«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

venerdì 29 marzo 2019

Quattro corti +1

Mi ero appuntato tre spunti per altrettanti corti, poi oggi volevo scrivere un altro rapido commento e quindi sarei arrivato a quattro: tanto vale quindi scrivere in un unico pezzo, con calma senza limitazioni di spazio, tutte queste idee di cui, oltretutto, un paio sono veramente banali.

Lo spunto odierno è sulla vicenda del patrocinio della Lega al “Congresso Mondiale delle Famiglie 2019”: un crogiolo di teorie viete quando non retrograde e ottuse sulla famiglia.
Io credo che la stragrande maggioranza degli italiani sia ormai oltre queste idee anacronistiche: lo percepisco anche dal totale silenzio dei miei amici/conoscenti leghisti su FB che evitano di pubblicare articoli/commenti sulla vicenda…
Ho scorso il profilo Twitter di Salvini da oggi (29/3) alle 16:00 fino al 27 e non ne ho trovato traccia: quindi anche il suo appoggio è piuttosto tiepido.
Ma allora perché sostenere un’iniziativa che probabilmente fa perdere più voti di quanti ne faccia guadagnare?
Io credo che Salvini continui nella sua strategia di ottenere l’appoggio (o forse almeno la “non opposizione”) della Chiesa: a me pare incredibile ma apparentemente il sostegno della religione è ancora molto importante e utile in Italia (v. anche Contiguità di potere).

Sempre più spesso la Lega prende posizioni a favore dei parapoteri: io cerco di illudermi che si tratti di compromessi politici temporanei ma mi è sempre più difficile riuscirci.
Bo, penso alla conferma degli F35 oppure della TAV. Ad esempio della TAV non so praticamente niente e non escludo quindi a priori che ci siano buone ragioni per proseguirne la costruzione: però quando Salvini liquida la questione dicendo che lui “un buco sotto un monte preferisce concluderlo piuttosto che riempirlo di terra” (citando a memoria da Twitter) mi cadono le braccia: questa non è un’argomentazione accettabile ma solo una battuta scadente.
Ma il vero pugno nello stomaco è stata la cena/colloquio con Verdini di qualche giorno fa.
Di Verdini non so niente: ma mi basta vederne la faccia e valutarne le amicizie e le iniziative politiche per considerarlo come il PEGGIO che attualmente la politica italiana possa proporre. Con certe persone non importa essere d’accordo: basta parlarci per far nascere sospetti…

Più banali gli altri tre spunti (uno mi è venuto in mente mentre scrivevo)…

Qualche giorno fa una coppia di ragazzi stava cercando di attraversare la macchia intorno alla mia casa sperando forse di valicare le balze che la circondano: io avevo sentito la loro voce già da qualche minuto mentre Bisba dormiva sul divano.
Alla fine anche lei se n’è accorta e si è precipitata alla finestra tutta quatta quatta come se avesse visto degli uccellini saltellare nel prato. Poi, mentre li seguiva con lo sguardo, ha… abbaiato! Davvero: ha fatto una specie di sordo “wof!” che non le avevo mai sentito prima! Non so proprio come spiegarlo: forse era una specie di “ruttino” rumoroso?
Veramente buffa!

La mia dieta autunnale/invernale era fallita a causa della stipsi, frequente e protratta per più giorni.
Mi sforzavo di mangiare poco ma, inevitabilmente, finivo per ingrassare o, comunque, non perdevo peso.
Da qualche mese ho iniziato a cambiare posizione per dormire: invece di stare immobile supino ho preso a rigirarmi e a dormire anche sulla pancia: così facendo sento l’intestino brontolare e smuoversi col risultato di aver ritrovato un’ottima regolarità.
La teoria è che il mio intestino di suo si “muova poco” ma aiutandolo rigirandomi nel letto riesco a sopperire al problema…

Di Italia-Finlandia ho già scritto ma mi ero dimenticato di commentare la partita di Kean.
Il primo tempo ha giocato discretamente, direi da 6½, nel secondo tempo era invece sparito per poi però firmare il secondo gol che, quindi, comunque gli fa guadagnare un 7. Nel complesso quindi una partita da 7- sicuramente buona ma non eccezionale tenendo conto della bassissima levatura della squadra avversaria.
Mi stupisco quindi che la stampa italiana lo esalti già come un fuoriclasse in erba: io prima di gridare al prodigio preferire vedere delle conferme in campo!
A oggi nella Juventus, fra campionato e coppa Italia, ha totalizzato 5 presenze e 3 reti; poi ci sono anche 2 presenze in Champion’s League, di non so quanti minuti, con 0 gol.
La scorsa stagione, nel Verona, ha fatto 20 presenze e 4 gol.
Nel complesso mi pare un po’ poco per esprimere giudizi definitivi…
Contemporaneamente abbiamo Cutrone (lo so, è una mia fissa: lo considero di gran lunga il più forte attaccante italiano del momento!). L’anno scorso ha totalizzato 33 presenze (fra campionato e coppa Italia) con 12 reti e, in UEFA, dove ha potuto giocare con un po’ più di continuità, 13 presenze e 6 reti. Quest’anno, sebbene chiuso prima da Higuain e adesso da Piątek, ha avuto 27 presenze e 5 gol (e in UEFA 5 presenze e 4 reti). Forse in calo rispetto all’anno scorso (ma sarebbe interessante valutarne il minutaggio) ma comunque numeri significativi…
Mi chiedo quindi perché Mancini lo ignori: l’unica spiegazione è che lo voglia lasciare alla nazionale minore di Di Biagio per gli europei…

Conclusione: vabbè, non ho scritto niente di particolarmente interessante ma ci tenevo a mettere nero su bianco le mie idee per poter eventualmente dire: “io l’avevo scritto!”...

giovedì 28 marzo 2019

Catone

Ho approfittato di essere senza Internet per leggere un po’ di più: in particolare ho terminato le vite parallele di Aristide e Catone narrate da Plutarco.

Proprio Catone mi ha fatto uno strano effetto e non saprei come giudicarlo: in verità credo che lo stesso Plutarco non l’abbia capito e che quindi, proprio per questo, non sia riuscito a chiarirne le contraddizioni.

Prima però voglio riassumere il poco che sapevo di Catone, ovvero vaghi ricordi scolastici:
1. Catone era detto il “censore” perché “criticava” i costumi dei suoi concittadini…
2. Catone ripeteva sempre “Carthago delenda est” (Cartagine deve essere distrutta).
3. Catone diceva di avere molti figli perché mangiava parecchio cavolo.
4. Una mia amica mi aveva soprannominato Catone a causa, credo, di una mia certa intransigenza morale.

Partiamo proprio da questi punti: beh, il 4 non riguarda Catone ma me: però mi aveva portato a immaginarmi la figura di Catone come moralmente ineccepibile invece, come vedremo, non è così; il punto 2 è confermato anche da Plutarco mentre l’1 è decisamente più complesso: il ruolo di “censore” era una carica ufficiale che dava il potere di vegliare sulla moralità dei funzionari pubblici, senatori compresi, e se ritenuti non all’altezza, rimuoverli dal loro ufficio: Catone usò e forse abusò di tale potere; infine del punto 3 Plutarco non dice niente: i figli (almeno i maschi) furono solo un paio di cui il più giovane avuto però in tarda età: non vi è traccia del “cavolo” (tale aneddoto lo devo aver letto nella Settimana Enigmistica vari decenni fa!) ma Catone scrisse un trattato sull’agricoltura quindi, forse, tale credenza proviene da lì.

Di sicuro Catone fu onestissimo, soprattutto nella gestione della cosa pubblica, fu severo, non solo con gli altri ma soprattutto verso se stesso («In oltre diceva… ...pentirsi in tutta sua vita di tre peccati soli: d’aver fidato un segreto alla moglie, di essere andato per mare ove poteva a piedi andarsi, e di essere stato un giorno intero senza far nulla.»(*1)), se non abile fu sicuramente coraggioso in guerra distinguendosi in Spagna e in Grecia, fu estremamente eloquente e numerose sono le sue sentenze famose («D’un nemico suo che menava vita disonesta ed infame dir soleva: - La madre di costui quando domanda a Dio di lasciare il figliuolo vivo sopra la terra, crede non pregare, ma maledire.» (*1) «E ingiuriato un giorno da uno di vita lasciva e corrotta, rispose: - Non è pari la contesa, tu te ne se’ usato d’ascoltare con pazienza, e dire con prontezza le villanie: là dove a me noia è il dirle, e avvezzo ad ascoltarle non sono.» (*1)) e, infine, fu parco di costumi, accontentandosi sempre di un tenore di vita modestissimo.
Questi sono le caratteristiche positive di Catone che, se non le conoscevo, mi è stato facile crederle.

Ma Catone aveva anche dei difetti: era avarissimo e impietoso con i propri schiavi che, quando ormai erano vecchi e improduttivi, vendeva per poco denaro; si vantava pubblicamente di se stesso e della propria condotta («E Catone, non mai scarso predicatore delle sue laudi, non ebbe vergogna d’usare palese vanto… ...dicendo, che chi ‘l vide allora cacciare e ferire i nemici potrà essere testimone che non di tanto è debitore Catone al popolo romano, di quanto è il popolo a Catone.» (*1)); seminava zizzania fra i propri schiavi (di cui non si fidava) per tenerli divisi e, quando poteva, li puniva sempre davanti a tutti (anche con la morte) per dare l’esempio; l’acrimonia verso Scipione l’Africano e la sua famiglia non è comprensibile e sarebbe potuta costare la vittoria su Annibale.

