«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

giovedì 29 settembre 2016

Bellezza a posteriori

Nel corto Nuovo criterio di selezione [per i brani da ascoltare su Youtube] avevo scritto:
«...
Il nuovo criterio si baserà invece sull'immagine del posteriore femminile di mio maggior gradimento. “Che c'entra il c##o con la musica?” potranno obiettare gli scettici. Beh, la mia speranza è che il gusto del creatore del video, per proprietà transitiva, sia affine al mio non solo per le rotondità del lato B femminile ma anche musicalmente...

Certo Aristotele non sarebbe d'accordo: direbbe che il dominio della musica è l'udito mentre quello del sedere è la vista o, forse, il tatto e che, pertanto, non c'è nessuna relazione fra i due. Credo però che la logica così formale dello Stagirita lo porti in errore: dal mio punto di vista musica e “di dietro” condividono il dominio della bellezza: la loro relazione non è forse immediata ma è comunque profonda sebbene inconscia...
...
»

E oggi mi sono divertito a mettere alla prova questo metodo!
Ovviamente ho dovuto crearmi delle regole aggiuntive (nel corto, per motivi di spazio, non ho neppure affrontato l'argomento) per selezionare quale brano ascoltare da Youtube.
1. Il primo brano va selezionato dalle proposte di Youtube della propria pagina iniziale.
2. I brani successivi si selezioneranno dalla colonna a destra dei “consigliati”
3. Primo criterio di scelta: il posteriore femminile preferito. (*1)
4. Secondo criterio di scelta: gambe o altro che suggeriscano un promettente posteriore femminile. (*1)
5. Terzo criterio di scelta: la donna che lasci supporre il più promettente posteriore femminile. (*1)
6. Vincolo uno: selezione di brani singoli (non raccolte).
7. Vincolo due: se è noto che un gruppo non mi piaccia allora, in deroga alle regole 3-5, è possibile non sceglierlo (tipo Archenemy).

Seguendo queste semplici regole ho dato il via all'esperimento. Di seguito la mia pagina iniziale:

Non avendo molta scelta e ho dovuto usare la regola 5 che mi ha portato ad ascoltare “Eye of Chaos” di Once Human. Dalle mie note: «Finché si dimena e basta non è male, poi però inizia a cantare...»

Questa è la lista dei brani ascoltati direttamente dalla cronologia di Youtube e, per questo, va “letta” partendo dal fondo.

Dopo “Eye of Chaos” è stato il turno di “Outlander” di Jinjer (regola 4). «Ma... gambe ok, ma il growl femminile proprio non mi piace». Col senno di poi questo è stato probabilmente il brano migliore della serie!

“Monsters ball” di Butcher Babies (regola 5). «Buono solo il trucco...»

“Sex Metal Barbie” di In this moment (regola 5). Per questo brano ero speranzoso: di In This Moment avevo già una canzone nelle mie collezioni (*2). «Delusione! Terribilmente noiosa e inascoltabile...»

“Yo-Landi only” - di Die Antwoord (regola 5). «Video bellino, musica meno...». Aggiungo che definire la cantante (senza sopracciglia) carina è forse eccessivo ma almeno è, diciamo, interessante...

“Hateful love” di Little Big (regola 4). «Altro video molto carino: io preferisco la centaura!». Col senno di poi, il video migliore (visivamente!).

“M.I.L.F. $” di Fergie (regola 5). «Il video ha dei meriti ma la musica... ho resistito solo per 1 minuto...»

“Cool girl” di Tove Love (regola 5). «Nooo!! Ho resistito un minuto e mezzo...»

“No broken hearts” di Bebe Rexha (regola 3: finalmente!). «30 secondi...»

“The boys” di Nicki Minaj (regola 5). «Più quantità (di ciccia) che qualità.»

“Side to Side” di Ariane Grande (regola 5). «Da ascoltare senza audio». Aggiungo: e meno male che era grande...

Che dire? Dopo questa discesa negli inferi della musica moderna, là dove vengono puniti i padiglioni acustici troppo sofisticati come i miei, mi era venuto il dubbio che Aristotele avesse ragione: non c'è alcuna relazione fra musica e posteriori femminili...
Pensavo già di cavarmela con una battuta del tipo: «Sì, lo ammetto, sono stato uno sciocco a pensare che basandomi sull'immagine di un sedere potessi riuscire a individuare della musica di mio gradimento. Aristotele ha ragione perché – BLA BLA BLA. Ora ho capito la lezione e, da adesso in poi, baserò le mie scelte in base non al sedere ma alle gambe o al seno... Ah! Ah!»

Ma non è finita così!
Proprio nella lista dei video consigliati associati alla canzone di Ariane Grande ho visto (finalmente!) qualcosa di veramente di mio gradimento. In realtà si tratta di una raccolta che, per la regola 6, non avrei potuto scegliere ma, come dicevano i latini “Ubi culus, minor cessat”. E così ho ascoltato il seguente:
Power Metal Compilation – Vol. I

Una raccolta di 17 brani di cui 3 già nelle mie collezioni. Inoltre conoscevo e apprezzavo già ben 13 dei 16 gruppi diversi presenti!
E alla fine dell'ascolto avevo aggiunto 5 brani alla lista degli “incerti” (*2): insomma un super successo!

E quindi chi ha ragione? Aristotele o KGB?

A parte gli scherzi: io credo ci sia davvero una relazione che leghi insieme il gusto del bello. È chiaro che nei video ufficiali si poteva mettere in "copertina" solo ciò (ovvero la cantante) che era disponibile: in questo caso il criterio del “posteriore” mi ha portato di peggio in peggio e dal brutto all'orribile. Però là, dove l'autore della raccolta ha potuto liberamente scegliere secondo il proprio gusto estetico e questo ha perfettamente incontrato il mio, ecco che c'è stata anche una sorprendente corrispondenza nei gusti musicali...
È ovvio che una rondine non fa primavera e che la mia idea era inizialmente (quando scrissi il corto) solo quella di arrivare a scrivere poi un pezzo autoironico vagamente interessante e divertente eppure ritengo anche che la mia idea di fondo sul criterio estetico visivo anziché acustico (applicato quando ha senso farlo) non sia completamente peregrina.

