«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

venerdì 30 novembre 2012

Viva voce

Data l'abbondanza di materiale audio che mi è avanzata dopo l'intervista esclusiva a mio cugino (v. Intervista in famiglia) ho deciso di fare un graditissimo regalo ai miei lettori: una sua sintesi NON AUTORIZZATA in cui è possibile assaporare il succo spremuto del suo pensiero:


Vivo e vegeto - 4/12/2012
Come un geranio. Però non ho voglia di scrivere. Per la verità mi ero imbarcato in due pezzi molto complessi che però non ho finito...
Stamani ho sognato la nonna: nel sogno era poco dopo le 20:00 ma la sua casa era già buia. Probabilmente non mi aspettava ed era già a letto. Mentre correvo su per le scale (v. Nonno-freddo) ero incredibilmente felice e ansioso di rivederla: prima di raggiungerla ho avuto anche il fuggevole pensiero dell'incongruità che la mamma fosse morta e lei no ma poi non ci ho più pensato perché sono arrivato in cima al pianerottolo: la nonna era vestita di tutto punto, stesa sul letto fuori dalle coperte, con la luce accesa sul comodino ma addormentata. Allora ho esitato: volevo salutarla però mi dispiaceva svegliarla, poi ho pensato che se nella notte si accorgeva che qualcuno dormiva nella stanza accanto avrebbe potuto impaurirsi, infine ho visto Bisba (!), sul lettone, che sbucava da dietro la nonna e mi sono svegliato. Peccato: chissà cosa mi avrebbe detto...

Un po' di buona (?) musica - 4/12/2012
Qualche nuova registrazione di pezzi vecchi e nuovi...
Il vecchio Hotel California registrato al PRIMO tentativo:


certo, senza la mia bellissima voce canterina, perde parecchio...
Le esitazioni fra un accordo e l'altro, oltre alla mia inettitudine (specialmente fra Dm e F), sono dovute a brevi vuoti di memoria...

Una dozzina di note di Fear of the Dark. Questo pezzo è uno dei primi che imparai e mi piace molto perché ha la particolarità di potersi suonare in ciclo: come un bambino mi diverto a suonarlo sempre più velocemente...


Infine l'assolo di Knock on Heaven Door che sto studiando adesso:


Qui i passaggi più difficili (v. Lezione XLIV) li ho rallentati e paradossalmente mi vengono meglio di quelli più facili!
Sul finale sembra esserci un'esitazione: in realtà avrei dovuto suonare col distorsore acceso in maniera che la nota rimanesse a suonare più a lungo invece di zittirsi subito...

Dieta dura - 5/12/2012
Stamani ho verificato ciò che già da tempo temevo: sono diventato un porcellino di 67.3Kg.: almeno 2Kg. oltre il mio peso forma...
Per questo motivo ho deciso di impormi una dieta dura per una settimana a partire da oggi. Lo so: questo tipo di diete sono inutili perché il peso che si perde rapidamente lo si riacquista con altrettanta subitaneità...
Però voglio provarci lo stesso!

Da Altroconsumo... - 5/12/2012
Nel recente corto Ri-books ho indicato quello che secondo me è un gravissimo limite degli e-books.
Proprio oggi ho letto, grazie a FB, il seguente articolo di Altroconsumo.it: Diffidati Amazon, Feltrinelli e Mediaworld...

Intervista in famiglia

Ogni tanto mi piace riallineare le mie sensazioni con il comune sentire.
È inevitabile che, passando molto tempo a riflettere in solitudine, tenda a perdere di vista come le altre persone vedano e giudichino particolari eventi.
Con mio orrore, ad esempio, ho scoperto che l'opinione diffusa su Monti, per quanto non buona, sia di gran lunga migliore della mia...

In genere in caso di dubbio, specialmente su questioni morali, faccio i miei famigerati sondaggi. Questa volta, un po' anche per divertimento, ho invece fatto un'intervista su un argomento che seguo con un certo interesse a una persona ben informata sulla materia.
Il vantaggio dell'intervista è che mi ha naturalmente permesso di approfondire le questioni che più mi interessavano man mano che emergevano dal discorso, lo svantaggio è che, essendo le opinioni di una sola persona, non mi servono a molto per farmi l'idea di quale veramente sia il pensiero comune...

L'argomento è Renzi e le primarie del centrosinistra. La persona ben informata è mio cugino: grazie a FB avevo notato una notevole attenzione da parte sua al tema di Renzi e delle primarie. Non mi sono sbagliato: è informatissimo su tutto e ha saputo rispondermi senza esitazione esprimendosi con la scioltezza di un politico esperto (senza offesa!).

Le mie domande, a parte qualche divagazione improvvisata, hanno ricalcato le tematiche affrontate nei pezzi Programma Renzi=220 e Riflessioni primarie. Volevo cioè confrontare il punto di vista di un'altra persona col mio, su argomenti sui quali avevo già riflettuto, per capire dove e quante fossero le divergenze.

Da questo punto di vista l'intervista è stata utile: in generale mio cugino, nonostante sia un dichiarato sostenitore di Renzi, mi ha fornito delle opinioni equilibrate che, anche quando non le condivido, posso comunque comprendere. Eppure c'è una grossa eccezione che mi ha stupito ma che, per il momento, mi pare inutile anticipare...

Ho realizzato l'intervista tramite Skype (ma io non potevo parlare!) e ho potuto così registrare le risposte di mio cugino: ovviamente trascriverle integralmente mi richiederebbe troppo tempo senza aggiungere molto e, per questo motivo, mi limiterò a riassumerle. Il vantaggio è che, avendo la registrazione, potrò essere molto accurato nel riproporre il suo pensiero. Fra parentesi quadre i miei commenti.

1) In cosa Renzi è diverso dagli altri politici? [come ho scritto, io temo che sia un politico come gli altri ma, principalmente a causa dell'età, devo concedergli il beneficio del dubbio]
R) È giovane e ha una mentalità moderna: è realmente conscio dei vantaggi e delle potenzialità dell'informatica; è portato al cambiamento e non è legato ai vecchi schemi della politica con la sinistra contrapposta alla destra.

2) Chi sono gli elettori di Renzi? [mi chiedevo se la mia sensazione che Renzi è preferito dai giovani fosse corretta]
R) Persone che cercano un cambiamento costruttivo e non distruttivo (alla Beppe Grillo); giovani, non vincolati ai vecchi schemi di destra e sinistra.

2b) Ma pensi che attiri particolarmente i giovani? [Insisto...]
R) Sì, anche a causa del suo messaggio di speranza: in passato il futuro era stato considerato una pattumiera nella quale scaricare i problemi mentre gli elettori di Renzi vogliono riprendersi il proprio futuro.
[Appunto per un futuro post: a forza di leggere slogan si finisce per pensare in slogan...]

3) Cosa ne pensi del programma di Renzi? [Io l'avevo trovato superficiale, con troppe idee e senza una strategia che indicasse le priorità]
R) Molto esauriente pur senza entrare nei dettagli economici; è incentrato su temi a me molto vicini e che ritengo importanti: l'Europa (Stati Uniti d'Europa), la tecnologia (comunicazione e rapporto con le istituzioni; esperienza di Firenze con gli open data) e la famiglia (asili nelle aziende; qualcosa su cui investire e non un peso economico da gestire).

3b) Non trovi che ci sia troppo di tutto? [Apparentemente mio cugino apprezza ciò che a me pare confusione e bla bla bla...]
R) Renzi è bravo perché riesce a circondarsi di persone molto in gamba; programma molto bello e ricco di elementi che avrebbero velocità d'attuazione diverse; è un progetto a lungo termine; ricco di contenuti e idee
[La mia domanda è stata elusa: immagino che, per spiegare la varietà di argomenti, mi abbia parlato dei collaboratori in gamba per poi concludere che il materiale è abbondante perché proviene da diverse fonti molto preparate]

3c) Qual è il problema principale dell'Italia? [Non soddisfatto dalla precedente risposta provo ad affrontare il problema da un punto di vista diverso. Individuare il problema maggiore per raffrontarlo poi al programma.]
R) La mentalità degli italiani: sfiduciati e improduttivi a causa della negatività portataci da chi ci governa e dalla politica in generale; Ad esempio: Monti aveva iniziato il suo governo con molte promesse ma poi ha iniziato a dire un giorno una cosa e a ritrattarla il successivo; oppure, gli italiani avevano abolito con un referendum il finanziamento pubblico ai partiti ma poi questo è stato reintrodotto sotto forma di rimborso elettorale. In Italia manca una mentalità di sinistra vera ovvero: lavorare tutti per migliorare la propria condizione e quella del paese; Renzi potrebbe essere un modello per la crescita e la ripartenza.
[Sì, c'è del vero nella critica alla mentalità degli italiani (anche se, a mio avviso, i loro difetti sono altri) ma per intervenire su questa occorrerebbero decenni: mi aspettavo un riferimento alla situazione economica e al debito pubblico]

