«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

venerdì 31 maggio 2019

Errore in vollume di piramide

Allora, questa è divertente: ieri sera e poi stamani ho fatto dei calcoli per ricavare la formula per il calcolo del volume di una piramide, dopo ci stavo scrivendo questo pezzo quando mi sono accorto che c’è un errore che però ne annulla un altro (non meglio identificato, vedi nel prosieguo) facendomi comunque ottenere il risultato corretto!
La cosa buffa è che non mi è chiaro il motivo dell’errore, che in realtà rende i calcoli corretti: ho delle ipotesi ma dovrò chiedere aiuto a chi ne sa più di me…
Di seguito il pezzo che stavo scrivendo e in fondo la disquisizione sull’errore.

Nei giorni scorsi, anzi, nelle notti scorse, mi sono divertito con un nuovo (v. Teorema di Viviani) “progettino” mentale: calcolare il volume di una piramide di base quadrata e altezza qualsiasi.

In realtà, memore che questi contorcimenti mentali matematici mi causano insonnia piuttosto che sonnolenza, non si è trattato di un’attività programmata: però, come dice il proverbio, “la mente batte dove il pensiero duole”…

Inizialmente avevo difficoltà a visualizzare per bene la piramide: partendo dall’idea che l’area del triangolo è la metà di quella di un rettangolo cercavo di combinare il volume della piramide con quello di un parallelepipedo con la stessa base e altezza ma non mi è riuscito. Ho provato a scomporre la piramide, a rigirarla, a tagliarla e riassemblarla, a metterne quattro insieme e altre idee simili, ma, a parte la notevole confusione mentale con spigoli e superfici, non sono arrivato a niente.
Poi ho iniziato a “scolpire” la piramide tagliando il parallelepipedo con piani che disegnavano i lati e gli spigoli della piramide.
Considerando metà parallelepipedo era chiaro che il primo piano ne tagliava via esattamente metà: allora ho iniziato a considerarne un quarto per vedere cosa accadeva tagliando quello che rimaneva con un secondo piano. Inizialmente mi sembrava che il volume risultante dovesse ridursi a ¼ visto che dividevo per due, e per due volte consecutive, il quarto di parallelepipedo che stavo considerando. Poi però mi sono reso conto che non era così: il secondo taglio non divide un volume omogeneo e integro ma una specie di “zeppa” spessa alla base ma che si assottiglia sempre più.
Allora ho iniziato a pensare al problema in maniera più matematica invece che geometrica: mi sono chiesto a quale funzione corrispondesse il piano che tagliava il quarto di parallelepipedo su cui stavo riflettendo. Se avessi avuto questa funzione mi sarebbe bastato applicarla due volte per considerare il reale effetto sul volume originale del quarto di parallelepipedo.
Sono arrivato alla conclusione che si trattasse di una semplice retta che partendo dalla coordinata (0,1) arrivava a (2,0). Ero infatti partito pensando a una piramide concreta di lato pari a 1 e altezza pari a 2: subito dopo mi sono reso conto che potevo generalizzare sostituendo a 1 la base dello “spicchio” della piramide e a 2 la sua altezza...


E qui sono arrivato con i miei ragionamenti mentali…
Ieri sera però, verso le 1:30AM, mi sono deciso a prendere penna e foglio a quadretti per vedere di risolvere la questione. In breve tempo ho riempito una pagina di quadernone “risolvendo” il problema: causa sonno però il risultato non mi sembrava affidabile e mi ero ripromesso di riscrivere il tutto, in bella forma, l’indomani.
Oggi in pochi minuti ho ripercorso la mia soluzione rifacendo poi i calcoli. Ricopio e integro dal mio quadernone (poco più di mezza pagina) questa seconda “dimostrazione”.

Questa la foto dei miei calcoli originali: in rosso la parte scritta a sera (non provate a seguirla: le formule le riuso modificandole con ulteriori calcoli; solo io le capisco e solo sul momento!) in blu quella di stamani. Tenete presente che scrivevo per me e quindi non stavo a correggere i dettagli errati!

Calcolo volume piramide di base quadrata di lato 2L (mi ero reso conto ieri sera che i calcoli con base semplicemente L erano un po’ più complicati perché io consideravo il quarto di parallelepipedo con la stessa base!) e altezza H.
- Ne considero uno “spicchio” che corrisponde a un quarto del parallelepipedo.
(immagine per capirci: la linea blu è H, lo “spicchio” a cui mi riferisco è il parallelepipedo verde di base di lato L)

- Calcolo f(x): ovvero la funzione che “taglia” il volume del parallelepipedo verde.
- Calcolo g(x)=f(x)^2 : cioè applico due volte la funzione f(x) al parallelepipedo verde per considerare l’effetto del taglio causato dai due piani (corrispondenti a due dei lati del corrispondente spicchio di piramide).
- Ora, e questo è forse il passo più difficile, in percentuale quanto volume mi rimane dopo aver applicato i due tagli (ovvero g(x))? Semplicemente il rapporto fra l’integrale di g(x) fra 0 e H e l’area del rettangolo di cui la retta, f(x), ne è la diagonale!

- Calcolo quindi G(x) come integrale di g(x)
- Il rapporto cercato R è quindi: R = G(H)-G(0) fratto LH
- Il volume dello spicchio di piramide sarà quindi R*Volume Parallelepipedo verde, cioè R*L^2*H
- Per ottenere il volume della piramide basterà moltiplicare tale valore per 4 ottenendo quindi 4*R*L^2*H

Facciamo i calcoli:
Per trovare f(x) basta risolvere il sistema della retta (Y=qX+m) che passa per le due coordinate (0, L) e (H, 0).
Cioè:
1- L=q*0+m
2- 0=Hq+m

1- m=L
2- q=-L/H

quindi f(x)= -(L/H)*x + L

quindi g(x)= f(x)^2 = (L^2/H^2)*x^2 + L^2 – 2*(L^2/H)*x

quindi G(x)= integrale di g(x) = ((L^2/H^2)/3)*x^3 + L^2*x – (L^2/H)*x^2

Posso quindi calcolare il rapporto R=(G(H)-G(0))/L^2*H
Ovvero:
G(H)/L*H perché G(0) è uguale a zero.
Cioè:
(((L^2/H^2)/3)*H3 + L^2*H – (L^2/H)*H^2)/L^2*H
semplifico
(L^2*H/3 + L^2*H - L^2*H)/L^2*H
e, “magia”, rimane R = 1/3 !

Il volume della piramide è quindi 4*R*L^2*H = 4/3*L^2*H

Sono andato poi a controllare la formula in rete ed è questa! Anzi è valida per qualsiasi piramide (*1): la formula dice infatti che il Volume è pari alla Base * Altezza / 3. Nel mio caso il lato della base è 2*L quindi la base è 4*L^2…
Il sito che ho trovato spiega che il volume della piramide equivale a quella di un “prisma” (base per altezza) divisa per 3: evidentemente la mia idea di comporre la piramide con altri solidi geometrici non era peregrina anche se non mi è riuscito concludere niente...

Bellino vero? Cioè per un matematico è tutta roba banale questa ma io è la prima volta che applico ragionamenti di questo genere: per me è stato un buono sforzo creativo e ne sono molto soddisfatto…

Ma veniamo all’errore evidenziato da due freccine ← rosse.
Da una parte spiego che R è il rapporto fra l’integrale e l’area del rettangolo L*H (*2) ma poi divido invece per L^2*H semplificando così tutto e ottenendo il corretto 1/3.
Come mai devo dividere per L^2*H e non per L*H?
Non sono sicuro… Ipotizzo che quando calcolo g(x) moltiplicando insieme f(x) per f(x) aggiungo una dimensione: il rapporto per tanto non va calcolato sul rettangolo L*X ma sul parallelepipedo L^2*H. Questo sembra ragionevole ma a questo punto non sono più sicuro di come mai mi basti considerare l’area (quindi due dimensioni) sotto g(x)…
Proverò a chiedere a chi ne sa più di me e vi farò sapere!
Ripensandoci però mi pare logico: anche la semplice f(x) la applico a un volume e comunque la trasformi dovrò continuare ad applicarla a un volume: ma allora perché il semplice integrale G(x)?
Mi chiedo se non debba trattarsi di qualcosa di più “esoterico” come un integrale di tipo diverso… Basta chiederò!

Conclusione: ma perché mi sono messo a calcolare il volume di una piramide? Perché tempo fa cercavo di ricavare una formula per la sommatoria dei primi N quadrati: forse ne riparleremo...

Nota (*1): si in effetti è vero: R non dipende da L e H quindi in generale basta sommare il volume dei quattro parallelepipedi di base diverse mentre nel mio caso basta calcolarne uno e moltiplicare il risultato per 4, ma alla fine è sempre Base*H/3...
Nota (*2): per qualche motivo sul quadernone avevo scritto 2*L*H...

giovedì 30 maggio 2019

CK2: Panarmos (1/??)

Come preannunciato in Propositi maggesi voglio provare a pubblicare una serie basata su una mia partita a “Crusader King 2”. Temo che mi stancherò molto presto ma, siccome per adesso l’idea mi sembra divertente, voglio comunque provarci!

Di cosa si tratta. “Crusader King 2” è un gioco di strategia ambientato nel medioevo in cui si guida una dinastia nel corso dei secoli. Si parte col personaggio (più o meno storico presente alla data scelta d'inizio) proposto dal gioco e, col trascorrere degli anni (di gioco!), quando egli/ella muore si continua a giocare con il relativo legittimo erede (secondo le leggi di successioni vigenti nel nostro territorio). Ogni personaggio è poi definito da una lunga lista di caratteristiche e abilità ed è quindi possibile divertirsi a interpretarne l’ipotetico carattere trasformando così il gioco da puramente strategico a strategico/gioco di ruolo.
Questa è proprio la mia intenzione: cercherò di giocare al meglio forzandomi però a prendere decisioni che rientrano nella logica del personaggio che sto guidando in quel momento.
Fortunatamente “Crusader King 2” è un gioco generoso con gli errori del giocatore e quindi anche una condotta non impeccabile può portare al successo.
Qualche mese fa avevo iniziato una nuova partita proprio con l’idea di pubblicarne poi la cronaca: l’avevo però interrotta a causa si un baco che penalizzava troppo il mio stile di gioco. Proprio ieri la nuova versione ha corretto tale errore e io ho deciso di continuare la vecchia partita anche se c’è qualche piccolo pericolo di compatibilità: ho provato a ricaricare il mio gioco e sembra funzionare, quindi ho deciso di correre il rischio…
Ora non voglio entrare in troppi dettagli tecnici ma li inserirò via via che emergono nella cronaca della partita, fra parentesi [], per spiegare i motivi che mi hanno portato a prendere una certa decisione.
La cronaca, per aiutarmi a immedesimarmi, sarà scritta in prima persona!
Ah! Dimenticavo: “Crusader King 2” è un gioco molto complesso e la sua difficoltà varia in base al potere del personaggio di partenza. Come spiego nella mia Epitome (!) più un potere è forte e più facilmente acquista maggiore forza: e in questo gioco è proprio così: iniziare a giocare come re o imperatore è facile, partire con un duca è già più impegnativo mentre è ancora più difficile giocare con un semplice conte. Fondamentali sono poi i territori che si controllano (oltre alla forza e al numero dei vassalli): un conte con tre territori ha una forza paragonabile a quella di un piccolo duca con un solo territorio e pochi vassalli…
Per questa partita ho deciso di giocare per la prima volta nell’impero bizantino: so che le regole per la successione sono un po’ diverse ed è quindi possibile/probabile che compia degli errori che un giocatore più esperto di me non commetterebbe, pazienza!
Siccome voglio una buona sfida partirò con un conte con un solo territorio: questo significa che tutti i miei vicini avranno una forza paragonabile alla mia se non superiore. La data di partenza (se ne possono scegliere diverse) è quella più antica: il 769…