È difficile conciliare insieme questi diversi aspetti della personalità di Catone e infatti Plutarco nemmeno ci prova.
Personalmente non riesco a capire come una persona intelligente (lo si capisce dai suoi detti e dalla sua eloquenza) moralmente retta (dallo stile di vita sempre sobrio) poi possa vantarsi pubblicamente di sé ed essere privo di pietà umana: è una contraddizione…

L’unica ipotesi che riesco a fare si basa sull’origine non nobile ma popolare/contadina di Catone e quindi povero in gioventù visto che lavorava la terra insieme ai suoi schiavi.
Io credo che quella di Catone non fosse propriamente moralità ma amore fanatico verso le tradizioni romane (e infatti nutriva, se non disprezzo, almeno sospetto verso i greci e la loro cultura): rispetto ai suoi contemporanei doveva essere un uomo del passato che viveva ancora come i genitori o i nonni dei senatori del tempo. Sicuramente intelligente era però ossessionato dalla ricchezza («[Catone] diceva non esser atto da uomo, ma da vedova donna lo scemare il patrimonio. Ma quel detto di Catone fu ancora più duro quando ardì di nominare uomo meraviglioso, divino e d’alta gloria degno colui che fece aggiunta al patrimonio maggiore, che non fu la paterna redità.») (oltretutto fine a se stessa visto che non l’ostentava in alcun modo) e per questo profuse grande impegno per accrescere quella della propria famiglia: ad esempio diversificando i suoi investimento e spostandoli dall’agricoltura (sempre in balia del clima) ad altre attività più redditizie.
Non so, forse verso gli Scipioni c’era un’invidia per le origini nobili e antiche della loro famiglia: proprio loro, che più degli altri avrebbero dovuto rappresentare la tradizione romana, non lo facevano adeguatamente suscitando così il disprezzo di Catone… (una mia ipotesi, così per dire...)

Sì, credo che l’unica chiave di lettura plausibile possa essere solo questa: Catone non aveva un’alta moralità ma solo un amore fanatico per la tradizione: quando la seconda si sovrapponeva alla prima faceva allora apparire Catone come uno stoico ma, quando ciò non avveniva, i limiti morali del censore apparivano evidenti.

Nel paragone finale fra Aristide e Catone il secondo esce sconfitto e, quasi, Plutarco lo dileggia («E qui domanderei io volentieri Catone: se le ricchezze si cercano per goderle, perché ti vanti d’averle grandi, quando picciole ti bastano?» (*1)).
Ah! Nella vita di Catone è citato anche il “famoso” Carneade! Plutarco lo descrive come un accademico giunto a Roma come ambasciatore degli ateniesi insieme a Diogene: abilissimo nel parlare attira l’interesse e la curiosità dei giovani romani e, proprio per questo, Catone si adopera per rispedirlo in patria il prima possibile! («[Catone, riguardo l’ambasceria di Carneade e Diogene] convenirsi pertanto il più tosto che poteano deliberare, e risolvere di loro, acciò tornati alle loro scuole disputino co’ fanciulli greci; e’ giovani romani intendano all’obbedienza delle leggi e magistrati, come prima facevano.» (*1))

Conclusione: devo farmi cambiare soprannome!

Nota (*1): citazioni tratte da Le vite parallele di Plutarco, (Ed.) Salani, 1963, (trad.) Marcello Adriani.

mercoledì 27 marzo 2019

Cielo europeista

Premetto che scrivo questo pezzi oggi, il 27/3/2019, ma non so quando potrò pubblicarlo perché ho di nuovo il telefono isolato...

Ieri mi è capitato di ascoltare (*1) un servizio del telegiornale di SKY prima del voto del PE sulla nuova direttiva sul diritto d’autore.
Mi ha colpito il ribaltamento della realtà compiuto dal giornalista: egli spiegava che le “lobbi” Wikipedia, Google e Youtube avevano fatto forti pressioni sui parlamentari chiedendo ai propri utenti di contattarli per votare contro la direttiva mentre, evidentemente, i “produttori di contenuti” non erano a loro volta una lobbi ma solo vittime.
Che c’è di strano?
A me risulta che solo wikipedia si fosse autooscurata per protesta mentre Google e Youtube funzionavano normalmente: il giornalista ha però voluto/dovuto ricordarli insieme perché sarebbe apparso ridicolo, anche al telespettatore più distratto, definire la sola wikipedia una lobbi…
E i “produttori di contenuti” chi sono? Piccoli editori indipendenti? Forse qualcuno sì, ma la maggior parte fanno parte di grandi agglomerati e sono, come spiegato nell’Epitome ([E] 9.3 e 9.4), la voce dei parapoteri economici usata per condizionare politica e pubblico.

Ma perché mi stupisco: SKY fa parte proprio di questa “informazione” internazionale funzionale a indirizzare l’opinione del pubblico secondo l’utilità del momento.
Personalmente i giornalisti di SKY mi sembrano i peggiori del già modesto panorama italiano: più presentatori vogliosi di promuovere il proprio prodotto che giornalisti minimamente interessati alla verità.

Siccome ormai ho scritto troppo per farne un corto aggiungo una bella considerazione, letta su FB qualche settimana fa, di un vecchio giornalista americano. Vado a memoria: “In passato i giornali riportavano i fatti in maniera che i lettori potessero farsi la propria idea; adesso i giornali dicono ai lettori cosa pensare e questi sono costretti a cercare di indovinare quali fossero i fatti.”
Bo, la frase del giornalista mi sembrava più concisa ed efficace ma il senso era questo.
I media hanno ormai cambiato il proprio ruolo: essi non sono più al servizio degli utenti ma dei parapoteri economici e non. Gli utenti vorrebbero infatti solo essere informati correttamente mentre quella che viene fornita loro è una visione del mondo predigerita che cerca di persuaderli di specifiche “verità” (come, nel caso odierno, che la nuova direttiva non sia un pericolo per la libertà di informazione e, a ruota, di espressione e quindi di pensiero).

Chiudo con una riflessione triste: il parlamento europeo ha nuovamente dimostrato la propria vera natura: non ha veramente a cuore la creazione di un’Europa migliore per i propri cittadini ma è al servizio delle lobbi (ovvero dei parapoteri economici). Io ho spesso scritto di libertà e, nel mio piccolo, ho sempre denunciato tutti gli speciosi tentativi per ridurla; nell’Epitome poi ho teorizzato e spiegato anche il perché di questa tendenza, che non è casuale né episodica, ed è quindi per me particolarmente triste vivere in un mondo dove i diritti dei cittadini, che il potere politico esalta e difende a parole, vengono invece lentamente smantellati con banali scuse rese credibili solo da un’informazione che, invece di fare il proprio lavoro, manipola la realtà per il profitto di pochi.

Conclusione: quale sarà il prossimo passo? Probabilmente riprenderà la lotta alle bufale che, in realtà, avrà il vero obiettivo di censurare le fonti di informazioni indipendenti che forniscono verità sgradite.
Invece altre bufale, che anche i media tradizionali spesso diffondono, utili alla narrazione gradita ai parapoteri saranno protette e tutelate...

Nota (*1): io i telegiornali li “ascolto” mentre cucino o rigoverno (col telecomando fuori portata) perché di certo non avrei la pazienza per stare seduto in poltrona a guardarli: mi irriterebbero così alla svelta che ne potrei seguire al massimo pochi secondi.

martedì 26 marzo 2019

Cicuta

Ed ecco l’ennesima nuova versione dell’Epitome, la 1.2.0 “Cicuta”…
Perché il nome “Cicuta”? Beh, si tratta di un cervellotico riferimento alla censura della EU che, suppongo, sarà approvata oggi dalla “democratica” Europa delle lobbi. I particolari li lascio a chi ha voglia di investigare un po’ sforzando la propria fantasia: io non sono dell’umore giusto…

Le novità di questa nuova versione sono molte: in totale ci sono 17 pagine extra che sarebbero state 19 se non avessi ridotto la dimensione del carattere del glossario (che mi sforava di un rigo una pagina)…
In pratica è come se avessi aggiunto un nuovo capitolo: in realtà ho aggiunto 6 sottocapitoli e ne ho eliminato uno; poi, come al solito, varie modifiche qua e là. E, di nuovo come al solito, non ho neppure riletto le nuove parti quindi temo ci saranno chissà quanti errori magari anche imbarazzanti.

Probabilmente, tanto per cambiare, farò poi una versione 1.2.1 ricorreggendo solo le parti nuove e FORSE una 1.2.2 con una vera e propria revisione generale (magari provando a leggerla partendo dall’ultimo capitolo, così, tanto per annoiarmi meno…). Ma vedremo…

Cosa ho aggiunto di preciso? Come forse avevo accennato ho aggiornato il capitolo sulla scienza anche se poi di modifiche vere e proprie ce ne sono state poche: vi ho aggiunto però un sottocapitolo con delle considerazioni che poi hanno portato anche alla nuova legge dell’evoluzione…
‘Azzo! Mi sono dimenticato di specificare che l’effetto di omogeneizzazione è un caso particolare della legge dell’evoluzione: vabbè andrà nella 1.2.1 perché non ho voglia adesso di caricare la correzione su Dropbox…
Poi una piccola incursione sul capitolo sulla legge e uno sconfinamento nella “morale” con due nuovi sottocapitoli logicamente connessi fra loro ma in capitoli diversi.

Ah! Importante anche se non si tratta di un nuovo sottocapitolo! Le condizioni della rappresentatività imperfetta sono passate da quattro a cinque! Comunque l’ho sempre scritto che la mia opera sarebbe stata in evoluzione continua…

Conclusione: “Cicuta”, l’Epitome 10 e lode.

lunedì 25 marzo 2019

Lobbi all'attacco

Che la decisione fosse stata solo rimandata lo si sapeva: ma siamo umani e, almeno io, me ne ero dimenticato: oggi Wikipedia ce l’ho ricorda con tutta la forza del suo auto oscuramento…

Domani 26 marzo 2019 il parlamento europeo voterà una legge di censura con la scusa di proteggere il diritto d’autore.

Questa è l’EU delle lobbi, delle banche, degli interessi dei pochi che niente hanno a che fare col benessere degli europei. E i media, con la promessa di un facile guadagno, fanno il tifo per l’approvazione di questa direttiva tirannica.

Ovviamente PD, Forza Italia e compagnia cantante voteranno a favore: ma cosa faranno M5S e Lega? Io spero fortemente che votino contro ma non ne sono assolutamente certo…

Conclusione: per chi non l’avesse ancora capito questo è il vero volto dell’EU.

PS: aggiungo che, nel mio piccolo, ho cinguettato a tutti i parlamentari eletti dell'Italia centrale un breve messaggio esortandoli a votare contro questa direttiva... Sì, lo so, totalmente inutile (oltretutto i parlamentari con un profilo su Twitter erano quasi tutti del PD...), ma non potendo fare altro...

L'esaltazione del folle

Ripensavo alla recente tragedia mancata (per poco) dove un autobus carico di ragazzini è stato sequestrato dal conducente di colore che, pare, volesse dargli fuoco per protestare contro le morti in mare “provocate” da Salvini.
Adesso, se ho ben capito, la difesa dell’uomo sta invocando l’infermità mentale: possibile, non mi interessa perché non è questo il punto.