3d) Se potessi attuare una proposta del programma di Renzi, quale sceglieresti? [Continuo a girare intorno al problema della mancanza di priorità nel programma di Renzi]
R) La riforma del fisco: la dichiarazione dei redditi effettuata direttamente dallo Stato incrociando le informazione delle banche dati in maniera da fornirla automaticamente precompilata ai cittadini che dovranno limitarsi a verificarla e a segnalare eventuali incongruenze.
[Mi aspettavo delle misure per rilanciare l'economia]

4) Cosa pensi del giudizio di Renzi su Monti? [Cambio argomento]
R) Dopo l'esperienza di Berlusconi io, come credo Renzi, riponevamo molte speranze in Monti. Secondo Renzi, Monti ha portato credibilità internazionale all'Italia, ha effettuato riforme giuste (riforma delle pensioni) e meno giuste (riforma del lavoro; nello staff di Renzi c'è Pietro Ichino, un esperto che ha preparato una nuova carta dei lavoratori in 59 articoli) ma non ha riportato la speranza agli italiani
[Ovviamente su Monti la penso molto diversamente. Mi colpisce questo ritornare sul tema della “speranza” (v. anche il punto 2b). Per me parlare di speranza in maniera così astratta fa venire in mente persone che sognano ad occhi aperti: io avrei speranza se mi venisse proposto un insieme di proposte concrete e fattibili per risollevare l'economia]

4b) E su IMU, IVA e costo benzina? [Ero curioso dell'opinione sull'aumento delle tasse indirette che, secondo me, rappresentano la colpa più grande di Monti perché incidono maggiormente sui più poveri]
R) Non so riguardo a IVA e benzina, invece, riguardo l'IRAP dove l'obiettivo di Renzi non è illudere ma dare concretezza: ovvero “impossibile eliminarla nel primo biennio”. Sull'IMU invece Renzi si è espresso dicendo che è una tassa inevitabile per finanziare i comuni (e Renzi conosce bene le loro necessità) ma magari è perfezionabile.
[Ma... anche qui la penso diversamente come ben sanno i miei lettori. Ci tengo solo a sottolineare che solo metà dell'IMU va al comune mentre l'altra metà va allo Stato. Anzi, se non sbaglio, con questa riforma i comuni complessivamente incassano meno che con l'ICI anche se i cittadini pagano molto di più. Semmai si potrebbe contestare il fatto che sia una tassa indiretta, non legata alla ricchezza reale, visto che dipende esclusivamente dalla dimensione della casa: secondo me lo è nel senso che il cittadino la paga indipendentemente dal suo reddito...]

5) Che ne pensi della disputa sul voto al ballottaggio fra Renzi e Bersani? [Ovvero sul fatto che, in teoria, solo eccezionalmente chi non si è registrato per il primo turno potrà farlo al secondo]
R) Le regole stabilite erano chiare ed erano state approvate anche dallo staff di Renzi; trovo questa polemica un po' “stiracchiata”.
[In pratica mio cugino allude a una scarsa lungimiranza da parte dello staff di Renzi]

5b) Chi sarebbe favorito dai potenziali “nuovi” elettori? [volevo capire se condivideva la mia sensazione che maggiore è il numero di votanti e maggiori sono le possibilità di Renzi]
R) Purtroppo è un “se” che non si pone... direi Renzi, però credo sia giusto che possa votare solo chi si era iscritto al primo turno. Renzi dovrebbe cercare quindi di far cambiare opinione a chi ha votato Bersani al primo turno.

5c) Secondo te riuscirò a votare? [domanda ironica. Diversamente da mio cugino io credo che, aldilà delle regole, sia ingiusto non poter votare al secondo turno senza essersi iscritti al primo perché in contraddizione con l'uso comune (tipo i ballottaggi per l'elezione del sindaco). In particolare credo che la maggior parte delle persone adesso (mezze) tagliate fuori, come me, semplicemente ignoravano questa regola controintuitiva...]
R) :-D Dipende: se vuoi votare Renzi spero di sì, se vuoi votare Bersani non importa... ;-)
[Non c'è comprensione per la mia legittima frustrazione democratica!]

7) Come andrà il ballottaggio? [Pura curiosità. Secondo me, date le difficoltà burocratiche, credo non ci saranno i 700.000 votanti extra necessari per ribaltare il risultato: Renzi potrà accorciare il distacco ma non molto di più...]
R) Col cuore: 52% Renzi e 48% Bersani; di testa: 55% Bersani e 45% Renzi...

8) Cosa dovrebbe fare Renzi in caso di sconfitta? [Come scrissi la mia opinione è che dovrebbe starsene buono, senza andare personalmente in parlamento, per poter vincere alla primarie successive. Un altro amico mi ha però obiettato che non è sicuro che in futuro Renzi vinca le prossime primarie (se la sua intenzione di far pulizia è reale e non solo propaganda, allora l'apparato del PD stesso si ribellerebbe e, per non correre il rischio di perdere le poltrone, probabilmente cambierebbero le regole, magari eliminando le primarie e scegliendo il candidato con una votazione limitata ad alcuni membri partito invece che popolare. In quel caso Renzi sarebbe costretto a formare un proprio movimento ma avrebbe perso molti anni preziosi...) e allora tanto vale che fondi subito il proprio movimento. Trovando meritevole questo punto di vista volevo una seconda opinione...]
R) Dovrebbe rimanere all'interno del partito ma ovviamente dovrebbe anche avere una sua rappresentanza in parlamento.

8b) Ma Renzi diventerà deputato?
R) No.

8c) Dovrebbe fondare un proprio movimento?
R) No perché sarebbe un rinnegare ciò che ha fatto e detto fino ad ora.
[Mio cugino, l'idealista più puro dei puri...]

9) In caso di vittoria con chi dovrebbe allearsi?
R) Con nessuno: secondo i sondaggi un PD guidato da Renzi sarebbe molto più forte di un PD a guida Bersani; Renzi non è persona da compromessi e, in caso di vittoria, garantirebbe un governo stabile senza bisogno di allearsi con nessuno.
[Beh... i conti dei seggi si fanno dopo le elezioni...]

9b) Quali dovrebbero essere le sue priorità di programma? [Riprovo con la mia domanda “preferita”]
R) Le priorità, anche per dare un segnale al paese, dovrebbero essere: dimezzamento del numero dei parlamentari; abolizione dei vitalizi inclusi quelli doppi; contributo di solidarietà dalle pensioni d'oro. Successivamente: trasparenza negli atti pubblici; l'informatizzazione; iniziare a parlare di Stati Uniti d'Europa.
[Secondo me la priorità dovrebbe essere quella economica, comunque, anche dare un segnale al paese sarebbe importante: certo che per cambiare la costituzione ci vuole una maggioranza molto ampia!]

giovedì 29 novembre 2012

Think Again 1/?

Ieri ho seguito la prima lezione del corso “Think again: how to reason and argue” (v. corto Altri corsi in linea) della Duke University.
Tecnicamente la struttura del sito è eccellente ed è forse ancora più fruibile di quello già eccellente della Udacity.
Sul professore ho ancora qualche dubbio: sicuramente è simpatico e parla chiaramente (anche se, volendo, ci sono i sottotitoli) però è proprio il suo modo di esporre i concetti che non mi convince.
A me piace una struttura del tipo: definizione, poi spiegazioni e infine esempi. E, sempre con questa logica, partire dai concetti generali e riapplicarla via via che si entra nei dettagli. Insomma mi piace che l'informazione sia ben strutturata probabilmente per organizzare mentalmente come relazionare fra loro le nuove informazioni...
A volte invece questo insegnante parte dagli esempi, poi mostra definizioni errate e ne spiega il perché: quello che “rimane” è la definizione. Il problema è che in questa maniera è necessario uno sforzo molto maggiore perché non è chiaro su cosa si debba concentrare l'attenzione.
Non so: forse è stata fatta questa scelta perché la materia non è scientifica e quindi non si presta alla struttura ipotesi/tesi/dimostrazione a cui sono abituato. Inoltre, essendo un corso che gravita intorno al linguaggio, è necessaria un'ottima conoscenza della lingua inglese per capire le sfumature di alcuni concetti (*1)...

Soprattutto per mia utilità provo a riassumere qui di seguito l'ultima lezione: o almeno quelli che ho capito io... le chiacchiere e divagazioni del professore mi hanno lasciato più di qualche dubbio! Il risultato è sostanzialmente una lista di definizioni non sempre troppo accurate. Le mie perplessità sono in corsivo e ho lasciato fuori dei concetti che mi sembravano banali...

Lo scopo della lezione era quello di analizzare la struttura e l'essenza di una argomentazione.
L'argomentazione è composta da una o più ragioni. A loro volta un certo numero di premesse devono implicare la ragione per una conclusione. Bahh... mi sembra una definizione molto incompleta: il professore dovrebbe ammiccare meno ed essere più preciso...