Alla fine tutta la questione si riduce a capire cosa sia il bello e in particolare da cosa sia mosso il giudizio estetico individuale. Alla fine si arriva a un nucleo non ulteriormente scomponibile che è in parte essenza della nostra anima e che riflette la nostra visione della realtà.
Ad esempio ascoltando un brano che mi piace potrei chiedermene il motivo e mi risponderei qualcosa del tipo: “mi piace il ritmo, mi piace la voce del cantante, mi piace quella melodia...”
Ma se investighiamo ulteriormente dove arriviamo? Se mi chiedessi “perché mi piace proprio quel ritmo, perché proprio quella voce, perché proprio quella melodia?” allora dovrei rispondermi qualcosa del tipo “mi piacciono per le emozioni che provocano dentro di me”. E di quali emozioni si tratta? In questo caso di un misto di esse ma che complessivamente corrispondono a un'emozione di sintonia fra me e la musica: ma il “me” in questione non è certo quello razionale ma quello più profondo e che io, un po' poeticamente, tendo a chiamare animo o anima. Quindi scavando a fondo si arriva a stabilire che la bellezza più autentica della musica ognuno la trova nella sua corrispondenza col proprio animo.
Facciamo lo stesso esperimento per l'immagine del sedere. Ovviamente cerchiamo di non considerare gli istinti sessuali che provoca ma di limitarci a un giudizio puramente estetico. Che cosa mi piace di tale immagine? Direi le proporzioni, la consistenza (sebbene apparente!), la forma... ma anche il tatuaggio per la personalità che suggerisce e anche la posizione delle mani e della spada che coprono il punto che, senza di esse, sarebbe il fulcro dell'attenzione e che, lasciato esposto, renderebbe forse solo volgare l'immagine.
Ma, di nuovo, proviamo ad andare più a fondo: perché mi piacciono proprio quelle proporzioni, forme, tatuaggio etc? Perché mi suggeriscono l'idea di una donna che mi piace. Ma perché ti piace proprio quella donna? E la risposta finale è la sintonia (almeno apparente) che provo verso di lei: di nuovo la chiave di lettura della bellezza è la corrispondenza (magari illusoria: come in questo caso dove mancano troppi elementi certi) col nostro animo.

Ora tenete presente che questi due esempi sono volutamente difficili da assimilare insieme ma li ho scelti proprio per dimostrare come il nucleo essenziale della bellezza sia universale (a livello soggettivo) anche applicato a oggetti che, apparentemente, non hanno niente in comune.
Sono convinto che una riprova convincente di questa mia intuizione la si potrebbe ottenere con un semplice esperimento: a un gruppo di persone (*3) si fa scegliere 5 immagini a testa da una selezione di 100 (evitando immagini spiccatamente sessuali come sederi femminili nudi!) e, poi, si farà indicare a queste persone le proprie 10 canzoni preferite.
Sono sicuro che si troverebbe una correlazione fra le persone che scelgono determinate immagini e i loro gusti musicali. E la correlazione sarebbe dovuta alla sintonia fra le immagini e l'animo e fra questo e la musica.

Conclusione: da quello che doveva solo essere un giochetto stupido alla fine sono nate delle considerazioni interessanti...

Nota (*1): ovviamente mi baso sulle immagini dei piccoli riquadri dei video di Youtube.
Nota (*2): l'anticamera obbligatoria per entrare a far parte delle mie collezioni ufficiali su Youtube e Spotify: vedi Spotify e Youtube Lista 1, 2 e 3
Nota (*3): avendo l'accortezza di distinguere per sesso ed età (particolarmente importante per i gusti musicali).

mercoledì 28 settembre 2016

Lezione XXCIX: riposante

...infatti ho soprattutto guardato il maestro mentre ricostruiva a orecchio lo spartito di Desert Queen! Beh, esagero un po': in realtà c'è stato tempo anche di riguardare rapidamente un po' tutti i pezzi...

Riscaldamento: questo non si è toccato... Inizia ad annoiarmi ma, comunque, è solo riscaldamento e quindi fa poca differenza...

Accordi +: anche qui non ci sono novità: sono sempre impegnato in una breve serie di accordi di settima. Progredisco pochissimo (sempre a 55bpm) ma, credo, solo perché non mi esercito molto. In genere questo è l'ultimo esercizio che faccio e quindi tendo a tirar via...

Midnight Madness: nella scorsa lezione il maestro mi aveva suggerito di spostare tutte le dita contemporaneamente per guadagnare un po' di velocità. Chiaramente per assimilare il nuovo movimento (che deve divenire automatico) mi ci è voluto un po' di tempo ma, finalmente, sono arrivato a 120bpm!
La velocità reale, l'ho sempre saputo, è fuori dalla mia portata ma 120bpm è una velocità “tonda” dignitosa e quindi ho deciso di mettere almeno temporaneamente da parte questo esercizio.
Tre curiosità:
1. ho fatto ascoltare al maestro il brano su YouTube per sapere quale fosse la velocità reale. Io mi ricordavo qualcosa intorno a 150 ma invece siamo sui 180bpm!!
2. nonostante il gruppo Sinergy non sia molto conosciuto ho trovato in rete molti spartiti delle loro canzoni: avevo così ipotizzato che il chitarrista fosse particolarmente bravo e apprezzato. Il maestro me lo ha confermato: il chitarrista dei Sinergy (ora sciolti) suona nei Children of Bodom!
3. mentre ascoltavamo il brano ho chiesto al maestro come si otteneva un effetto con la chitarra che mi piaceva molto: io pensavo fosse una specie di accordo misto a slide ma il maestro mi ha invece spiegato che si trattava di una sequenza di note suonate molto velocemente! Ok... cerco il punto esatto nel brano altrimenti non ha molto senso: Midnight Madness; per la cronaca io so suonare i primi 17 secondi (a 120bpm)!

