«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

lunedì 30 aprile 2018

Novità musicali 12

Negli scorsi giorni ho aggiornato le mie collezioni musicali (v. su Spotify e Youtube Lista 1, 2 e 3) aggiungendovi 21 nuovi brani.
È buffo come tale numero sia grossomodo costante e, apparentemente, senza relazione con la quantità di brani delle mie collezioni temporanee o il tempo intercorso dalle precedenti aggiunte...

Stavolta ho combinato un piccolo pasticcio: ho dato il voto ai brani rimasti senza da Novità musicali 11 ma mi sono dimenticato di annotarmi quale fosse il migliore!
Ricercando i miei vecchi appunti potrei, forse, risalire alla lista originale e quindi individuare il mio brano preferito ma non ho voglia di perderci tempo: nel paio di occasioni in cui ho adottato questa tecnica non ci sono mai state sorprese: qualche mese e pochi ascolti ulteriori non sono sufficienti a ribaltare i miei giudizi a caldo.
Da questa puntata quindi riprenderò a proporre direttamente il pezzo migliore della “mandata”...

Partiamo però prima dalle usuali “dimensioni”!
La maggior parte dei brani proviene da Spotify e quindi è piuttosto recente: 20 brani sono successivi al 2000, ben 13 successivi al 2013 e solo uno è del 1999. Manca quindi l'usuale paio di brani “vecchi” degli anni '80: di nuovo ciò dipende dal fatto che le aggiunte provengono da Spotify e non Youtube (mi pare 17 contro 4).

Con mia sorpresa ben due brani appartengono a gruppi italiani mettendomi quindi nell'imbarazzo di dover scegliere quale preferisco.
I brani in questione sono Elvenlegions degli Elvenking (un gruppo che ho scoperto ha una notevole storia) e Son between Sun and Earth degli Infinity.

Non è stato semplice decidermi su quale pezzo scegliere: sicuramente il brano degli Elvenking è un ottimo melodic power metal ma quello degli Infinity (power metal) mi ha emozionato di più e, anche musicalmente, mi è parso più fantasioso, quindi:
Son between Sun and Earth – Infinity – 2006

I 21 brani appartengono tutti a gruppi diversi di cui 7 già “noti” (nel senso che IO ne conoscevo già altri pezzi). I gruppi “noti” sono Altaria, Amon Amarth, Orden Ogan, U.D.O., Eluveitie (difficilissimo da scrivere!), Valerian (il solito gruppo indonesiano che mi ricorda i Cryonic Temple) e Steel Attack.
Fra i brani dei gruppi già “noti”:
Histories of time to come – Altaria – 2003

Mentre fra le novità segnalo:
Route 666 – Helltrain - 2004

A livello di nazionalità abbiamo: Svezia (5), Germania (4), Finlandia (3), Italia (2), USA (2) e con un brano ciascuno Brasile, Svizzera, Indonesia, e Grecia.
Volendo segnalare un brano di un gruppo di questi ultimi paesi non posso non scegliere quello greco che mi ha impressionato per la sua personalità:
Arrogant fall – Valor - 2017

Infine i generi: Power Metal (6), Melodic Power Metal (5), Heavy Metal (4), Melodic Death Metal (2) e, con un brano ciascuno, Folk Metal, Gothic Metal, Hard Rock e Power Rock.
Normalmente mi affido alla classificazione che trovo su sito Encyclopaedia Metallum ma, per vari motivi, talvolta faccio delle eccezioni: in questo caso il genere “Power Rock” me lo sono inventato io!
Come definireste il seguente (non presente su Encyclopaedia Metallum):
The banks of Eden – Mono Inc. - 2017
Non so, forse “Pirate metal”? È che non sento la chitarra elettrica! (lo so: sono sordo...) Canzone bellina però...

Stabilire quale sia il mio brano preferito di questa mandata non è facile perché il livello medio è molto più alto del solito: nei miei appunti ho ben tre brani a 7½ e sette sul 7.
Considerando però che dei tre pezzi in ballottaggio due li ho già segnalati (“Route 666” di Helltrain e “Arrogant fall” di Valor) ho deciso di premiare il terzo come brano migliore di questa puntata:
Pain – U.D.O. - 2015

Conclusione: comunque mandata veramente eccezionale: ad esempio i brani da 6 sono solo tre mentre in genere sono almeno un quarto o più...


domenica 29 aprile 2018

Domande deprimenti

Qualche giorno fa, riferendomi al pezzo del 2011 Bugie a fin di bene, mi vantavo scherzosamente (con tanto di faccina che sorride e strizza l'occhio) di “uguagliare e per certi versi superare” la teoria di Kant; concludevo poi sconsolato che è un peccato che “io sia il solo ad apprezzare così tanto me stesso...”

Nel pezzo citato infatti scrivevo: «è sempre sbagliato dire bugie seppure a fin di bene» frase che ricorda molto l'intransigenza dell'imperativo categorico kantiano evidenziata poi dal paradosso di Benjamin Constant (v. Ancora sull'imperativo categorico e le bugie).
Successivamente chiarivo cosa vi sia di sbagliato nel cercare di controllare e indirizzare la volontà altrui tramite bugie, seppur a “fin di bene”. Davo infatti per scontato che il caso più generale, dove si controlla l'altro dandogli informazioni errate, ovvero il puro e semplice controllo delle decisioni altrui (eteronomia) fosse automaticamente sbagliato.
In questo mio chiarimento/precisazione mi sembrava di essere andato un po' oltre la teoria di Kant (pur nella consapevolezza di conoscerne solo la minuscola frazione presentata dal professor Sandel nel suo corso) e, da tutti questi elementi, era derivata la battuta scritta alla mia amica.

La sua risposta fu: «Forse sarebbe il caso di farsi delle domande ....» e, per sottolineare che la sua era una battuta, faceva seguire tale frase da una faccina MOLTO sorridente: formata cioè da ben cinque parentesi chiuse...

Ovviamente non c'era bisogno di sottolineare la leggerezza del suo commento con la faccina: avevo capito benissimo che stava scherzando. Però lei, essendo una persona sensibile e intuendo che poteva essere un argomento per me spinoso, aveva preferito andare sul sicuro ed evitare ambiguità.

Eppure tale frase in questi giorni è rimasta, come un tarlo, a rodermi la mente: per questo oggi mi sono deciso a scriverne. L'esplicitare quello che ne penso mi potrebbe aiutare a togliermela dalla testa.

Sì perché le domande, a cui scherzosamente si riferisce la mia amica, è una vita che me le faccio: nella loro forma più embrionale già dalle elementari. Ho innumerevoli ricordi di mia madre che mi incitava a “essere furbo” (“perché il mondo è dei furbi”) e io capivo bene a cosa si riferisse: perché il comportarmi in maniera “non furba” era stata una mia decisione cosciente, avevo capito benissimo cosa mi sarebbe convenuto fare, cosa sarebbe stato più facile o semplice, ma io optavo sempre, pervicacemente, per ciò che mi sembrava giusto.
Insomma già mia madre, a modo suo, mi ripeteva che “sarebbe stato il caso di farsi delle domande...”. E io ovviamente queste domande me le ponevo ma l'unica risposta a cui arrivavo era che è giusto fare ciò che è giusto fare.

Inutile ripercorrere la storia della mia vita e i suoi momenti salienti: ma il risultato della mia fermezza, del mio non scendere a compromessi, qual è stato?