L’uomo può essere più o meno sano di mente ma come è potuto arrivare a commettere il suo gesto? Come lo giustifica a se stesso?
L’ha detto durante le fasi concitate del sequestro: era un’azione contro il “mostro” Salvini e, per combattere un mostro, tutto è lecito.

Questo è il nocciolo della questione: Salvini sta venendo costantemente demonizzato e non è più quindi un semplice avversario politico, qualcuno con cui non si è d’accordo, ma un vero e proprio mostro, il razzista barbuto che mangia bambini di colore dopo averli fatti affogare in mare…
Ovviamente tutto questo va al di là della logica e del buon senso: inutile ricordare che le morti in mare in realtà si sono drasticamente ridotte, nella narrazione del Salvini-mostro i dati e i fatti non interessano.

In parte questo è dovuto anche alla scelta di Salvini di tollerare pazientemente (quasi) tutte le ingiurie rivolte contro di lui. Non si tratta però di pazienza cristiana ma di pazienza politica: Salvini si rende perfettamente conto che il forte che denuncia (a torto o ragione) il debole perde le simpatie del popolo. Non vuole rischiare di divenire un’icona di nicchia, come la Boldrini che difendeva con pervicacia qualsiasi offesa (vera o presunta) alla propria immagine…
E del resto di forti da denunciare (giornali, media, intellettuali, etc...) ce ne sono pochi perché questi conoscono bene (salvo occasionali passi falsi) i limiti legali entro i quali possono muoversi: piuttosto indicano agli italiani, a quelli che non contano nulla e che scrivono su FB o Twitter o sui muri, la direzione dove scagliare le loro pietre (metafora)…

Ho perso una quantità di tempo spropositata a cercare un pezzo che mi pareva di aver scritto ma che non riesco a ritrovare…
Il fatto è che mi sembrava di aver già pubblicato qualcosa di analogo per commentare l’assalto dello squilibrato armato di statuetta a Berlusconi (*1): anche in quel caso la mia conclusione era stata che l’attacco fisico fosse una conseguenza degli attacchi verbali, di tutta una narrazione cioè che riduceva l’ex cavaliere a origine di tutti i mali…
Mi sarebbe piaciuto confrontare cosa avevo scritto allora col mio pensiero odierno ma credo che sarebbero stati molto simili.

Qual è quindi la mia conclusione?
Io credo fermamente nella libertà di pensiero ed espressione e sono quindi contrario a prescindere a ogni forma di censura preventiva: però credo che Salvini (e altre persone nella sua situazione) dovrebbero difendersi contro gli attacchi che oltrepassino il limite dell’ironia (per me amplissimo) e della libertà d’opinione (altrettanto ampio). Altrimenti, come il recente episodio ha dimostrato, c’è sempre qualcuno che non ha la capacità di distinguere fra il reale e la metafora e finisce per commettere atti non giustificabili, pericolosi non solo per sé (o per Salvini) ma anche per gli altri.

Conclusione: guerre sante e vittimismo, stile Boldrini, no; però Salvini dovrebbe difendersi da quegli attacchi che lo disumanizzano perché questi potrebbero eccitare le menti più deboli e sensibili e spingerle a compiere atti inconsulti.
Contemporaneamente i politici di sinistra in genere, che ha dimostrato e dimostra tuttora, di usare sistematicamente lo strumento della demonizzazione mediatica dei propri avversari dovrebbe riflettere sulle implicazioni morali di tale comportamento (*2)…

Nota (*1): lo so che è del 2009 e che tengo questo ghiribizzo dal 2010 ma, evidentemente, ne avevo scritto ad anni di distanza…
Nota (*2): vabbè, ho scritto una caz###, me ne sono reso conto appena terminata la frase: i politici, sia di destra che di sinistra, fanno ben di peggio e senza scrupoli! Il soggetto quindi, coloro che dovrebbero cioè meditare, sono le persone comuni: gli elettori dovrebbero diffidare dei propri politici quando questi non si limitano ad attaccare i propri avversari ma cercano di trasformarli in mostri...

domenica 24 marzo 2019

Paradiso terminato

Ieri ho finito di leggere Paradiso perduto di John Milton: mi ha un po’ deluso anche se ammetto di aver letto la traduzione italiana perché l’originale inglese del XVII era troppo impegnativo e faticoso.

I capitoli con Satana, in particolare il primo, e la descrizione della battaglia fra angeli e demoni sono belli ma gli altri nove (in totale dodici) sono abbastanza noiosi: certo esprimono bene la fede sincera dell’autore ma, appunto, sono un po’ stucchevoli e non particolarmente interessanti.
Invece, quando Milton descrive le gesta di Satana, cerca di darne un punto di vista credibile e vi riesce con ottime argomentazioni: famoso è il “meglio regnare all’inferno che servire in Paradiso”.

Intendiamoci, qualche spunto interessante c’è anche negli altri libri, ma si tratta di dettagli: ad esempio di solito nell’arte Adamo ed Eva sono rappresentati in lacrime, totalmente affranti, scacciati dal Paradiso. Invece nella versione di Milton, Dio ha comunque pietà di loro e allora li fa confortare da un angelo che descrive loro gli eventi futuri fino alla venuta di Gesù: Adamo ed Eva lasciano quindi il Paradiso con grave tristezza ma senza disperazione.

Non so se ho già scritto perché ho deciso di leggere questo libro: mi sembrava di sì ma a una rapida ricerca non ho trovato niente…
Parlando con un’amica mi è capitato di dirle chi sono i miei personaggi preferiti dei libri: si tratta di Feänor del Silmarillion di Tolkien e di Mark Remillard della saga del pliocene/milieu di Julian May (la mia scrittrice preferita).

Ora non voglio entrare nei dettagli ma entrambi questi personaggi hanno delle caratteristiche comuni: entrambi si ribellano all’autorità, sfidano un nemico molto più forte di loro ed entrambi vengono sconfitti. Feänor si ribella ai Valar (specie di “demiurghi” di Tolkien) mentre Mark Remillard si ribella alla galassia governata da un’alleanza di razze aliene che avevano accolto l’umanità fra di loro... Ambedue poi sono personaggi dalle capacità eccezionali che li fanno eccellere rispetto ai loro simili.

Mi ero quindi reso conto che entrambi gli autori anglosassoni dovevano aver tratto ispirazione dal modello per eccellenza di personaggio grandioso ma maledetto, ovviamente mi riferisco al Satana di Milton. Ero quindi curioso di poter apprezzare direttamente la versione “originale”.
Ma anche da questo punto di vista sono rimasto un po’ deluso: la motivazione principale che muove Satana è una banale invidia verso l’uomo e questo, a mio avviso, ne riduce fortemente la grandiosità. Al contrario Feänor è mosso dal senso di giustizia/vendetta mentre Remillard dall’amore per l’individualità umana (che in parte andava sacrificata nell’unione galattica).

Tornando al Paradiso perduto mi sono reso conto di un particolare della Bibbia che mi era sfuggito e che adesso mi appare misterioso: come mai il frutto dell’albero proibito dona la conoscenza? Così infatti sembra che la conoscenza abbia un valore negativo, cioè che gli uomini vivrebbero meglio nell’ignoranza. Perché, ad esempio, la mela non “dona” l’egoismo o la superbia?
Mi sembrerebbe infatti più logico che all’origine di tutti i mali dell’uomo ci fossero questi due vizi dell’animo piuttosto che la conoscenza o la morale.
Oltretutto, anche dal punto di vista della coerenza della “trama” biblica, che senso ha vietare qualcosa se chi dovrebbe obbedire non ha il senso di cosa sia giusto e sbagliato (ovvero della conoscenza del bene e del male): come può sapere l’uomo che infrangere il divieto di Dio è male prima di mangiare la mela che dona la conoscenza del bene e del male?
Vabbè: immagino che ci siano centinaia di libri che affrontano questo tema ma, a occhio, non mi sembra ci possa essere una spiegazione semplice e convincente…

Comunque, da tanti piccoli particolari, mi sono reso conto di quanto il Paradiso perduto influenzi la cultura anglosassone: ad esempio ho scoperto che il “Pandemonium”, un circolo privato nel gioco per calcolatore “Vampires: Bloodlines” è il palazzo di Lucifero all’Inferno; oppure che il “demogorgone”, il mostro della serie “Stranger Things”, è citato nell’opera di Milton.

Ah! un’altra curiosità: il Paradiso Terrestre era veramente un luogo sulla Terra e non il Paradiso celeste… (e, ora che ci penso, ho visto una pellicola americana basata proprio sull’idea di individuare questo luogo originario!)

Interessante poi come già Milton con quest’opera (1667) inizia ad affrontare il rapporto fra religione e scienza: ad esempio nel racconto della creazione di Raffaele ad Adamo c’è un tentativo di conciliare religione e scienza (*1), poi, quando le domande di Adamo si fanno troppo pressanti, Raffaele taglia corto: «...il massimo Architetto decise… ...di non divulgare i suoi segreti a chi vorrebbe indagarli, e dovrebbe piuttosto ammirarli» (*2). La scienza comunque acquista una sfumatura piuttosto negativa: è infatti proprio Satana che per primo sfrutta le leggi della natura a proprio vantaggio per inventare i cannoni ed è anzi proprio grazie a essi che, almeno inizialmente, mette in difficoltà bloccandone l’avanzata, l’esercito angelico (*3). Invenzione che sarà poi riscoperta dall’uomo...

Conclusione: e ora voglio leggere “Un nemico del popolo” di Ibsen...

Nota (*1): ad esempio l’autore è già possibilista riguardo la teoria eliocentrica e la forza di gravità che, fa dire a Raffaele, comunque sia tutto segue la volontà di Dio.
Nota (*2): tratto da “Paradiso perduto” di John Milton, (E.) Mondadori, 2018, trad. Roberto Sanesi.
Nota (*3): e sempre riguardo alle influenze di quest’opera sulla cultura inglese è evidente il parallelismo della battaglia fra angeli e demoni con quella dei valar contro Morgoth (nel Silmarillion di Tolkien). Anche nella battaglia contro i valar Morgoth, come Satana, sfodera un’arma segreta (i draghi) che momentaneamente sembrano riuscire a ribaltare l’esito della lotta.

sabato 23 marzo 2019

Fiorame: seconda stagione

Una decina di giorni fa sono tornato a fotografare i fiori che nascono spontanei nella mia zona: invece di fotografarli a casaccio per poi cercare di identificarli una volta a casa mi sono fatto accompagnare dall’amica esperta di piante.
A causa della siccità di fiori ce n’erano proprio pochi però è stato molto piacevole non dover cercare su Internet ma poter chiedere di persona!