She is my sin: di questo brano suono le prime 48 battute della chitarra d'accompagnamento (lo so, lo so...). Siccome mi piace abbiamo deciso di andare un po' avanti. Ho fatto dare al maestro un'occhiata alle battute successive e lui si è accorto a colpo d'occhio che nello spartito c'era qualcosa che non andava: una nota che a suo dire non c'entrava con le altre e che per qualche motivo era presente in quasi tutte le battute. Non ho capito perché ma il maestro era molto sicuro e l'ha tolta senza neppure ascoltare il brano originale.

Final countdown: dopo una parte piuttosto veloce da eseguire in palm muting non avevo trovato particolari problemi ed ero arrivato alla 62° battuta della seconda chitarra ritmica pronto ad andare oltre.
Il maestro mi ha consigliato di suonarlo sulla base originale (e non sopra Guitar Pro 6). L'idea mi è piaciuta perché ultimamente suono tutti i brani sopra gli spartiti mentre invece è bene anche fare l'orecchio ai brani reali: poi, cercando su YouTube il maestro mi ha trovato il seguente video che è ancor più educativo (manca la chitarra).
Da cosa nasce cosa: mi sono preoccupato perché nel mio spartito non c'è la traccia vocale (né la batteria) e, quindi, temevo di perdermi nelle note più lunghe per mancanza di riferimenti. Appurato che il mio spartito faceva abbastanza schifo il maestro me ne ha trovato un altro con traccia vocale (c'è pure il testo), batteria e tutto il resto.
Ora però ho il problema di capire come la vecchia traccia che ho imparato si combini con quelle di questo spartito: ancora non ho guardato per bene ma non mi pare che coincidano....
Male male ristudio tutto da capo: non credo possa essere completamente diversa!

Hard Rock Halleluja: qui mi ero subito ribloccato alle battute 17-20 dove avrei dovuto eseguire una complicata sequenza di power chords misti a palm muting, tutti ottavi a 124bpm. Dopo vari giorni di studio ero arrivato a farcela al 25% della velocità reale ma già al 50% non ci riuscivo più. Non so, forse con molta pazienza, sarei riuscito a suonarlo alla velocità reale ma il maestro mi ha decisamente semplificato queste battute: ha tolto il palm muting e i power chords dicendomi di suonare solo le note rimaste sulla 5° corda. L'idea è quella di imparare il ritmo ed, eventualmente, riaggiungere pian piano gli elementi tolti.

Desert Queen: il maestro mi ha trascritto altre 10 battute. È impressionante la facilità con cui riesce a farlo. In pochi secondi aveva già ricostruito un arrangiamento che a me sembrava ottimo ma lui ha continuato a lavorarci rendendolo sempre più preciso. Mi ha spiegato che il problema era la seconda chitarra che si sovrapponeva alla prima: delle note che sembravano spezzate in realtà erano legate (erano spezzate solo nella seconda chitarra)...
Non vedo l'ora di cimentarmi con le nuove battute: nel complesso sembrano abbordabili!

Teoria: commentando i brani sono emerse delle considerazioni teoriche che mi sembrano interessanti.
1. Nell'heavy metal la 5° e 6° corda, a causa della distorsione, tendono a “spanciare” (termine tecnico usato dal maestro!) ovvero a produrre un suono troppo gonfio e carico che va a coprire gli altri strumenti. Per questo motivo spesso le ultime due corde si suonano col palm muting mentre le altre no. Alla fine tutto si riduce a trovare una posizione della mano destra che si appoggi appena su tali corde senza toccare le altre.
2. Nell'heavy metal per il motivo precedente anche la cassa evita i suoni bassi per non impastare troppo il suono e, per quanto veloce, si limite a suoni alti.
3. Per diminuire il distorto della 5° e 6° corda si può plettarle più vicino al ponte in maniera che la vibrazione delle corde sia minore e il suono risultante più pulito e smorzato.

Conclusione: un'ottima lezione... mi pare!

martedì 27 settembre 2016

Peter and Wendy

Dal sito del Progetto Gutenberg mi sono scaricato e letto Peter and Wendy di James Matthew Barrie del 1911.
Mi ero incuriosito a esso perché mi era parso di capire che nel romanzo dei bambini morissero e mi sembrava strano...

In realtà, a meno che non mi sia sfuggito qualche particolare, i bambini se la cavano tutti perfettamente!
Però è stata comunque una lettura interessante: io vi ho visto un lontano progenitore di Harry Potter! In particolare l'atmosfera dei capitoli iniziali, uno strano miscuglio fra realtà quotidiana e fantasia, mi ha ricordato l'inizio del primo volume di Harry Potter. Nel seguito le similitudini si fanno più labili ma comunque profonde: Neverland ha molte analogie con la scuola di Hogwarts e la rivalità fra Peter Pan e Capitan Uncino può ricordare quella fra Harry Potter e Voldermort...

Il libro di per sé è gradevole e scorre bene. Il suo umorismo può anche essere apprezzato dagli adulti. Mi ha fatto effettivamente ridacchiare la seguente battuta: l'autore spiega che gli indiani sono silenziosissimi e gli unici suoni che emettono sono le imitazioni degli animali che usano per farsi segnali; alcuni sono così bravi che (il neretto è mio):
«Not a sound is to be heard, save when they give vent to a wonderful imitation of the lonely call of the coyote. The cry is answered by other braves; and some of them do it even better than the coyotes, who are not very good at it.»

Peter Pan non ha madre e, per questo, da un lato ne vorrebbe una ma dall'altro le disprezza o, almeno, finge di farlo. Nella sua semplicità mi ha fatto ridere la seguente frase dopo un dialogo surreale dove Peter Pan spiega agli altri bambini che le madri, dopo un po', si dimenticano dei figli scomparsi: «So this was the truth about mothers. The toads!»