Adesso conduco una vita anomala: non dubito che molte persone, che magari mi conoscono più superficialmente, mi considerino un fallito. Anche se forse non riescono a comprendere la mia apparente serenità: ma queste persone sono proprio quelle che “non si fanno mai domande” e, quindi, ignorano felicemente ogni incongruenza che pure potrebbero aver percepito.
Io invece le domande continuo a pormele: soprattutto mi chiedo cosa avrei potuto fare, che obiettivi avrei potuto realisticamente raggiungere, ma onestamente molti dei percorsi che portano al successo sociale mi sembrano così futili e vani che non avrei mai potuto seguirli fino in fondo.
Per inciso, da qualche anno riflettevo che l'unica attività socialmente stimata e che io reputo moralmente degna è quella del medico: l'alleviare la sofferenza altrui mi pare uno degli scopi più alti che si possano avere. Solo che non mi piacciono i malati e le malattie: probabilmente per riuscire a stare quotidianamente in contatto col dolore e la sofferenza ci vuole una scorza emotiva che non ho. Inoltre, se si separano completamente le emozioni dal proprio lavoro, allora anche l'attività medica diviene mera ricerca di successo e denaro. Basta considerare alcuni recenti fatti di cronaca nera per rendersi conto di cosa accade quando si raggiunge l'estremo limite di considerare il malato un oggetto verso cui non si prova nessuna emozione.

Ho perso il filo conduttore. Il punto è che io queste fantomatiche “domande” me le pongo sempre, continuamente, e persevero cocciutamente. Alla fine sono domande dolorose perché è evidente che la società mi disprezza e deride, mentre è innegabile che anche a me piacerebbe essere apprezzato e compreso. Ma alla fine tutto ciò è irrilevante: si deve comunque fare ciò che si ritiene giusto fare.

Conclusione: alla fine l'apprezzamento più bello me lo fece una mia cugina. All'epoca stavo facendo uno dei miei “sondaggi” (v. Risultato sondaggio) in cui chiedevo ad amici e conoscenti se mi reputassero coraggioso. Le risposte furono disparate anche perché non è facile giudicare il coraggio se non si ha l'opportunità di metterlo alla prova: comunque mia cugina mi scrisse che mi riteneva molto coraggioso per le scelte di vita che avevo fatto. Sul momento non le detti molto valore ma in effetti la sua fu un'osservazione profonda.

Propedeutico

Notizia: Aida derisa e minacciata, “bufera” sul Grande Fratello di Rosaria Corona da IlSecoloXIX.it

Glielo avranno insegnato a scuola...

Malasorte - 2/5/2018
Il felino più sfortunato?
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Lo sfigatto

Pila x dimagrire - 4/5/2018
Ho comprato una pila per dimagrire...
Cioè la pila è per la mia vecchia bilancia elettronica da tempo ormai non più funzionante: la conseguenza però è che potendomi pesare ogni mattina con una precisione dell'ordine degli etti sono molto più motivato a stare attento al mio peso e, quindi, all'alimentazione.

L'anno scorso infatti mi ero messo a dieta in primavera e per quasi tutta l'estate ma, quando il babbo aveva avuto i suoi problemi di salute, anche la mia dieta ne aveva risentito col risultato che avevo ripreso molti chili.

Per questa settimana mi sto monitorando poi probabilmente mi rimetterò a dieta un po' seriamente...

La speranza del colle - 6/5/2018
È quella di arrivare al voto di fiducia per un governo, qualsiasi governo: a quel punto infatti ogni parlamentare voterà pensando al proprio futuro piuttosto che alle indicazioni di partito. Anche fra leghisti e pentastellati, che ufficialmente dovrebbero votare per il ritorno alle elezioni, ci sarebbero molti “traditori”. Se il voto sarà palese (e credo debba esserlo per dare la fiducia a un nuovo governo) ci sarà un bel po' di imbarazzo, se invece dovesse essere segreto allora non ci sarebbero problemi...

Mi aspetto quindi che, probabilmente muovendosi ai limiti della costituzione, il Presidente darà un incarico di governo anche se, ufficialmente, non ci dovessero essere i numeri.

Parità e altro - 6/5/2018
Sui quotidiani in linea si ipotizza un governo guidato da una donna: sono per la parità di genere e, infatti, sono sicuro che farebbe ugualmente schifo...
Ovviamente poi i ministri dovrebbero essere dei tecnici: io ai tecnici non affiderei mai il paese perché quando tentano di aggiustarmi la macchina fanno solo casini.

No vabbè, il problema di un governo tecnico è che questo è la negazione assoluta dell'unica cosa buona di questa nostra democrazia malata: il voto degli elettori.
Gli italiani hanno eletto i propri parlamentari e questi rispondono al paese: a chi andrebbe invece la fedeltà di questi tecnici non eletti e non votati? Agli italiani? Giammai! Molto più probabile che seguirebbero pedissequamente le istruzioni dei parapoteri esteri...

venerdì 27 aprile 2018

Il ritorno dello strutturalismo

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.5.0 "Bellis Perennis") e, in particolare, del capitolo 2.

Ho ritrovato il libro del Donini (v. Religioni a confronto) che temevo di aver perso da un kebabbaro, invece no: era rimasto sotto lo scannerizzatore che avevo usato la scorsa settimana...

Nel frattempo, rimasto senza libro da bagno, mi ero procurato una collezione di aforismi di vari autori (*1). Mentre ne sfogliavo le pagine, leggiucchiando le frasi che coglievano la mia attenzione, mi ero reso conto come fosse evidente che alcuni autori fossero più interessati a certe tematiche invece di altre.
Mi ero quindi chiesto se sarebbe valsa la pena di fare una ricerca in tal senso: annotandomi per ogni aforisma i suoi argomenti e vedere poi cosa veniva fuori (*2). Poi, fortunatamente, ho lasciato perdere senza imbarcarmi in questa ennesima missione suicida (*3).

Ieri mi sono poi ricordato di fare una verifica che mi ero ripromesso da tempo: nel libro del Donini c'è un breve accenno allo strutturalismo di Lévi-Strauss non però abbastanza approfondito da farmi scattare la memoria e aiutarmi a ricordare di cosa si trattasse. Sapevo infatti di averne sentito parlare nel corso di mitologia che segui qualche anno fa ma mi sfuggiva qualsiasi dettaglio significativo...
Cercando sul mio viario ho ritrovato il pezzo Appunti di strutturalismo e mi sono così rinfrescato la memoria. Nella conclusione a tale pezzo spiegavo poi che questa teoria non mi convinceva del tutto e questo è, probabilmente, il motivo per cui l'avevo così prontamente dimenticata.

Mi ha però colpito il parallelismo che vi è fra lo strutturalismo applicato ai miti e l'idea di analisi che avevo avuto sugli aforismi.
Lo strutturalismo (v. Appunti di strutturalismo per maggiori dettagli) prevede infatti che ogni concetto complesso sia definito dalla somma di numerose dicotomie di idee più semplici: analogamente sezionando ogni mito nelle sue unità costitutive è possibile ricostruire quali siano i principi più basilari della società che li ha creati perché questi, semplicemente, saranno più numerosi e ripetuti più frequentemente.
Questa metodologia di analisi mi pare molto parallela a quello che avevo pensato di fare per gli aforismi.
La differenza è che lo strutturalismo la applica ai miti per ricavare i principi (le dicotomie) basilari su cui si fonda la società; io invece, applicandoli agli aforismi, avrei voluto intuire semplicemente ciò che stava più a cuore ai singoli autori.

Mi pare che applicare questa tecnica per inferire la mentalità di un autore abbia senso, sono invece molto meno convinto della sua utilità per ottenere una visione/comprensione completa di una società.
Nell'Epitome spiego che l'intera realtà, e quindi anche una società, è definita dai suoi protomiti e, in particolare, dagli epomiti. Nella mia definizione il mito è solo un caso particolare di protomito in cui una o più delle sue funzioni sono divenute nascoste (*4), non percepite cioè come tali dalla stragrande maggioranza della popolazione.
I miti sono quindi solo un sottoinsieme dei protomiti che definiscono una società: certo sono molto significativi perché le funzioni nascoste e implicite sono spesso frutto di una contraddizione non risolta della società. È però sbagliato, e potenzialmente molto fuorviante, affidarsi solo ai miti per definire una società: si rischia infatti di dimenticare e sottovalutare tutto un sistema di valori che, anche se espresso come protomito e non mito, è altrettanto importante (*5).

