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martedì 5 aprile 2011

PDI

Il seguente post è molto (forse troppo!) ambizioso e si propone di analizzare i Problemi della Democrazia Italiana (PDI).

Come dovrebbe funzionare la democrazia (*1)
  1. Più partiti (*2) si presentano al popolo degli elettori con i loro programmi.
    È banale ricordarlo ma se gli elettori possono votare un solo soggetto politico allora non si tratta di democrazia!
  2. Il “programma” è ciò che il partito ha intenzione di fare in caso di vittoria.
    È ovvio, e l'elettore ne è consapevole, che i partiti tendono a proporre, anche solo per avere maggiore visibilità, dei programmi molto ambiziosi. Per questo l'elettore deve cercare di valutare quanto essi siano realistici. Il singolo cittadino ha però scarse possibilità di esaminare personalmente un intero programma politico: è quindi compito dell'informazione passarlo al microscopio per trovarne i punti deboli. Su tali elementi (prima delle elezioni!) sarebbe poi utile un dibattito con gli stessi politici che li hanno proposti per avere da loro chiarimenti.
  3. Gli elettori valutano i programmi e le persone che dovrebbero metterli in pratica e decidono chi votare.
    Oltre a valutare il programma l'elettore deve valutare anche chi lo propone: un programma potrebbe essere infatti eccellente e realizzabile ma se chi lo propugna non dà garanzie di affidabilità allora anche questo aspetto andrà preso in considerazione.
    Gli elettori votano in base al programma che ritengono realisticamente il migliore e alla presunta capacità dei relativi politici di metterlo in pratica.
  4. In base allo specifico sistema elettorale i voti degli elettori vengono convertiti in parlamentari (*3).
    Ovvero il popolo (sovrano) delega il potere.
  5. Gli organi istituzionali eletti dal popolo governano il paese.
    Non è fondamentale la specifica distribuzione dei poteri. Piuttosto è importante che gli elettori vengano informati oggettivamente e con precisione su quanto viene realizzato. In particolare sarebbe utile verificare costantemente se il programma stabilito prima delle elezioni venga mantenuto.
    Tutte queste informazioni serviranno al cittadino per giudicare l'operato dei politici e decidere come votare alle elezioni successive.
  6. Dopo un periodo di tempo prefissato, o prima in caso di necessità, si tengono nuove elezioni.
    I politici al governo dovrebbero impegnarsi a fare del loro meglio in maniera da venire rieletti.
  7. A questo punto gli elettori hanno dei dati in più rispetto alle prime elezioni: possono infatti verificare quanto è stato mantenuto di ciò che era stato promesso (ovvero del programma).
    Questo consente loro di valutare l'affidabilità di chi ha governato.
  8. Si riparte da capo.
Da questo schema, per quanto grezzo, incompleto e forse troppo superficiale, è comunque già possibile trarre delle considerazioni e, in particolare, analizzare ciò che non funziona nella democrazia italiana.