Interessante cercare di capire quale fosse il messaggio che l'autore volesse passare ai bambini con il suo libro: da una parte c'è senza dubbio l'importanza della famiglia (i bambini hanno grandi avventure lontani da essa ma poi sentono il bisogno di tornarvi) che, direi, è sempre attuale. Più superato invece il ruolo della donna che, fondamentalmente, deve essere quello della madre. Anche Wendy, la coprotagonista del libro, è solo una bimba che finge di essere la madre di tutti i bambini (mentre Peter Pan finge di esserne il padre!). Al riguardo significativa (e divertente) la seguente frase che mamma-Wendy rivolge a padre-Peter Pan: «“Dear Peter” she said, “with such a large family, of course, I have passed my best, but you don't want to change me, do you?”». E, in un altro momento del racconto, Wendy non appoggia gli altri bambini contro Peter perché «...she was far too loyal housewife to listen to any complaints against father.»

Questo è il messaggio rivolto ai bambini ma, forse, ce n'è uno più profondo ed elusivo. Dopo molti anni Peter Pan torna a far visita a Wendy, che nel frattempo è divenuta adulta, e le chiede come mai gli adulti non sono più in grado di volare. La risposta di Wendy è la seguente: «Because they are no longer gay and innocent and heartless. It is only the gay the innocent and heartless who can fly.»
Io credo che il “volare” possa essere letto come una metafora per “giudicare il mondo senza presupposizioni” oppure è la “fantasia” o un misto di entrambi i concetti...

Conclusione: nel complesso un buon libro nonostante alcune idee un po' viete. Consiglio di farlo leggere soprattutto alle bambine!

lunedì 26 settembre 2016

DISASTRO TOTALE TERMONUCLEARE

Blogspot mi ha sputtanato, ripeto SPUTTANATO, il viario!!
Oggi, dopo molti mesi, ho aggiunto una nuova vignetta alla “Legenda” e, quando ho salvato la modifica, Blogspot ha cambiato l'indirizzo di tale pezzo!!
Da:
http://parole-sante.blogspot.com/2010/03/legenda.html (notare lo “03”)
A:
http://parole-sante.blogspot.com/2010/04/legenda.html (notare lo “04”)

Il problema è che TUTTE le vignette di TUTTI i miei pezzi usano il vecchio indirizzo e, quindi, adesso non funzionano più...

Ovviamente aggiornare manualmente diverse migliaia di indirizzi è improponibile e quindi... ?

Allora è un DISASTRO TOTALE TERMONUCLEARE...

Nota: il collegamento alla “Legenda” nella testata del viario l'ho cambiato io manualmente prima di rendermi conto che anche tutte le vignette hanno il vecchio collegamento che ora non funziona più...

Modificato: 25/9/2016
RISOLTO!!!!

Per spiegare come ho fatto copio e incollo dei frammenti di epistola che ho spedito a un mio amico che lavora per Google (più per disperazione che per reale speranza visto che lui sviluppa applicazioni Google per iPhone...)

Epistola delle 3:24 PM
«...Io credo che il problema (cambiamento del link) si verifichi da quando è stato inserito (ormai molti mesi fa) un controllo sugli indirizzi all'interno dei post. Qualcosa su https che poi diventa http o cose del genere...
Nelle mie vignette il link all'immagine vera e propria era https quindi, per evitare il fastidioso messaggio di errore, li ho cambiati tutti in http. Per i nuovi post dove uso le vignette col link modificato non ho problemi ma, ogni volta che vado a modificare un vecchio pezzo, come oggi con "Legenda". Il controllo automatico mi avverte del problema.
Oggi ho scoperto (almeno penso sia questo il problema) che slezionando l'opzione "correggi" i link vengono sì corretti ma viene anche modificato il link al post stesso con esiti disastrosi!!

...»

Epistola delle 3:53 PM
«...
Noto adesso che la data del pezzo era effettivamente il primo aprile e non ho idea del motivo per cui l'indirizzo originario avesse uno 03: può darsi però che, quando si preme "correggi" la correzione ricostruisca anche l'indirizzo basandosi sulla data "ufficiale".
Se così fosse potrei:
1. cambiare l'indirizzo al 31 marzo 2010
2. inserire un https in maniera da far scattare la procedura di errore
3. premere "correggi" e sperare che rimodifichi in ...2010/03... il link di quel post...
Ma prima di tentare, per evitare di peggiorare le cose, aspetto il tuo parere...
...
»

Epistola della 4:06 PM
«...
Ha funzionato!!!!
(nel frattempo ci ho ripensato e mi sono detto che peggio di così le cose non potevano andare... e così ho provato a fare quanto ti ho detto sopra!)
Effettivamente col trucco di cui sopra sono riuscito a far riscattare il bug (non dirmi che era una feature!!) e a correggere nuovamente l'indirizzo del post che è tornato quello di prima!!
Che stress, però!

Ora rimetto la data (1/4/2010) senza far scattare il bug in maniera che l'indirizzo resti il solito...
...
»

Chiaro no?!

Conclusione: di informatica ci capisco poco però ho una straordinaria familiarità con i bachi!

Nota: è quindi possibile che, a causa del problema sopra evidenziato, alcuni collegamenti a vecchi pezzi che ho modificato non funzionino più...
Se ne trovate qualcuno di questi fatemi sapere che li “correggo”!

Modificato: 25/9/2016
Risolto il problema dell'indirizzo della “Legenda” ondivago, ho poi aggiunto 26 vignette “Grafico” ai rispettivi pezzi.
L'operazione è stata più laboriosa del solito perché adesso, alla luce di cosa combina il baco, non potevo usare l'opzione automatica “Correggi” per i vecchi pezzi (praticamente tutti!) perché temevo di cambiarne l'indirizzo (e l'opzione “Ignora” è stata tolta).
Così ho fatto tutte le modifiche manualmente: per ciascuno di questi 26 pezzi ho cambiato i “... src="http://3.bp.blogspot.com/-i8oOh...” in “... src="https://3.bp.blogspot.com/-i8oOh...” (notare la “s” extra!) per tutte le immagini (vecchie vignette comprese) e i video di Youtube...
In questa maniera l'indirizzo dei pezzi modificati dovrebbe essere rimasto inalterato: però che complicazioni!

domenica 25 settembre 2016

La sanguisuga (e non solo)

Nel 2013 scoprii un programma per tenere esercitata la memoria (v. Anki) e subito me ne innamorai creandomi degli specifici mazzi sulle materie più disparate (b. Ank'io e successivi): il francese, l'alfabeto cirillico, i comandi linux, gli stati USA, termini della retorica, lo svedese (questo lo scaricai), il significato dei tarocchi e le parole nuove che incontravo nei libri che leggevo.