Conclusione: mi chiedo se una memoria inconscia dello strutturalismo mi avesse ispirato alla mia analisi sugli aforismi: difficile dirlo, ma è possibile...

Nota (*1): l'influsso di tale decisione si inizia già a far sentire: vedi Donini e Goethe e, forse, il mio corto Grave carenza...
Nota (*2): in realtà la mia idea era più complessa: non si limitava ai contenuti ma anche allo stile, ai differenti tipi di arguzia, etc...
Nota (*3): nel senso che l'operazione mi avrebbe richiesto molto tempo e i risultati, sempre che ne avessi trovati, non avrebbero interessato nessuno...
Nota (*4): anche i tradizionali miti della mitologia rientrano nella mia definizione.
Nota (*5): basarsi solo sui miti è come cercare di ricostruire un mosaico usando solo metà o meno delle sue tessere!

giovedì 26 aprile 2018

Censura europea

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.5.0 "Bellis Perennis") e, in particolare, del capitolo 9.

La notizia era già nell'aria da tempo: un certo fervore istituzionale volto, almeno ufficialmente, a proteggere i cittadini ingenui dalle bufale cattive che attaccano i governi occidentali, tanto buonini, per falsarne così le elezioni...

I pezzi che ho scritto sull'argomento sono tanti che fatico a ricordarli: come “campione” rimando a Censura e libertà, Bufale cinesi, Dolce amaro e al corto Antibufale o censura?...

È di oggi la notizia Allarme Ue, 'fake news reale minaccia a stabilità della società' da Ansa.it

L'articolo spiega che la UE ha preso atto del “pericolo” rappresentato dalle bufale: queste sono infatti una minaccia alla “stabilità e alla coesione delle nostre società europee”. Inoltre vi è anche uno specifico riferimento alla Russia che avrebbe esplicitamente ammesso di usare la disinformazione come arma militare. La UE ha quindi deciso di prendere tutta una serie di iniziative, abbastanza vaghe, e rivalutare poi la situazione a ottobre.

Onestamente alcune delle iniziative sono condivisibili, come ad esempio l'individuazione e il contrasto ai profili che pubblicano in automatico (i bots), per molte altre occorrerebbero delle informazioni più complete per poter esprimere un giudizio.
Ma oltre a queste iniziative, che come detto potrebbero anche essere accettabili e giustificate, “in parallelo” la Commissione UE (*1) sta preparando una “rete europea di fact-checkers”, una non meglio specificata piattaforma informatica per “aiutarli” nel loro lavoro e, infine, emetterà un bando per la produzione e la diffusione di informazione “di qualità” sulla UE basate su dati.

Le mie obiezioni a questa pletora di iniziative sono molteplici ma le più importanti, sebbene forse motivate da eccessivi timori e sospetti, sono essenzialmente due: una sul merito e l'altra sul metodo.

L'obiezione sul merito è la seguente: il falso si combatte col vero e non con la censura. Altrimenti si ha, o si dovrebbe avere, il legittimo sospetto che proprio ciò che venga censurato sia il vero.

L'obiezione sul metodo è più articolata: come si identificano le bufale? Con dei verificatori “indipendenti” dei fatti?
Già nel 2013 scrissi il pezzo Pagella sulle pagelle dove riflettevo sul valore dei giudizi che una squadra, ovviamente “indipendente”, di ragazzi volontari (ma che dal loro profilo sembravano avere tutti una “cultura” di stampo “montiano”) aveva dato ai diversi politici alla vigilia delle scorse elezioni nazionali, valutando “oggettivamente”, le affermazioni fatte durante la campagna elettorale. La mia conclusione fu che il problema della buona fede e imparzialità di chi dovrebbe decidere sulla veridicità di una certa affermazione è precipuo: se infatti manca l'onestà è facilissimo manipolare i dati per ottenere ciò che si vuole: basta scegliere con attenzione i “fatti” da analizzare e si può ottenere qualsiasi percentuale voluta rimanendo formalmente, sottolineo “formalmente”, corretti.
Ma la Commissione involontariamente mina da subito la credibilità di questi “verificatori” quando afferma che fornirà loro una piattaforma per aiutarli nel loro “lavoro”. Parlare di “lavoro” implica un salario e, come tutti sanno, chi lavora non è imparziale ma sarà schierato dalla parte di chi lo paga, in questo caso, più o meno indirettamente, la EU; analogamente se la EU fornisce loro uno strumento informatico, o comunque dà un suo preciso supporto, appare evidente che ne condizionerà anche l'uso e i risultati.
In altre parole questi “verificatori indipendenti” di notizie non saranno indipendenti ma schierati dalla parte della EU: questo significa che, probabilmente, saranno considerate bufale le notizie sfavorevoli agli interessi della EU e, al contrario, considerate attendibili le bufale a suo favore.

Questo pasticcio metodologico non è casuale ma è anzi la dimostrazione che il vero obiettivo della EU non è quello di combattere le notizie false (*2) ma solo di poter controllare, ed eventualmente censurare tacciandola per inattendibile, l'informazione indipendente che non passa dai canali dei media tradizionali.
Manipolare i cittadini europei diffondendo informazioni favorevoli alla EU non è infatti considerato un problema: come spiegato nell'articolo, la EU emetterà presto un bando proprio con tale obiettivo.
Si potrebbe obiettare che le informazioni favorevoli dovranno essere basate su “dati concreti”: beh, innanzi tutto l'effettiva correttezza dei dati sarà (forse) giudicata dai fantomatici verificatori indipendenti che però, come detto, indipendenti non saranno; in secondo luogo il fatto di presentare SOLO dati favorevoli (*3) alla EU non è di per sé una manipolazione? Di sicuro infatti la EU avrà portato anche dei vantaggi agli europei ma, per avere un'informazione corretta ed equilibrata, dovrebbero essere elencati anche gli altrettanto inevitabili svantaggi. Non è forse manipolazione mostrare un solo lato (*4) della verità?

Questo è quindi il vero scopo di tutta questa campagna speciosamente montata contro le bufale: va benissimo continuare a manipolare gli europei attraverso le reti sociali e Internet in genere, quello che si vuole veramente ottenere è solo avere un mezzo efficace per controllare e censurare il dissenso.
Le bufale favorevoli alla EU non saranno quindi considerate bufale ma notizie attendibili.

Conclusione: la riprova di queste mie paure l'avremo solo una volta compreso meglio quali saranno le iniziative effettive prese per combattere le bufale. Se tale metodi, criteri e valutazioni porteranno, ad esempio, a considerare Repubblica.it e Corriere.it come inattendibili allora vorrà dire che è stato fatto un buon lavoro e che io, con i miei dubbi, avevo torto...

Nota (*1): l'organo NON democraticamente eletto dai cittadini europei e che decide la politica della UE al posto del parlamento, questo sì votato dagli europei, ma che si limita a stampigliare il proprio timbro sulle decisioni della commissione...
Nota (*2): perché, come detto, il falso lo si deve combattere col vero, non con la censura.
Nota (*3): per la precisione il bando parla di “informazione di qualità” ma non si deve essere ingenui: si tratterà di pubblicità e la pubblicità nasconde i difetti ed esalta i pregi: è il suo scopo. Voi avete mai visto una pubblicità che, ad esempio, reclamizzando una macchina dica anche che costa cara, consuma parecchio o frena poco?
Nota (*4): indipendentemente dal fatto che venga mostrato solo l'aspetto positivo o negativo.

mercoledì 25 aprile 2018

Attrici sparallele

Ieri pensavo all'aggettivo “parallelo” usato nel suo significato generico e non geometrico.
Spesso si usa “parallelo” come sinonimo di “analogo”: ad esempio “vite parallele” indica delle vite che hanno molti aspetti, molto analogie, in comune.
Con la locuzione “attrici parallele” si potrebbe quindi intendere due attrici che hanno molte caratteristiche, probabilmente legate ai propri stili di recitazione, simili; oppure, magari, semplicemente attrici che nel complesso si ricordano l'un l'altra.