Ovviamente dopo tutti questi giorni non mi ricordo più i nomi che mi aveva insegnato e quindi pubblico le varie foto con un numero che sostituirò una volta ricontattata l’amica.

1 - Tarassaco ?
Questo in realtà l’avevo già presentato l’anno scorso ma siccome di fiori veri e propri ce n’erano pochi…

2 – Borse del pastore
A causa dei piccoli frutti dalla forma a cuore e, probabilmente, a forma di borsa dei pastori!
Dalla foto non è evidente ma si tratta di fiorellini piccolissimi e l’intera pianta sarà alta 10-15 cm...

3 – Rosolaccio
La mia amica ne stava raccogliendo diversi per farci un’insalata: siccome eravamo ai margini di una proprietà privata si è avvicinato a noi il contadino per darci un’occhiata: mentre io cercavo (inutilmente) di nascondermi dietro delle borse del pastore, la mia amica ha tirato fuori un coltellaccio e gli ha detto: “Sono qvi per raccogliere un po’ di inzalata di kampo: qvalcosa in kontrario? Nein, vero?”. Al che il tizio si è allontanato in tutta fretta e non si è fatto più vedere…

Plantago Lanceolata (Plantaginaceae) - Piantaggine
Notare la terra arida e le erbe vicine “bruciate” dal glisofato (o simile)…

Verbascum sinuatum (Scrophulariaceae) - Verbasco sinuoso
Pianta simpatica.

Euphorbia helioscopia (Euphorbiaceae) - Euforbia
Attenzione i piccoli fiorellini azzurri, sono la solita ben nota veronica: un po’ il Gabriele Paolini delle foto ai fiori…

Euphorbia cyparissias (Euphorbiaceae) - Euforbia cipressina
L’ape poverina non era in posa ma stecchita: come detto eravamo vicino a dei campi trattati con glisofato…

Verbascum thapsus (Scrophulariaceae) - Tasso barbasso
Assomiglia alla 5: probabilmente è parente…

Hypochaeris radicata (Asteraceae) - Costolino giuncolina
Quando la mia amica ha visto questa pianta butterata ci si è fiondata sopra: mi ha spiegato che è buonissima e l’ha subito raccolta per mangiarsela.
Io ero un po’ preoccupato che queste piante fossero fortemente inquinate ma a sentir lei l’insalata gli è poi venuta buonissima…

Violette
Queste invece le ho fotografate a casa mia: essendo più umido avevo molti più fiori…
Queste violette le avevo già fotografate l’anno scorso (ci sono di due tipi: queste e col fiore viola leggermente più chiaro) ma mi piaceva questa particolare macchia!

Modificato 29/3/2019: Finalmente mi sono deciso ad aggiornare i nomi (solita pigrizia)... Comunque è buffo come spostandomi di pochi chilometri mi sia imbattuto, non dico in specie, ma in famiglie diverse di piante! Questo mi dà un'essima dimostrazione della grandissima varietà di fiori differenti. Ah! C'è da dire che almeno una varietà di euforbia cresce anche dalle mie parti: non l'avevo considerata perché fa i fiori verdastri ma dalle foglie e dal portamento generale della pianta si capisce che la famiglia è quella...

Conclusione: appena avrò i nomi dei vari fiori/piante li sostituirò ai numeri!

venerdì 22 marzo 2019

Struffato

Premessa: ho un telefonino modello super-economico (pagato sui 16€) con un contratto a consumo e senza canone con Wind. In pratica pago solo, a caro prezzo, le chiamate effettuate ma, siccome lo uso pochissimo (una telefonata al mese forse) mi va più che bene. La carica infatti mi dura per più di un anno e Wind mi invia puntualmente una lettera in cui mi ricorda che devo fare una ricarica almeno ogni 12 mesi altrimenti perdo il numero. L’ultima carica la feci qualche settimana fa, a inizio marzo, perché ero entrato nel mese in cui il telefonino mi funzionava solo in ricezione: ero rimasto con 3€ e qualcosa e ne aggiunsi altri 10€.
In genere tengo il telefonino sempre spento e, talvolta, quando magari decido di accenderlo, spesso scopro che è scarico…
Il motivo? Vago: una forte antipatia dovuta al fatto che, almeno inizialmente, il telefonino era considerato un simbolo di stato sociale; indefinite preoccupazioni per la mia riservatezza; a casa mia non c’è segnale e questo mi scoraggia dal comprare modelli più sofisticati che potrei usare solo limitatamente.

Detto questo, domenica ero da mio padre e dopo cena, uscendo da casa sua, decido di accenderlo nell’eventualità che mi voglia chiamare durante il viaggio.
Arrivato a casa mi ricordo di spegnerlo (di per sé un piccolo miracolo!) e mi accorgo che c’è un messaggio; incuriosito vado a vedere di cosa si tratta:
[dal numero 3202071039 - spedito oggi 17/3/2019 13:37]
MUSIKDATE
fornito da Tekka.
Abbonamento attivo al COSTO di 7E/settimana.
I migliori Contenuti sono a tua disposizione entra e divertiti su http://wap-it.musikdate.com.
Per Disattivare o Informazioni chiamare 800442299 o http://wap-it.musikdate.com/p/ o invia STOP al 3202071039


Sul momento ho pensato che si trattasse di un errore o di un tentativo di phishing (ad esempio che si attivasse realmente solo chiamando il numero o mandando l’SMS…) visto che era impossibile che io mi fossi attivato da solo tale (inutile) servizio. Dopotutto il mio telefonino era rimasto spento per diversi giorni, inclusa l’ora di invio dell’SMS alle 13:37, quindi…
Comunque vado a controllare su Google inserendo come chiave “MUSIKDATE fornito da Tekka. Abbonamento attivo al COSTO di 7E/settimana.”
I collegamenti risultanti sono allarmanti: apparentemente basta cliccare su delle pubblicità e, senza aspettare alcuna conferma, ci si ritrova abbonati a servizi indesiderati che prelevano immediatamente il denaro dal credito del telefono. Alcuni utenti più paranoici sospettano che le stesse compagnie di telecomunicazioni chiudano un occhio sul fenomeno (nonostante i numerosi richiami di AGCOM) perché comunque frutta loro indirettamente parecchio denaro.

Molti siti poi si offrivano di riottenere direttamente il rimborso in mia vece (si fanno poi pagare dal relativo operatore telefonico per il servizio offerto) ma proprio la loro abbondanza mi faceva sospettare un piccolo business che, a sua volta, mi insospettiva.
In pratica, leggendo i vari commenti, avevo ricavato la sensazione che bloccare il servizio fosse facile ma molto più complicato fosse riavere il rimborso di quanto ingiustamente pagato.

Alla fine ho così deciso di provare a chiedere informazioni alla Polizia Postale perché il mio caso mi sembrava di un passo oltre la normale zona grigia e, anzi, direttamente nella truffa: il mio telefonino era infatti rimasto spento da giorni e, comunque, non clicco mai a casaccio sulle pubblicità; ah! E col mio telefonino non si può andare su Internet: quindi chi aveva dato a Tekka il mio numero telefonico?

Il sito della Polizia Postale è, come dire, senza offesa, un obbrobrio stile anni ‘90 difficilissimo da usare. Solo per registrarmi avrò dovuto fare 10 tentativi (*1)!

Alla fine comunque (poco prima di mezzanotte) inserisco la seguente domanda nella sezione del forum (praticamente impossibile da navigare) che mi sembrava più adeguata:
Oggi (17/3/2019) ho ricevuto un SMS da parte di Tekka Lab (dal numero 3202071039) in cui mi si comunica di avermi attivato il servizio "MUSIKDATE".
Leggendo su vari siti in rete (ad esempio https://disserviziotelefonico.it/project/musik-date-abbonamento/ e https://www.tellows.it/num/3202071039 ) sembra si tratti di una truffa che si attiva cliccando su dei banner pubblicitari.
Aggiungo che il mio telefonino è un vecchio modello che non permette di navigare in rete e che all'ora dell'invio dell'SMS era pure spento quindi non ho idea di come io abbia potuto attivarlo.
Vorrei quindi sapere cosa posso fare per disabilitare questo "servizio" assolutamente NON richiesto e ottenere il rimborso di quanto mi è stato addebitato.
Vi ringrazio anticipatamente per ogni eventuale suggerimento,
KGB


Avevo deciso di aspettare un’eventuale risposta per tutto lunedì e di aspettare martedì per decidere cosa fare.
Invece, con mio grande piacere e sorpresa, già nel primo pomeriggio di lunedì, la Polizia Postale mi risponde suggerendomi cosa fare.
Credo che non ci sarebbero problemi a pubblicare qui di seguito la loro risposta (dopo tutto, da qualche parte sul loro sito, dovrebbe comunque essere visibile a tutti) ma nel dubbio mi limito a riassumerla:
1. Contattare per prima cosa il mio operatore per bloccare il servizio e chiedere il rimborso.
2. In assenza di rimborso mandare richiesta SCRITTA di rimborso all’operatore tramite FAX, sito o raccomandata con ricevuta di ritorno.
3. In assenza di rimborso, suppongo dopo un tempo congruo, rivolgersi al CORECOM della mia regione.
4. Per ulteriori informazioni controllare i siti http://www.commissariatodips.it/collabora/denuncia-in-materia-tlc.html e http://www.agcom.it/risolvi-un-problema-con-il-tuo-operatore.
5. Come suggerimento aggiuntivo, per evitare futuri problemi, chiedere di abilitare il servizio gratuito di “Barring Sms”, cioè del blocco degli SMS a pagamento “in decade 4”. 