Passata l'euforia iniziale ho continuato a esercitarmi solo col mazzo dei vocaboli nuovi: un po' perché la maggior parte degli altri mazzi erano solo esperimenti per i quali avevo uno scarso interesse ma, soprattutto, perché questo esercizio mi aiutava a fissare meglio anche alcuni concetti specifici imparati nelle mie letture.
E poi mi diverto! Prima cerco le parole su Treccani.it, se la definizione è chiara ma la copio nel mio mazzo altrimenti la integro da altre fonti come Wikipedia. Poi, se si tratta di un oggetto concreto (come un animale o una pianta) vado a caccia di qualche foto su Google o, di nuovo, su Wikipedia.

Ma vediamo qualche statistica...
Il primo grafico, “Previsioni”, mostra quante parole dovrò ripetere nel prossimo mese: quelle verde chiaro sono le parole introdotte da poco mentre quelle verde scuro sono quelle, in teoria, già apprese.
Come si vede i vocaboli in verde chiaro si concentrano tutti nei prossimi giorni: se non ci si limita con i vocaboli nuovi (adesso ne introduco manualmente uno al giorno solo se mi trovo a dover ripetere meno di 10 parole) si rischia di essere improvvisamente sommersi da una gran quantità di essi.
Il secondo grafico, “Conteggio delle ripetizioni”, mostra invece il tipo delle parole studiate negli ultimi 30 giorni. Come al solito il verde chiaro indica le parole recenti, il verde scuro quelle già ben apprese, il blu le novità del giorno e il rosso il numero di errori. Negli ultimi giorni mi sono dimenticato un paio di volte di studiare e, subito, il giorno dopo mi sono ritrovato col doppio di parole da ripetere: questo fa capire quanto sia importante esercitarsi quotidianamente. Dieci parole le posso studiare facilmente mentre sorseggio un tè e ascolto un paio di brani da Youtube ma venti parole iniziano a essere un impegno più faticoso...

Stessi grafici a un anno (nel futuro e nel passato):
Notare il buco “estivo” quando avevo smesso di studiare e le dure settimane successive quando mi sono dovuto rimettere in pari!

Stessi grafici a circa tre anni (nel futuro e nel passato) ovvero da quando ho iniziato a studiare questo specifico mazzo!
Notare il mio entusiasmo iniziale quando aggiungevo nuove parole (colore blu), poi col tempo, ho iniziato ad aggiungerne meno e, anzi, per un certo periodo non ne ho aggiunte nessuna...

Ma veniamo alla sanguisuga!
Una delle funzioni automatiche di Anki è quella di individuare le parole che restano particolarmente difficili da imparare (per qualsiasi motivo) tanto da divenire frustranti. Una volta individuate vengono etichettate come “sanguisughe” (di memoria) e messe da parte: sarà l'utente a dover decidere quando si sentirà pronto a ricominciare a memorizzarle/studiarle.
Ecco, io per tre anni sono riuscito a evitare le sanguisughe ma alla fine, ieri, ne è “nata” una:

La parola in questione in effetti l'odiavo: si tratta di “galbano” che io confondevo con “storace” (definizione 1).
Vado a memoria (*1) indicando solo, per mia comodità, le informazioni associate a tali parole:
Galbano: da albero ferula, coltivato in Turchia, gommoresina, odore balsamico finocchio, sapore amore, due versioni: “molle/levante” o “secco/persico”, colore giallo paglierino il primo più scuro il secondo; uso mastici ed empiastri revulsivi.
Storace:
1. da albero ferula o Liquidambar orientalis; balsamo ottenuto dalla spremitura della corteccia bollita dei tronchi; colore grigio verde; uso fissante per profumi, anche uso medico? Forse...
2. da Styrax Officinalis, coltivata in Lazio, resina aromatica odore balsamico di vaniglia, uso profumeria e medicinale.

Prevedo che la prossima sanguisuga sarà o la “giaconetta” o la “mussola” perché le confondo fra loro: vi risparmio le definizioni...

Comunque, come detto, mi diverto molto a imparare queste nozioni soprattutto quando poi scopro per caso relazioni fra parole diverse: ad esempio cosa hanno in comune la “corniola” (una varietà di calcedonio) e il “corniolo” (una pianta dal legno durissimo (*2))? Beh, la pietra prende il nome dal frutto dell'albero, una drupa di color rosso acceso!

Altre volte si scoprono delle curiosità inaspettate: oggi mi sono ad esempio trovato a ripetere per la prima volta “Ibis” (*3). Avevo ben chiara in mente la foto dell'ibis sacro ma per descriverlo ho detto: “Assomiglia a un fenicottero...”
Poi, visto che adesso ho iniziato a prendere confidenza con specie, genere, famiglia etc... mi sono chiesto se, effettivamente, i fenicotteri avessero qualcosa a che fare con gli ibis. Così sono andato a consultare wikipedia che per ogni animale ha una tabella che ne mostra la classificazione.
Ho così scoperto che gli ibis non hanno niente a che vedere con i fenicotteri (beh, a parte l'essere degli uccelli, classe “aves”...) ma ciò che ha colpito la mia curiosità è che l'ordine degli ibis è quello dei “Pelicaneformes” ma solo dal 2014 perché precedentemente erano classificati come appartenenti all'ordine dei “Ciconiiformes”! Evidentemente, grazie al progresso scientifico, oggi siamo in grado di individuare con maggiore precisione le relazioni fra specie diverse e i loro antenati comuni.
Dal mio punto di vista, quando incontrerò di nuovo la parola “ibis”, la definirò dicendo “Assomiglia a un pellicano...” o magari, più impropriamente, “Assomiglia a un incrocio fra un pellicano e un fenicottero...”!