Ecco, mi chiedevo quindi quale potesse essere il contrario di “parallelo” in questo suo significato di continua similitudine: come indicare cioè due persone che, considerate sotto più aspetti, si comportano in ciascuno di questi in maniera costantemente opposta l'una dall'altra?
Sicuramente non va bene “convergenti” perché implica un avvicinamento che invece nella mia idea di contrario a “parallelo” non c'è. Analogamente “divergenti” sottintende un'origine comune, un allontanamento progressivo e uniforme mentre io voglio rendere l'idea di una distanza costante (e incolmabile).

Vediamo se trovo in linea qualcosa che mi vada bene: ma... “indipendente”, “separato”, “estraneo”... non mi convincono del tutto: mi sembra che manchino dell'idea di distanza costante e incolmabile.
Ok, ci penso io: il contrario (non geometrico) di “parallelo” sarà, da oggi in poi, “sparallelo”!

Il motivo di questa lunga e noiosa introduzione è in realtà piuttosto semplice. Attualmente sto seguendo su Netflix due diverse serie: “Penny dreadful” e “Salvation”.
Non sorprendentemente entrambe queste serie hanno due donne fra i protagonisti: Eva Green in “Penny deadful” e Jennifer Finnigan in “Salvation”.
Ecco queste due attrici sono sparallele!

Le trame delle due serie sono infatti entrambe piuttosto banali e approssimative: soprattutto quella di “Penny dreadful” è basata sul nulla o poco più: dei vampiri hanno rapito una ragazza e il padre, un ricco avventuriero, cerca di recuperarla con l'aiuto del Dr. Frankestein, un cowboy licantropo (ma lo si scopre solo negli ultimi minuti della prima stagione) e, appunto, una sensitiva interpretata da Eva Green.
In “Salvation” una squadra eterogenea composta da uno studente del MIT, un ricco impenditore/inventore, un politico della difesa USA, una scrittrice di romanzi di fantascienza e la capo ufficio stampa del presidente (Jennifer Finnigan) devono semplicemente salvare la terra da un asteroide che altrimenti spazzerà via ogni forma di vita colpendo la Terra in circa sei mesi.

“Salvation” si mantiene guardabile sebbene pieno di incongruenze e colpi di scena bislacchi; “Penny dreadful” diviene invece rapidamente emozionante e coinvolgente.

La differenza la fa l'interpretazione di Eva Green: il suo personaggio è di un'intensità drammatica assoluta. Praticamente da sola riesce a rendere credibile una storia banale. Davvero ci sono almeno tre puntate, dove il suo personaggio ha più spazio, bellissime grazie alla sua recitazione e alla sua capacità di trasmettere emozioni profonde con un semplice sguardo (vabbè, lei è aiutata dal fatto che al posto degli occhi ha due fari abbaglianti!).
Ecco per certi versi Eva Green mi ricorda Anthony Hopkins che, spesso da solo, tiene insieme un film: ad esempio il discreto/buono “Premonitions” (visto tempo fa su Netflix) senza di lui sarebbe stato assolutamente dimenticabile.

Jennifer Finnigan, la sparallela di Eva Green, riesce invece quasi a ottenere l'effetto opposto: un pesante “restauro facciale” le tira così tanto la pelle da cancellarle qualsiasi sfumatura espressiva; la bocca è, come la chiamano tecnicamente i chirurghi estetici, a “culo di gallina”, si apre poco e sembra sempre stia per pronunciare una “U”; per non parlare poi dell'asimmetria degli occhi, uno socchiuso e l'altro spalancato, che probabilmente il “restauro” ha involontariamente accentuato...

Vabbè, non voglio infierire: diciamo solo che Eva Green in “Penny dreadful” è eccezionalmente brava e la serie merita di essere vista anche solo per gustare la sua recitazione...

Conclusione: ah, c'è da dire che io seguo tutti i programmi in lingua originale: è probabile, anzi certo, che il doppiaggio in italiano di “Penny dreadful” faccia perdere moltissimo all'interpretazione della Green e, di conseguenza, all'intera serie.

martedì 24 aprile 2018

L'esploratore Fico

Rimango dell'idea illustrata in Breve sul PD: al PD un accordo di governo come stampella del M5S non conviene. Gli unici che possono avere interesse a questa ipotesi è l'opposizione interna a Renzi che però, ricordiamolo, ha solo una minoranza di parlamentari.
L'idea di Martina & C. è probabilmente quella di indebolire Renzi interpellando la base: se questa, come sembrerebbe, si dichiarerà favorevole a un accordo col M5S allora la decisione isolazionista di Renzi sarà sbugiardata.

Ma il braccio di ferro interno (escludendo gli iscritti) è a favore di Renzi perché egli ha un asso nella manica: dopo che anche questo tentativo sarà fallito sarà infatti il momento del governicchio...

In pratica Mattarella, dopo questo lunghissimo, noioso, inutile ed estenuante teatrino (comunque necessario per poter dire agli italiani “ci abbiamo provato”) sta solo aspettando la prima emergenza “utile” per appellarsi al senso di “responsabilità” dei vari partiti e formare così un governo del presidente (o come lo volete chiamare) ovvero: PD + FI + M5S (che magari potrebbe dare un appoggio solo esterno) senza la Lega e, forse, senza FdI.

Conclusione: mi chiedo solo se la UE sarà pronta a cogliere l'occasione e, fallite le “trattative” M5S-PD, inventarsi prontamente la necessaria “emergenza” (*1)...

Nota (*1): probabilmente di natura fiscale/economica...

lunedì 23 aprile 2018

Aiuto apprezzatissimo

La mia amica esperta di botanica (e altro!) mi ha mandato un apprezzatissimo aiuto per l'identificazione delle piante presentate in Fiorame 5!

Adesso però non sono ben sicuro di come procedere operativamente: credo che andrò a modificare direttamente il pezzo Fiorame 5 aggiungendo i vari “Modificato XXXX” là dove serve, in maniera che le foto a cui i suoi commenti si riferiscano siano facilmente accessibili e, contemporaneamente, senza duplicare il materiale già pubblicato...

Grave carenza - 24/4/2018
Ho notato che su questo viario sono praticamente assenti i miei aforismi: strano perché è un “genere” in cui sono piuttosto prolifico (niente a che vedere con la loro qualità!)...

Ho i pezzi marcati con “pillola” che però sono generalmente scherzosi anche se, alcuni, dopo il sorriso possono indurre a una riflessione più seria.
Qualche altro aforisma è invece nascosto fra i “notturni” ma il significato del marcatore “notturno” è diverso: è una breve riflessione/intuizione notturna che però non sempre si condensa in un'unica frase...

Pensavo quindi che un'idea potrebbe essere quella di raccogliere tutti i miei aforismi in un unico pezzo da mantenere aggiornato via via. O magari è meglio mantenerli sparsi per tutto il viario, magari marcandoli con un apposito marcatore?

Non so: sono incerto...

Incrocio aforisma/notturno/pillola - 24/4/2018
A proposito di aforismi (*1):

«Chi pensa solo al cibo non ingrassa»

Nota (*1): ideato la notte scorsa ma marcato come aforisma invece che come “notturno”. Non è invece una “pillola” perché sotto l'apparenza scherzosa ha un significato più profondo...

Vaccini e 25 Aprile - 25/4/2018
La libertà è più importante della copertura vaccinale.
La libertà è infatti più importante della vita: per questo molti hanno pagato con la morte la conquista della libertà.