Il contesto è fondamentale per capire l'argomentazione: un venditore d'auto cercherà di usare le argomentazioni per persuadere mentre una amico le userà per chiarire (per aiutare a prendere la decisione migliore). Il persuadere implica la volontà di influenzare la persona a cui si parla, magari per farle cambiare opinione, mentre il chiarire no.
Per questo motivo, chi cerca di persuadere, potrebbe volutamente usare delle argomentazioni fallaci per raggiungere il proprio scopo. Per chiarire si usano buone ragioni, per persuadere si possono usare anche cattive ragioni o un misto dei due tipi.
Ne consegue che per capire un'argomentazione bisogna chiedersi quale sia il suo scopo: si vuole persuadere o solo chiarire?

Ma persuadere e chiarire non sono gli unici scopi di un'argomentazione: un'altra possibilità è quella di spiegare. La differenza fra chiarire e spiegare non è ovvia (e infatti il professore ci gira intorno!). Nella spiegazione entrambi gli interlocutori concordano sul fatto che la conclusione sia vera mentre nel chiarimento la conclusione è lasciata in sospeso (*2).

Poi il professore fa una delle sue digressioni e tira in ballo Aristotele che divide le spiegazioni in quattro tipi:
  1. Causale (ovvero la causa: la macchina si ferma perché ho premuto il pedale del freno)
  2. Teleologica (ovvero lo scopo: ho premuto il freno perché volevo fermarmi)
  3. Formale (la macchina si è fermata perché quando si preme il freno si attivano degli ingranaggi che generano l'attrito che blocca le ruote)
  4. Materiale (il cuscino è morbido perché è riempito di piume)
Onestamente non so quanto questa categorizzazione sia utile: con questo professore è facile perdere di vista quello che vogliamo imparare e quindi non concentrarsi su ciò che è veramente utile: in altre parole ho il dubbio che l'insegnante abbia citato Aristotele solo perché è fico farlo!

La scopo della spiegazione è quello di far rientrare un caso particolare in uno più generale. Non è necessariamente vero che una predizione sia anche una spiegazione. Non sono d'accordo ma questa è la definizione del professore...

Nella sezione opzionale della lezione, il professore affronta la struttura del linguaggio. Il linguaggio è
  1. Importante
  2. Convenzionale
  3. Rappresentativo
  4. Sociale
Inoltre il linguaggio ha vari livelli:
  1. Linguistico (struttura frase scritta in maniera corretta comprensibile)
  2. “Speech act”
  3. “Conversational”
Sia lo “Speech act” che il “Conversational” possono modificare il mondo intorno a noi ma la loro differenza non mi è stata chiara, nonostante i molti esempi forniti dal professore, fino a quando non ho affrontato gli esercizi (delle domande di comprensione dei video). Semplicemente lo “Speech act” è tale se si completa con la pronuncia delle parole che lo compongono indipendentemente dal fatto che modifichi o meno la realtà intorno a noi. Ad esempio: scusarsi è uno “Speech act” indipendentemente dal fatto che le scuse vengano accettate o meno; al contrario insegnare non è uno “Speech act” perché se il nostro allievo non impara allora non si è insegnato.
Onestamente a me paiono sottigliezze inutili e complicate: dubito che serviranno veramente a qualcosa...

Infine (fortunatamente!) qualcosa di veramente utile: viene citato il filosofo Paul Grice e la sua teoria su come debba essere il linguaggio fra due persone che vogliono cooperare insieme.
Secondo Grice la comunicazione deve rispettare le seguenti massime:
  1. Quantità: non dire troppo o troppo poco
  2. Qualità: non dire ciò che non credi o che non puoi provare (*3)
  3. Rilevanza: andare al sodo!
  4. Maniera: essere brevi e ordinati ed evitare le ambiguità o la poca chiarezza
Di queste massime l'unica che non si spiega da sola è la seconda: la mia ipotesi è che si suggerisca di evitare di fare ipotesi inutili, di dire qualcosa senza esserne sicuri perché si potrebbe trarre involontariamente in inganno il nostro interlocutore. Certo ci sarebbero da aggiungere molti “se” e molti “ma”: quasi quasi vado a investigare sul forum per vedere se trovo qualche spiegazione aggiuntiva...

Editato (29/11/2012): ho controllato sul forum del corso e ho trovato una seconda definizione più chiara:
Quality a) Do not say what you believe to be false. b) Do not say that for which you lack adequate evidence.

Comunque le cose che mi sono veramente piaciute di questa citazione sono due.
La prima riguarda la netta precisazione sul fatto che queste massime valgono solo per persone che vogliono cooperare/capirsi fra loro. Spesso si dà per scontato che basti l'atto di comunicare per capirsi ma non è così: è necessaria la giusta predisposizione dell'animo (volontà di cooperare/di capirsi; cfr. Parole Santissime 4 il punto 5.1 “La comprensione viene dal cuore”).
La seconda, ovviamente non evidenziata dal professore, è che fra la volontà di cooperare e le massime di Grice c'è quasi una relazione di “se e solo se” nel senso che: se due persone vogliono cooperare allora seguono (magari inconsciamente) le massime di Grice; se due persone seguono le massime di Grice allora vogliono cooperare; se due persone non vogliono cooperare (nel senso di comunicare efficacemente) allora non seguono le massime di Grice; se due persone non seguono le massime di Grice allora non vogliono cooperare...
Fissato questo punto è allora subito evidente come, ad esempio, il linguaggio dei politici, pieno di ridondanza e concetti non rilevanti, implichi la volontà di NON comunicare efficacemente con gli elettori: lo scopo del politico non è infatti chiarire ma persuadere.


Forse in questo mio intervento sono stato troppo severo con l'insegnante: probabilmente i madrelingua inglesi non hanno problemi a seguire il suo modo di esprimere le idee, o magari ero io un po' troppo distratto...
Comunque rimango col dubbio (non da poco!) di non aver capito quali fossero i concetti fondamentali e quelli di contorno.

In conclusione sarà interessante vedere la lezione della prossima settimana che, essendo più operativa, avrà spero una struttura più lineare.

Nota (*1): Ad esempio si può associare il verbo to warn a uno speech act e to alert a un conversational act: peccato che per me, date le mie conoscenze dell'inglese, to warn e to alert siano dei sinonimi completamente intercambiabili!
Nota (*2): l'amico che chiarisce vuole solo che noi si raggiunga la decisione/conclusione migliore ma non gli interessa in particolare quale essa sia...
Nota (*3): nel video è definita come: “Don't say what you don't believe or what you have no reason to believe”

martedì 27 novembre 2012

Lezione XLIV: assolo difficile...

Per vari intoppi questa lezione è stata rimandata più del solito ma, finalmente, oggi l'abbiamo fatta!
Oltretutto mi sono esercitato poco: soprattutto per colpa dei tre/quattro giorni che ho passato fuori casa, senza il supporto del computer, ho perso il ritmo dello studio...

Riscaldamento: praticamente uguale. Su mia proposta si è aggiunto il vecchio esercizio di palm muting perché ho notato che mi fa scaldare molto la mano destra!

Pattern: sempre i soliti 15 giri. Sono arrivato a 70 bpm (obiettivo 80).

Aces High: continuo ad esercitarmi aumentando la velocità. Adesso sono a 143 bpm ma credo di dover arrivare almeno sui 180...
Su indicazione del maestro ho imparato anche l'introduzione: in pratica è la stessa battuta ripetuta 18 volte con solo delle variazioni alla prima e all'ultima battuta. L'inizio è particolarmente fastidioso perché quella battuta è di 2/2 (invece che 4/4 come le altre) e la chitarra attacca a suonare sfalsata di ⅛: il maestro mi ha suggerito di aggiungere una battuta extra vuota in maniera di riuscire a suonare a tempo...

What's Up: qui non mi era riuscito fare progressi! Nelle scorse lezioni non avevamo mai approfondito cosa dovevo fare con questo brano e la spiegazione della scorsa lezione “devi suonarci sopra” si è rivelata insufficiente. Infatti, anche rallentando il brano del 30%, la chitarra originale mi confondeva e non mi riusciva assolutamente tenere il ritmo. Il motivo è che nel brano originale la chitarra non suona gli accordi usando il ritmo wall ma qualcosa di simile ma più complesso che aveva l'effetto di confondermi completamente.
La soluzione del maestro è quella di iniziare a suonare il brano su Tuxguitar togliendo (o almeno riducendo fortemente) la chitarra originale.
Sono fiducioso: credo che con un po' di esercizio non avrò problemi a passare al brano originale...

Knocking On Heaven's Door: come scrissi in Lezione XLIII la parte iniziale è composta da accordi piuttosto semplici. Ho la difficoltà extra di aver da cambiare il volume della chitarra ma dovendolo fare dopo accordi di 4/4 non è troppo problematico. Inizialmente lo strumento che simula la voce del cantante mi confondeva perché era sfalsata rispetto alla chitarra ma ho risolto semplicemente prestando maggior attenzione alla batteria...
La seconda parte è invece un assolo complicatissimo! Per prima cosa ho dovuto ridurre i bpm da 64 a 40 (ma anche così arranco abbastanza!) ma le difficoltà non sono scomparse...
Questa è la scansione dell'assolo con le osservazioni/suggerimenti del maestro:

Battuta 27: le plettrate sono tutte verso il basso. Dopo il primo bending il maestro mi ha suggerito di inserirci un pull off anche se non indicato dallo spartito...