Conclusione: vale quella del pezzo precedente Furbi e bischeri...

Nota (*1): quindi le seguenti definizioni potrebbero essere errate: chi è curioso le può verificarle su Treccani.it!
Nota (*2): letto in Senofonte: erano di corniolo le lance di una pattuglia di cavalieri persiani! Spesso infatti ricordo anche in quale libro ho incontrato la parola studiata...
Nota (*3): da Salgari: non avete idea di quante piante e animali tropicali mi tocca studiare per aver letto Sandokan... Meno male che molti termini sono desueti e, quindi, posso evitare di impararli!

sabato 24 settembre 2016

Acherato

La casella di posta che avevo creato una decina di giorni fa (v. il corto Posta elettronica) è stata compromessa e la Microsoft (giustamente!) l'ha sospesa! Apparentemente dalla mia casella era partita una gran mole di epistole spazzatura...

Io credo che sia andata così:
1. Avevo scelto il primo fornitore gratuito che mi fosse capitato (credo mail.com) e, deciso nome utente (vapore.sodo) e parola chiave, avevo provato a creare una casella di posta.
2. Quando però andavo al login non riuscivo a entrare.
3. Dopo vari tentativi sono passato a hotmail.com e qui ho creato una nuova casella usando però lo stesso nome utente che avevo scelto prima (vapore.sodo) e modificando la parola chiave di un solo carattere (aggiungendo un “+” finale).
4. Sospetto che il sito di mail.com fosse stato momentaneamente compromesso e il mio nome utente e parola chiave registrati da un hacker che, successivamente ha provato a connettersi ai vari servizi di posta usando tali nome utente e parola chiave. Ad es. su vapore.sodo@gmail.com vapore.sodo@yahoo.it etc...
5. In breve tempo, usando una banale variante della mia parola chiave (vi avevo appena aggiunto un “+”) è riuscito a inserirsi nella mia casella postale e a usarla per i suoi scopi...

Adesso, dopo varie misure di sicurezza Microsoft, sono riuscito a cambiare la parola chiave e questo mi dovrebbe permettere di capire se ho risolto il problema oppure se, addirittura, è il mio calcolatore a essere stato compromesso!

Il ritorno del Glis Glis! - 27/9/2016
Stamani quando sono uscito ho ritrovato un vecchio “amico”: il glis glis si è abusivamente rimbucato di nuovo nella mia cassetta delle lettere! Sfortunatamente ero di fretta così gli ho fatto solo un paio di foto e, quando sono tornato, non c'era più...
Il ghiro fa finta di niente...

Da un angolatura leggeremente diversa...

Come spiegato in Il glis glis avevo provato a scacciarlo spruzzando nella cassetta un concentrato di citronella e olio di nim: il problema è che sul momento l'odore è fortissimo ma dopo qualche giorno sparisce...
Così, questa volta, ho pensato a un odore più persistente e ho comprato un “albero magico” al profumo di “Tartan Cologne”: speriamo che basti a dissuaderlo!
La mia trovata geniale...

L'odore di "Tartan Cologne" ricorda quello del mio nonno materno!

Nuovo criterio di selezione - 27/9/2016
Ho deciso di cambiare il metodo con cui seleziono i brani da ascoltare su YouTube: normalmente opto per il brano con il numero di visioni minore ma, ultimamente, con questa tecnica mi ritrovo sempre più spesso l'hard rock nipponico degli anni '80 (tipo Wild boys – We Wait for Song of Geizz – Geizz, 1985)...

Il nuovo criterio si baserà invece sull'immagine del posteriore femminile di mio maggior gradimento. “Che c'entra il c##o con la musica?” potranno obiettare gli scettici. Beh, la mia speranza è che il gusto del creatore del video, per proprietà transitiva, sia affine al mio non solo per le rotondità del lato B femminile ma anche musicalmente...

Certo Aristotele non sarebbe d'accordo: direbbe che il dominio della musica è l'udito mentre quello del sedere è la vista o, forse, il tatto e che, pertanto, non c'è nessuna relazione fra i due. Credo però che la logica così formale dello Stagirita lo porti in errore: dal mio punto di vista musica e “di dietro” condividono il dominio della bellezza: la loro relazione non è forse immediata ma è comunque profonda sebbene inconscia...

E comunque il mio è un criterio a culo come tanti altri!

Aristotele e il sesso - 2/10/2016
Dopo il coraggio Aristotele esamina la virtù della moderazione (*1). Con i suoi soliti ragionamenti ne riduce l'ambito solo a quelle azioni che vanno a stimolare i sensi del gusto e del tatto. A questo punto mi aspettavo che con la sua tipica metodicità dedicasse ampio spazio agli eccessi del sesso. Invece gli eccessi del goloso sono analizzati a fondo ma al sesso sono invece dedicate solo poche righe: «...e, dice Omero, chi è giovane e nel fiore degli anni [brama] i piaceri del letto» (*2). E poi aggiunge che chi eccede lo può fare in “piaceri amorosi” molto particolari e personali ma che, cionondimeno, hanno comunque qualcosa di naturale.

Da questi cenni si capisce che la visione che gli antichi avevano del sesso è molto diversa dalla morale cristiana. Il sesso è visto come qualcosa di estremamente naturale tanto che normalmente è impossibile eccedervi se non per “il giovane nel fiore degli anni”. E per il breve accenno che ne dà è chiaro che, anche verso i “piaceri amorosi particolari”, vi sia comunque molta tolleranza...

Nota (*1): vista come al solito come il giusto mezzo fra l'incontinenza e un'indifferenza ai piaceri che, a causa della sua rarità, non ha un nome specifico.
Nota (*2): da Etica Nicomachea di Aristotele, introduzione-traduzione-commento di Marcello Zanatta, Ed. Rizzoli, 1986.