Lotta al terrorismo - 26/4/2018
Grande successo nella lotta al terrorismo: arrestato mitomane...

Arrestato per terrorismo a Napoli, giurò fedeltà all’Isis in un video di Grazia Longo da LaStampa.it

Il giorno in cui non successe niente

Come mi pare di aver già scritto altrove mia mamma, non riuscendo mai a indovinare i miei gusti, negli ultimi anni per compleanno e festività varie ci scherzava sopra regalandomi degli oggettini a casaccio: insomma tanti pensierini, che magari comprava nel corso dell'anno quando ne aveva l'ispirazione, invece di un unico regalo più impegnativo.

In queste ultime settimane ho letto uno di questi suoi “regalini” evidentemente scelto per un mio compleanno sulla fine degli anni '90: “Il libro del 11 Maggio – Un giorno davvero speciale”, Ed. Parole di Cotone S.r.l, 1997, l'autore non mi è chiaro: sembra che il contenuto sia stato “appaltato” ad agenzie specializzate: nel dubbio, per chi fosse interessato, fornisco anche il codice ISBN 88-8240-131-6.

L'idea era interessante: raccontare “gli 11 maggio” dal 1900 al 1996 ma sfortunatamente, come infatti mi sembrava di ricordare, il risultato è pessimo!
Leggendo questo libretto si ha la sensazione che l'11 maggio del XX secolo non sia mai successo niente degno di nota: dopo aver letto i primi dieci anni, un accozzaglia di eventi scelti apparentemente a casaccio, non si ha più né la motivazione né l'interesse per andare avanti.
Ma siccome lo tenevo in bagno, e ogni 11 maggio corrisponde a una paginetta, questa volta ho finito di leggerlo. Posso confermare che il racconto dei decenni successivi non migliora e continua a essere una fricassea di eventi insignificanti.

Mi sono quindi posto la domanda di come sia stata realizzata quest'opera. Adesso sarebbe semplice: basterebbe andare su Wikipedia e selezionare i giorni voluti del secolo scorso.
Ma nel 1997 Wikipedia non esisteva.
La mia sensazione è che siano state usate le prime pagine di un qualche quotidiano per conoscere gli eventi di ogni particolare giorno. In questo caso il problema è evidente: la prospettiva del quotidiano non è storica e nella prima pagina, in genere, vengono descritti eventi che hanno un impatto evidente sulla società del tempo o magari di semplice cronaca nera. In altre parole l'evento importante avvenuto l'11 maggio, che però sul momento non sembra tale, non sarà riportato dal quotidiano.
In parallelo avrei preso un'enciclopedia scorrendo tutte le biografie più lunghe di tot colonne e avrei annotato le date di nascita e morte del personaggio in questione. Idem per le battaglie o altri eventi storici con date ben precise. Questo è stato probabilmente fatto solo parzialmente e solo per i personaggi famosi...

Per riprova voglio confrontare i risultati che si ottengono oggi con Wikipedia per gli “11 maggio” dei seguenti anni: 1901, 1911, 1921, 1931, 1941, 1951, 1961, 1971, 1981 e 1991.

Mi accorgo adesso che la descrizione degli eventi giorno per giorno in Wikipedia è disponibile solo in inglese (e francese) quindi gli eventi avranno una prospettiva soprattutto americana invece che italiana...

AnnoWikiLibro
1901- L'archeologo Charles Peabody scopre il “Delta blues”
- Il biologo Sir Harry Johnston telegrafa a Londra che l'opaki non è estinto come si credeva
- Nasce la poetessa Rose Ausländer
- Nasce la FIOM a Livorno
- Multe in USA per eccesso di velocità a gara di corse auto
- Centenario dell'istituzione delle guardie svizzere
1911- In USA non si riesce ad eleggere il presidente pro-tempore
- Nasce l'attore Phil Silvers
- Nasce l'attore Doodles Weaver
- Nasce la compositrice Jeanne Behrend
- Primo volo a pagamento in UK
- Accordi commerciali fra Portogallo e Italia
- Calbraith Rodgers ha terminato il primo volo intercontinentale
- In pubblicazione “Il codice di Perelà”
1921- Nasce il politico Hildegard Hamm-Brücher- Comunicato politico di Giolitti
- Primato di vendite della Ford
- Furto di quadri in Toscana
1931- Fallisce a Vienna la banca Creditanstalt
- Bruciati quattro conventi a Madrid
- Fritz Lang dirige “M”
- Il romanzo “Signorsì” quasi ultimato
- Fritz Lang dirige “M”
- All'asta la collezione d'arte del principe Stroganov
- Coppa Davis: Giappone-Jugoslavia finisce 5-0
1941- Gli alleati vincono la battaglia del forte Rutbah
- Accordo politico/militare fra Hitler e François Darlan
- Inglesi e francesi liberi iniziano l'operazione “Josephine B”
- Nasce il compositore di canzoni Eric Burdon
- Muore l'attrice Peggy Shannon
- Viene comunicato a Hitler che Hess è atterrato in Scozia
- In Africa orientale la guerra va male per l'Italia
- Continua il soggiorno di Vittorio Emanuele III in Albania
- Previsto l'aumento della produzione ittica nel mar Adriatico
1951- Nulla!!- Dichiarazione dell'ONU sulla guerra di Corea
- Il senato americano contro i comunisti e i loro alleati
- I socialdemocratici invertono la loro linea politica
- Sta venendo progettato il “Centro della Pace” a Hiroshima
1961- Precipita aereo francese (79 vittime)
- La grotta di Russel diventa monumento nazionale in Alabama
- Angelino Soler vince la Vuelta
- Nasce la pianista Cecile Licad
- Botvinnik sconfigge Tal nella rivincita per il titolo mondiale di scacchi
- Il Sudafrica è progressivamente isolato dal Commonwealth
- Per i russi il genere dixieland è originario di Odessa (e non di New Orleans)
1971- Il quotidiano britannico Daily Sketch cessa le pubblicazioni
- Muore l'ex primo ministro irlandese Seán Lemass
- Danneggiati alcuni templi ad Angkor Vat durante la guerra civile cambogiana
- Continuano le ricerche di Milena Sutter
- Little Richard prepara il suo nuovo album
1981- Il musical “Cats” è rappresentato per la prima volta
- Nasce il cestista Lauren Jackson
- Nasce il calciatore italiano Nello Russo
- Nasce il calciatore Daisuke Matsui
- Muore il cantante Bob Marley
- Muore il cantante Bob Marley
- Mitterand eletto presidente francese
- Accordo fra RAI e Lega calcio
- Christiane F. sta scrivendo “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”
1991- Nulla!!- Approvata la finanziaria: la benzina aumenta di 10 lire al litro
- Il sindaco Pillitteri litiga con i tranvieri
- Le Ferrari 4° e 5° al GP di Monaco
- Presentato “Il portaborse” al 44° Festival di Cannes

Bo... da questo sconfortante confronto a campione sugli “11 maggio” del secolo scorso sembrerebbe che non sia il mio libro a fare pena: è che l'11 maggio non succede mai niente di interessante!

Conclusione: mi pare evidente che l'evento di gran lunga più importante avvenuto l'11 maggio sia stata la mia nascita...

domenica 22 aprile 2018

CoQ

Esiste un tipo di gioco che mi piace molto ma che mi riesce poco!
Si tratti dei giochi cosiddetti Roguelike, ovvero tipo Rogue: un vecchio gioco in cui prevalevano degli aspetti casuali come la generazione della mappa.

In questi giochi prima o poi mi distraggo e quando mi accorgo che sto rischiando di essere sconfitto è ormai troppo tardi per far qualcosa. Questi giochi poi sono progettati per impedire che il giocatore possa ricaricare una vecchia partita (ovviamente si può fare ma equivale a barare) e quindi, a causa dell'alta mortalità, c'è un grosso ricambio di personaggi.