Battuta 28: qui avevo il problema di indovinare quando fare la plettrata sul tasto 14: infatti i bpm bassi e la mancanza di riferimenti nella base musicale non aiutano. Il maestro mi ha suggerito di abituarmi ad ascoltare in ciclo questo assolo di chitarra in maniera da memorizzare inconsciamente le durate delle note, meglio ancora se le canticchio: proverò!
Inoltre la sequenza di note a cavallo fra questa battuta e la successiva è molto difficile: la battuta si chiude con due sedicesimi sul 14° e 12° tasto e poi si dovrebbe "schizzare" sul 17° inserendo un'acciaccatura (una specie di hammer on) sul 15° tasto...
Di mia iniziativa avevo eliminato l'acciaccatura ma comunque non ero abbastanza veloce: oltretutto i salti di corda non aiutavano.
Il maestro mi ha indicato la direzione delle plettrate per inciampare meno sulle corde (su, giù e su) poi mi ha detto di usare il medio per il 14° tasto e l'indice per il 12°: in questa maniera ho l'anulare pronto sul 15° dove andrò ad effettuare un bending, aiutandomi anche con le altre dita, di due semitoni (per simulare il 17° tasto) andata e ritorno (per simulare il 15° tasto). In pratica con questo bending elimino l'acciaccatura e le due note successive...

Battuta 29: vedi battuta precedente! Inoltre qui avevo anche un altro problema: il bending sul 13° tasto mi sembrava molto stonato. Il maestro mi ha insegnato un trucco per capire di quanti toni deve essere il bending: devo vedere sulla tablatura se ci sono altre note sulla stessa corda di un semitono o due maggiori di quella col bending. In questo caso si vede subito che non ci sono note sul 14° tasto mentre invece ci sono sul 15°: questo significa che il bending devo farlo di due semitoni anziché di uno...

Per le altre battute non ho avuto indicazioni particolari se non quella generale di plettrare verso il basso dopo una pausa...

Boo... speriamo bene: continua a sembrarmi molto difficile...

lunedì 26 novembre 2012

Riflessioni primarie

Ieri ho seguito l'esito del primo turno delle primarie del centro sinistra: inizialmente ero curioso perché, dopo aver studiato il programma di Renzi (v. Programma Renzi=220), volevo vedere quanti voti sarebbe riuscito a prendere poi però, mi sono fatto coinvolgere per molti altri motivi.

In realtà ho varie riflessioni che mi piacerebbe condividere ma non ho trovato (forse perché ho dormito malissimo ultimamente!) un filo conduttore che mi permetta di scrivere un singolo pezzo ben articolato. Per questo mi limiterò ad elencare le mie idee un po' alla rinfusa, così come mi vengono a mente...

Attualmente i dati ancora non sono chiari: lo spoglio dei voti si è bloccato nella notte e adesso, alle 12:03, siamo ancora fermi ai dati di 3992 sezioni su 9232 con Bersani nettamente in testa con il 44,33% seguito da Renzi a 36,29% e Vendola al 15,21%...
Il dubbio di manipolazioni mi pare legittimo... E cosa è successo alle schede ancora non computate?
Già adesso il fatto è grave e preoccupante ma lo sarà molto di più, se dovesse ricapitare la prossima settimana perché, indipendentemente dal risultato, farebbe nascere forti sospetti.

Secondo i “bene informati” una bassa affluenza (<2 milioni) sarebbe stata favorevole a Bersani mentre un'alta (>3 milioni) a Renzi. La logica era che Bersani poteva contare sull'apparato del partito mentre Renzi era in grado di attrarre elettori anche fuori dal normale bacino della sinistra. Secondo i dati attuali (vedi sopra) i votanti sono stati 3,1 milioni con un distacco di 8 punti fra i due contendenti principali.

Secondo la maggioranza degli ospiti dei dibattiti in TV, Bersani dovrebbe vincere il secondo round perché parte da un buon vantaggio e potrà contare su molti dei voti di Vendola.
Mi sembra però che in questa logica ci si scordi che il numero dei votanti potrebbe variare: in particolare se si fa l'ipotesi verosimile (vedi sopra) che la maggior parte dei votanti, oltre i 3,1 milioni che hanno partecipato al primo turno, votasse per Renzi allora le cose cambierebbero. Io mi sono divertito a fare qualche conto:
NOTA: Per i miei conti considero come definitivi i dati parziali di 3.1 milioni di votanti e Bersani al 44%, Renzi al 36% a Vendola al 15%.
Voti Bersani → 3.1*.44 = 1.36 milioni
Voti Renzi → 3.1*.36 = 1.12 milioni
Voti Vendola → 3.1*.15 = 0.47 milioni
Supponendo che i 2/3 dei voti di Vendola vadano a Bersani si ottiene:
Voti Bersani → 1.36 + 0.47*2/3 = 1.67 milioni
Voti Renzi → 1.12 + 0.47/3 = 1.28 milioni
Se si suppone che i ¾ dei voti oltre i 3,1 milioni iniziali siano a favore di Renzi si può scrivere l'equazione
1.28 + Voti_Extra*3/4 = 1.67 + Voti_Extra/4
per calcolare quanti dovrebbero essere i Voti_Extra per ottenere un pareggio fra Renzi e Bersani:
Voti_Extra/2 = 0.39
Voti_Extra = 0.78 milioni
Cioè se al secondo turno voteranno 780.000 persone in più che al primo, sotto le ipotesi indicate, allora Renzi dovrebbe ribaltare il risultato.
Non mi pare irrealistico ipotizzare una partecipazione di questa entità: ergo Renzi è ancora in corsa...

Edited (26/11/2012): sfortunatamente sembra che non sarà possibile votare per chi non si è registrato al primo turno: peccato! Io davo per scontato che fosse possibile anche perché conosco un paio di persone che pensavano di andare a votare solo in caso di ballottaggio...
Edited (29/11/2012): c'è stato un accordo: è possibile votare solo per il secondo turno ma bisogna dichiarare di essere stati impossibilitati a farlo al primo. E ciò non è vero per tutti...

Grillo e la destra preferirebbero una vittoria di Bersani perché poi, alle politiche, difficilmente otterrebbe una netta maggioranza e sarebbe costretto ad accettare compromessi. Al contrario Renzi potrebbe attrarre i voti sia degli elettori di destra delusi sia di chi, per protestare contro la casta, voterebbe a favore del M5S.
Mi chiedo quindi se sia plausibile che, facendo questo calcolo, alcuni degli elettori di destra o del M5S vadano a votare per Bersani...

Più l'opposizione a Renzi è forte e più ritengo credibili i suoi propositi di cambiare la politica: se i suoi propositi fossero solo chiacchiere per abbindolare gli elettori allora la vecchia politica non avrebbe motivo di temerlo...
Ancora però non sono in grado di valutare quanto l'establishment, e non mi riferisco solo a quello del PD ma anche ai poteri forti in genere e in particolare agli organi di informazione, sia contro Renzi.

Certo che la strada intrapresa da Renzi di cercare di rivoluzionare un partito dall'interno (vedi il concetto di “rottamazione") è molto ardua. È come se una persona cercasse di sollevarsi da terra tirandosi su per i propri capelli...
Sembra un'operazione contro natura, un'illusione che il 90% dei gerarchi del partito, gente che ha dedicato tutta la propria vita al potere, rinunci ad esso in virtù di regole nuove: è molto più probabile che si ribelli con tutte le forze (vedi ipotesi brogli) per mantenere i propri privilegi...

Secondo me, in caso di sconfitta, Renzi non dovrebbe né uscire dal PD (fondando magari un proprio movimento) né presentarsi alle elezioni in “squadra” con Bersani.
Nel primo caso ci sarebbe il rischio concreto che nessuno riesca a vincere le elezioni politiche (mi immagino un M5S, Centro sinistra, Renzi, destra e altri tutti intorno al 20%)...
Nel secondo caso Renzi perderebbe la propria “purezza” di politico fuori dai soliti schemi della politica diventando come gli altri: questo lo renderebbe molto meno credibile per il futuro.
Dovrebbe invece pazientare un paio di anni, al massimo un'intera legislatura (ma non credo), e poi vincerebbe facilmente primarie ed elezioni politiche.

Come ho scritto proprio ieri, sono anni che, a parte l'eccezione per il referendum sul nucleare, non voto (v. Democrazia dirottata) perché ho scarsissima stima sia della destra che della sinistra. In verità non sono particolarmente fiducioso nemmeno in Renzi né, per motivi diversi, in Grillo ma, ad entrambi, devo concedere il beneficio del dubbio.
Quello che assolutamente NON VOGLIO è un altro governo Monti.
Per questo mi chiedo se non sia il caso di votare per Renzi: credo che se Bersani vincesse queste primarie ci sarebbero poi maggiori pericoli di governo debole e, quindi, di un governo tecnico Monti-bis.