Il mio personaggio iniziale è quindi:
[il conte Cherouvim Trichares di Palermo, di 21 anni. L’unica sua abilità degna di nota è l’AMMINISTRAZIONE (le altre sono nella norma) inoltre è UMILE, ARBITRARIO, FALSO e LUSSURIOSO (non l’ho scelto io ma è così nella base dati del gioco!).
Siccome non ho eredi se questo personaggio muore il gioco finisce: il mio primo obiettivo sarà quindi quello di sposarmi e cercare di avere qualche figlio preferibilmente maschio.
Per questo motivo imposto il FOCUS del personaggio a SEDUZIONE (oltretutto è già LUSSURIOSO).
Come AMBIZIONE imposto DENARO: avrei potuto scegliere EREDE, che avrebbe incrementato ulteriormente le possibilità di avere figli ma dato che il personaggio è giovane, LUSSURIOSO e ha FOCUS SEDUZIONE non credo che ce ne sia bisogno. In questa maniera dovrei ottenere qualche soldo in più (ho anche molti all’occorrenza).
Decido inoltre di ARRUFIANARE l’imperatore (basileus in realtà) nella speranza che mi regali qualche territorio o titolo (speranza molto piccola!).
Infine prendo subito moglie prima che le migliori mi vengano “rubate”. Scelgo tale Augusta Corvina anche se è una semplice cortigiana perché ha abilità altissime (che in parte ci aiutano a governare meglio) ma soprattutto perché ha il tratto GENIO che, se ereditato dal nostro erede, ci potrebbe aiutare tantissimo; sfortunatamente è anche OMOSESSUALE e questo abbasserà la probabilità di averci dei figli ma, come detto, date le caratteristiche di Cherouvim non credo che ci saranno problemi da questo punto di vista…]

769
Gennaio
– matrimonio con Augusta Corvina.
Febbraio
– partecipo direttamente alla guerra santa dell’imperatore per la conquista dell’Epiro: voglio fargli capire che può contare su di me! [Spero di avere un territorio in regalo da parte dell’imperatore: controllare un ulteriore territorio è la mia seconda priorità dopo avere un erede.]
- varie avventure con cortigiane. [Possibile grazie al FOCUS SEDUZIONE e compatibile col carattere LUSSURIOSO del mio conte: il mio obiettivo è infatti quello di garantirmi un erede, la controindicazione è che se la moglie lo scopre prenderà in forte antipatia il conte con conseguente riduzione della probabilità di avere figli legittimi.]
Settembre
- nasce il bastardo Theodotos. [Affinché sia un erede valido dovrei legittimarlo ma in questa maniera irriterei la moglie. Siccome il mio personaggio è giovane non mi preoccupo: i figli verranno…]
Dicembre
- l’imperatore Costantino V mi ha preso in simpatia! [+46]
770
771
Luglio
- relazione con la moglie di un mio barone. [L’idea è complicata: il castello di Gratteri è nell’unico territorio che controllo e per questo mi piacerebbe impadronirmene. Io sono per adesso l’erede del barone e, se morisse, diventerebbe mio. Sfortunatamente la mia abilità INTRIGO è bassa e il barone molto amato (difficile quindi assassinarlo). Allora ho deciso di sedurne la moglie nella speranza che lui lo scopra e i due inizino a odiarsi diminuendo fortemente la probabilità che abbia eredi legittimi…]
772
Gennaio:
- è nato il mio legittimo erede Pelagios!
Febbraio:
- ho reclutato un’anziana esperte di erbe e guaritrice: non voglio rischiare che mio figlio muoia di malattia.
773
Luglio:
- costruite le mura al nostro castello (Monreale). [Aumentano (di poco) le tasse e diviene un po’ più difficile da conquistare]
774
Marzo:
- Carlo Magno è incoronato imperatore del Sacro Romano Impero. [Accade raramente: di solito la Francia è perennemente lacerata da guerre di successione…]
Maggio:
- Cerco di far capire al mio feudatario, il duca Elpidios, quanto io sia capace e affidabile. [Ho iniziato a pensare che continuare ad ARRUFIANARE l’imperatore non serva ormai a niente: ha già distribuito tutti i titoli e inizia ad avere una certa età (55 anni). Invece il mio duca non mi vede di buon occhio ed è forse più prudente farselo amico…]
Settembre:
- È nata mia figlia Sergia.
775
776
Aprile:
- Spero che l’imperatore si ricordi di me! [il mio duca adesso ha un’opinione accettabile di me mentre è il caso di rimigliorare quella con l’imperatore.]
Maggio:
- Ormai sono sette anni che guido la mia contea e, nonostante la mia abilità, non ho ottenuto reali progressi… [Nuove caratteristiche: INVIDIOSO e GIUSTO]
Settembre:
- Ho bisogno di maggiori risorse per potenziare l’esercito: il popolo può pagare di più! [lo SCOPO DENARO mi permette di estorcere denaro alla popolazione: di solito non lo faccio mai ed ero curioso di scoprire cosa sarebbe successo. Ottengo, oltre al denaro, la caratteristica DEPRESSO]
777
Maggio: Muoio di stress!!
[La mia “solita” sfortuna! È veramente difficile che un personaggio così giovane e in forze muoia di “stress”! Oltretutto adesso mi tocca giocare col piccolo Pelagios di appena 6 anni: in pratica per altri 10 anni non potrò fare molto…
Col senno di poi ho sbagliato strategia: avrei dovuto scegliere come FOCUS FAMIGLIA o DIPLOMAZIA e sposare una donna nobile che mi garantisse degli alleati potenti. In questa maniera avrei probabilmente potuto conquistare uno dei territori confinanti, invece mi sono fatto ingolosire dalla moglie GENIO anche se, quando si è deboli, importa il giusto…]

Conclusione: nella prossima puntata proseguirò con la vita di Pelagios: la situazione è ancora più critica: riuscirò a ottenere un minimo di sicurezza? Il gioco si pianterà a causa della nuova versione?
Lo scopriremo insieme!

mercoledì 29 maggio 2019

Propositi maggesi e info

Oggi scriverò il solito pezzo in cui riassumo, più per me che per i miei lettori, curiosità e idee per i prossimi articoli…

Ho comprato un nuovo calcolatore! Cioè i pezzi: un mio amico ingegnere me lo monterà.
Ovviamente tutto filerà liscio e io ho grande fiducia: stanotte ho sognato che mi diceva di “iniziare a essere un po’ preoccupato per l’assemblaggio” ma non ricordo altri dettagli…
Comunque in questa maniera dovrei ottenere un calcolatore che è 4/5 volte più potente di quelli messi in vendita da Mediaworld a parità di prezzo!
Il vecchio calcolatore è ancora funzionante e quindi il passaggio dal vecchi al nuovo non dovrebbe essere troppo traumatico: però, conoscendomi, può darsi che nei prossimi giorni sarò molto distratto dalla novità…

Mi sono poi riletto la mia tragedia (v. AedE: Scena I Atto I e successivi) e vi ho fatto anche molte piccole modifiche inserendo qualche nuova battuta qua e là. Non ho però intenzione di aggiornare quanto pubblicato: magari nei prossimi giorni pubblicherò un collegamento al nuovo PDF…

L’attività sulla tragedia mi ha tenuto impegnato e distratto dall’Epitome: oramai mi tratterrò fino a giugno prima di iniziare la nuova versione che, probabilmente, sarà la 1.3.0 a causa della quantità di nuovo materiale.

Ma veniamo ai pezzi che vorrei scrivere…

1. Voglio aggiornare la mia posizione sui vaccini. In passato scrissi i pezzi Sigarette e vaccini (2014) e Il vero pericoli dei vaccini (2015) oltre a un pezzo sulle allergie che, all’epoca, non avevo collegato a essi: Cartello di segnalazione pericolo. A febbraio ho poi visto un video molto interessante (non pubblico adesso il collegamento perché lo devo ricercare) e nel frattempo è comunque passata molta acqua sotto il ponte: in particolare si sono verificate delle tendenze decisamente allarmanti (oltretutto pienamente compatibili con quanto previsto nella Epitome).
Insomma, data la tematica, un pezzo molto impegnativo…

2. A campionato finalmente finito voglio fare il punto sulle mie previsioni di inizio stagione: vedere cosa aveva “indovinato” e cosa sbagliato. Ma soprattutto, da buon scacchista, mi piace analizzare i miei errori per capirne il motivo. Credo che verrà fuori un pezzo interessante anche per i non appassionati di calcio. E poi sarà un pezzo, almeno per me, divertente da scrivere!

3. Da ormai molti anni ho voglia di scrivere una serie che descriva una mia partita a “Crusader King 2” (*1). Altre volte avevo già iniziato qualcosa del genere (non ho voglia di ricercare tali pezzi, di per sé non troppo interessanti) ma poi non l’avevo portata avanti: avevo fatto una cronaca troppo dettagliata delle mie decisioni col risultato di perderci troppo tempo e annoiarmi…
Stavolta l’idea è di giocare una partita in modalità “gioco di ruolo” ovvero non scegliendo le opzioni più efficaci ma cercando di basarmi sulla “personalità” del personaggio che di volta in volta mi troverò a controllare.
Di per sé questo pezzo dovrebbe essere divertente: è molto limitante il giocare dovendo prendere appunti e poi rimetterli in bella forma per poterli pubblicare.
Probabilmente ci proverò: farò un 2/3 puntate e poi lascerò perdere…

4. Una pubblicità da qualche tempo trasmessa su Sky sarebbe lo spunto per un “corto” molto “denso”: ma ormai mi conosco e so già che inevitabilmente scriverei troppo e quindi stavolta partirò senza cercare di essere sintetico per poi magari integrare quanto già scritto con nuove idee.
Ora non voglio anticipare niente: ma si tratta di una pubblicità che mi irrita e quindi scriverci un pezzo esacerberà tale sensazione…

Conclusione: con questo pezzo dovrei ricordarmi cosa scrivere nei prossimi giorni: il problema è che poi mi dimentico comunque di essermi annotato gli spunti qui sul ghiribizzo!

Nota (*1): “Crusader King 2” è un gioco dove si guida una dinastia e con una fortissima caratterizzazione dei personaggi coinvolti (che formano famiglie, hanno rivalità, amicizie, nemici; possono far parte di varie organizzazioni, si ammalano, guariscono, possono scrivere opere letterarie o inventare nuove armi...). Vincere giocando al meglio è banale: riuscirci adeguando le proprie scelte a quella della “psicologia” del personaggio controllato dovrebbe essere più divertente!

martedì 28 maggio 2019

Europee a calduccino

Prima delle elezioni avrei voluto scrivere un pezzo politico ma me ne è mancata la giusta ispirazione. Più o meno credo che comunque il mio pensiero emerga dagli articoli scritti negli ultimi mesi/anni: il problema principale dell’Italia è economico → l’EU ci costringe a una politica finanziaria che stronca l’economia del paese: ovviamente tutto a maggior danno delle classi più povere. Tutti questi anni di inutile e dannosa austerità hanno ampiamente dimostrato che questa non è una medicina amara ma un veleno → si dovrebbe votare per una forza che abbia ben chiaro questo concetto e che vi si opponga…

Ma ormai le elezioni sono passate e ognuno ha votato (o si è astenuto) come riteneva meglio…

Volevo quindi cercare di fare una valutazione dei risultati. Trattandosi di elezioni europee le si dovrebbe considerare da una prospettiva europea ma, da questo punto di vista, le mie conoscenze al riguardo sono piuttosto scarse e ho potuto individuare solo qualche tendenza.
I partiti contro QUESTA Europa tacciati negativamente come sovranismi/populismi sono comunque, nonostante la forte propaganda contraria dei media, in forte crescita; certo ancora sono minoritari ma c’è la speranza che gli elettori inizino a rendersi conto dell’inganno rappresentato da questa EU. Paradossalmente molte di queste forse sono dette di destra ma in realtà sono proprio queste che hanno l’obiettivo di difendere i più deboli mentre la cosiddetta “sinistra” rappresenta gli interessi delle grande istituzioni finanziarie e delle multinazionali.
L’altra tendenza è l’effetto Greta: un vero e proprio esperimento sociale costruito a tavolino che, come avevo previsto (v. I gretini), è stato prontamente convertito in consenso politico: 1. per togliere voti ai populismi/sovranismi; 2. per creare partiti “civetta” che faranno da stampella a quelli tradizionali.
Ovviamente questi partiti “verdi” (nonostante le buone intenzioni dei loro elettori) finiranno comunque per appoggiare o comunque non osteggiare una politica che danneggerà l’ambiente (*1)!
In Italia il giochino non ha funzionato ma in altri paesi, specialmente in Germania, ha avuto successo.

Ma veniamo all’Italia…
Non ho le idee chiarissime (dopotutto questo è un commento a “calduccino”!) e mi limiterò quindi a buttare giù delle considerazioni via via che mi vengono in mente.

- Nelle ultime settimane vari esponenti del M5S hanno attaccato la Lega. Credo che lo scopo fosse quello di rimarcare e valorizzare le proprie differenze dall’alleato di governo: in realtà la manovra è stata rozza e strumentalizzata dai media (contro sia M5S che Lega) e credo che abbia tolto voti a entrambe le forze. Ci sarebbe da chiedersi se questa iniziativa sia partita dal M5S-Grillo/Casaleggio o M5S/Di Maio: non ho informazioni per poterlo stabilire.
- Salvini si sta dimostrando un politico di una spanna superiore a tutti gli altri. Con appena il 17% (mi pare!) dei voti alle nazionali è riuscito a orientare fortemente l’operato del governo dando prova di un attivismo incredibile. Con un’altra guida politica “normale” la Lega avrebbe forse guadagnato un 3% invece di raddoppiare i propri voti.
- Contemporaneamente Di Maio non è il politico incapace e impreparato che viene dipinto: come detto si è trovato a confrontarsi con un politico molto più abile della media. Sui motivi del calo dei consensi del M5S scriverò a parte: voglio però premettere che probabilmente, è una mia ipotesi, alcune delle decisioni più sciagurate sono state imposte da Grillo/Casaleggio.
- Sorprendente il recupero del PD: non so bene come interpretarlo, credo che in parte dipenda dalla campagna concentrica contro il governo da parte dei media e delle istituzioni europee: alla fine chi voleva votare contro questo governo non aveva altre alternative credibili. Credo che questo spieghi anche l’insuccesso dei vari partitini di sinistra che non hanno infatti superato la soglia di sbarramento.
- Continua (fortunatamente) l’evaporazione di Forza Italia. Irrilevante, se isolata, Fratelli d’Italia.

I motivi del calo del M5S sono molteplici, qui di seguito provo a elencare quelli che mi vengono in mente:
- Parte dei voti sono stati fagocitati da Salvini (che ha preso anche da Forza Italia).
- Aspettative deluse: in particolare alcuni ministri (che io ipotizzo in forza al M5S-Grillo/Casaleggio) sembrano andare per conto proprio. Un esempio per tutti è la Grillo: in campagna elettorale si era schierata contro i vaccini e, una volta ottenuta la poltrona di ministro della sanità, è andata in direzione opposta. Andate a spiegare il perché a chi aveva votato M5S perché contro l’operato della Lorenzin!
- Manca una figura di riferimento chiara e univoca: chi comanda nel M5S? Di Maio? Grillo? Casaleggio? Conte? Altri esponenti? Questa frammentazione rende poco chiara la linea politica. Il contrario è avvenuto nella Lega che si identifica con Salvini.
- In tutte le elezioni NON nazionali il M5S perde consenso: il motivo è dato dai suoi candidati spesso sconosciuti che non attirano l’elettore indeciso e incerto.
- I ministri del M5S-Grillo/Casaleggio hanno silenziosamente remato contro l’immagine del M5S al governo: gli elettori pentastellati probabilmente si aspettavano, ad esempio, posizioni più nette contro gli sprechi degli F-35 o di qualche grande opera (inutile). Questo "nulla" ha prodotto delusione.

Cosa cambierà da adesso per il governo?
Io credo ben poco: l’aumento di peso della Lega è puramente ipotetico e la minaccia di elezioni anticipate non è credibile. Solo la Lega avrebbe da guadagnarci: l’unica possibilità sarebbe quella di proporre a Forza Italia e Fratelli d’Italia di presentarsi come alleanza di centro destra e, quindi, di non votare la fiducia a eventuali governi “tecnici” del presidente…
Di conseguenza credo che si andrà avanti come, tutto sommato positivamente, fatto fino ad adesso.
Spero che Di Maio capisca che le liti interne, il lavare i panni sporchi in pubblico, fanno male a entrambi: come detto però non credo che l’insofferenza delle ultime settimane fosse completamente una sua idea…

Conclusione: vedremo come si riorganizzerà la EU. In teoria le vecchie maggioranze hanno resistito e quindi temo la solita Europa dell’austerità, ovvero a favore dei ricchi e contro i poveri, i diritti, la libertà e l’ambiente (nonostante i gretini). La speranza è che le tendenze in atto, la sfiducia crescente in questo tipo di Europa, riescano almeno a portare a qualche compromesso positivo.

Nota (*1): questo lo verificheremo: mi aspetto che ottengano dei “contentini” per gli elettori ma che nella sostanza vadano nella direzione opposta...

sabato 25 maggio 2019

Brusco risveglio

Al mattino, con gli occhini ancora cisposi, cerco di fare attività rilassanti al calcolatore: rispondere alle email, magari scorrere FB e Twitter, etc…
Oggi però ho avuto un “brusco risveglio”: ho trovato un utile cinguettio che rimandava alla seguente pagina: Shadowban.eu (leggetene poi anche la FAQ perché è concisa ma chiarissima)

Provatela, ad esempio, inserendo come nome utente “albertobagnai” (scritto tutto di seguito) e, “sorpresa” (ne avevo già scritto in Censura umbratile), risulta affetto da “censura umbratile”…

Conclusione: e Twitter sarebbe la rete sociale più libera rispetto a FB! Ma del resto il pallido CEO di FB collabora con “certi” politici in Europa: v. Macron and Zuckerberg meet in Paris, as France urges Facebook to tackle hate speech, extremism (*1)

Nota (*1): ovviamente “hate speech” ed “extremism” vanno letti con “opposizioni” o, meglio, con pensiero non allineato a quello delle élite dominanti europee di cui Macron è un baldo rappresentante.

Spunto - 25/5/2019
Leggevo: «Siamo non solo a corto di idee, ma persino di emozioni. Deboli fantasie si formano nella nostra mente, e nessun fiato le agita, le gonfia, le fa vivere. Ci stiamo abituando a tutto.» da La solitudine del satiro di Ennio Flaiano (p. 207), (E.) Adelphi, 1996.

Mio commento a margine: «Chi prova emozioni profonde e crede in alti ideali prima o poi si rende conto che per la maggior parte delle persone non è così: vanno avanti automaticamente, segretamente felici di non avere scelta, di non dover cioè prendersi la responsabilità di una scelta che vada contro il comune sentire. La pecora vuole fare parte del gregge.» (*1)

Questa riflessione nasce dalla constatazione che anch’io provo la stessa sensazione di Flaiano: questo mi ha portato a concludere che non si tratti di particolare fasi storiche della società ma che piuttosto dipenda da come la società è vista dall’autore. L’autore la percepisce arida e indifferente perché la confronta con se stesso (*2), col proprio mondo interiore.
Il mio passaggio successivo è quello di comprendere che l’uomo comune, al di là dei proclami, è felice della propria condizione: provare forti emozioni e credere in alti ideali imporrebbe poi di agire di conseguenza andando spesso contro ciò che la società ritiene (talvolta ipocritamente) accettabile. Ma alla fine la maggior parte delle persone preferiscono il quieto vivere al battersi per ciò che onestamente riterrebbero giusto. Ecco che c’è quindi un’autocensura dei pensieri, il pervicace rifiuto a priori di idee che porterebbero a prese di coscienza che invece si preferisce evitare...

Nota (*1): chiaramente scrivevo per me: per questo la grammatica è traballante e il senso complessivo, forse, un po’ oscuro.
Nota (*2): Flaiano scrive “noi” ma sono sicuro che si tratta di un espediente per avvicinarsi al lettore. Insomma se avesse scritto “Voi siete non solo a corto di idee, ma persino di emozioni. Etc...” ne avrebbe urtato la sensibilità!

Ripreso - 2/6/2019
Oggi ho pigramente ripreso la stesura della nuova versione dell’Epitome che, se riesco a inserire tutto ciò che ho in mente, dovrebbe divenire la versione 1.3.0…
Non mi dilungo oltre perché ho già abbastanza da scrivere… e avrei anche da andare a tagliare l’erba in giardino!

Novo calcolatore - 3/6/2019
Da venerdì mattina ho il nuovo calcolatore: l’ha montato da zero giovedì sera un amico col mio aiuto (illuminavo con una torcia).
Adesso sono in quella fase dove sto sistemandomi l’ambiente così come sono abituato: ad esempio adesso mi accorgo di non avere le macro per il grassetto e l’italico in HTML (così come mi mancano le virgolette, il simbolo del grado, l’istruzione per creare collegamenti e forse altro che non ricordo).
Ancora non ho sperimentato la maggiore potenza: me ne accorgerò (spero!) quando mi ricostruirò l’ambiente per lavorare con le reti neurali. Credo in settimana…
Certo i caricamenti con l’SSD sono decisamente più rapidi anche se, certo, non sarebbe valsa la pena cambiare calcolatore solo per questo!

Bufale e verità - 4/6/2019
La EU è sempre impegnatissima a dare la caccia alle vacche sacre (le bufale vere e presunte) ma riguardo la verità e chi l’ha veramente difesa non spreca una parola.
Vedi Lo attesta l'Onu. Contro Assange applicate chiare forme di "tortura psicologica" da LantiDiplomatico.it

venerdì 24 maggio 2019

Scarpe nuove

Da circa Natale avevo deciso di comprarmi delle scarpe nuove perché quelle che indosso quotidianamente stavano letteralmente andando a pezzi: scarpe da corsa Asics con la suola staccata dalla tomaia e la punta di gomma distrutta (entrambe le scarpe nello stesso stato).

Finalmente ieri, dopo appena 5 mesi, sono andato a comprarmi le scarpe nuove! Ho scelto un grande negozio dove una commessa mi ha spiegato che potevo prendere da me le scarpe e provarle su una delle tante poltrone nel mezzo della sala. Così ho scelto un paio di scarpe sportive ma non da ginnastica, mi sono tolto la scarpa destra e ho provato la prima candidata: troppo larga…
Ho rimesso via la scarpa nuova nella confezione e, con un piede scalzo, sono andato zoppicando a scegliere delle altre scarpe da provare: tornando verso la poltrona ho visto un signore che fissava disgustato la mia vecchia scarpa, rimasta abbandonata sul pavimento, come se fosse un topo morto.
Allora gli ho detto scherzosamente sorridendogli: “Mi dispiace ma questo modello non è in vendita, è mia!”. Lui però non deve aver apprezzato l’umorismo, mi ha guardato dall’alto in basso e si è allontanato borbottando qualcosa.

Da quel momento in poi ho iniziato a indossare la scarpa vecchia (senza allacciarla) quando dovevo spostarmi per il negozio: non è che avessi iniziato a sentirmi in imbarazzo a girovagare con un piede scalzo e l’altro no, ma mi era invece venuta la paura che qualcuno mi buttasse via la mia vecchia scarpa!

Uhm… volevo pubblicare un corto ma ho sforato di troppo: vabbè, salta così il pezzo più impegnativo che avevo pensato di scrivere sulla censura (di nuovo), stavolta targata AgCom anche se, come al solito, il mandante più o meno segreto è la EU (grazie…).
Rimando volentieri perché questo tipo di pezzi mi irritano: rimango infatti con la frustrante sensazione che i miei appelli cadano nel vuoto; che prevalga il disinteresse generale su quella che è invece LA questione fondamentale dell’Italia e dell’Europa, ancor più di quella economica: la libertà…

Conclusione: inutile che mi dilunghi oltre: cercherò di scrivere tale pezzo domani...

giovedì 23 maggio 2019

Confusione e perplessità

Ok, di che stiamo parlando?
Voi non potete saperlo perché ancora non l'ho scritto ma la domanda riflette la mia confusione...

Da una parte osservo, mi pare abbastanza oggettivamente, quello che accade intorno a me e di cui l'Epitome è la mia sintesi: da un'altra vengo stordito dal ribaltamento della realtà, una specie di mondo parallelo, che i media ci propongono.

Provate a seguirmi nel seguente ragionamento...

Articolo: Ue, portavoce Commissione: “Ondata di fake news tossica e narrativa dell’odio che prende di mira l’Europa” da IlFattoQuotidiano.it

La UE si lamenta che, sotto elezioni, si moltiplicano i messaggi sulle reti sociali (e non solo) contro di essa, ovvero le “fake news” e la “narrativa dell'odio”.
Ma è forse una bufala la notizia dell'aumento della mortalità infantile in Grecia GRAZIE ai tagli imposti dalla UE?
Vedi Grecia, strage degli innocenti: +43% di mortalità infantile dopo i tagli alla sanità di Andrea Tarquini su Repubblica.it
Oppure
Fubini:”In Grecia morti 700 neonati in più per la crisi. Ma ho nascosto la notizia” da SecolodItalia.it (*1)
E avrei potuto fare moltissimi altri esempi...

E allora qual è la risposta della EU? Ovvio: ricorrere alla censura!
Da mesi se non anni mi lamentavo per le pericolose ipotesi che sentivo ventilare e alla fine, nell'indifferenza generale, iniziano a essere messe in atto: ecco infatti che FB chiude ben 77 pagine di cui 23 in Italia...

Ma siamo sicuri che si trattasse di siti che diffondevano bufale o fomentavano l'odio?
A oggi non è dato sapere: la trasparenza è zero!
A me sarebbe piaciuto conoscere (e se i media “autorevoli” fossero in buona fede per primi avrebbero dovuto scoprirlo) quali sono stati esattamente i siti chiusi (*3) e per quale ragioni: mi sembrerebbe il minimo, no?
Eppure a me tale lista non è riuscita trovarla: anche se avessi fiducia nella UE o in FB (e non la ho) sarei molto preoccupato perché la censura è sempre sbagliata: vi risparmio il solito collegamento al mio pezzo su Saggio sulla libertà di Mill (*2).

Ma del resto questa lista di proscrizione è stata presentata a FB da Avaaz: organizzazione sicuramente indipendente e imparziale quindi senza alcun bisogno di fornire criteri di censura o qualsiasi altra documentazione. Dopotutto (v. Avaaz.org su Wikipedia) fra i “cospicui finanziatori” di questa organizzazione vi è il milardario e noto filantropo George Soros: Usa, le mail trafugate a George Soros finiscono online: “È architetto di ogni colpo di Stato degli ultimi 25 anni” (da IlFattoQuotidiano.it)...

Capite quindi la mia confusione: chi nasconde la verità dice invece di difenderla e fa passare la censura, arbitraria e senza alcuna trasparenza, come fosse normale e legittima. Per non parlare dei presunti “fascisti” che secondo i “democratici” andrebbero zittiti e non fatti votare perché, in fin dei conti, non la pensano come loro ed ergo sbagliano.

Conclusione: in questa mia confusione e perplessità ho comunque una certezza: domenica voterò contro questa Europa che ha tradito le speranze degli europei (anche di quelli che ancora non se ne rendono conto!) e consiglio a tutti di fare altrettanto: votate quindi Lega o M5S o anche il comunista Marco Rizzo ma votate contro questa EU antidemocratica e tossica...

Nota (*1): per chi non lo sapesse Fubini è il vicedirettore del Corriere della Sera, un giornale che, paradossalmente, è ritenuto autorevole, ovvero affidabile e che quindi dovrebbe raccontare la verità e non nasconderla. Domanda per i miei lettori: non scrivere un fatto importante e significativo non è forse comparabile a pubblicare una bufala? Rimando a Abbasso le bugie bianche per qualche spunto morale interessante...
Nota (*2): e invece eccolo qui: Libertà d'opinione (2/2)
Nota (*3): in verità giorni fa mi era sembrato di leggere su Twitter che una delle 23 pagine di FB chiuse fosse quella di “Arsenale K”: un sito di satira di destra. Onestamente non particolarmente divertente a causa del costante sforzo di voler essere di parte ma questo è irrilevante: un sito di satira non si censura mai!
Comunque prendete questa mia nota con beneficio di inventario: non ho ritrovato i cinguetti che ne parlavano e quindi non posso verificare la notizia... (io, per quanto posso e sono capace, cerco di farlo...)

mercoledì 22 maggio 2019

Su l’ultima stagione del Trono di Spade

ATTENZIONE SCIUPATRAMA QUI DI SEGUITO!!

Ieri ho visto l’ultima puntata dell’ultima stagione… bo… bah… bleh…

Alla fine abbiamo avuto l’anticlimax che tanto temevo (v. anche Tronata di spade? e i corti TdS 4° puntata e Altre due piccole intuizioni): dopo la “grigliata” della penultima puntata, dove oltre alla battaglia di Approdo del Re si chiudevano (a mio avviso piuttosto debolmente) varie storie (Jaime e Cersei, La “Montagna” e il “Mastino”, la vendetta di Arya Stark, Euron Grevjoy che decide di farsi ammazzare…) l’aspettativa era molto alta.
Invece l’ultima puntata ruota tutta sull’uccisione di Daenerys da parte di Jon, poi succede poco altro se non la poco convincente elezione a re dei “Sei regni” di Brandon Stark…

Sono convinto che la ragione principale per queste due ultime stagioni sotto tono sia stata l’alto costo della serie e la voglia matta di comprimerne i costi da parte dei produttori. Questo ha ridotto le puntate all’osso e, di conseguenza, ha portato a una semplificazione estrema della sceneggiatura.
Sono convinto che il finale di Martin (sempre che riesca a concludere la saga!) sarà molto migliore e molto diverso…

Basare l’ultima puntata sul conflitto fra Daenerys e Jon non mi è parsa una decisione di per sé sbagliata ma mi pare più un finale adatto a un libro, dove è possibile analizzare in profondità la psicologia dei personaggi, piuttosto che per una serie televisiva dove invece deve predominare l’immagine e l’azione.

Rimango dell’idea che il mio “suggerimento” era migliore: risolvere il conflitto fra Daenerys e Jon nella penultima puntata, con la “prova del fuoco” (vedi poi), e raggiungere il climax, con la battaglia di Approdo del Re nell’ultima.

Non sarebbe stato bella una penultima puntata come la seguente?
All’apice del crescendo della puntata, con i vari personaggi che si schierano chi per Daenerys chi per Jon, si arriva al confronto fra i due; Jon getta la spada perché non vuole combatterla, lei con le lacrime agli occhi ordina a Drogon di bruciare Jon, il drago esita e si gira verso di lei stupito dall’ordine; tutti si fermano a osservare la scena; lei lo ripete urlando; tutti trattengono il fiato; poi Drogon sputa le sue fiamme che avvolgono Jon, lo fanno cadere e lo nascondono; carrellata sui vari personaggi che si disperano; poi quando tutto sembra finito e i sostenitori di Jon hanno gettato la spugna demoralizzati ecco che dalle fiamme una figura si rialza incolume; Jon, sopravvissuto alle fiamme di drago, è riconosciuto vero figlio di Rhaegar Targarian; tutti l’acclamano e anche Daenerys, che si è subito pentita di averlo ucciso, cede all’evidenza che lui ha più diritto di lei al trono in quanto figlio legittimo del fratello maggiore (parentela a cui “nel fondo del cuore non credeva veramente”) e lo riconosce come re…

Poi avremmo avuto l’ultima puntata con la battaglia finale.
Qui avrei cambiato:
- Uno scontro finale decente fra la “Montagna” e il “Mastino” (quello effettivamente girato sembrava un incontro di wrestling: altrettanto inverosimile).
- Uno scontro finale fra Cersei, Jamie e Arya: con possibilità innumerevoli. (Ad esempio: Jamie duella con Aerys ma non è alla sua altezza; lei non lo vuole uccidere e non affonda il colpo mortale; alla fine Jamie è disarmato e quando Arya sta per colpirlo Cersei si sacrifica per il fratello facendogli scudo col proprio corpo; frase a effetto di Cersei morente; Jamie piange e Arya se ne va anche lei triste sentendosi in colpa...)
- Drogon (il drago) mortalmente ferito precipita sulla torre della fortezza facendola crollare (riferimento “colto” ad Ancalagon il Nero).
- Euron scappa e viene sconfitto dalla nipote Asha (mi pare si chiami così...)
Tutti i “cattivi” vengono raggiunti e puniti e, sul finale della puntata/serie, con Daenerys triste per essere rimasta senza draghi (“I Targaryan senza draghi sono destinati al declino” sospira), si scoprono le uova nella pancia del defunto Drogon (magari il saggio Sam Tarly ci fa sapere "certo che era una femmina! Storia dei draghi di Westeros, spiega chiaramente che le femmine di drago sono più grandi dei maschi!"); risa e lacrime di gioia di Daenerys con Jon che sorride benevolo.

Ah… e poi c’è il capitolo sugli Estranei e Brandon Stark… Anche qui possibilità innumerevoli: non volendo spiegare nel dettaglio storia e motivazioni degli estranei a me sarebbe piaciuto anche un finale in sospeso. Ad esempio con Brandon che si fa accompagnare nel profondo nord, fino a una fortezza lontana nel ghiaccio che, evidentemente, era il rifugio degli Estranei. Magari ce ne sono altri addormentati o magari, per un attimo, si vede un baluginio azzurro negli occhi di Brandon…
Come detto le possibilità erano molteplici...

Conclusione: bella serie ma ultime stagioni deludenti... Io però confido in Martin!

sabato 18 maggio 2019

Teorema di Viviani

Premessa:
Lo scorso martedì mi sono imbattuto nel seguente cinguettio: Teorema di Viviani.
Tale teorema mi ha colpito per più motivi: innanzi tutto era carina la “dimostrazione animata” (troppo veloce per comprenderla ma convincente!), poi la sua tesi era elegante (“la somma delle altezze di un punto all’interno di un triangolo equilatero è uguale all’altezza di questo”) e infine perché “Viviani” era il cognome di mia mamma.
A sera ho spedito questo cinguettio a mio cugino (un altro Viviani) congratulandomi con lui; il giorno dopo devo averci pensato distrattamente in auto mentre andavo dal dentista: difficile quantificare per quanto ma direi per un tempo dell’ordine dei 20 minuti (senza concludere niente)…
Ieri, giovedì, ho poi chiesto a mio padre se sapeva questo teorema: mi ha risposto di no ma almeno conosceva il suo autore: non mio cugino ma un allievo di Galilei (secondo mio padre: non ho verificato!).

Stanotte, verso le 4:00, mi sono svegliato e, per qualche motivo, mi è tornato in mente detto teorema. Mi è così venuta la balzana idea, per divertirmi, di cercare di dimostrarlo al buio, ragionandoci a mente (io di solito ragione bene matematicamente solo se armato di biro e di foglio a quadretti).
La “balzanità” dell’idea non sta nel tentare di dimostrare un teorema altrui ma nel farlo di notte: infatti quando penso a problemi matematici finisco per svegliarmi del tutto, è automatico.

Intuitivamente la prima cosa che mi è venuta in mente è stato di iniziare ad applicare il teorema di Pitagora a tutti i triangolini che potevo costruire all’interno del triangolo equilatero: però di notte l’idea non mi attirava. Ero sicuro che mi sarei presto confuso perdendo solo tempo. Ma avevo anche la sensazione che dovesse esserci una dimostrazione più elegante, che non necessitasse del teorema di Pitagora.

Per farla breve dopo 10 minuti di vicoli cechi ho avuto una prima buona intuizione, dopo altri cinque una seconda e subito dopo quella conclusiva. Ho riverificato il tutto (sempre mentalmente) e dopo un tempo totale di 20-25 minuti avevo trovato un’elegante dimostrazione al teorema di Viviani! Sfortunatamente poi sono rimasto sveglio fino alle 6:00 a rimuginarci sopra, a limare la dimostrazione e a decidere come esporla qui sul ghiribizzo!

La mia dimostrazione si basa su un semplice lemma che però viene applicato due volte nella stessa dimostrazione: da qui quella che a me pare eleganza matematica…

Lemma 1
In un triangolo equilatero di lati A, B e C la somma delle distanze, dette hPA, hPB e hPC, di un punto P al suo interno è pari all’altezza H dello stesso triangolo equilatero SE E SOLO SE dato il triangolo equilatero ottenuto tracciando la parallela passante dal punto P e parallela a uno dei lati si ha che la somma delle distanze del punto P, che ora giace su un lato (A”) del nuovo triangolo equilatero, dagli altri due lati sia pari all’altezza (H”) del nuovo triangolo equilatero (ovvero hPB” e hPC”).


La dimostrazione in entrambi i sensi è molto semplice mostrando che hPA è uguale a h” per costruzione. Se ho voglia/tempo dopo aggiungerò anche questi passaggi.

Passo 1
A un qualunque triangolo equilatero con un punto P al suo interno possiamo quindi applicare il Lemma 1.

Passo 2
Ma il nuovo triangolo è ancora equilatero (per costruzione) e il punto P, sebbene giaccia su un lato, è ancora al suo interno.
Possiamo quindi ruotare di 120° questo triangolo e riapplicare a esso il Lemma 1!

Adesso però il punto P si trova esattamente al vertice del “nuovissimo” triangolo equilatero ottenuto: in questo caso possiamo verificare che hPA è pari a zero (perché il punto P è proprio sull’intersezione dei lati A e B”) mentre la distanza hPC” e pari esattamente all’altezza (H”) del “nuovissimo” triangolo visto che esso è equilatero.
Per il Lemma 1 allora, visto che il membro destro è verificato, allora lo è anche il sinistro.
Ma il membro sinistro del lemma 1 applicato al passo 2 corrisponde al membro destro del passo 1: questo significa che anche il membro sinistro di esso è sempre verificato! CVD!!

[Nella figura ho adattato il membro destro del lemma 1 alla rotazione di 120°!]

Conclusione: come ulteriore divertimento vi propongo un problema logico, forse banale:
Com’è possibile che il cugino di KGB abbia cognome “Viviani” se:
1. La mamma di KGB ha cognome “Viviani”.
2. Il padre di KGB NON ha cognome “Viviani” né ha sorelle.
3. La mamma di KGB non ha fratelli.

venerdì 17 maggio 2019

Poco fumo e poco arrosto

Prendo lo spunto dalle parole di un amico recentemente rincontrato per riflettere su questo mio ghiribizzo: dubito che questa parabola sarà particolarmente interessante ma metterci il marcatore “Peso” mi parrebbe eccessivo: il lettore lo tenga presente e valuti di conseguenza se continuare o no questa lettura!

Lo scorso venerdì, dopo anni di appostamenti, pedinamenti, missioni in incognito, telefonate anonime, microspie e sotterfugi vari, sono finalmente riuscito a incontrare per una pizza il compagno di banco del liceo di cui ho più volte scritto su questo ghiribizzo (v. Grande lezione, Delaware e un altro paio di pezzi in cui vi accenno e basta).

L’ho trovato fisicamente molto in forma, con più idiosincrasie di quanto ricordassi, di umore volubile, pronto alla risata, spiritoso, di piacevolissima compagnia e, sicuramente, ricco di idee interessanti.

Mi voglio soffermare sul “ricco di idee interessanti” perché questa frase, pur nella sua vaghezza e indeterminazione, è proprio ciò che meglio lo caratterizza. Ecco, avrei potuto anche equivalentemente scrivere “ricco di dee fuori dal coro”.
Di lavoro fa lo sceneggiatore di fumetti e, quindi, si può dire che vive della sua fantasia e creatività: io ovviamente ne ero affascinato perché ha percorso una strada non molto battuta, che parla di contrasti e difficoltà, ma che alla fine è stata ripagata da un meritato successo.
Riguardo la propria creatività mi ha espresso una considerazione molto interessante: dopo i primi anni di lavoro in questo settore ha acquistato sufficiente “tecnica” da risolvere facilmente le inevitabili complicazioni della sceneggiatura riuscendo a sopperire alla fantasia/creatività. Non credo che me l’abbia detto per modestia: è un tipo razionale e sincero che dice ciò che pensa senza farsi troppi scrupoli.
Penso però che, in questo caso, faccia un piccolo torto a se stesso: credo che, dopo anni di lavoro, la fantasia e creatività, necessarie per smussare gli spigoli di una trama, siano diventate inconsce nel suo modo di affrontare e risolvere un problema. Cioè mentre prima si doveva lambiccare il cervello ragionando sui pro e i contro di ogni possibile alternativa, magari fino a quando non aveva un’improvvisa illuminazione, adesso riesce a canalizzare automaticamente la propria fantasia in quella che lui chiama tecnica. Insomma usa la propria creatività senza nemmeno rendersene più conto!
Ma ovviamente questa è una mia ipotesi: magari alla prossima occasione gliene parlerò per avere il suo parere…

Come sempre (poveretto!) durante la cena non ho resistito a fargli vedere il mio ghiribizzo sul telefonino: curiosamente (ma in effetti dato il suo lavoro non poi troppo) è rimasto abbastanza colpito dai disegnini della mia legenda e li ha studiati con più attenzione di quanto mi aspettassi.
Alla fine ha lanciato un’osservazione che mi ha molto colpito (un altro esempio del suo essere “ricco di idee interessanti”). Semplicemente mi ha detto (la frase seguente è una mia riformulazione del suo pensiero) che per apprezzare le mie vignette si deve conoscermi altrimenti si rischia di considerarle con superficialità, magari giudicandole banali e infantili, senza apprezzarle pienamente.
Per sicurezza nei giorni seguenti gli ho chiesto di rispiegarmi quale fosse la sua idea e mi ha confermato che era proprio questa che ho appena esposto.
Non so: è un concetto che per qualche motivo mi turba non poco. Credo ci possa essere qualcosa di profondamente vero, che magari non si applica a tutti ma ad alcuni, magari molti, sì.
Incidentalmente credo che questa sua affermazione sia un esempio della sua intuizione divenuta inconscia: lui ha guardato le mie vignette leggendone con attenzione la descrizione e poi, apparentemente senza averci riflettuto sopra, mi ha dato la sua “diagnosi”.

Ma perché mi preoccupo così tanto che le mie vignette possano non essere pienamente comprese?
Il motivo è che lo stesso identico ragionamento, valido per i miei disegni, si potrebbe applicare al contenuto di tutti i miei pezzi! Mi chiedo infatti se anche per seguire i miei ragionamenti sia necessaria la conoscenza del mio modo di pensare ed essere…
Non so, non saprei: io spero di no, mi sforzo infatti di essere particolarmente chiaro nell’esposizione delle mie idee e cerco di tenere a bada il mio senso dell’umorismo che potrebbe confondere i lettori; proprio per essere più chiaro scrissi la prima versione dell’Epitome: per avere un punto unico a cui rimandare il lettore invece di una giungla di collegamenti a vecchi pezzi…
Eppure adesso questo dubbio mi è entrato in testa…
Ma, credo, la parola chiave è “umorismo”!
Il mio umorismo è in effetti non banale: direi che, in genere (*1), ha una doppia natura ed è allo stesso tempo apparentemente infantile ma con dei risvolti più profondi; ci aggiungo poi riferimenti talvolta criptici (quando non esoterici) e ripongo molta attenzione ai dettagli, spesso caricandoli di significato, tali talvolta (*1) da cambiare il senso del tutto.
Ecco, in questo caso una lettura superficiale potrebbe rischiare di fermarsi allo strato infantile senza cogliere ciò che richiederebbe più attenzione.
Mi pare plausibile.
Nei miei pezzi invece evito volutamente di inserirvi il mio umorismo (sempre che non abbiano il marcatore “Faceto” o “Pillola”) e cerco di scandire chiaramente il percorso logico della mia riflessione. Ecco, magari resta sempre il pericolo dei piccoli dettagli (magari a livello di singola frase) un po’ troppo importanti e carichi di significato: a una lettura rapida potrebbero sfuggire sminuendo il significato dell’intero articolo.

Il problema di fondo è che il pensiero è sempre complesso: ogni riflessione ha la sua pletora di “se” e “ma” che la condizionano e la delimitano. Uhmm…
Non so: forse dovrei dare più credito ai miei lettori: fidarmi della loro capacità di comprendere autonomamente anche i dettagli minori senza il bisogno che io li evidenzi soffermandomici o divagando. Ci rifletterò sopra….

Conclusione: alla fine, temo, questo pezzo mi è venuto veramente noioso! Interessante solo per me perché mi ha fatto riflettere sul mio modo di esprimermi ma che non mi pare possa essere di grande interesse generale. Ho deciso: ci metterò anche il marcatore “Peso”!

Nota (*1): ovviamente con le dovute, anzi direi numerose, eccezioni! L’umorismo dopotutto non può avere regole rigide e io stesso non credo di essere fedele a questo mio presunto “stile” molto più di un 60% delle volte...

martedì 14 maggio 2019

Africa (2/2)

Prima che mi dimentichi ciò che ho letto è bene che scriva questo pezzo, ovvero la conclusione del mio commento alla lettura de I coloni dell’austerity di Ilaria Bifarini, (E.) Altaforte, 2019.
Al riguardo ho già scritto la prima parte in Africa (1/2) e, soprattutto, in Intermezzo africano ho voluto evidenziare a parte un concetto che mi è sembrato molto importante: ma è inutile che mi ripeta, chi è interessato può seguire i collegamenti riportati qui sopra…

Nel quinto capitolo si affronta il recente ruolo della Cina in Africa: ne ero molto interessato perché seguo con grande curiosità la politica estera cinese e su questo specifico argomento non mi era capitato di leggere niente.
In breve, da quanto spiegato dall’autrice, non è chiaro se i paesi africani che collaborano con la Cina caschino dalla padella nella brace ma, sicuramente, non migliorano troppo la propria condizione.
La Cina non avendo un passato coloniale nel continente africano è vista di buon occhio dalla popolazione locale inoltre i prestiti che propone non sono condizionati ad alcuna politica economica: ma l’aspetto positivo di questi investimenti cinesi finisce praticamente qui.
Infatti, alla fine il rapporto economico che si va a instaurare fra paesi africani e Cina è il solito modello: la Cina esporta prodotti finiti in cambio di materie prime; quindi nessun sviluppo per l’industria locale etc…
Molti dei prestiti cinesi hanno lo scopo di realizzare infrastrutture appaltate, ovviamente, ad aziende cinesi che, in genere, usano il proprio personale: in questa maniera la Cina finanzia indirettamente le proprie aziende. Inoltre ci sono forti dubbi sulla sostenibilità per i paesi africani di queste opere spesso molto costose soprattutto considerando che, latitando l’industria locale, non sembrano in grado di essere funzionali allo sviluppo economico delle nazioni coinvolte. Infrastrutture e industrie dovrebbero infatti crescere di pari passo.
Inoltre lo sfruttamento delle risorse è completamente senza regole e senza alcun rispetto per l’ambiente cosa che, indirettamente, provoca grave danno ai paesi africani.
Ovviamente non poteva mancare una presenza militare cinese sul continente: la Francia ci ha insegnato come questa sia utile per “correggere” con la forza la politica locale nel caso che questa vada contro gli interessi delle potenze estere.
Infine, non ne ero a conoscenza, ma c’è anche un vero e proprio flusso migratorio dalla Cina all’Africa. Non ci sono numeri certi ma la stima riportata dalla Bifarini parla di 2 milioni di cinesi!
Ma soprattutto sembra si tratti di una vera e propria tendenza alla colonizzazione: si tratta infatti di cinesi poco istruiti, in genere contadini, ai quali viene proposto di divenire proprietari di aziende agricole locali. Il cibo, magari frutto di coltivazioni intensive, non rimane in Africa ma va ad alimentare il mercato cinese.
Comunque su questo specifico argomento mi piacerebbe saperne di più per comprenderne le reali dimensioni.

Collegato al punto precedente c’è il fenomeno del “land grabbing” in cui terreni pubblici vengono venduti a multinazionali col risultato di privare la popolazione locale di risorse per il proprio sostentamento e, oltretutto, provocando (di nuovo) gravi danni all’ambiente.
Come al solito colpisce l’ipocrisia di istituzioni internazionali come la Banca Mondiale (BM) che spesso, magari attraverso intermediari e a causa della scarsa trasparenza, finisce per finanziare questi progetti manifestamente nocivi per la popolazione e l’economia locale.

Nel capitolo sei si riassumono dei concetti già visti: il neoliberismo ha danneggiato l’economia africana invece di averla fatta crescere; inoltre il finanziamento del debito che diventa irripagabile ricorda il meccanismo dell’usura: al netto dei flussi di denaro, compresi aiuti e finanziamenti, dal continente africano escono più soldi di quanti ne entrano (41 miliardi di dollari nel 2015). È quindi evidente l’ipocrisia di come viene gestita dall’occidente e dalle sue maggiori istituzioni finanziarie la situazione africana.
In questo capitolo c’è poi la parte di cui ho scritto in Intermezzo africano e che non starò qui a ripetere…

Il settimo capitolo tira le conclusioni di cui la più importante è che, a quanto sembra, la stessa strategia neoliberista, fallimentare in Africa, sta venendo pedissequamente replicata in Europa con effetti altrettanto nefasti: l’austerity che non ha funzionato nel continente nero non funziona né funzionerà in Europa.
Questo è ormai, almeno fra gli economisti, risaputo (v. I veri motivi della crisi economica) ed è evidente che l’insistere su questa politica non è casuale, non si tratta di un errore in “buona fede” ma ha altri scopi ben precisi…

Infine una parola sull’editore: qualche settimana fa ho scoperto che Altaforte è proprio l’editore vicino a Casa Pound su cui sono recentemente fioccate le polemiche in relazione alla sua partecipazione alla mostra del libro di Torino.
Che dire? Questo libro fortemente anti neoliberista, fortemente a favore della libertà dell’Africa e fortemente contro il suo sfruttamento NON è certamente razzista. Non c'è quindi motivo, nemmeno arbitrario, di tenerlo fuori dalla manifestazione di Torino dove avrebbe potuto ottenere un po’ di meritata visibilità.
Banalmente NON vale quindi la proprietà transitiva “casa editrice di destra” → “tutti i libri pubblicati hanno contenuti di destra” né vale l’inverso visto che, ad esempio, Feltrinelli ha pubblicato il “Mein Kampf” e nessuno ha protestato.
Insomma non mi pare ci sia una relazione univoca e significativa fra editore, autore e libro e per questo non comprendo bene la ragione di tutte queste polemiche.
Sospetto quindi che l’origine di questo polverone sia solo pretestuosa, in funzione anti-Salvini, visto che questi ha pubblicato con Altaforte la propria biografia: l’idea è forse quella di dare a Salvini del razzista attraverso un’incerta proprietà transitiva fra editore e autore.
Al riguardo rimando all’articolo Censurati per proprietà transitiva di Marcello Veneziani su
www.MarcelloVeneziani.com che analizza in profondità questo paradosso logico.

Conclusione: un buon libro, soprattutto denso di idee fuori dalla narrazione comune. L’avevo comprato per documentarmi sull’immigrazione ma tale argomento non viene trattato direttamente: indirettamente si capisce però che l’immigrazione è l’inevitabile risultato del progressivo depauperamento dell’Africa e dei suoi abitanti. Ancora più significativo è che chi dovrebbe aiutare a far uscire l’Africa dal pozzo della povertà, BM e Fondo Monetario Internazionale, la spingono invece sempre più al suo interno sommergendola con prestiti che non possono essere ripagati.
Stessa ricetta che sta venendo sperimentata in Europa con la complicità di molte forze politiche nazionali coordinate da una EU sempre più lobbizzata.

lunedì 13 maggio 2019

Le Goff

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 1.2.1 "Awanagana").

Ho finito di leggere Alla ricerca del medioevo di Jacques Le Goff (con la collaborazione di Jean-Maurice de Montremy), (E.) Mondadori, 2003, trad. Amedeo De Vincentiis.

Un libro di mio zio scelto abbastanza a casaccio dalla libreria: sapevo solo che Le Goff era uno dei massimi storici del medioevo ed ero quindi curioso di leggere qualcosa di suo.
In realtà non è stata una buona scelta perché non si tratta di un saggio ma di un’intervista che è poi stata ampliata da Le Goff stesso. Ho la sensazione che l’idea dell’intervistatore (Jean-Maurice de Montremy) fosse quella di ripercorrere la vita di Le Goff e il suo rapporto con la storia: circa un terzo/metà libro infatti sembra una biografia ma, nella seconda parte, vengono invece evidenziate molto superficialmente degli importanti aspetti del medioevo. Un po’ come se Le Goff, stufo dell’intervista, avesse voluto riassumere rapidamente gli aspetti a suo avviso più importanti del medioevo lasciando completamente perdere la propria vita e la storia del proprio percorso professionale…
La sensazione netta è quella di un libro spaccato in due, imperfetto e incompleto perché poi le tematiche storiche più interessanti rimangono solo accennate e quindi vaghe.

I primi due capitoli, circa 60 pagine, li ho trovati particolarmente noiosi: in pratica si elencano fatti ormai ben noti (magari novità al tempo in cui Le Goff affrontò tali argomenti): pregiudizi illuministici (e successivi) sul medioevo, non è possibile darne date esatte di inizio e di fine, all’interno del medioevo si possono distinguere almeno tre fasi storiche diverse, etc…
Alla fine Le Goff non fornisce alcuna definizione precisa del medioevo ma, basandomi su quanto ha scritto, IO lo riassumerei così: il medioevo è l’età caratterizzata dall’egemonia culturale, quando non politica, della chiesa cristiana in Europa. A me pare un’ottima definizione: sarebbe interessante sapere perché Le Goff stesso non proponga qualcosa di simile…

Ora la sparo grossa e sono consapevole di farlo: probabilmente se e quando in futuro mi capiterà di leggere un’opera “seria” di Le Goff allora, probabilmente, ribalterò completamente questa mia prima impressione, giocoforza superficiale.
Ebbene ho la sensazione che Le Goff abbia percepito perfettamente gli epomiti ([E] 6.2) del Medioevo, anche nella loro evoluzione attraverso le sue fasi, ma, contemporaneamente, mi dà l’idea di aver perso di vista o perlomeno sottovalutato il perenne conflitto fra parapoteri e democratastenia ([E] 4.2 e 4.4).
Sembra prevalere un’armonia spontanea, un’accettazione passiva dei propri ruoli (e quindi degli equimiti del tempo), invece che una ferrea imposizione dall’alto di essi (*1): ne risulta un medioevo, a mio avviso (e il mio avviso vale praticamente niente), troppo sereno e luminoso…
Non so è una sensazione: dopotutto Le Goff in quest’opera non affronta approfonditamente nessun tema quindi è difficile farsi un’idea affidabile. Come detto, se in futuro leggerò altre sue opere, magari cambierò totalmente questa mia opinione...

Ovviamente qualche spunto storico interessante l’ho incontrato: nel prosieguo di questo pezzo, risfogliando le pagine con i miei appunti, accennerò ai passaggi che mi hanno più colpito.

- Ho trovato un’utilissima distinzione fra intellettuali che aggiungerò alla mia Epitome: ci sono gli intellettuali critici e quelli organici, ovvero che servono il potere costituito.
- L’eucarestia trova la sua espressione “definitiva” nel XIII secolo col Corpus Domini.
Nel XIV secolo nasce la teoria dell’Immacolata concezione e nel XII quella dell’Assunzione: queste teorie diverranno dogmi rispettivamente solo nel 1854 e nel 1950! Volendo è un esempio di come il comune sentire provochi l’adattamento della religione stessa: un po’ come succede alla Legge nel suo tentativo di inseguire la morale popolare.
La preghiera dell’Ave Maria è del XII secolo.
- La liturgia di un culto può avere due forme: o l’ostensione o il segreto. Il cristianesimo occidentale scelse la prima via, quello orientale la seconda. Mi sembra un concetto interessante: al momento non ho dove “infilarlo” nell’Epitome ma lo terrò presente!
- Secondo Le Goff il millenarismo non esistette: solo i chierici più istruiti conoscevano l’anno corrente e non c’era comunque unanimità su di esso (la “paura dell’anno 1000” è una teoria inventata dal Romanticismo). Io invece sapevo che, proprio a causa di questa incertezza, il millenarismo durò una cinquantina d’anni intorno all’anno mille! Sono curioso di scoprirne di più.
- La questione del “filioque”. La conoscevo già ma ogni volta che mi ci imbatto la trovo divertente…
I concili di Nicea (325), Costantinopoli (381) e Calcedonia (451) fissarono il testo del Credo. Tale testo era in greco e tradotto in latino suonava: “Credo in Spiritum Sanctum, dominum et vivificantem, qui ex Patre procedit”. I teologi cattolici vollero però aggiungervi la precisazione “...qui ex Patre Filioque procedit” e questa “piccola” variazione fu presa a pretesto per lo scisma fra cattolici e ortodossi!
“Recentemente”, e questo non lo sapevo, Giovanni Paolo II nel tentativo di riconciliazione con la chiesa ortodossa ha sospeso nel Credo cattolico l’obbligo del “Filioque”: ma al momento la chiesa ortodossa non ha cambiato atteggiamento.
- Interessante e, credo, centrato il confronto fra l’arte gotica (cupa e minacciosa) con la “pubblicità progresso” attuale con le sue immagini crude per sensibilizzare contro il tabagismo, gli incidenti stradali e simili. In entrambi i casi lo scopo dell’immagine è quello di ammonire tramite la paura.
- C’è anche un brevissimo accenno alle “confraternite” dove coloro che praticano lo stesso mestiere si riuniscono insieme e si supportano l’un l’altro. Mi interesserebbe conoscerne maggiormente la loro storia perché queste confraternite, in pratica, equivalgono a dei poteri medi: secondo la mia teoria ([E] 5.11) i parapoteri del tempo dovrebbero bloccare la formazione di qualsiasi novità che leda la loro forza e sono quindi curioso di scoprire le caratteristiche specifiche di questo fenomeno. Ipotizzo che si tratti del caso generale per cui una novità che parte dal basso è permessa se aumenta la forza della maggior parte dei parapoteri del tempo (in questo caso nella forma di tasse extra per il potere politico e di opere di devozione per quello religioso).

Vorrei infine tentare di rispondere a una perplessità di Le Goff che scrive «Resto colpito dal contrasto tra l’orrore per la novità che esibiscono gli uomini del primo Medioevo, in particolare gli uomini di Chiesa, e la loro grande capacità di innovazione» (*2).
Questo apparente paradosso è spiegato da [E] 5.3 e 5.11: nelle epoche in cui il benessere aumenta i poteri (in questo caso la Chiesa) aggiornano spontaneamente la propria morale per giustificarlo (e questa tendenza all’aumento della ricchezza c’è sicuramente stata dal X secolo in poi se non prima). Contemporaneamente si bloccano, magari tacciandole di eresia, tutte le novità che partono dal basso o di cui, comunque, beneficerebbe la democratastenia (i contadini del tempo).
Nessun mistero dunque: il paradosso è fittizio ed è invece indicativo della forte tensione sociale (tipica di una società rigida) che, MI PARE, Le Goff non sembra percepire pienamente...

Conclusione: perdonatemi le mie piccole critiche a Le Goff: già da solo mi sento in imbarazzo per me stesso! Per farmi perdonare cercherò di leggere un qualche suo saggio per farmi un’idea più chiara del suo pensiero e della sua visione del Medioevo.

Nota (*1): per la mia teoria nell’Epitome invece gli equimiti del tempo avrebbero dovuto essere fragili in quanto la società particolarmente rigida e ingiusta avrebbe dovuto basarsi fortemente su protomiti e distorsioni fuorvianti ([E] 3.2).
Nota (*2): tratto da Alla ricerca del medioevo di Jacques Le Goff (con la collaborazione di Jean-Maurice de Montremy), (E.) Mondadori, 2003, trad. Amedeo De Vincentiis, pag. 165.

sabato 11 maggio 2019

I veri motivi della crisi economica

Nel dibattito politico (e su FB che ne è il riflesso più becero) si discute ancora su “Europa sì/Europa no”, “Euro sì/Euro no”: a livello economico/scientifico però questa fase è ormai stata superata: ormai tutti gli economisti (*1) sono concordi che l’euro sia tossico per i paesi periferici mentre, contemporaneamente, le strutture della UE siano totalmente inadeguate a gestire la situazione quando non addirittura dannose.

E questo lo dicono ANCHE gli economisti di sinistra gli stessi che, ancora pochi anni fa, davano del matto al Bagnai e che invece oggi sono costretti ad ammettere che aveva ragione.
Ho seguito l’intero convegno, compresa l’introduzione politica (tranquillamente saltabile), e realmente ho sentito ripetere dagli altri due economisti le stesse teorie con cui ormai, grazie al Bagnai, sono ormai da anni familiare.

Semmai il vero dibattito adesso NON dovrebbe essere su cosa ha causato l'attuale dramma economico (i quasi trent’anni di recessione: ovvero euro, compreso il periodo nella fascia stretta dello SME, e le “regole” europee) ma su cosa fare per risolvere questo pasticcio

Questo è ormai (finalmente!) palese fra gli economisti: a livello politico però alcune forze cercano ancora di speculare sul fascino residuo della EU, magnificandola e dandole meriti che invece non ha nel tentativo di accaparrarsi voti sfruttando l’ignoranza e la buona fede degli elettori.

Nel video non c’è solo il Bagnai (il titolo è fuorviante) ma anche altri due economisti e un paio di esponenti politici (di cui uno del PD; e che comunque fanno solo un’introduzione “politica” e poi “si tacciano”).
Intendiamoci: è un video lungo e impegnativo che, per chi è digiuno di economia (ovvero non ha seguito il sito del Bagnai in questi ultimi anni), può presentare concetti non immediatamente comprensibili. Però credo che valga la pena fare questo sforzo di attenzione per capire cosa non funzioni nell’economia italiana (ed europea).

Alberto Bagnai – Europa al bivio: fine o rinascita?

Conclusione: dimenticavo! Se i media avessero fatto e facessero il loro lavoro (ovvero quello teorico di informare e non quello reale di propalare pseudo verità per conto dei poteri che li controllano) anche il dibattito popolare, e quindi quello politico, sarebbe molto più avanti di quanto non sia oggi con grande beneficio per tutti gli italiani.

Nota (*1): a parte quelli politici che hanno altri obiettivi rispetto all’appurare il vero...

venerdì 10 maggio 2019

Altre due piccole intuizioni…

…sul Trono di Spade (v. anche Tronata di spade? e il corto TdS 4° puntata).

La prima è scontata: il “Mastino” Sandor Clegane ucciderà (tagliandoli la testa o magari bruciandolo o magari bruciando la testa tagliata!) il fratello, la “Montagna”, Gregor.

La seconda è facile ma non così scontata: Jamie Lannister e Brienne si uccideranno a vicenda ma mi aspetto un richiamo a Romeo e Giulietta di Shakespaire. Non so magari uno si uccide perché pensa che l’altro sia morto (di averlo ucciso) e poi vice versa: insomma la tragedia la conoscete, avete capito cosa intendo...

Ritorni al futuro - 10/5/2019
A distanza di tanti anni (25?) ho rivisto la trilogia di “Ritorno al futuro”. La cosa buffa è che il mio giudizio su queste tre pellicole è completamente cambiato.
Originariamente il mio film preferito era il secondo seguito a ruota dal primo; il terzo invece lo trovavo pesante, quasi noioso…

Ora, a distanza di tanti anni è difficile dire perché: credo che del secondo mi piacesse la fantasia sul futuro e di come gli oggetti del futuro venissero poi usati nel passato; e poi la trama un po’ contorta con le due versioni di Martin McFly che quasi interagiscono negli anni ‘50: era un po’ come il primo film ma con gli steroidi, tutto un po’ di più…
La terza pellicola la trovavo piatta forse perché si svolge praticamente tutta nel passato….

Adesso invece:
Preferisco di più il primo film, perché veramente originale ma poi, a sorpresa, mi è piaciuto di più il terzo del secondo: il gioco dei riferimenti al futuro nel passato è infatti sempre presente ma più sottile.

Distratto - 17/5/2019
Sono una persona talmente distratta che è difficile anche spiegare quanto…
Ho però trovato un buon esempio che dovrebbe darne l’idea!

Mio padre abita al terzo piano di un condominio e, quando vado a trovarlo, preferisco fare le scale così da avere la scusa di poter mangiare un po' di più…
Il sesto gradino prima del terzo piano è vistosamente scheggiato e si riconosce subito a colpo d’occhio: grazie a esso so che sono quasi arrivato e che al pianerottolo la prima porta a destra è quella di mio padre.
Ebbene un sacco di volte, facendo i cinque gradini successivi, mi distraggo e mi ritrovo al quarto piano dove poi (fortunatamente!) non ci sono ulteriori scale!

Tragedia o Epitome - 17/5/2019
Ieri ho riletto la tragedia che scrissi nel 2015: feci proprio un bel lavoro!
Mi sono divertito anche perché non la ricordavo più nei dettagli: contemporaneamente ho però trovato numerosi passaggi che adesso scriverei diversamente (oltre a un errore vero e proprio che ho subito corretto: “venusto” invece che “vetusto”!)…
Mi è così venuta una gran voglia di rimetterci le mani e, magari, aggiungervi un “Atto bonus” che già all’epoca avevo in mente…

Contemporaneamente inizio a fremere per cominciare a scrivere la nuova versione dell’Epitome: avrei da rivedere sensibilmente il capitolo sull’immigrazione più diverse modifiche sparse per il resto dell’opera: insomma una versione 1.3.0…

Quindi cosa faccio? Quasi quasi inizio a buttare giù qualche idea per l’atto bonus: dopo qualche giorno vedo come sono messo: quanto materiale e ispirazione ho per la Tragedia, se vale la pena iniziarne le modifiche o se invece è meglio conservare le forze per l’Epitome: sì, mi sembra sensato fare così...

Il peggiore - 22/5/2019
Qual è l’allenatore peggiore fra Montella e Prandelli? Spesso me lo sono chiesto senza riuscire a darmi una risposta…
Domenica ci sarà una sorta di “spareggio” per stabilirlo anche se, temo, per farmi rimanere col dubbio, finirà in pareggio.
Anche se in effetti la Fiorentina ha un piccolo vantaggio avendo Montella squalificato per due giornate!

mercoledì 8 maggio 2019

La libertà del satiro

Stanotte, durante un’oretta d’insonnia, sono andato avanti nella lettura di La solitudine del satiro di Ennio Flaiano, (E.) Adelphi, 1996.
Ho trovato un bel pezzo sulla libertà che è ancora attualissimo, anzi forse oggi più di ieri…

Ne cito dei passaggi: «Quest’amore per la parola Libertà non sopportava né aggettivi né associazioni: io non volevo una libertà sorvegliata, difesa, personale, intellettuale: né gradivo che le si accoppiassero concetti, altrettanto nobili, come Giustizia e Democrazia, parendomi che la libertà li contenesse tutti, anzi li proteggesse.» (*1)
Che dire? Il passaggio è di per sé poetico e quindi un po’ vago: soprattutto estratto dal suo contesto diviene difficilmente interpretabile…
A me però piace il rifiuto della “libertà sorvegliata” che, se è tale, non è più veramente libertà (*2): la libertà non può avere confini che la delimitano altrimenti diventa il cortile di una prigione, ovvero solo la beffarda caricatura della libertà…
Bello anche il concetto che la libertà sia il presupposto di tanti altri principi e ideali: non per nulla mi accaloro particolarmente quando mi accorgo che, sempre più spesso, si cerca di limitarla, specialmente in Rete, con giustificazioni speciose. In particolare, l’ho già scritto altrove ma lo ripeto, non si può sacrificare la libertà neppure in nome della sicurezza: la libertà è PIÙ importante della sicurezza. Se si ritiene giusto dare la vita per ottenere la libertà non la si può comprimere in nome di una, peraltro solo ipotetica, sicurezza.

E poi: «Ma la Libertà per noi, ottenuto il suo primo successo di curiosità, è oggi divenuta una realtà talmente quotidiana che quasi ci infastidisce con i suoi eccessi e della quale talvolta elenchiamo i difetti.» (*3)
E non è quello che sta avvenendo adesso? Ci lamentiamo che le persone possano esprimere le proprie opinioni, indipendentemente giuste o sbagliate che siano, sulle reti sociali con la motivazione che “disinformano”, che possono essere “bufale”…
A me pare talmente assurdo. Rimando per l’ennesima volta al pezzo basato su Saggio sulla libertà di John Stuart Mill dove si spiega la fondamentale importanza e utilità (per tutti) di lasciare esprimere idee e opinioni anche se queste sono SBAGLIATE: Libertà d’opinione (2/2).

Ma proseguiamo: «Così, oggi, in ogni italiano sonnecchia un infedele, pronto a sottomettere “temporaneamente” la Libertà, per poterla restaurare, abbellire, ampliare, completare.» (*4)
Esattamente quello che sta avvenendo oggi. Ribadisco quanto già scritto sopra: gli esempi di come la libertà, in tutte le sue forme, stia venendo sacrificata per rincorrere obiettivi discutibili sono molteplici. Volete un altro esempio? La banca dati europea con il DNA della sua popolazione: impensabili e pericolosissimi i modi in cui questa potrebbe venire abusata… (*5)
Inutile poi dire che, una volta che la libertà sia stata ridimensionata, diviene difficilissimo farle riacquistare ciò che le è stato sottratto: figuriamoci quindi “abbellirla”, “ampliarla” o “completarla”...

«...i due partiti più forti del nostro Paese non amano il loro Paese, non lo amano cioè libero, ma occupato, da loro beninteso, per poterlo rendere degno di questa Terra o di quel Cielo.» (*6)
I due partiti in questione sono il PCI e la DC (di cui ha precedentemente tracciato due caustici ma divertentissimi profili) ma lo stesso si potrebbe dire per molti dei partiti che attualmente popolano il panorama politico italiano. Anzi in questi anni c’è stata un’ulteriore degenerazione: dall’occupazione (anche fisica di tutte le poltrone) si è passati al tradimento vero e proprio del paese.
Se ne potrebbe trarre la triste lezione che, partendo da una cattiva democrazia, si è destinati ad arrivare a una pessima: per migliorare si è costretti a toccare il fondo…

E finisco con: «Le rivoluzioni che l’Italia può permettersi e che fatalmente si permetterà, sono di ripiego, timide, rivoluzioni approvate dallo stato, fatte con l’aiuto dello stato e dirette contro la Libertà, ma proclamate in nome della Libertà: un sinistro pasticcio.» (*7)
Esatto, completamente esatto: aggiungo solo che lo stato italiano non ha avuto neppure il coraggio di assumersene direttamente la responsabilità ma si è comportato da vile esecutore delle istruzioni di un altro mandante, la EU. Completamente indovinata l’ipocrisia di addurre giustificazioni pretestuose a politiche scellerate: anzi spesso siamo caduti nel ridicolo con motivazioni che sono in realtà delle trite tautologie: il “Ce lo chiede l’Europa”, così di moda negli anni passati, significa infatti “L’Europa ce lo chiede per l’Europa”...

E tutto questo fu preconizzato su “Il Mondo” il 6 novembre del 1956 quando ancora, a poco più di un decennio dalla fine della guerra e della dittatura, l’amore per la libertà avrebbe dovuto brillare più forte.

Conclusione: decisamente notevole… Sento una notevole affinità con questo autore: ad esempio egli conclude il suo articolo spiegando di avere la speranza che la maggioranza degli italiani condivida con lui il suo amore per la Libertà ma che è consapevole di illudersi (di essere un “cretino” scrive) perché questi “hanno ben altro a cui pensare”. Quante volte questa è stata la mia stessa amara conclusione?

Nota (*1): tratto da La solitudine del satiro di Ennio Flaiano, (E.) Adelphi, 1996 pag. 34.
Nota (*2): di qualche giorno fa la proposta di associare a ogni profilo usato in reti sociali come FB e Twitter il codice fiscale dell’utente: l’idea è quella di garantire l’identificazione di chi abusa di questi strumenti. Ma, mi chiedo, saremmo davvero liberi di esprimere il nostro pensiero sapendo di essere controllati?
Nota (*3): ibidem, pag. 37.
Nota (*4): ibidem, pag. 38.
Nota (*5): Mi chiedo: sarebbe possibile partendo dall’informazione informatica grezza ricostruire dei campioni di DNA che potrebbero essere disseminati come prova per incastrare personaggi scomodi? Se ancora adesso non fosse possibile lo sarà sicuramente nei prossimi anni…
Nota (*6): ibidem, pag. 39.
Nota (*7): ibidem, pag. 40.