Questa necessità di creare sempre nuovi giocatori è però per me una fonte di ansia: in genere uso nomi di amici e parenti e vederli andare al massacro non mi piace troppo.

Qualche settimana fa ho comprato un nuovo gioco di questo genere: Caves of Qud (molto bellino).

Stavolta per risolvere il problema della tensione causata dall'alta mortalità dei miei personaggi ho avuto una brillante idea: invece di usare nomi di amici e parenti, a cui sono troppo emotivamente legato, ho deciso di utilizzare nomi di politici!
È stato un successone: ora riesco a giocare a Caves of Qud molto più serenamente senza preoccuparmi né essere frustrato se un personaggio mi muore improvvisamente per sfortuna o distrazione...

Di seguito la lista dei miei personaggi con le seguenti informazioni: posizione in classifica, nome, livello raggiunto, punti, data del decesso, partito e, infine, causa della morte. Fra parentesi quadre [] i miei eventuali commenti...

1 Dimaio 15 33690 06/04/18 M5S madpole
[Il mio campione! Come al solito mi consideravo già invulnerabile poi ho incontrato questo “madpole” (che ho scoperto poi essere un mostro pericolosissimo) che mi ha strappato braccia e gambe prima di finirmi...]
2 Germin 11 18685 11/04/18 FI giant amoeba
[Le “giant amoeba” in genere sono un problema solo per i personaggi di basso livello: evidentemente in questo caso la Germin era già gravemente ferita e la “giant amoeba” le ha solo dato il colpo di grazia]
3 Nogarin 10 13926 17/04/18 M5S chaingun turret
[Qui mi ha fregato la grafica del gioco: in genere le torrette sono facile da eliminare: ti colpiscono un paio di volte da lontano ma quando gli si arriva accanto si mettono fuori uso immediatamente. La “chaingun turret” no...]
4 Boldrina 7 10236 23/03/18 Altro chute crab
[Me la ricordo questa partita: ero finito in un livello stranissimo: una specie di grande fabbrica piena di nastri trasportatori e simili... e piena di questi “chute chab”. Singolarmente debolissimi ma mortali se in gran numero. Avrei dovuto essere prudente e scappare ma, come mi accade sempre, ho fatto il passo più lungo della gamba]
5 Salax 7 10074 16/04/18 FI Mufburulu-wofohoofubmo, Firesnarler and member of the Ebony Meteorite Kith
[Nel gioco ci sono anche dei personaggi unici creati casualmente...]
6 Grillox 5 5406 18/04/18 M5S Two-headed boar
[Da Grillo mi sarei aspettato di più...]
7 Casinos 4 5299 21/03/18 PD Jilted lover
[Il “Jilted lover” è una pianta che cresce sui muri e che è in gradi di afferrarti e dissanguarti. È pericolosa solo per i personaggi di basso livello (1, 2 forse 3) perché per distrazione ci finisco per sbattere contro non riuscendo a liberarmi/ucciderlo in tempo. Casinos probabilmente era già gravemente ferito altrimenti non sarebbe morto per un “Jilted lover”]
8 Maron 6 4655 29/03/18 Lega Two-headed boar
[Ingannato dalla grafica: il “Two-headed boar” sembra innocuo ma invece è abbastanza forte...]
9 Lorenzin 7 4189 07/04/18 PD giant amoeba
[Sculo. Come spiegato le “giant amoeba” non sono molto pericolose...]
10 Castellix 5 2498 06/04/18 FI glowmoth
[Qui mi sono confuso col nome: Castellix stava per la Casellati!]
11 Meboschi 4 2421 20/03/18 PD Jilted lover
[Altra vittima della “Jilted lover”]
12 Mastella 4 1943 24/03/18 Bo... slugsnout
[Lo slugsnout è pericoloso: sembra innocuo ma ti colpisce da lontano e se non c'è la possibilità di ripararsi o di raggiungerlo rapidamente per ucciderlo nel corpo a corpo può essere mortale...]
13 Grassox 5 1925 22/03/18 Altro girshling
[Uno dei miei primi peronaggi: evidentemente non avevo ancora capito il pericolo rappresentato dai “girshling” che un personaggio del 5to livello non può affrontare a cuor leggero...]
14 Raggy 2 1457 16/04/18 M5S horned chameleon
[Altro mostro debole ma pericoloso per i personaggi di basso livello...]
15 Ficox 3 1449 24/03/18 M5S giant centipede
[idem]
16 Brunetta 3 1159 24/03/18 FI young ivory
[Sfortuna: i “young ivory” sono nascosti nel terreno e non si vedono fino a quando non ci si passa sopra e ti colpiscono. Per un personaggio del terzo livello, magari già ferito, possono essere mortali]
17 Salvin 4 851 04/06/18 Lega Jilted lover
[Solito “Jilted lover”...]
18 Gentilon 4 551 07/04/18 PD slugsnout
[Vedi Mastella]
19 Berluska 2 537 21/03/18 FI salthopper
[Il “salthopper” è una cavalletta gigante simile per pericolosità all'“horned chameleon” o al “giant centipede”. Anzi forse è più pericolosa perché è molto veloce ed è quindi più difficile scappare...]
20 Karfagna 3 350 20/04/18 FI slugsnout
[Vedi Gentilon e Mastella...]
21 Nardellah 3 167 17/04/18 PD Gro-mufofobuuf, the learned Snapjaw Bear-baiter
[Altro mostro casuale: sicuramente troppo forte per un personaggio del terzo livello. Sfortuna]
22 Franceskin 1 109 15/04/18 PD snapjaw hunter
[Lo “snapjaw hunter” è un mostro debole e comune: non ricordo ma suppongo che Franceskin sia stato circondato da una tribù di questi...]
23 Melon 1 15 28/03/18 Altro horned chameleon
[Come Raggy]
24 Appendin 2 -362 16/04/18 M5S Jilted lover
[E quattro...]
25 Napolitan 2 -683 24/03/18 PD horned chameleon
[E tre... credo...]
26 Dalema 1 -813 24/03/18 Altro Warden Ualraig
[Ah! Ah! Questo lo ricordo bene! Inizialmente nel villaggio dove inizia il gioco si fa il giro di tre case dove si ruba il contenuto di tre casse: Dalema si era dimenticato di chiudere la porta ed era stato visto dallo sceriffo del paese!]
27 Marenzi 2 -985 20/03/18 PD mimic
[Da Marenzi mi aspettavo di più: ma era uno dei primi personaggi e io ero ancora molto inesperto. In particolare Marenzi aveva il potere di aprire dei portali spazio-temporali: io pensavo fossero una via di fuga sicura ma invece sono dei condotti che teletrasportano in qualsiasi punto del mondo di gioco. Così ci sono saltato dentro e sono poi stato immediatamente ucciso con un unico colpo...]

Adesso il mio problema è quello di ricordarmi nuovi nomi di politici: non ne conosco molti e probabilmente dovrò iniziare a usarne anche di vecchi (tipo Bossi, Scalfaro, Pomicino, De Mita e simili...)...

Conclusione: ecco come perdo tempo!

sabato 21 aprile 2018

Fiorame 5

Male, sta andando male: stanno sbocciando molti nuovi fiori ma non riesco a identificarli...

Avvertenza per il lettore occasionale: non sono un botanico né un esperto di fiori e per questo le mie “identificazioni” sono altamente inaffidabili, occhio quindi!

Prima le (poche) note positive ovvero i fiori che ho, almeno molto approssimativamente, identificato.

Appena ho visto il fiore ho pensato fosse il “solito” geranio volgare ma poi mi sono accorto che le foglie erano molto diverse (v. Fiorame 4)...
Geranio Sbrandellato – Geranium dissectum – 85%

Le foglie caratteristiche mi danno un po' più di sicurezza sull'identificazione ma, come al solito, non ci metterei la mano sul fuoco...