Ancora però devo decidere: ci penserò nei prossimi giorni...

sabato 24 novembre 2012

Democrazia dirottata

Come anticipai nel pezzo Imbarazzante lo scorso ottobre, mi è capitato di leggere un libro (Sudditi di Massimo Fini, Marsilio Editori, 2004) che ricalca molte delle mie idee sulla democrazia. Prima di presentarlo e mostrarne le sovrapposizioni col mio pensiero mi sembra però opportuno riassumere brevemente le mie opinioni su politica, democrazia e libertà.

Da quando avevo più o meno quindici anni ho iniziato a diffidare dei politici. Una volta maggiorenne, per una dozzina d'anni, fra nazionali, regionali ed europee votai praticamente per tutto l'arco costituzionale, via via con sempre minor fiducia, finendo per scegliere il partito che mi sembrava il “meno peggio” degli altri.
Arrivato intorno ai trent'anni, complice la circostanza di trovarmi all'estero, smisi di votare e questo, forse, mi permise di vedere la politica italiana con maggior distacco. Ben presto arrivai alla conclusione che era sbagliato legittimare col proprio voto il partito “meno peggio” perché equivaleva ad approvarne l'incapacità. La mia conclusione fu che, se nessun partito mi rappresentava decentemente, era giusto che non votassi nessuno (*1).

Negli ultimi anni ho mantenuto un distacco disgustato e mi sono limitato a osservare da lontano (v. Douche & Turd e/o Senza parole). Ho iniziato così a riflettere sui problemi specifici della democrazia italiana (v. PDI) e a focalizzare dei concetti che avevo da tempo percepito ma sui quali non mi ero soffermato adeguatamente. Contemporaneamente mi sono reso conto che la democrazia, non solo quella italiana, è tutt'altro che perfetta e che anzi ha dei grandi limiti.
Queste mie considerazioni le ho riassunte nella serie di interventi Democrazia (1/3), Democrazia (2/3) e Democrazia (3a/3).
La mia conclusione è piuttosto negativa: credo che la democrazia abbia tradito sé stessa, che cioè l'etimologico “potere del popolo” sia solo un'illusione. Il vero potere è in mano a quelli che io chiamo i poteri forti (grandi gruppi economici, politici e industriali) e il voto popolare serve solo a legittimare l'illusione e a mantenere così l'ordine sociale.

La dimostrazione della mia teoria (*2) la si ha osservando come, una volta al potere, i vari governi facciano quello che vogliono, indipendentemente dalla volontà dei propri elettori, per soddisfare le richieste dei poteri forti (in questo caso industriali, economici e politici esteri). Il motivo per cui possono permettersi di farlo è che la democrazia funziona bene solo in teoria: nella pratica ci vorrebbe (come minimo!) un popolo di elettori dalla mentalità democratica (che conosca e capisca il vero spirito della democrazia ideale) e degli organi di informazione veramente liberi...

Concausa di questo fallimento è la classe politica: i politici, resesi conto di come ormai la democrazia sia degenerata, si sono a loro volta involuti.
Hanno capito che ciò che veramente conta non sono i fatti ma come si appare agli elettori in campagna elettorale. Ed è un'apparenza a 360 gradi: il politico deve avere una bella faccia, essere sorridente e rassicurante, dalla parlantina sciolta per eludere le (poche) domande insidiose. I confronti in TV si basano solo apparentemente sui programmi ma sono invece più simili a dei concorsi di bellezza: dopotutto i programmi non possono essere discussi con poche parole. Anzi: un programma serio e realistico quasi certamente apparirà peggiore di un programma fatto tutto di promesse e illusioni quando i pro e contro debbano essere esposti in pochi minuti (se non secondi!).

Una volta al potere poi il politico continua a fingere e magari dà un contentino ai propri elettori realizzando UNA delle decine di promesse fatte. Allo stesso tempo però non è raro che, in leggi che hanno a che vedere con tutt'altro, venga nascosto un comma a favore del potere forte di turno e a scapito della stragrande maggioranza dei cittadini (compresi gli elettori del governo in carica).
Nell'ultimo anno in Italia si è poi raggiunto l'estremo paradosso di un governo, non votato dagli italiani e quindi legale ma non legittimo, che sta agendo in totale spregio degli interessi del paese (seguendo evidentemente le pressioni di poteri forti internazionali) ma che, grazie all'incondizionato supporto dei mezzi d'informazione, sindacati e partiti tradizionali è riuscito a fare tutto quello che voleva.

Per i politici quindi non è importante saper fare ma sapere apparire bene: l'unica altra abilità concreta che debbono possedere è quella di riuscire a farsi strada, a forza di compromessi e pugnalate alle spalle, nei ranghi del proprio partito. Essere cioè più cinici e dissimulatori in un microcosmo fatto di cinici e dissimulatori. È cosi che si hanno cattivi politici per una cattiva democrazia.

Infine, tramite le elezioni, la democrazia dà ai cittadini l'illusione di avere la libertà di decidere le sorti del proprio paese.
Che si tratti di una illusione deriva direttamente dalle precedenti considerazioni: il cittadino è sì libero di votare chi preferisce ma se poi l'eletto può fare quel che vuole (*3) allora il risultato è che il presunto “potere del popolo” è solo apparente.

Nota (*1): fu grande la soddisfazione quando convinsi mio zio a fare altrettanto alle ultime elezioni!

Nota (*2): una dimostrazione indiretta è l'impegno con cui gli USA cercano di “esportare”, a forza di cannonate, la democrazia (v. il vecchio Attenzione! Democrazia al lavoro) in paesi privi di mentalità democratica: è ingenuo pensare che vengano spesi miliardi di dollari per puro idealismo. La verità è che in questi paesi il processo democratico può essere attaccato e corrotto in talmente tanti modi che alla fine diventa facile pilotarne l'esito e fare in modo che al potere vada sempre un governo filo occidentale (cioè filo USA!).

Nota (*3): ad esempio, ricordate il cosiddetto allargamento a est della UE? la maggioranza dei cittadini era, a torto o a ragione (è irrilevante in questo contesto), contraria ad esso ma la quasi totalità dei governi, in spregio al volere dei propri elettori, votò comunque per l'allargamento. Solo in Irlanda fu indetto un referendum popolare: grazie al massiccio impegno dei media e alle pressioni internazionali (e magari, chissà, qualche broglio) vinsero per un soffio i favorevoli...

venerdì 23 novembre 2012

Dolcetti mangiati

Ieri Firefox si è aggiornato e oggi ho scoperto che erano spariti tutti i cookies! Ho dovuto reinserire tutte le password per ogni sito e qualcuna l'ho pure dimenticata: strano però...

Altri corsi in linea - 23/11/2012
Un'amica mi ha fatto conoscere un nuovo sito pieno di corsi di alta (credo!) qualità: www.coursera.org!
Io mi sono iscritto a "Think Again: How to Reason and Argue!": sembra interessante!

Il capriolo... - 26/11/2012
...torna a correre!
Come scritto precedentemente pensavo di tornare a correre già lo scorso venerdì ma vuoi la pigrizia, vuoi il perdurare del lievissimo fastidio all'anca mi hanno convinto ad aspettare.
Oggi poi, invece di fare 13 giri, mi sono fermato a 10: l'idea era di non sforzarmi per vedere come reagiva l'anca. Sfortunatamente già all'ottavo giro ho ricominciato a sentire qualcosa quindi ora non so come comportarmi...
Per la cronaca ho fatto 10 giri in 23' e 54": ovvero una media di 2' e 23"...

Ri-books - 28/11/2012
L'anno scorso scrissi il pezzo O tempora o e-books! dove spiegai perché preferesco i libri cartacei a quelli digitali.
In realtà le mie motivazioni, seppur valide, erano sostanzialmente emotive: adesso ne ho di nuove più concrete.
Quando si acquista un e-book non si acquista un libro ma una licenza d'utilizzo personale e incedibile: normalmente si clicca sul tasto accetta senza leggere i papiri di clausole accluse ma queste hanno serie ripercussioni.
In particolare: è vietato prestare (uso personale) e rivendere (non cedibile) i "propri" e-book ma soprattutto, ed è questo che mi ha convinto completamente che siano una fregatura, quando si muore non si possono lasciare in eredità!
Tutti questi difetti in cambio di un micragnoso sconto di un paio d'euro? Maa...

Inscritto - 29/11/2012
Nel cerchio delle primarie...
Ho deciso di andare a votare al ballottaggio (cfr. Riflessioni primarie) non tanto perché improvvisamente creda in Renzi ma perché mi piacerebbe avere l'opzione di farlo alle politiche quando il mio scopo sarà far di tutto (cioè votare chiunque) per evitare un Monti-bis...
Comunque adesso dubito che, nonostante il mio appoggio (!), Renzi possa farcela: lo scoglio sono le difficoltà burocratiche. Nello specifico bisogna spedire una email in cui si dichiara di essere stati impossibilitati a votare al primo turno: nel mio caso invece io, in completa buona fede, davo per scontato che non ci fossero problemi a registrarsi per votare anche solo all'eventuale ballottaggio. Insomma una mezza bugia che però mi pesa molto sulla coscienza.
Vedremo che succede...