Elenco problemi
  1. In teoria gli elettori dovrebbero valutare serenamente programmi e politici. In Italia, ormai dal 1994, si tengono invece dei sondaggi pro o contro Berluska. Tutto questo indipendentemente dai programmi e da quanto è stato fatto nella precedente legislatura. In realtà questo comportamento non è nuovo nella democrazia italiana: io ci vedo un'analogia con le elezioni precedenti che erano invece in chiave pro o contro PCI.
  2. L'informazione dovrebbe cercare di analizzare i programmi in vece del cittadino. Qualcosa in questo senso viene fatto ma l'enfasi è però sulle cosiddette “polemiche” del momento. Scambi di attacchi personali e liti da mercato. Insomma l'articolo che analizza il programma, invece di essere in prima pagina, è un trafiletto nascosto. Anche l'informazione invece di fare il proprio mestiere, informare cioè, finisce per esasperare l'atmosfera nel tentativo di favorire una specifica parte politica.
  3. L'elettore dovrebbe valutare la capacità dei vari politici di mantenere gli impegni presi. Ovviamente, considerato che già il programma viene praticamente ignorato, e che tutta la campagna elettorale si basa su attacchi e contrattacchi personali, è impossibile illudersi che qualche elettore possa semplicemente chiedersi se tale politico riuscirà a mantenere quanto promette. I vari politici vengono cioè considerati affidabili o meno solamente in base al loro colore.
  4. Gli elettori dovrebbero venire aggiornati sul lavoro del governo. Questo viene fatto anche se forse non in maniera troppo oggettiva e distaccata. Il vero problema sono gli italiani (*5) ai quali tutto sommato non importa di giudicare oggettivamente. Semplicemente l'italiano guarda la parte politica che ha generato il provvedimento: se è la propria allora il provvedimento è buono o, nel caso peggiore, discreto; se è della parte avversa invece deve far schifo. L'italiano medio non ha cioè bisogno di leggere una nuova legge nel dettaglio per sapere se è buona o cattiva: gli basta sapere chi l'ha fatta (*6).
  5. I politici, consci che l'elettore ignora il programma e voterà solo sull'emozione del momento, non sono motivati a fare del loro meglio. In pratica la rielezione di chi ha governato è quasi indipendente da quanto fatto nel corso della legislatura. È molto più determinante un evento drammatico a ridosso delle elezioni che ne influenzi l'emotività degli elettori per deciderne l'esito.
Conclusioni
Da quanto scritto mi pare evidente che il problema principale della democrazia italiana sia la mancanza di cultura democratica degli italiani stessi. Gli italiani non votano con serenità, giudicando cosa è stato fatto e cosa viene proposto, ma in maniera fanatica. Gli elettori, come i tifosi di calcio, non giudicano la squadra o gli schemi dell'allenatore ma la sostengono a prescindere. Questa sorta di fedeltà ha senso, e magari è pure bella, nell'ambito calcistico ma è assolutamente perniciosa in politica. Forse il problema è che l'investimento emotivo che facciamo quando si sceglie per chi votare è tale che poi diventa psicologicamente troppo oneroso ammettere che la persona per cui si è votato non è all'altezza (riconoscere cioè il proprio errore di valutazione).
Anche gli organi d'informazione hanno le loro colpe: invece di essere indipendenti sono al servizio di questa o quella parte politica e vengono usati come pungoli per esacerbare gli animi. Bisogna però tenere presente che la colpa è degli italiani se questo comportamento è ritenuto ammissibile: è la mancanza di cultura democratica a far sì che lo scopo dell'informazione sia frainteso.
Analogamente i politici fanno quel che fanno perché sono consci che verranno giudicati dagli elettori non in maniera oggettiva, in base ai loro meriti o demeriti, quanto piuttosto su considerazioni emotive dell'ultim'ora (chi grida più forte, chi sorride meglio, chi appare più sicuro di sé, etc...). La colpa, ancora una volta, è dell'italiano che avvalla questo comportamento più che del politico che ne approfitta...

Oltre a questi problemi, specifici (ma non solo) dell'Italia, trovo che la democrazia stessa abbia dei problemi di fondo ma questo sarà argomento di un successivo post.

Nota (*1): per semplicità descrivo un modello di democrazia che schematizza quello italiano.
Nota (*2): in base al sistema elettorale potrebbe trattarsi di candidati invece che di partiti, ma ciò non è essenziale per questo post.
Nota (*3): le possibilità sono in questo caso particolarmente numerose ma non sono importanti i dettagli. Ciò che conta è che un certo numero di persone ricevono il mandato a governare.
Nota (*5): i miei lettori non la prendano sul personale! Io mi riferisco all'italiano medio e sono conscio che esistono, fortunatamente, molte eccezioni!
Nota (*6): spero che la totale idiozia di questo comportamento sia evidente ai miei lettori.

2 commenti:

  1. Ti sei addentrato in un argomento molto complesso, tendendo a semplificarlo un po' troppo. Non hai ricordato ad esempio che in questa democrazia la maggioranza è composta da persone che non hanno una preparazione culturale che permetta loro di decidere in maniera razionale. La loro conoscenza si limita all'informazione appresa dalla tv, quindi più su quanto appare che su quel che è.
    Se quest'informazione è drogata e non realistica come può prendere decisioni giuste.

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  2. Le semplificazioni sono inevitabili per motivi di spazio.

    Da chi sia formata la maggioranza è per lo scopo di questo post irrilevante. Che poi i suoi esponenti abbiano una cultura basata unicamente sulla TV mi pare piuttosto arbitrario e comunque, per i fini di questo post, irrilevante.

    Forse non è evidente ma lo scopo di questo post non è parlare male di questo o quel governo ma di evidenziare quali siano i mali strutturali della democrazia italiana.

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