In giardino ho trovato ciò che a prima vista mi era sembrato un altro muscari ignorato (v. il corto Fiorame 3) ma poi mi sono accorto che le foglie non erano cilindriche ma piatte come steli d'erba: mi sono ricordato che il mio manuale avvisava di specie simili con “foglie larghe 3-8 mm, generalmente erette”: in questo caso potrebbe trattarsi di Giacinto dell'uva (Muscari botryodis) o Cipollaccio (Muscari armeniacum).
Vedrò di controllare su Wikipedia
Lampascione - Muscari comosum - 100%

Ma... molto probabilmente la pianta è del genere muscari ma non ho idea di quale sia la specie esatta: non so se il mio esemplare stava già sfiorendo ma non mi pare assomigli né al Giacinto dell'uva né al Cipollaccio...

Modificato 23/4/2018: l'amica (v. il corto Aiuto apprezzatissimo) mi ha scritto: «La seconda pianta è sicuramente un lampascione, Muscari comosum; che è un qualche muscari avevi già capito.»
Qui non ho altro da dire ma solo da aggiungere la didascalia corretta alle foto e siccome mi fido metto la percentuale di affidabilità dell'identificazione al 100%!

E ore le (numerose) note negative, ovvero fiori di cui non ho trovato traccia...

Sempre in giardino ho trovato la seguente erbetta dai fiorellini piccini, bianchi ma con striature blu, quattro petali asimmetrici. Anche di questa pianta non ne ho però trovata traccia sul mio manuale.

Mentre tagliavo l'erba con la falciatrice ho individuato questo bel fiore al quale, ovviamente, ho girato intorno. Pensavo fosse facile da identificare a causa della forma particolare dei petali ma invece non ne ho trovato traccia nel manuale: proverò il riconoscimento per immagini di Google ma dubito che arriverò lontano...
Fior di cuculo - Lychnis flos-cuculi - 100%

Modificato 23/4/2018: l'amica (v. il corto Aiuto apprezzatissimo) mi ha scritto: «Quella color rosa dopo è sicuramente un garofano! Caryophyllaceae, Silene flos-cuculi; i tedeschi giustamente la chiamano Kuckuksnelke perché inizia a fiorire quando inizia a cantare il cuculo. Fu una delle prime piante che ho imparato dal nonno, sicuramente cascavano le bombe e io ancora non sapevo leggere.»
Ha ragione! Ho verificato su Wikipedia: Fior di cuculo che per la spiegazione del nome dà la seguente strana interpretazione “Il nome specifico si rifà al nome comune, il quale probabilmente allude alla frequente presenza sulla pianta della schiuma prodotta dall'insetto sputacchina (Philaenus spumarius), nota anche come saliva di cuculo”. Io però, senza offesa alla sputacchina, preferisco l'etimologia tedesca!

Invece nell'escursione odierna ho trovato un nuovo fiore giallo: la sua caratteristica sono le foglie spinose... Ma anche di questa pianta non ho trovato traccia sul mio manuale...

Modificato 23/4/2018: l'amica (v. il corto Aiuto apprezzatissimo) mi ha scritto: «La gialla dopo è sicuramente una qualche composita, quindi parente del tarassaco, non saprei essere più precisa.»
Vabbè, almeno è un inizio: se i parenti del tarassaco non fossero migliaia proverei a cercarla: magari potrei limitarmi alle schede presenti su wikipedia...

Il seguente è un trifoglio (con delle caratteristiche macchie più scure su ogni foglia) molto comune ma non l'ho trovato sul mio manuale (magari non è fra i trifogli?).
Erba medica araba - Medicago arabica - 95%

Modificato 23/4/2018: l'amica (v. il corto Aiuto apprezzatissimo) mi ha scritto: «Il trifoglio dopo  è una qualche leguminosa Fabaceae, penso un qualche Lotus.»
In questo caso, guardando Wikipedia, i miei fiori non assomigliano alle 2 specie (su 22!) del genere Lotus presenti in Italia... Visto che alla famiglia delle Fabaceae appartiene anche il genere Trifolium magari darò un'occhiata anche alle sue specie più comuni...
Colpo di scena! Mi sono guardato inutilmente tutti i trifogli della versione tedesca di Wikipedia (hanno i fiori completamente diversi) e alla fine, colto da disperazione, ho provato a cercare "Trifoglio maculato" (nome da me inventato) e guardando le foto l'ho trovato! Si tratta di Medicago Arabica ovvero Erba medica araba o Trifoglio del Calvario: vedi www.FloraItaliae.org
Comunque la famiglia è effettivamente quella delle Fabaceae...

In Fiorame 4 mi ero illuso ipotizzando di aver identificato una Silene bianca: a distanza di pochi giorni adesso sono sbocciate decine di questi fiori e oggi, nonostante il sole e il caldo, erano tutti belli aperti (mentre la Silene bianca è notturna)...
Evidentemente si tratta di qualche altro fiore anche se non ho idea di cosa possa essere: in verità i petali bilobati mi ricordano quelli dei gerani, magari potrei vedere se ne esiste una varietà con i petali bianchi...

Modificato 23/4/2018: l'amica (v. il corto Aiuto apprezzatissimo) mi ha scritto: «La bianca dopo è un qualche “centocchio”. Le piante che in Italia vengono chiamate centocchio sono qualche dozzina, quindi con quel nome vai poco lontano. Penso che sia una Caryophyllaceae (quindi un garofano) del genere Stellaria, forse Stellaria holostea.»
Allora dalle foto che ho visto la Stellaria holostea sembra avere i petali molto più separati rispetto al “mio” fiore: però probabilmente il genere è proprio Stellaria...

Foto bonus!

Lo so che non è un fiore ma questa specie di baccello piantato nel terreno mi ha incuriosito: anzi, più che a un baccello assomigliava a una vescica gonfia d'aria...
Chissà cos'è!
Gigaro chiaro - Arum italicum - 100%

Modificato 23/4/2018: l'amica (v. il corto Aiuto apprezzatissimo) mi ha scritto: «L’ultima poi è decisamente un gigaro. Aspetta i frutti rossi, vistosi in autunno! Arum italicum».
Bo... le foto che ho visto erano già col fiore ma visto che è sicura aggiungo la didascalia: oltretutto mi pare di aver visto un paio di questi fiori negli anni passati. Sfortunatamente i due che avevo fotografato sono stati tagliati oggi da un decespugliatore e quindi non potrò seguirne l'evoluzione...

giovedì 19 aprile 2018

Ancora sull'imperativo categorico e le bugie...

Sono tornato a riflettere sull'imperativo categorico kantiano: la “cosa giusta” da fare va fatta indipendentemente dalle sue conseguenze; viceversa la “cosa sbagliata” non va fatta indipendentemente dalle conseguenze.

Già al tempo del corso di filosofia della morale e della giustizia ci tornai sopra più e più volte dato che, allora come oggi, trovavo l'argomento di fondamentale importanza.
La categoricità di Kant sulla questione si presta però a paradossi che non è facile dirimere: talvolta sembra che fare la scelta giusta sempre e comunque possa essere sbagliato!