Programma Renzi = 220

Stasera mi sono comportato da vero masochista: invece di guardare il Napoli in TV mi sono letto il programma di Matteo Renzi (scaricabile qui) e poi ci ho scritto sopra questo intervento...

L'ho fatto un po' per curiosità e un po' per divertirmi (in prospettiva!) a scapito di chi dice “Renzi è il meglio!” solo perché gli è simpatico ma non conosce minimamente le sue idee politiche...
Non mi illudevo cioè di leggere qualcosa di veramente interessante, con proposte concrete e/o rivoluzionarie. Personalmente temo che Renzi sia un politico come gli altri con l'unico pregio di essere giovane e di poter vantare per questo una verginità morale che gli altri politici non hanno.
Comunque gli ho concesso il beneficio del dubbio e ho letto abbastanza accuratamente tutto il suo programma.

In realtà poi non è un programma: si tratta della raccolta, quasi sincretistica, di idee chiaramente provenienti da persone diverse, non amalgamate né rielaborate per dare al tutto una struttura uniforme. In pratica il programma è suddiviso in 12 capitoli che spesso si sovrappongono fra loro (tipo la sezione “Le premesse del rilancio” e “Un nuovo paradigma per la crescita...” oppure le varie sezioni sull'Italia): una sorta di minestrone dove c'è un po' di tutto mescolato alla rinfusa.
Tanto per dare un'idea di ciò che intendo: l'esercito è menzionato al punto e della sezione “Più Italia nel mondo”; la giustizia al punto e della sezione “Uno Stato semplice, dalla parte dei cittadini”; la sanità al punto f della sezione “Il welfare come investimento sulle persone”...

Ognuna delle 12 parti è suddivisa in un numero variabile di punti contrassegnati da una lettera. Sempre per sfizio, per ciascuno di questi, mi sono divertito ad annotarmi quanto mi trovasse in accordo, la sua chiarezza e la sua importanza nel contesto attuale (ovviamente dal mio punto di vista). Poi ho fatto la media e ho ottenuto i seguenti risultati:

1 – Democrazia → 0.76 0.71 0.31
2 – Europa → 0.25 0.80 0.60
3 – Rilancio → 0.23 0.40 0.67
4 – Italiani → 0.44 0.55 0.30
5 – Crescita → 0.83 0.58 0.67
6 – Welfare → 0.57 0.47 0.37
7 – Fisco → 0.93 0.43 0.40
8 – Stato semplice → 0.82 0.56 0.56
9 – Modello Italia → 0.40 0.44 0.53
10 – Sicurezza → 0.51 0.37 0.41
11 – Diritti → 0.59 0.72 0.20
12 – Italia-Mondo → 0.42 0.28 0.26

Totale → 6.75 6.31 5.28 (*1)
Media → 0.56 0.53 0.44

Non ho voglia di soffermarmi a commentare ogni sezione così mi limiterò a qualche osservazione che mi ero annotato.

Nel primo capitolo, quello sulla democrazia, mi ero trovato ragionevolmente d'accordo (.76) e i punti erano piuttosto ben spiegati (.71) anche se ritenevo che non si trattasse di priorità (0.31); l'illusione è però durata poco perché, nell'introduzione alla seconda parte, ho trovato scritto «In particolare, a livello europeo, l’autorevolezza di Mario Monti ha facilitato l’assunzione di decisioni importanti, che vanno nella giusta direzione.» riferendosi al fondo “salva stati”: la mia opinione in merito è invece completamente negativa (v. Monti 20) e il risultato è un bassissimo 0.25 su una tematica discretamente importante (0.6) come l'Europa...
Sul tema del “Rilancio” le cose vanno quasi peggio: fondamentalmente le proposte (a parte la loro estrema vaghezza) non mi sembrano in grado di rilanciare alcunché...
Anche il capitolo sugli italiani, che forse sarebbe stato più opportuno intitolare sul “lavoro”, mi trova in disaccordo: in questo caso non si considera che se non c'è crescita (sviluppo economico) è inutile tentare giochi di equilibrismo fiscale per incrementare l'assunzione di nuove persone, giovani o vecchie che siano...
Sulla “Crescita” condivido le proposte suggerite ma sfortunatamente le trovo anche totalmente insufficienti (e questo dalle mie medie non si vede...).
La grande armonia (0.93) sui temi del “Fisco” è poco rilevante data la vaghezza delle proposte che lascia molto all'immaginazione del lettore.
La media del capitolo sui “Diritti” è fuorviante: la mia tiepida approvazione (0.59) è data dalla somma di quattro 0 (disaccordo totale), cinque 1 (accordo totale), due .8 e un .5! Insomma è il tipico caso dove la statistica del pollo a testa nasconde il fatto che qualcuno ne mangia due e qualcun altro zero...
Inoltre ho dato a ogni punto una priorità minima di .2 (e solo perché mi ero imposto di non mettere zero a nessuna proposta...). Evidentemente anche il revisore del testo la pensava come me perché si è dimenticato di correggere un errore piuttosto divertente: si tratta del punto f: Famiglie omogenitoriali (il corsivo è mio).
Quando l'ho letto ho pensato “omogenitoriale? Che significa? Qualcosa che ha a che fare con gli omosessuali?”. Per scrupolo ho cercato sul vocabolario ma, ovviamente, il termine non esiste: leggendone la descrizione ho capito poi che si intendeva “monogenitoriale”, ovvero famiglie composte da un singolo genitore!

In conclusione ho trovato quello che mi aspettavo (*2): tante chiacchiere messe su carta. Si capisce che sono idee estemporanee, scritte tanto per fare volume, dal fatto che sono pressoché assenti i dettagli sui costi e le entrate dei singoli provvedimenti: insomma non si distingue per niente fra ciò che è fattibile e ciò che è utopistico nell'attuale situazione economica...
Inoltre manca una gerarchia delle priorità che spieghi cosa sia fondamentale fare e, come scritto, l'organizzazione delle informazioni è assente.

Per la cronaca a me sarebbe piaciuto un programma fatto meno di idee ma più operativo: cioè un programma che partisse dai conti dello Stato, ne mostrasse le entrate, le uscite, il debito e gli interessi su di esso e da questi dati concreti partisse per fare delle proposte per migliorare la situazione. Mi sarebbe piaciuto un programma che indicasse chiaramente le priorità che si vogliono affrontare con costi, ricavi ed effetti previsti in maniera che fosse possibile riepilogare facilmente il tutto. Insomma un programma che resistesse alla semplice riprova fatta con la calcolatrice in mano...

Mi sento infine in dovere di aggiungere che dubito fortemente che il programma di Bersani (o di qualsiasi altro partito italiano) sia migliore! Se su Renzi posso avere la flebile speranza che non sia il solito politico, ciò non è possibile per Bersani.
Il fatto stesso di essere arrivato al vertice del suo partito lo identifica senza ombra di dubbio come un uomo dell'apparato del PD: insomma il solito grigio funzionario della politica...

Siamo ottimisti: speriamo che questo programma sia solo una bozza molto abbozzata!

Nota (*1): 220 è la somma delle mie medie! Lo so, non ha senso, ma anche i programmi politici, almeno quelli italiani, sono scritti così per fare...

Nota (*2): ho già ampiamente parlato delle mie perplessità sulla democrazia in generale e quella italiana in particolare: non do i collegamenti, chi è interessato può usare il marcatore "Democrazia" nella colonna a destra...

giovedì 22 novembre 2012

Low cost and lower gain

Continuo a non aver voglia di scrivere ma provo a sforzarmi...

L'articolo, del Corriere.it, è questo: Ecco la norma anti-Ryanair.
Un comma del decreto “sviluppo” è mirato ad hoc contro la Ryanair, la nota compagnia di voli a basso costo.
Il motivo è che, sebbene tale compagnia abbia in Italia una decina di basi con centinaia di dipendenti, paga le relative tasse in Irlanda dove sono molto più basse.
La nuova norma dovrebbe costringere Ryanair a pagare in Italia e a far così entrare nelle casse dello Stato 90 milioni per il 2012 e circa 50 a regime.

Secondo voi questo provvedimento è “buono”?

Ho usato volutamente, virgolettandolo, un aggettivo improprio perché ho voluto mascherare il quid del problema.
Infatti se la domanda fosse “il provvedimento è giusto?” la mia risposta sarebbe un "sì": è giusto che la Ryanair paghi le tasse in Italia per quei lavoratori che risiedono e operano stabilmente nel nostro Stato.
Se però la domanda fosse “il provvedimento sarà utile? Porterà cioè gli introiti extra previsti?” allora avrei molti più dubbi...