Martedì provo quindi a chiamare l’operatore dal mio telefono fisso casalingo ma scopro che, essendo con Fastweb, non mi è possibile: rimando quindi all’indomani…

Mercoledì chiamo col mio telefonino il 155 di Wind: mi risponde un operatore un po’ svogliato che mi disabilita subito tutto (anche se non ha idea di cosa sia il blocco degli SMS a pagamento “in decade 4”) ma che non mi rimborsa niente perché non riesce a verificare quanto mi è stato tolto e, ovviamente, non può basarsi solo sulla mia parola. Mi fa anche un vago discorso su “tanti piccoli servizi da 0.99€” che potrebbero aver eroso il mio credito ma alla mia richiesta di spiegazioni mi confessa di non riuscire ad accedere al sistema! Infine mi dice quindi di richiamare venerdì mattina per il rimborso…

Giovedì mattina richiamo il 155: stavolta mi risponde un’operatrice molto sveglia che in pochi minuti mi fa ottenere il rimborso e, alla mia domanda, mi conferma che non ho nessun altro servizio aggiuntivo attivo. Dopo dieci minuti verifico che i 7€ spariti mi sono stati riaccreditati!

Tornato a casa volevo aggiornare il forum della Polizia Postale per ringraziare e riassumere brevemente su come si fosse risolto il mio caso ma, dopo un quarto d'ora di inutili tentativi, ho lasciato perdere perché non mi riusciva ritrovare la mia domanda…

Anche se dubito che mi leggeranno ringrazio qui la Polizia Postale per l’aiuto rapido, professionale e accurato che mi hanno saputo dare.

Conclusione: banalmente potrei scrivere che tutto è bene ciò che finisce bene ma in realtà la mia conclusione è più negativa.
Perché le compagnie telefoniche permettono questi piccoli abusi sui loro clienti? La risposta è, al di là del loro possibile profitto, che la stessa legge, evidentemente, glielo permette: la legge, che infatti ha ben poco a che fare con la giustizia, tutela non i deboli, cioè gli utenti truffati, ma i forti, ovvero le compagnie telefoniche. Tutto questo è del resto in accordo con quanto spiego nell’Epitome nel capitolo 18 e in particolare 18.3...

Nota (*1): Non sto scherzando! I problemi erano ben due e molto subdoli: 1. il nome utente doveva essere di almeno tre caratteri ma il modulo di compilazione diceva di due (e io avevo inserito le mie due iniziali); 2. la parola chiave doveva contenere l’usuale miscela di caratteri strani, maiuscole, minuscole e numeri: l’insolito era che “@” non andava bene ma il messaggio di errore non lo spiegava! E a ogni tentativo dovevo reinserire da capo, per due volte, l’intera parola chiave...

giovedì 21 marzo 2019

Diversità e uniformità

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 1.1.1 "Psicomante Maior").

Oggi voglio cercare di mettere nero su bianco, qui sul ghiribizzo, un concetto che mi piacerebbe aggiungere all'Epitome, non so se nella prossima o in un'altra versione.
Intanto scrivo questa specie di bozza che mi aiuterà a mettere a fuoco le mie idee, a meditarle meglio ed, eventualmente, a migliorarle.

Ancora non so bene dove inquadrare questa teoria: se la considero una caratteristica psicologica dell'uomo andrebbe nel capitolo 1, se riguarda più la società nel 3 e se invece è applicabile ai parapoteri allora andrebbe nel 5. Probabilmente si sovrappone un po' in tutti questi campi.

Volendo è una teoria che si riallaccia all'intuizione sul mar Meditarreneo che ebbi tempo fa (v. conclusione di Dall'estremo oriente e Fine del primo capitolo) all'epoca inquadrata nel contesto degli stati (e quindi dei parapoteri).

Vabbè, inutile girarci intorno: il concetto base è che per avere il progresso di una società (da vedere poi a quali livelli è applicabile questa idea) sono paradossalmente necessarie due forze opposte fra loro: la diversità e l'omogeneità.
La diversità porta a nuove idee e soluzioni mentre l'omogeneità permette la collaborazione: solo diversità implica conflitto, solo omogeinità equivale a stagnazione. L'equilibrio di questi due elementi porta invece al progresso.

Di quale diversità e omogeneità sto parlando? Beh, io l'intendo culturale: a livello quindi di protomiti ed epomiti.
Vedere il mondo attraverso protomiti diversi permette di individuare soluzioni diverse (v. Il valore della diversità) ma è necessario condividere anche dei valori e principi comuni (altri protomiti) per permettere una collaborazione feconda.

Appare quindi chiaro, dato questo contesto, il ruolo avuto dal Mediterraneo nei secoli (milleni) scorsi. Da una parte divide i popoli che vivono sulle sue sponde forzandone un'evoluzione differenziata, da un'altra però permette anche dei contatti e lo scambio delle idee migliori (protomiti) fra le stesse popolazioni. In altre parole il Meditarreneo ha favorito lo sviluppo della civiltà.

Un altro contesto può essere quello dell'Europa medievale: l'uniformità era data dalla comune eredità romana e dalla religione cristiana, la diversità dalla frantumazione in numerosi regni indipendenti e rivali fra loro. Anche in questo caso vi è evoluzione e progresso.

Altro caso: la Cina antica; predomina l'uniformità e quindi la stagnazione: esistono nazioni vicine con culture diverse ma predomina la spinta a richiudersi in se stessa.

Il mondo moderno condivide alcuni protomiti comuni, come la logica occidentale del profitto, ma le diversità culturali e religiose sono di gran lunga più forti: per questo predominano i conflitti.

Riepilogando grazie ai precedenti esempi questa teoria sembrerebbe valida a livello di nazioni, quindi di parapoteri a un alto livello di dettaglio, e per quanto appreso in Il valore della diversità anche nei gruppi, quindi a livello bassissimo: sarei stupito quindi se non valesse anche al livello intermedio di una data società.

In una società l'uniformità è data dagli epomiti condivisi dalla popolazione e la diversità dai diversi gruppi sociali, i poteri forti, medi e deboli in cui è naturalmente divisa.
In questo caso però, mi sovviene, vi è un'importante asimmetria: i parapoteri costituiscono il gruppo numericamente più piccolo ma anche più determinante nell'orientare la direzione a cui tende la società.
Da questo ne ricavo una regola aggiuntiva: questo principio del valore della proficua collaborazione fra uniformità e diversità funziona solo quando tutti gli elementi in gioco hanno una forza dello stesso ordine di grandezza: in caso contrario l'elemento più forte potrà ignorare, contrastare o reprimere in altro modo le idee/migliorie/progressi di un elemento più debole.
Di nuovo le nazioni dell'Europa (e quelle sulle sponde del Mediterraneo) avevano tutte un peso simile fra loro; al contrario la Cina è sempre stata un gigante rispetto ai propri vicini.
Oppure a un bassissimo livello di dettaglio, in un piccolo gruppo di lavoro, se il capo non ascolta per niente i propri collaboratori allora tutto il valore della diversità di idee andrà perduto.

Tutto sommato questa teoria mi pare una generalizzazione della legge dell'omogeneizzazione in cui i poteri in competizione fra loro nel medesimo sistema sono “forzati” ad adottare le innovazioni apparentemente migliori per non soccombore...

Conclusione: alla fine probabilmente inserirò questa teoria nel capitolo 5 (dove c'è già l'effetto di omogeneizzazione) però è buffo che sia applicabile ad alto (Stati) e basso livello (gruppi di individui) ma non a livello intermedio di una singola società. Questo significa che una società isolata tende a ristagnare: i parapoteri in essa, per mantenere la propria forza, tendono a bloccare le innovazioni proposte dagli altri gruppi sociali.

lunedì 18 marzo 2019

Varie marziane

Sto accumulando troppe cose da scrivere: proverò a smaltirne un po’ adesso, tutte insieme, velocemente (*1)…

Allora, in ordine sparso: già da giovedì sono tornato sull’Epitome. Avevo scritto che avrei dedicato l’intera settimana alle RN ma poi ho pensato che è meglio dedicarmi a ciò che mi ispira di più: lavoro meglio e con meno fatica.
Ho così iniziato a rivedere il capitolo sulla scienza: ho ricontrollato cosa avevo già scritto, quello che mi ero ripromesso di scrivere e il materiale letto su Scienza è democrazia di Maria Luisa Villa.
Alla fine ho deciso che non riscriverò da zero il capitolo: mi sono reso conto che, come spesso mi accade, tutto ciò che avevo scritto sulla scienza era sostanzialmente corretto (*2); ovviamente farò molte aggiunte qua e là ma sarebbe stata una fatica inutile rivoluzionare tutto. Il grosso del materiale l’ho aggiunto oggi nel nuovo sottocapitolo 17.5 dove illustro la mia teoria sulle condizioni necessarie alla scienza. In totale sono a +13 pagine: non mi stupirei se arrivassi a +20…

Sono stato vittima di una truffa telefonica! Sul mio telefonino Wind mi è stato attivato, senza che io abbia fatto niente, un servizio dal costo di 7€ a settimana!
Per la cronaca si tratta di questo: Musik Date abbonamento con SMS speditomi da quest’altro numero telefonico: 3202071039
Ho contattato la polizia postale sul loro sito: spero che mi rispondano, comunque ci farò un pezzo a parte.

Su Greta, v. I gretini, volevo aggiungere che in questi ultimi due giorni mi è apparsa su FB una pubblicità con la sua immagine che rimanda al sito di una banca in linea: mi sembrava anche di aver salvato il collegamento ma adesso non lo ritrovo… Comunque il punto è che banche e ambiente non è che vadano proprio a braccetto insieme…
Di ieri poi la notizia che il libro di Greta (e altri) La nostra casa è in fiamme sarà pubblicato da Mondadori a maggio: v. Arriva il libro di Greta Thunberg da Ansa.it

Ah! Una brevissima riflessione nata da uno scambio epistolare.
Una mia amica si lamentava del numero di disturbi mentali e della loro grande diffusione nella popolazione.
Le ho risposto: «No: è la normalità che non esiste.
Riflessione: è il mondo moderno che non è naturale; la società impone all'uomo la sua anormalità e questi si adatta deformando la propria psiche per sopravviverci.
Se le cosiddette persone "anormali" fossero nate 10.000 anni fa magari non avrebbero sviluppato le idiosincrasie e i disturbi psicologici oggi così diffusi...
»
Aggiungo: che la normalità non esista mi sembra ormai una banalità; più interessante la riflessione vera e propria. L’idea è che la maggior parte delle persone nasca “normale” e sia poi la società moderna con i suoi lavori alienanti, i ritmi frenetici, la perdita del contatto con la natura, le città dove nessuno conosce più nessuno, l’apparenza elevata a essenza dai media e tutte le ingiustizie in genere, che costringono l’uomo ad adattarsi, a piegarsi per non spezzarsi. Il disturbo mentale è quindi l’adattamento della psiche a una situazione di vita, causata dalla società moderna, che non riesce a sostenere.
Ovviamente solo un’ipotesi buttata lì dopo averci pensato qualche secondo: però mi pare interessante…

L’altra settimana sono andato a fotografare fiori con l’amica esperta di piante!
Sfortunatamente di fiori, a causa della mancanza di pioggia, ce n’erano pochini, però lei riconosceva le piante anche solo dalle foglie e così ho fatto molte foto. Ancora però mi devo decidere a metterle per bene (ridurle, tagliarle, sceglierle, etc…) ma, spero in settimana, ci farò un pezzo.