L'esempio classico è quello che riportai in Sandel sbaglia:
«Un filosofo francese, Benjamin Constant, l'aveva [Kant] pubblicamente sfidato presentandogli il seguente semplice scenario: supponiamo che un nostro amico si presenti a casa nostra, inseguito da un assassino, e ci chieda di nasconderlo. Subito dopo arriva l'assassino che ci chiede se il nostro amico è da noi: in questo caso è moralmente lecito mentire all'assassino per salvare il nostro amico? Secondo Constant sì perché l'assassino non si merita la nostra onestà.
Kant rispose dicendo che agli imperativi categorici (le cose giuste da fare e, in questo caso, dire sempre la verità) non si possono trovare eccezioni perché altrimenti non sarebbero imperativi categorici: in altre parole, per Kant, nemmeno nello scenario in questione sarebbe moralmente corretto mentire. Non importa quale sia il pericolo corso dall'amico: la sua eventuale morte sarebbe solo una conseguenza e la moralità di un'azione va considerata di per sé e non per ciò che comporta.
O questa è almeno quanto ho capito della spiegazione dell'opinione di Kant fornita dal professor Sandel...
»

Anch'io ero rimasto colpito da questo esempio e trovavo difficile difendere la posizione di Kant anche se, a un livello intuitivo che non riuscivo a comprendere, la ritenevo corretta.
Avevo anche proposto una mia soluzione che però, già all'epoca, non mi convinceva completamente:
«Quindi la penso esattamente come Kant? Non proprio...
Anche Kant afferma che l'uomo vive contemporaneamente nel mondo sensibile (delle necessità) e nel mondo intellegibile (della ragione): proprio questa ambiguità di collocazione provoca lo scollamento fra quello che si fa e quello che si dovrebbe fare.
La mia sensazione è che lo scenario dell'assassino sia un caso limite in cui si debba agire sul piano puramente sensibile: l'irrazionalità stessa della volontà di uccidere dell'assassino ci dà una traccia in tal senso. In una simile contingenza il mentire non è né vuole esserlo un'azione morale ma è invece una azione puramente sensibile. Questo non significa che l'imperativo categorico di dire sempre la verità abbia almeno questa eccezione: l'imperativo categorico è infatti sempre valido ma solo nel mondo intellegibile!
Anzi, l'azione che nel mondo sensibile era “dire una bugia” equivale nel mondo intellegibile a “salvare una vita”: è la contingenza estrema che giustifica la trasformazione.
Eppure qui l'ho scritto e qui lo nego: piegare la morale a un'emergenza mi pare pericoloso e troppo facilmente abusabile. Come spiegato non sono ancora totalmente convinto del mio punto di vista.
»

Adesso, a quasi due anni esatti di distanza, le mie idee sulla questione si sono sedimentate: improvvisamente stamani ci ho ripensato e tutto mi è apparso chiaro.

A ogni azione seguono, dopo un certo periodo variabile di tempo, delle conseguenze. Contemporaneamente ogni decisione morale è basata sulle sue conseguenze: ciò che rende un'azione buona (o cattiva) in sé è che la variabile tempo che separa l'azione dalla sua conseguenza positiva (o negativa) è pari a zero.

Se il tempo non è nullo allora esso diviene proporzionale all'incertezza della conseguenza dell'azione. Nell'azione buona in sé il bene è immediato e certo: quando però la variabile tempo cresce ecco che la certezza del risultato viene meno e si entra nel regno delle possibilità.

Il tempo diviene una specie di crepa che si amplia sempre più fra l'azione e la sua conseguenza: in questa crepa possono inserirsi infiniti elementi esterni che possono cambiare, anche radicalmente, il risultato previsto dall'azione iniziale. Il caso, l'ignoto, cambiamenti di contesto, volontà esterne da sole o combinate insieme possono alterare l'esito previsto di un'azione.

La questione non è quindi tanto considerare una decisione morale di per sé ma quanto si ritenga accettabile l'incertezza della sua conseguenza.
I casi critici sono due: un male immediato certo contro un bene futuro maggiore ma incerto (tipo uccidere un Adolf Hitler ancora bambino); oppure un bene immediato certo contro un male futuro maggiore ma incerto (tipo salvare da morte certa un Adolf Hitler ancora bambino).

Alla fine la questione critica diviene quando è accettabile fare un'azione con conseguenze immediate negative in vista però di un incerto beneficio maggiore nel futuro. O, analogamente, quando sia accettabile fare qualcosa di giusto sul momento ma che potrebbe avere delle conseguenze future nefaste.

Comunque, con questa nuova comprensione dell'imperativo categorico, è possibile comprendere il paradosso dello scenario proposto da Benjamin Constant.
Mentire è sbagliato: le informazioni errate impediscono alla vittima il libero arbitrio, sono quindi una maniera per condizionare e controllare l'altro privandolo della sua libertà (eteronomia).
Oppure, da un altro punto di vista, mentire e quindi ingannare un'altra persona non potrà mai essere giusto visto che equivalerebbe a trattarla come un mezzo e non come un fine.
Ma allora è giusto far morire l'amico non dicendo una bugia?

Il paradosso di Constant si base nell'annullamento occulto del fattore tempo: viene proposto un caso solo apparentemente realistico in cui dalla scelta iniziale si fa dipendere inevitabilmente il risultato finale (alla bugia corrisponde la salvezza dell'amico; alla verità la sua morte) quando invece la situazione potrebbe evolvere ben diversamente. Ma in pratica la limitazione artificiale delle scelte e dei possibili esiti equivale ad annullare la variabile tempo e, di conseguenza, l'incertezza fra azione e conseguenza.
Nell'ipotesi del paradosso, la conseguenza (la morte dell'amico) collassa sull'azione (il dire la verità) a causa della scomparsa del fattore tempo: in questo caso sarebbe quindi sbagliato non mentire e causare la morte dell'amico (*1). Ma come spiegato si tratta di uno scenario irrealistico, invero privo di senso, a cui viene arbitrariamente tolta ogni incertezza fra azione e conseguenza.

Più in generale allora come ci dovremmo comportare di fronte a scelte in cui a un'azione negativa/sbagliata potrebbe corrispondere, dopo un certo periodo di tempo (e quindi di incertezza), un risultato positivo?

Sfortunatamente non c'è una risposta esatta a questa domanda. La matematica è solo una falsa soluzione a questo problema: assegnare a ogni risultato un certo valore e moltiplicarlo per la probabilità che si verifichi è possibile soltanto in casi altamente ipotetici e irrealistici. Nella realtà la morale non si può pesare e comunque i fattori in gioco, le possibili interferenze, i possibili risultati sono così tanti che quantificare tutto sarebbe impossibile o almeno altamente arbitrario. Al massimo si potrebbe arrivare a conclusioni che legano a una scelta un probabile/possibile risultato.

La mia sensazione intuitiva è che più il fattore tempo è grande e più si debba fare ciò che è giusto nell'immediato perché maggiori sono anche le probabilità che, grazie alla ragione, si possa in seguito intervenire per scongiurare l'esito nefasto che si teme. E comunque tale risultato negativo futuro è tanto più improbabile, a causa di influenze esterne, quando maggiore è il periodo di tempo che lo separa dal presente, al di là di ogni nostro possibile intervento.

Trovo che la comprensione di questo principio sia comunque molto utile: ad esempio diviene banale il dilemma analizzato in Votare o non votare?.
È infatti giustissimo astenersi quando nessun partito ci convince perché le possibili conseguenze, che si protraggono per molti anni, sono avvolte da una tale fascia di incertezza che ciò che moralmente conta per il singolo è solo eseguire quel che è giusto in quel momento. In altre parole se nessun partito ci convince allora è bene non votarne alcuno perché farlo equivarrebbe a mentire (*2).

Conclusione: l'importante non è trovare funghi ma divertirsi a cercarli!

Nota (*1): sbagliava quindi Kant a insistere che fosse comunque giusto dire la verità anche a costo della vita dell'amico: il paradosso dello scenario proposto infatti trasformava ciò che generalmente è giusto in sé in qualcosa di errato. Con la conseguenza collassata sull'azione il dilemma diveniva infatti scegliere fra il far vivere o morire l'amico: l'aspetto della verità/bugia era irrilevante. L'imperativo categorico era salvare la vita dell'amico.
Nota (*2): votare per un partito equivale infatti ad affermare di condividerne le idee e il programma e ciò è palesemente falso nell'ipotesi che nessun partito “ci convinca”.