La mia sensazione è che questo provvedimento rischia di trasformarsi in un boomerang potenzialmente anche molto grave.
Come sia l'articolo che i commenti ad esso fanno giustamente notare, c'è il pericolo MOLTO concreto che Ryanair, vuoi per ritorsione che per reale risparmio, semplicemente chiuda alcune delle sue basi italiane meno remunerative.

Quali sarebbero in questo caso le conseguenze? Da una parte la perdita secca dei posti di lavoro Ryanair delle basi chiuse; a queste si aggiungerebbe probabilmente parecchio indotto, se è comune la situazione riportata dall'articolo per l'aeroporto di Bergamo dove Ryanair copre il 75% del traffico.
Ma soprattutto sarebbero gravi le conseguenze per il turismo: non ho dati per le singole basi in Italia ma sul sito Ryanair c'è scritto che lo scorso anno ha avuto 80 milioni di passeggeri e 51 basi. Si può quindi fare una stima molto rozza di 1,6 milioni di passeggeri per base.

Se in Italia chiudesse, diciamo, 4 basi ci sarebbero 6,4 milioni di passeggeri in meno (*1). È assurdo ipotizzare che almeno 3 milioni sarebbero turisti? Ed economicamente cosa rappresentano 3 milioni di turisti?
Mi rispondo: se stimiamo che questi turisti restino in media 3 giorni in Italia spendendo 50€ quotidianamente, per un totale di 150€ (questa è veramente una stima molto per difetto!!) allora avremmo 450 milioni di euro in meno!
È vero che questi 450 milioni non andrebbero direttamente al fisco (considerando anche solo l'IVA al 21% si otterrebbero comunque 95 milioni circa) ma avrebbero però il pregio di far girare l'arrancante economia italiana...

In conclusione secondo me si tratta di un provvedimento che parte da principi giusti ma che, in questo particolare momento economico, potrebbe avere degli effetti estremamente controproducenti...
A me sembra una decisione economicamente dubbia e comunque estremamente rischiosa ma, tutto sommato, sembra essere normale per questo governo non capire la differenza fra sviluppo e regresso: praticamente ogni provvedimento del non-eletto Monti è orientato a distruggere ciò che resta dell'economia italiana...
Comunque la “palla” adesso è a Ryanair: vedremo come reagirà...

Nota (*1): ripeto che è una stima molto rozza: bisognerebbe considerare i turisti che comunque verrebbero in Italia usando altre compagnie aeree o magari altri scali Ryanair; allo stesso modo bisognerebbe però considerare i turisti persi da Ryanair che non verrebbero in Italia a causa dell'inevitabile aumento dei prezzi. Insomma siccome questa è una stima, e poiché “+” e “–“ si annullano a vicenda, ho ignorato totalmente la questione...

mercoledì 21 novembre 2012

Spiaggia

In questi giorni ho poca voglia di scrivere anche se ci sarebbero avvenimenti, internazionali e non, più che meritevoli di un commento...
Invece rivogo ai miei lettori degli appunti che presi l'altra settimana durante il mio breve soggiorno al mare: sul momento avevo deciso di non pubblicarli perché li avevo scritti sotto la nefasta congiunzione di melanconia e (scarso) spirito poetico. In pratica ripercorro l'andamento dei miei pensieri durante una lunghissima camminata sulla spiaggia all'indomani, immagino, di una mareggiata. Si tratta poi di appunti che scrissi a mio uso e consumo e, quindi, non cercavo di essere particolarmente chiaro...

Lunga passeggiata sulla spiaggia. Cumuli di rifiuti portati dalle onde sulla battigia: legno, canne, plastica, tante bottiglie, scarpe, palloni sgonfi, cesti e cestini rotti, cavi a fisarmonica (quelli del diametro di una decina di cm usati per contenerne altri), alghe, radici di alghe e palline di alghe appallottolate, perfino una bombola del gas, qualche lattina ma non molte, un secchio metallico, una ruota con pneumatico e un pneumatico da solo e un'infinita di altre cose...
Che pattumiera deve essere il mare: mi chiedo se, rispetto a venticinque anni fa, ci sia più o meno inquinamento...
Poi una trave gigantesca semi affondata nella sabbia. Un pensiero sciocco: mi sono chiesto se la ghianda si sarebbe sognata di divenire una quercia centenaria, di diventare una trave portante in qualche vecchio edificio per un altro secolo per finire poi a vagare, per chissà quanti altri anni, in mare e naufragare infine su una spiaggia insieme a dei rifiuti molto meno nobili di lei. Chissà quante storie avrebbe avuto da raccontare...
Lo so: le ghiande non hanno immaginazione. Ma dovrebbero...
Subito dopo, a pochi metri di distanza, c'erano due colombi bianchissimi come mai avevo visto prima: sono volati via l'uno dietro all'altro e mi hanno emozionato.
Ho respirato il vento e ho ascoltato la risacca, quando ne avevo voglia giocavo a farmi inseguire dalle onde, quando volevo riflettere mi portavo a distanza di sicurezza e lo sguardo vagava oltre l'orizzonte.
Ho visto uno yacht in lontananza: mi sono chiesto se sarei stato più felice essendone il proprietario. Ho immaginato che il massimo della gioia l'avrei provato stando da solo nel mare, assaporando il gusto salato del vento, ascoltando il silenzio della civiltà e la voce del mare, il calore del sole sulla pelle, magari su una bella sdraio comoda. Tutto questo mi avrebbe dato la massima sensazione di libertà; poi mi sono però reso conto che sarebbe stata una sensazione illusoria: tutte queste sensazioni erano affini e niente affatto diverse da quelle che provavo già. Il motivo è che l'unica vera libertà è quella del nostro spirito e non c'è bisogno di uno yacht per possederla.
Tante impronte, scarpe di uomini e donne, grandi e piccole e dalle forme diverse, un coraggioso a piedi nudi, quelle piccole di un bambino...
E poi ho fatto caso a quelle degli animali. Uccelli e cani credo... Non l'avevo mai notato ma i cani hanno solo quattro dita! Mi chiedo se mancano del pollice o del mignolo...
Incontro delle persone e mi chiedo cosa pensino. Soprattutto le coppie mi affascinano, fingo di scivolare nella loro testa e di percepirne la reciproca sintonia: come le gambe di lei si muovono più svelte per mantenere la velocità di quelle più lunghe di lui, così, senza accorgersene...

lunedì 19 novembre 2012

Brutto e bello

Ho appena finito di leggere un libro di fantascienza che ho comprato nei giorni scorsi. Si è trattato di un mezzo esperimento: volevo dimostrarmi che qualsiasi libro della “Serie Oro” dell'editrice Nord è migliore dei pretenziosi romanzetti della serie “Fantascienza” della “Sellerio editore Palermo” che mi sono costretto a leggere ultimamente.

Qualche settimana fa infatti, nonostante le precedenti esperienze negative, avevo terminato di leggere anche il quarto volume della serie: Desolate città del cuore di Lewis Shiner, Sellerio editore Palermo, 1995, trad. Paola Bertante.
A differenza dei precedenti libri (v. Signore dei sogni, Il sistema riproduttivo e Barbagrigia di noia) questo fu scritto nel 1988 e per questo speravo che venisse maggiormente incontro ai miei gusti. Invece no: il curatore della serie è stato coerente nelle sue scelte e anche questo libro è noioso come i precedenti tanto che non mi sono nemmeno preoccupato di scriverci sopra la mia solita recensione...
Per la verità ci sarebbe da aggiungere che non si tratta di un libro di fantascienza: la parte propriamente fantastica descrive solo delle allucinazioni prodotte da un fungo e, oltretutto, ad occhio corrisponde a una dozzina scarsa di pagine su quasi 400...

Invece Le armi di Isher di A. E. Van Vogt, Editrice Nord, 1978, trad. Riccardo Valla è stato un autentico piacere: non per niente ho letto le circa 450 pagine in pochissimi giorni...
In realtà questa versione italiana comprende due libri di cui il primo fu scritto nel 1943 (e il secondo nel 1952!) ma l'età, che pure si fa sentire, non è un problema.
Entrambi i volumi sono ottimamente scritti, si basano su delle idee ottime e i protagonisti sono dei personaggi che non si dimenticano.
L'età si fa sentire: non si parla di calcolatori, l'accento è posto sull'energia atomica e il background è un po' troppo semplicistico per i miei gusti: per capirci più alla Asimov che alla Herbert...
Ma questo, se non si è schizzinosi, non è un problema.
Il primo è nettamente migliore del secondo (dove viene messa troppa carne al fuoco con trovate un po' rozze in puro stile anni '50). L'idea di fondo è infatti brillante: si dà per scontato che nessun governo, non importa quale sia la sua forma, finirà inevitabilmente per opprimere i suoi cittadini; in particolare le grandi organizzazioni (banche e grandi industrie) riusciranno sempre a trovare la maniera per aggirare le leggi o volgerle a proprio vantaggio. Partendo da questa considerazione un genio (e pure immortale!) ha creato un'organizzazione segreta il cui scopo non è quello di opporsi direttamente al governo ma di dare ai cittadini la possibilità di farlo. Il mezzo è quello di fornire ai cittadini delle armi potentissime, che possono essere usate solo per difendersi, che surclassano nettamente quelle in dotazione alle forze del governo.
È ovvio che, pensandoci un attimo, sarebbe possibile trovare numerose contraddizioni nell'idea che basti vendere delle super armi alle persone per renderle libere eppure, la teoria di fondo, quella del governo che inevitabilmente finisce per opprimere i suoi cittadini è molto attuale. Personalmente ho letto con vivo interesse e divertimento le considerazioni fatte dall'autore: prima o poi tornerò sull'argomento perché mi sta molto a cuore.