I mercenari della EU - 2/10/2016
Sfortunatamente ancora molte persone (forse la maggior parte) credono che l'attuale EU sia la mitica Europa dei popoli che, inevitabilmente, porterà prosperità e sicurezza a tutti gli abitanti del continente.
Ma non è così: la quasi totale assenza di democrazia nelle istituzioni EU ha portato come conseguenza all'affermarsi di una casta di burocrati, sempre molto eleganti e distinti, che palliati col mito dell'Europa fanno però gli interessi non dei cittadini ma dei grandi parapoteri (*1) industriali e finanziari.
Qualche mese fa Barroso è stato assunto da Goldman Sachs e, notizia di questi giorni (v. L’ex commissaria Ue lavorerà per Volkswagen), anche un'altra ex commissaria (in realtà la seconda oltre a Barroso) passa a un'azienda privata.

Ma davvero credete che queste persone avessero a cuore gli interessi degli europei quando decidevano le sorti dell'Europa?

Nota (*1): parapotere = “potere forte” nel senso spiegato in Rimpiazzo per “potere forte”...

Furbi e bischeri

Mio padre mi ha appena mandato una strana epistola con allegate le scansioni di una vecchia lettera scritta da un suo collega una ventina di anni fa.
Mi ha chiesto di leggerla perché divertente ed, eventualmente, di scriverci un pezzo. Anzi, per la precisione: «...A parte il tipo di scrittura che già di per sé è un'opera d'arte, la trovo simpatica e
rappresentativa del costume italiano. Se non la conosci leggila e se ti dà l'ispirazione scrivici su un post...
»
E, in effetti, l'ispirazione me l'ha data...

Prima però un mio vecchio aneddoto dei tempi del liceo. Onestamente non sono più sicuro al 100% di tutti i dettagli ma, più o meno, i fatti furono i seguenti.
Un bel giorno, in 3° o 4° liceo, il preside entrò per la prima e ultima volta nella nostra classe per una comunicazione: stupiti dalla visita improvvisa la classe si alzò rispettosamente in piedi e scese il silenzio mentre lui, severo e arcigno, ci disse qualcosa del tipo [è questo il “dettaglio” che non ricordo bene!] “Ragazzi, domani dalle 12:00 manca il professore XXX però, se vi fate firmare l'autorizzazione dai vostri genitori, potete uscire prima...” [No, non fu questa la comunicazione: fu comunque qualcosa per cui bisognava chiedere l'autorizzazione ai genitori ma era palese che l'avrebbero data (o forse non c'era il tempo per chiederla perché necessaria per il giorno stesso? La mia indignazione avrebbe più senso...) e, pertanto, a mio giudizio il tutto si riduceva a una burocrazia ipocrita e inutile].
Qualcosa nella comunicazione del preside, unita al suo atteggiamento formale e dignitoso, urtò particolarmente la mia sensibilità: per questo alzai la mano e, una volta autorizzato a parlare, chiesi con estrema serietà “Ma se ci scordiamo di farci firmare l'autorizzazione dai nostri genitori possiamo farlo noi stessi?”. A quel punto la classe smise di respirare e il silenzio si fece totale ma, un lungo istante dopo, (ridacchiando!) la professoressa di italiano (v. La prof G) intervenne in mia difesa, non ricordo esattamente, forse dicendo qualcosa del tipo che scherzavo oppure rigirando le mie parole e dando loro un senso diverso... davvero non ricordo. Però ricordo bene la risposta del preside che, guardandomi severo, mi rispose: “Farò finta di non averla sentita...”, poi si voltò e uscì senza aggiungere altro...
Ecco, a scriverne mi sta tornando a mente l'episodio: quello che mi irritò fu il non parlare chiaro del preside che, con un artificio ipocrita, ci autorizzava a fare qualcosa senza però prendersene direttamente la responsabilità.

L'episodio riportato nelle scansioni inoltratemi da mio padre è più chiaro: il preside, senza tante cerimonie, autorizza gli studenti a non presentarsi a lezione cosicché molti professori ne approfittano per timbrare il cartellino e andarsene: tutti eccetto l'amico di mio padre che, invece, preferisce stoicamente seguire le regole piuttosto che approfittare dell'occasione e passa così ben quattro ore in un'aula vuota. Ma il professore, invece di rigirarsi i pollici, sfrutta il tempo per scrivere la seguente memorabile lettera aperta al preside dove, in pratica, gli chiede di... beh, leggetela!


C'è un notevole parallelismo col mio aneddoto, vero?

Conclusione: inutile dire di quale “squadra” - con rispetto parlando – faccia parte KGB...

venerdì 23 settembre 2016

Il vento del Nord

In questi giorni ho preso una pausa dalle mie usuali letture per dedicarmi a Le ho mai raccontato del vento del Nord di Daniel Glattauer, Ed. Feltrinelli, 2006, trad. Leonella Basiglini.

Attenzione! Qua e là ho aggiunto dei particolari da sciupatrama (sebbene non decisivi) quindi, se volete leggere questo romanzo, proseguite a vostro rischio e pericolo.

Pur con qualche perplessità nel complesso è stata una lettura piacevole e rapida: molto è dovuto alla struttura del libro che, sostanzialmente, raccoglie la posta elettronica che i due protagonisti si scambiano fra loro senza essersi mai incontrati di persona. Entrambi, sebbene con sfumature diverse, finiscono per innamorarsi l'uno dello stile dell'altro idealizzando la figura immaginaria del proprio interlocutore. Una delle differenze fra i due è che l'uomo preferirebbe non vedere (tranne quando è ubriaco!) il vero aspetto della donna mentre lei, anche se ripete che non cambierebbe niente, è molto curiosa di conoscerlo di persona.
Inizialmente entrambi i protagonisti apprezzano l'aspetto virtuale di questa relazione perché pare coesistere pacificamente con la loro vita di tutti i giorni ma, nel tempo, questa distrazione periferica ne assorbe sempre più l'attenzione fino a divenire centrale.
Un'altra differenza è che la donna sembra inizialmente essere più distaccata e in pieno controllo della situazione: lei non fa che ripetere quanto sia felice il suo matrimonio ma, nell'ultima parte, si scopre invece che sta andando a pezzi! Da questo punto di vista l'uomo sembra essere ingenuamente più sincero ma è anche vero che non è sentimentalmente impegnato come la donna...