Sky per qualche motivo (probabilmente sono nel panico a causa del successo di Netflix e simili; sarebbe anche interessante sapere sul fronte sportivo come sta andando DAZN e se Sky ha perso abbonamenti) mi ha regalato dei giorni di visione gratuita dei suoi canali di cinema.
Onestamente ormai sono abituato a Netflix e andare a caccia delle pellicole che mi interessano a orari improbabili mi fa troppa fatica. Alla fine quindi ho guardato solo un paio di vecchi titoli e delle novità “riconoscibili” (già perché su Sky posso leggere solo il titolo della pellicola che però in genere non mi dice niente, mentre su Netflix ho molte più informazioni…).
Delle vecchie pellicole:
Ghost: bellina Demi Moore prima di diventare ipermuscolosa per il Soldato Jane. Patrick Swayze ha la testa grossa (vabbè io dovrei stare zitto)...
Mio cugino Vincenzo: non me lo ricordavo ma è ancora divertentissimo: soprattutto mi sono accorto che Joe Pesci era uguale a un mio ex collega!
Ieri sera ho visto Star Wars VIII: un po’ meglio del precedente, basato sulla trovata puerile e ridicola del cannone ammazza stelle, però è tutt’altro che un capolavoro. Non mi convince il cattivissimo figlio di Piton, anzi no, di Han Solo. E il povero Luke Skywalker sembra essersi dedicato troppo alla bottiglia se non al lato oscuro: sembra la versione “gigante” di Tyrion Lannister…
E qualche giorno prima ho visto Jurassic qualcosa che fa sembrare un capolavoro l’episodio precedente. Questo è noioso e noioso: è non è facile fare una pellicola noiosa con i dinosauri. Vabbè, poi la trama è orripilante e il cameo di Jeff Goldblum ridicolo: da matematico eclettico viene trasformato in un DJ anni ‘80…

Ho visto e sto vedendo delle serie belline su Netflix!
Di Gotham e di The Umbrella Corporation mi pare di avere già scritto quindi evito di ripetermi…
Ieri ho scoperto una serie di brevi cartoni per adulti chiamata Love Death + Robots molto bellina: si tratta di episodi indipendenti fra loro, a tema fantascientifico, e di atmosfera diversa anche se tendente al cyberpunk: per adesso ho visto i primi quattro episodi ed erano tutti piacevoli (dal 6½ al 7½). Volendo sono un po’ alla “Asimov”: basati ciò su una singola idea/colpo di scena finale.
Per mia erudizione sto guardando una commedia turca Aile Arasinda: il cercare di intuire la società attraverso il suo umorismo è stato sempre un mio pallino. Tutto sommato ricorda una commedia italiani con aspetti della società paragonabili a periodi diversi della nostra storia: dagli anni ‘60 agli anni ‘90 (le amiche che vanno al mercato e non al supermercato, che sbucciano i piselli insieme, la questione della dote) e con qualche tematica forse più attuale (la figlia che “veste” decisamente discinta e ha molti tatuaggi, la supponenza dell’imprenditore che si è “fatto da sé”, il personaggio secondario di un transessuale). Non ci sono però accenni né alla religione né alla politica frequenti invece nelle pellicole italiane.
La lingua turca proprio non mi piace: troppo gutturale, piena di parole strozzate. Anche nelle canzoni si sente molto.
Ah, ho notato che sui tavoli apparecchiati non ci sono bottiglie: mi chiedo se sia un espediente del regista per togliere dalla scena degli oggetti fastidiosi e ingombranti oppure se sia un costume turco…

Proprio oggi mi sono imbattuto in questo articolo interessante: Meritocracy doesn’t exist, and believing it does is bad for you da FastCompany.com
Mi ha colpito perché conferma scientificamente una mia teoria (*2), piuttosto negativa e deprimente, che sviluppai da bambino, v. 4 aneddoti e 1 domanda.
In pratica si afferma che il successo non si basa sul merito ma, principalmente, sulla fortuna. Mi lascia però perplesso l’esperimento secondo il quale il capo che crede di valutare i propri dipendenti secondo il merito in verità finisce per discriminare. Da Epitome poi la teoria secondo la quale l’uomo preferisca credere di vivere in un mondo giusto piuttosto che ammettere che non sia così; e anche di come illudersi che il merito venga premiato renda più tollerabili palesi ingiustizie sociali.

Conclusione: siccome ho già scritto abbastanza evito un commento calcistico: tanto faremo i conti a fine stagione...

Nota (*1): sì, lo so: il mio “velocemente” si rivela spesso troppo ottimistico…
Nota (*2): lo so di apparire un po’ presuntuoso e saccente a ripetere quanto spesso mi accada di scoprire conferme a delle mie teorie: ma è così! Anzi dico di più: molto raramente scopro di aver torto! Vabbè, in questo secondo caso potrei essere io a non rendermene conto (e ci sono poi numerosi effetti psicologici che spingono in tale direzione) ma in genere trovo integrazioni al mio pensiero, leggeri aggiustamenti, non complete smentite.

venerdì 15 marzo 2019

I gretini

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 1.1.1 "Psicomante Maior").

Articolo (uno dei tanti): Greta Thunberg proposta per il premio Nobel per la pace da Ansa.it

La cosa non vi puzza? A me sì…
Insomma abbiamo una ragazzina sconosciuta che parla a favore dell’ambiente: i media l’esaltano e l’idolatrano, ci viene proposta in tutte le salse, improvvise manifestazioni vengono organizzate in tutto il mondo e ora viene proposta per il Nobel per la pace che probabilmente vincerà.
Ora c’è da dire che di per sé, ormai, il Nobel per la pace vale zero: dopotutto qualche anno fa fu pure assegnato a Obama sulla “fiducia” (ovviamente mal riposta) quindi assegnarlo alla Greta non sarebbe certo più scandaloso…

La questione è come si spiega tutta questa grande concentrazione mediatica sulla ragazzina ambientalista? Intendiamoci il problema dell’ambiente è reale, non è questo l’assurdo: il punto è che i media sono ormai controllati da quei parapoteri economici internazionali ([E] 4 e 9) che in realtà sono i principali responsabili della crisi ambientale attuale.
Possibile che si siano tutti improvvisamente folgorati sulla via di Damasco? Sarebbe bello ma io onestamente non credo più alle favole…

Allora la domanda diviene quale sia il vero scopo di questa grande mobilitazione mediatica: ai parapoteri economici non interessa infatti l’ambiente ma il proprio profitto e questo è spesso realizzato proprio a scapito del primo ([E] 13.2). Possibile che si vogliano dare la proverbiale mazza sui piedi?

Non so, ancora è presto per esserne certi ma io ho, dopo averci riflettuto pochi minuti, ho già una teoria.
Questo grande movimento ambientalista mondiale, evidentemente organizzato a tavolino e sostenuto con grandi mezzi, verrà convertito in un movimento politico il cui scopo sarà quello di togliere voti ai fastidiosi populismi che, apparenti o reali ([E] 12.3 e 12.4) che siano, hanno la tendenza di opporsi, a volte solo a parole più raramente con i fatti, ai parapoteri economici.
La riprova di questa mia ipotesi sarà che questo eventuale movimento ecologista si alleerà con i partiti tradizionali più fortemente influenzati dai parapoteri economici. Magari già alle prossime europee potremo vedere se ho ragione...

Conclusione: ovviamente la piccola Greta è solo uno strumento, un simbolo pulito dietro cui nascondersi, i suoi ingenui seppur ben intenzionati seguaci, ovviamente i gretini, saranno usati, nel lungo termine, proprio contro l’ambiente che invece vogliono difendere.

Dubbio stilistico

Da qualche giorno ho iniziato a leggere il libro del Bagnai Il tramonto dell’euro che mi era stato regalato per Natale.
Non voglio però accennare a una qualche teoria o prenderne altri spunti, ci sarà sicuramente occasione di farlo in futuro, ma accennare allo stile usato dal suo autore.
Il testo è infatti molto scorrevole e scritto con l’ironia pungente che contraddistingue il professore negli articoli del suo sito: anzi usa proprio lo stesso stile e non un registro più elevato.

Questo mi ha fatto venire un grande dubbio…
La mia primissima versione dell’Epitome era scritta in maniera piuttosto colloquiale, nello stesso modo in cui scrivo i miei pezzi del ghiribizzo: il mio primo e unico lettore però si era però detto estremamente contrario a questa mia scelta spiegando che, per essere preso minimamente sul serio, avrei dovuto obbligatoriamente usare un registro più formale.
Siccome ne era estremamente convinto riuscì a convincermi nonostante non poche perplessità (di cui vi è ancora traccia nella Premessa). Alla fine mi ci sono abituato anch’io e non mi pare troppo male…

Ora però la questione che si debba obbligatoriamente usare uno stile non colloquiale per un’opera “seria” è ormai superata visto che il Bagnai l’ha fatto senza problemi e con notevole successo. Anzi mi viene il dubbio di apparire ridicolo usando uno stile estremamente serio per scrivere di cose di cui non sono assolutamente esperto.
Ma il cruccio che veramente mi tormenta è se uno stile più facile e scorrevole avrebbe aiutato i lettori nella lettura della mia opera (regolarmente abbandonata fra il primo e il terzo capitolo!). Forse un po’ sì ma quanto?