In conclusione questo vecchio libro dell'editrice Nord stravince il confronto: ogni volta che vado in libreria e vedo la scarsità di fantascienza (*1) attualmente disponibile non posso non rimpiangere la Nord (*2) che mi ha permesso di sognare negli anni della mia adolescenza...

Nota (*1): soprattutto pochi autori: Asimov (che non mi piace), Dick (che non mi piace), Gibson, Sterling e qualche altro...
Nota (*2): che da quando, nei primi anni del 2000, è stata acquisita da un altro gruppo editoriale non pubblica quasi più niente...

domenica 18 novembre 2012

Esposto alla pro-informazione

Altro effetto collaterale dell'essere ospite dai miei zii è che la sera (ma anche a pranzo!) si guardano tutti i telegiornali possibili: uno dopo l'altro, migrando avanti e indietro da RAI a Mediaset, senza il tempo di riflettere su quanto visto, ma accontentandosi dell'illusione di sapere ciò che sta succedendo...

Ho così sperimentato in prima persona un fenomeno del quale ero conscio ma che, sottovalutavo...
Mi riferisco a come venga presentato il governo Monti agli italiani.

Idealmente la stampa dovrebbe essere oggettiva e critica: dovrebbe cioè mostrare i fatti dando però agli utenti una chiave di lettura che aiuti i non addetti ai lavori a capire i dati forniti e ne evidenzi le pecche.

Ovviamente i nostri media fanno il contrario: sorvolano sui fatti e, invece di essere critici, sono accondiscendenti. Tipicamente i giornalisti fanno domandine da terza elementare al ministro di turno e poi annuiscano scodinzolando quando questi vantano i loro successi immaginari o i dubbi pregi delle loro scelte...
E poi si minimizzano i problemi, si usano termini tranquillizzanti, si guarda (spesso) dall'altra parte e si esaltano con squilli di trombe gli pseudo successi (*1) del governo. In poche parole si distorce la realtà per controllare l'opinione pubblica.
A volte si trascende la barriera dell'opinione e si cala direttamente nel campo delle bugie: mi è capitato di sentire dire che, grazie al governo, quest'anno abbiamo avuto una “ripresa debole”! Cioè un calo del 3% del PIL è considerato una ripresa? Qui si confonde il fortemente negativo chiamandolo leggermente positivo: pazzesco!

Comunque, come ho scritto, ero già conscio della linea editoriale dei nostri media, completamente sottomessa ai poteri forti che li controllano, ma non mi ero reso conto di quanto fosse forte l'influenza delle loro parole suadenti: io stesso infatti, che pure la penso ben diversamente, ne ho subito il fascino tranquillizzante... È umano nei momenti di profonda crisi come questa aggrapparsi a ogni speranza anche se, in fondo in fondo, si sa che è una menzogna.

Ho capito quindi quanto sia facile convincere quelle persone, che a differenza di me non giudicano i fatti ma ascoltano le chiacchiere, che il bianco sia nero e viceversa.
È chiaro che a queste persone i miei interventi su Monti & C. devono apparire come gli estemporanei ululati alla luna di un cane rabbioso...

Io non cerco di convincere i lettori delle mie idee ma gli chiedo di riflettere e ragionare con la propria testa: soprattutto di giudicare i fatti e considerare le parole per quel che valgono...

Nota (*1): in realtà più che di successi, visto che sarebbe troppo difficile anche solo inventarseli, si tratta di commenti positivi al suo operato che provengono dall'estero, spesso dal Financial Times...

sabato 17 novembre 2012

Gli avvoltoi in TV

Non si vedono nei documentari ma ogni pomeriggio hanno il loro programma. Pur senza becco e artigli si cibano di cadaveri. Non hanno bisogno di molto nutrimento: un solo corpo li nutre per molte settimane e comunque, in mancanza di meglio, si accontentano di semplice spazzatura.
Si appollaiano sulle spalle degli affranti famigliari della vittima e poi, a turno, quando le telecamere li inquadrano, si gettano sui poveri resti e ne strappano un boccone: poi si voltano verso i parenti e gli chiedono cosa ne pensano di questo o quello.
Gozzovigliano nel putrido, adombrano sospetti, suggeriscono ipotesi misteriose e alludono a presunti colpevoli. Più le teorie sono morbose e meglio è.
La massima libidine sarebbe quella di degustare il cadavere di turno davanti ai famigliari o agli amici più stretti ma, come detto, si accontentano: bastano semplici conoscenti che parlano per sentito dire, che hanno visto una volta, tanto tempo fa, qualcosa interpretabile in cento modi diversi ma che, guarda caso, viene sempre dipinto con le tinte più fosche...
Ogni illazione è ben gradita, le lacrime ancor di più.

Dai miei zii mi è capitato di vedere alla TV una vecchia cariatide bionda condurre un programma basato, almeno in questi giorni, su una povera ragazzina morta, la causa del decesso ancora non chiara e nessun colpevole...
L'unico elemento reale è il dolore ma questo viene ignorato nella sostanza e rispettato solo a parole.
A mio parere non c'è niente da dire: più giusto sarebbe un rispettoso silenzio nell'attesa che la magistratura compia il proprio dovere e, se ci sono, che altri fatti concreti vengano resi noti.
Invece il pettegolezzo impera dove dovrebbe regnare la compassione: ogni parola è una beccata che strappa un pezzo di carne dalla vittima e l'espone al pubblico ludibrio.
E poi i volti falsamente afflitti, falsamente comprensivi, falsamente preoccupati, falsamente interessati alla verità: una vera orgia di ipocrisia in tutte le sue forme più rivoltanti...

lunedì 12 novembre 2012

Sospeso

Oggi vado via per qualche giorno e quindi non posterò niente se non verso la fine della settimana...

Morto il router... - 16/11/2012
...se ne compra un altro...
Appena rientrato ho scoperto che mi si era fritto il router: visto che la mia radiosveglia aveva perso l'orario ipotizzo che i forti temporali di questi giorni gli abbiano dato il colpo di grazia...
Comunque, tanto per cambiare, sono passato da Netgear a Sitecom...

Letto! - 16/11/2012
In questi giorni non ho aggiornato il blog ma ho preso appunti sul mio taccuino...

A un negozio di fumetti ho trovato e comprato il numero dove il mio compagno di banco è sceneggiatore e soggettista (v. Delaware!). Ovviamente l'ho letto con molta attenzione ma, sfortunatamente, non posso emettere un giudizio definitivo: la storia si conclude infatti col numero successivo e non posso verificare se le aspettative generate vadano poi soddisfatte: posso dire che mi è parso ben costruito, con un intreccio non banale e che lascia la voglia di sapere come va a finire la storia...
Questo fumetto l'ho letto la sera e la cosa buffa è stata che la notte ho fatto un sogno lunghissimo con tutti i miei compagni di classe del liceo!
Il giorno dopo sono tornato a cercare la seconda parte del fumetto ma, ovviamente, non l'avevano...

Non corro... - 21/11/2012
...perché la scorsa settimana, quando ero via, mi sono infortunato all'anca sinistra: probabilmente non era niente ma, due giorni dopo essermi fatto male, ho voluto camminare per due ore anche se già dopo dieci minuti l'anca mi rifaceva male. Credo che questa mia testardaggine mi abbia provocato una ricaduta ben più grave dell'acciacco iniziale.
Adesso sto praticamente bene ma voglio aspettare venerdì per provare a correre...

Children's anthem - 22/11/2012
Era da molto che non usavo la nuova scheda di acquisizione audio per registrare i miei progressi con la chitarra così oggi mi sono riproposto di registrarmi mentre suono Children's anthem.
Per la verità era da settimane che non mi esercitavo su questo brano e quindi non l'ho suonato al mio meglio. Inoltre il pezzo della chitarra da solo è molto lento (ma ha un sacco di effetti) e non è molto gradevole da ascoltare così l'ho mixato con la versione di Tuxguitar dalla quale avevo tolto la chitarra.
Il risultato è questo:

La chitarra da sola (ovviamente non ho resistito a usare una configurazione a casaccio di Rakkarack, il "Chorus Riff" per la precisione che utilizza principalmente Overdrive e Chorus...) è questa: