.
Probabilmente Dc4 era la migliore ma il sacrificio del mio avversario è tipico del suo stile: non esita a dare del materiale per non finire in posizione passiva. Immagino che il computer sia disgustato da questa mossa ma secondo me è giocabile.

8. A:b5 - Ad7
A questo punto pensavo che la partita fosse già facilmente vinta: il b. ha un leggero ritardo di sviluppo ma ha un pedone in più mentre il n. ha anche due potenziali debolezze nei pedoni a7 e c7
9. Cf3 - Ad6
10. d4?
un errore: mi era completamente sfuggita la risposta del mio avversario. Normale e, credo, corretto sarebbe stato arroccare. Questa svista mi ha poi condizionato molto rendendomi particolarmente insicuro delle mie analisi
10. .. - Ce4!
Crea fastidiosissime minacce tattiche sfruttando l'inchiodatura del Cc3
11. A:c6
Non trovo di meglio che allentare la tensione con degli scambi sfavorevoli: con questa mossa concedo al n. la coppia degli A
11. .. - A:c6
12. Dc2 - C:c3
13. D:c3?!
Non sono sicuro che la mossa giocata sia corretta: con A:c3 avrei guadagnato un secondo pedone ma mi sarebbe riuscito difficile arroccare, allo stesso tempo ero convinto che, cambiate le D, mi sarebbe stato comunque facile convertire in vittoria il pedone di vantaggio. Ritenevo cioè più sicuro il cambio delle D anche se mi lasciava con un vantaggio più piccolo. Credo che fossi ancora condizionato dall'errore alla decima mossa (d4).

→ SUB
13. A:c3 - Da6
14. dxe5 - Ae7
probabilmente questa variante era decisamente migliore per il b. (nota: il n. non può giocare A:a3 a causa di Ab2... uhm... non so: il n. avrebbe poi lo scacco Ab4+... meglio 15. Da2...)

13. .. - D:c3+
14. A:c3 - e:d4
A questo punto mi rendo conto che il mio vantaggio non è così grande: la coppia degli A del n. è fortissima e compensa quasi del tutto il mio pedone di vantaggio. Le debolezze dei pedoni "a" e "c" sono ancora solo teoriche; inoltre supponendo che prima o poi giocherò b4 sarà facile per il n. eliminare uno dei propri pedoni deboli scambiandolo con il mio e, con il gioco più aperto, la coppia di A diventerebbe ancora più forte...
15. C:d4
Ricordo che necessitai di moltissimo tempo per decidere se riprendere di A o C. Mi sarebbe piaciuto andare con l'A in d4 perché la ritenevo la sua posizione ideale ma contemporaneamente temevo A:f3 (magari non subito ma dopo mosse del tipo Tb8 seguita da a5). Ripensandoci però sembra improbabile che il n. desse via la coppia degli A senza mettersi in tasca almeno un pedone...
15. .. - Ad7
La più solida...

→ SUB
Una possibile variante alternativa:
15. .. - A:g2
16. Tg1 - Ae4
17. T:g7 - A:h2
18. f4
con l'idea di bloccare l'A camposcuro...

16. b4
Al momento il mio piano consiste nel consolidare il mio vantaggio impedendo al n. di cambiare uno dei suoi pedoni deboli. Per raggiungere questo obiettivo l'idea è trasferire il C in b3 e l'A in d4
16. .. - O-O?!
Forse il n. perde una buona opportunità di diminuire il suo svantaggio...

→ SUB
Non riesco a capire cosa avessi in mente contro:
16. .. - c5
17. b:c5 - A:c5
18. Cb3 - Ae7
e, secondo me, lo svantaggio del n. si è ridotto.

17. Cb3 - f6?!
a che serve? Credo che questa mossa, come del resto la precedente, siano sintomatiche di un atteggiamento psicologico errato del mio avversario. Invece di essere pronto a sfruttare i miei errori (come probabilmente era b4) mira solo a "fortificare" la propria posizione con l'idea di pattare. Con un pedone in meno è giusto puntare al pari ma non lo si può fare con un atteggiamento solo passivo
18. Ad4
Grazie al gioco passivo del n., sono riuscito a piazzare i miei pezzi leggeri nelle posizioni che volevo e ho il totale controllo delle case a5 e c5. Adesso inizio a pensare alle T.
18. .. - Ac6
19. 0-0 - a6
20. Tfc1
Intanto muovo una T sulla colonna "c". Ancora non mi è chiaro come fare per sfruttare le debolezze del n. ma al momento mi preoccupo solo di piazzare in maniera ottimale i miei pezzi
20. .. - Ad5
21. Ca5!?
Muovere il C su una casa laterale, per giunta completamente dominata dall'Ad5, può sembrare assurdo: lo scopo è quello di bloccare il pedone a6 e di aumentare il controllo sulla casa c6. Comunque non credo che la "normale" Tc3 avesse particolari controindicazioni (in realtà su Tc3 il n., ammesso che fosse disposto a privarsi della coppia degli A, avrebbe potuto giocare A:b3, T:b3 e a5 liberandosi di una debolezza)...
21. .. - Tfe8
22. Tc3 - Tac8
23. Td1?
Credo che questa mossa sia stata un grosso errore: stupidamente pensavo che la minaccia A:f6
seguita da T:d5 avrebbe costretto il n. a giocare Aa8 e, solo a quel momento, avrei giocato Tdc1. Se il n. avesse poi rigiocato Ad5 avrei raggiunto il mio obiettivo con guadagno di tempo. Corretta era invece l'immediata Tac1, come avevo da tempo programmato, per proseguire poi con idee del tipo Cc4 e Cb6...

23. .. - c6
Mossa ovvia che però non avevo visto... L'unica concessione è la casa b7 non più controllata dall'A
24. f3
L'idea è semplicemente quella di migliorare la posizione del R centralizzandolo. Come si vede dalla prossima subvariante non ho motivo di giocare immediatamente Tdc1...

→ SUB
Non posso guadagnare il pedone c6 a causa dello scacco A:h2+
24. Tdc1 - Re6!
25. C:c6? - A:c6
26. T:c6 - T:c6
27. T:c6 - A:h2+
28. R:h2 - T:c6

24. .. - f5
per evitare e4
25. Rf2 - g6
Adesso siamo entrati in una nuova fase della partita: l'obiettivo del b. è il pedone c6 ma per catturarlo sarebbe necessario costringere l'A in d5 a spostarsi. Per raggiungere questo scopo sarebbe necessaria la spinta e4 al momento però vanificata dal pedone f5. Il mio obiettivo dovrebbe essere quindi quello di attaccare f5, magari con g4, ma il n. mi previene proteggendolo con g6.
26. Tdc1
Ricordo che, più o meno a questa mossa, arrivai alla conclusione che la sola debolezza c6 (a6 non è sfruttabile) non mi è sufficiente per vincere. Per questo decido di aprire un nuovo fronte sull'ala di re ma prima voglio legare tutti i pezzi neri alla difesa del pedone c6.
26. .. - Te6
Protegge indirettamente il pedone c6 grazie al possibile scacco Ag3+
27. h3!
Avrei voluto giocare g4 con l'idea di cambiare i pedoni in f5 e creare così due nuove debolezze al mio avversario: i pedoni f5 e h7. Sfortunatamente l'immediata g4 non funziona a causa di A:h2. Invece ad h4 seguirebbe h5 e g4 non è più possibile. Quindi h3 unica mossa
27. .. - h5
Giustamente il n. mi previene cercando di ostacolare g4. La posizione tende al pari ma ho un'ultima carta da giocare: tutti i pedoni del n. sono su case bianche. Tecnicamente si dice che
il n. è debole sulle case scure. Sarebbe bello per il b. riuscire a sfruttare questa debolezza penetrando col R in g5 via g3 e f4 ma per fare ciò bisognerebbe eliminare l'A camposcuro in d6. Fortunatamente questo è possibile grazie a una risorsa tattica: Cb7 che minaccia la cattura immediata dell'A in d6 e Cc5 con forchetta al pedone a6 e Te6...

28. Cb7! - Ae7
29. Cc5 - A:c5
30. T:c5
La ricattura con la T è fondamentale perché crea un tatticismo che regala al b. un tempo indispensabile. Dopo A:c5 il n. avrebbe potuto giocare h4 bloccando il mio piano. Un'altra conseguenza del cambio CxA è che il n., oltre alla debolezza sulle case nere, non ha più la coppia degli A ma, se si arriva a un finale di A, gli sarà facile pattare anche con un pedone in meno...

Fine prima parte

sabato 25 febbraio 2012

Mal di post

Ormai l'ho scritto e quindi lo pubblico però consiglio ai miei lettori di non leggere questo post perché non è né interessante né divertente: è solo un post venuto male...

Molto raramente ho il mal di testa. Forse una volta ogni due anni? Non lo so...
In realtà non sono nemmeno sicuro che quello che io chiamo “mal di testa” lo sia veramente perché non sento “male” ma solo un leggero fastidio. In genere provo questa sensazione quando mi capita di aver dormito particolarmente male: in questi casi mi passa da solo in un paio d'ore o dopo aver mangiato qualcosa; comunque, se posso sdraiarmi cinque minuti sul letto, risolvo sempre...

Invece lunedì è successo qualcosa di diverso: la notte fra domenica e lunedì avevo dormito malissimo ma, avendo molto sonno arretrato, non ne avevo risentito. Però lunedì sera, tornato a casa dopo la lezione di chitarra, mi accorsi di avere un leggerissimo mal di testa che, diversamente dal solito, era ben localizzato: partiva da dietro l'occhio sinistro e, a semicerchio, arrivava quasi alla nuca.
Siccome era poco più di un fastidio l'ignorai. Stranamente, dopo cena, non mi era ancora passato e così decisi di andare a letto presto. Feci però un errore madornale: andai a letto non a dormire ma ad ascoltare musica. Si tratta di un errore perché, quando ascolto delle canzoni prima di dormire, infallibilmente qualche melodia mi entra nella testa e non mi fa riposare. Dopo aver sentito per oltre due ore musica non riuscii letteralmente a chiudere occhio per tutta la notte e il mal di testa, invece di sparire, si accentuò.

Per tutto il martedì rimasi col mal di testa: il dolorino dietro l'occhio sinistro era adesso apprezzabile. In una scala da 1 a 10 era a 1,5-2. Insomma poco più di un fastidio...
Siccome ho tendenze ipocondriache avevo deciso che, se il dolore persisteva dopo una notte di sonno, sarei andato dal mio dottore. Fra martedì e mercoledì dormii malissimo ma comunque abbastanza da far sparire il mal di testa...

Da allora non mi è tornato. Perché ho scritto questo inutile post?
Non lo so... Inizialmente mi sembrava interessante e poi, anche se via via che scrivevo mi accorgevo di non aver niente da dire, ho voluto terminarlo...

Volendo posso tirarci fuori una “teoria” faceta: non ho praticamente mai mal di testa perché ho il capo grosso; chi invece ha il capo piccino si ritrova col cervello “strizzato” dalla scatola cranica ed è quindi più portato alle emicranie.
Le controindicazioni del capo grosso sono due: primo, i normali cappelli vanno stretti; secondo, se si diventa degli zombi, si è dei facili bersagli...

Edited 25/2/2012: e stanotte me ne è capitata un'altra mai successa prima! Mi sono svegliato verso le 2:00 sentendomi una specie di nodo sotto lo stomaco, come se il cibo mangiato avesse fatto un tappo e non volesse muoversi. Lentamente la sensazione è peggiorata e alla fine mi sono alzato per provare a stare in piedi. Ho bevuto del latte caldo e dell'acqua, sono passato dalla toilette e alla fine il problema si è risolto. Tornato a letto non ho comunque chiuso occhio. Verso le 6:00 mi è tornata la stessa sensazione ma non mi sono mosso ed è passata. Decisamente la sera devo mettermi in testa di mangiare leggero!