Sigh... - 16/3/2019
Certo che Salvini non perde un’occasione per cercare di convincermi che anche quello della Lega è un populismo apparente: F35, Salvini: “Un passo indietro sarebbe un danno”. Vertice Conte-Trenta a Palazzo Chigi: “Rivedere commesse per il futuro” da IlFattoQuotidiano.it

Sul digiuno - 21/3/2019
Poco meno di due anni fa feci questo Esperimento digiuno.
Oggi ho trovato il seguente articolo: Il digiuno, l’ultimo trucco per aumentare la produttività in Silicon Valley da Renovatio21.com

Italia-Finalandia - 24/3/2019
Oggi (domenica) ho sentito a radio e tivvù che l’Italia ieri sera ha giocato una buona partita!
Allora io che partita ho visto?
In quella che ho guardato io l’Italia, fino al gol di Kean, aveva fatto appena due tiri nello specchio della porta; alcuni giocatori si sono impegnati molto (Bernardeschi, Immobile, Barella, Piccini) e altri hanno fatto malino (come Bonucci e Jorginho), sempre affidabile Chiellini, sufficienti e discreti gli altri.
Ma giocavamo contro la Finlandia mica la Spagna!
Se ho ben capito il giocatore migliore finlandese gioca nella serie B inglese quindi il livello medio della squadra sarà stato da serie B/C…

Ma perché poi Mancini non convoca Cutrone? Era forse infortunato? Bo...

Considerazione floreale - 1/4/2019
Non sono un grande naturalista ma sono rimasto stupito dalla diversità delle fioriture rispetto all’anno scorso dovute alla siccità e al caldo anticipato.
Non c’è stata una semplice traslazione: è cambiato anche l’ordine di fioritura e la quantità di fiori per specie…
Me ne rendo conto solo quest’anno perché l’anno scorso mi divertii a fotografare i vari fiori della mia zona e ricordo quindi l’ordine di apparizione e la frequenza delle diverse piante...

In città ho addirittura visto un papavero/rosolaccio fiorito a poco più di metà marzo!

Comunque speriamo che venga almeno una bella settimana di pioggia...

mercoledì 13 marzo 2019

Osinga stop

In questi ultimi due giorni sono tornato a studiare più nel dettaglio il codice di Osinga che produce frasi casuali (v. RN psicotica e precedenti).

Ho sempre più la sensazione che sia un’attività inutile: la spiegazione teorica di quello che fa è praticamente zero e il codice è quasi incomprensibile.
Ormai però, prima di passare a provare il sito che ho scoperto recentemente (AdventuresInMachineLearning.com), volevo ragionare un po’ sull’ultimo esperimento.
Non è stata un’operazione particolarmente felice ma comunque a qualche conclusione interessante mi ha portato: per non parlare del fatto che, seppure lentamente, sto migliorando col Python!

Ah! Prima di continuare, la forma della “mia” RN è la seguente:
 _________________________________________________________________  
 Layer (type)         Output Shape       Param #    
 =================================================================  
 input (InputLayer)      (None, None, 103)     0       
 _________________________________________________________________  
 lstm_layer_1 (LSTM)     (None, None, 44)     26048     
 _________________________________________________________________  
 lstm_layer_2 (LSTM)     (None, None, 44)     15664     
 _________________________________________________________________  
 lstm_layer_3 (LSTM)     (None, None, 44)     15664     
 _________________________________________________________________  
 time_distributed_1 (TimeDist (None, None, 103)     4635     
 =================================================================  
 Total params: 62,011  
 Trainable params: 62,011  
 Non-trainable params: 0  
 _________________________________________________________________  
   

Un primo elemento interessante è come anche la mia RN psicotica riesca a concludere correttamente le parole ammezzate prima di entrare nel suo ciclo di ripetizione ossessiva.
In particolare in uno degli esempi pubblicati rimane incompleto il frammento “No” e la RN lo completa con “Nota (*1): ”. Mi ha colpito molto…
Perché, è bene ricordarlo, la RN non memorizza alcuna parola ma semplicemente calcola il carattere successivo a quello che gli viene fornito in ingresso: solo modificando i parametri di questo enorme sistema di equazioni si ottiene l’effetto complessivo di memorizzare, globalmente per tutta la rete, parole diverse. A me sembra quasi una magia: ho provato a chiarirmi la logica/matematica che vi sta dietro ma è tutto troppo complicato: in verità ho la netta sensazione che anche gli scienziati viaggino parecchio “a naso” scegliendo di usare funzioni e strutture non tanto per motivi matematici ma per intuizioni (*1). In altre parole la pratica ha di gran lunga sopravanzato la teoria.

Forse mi sono dimenticato di spiegare che in questo esempio Osinga usa degli strati interni per la rete neurale molto più complessi dei semplici “Dense” (dove semplicemente tutti i nodi di uno strato erano collegati con tutti quelli del precedente) già visti nello scorso esercizio.
Usa infatti i nodi LSTM che sta per Long Short-Term Memory layer: la caratteristica di questi strati è che la loro uscita viene rifusa con l’ingresso all’istante successivo. Ovviamente per fare tutto questo la sua struttura è molto più complessa: non per niente quando ho provato a calcolare i numeri di nodi della mia RN supponendo una struttura analoga al “Dense” (ma con funzioni diverse pensavo) mi era venuto 13.171 parametri invece di 62.011. A occhio questo significa che uno strato LSTM ha quasi quattro volte i parametri di uno strato Dense…
Tutto questo è compatibile con quanto ho frettolosamente scorso sul sito AdventuresInMachineLearning.com

Ovviamente lo strato di entrata (non è uno strato vero e proprio ma definisce la “forma” dei dati di ingresso) e quello di uscita sono diversi. In particolare quello di uscita è un Dense con funzione di attivazione Softmax.
La funzione di attivazione Softmax è quella che fa sì che i valori di uscita di ogni nodo equivalgano a probabilità con somma 1. Questo significa che, dato un carattere di ingresso, la RN non risponde “il carattere successivo è X” ma piuttosto dà, per ognuno dei 103 caratteri, la probabilità che questo sia il successivo a quello di ingresso.
Giocando col parametro di indeterminatezza (v. RN psicotica) è possibile farle restituire come carattere di uscita non il più probabile ma qualcosa di più o meno prossimo a esso.

Inizialmente i 103 caratteri dei miei testi vengono tradotti con una serie di 103 cifre: ogni carattere è composta da un 1 e 102 zeri. Qualcosa come:
Carattere 1:
1000...0000 (103 caratteri)
Carattere 2:
0100...0000 (103 caratteri)
Carattere 3:
0010...0000 (103 caratteri)
Etc…
Carattere 102:
0000...0010 (103 caratteri)
Carattere 103:
0000...0001 (103 caratteri)

Il primo strato della rete neurale ha infatti esattamente 103 ingressi così come l’ultimo ha 103 nodi (e altrettante uscite).
Quindi ci si sarebbe potuti anche aspettare che l’uscita fosse costituita da 102 zeri e un unico 1 in maniera da poter identificare il carattere calcolato dalla RN.

In realtà che questa struttura non potesse essere corretta ci ero già arrivato da solo senza guardare il codice.
Consideriamo ad esempio la parola “babbo ” con (per semplicità) “b”=0100, “a”=1000, “o”=0010 e “ ”=0001; allora si potrebbe supporre di avere una RN che all’ingresso 0100 (b) restituisca 1000 (a) e che poi a 1000 (a) restituisca 0100 (b) ottenendo così “bab”. A questo punto però all’ingresso 0100 (b) corrisponderebbe di nuovo (le RN sono deterministiche e quindi allo stesso ingresso corrisponde la stessa uscita) 1000 (a): si avrebbe così la stringa “baba” che proseguirebbe all’infinito. Per ottenere “babbo” la RN deve essere invece in grado di rispondere alle diverse “b” di ingresso prima con una “a”, poi con una “b” e infine con una “o”.

Questo significa che la “storia” (a quale “b” siamo) deve essere codificata nell’uscita. E infatti la funzione di attivazione Softmax restituisce tanti numeri compresi fra 0 e 1 che indicano la probabilità di ogni carattere di essere il seguente di quello fornito in ingresso.
Sono queste probabilità che “fanno capire” alla RN a quale “b” di “babbo” si trova in maniere da farle restituire il carattere seguente corretto.
In realtà, se ho ben capito dal poco che ho visto su AdventuresInMachineLearning.com, i singoli nodi degli strati LSTM hanno una loro “memoria” interna. Ma comunque l’uscita dello strato finale della rete è molto importante perché va poi ad alimentare l'ingresso all'iterazione successiva…

E questo aspetto mi ha portato alla seguente riflessione: con 103 caratteri la probabilità media di ciascuno di essi sarà un numero compreso fra 0 e 0,01 con magari i caratteri più probabili con valori di .1 o .2 (valori a casaccio). Questo significa che i valori di uscita della RN sono molto schiacciati e compressi sullo 0: intuitivamente in questa maniera l’informazione sullo “stato” (a quale “b” siamo) si deve basare su piccole variazioni numeriche: meglio sarebbe se questa codifica fosse inserita a parte in maniera da poter sfruttare una gamma numerica maggiore e non limitata dal valore del carattere più probabile.

Allora ho pensato alla seguente architettura che mi piacerebbe provare a implementare (ma per adesso non ne sono in grado…). Aggiungere allo strato di uscito (composto da 103 nodi) una ventina di nodi extra per i quali la funzione di Loss ritornerà sempre 0 (ovvero li considererà sempre corretti indipendentemente dal loro valore). Il valore di questi nodi sarà comunque passato anche all’entrata (e comunque l’aggiornamento causato dagli altri 103 nodi porterà anche alla modifica del valore di questi nodi extra) e questo, almeno nella mia fantasia, dovrebbero servire da memoria che aiuterà la RN a “ricordare” con maggiore facilità (visto che di per sé non avranno vincoli) lo stato in cui si trova.

Ovviamente molto dipende anche dal funzionamento degli strati LSTM che, come detto, hanno già una loro memoria interna: magari la mia idea non servirebbe a niente o peggiorerebbe soltanto le prestazioni…
Comunque in futuro (se e quando ne sarò capace) mi piacerebbe provare a implementarla.

Avrei ancora molte altre considerazioni da fare ma mi pare di aver già scritto abbastanza.
Aggiungo solo che mi chiedevo come mai Osinga avesse basato la sua RN sui singoli caratteri e non sulle singole parole: intuitivamente dovrebbe essere più semplice ottenere frase casuali realistiche.
Ebbene ho poi scoperto che su AdventuresInMachineLearning.com c’è proprio un minicorso che usa le parole invece dei singoli caratteri per addestrare una RN!

Conclusione: con il libro di Osinga per il momento ho chiuso. Adesso voglio provare a guardare il materiale del sito che ho scoperto ed, eventualmente, altri libri che comprai in blocco. Se mi viene voglia potrei guardare un corso in linea, che mi è stato suggerito, che spiega Python e le librerie più usate per le RN come Numpy: proprio ieri ho perso diverse ore lottando con Numpy per fare una semplice verifica che avevo in mente… Insomma il corso anche se non troppo entusiasmante dovrebbe essere molto utile...

Nota (*1): Non vi sono cioè teoremi che dicono che per risolvere il problema X occorre una RN con certe specifiche funzioni, tot nodi e che vada allenata per N cicli… O magari, non lo so, questo teorema esiste per problemi molto semplici, ma sicuramente non per la montagna di applicazioni attuali.

martedì 12 marzo 2019

I libri formano

Periodicamente mi capita di riflettere con estrema soddisfazione alle epigrafi che ho trovato per la mia Epitome: mi sembra facciano intuire abbastanza chiaramente gli stimoli che hanno suggerito alle mie teorie. Ovviamente non considerando gli aforismi copiati dalla raccolta che, infatti, per me sono solo dei segnaposti in attesa di sostituirli con frammenti tratti da libri effettivamente letti.

In verità, suppongo, la corrispondenza fra i brani e il mio pensiero temo sia pienamente chiara solo al sottoscritto però credo che anche il lettore possa almeno immaginare qualcosa. Vabbè, poi ci può essere qualche epigrafe che mi sembrava divertente oppure che ribadiva il mio pensiero senza avermelo precedentemente ispirato, ma l’idea infatti è che questi frammenti divertano e incuriosiscano il lettore oltre a testimoniare la crescita del mio pensiero.

Perché alcuni libri davvero aiutano a crescere: aprono nuovi orizzonti e permettono associazioni nuove e inedite. Insomma alcuni libri possono realmente contribuire alla formazione dell’individuo: in teoria si tratta di qualcosa che spesso si sente ripetere ma provarlo sulla propria pelle ha un effetto quasi esaltante. Certo non basta la lettura passiva: è importante riflettere autonomamente su quanto letto, bisogna far proprio il pensiero dell’autore senza, ad esempio, prendere per buono ciò che non si capisce…

Ho fatto questa lunga introduzione perché stanotte mi sono reso conto che esistono un paio di libri molto importanti nella mia vita perché hanno influenzato fin da giovanissimo il mio pensiero.
Di uno di questi ho probabilmente più volte accennato: si tratta dell’Interpretazione dei sogni di Freud che lessi (e poi di nuovo anni dopo) quando facevo le elementari.
Credo che questo libro abbia contribuito a convincermi che non ci si debba fermare alla superficie, che ci sia sempre un ulteriore interpretazione che, per quanto nascosta, riesca a spiegare anche le apparenti contraddizioni...
Ma dell’importanza di questo libro (e di altri dello stesso autore letti anni dopo) per il mio modo di pensare sono stato da sempre consapevole: non è una sorpresa.
Eppure, l’ho capito stanotte, c’è un secondo libro a cui da anni non mi capitava di pensare che ha forse avuto un impatto ancor più importante (almeno per la stesura dell’Epitome).
Non si tratta di un’opera ricca di idee diverse: presenta infatti un unico concetto basilare che poi giustifica con dovizia di esempi e argomentazioni.
Il libro in questione è La scimmia nuda di Desmond Morris: il tema del libro è che l’uomo è solo una scimmia senza pelliccia e, per giustificare questa affermazione, ne analizza dettagliatamente il comportamento come fosse uno studio etologico, comparandolo con quello dei nostri “cugini”.
Ricordo che lo lessi alle medie e, considerando che stavo entrando nella prima pubertà, rimasi particolarmente colpito dal capitolo sulla sessualità umana e dalle vivide spiegazioni dell’atto…
Eppure l’idea che l’uomo sia solo una scimmia si radicò profondamente nella mia immaginazione fino a divenirne parte integrante.
Quando sui vent’anni mi imbattei nell’“Uomo” di Nietzsche mi venne naturale costruire le equivalenze in rapporto fra loro di uomo=scimmia e Uomo=divinità (v. commento al 31 gennaio di Dal 1995 #4). È chiaro da dove provenga l’equazione uomo=scimmia…
E alla fine questo concetto, seppure in forma più elaborata, si è ritrasferito nel primo fondamentale capitolo dell’Epitome.
Non avessi letto La scimmia nuda avrei forse avuto più rispetto per l’idea di “uomo” e non mi sarei così convinto che fosse totalmente errata e fuorviante. E senza il primo capitolo sarebbero mancati i presupposti per il resto dell’Epitome!

Insomma alcuni libri ci cambiano dentro: facciamo nostre le loro idee divenendo così capaci di rielaborarle in forme diverse, magari associandole ad altri concetti, per arrivare a teorie inedite.

Da questo punto di vista i libri letti “recentemente” che più mi hanno influenzato per la stesura dell’Epitome (ma anche in generale!) sono Saggio sulla libertà di John Stuart Mill e Da animali a dèi di Yuval Noah Harari. Del primo di questi ho già almeno un’epigrafe nell’Epitome ma del secondo no…

In omaggio a quanto mi hanno insegnato mi do quindi il compito di rileggere le loro opere per trovare un qualche loro frammento adatto a essere inserito nell’Epitome!

Conclusione: è vero: i libri formano. Colpa loro quindi se non riesco a rotolare insieme alle altre sfere che sono i miei simili: mi hanno dato la forma di un cubo!

sabato 9 marzo 2019

Attacco al M5S?

Dopo le recenti elezioni in Sardegna mi era venuta l’idea di chiedere il parere sulla emorragia di voti del movimento a una conoscente attivista per avere il punto di vista dall’interno.
Poi non ne ho fatto di niente perché avrei dovuto formulare la mia richiesta con estrema attenzione per non urtarne la suscettibilità: temevo infatti che la mia curiosità le potesse apparire come una provocazione.

Comunque ci ho riflettuto per conto mio: da una parte un fattore importante è che nelle elezioni locali il M5S presenta sempre personaggi poco noti, di visibilità nulla o quasi, che raramente sono a proprio agio con i media. Alla fine, come ho più volte scritto negli anni passati, il volto conosciuto viene premiato.
Mi chiedevo però, e da qui proveniva la volontà di interpellare l’amica, se ci fossero altri motivi come ad esempio una delusione degli elettori per il lavoro svolto dal governo o, magari, verso alcuni ministri pentastellati.

In particolare su FB ho notato molta animosità verso la ministra della salute Grillo. Ovviamente FB non è molto significativo, e oltretutto ho un campione di amici piccolo, però il sospetto mi sembra sia lecito.
Dopotutto il comportamento della Grillo è stato per lo meno bizzarro: prima delle elezioni era contro i vaccini mentre dopo, una volta eletta, è divenuta più realista del re, addirittura ampliando gli obblighi vaccinali invece di ridurli.
Personalmente non ho niente contro chi cambia idea (anzi l’apprezzo anche perché a me per primo capita!) se però ha delle buone giustificazioni per farlo: la Grillo, a quanto mi risulta (ma non sono particolarmente informato), non ha spiegato questa sua inversione di rotta a 180°.
Mi pare insomma che il suo comportamento possa aver contribuito, difficile dire in quale misura, all’apparente calo di consenso del M5S.

Proprio mentre avevo questo dubbio ben chiaro in mente ho saputo della lettera alla ministra della salute Grillo da parte di Salvini riguardo alcuni obblighi vaccinali per i bambini.
Ovviamente ne sono rimasto subito sorpreso: perché scriverle una lettera invece di parlarle direttamente in un consiglio dei ministri? Oppure perché non parlarne prima con Conte e Di Maio?
La risposta, ovvia, è che Salvini voleva rendere nota al pubblico la sua posizione.
La domanda diviene quindi perché ha voluto prendere questa posizione ufficiale, certamente imbarazzante per la Grillo. Mi pare che l’unica ragione sia un velato attacco, forse anche solo un avvertimento, al M5S; magari anche solo un tentativo di testare il sostegno all’idea da parte dei sostenitori della Lega (*1) e del pubblico in genere sulla questione dei vaccini…

Ci sarebbe poi la domanda a chi “appartenga” la ministra Grillo: al M5S/Di Maio o al M5S/Grillo-Casaleggio?
Da come si sta muovendo in apparente totale autonomia rispetto al governo (che raramente ne menziona l’operato) e considerando che, giusta o sbagliata che sia, la sua azione è certamente favorevole alle case farmaceutiche mi viene da pensare che appartenga al M5S/Grillo-Casaleggio (v. anche il recente Punto politico 2019-1). Questo oltretutto spiegherebbe perché Salvini si è rivolta direttamente a lei invece che a Conte/Di Maio: secondo la mia ipotesi infatti la Grillo non risponderebbe a questi esponenti del M5S…

Riassumendo l’uscita di Salvini potrebbe essere una mossa, all’interno della dialettica dei due partiti al governo, con cui minaccia di prendersi la bandiera dei cosiddetti “No-Vax” o almeno di tentare di capire quanto possa valere il suo sostegno alla loro causa. Difficile infatti stabilire quanto Salvini sia interessato al principio e quanto ai voti: di sicuro il Bagnai (l’unico esponente della Lega che seguo con una certa regolarità) non è ostile ai No-Vax… Insomma da questo punto di vista ogni ipotesi è possibile.

Conclusione: sarà interessante vedere come evolverà la questione. Credo che potrebbe divenire moneta di scambio nella trattativa per la TAV...

Nota (*1): Nel pezzo Due contro riporto un articolo che dovrebbe spiegare come funziona la propaganda di Salvini. Secondo detto articolo l’organizzazione di Salvini ha dei programmi in grado di analizzare nel dettaglio il consenso ricevuto da ogni cinguettio pubblicato su Twitter. È quindi probabile che pubblicando la lettera alla Grillo abbia potuto verificare gli umori riguardo alla questione dei vaccini degli elettori e stimarne quindi l’eventuale peso politico/elettorale.