Quindi è un capolavoro? Ma... io vi ho trovato anche numerosi aspetti che non mi sono piaciuti...
Prima di tutto ho provato una leggera antipatia istintiva per i due protagonisti: non saprei spiegarne esattamente il motivo ma in entrambi c'era qualcosa che non mi piaceva...

Prima di tutto il loro umorismo: spesso lodano a vicenda l'arguzia e l'umorismo dell'altro ma a me pare ben poca cosa...
Lo stesso vale per il romanticismo: entrambi sembrano freddi come stoccafissi. Per lasciarsi trasportare un po' dalle emozioni devono ingurgitare ettolitri di alcool....
Per non parlare della fantasia: i titoli delle epistole sono addirittura spesso vuoti o banali. Forse è un dettaglio minore ma io lo trovo significativo.
E poi hanno caratteri spigolosi, si riempiono di regole su cosa scrivere e come farlo: ogni minima incomprensione provoca dei piccoli drammi.
Mantengono sempre un freddo distacco e una riservatezza che a me pare innaturale: non so se sia colpa della traduttrice ma i due protagonisti si danno quasi sempre del “lei” e, sicuramente, questo non aiuta a farsi coinvolgere.
Nel complesso i protagonisti mi sembrano delle persone grigie e monotone che non riescono a interessarmi del tutto con le loro fredde e talvolta cavillose missive...

Siccome l'autore è austriaco mi sono chiesto se alcuni di questi aspetti potessero essere caratteristici della mentalità austriaca e per questo ho interpellato un'amica originaria proprio di quelle terre. Ovviamente dovrà leggere il libro ma mi ha già potuto anticipare che «...l'Austria è nota (tra l'altro) per la educazione formale e riservatezza dei suoi abitanti...»
Quindi, almeno da questo punto di vista, la mia sensazione era corretta...

Non mi piace poi neppure l'idea dell'autore di riportare per ogni epistola solo l'argomento e il tempo trascorso dalla precedente missiva. Io avrei preferito avere la data completa perché avrebbe aiutato i lettori a inquadrare temporalmente l'evoluzione della relazione.

E la morale del libro poi qual è? Che le relazioni solo epistolari possono poi crescere fino a divenire relazioni complete? O, piuttosto, erano i due protagonisti particolarmente suscettibili a farsi coinvolgere troppo?
Forse quello che l'autore vuole suggerire è un “Attenti! Questi rapporti virtuali non sono concreti ma sono comunque fatti della stessa sostanza, impalpabile eppure solida, dell'amore”. In altre parole l'amore si nutre di illusioni e quindi, nell'irrealtà di questa relazione, trova terreno fertile per alimentarsi e crescere.

Conclusione: non so se quest'ultimo sia veramente il messaggio dell'autore e, del resto, non sono neppure sicuro se essere d'accordo con esso o no. Comunque un libro leggibile e non impegnativo che, pur con qualche riserva, consiglio di leggere.

mercoledì 21 settembre 2016

Il glis glis

Un paio di settimane fa mi dicono: “Abbiamo un topo nella cassetta delle lettere!!”.
Così scendo a indagare e vedo una bella coda soffice e pelosa sbucare dall'apertura inferiore! E subito dico “Fermi tutti: non è un topo ma uno scoiattolo altrimenti la coda sarebbe nuda!”
Allora corro a prendere la macchina fotografica nella speranza di fare qualche foto interessante.

Per sicurezza (nel caso fosse uno scoiattolo aggressivo) chiamo Bisba anche se lei sembra non volerne sapere e si mette ad annusare altrove nonostante i miei tentativi di farle capire che la “belva” è nella cassetta delle lettere...

Infatti l'animaletto è sorprendentemente aggressivo: e per intimidirmi fa capolino dalla fessura superiore e ringhia con una vocina sorda e molto feroce, poi si nasconde all'interno e fa un frastuono che sembra ce ne sia un esercito!

Solo dopo un bel po' schizza fuori e Bisba, che sembrava completamente disinteressata, lo vede e come un fulmine lo acchiappa subito. Poi, per paura che venisse morsa, la distraggo e l'animaletto (che si fingeva morto) fugge via su un albero.

La cosa buffa è che solo a sera, molte ore dopo, ho capito che animale fosse: ho ripensato a un'immagine mentale degli scoiattoli e mi sono ricordato che hanno le orecchie a punta e la testa di una forma diversa, contemporaneamente mi sono ricordato di una foto che ho su Anki (*1): e allora, all'improvviso, ho capito che l'animaletto era un glis glis, ovvero un ghiro! Anzi probabilmente, visti i dentini aguzzi e il carattere intrattabile, una ghira...

Mi sono documentato e ho così scoperto che è molto difficile vedere un ghiro perché sono animali notturni e relativamente rari. Quanto mi è dispiaciuto allora! Temevo che Bisba l'avesse morso: ho letto infatti che gli animali acchiappati dai gatti spesso muoiono perché le ferite inferte si infettano...
Fortunatamente sono intervenuto subito e poi Bisba, abituata a giocare con me, ha un buon controllo dei suoi artigli: lo suppongo anche dal fatto che con i topi che acchiappa ci “gioca” per molto tempo...
Comunque i ghiri oltre a essere molto resistenti devono anche essere decisamente cocciuti (e un po' stupidi!) perché una decina di giorni dopo l'animaletto è riapparso nella solita cassetta delle lettere!

Questa volta però è scappato via subito e io ho avuto l'idea di spruzzare all'interno della cassetta un'insetticida a base di olio di nim e citronella dall'odore fortissimo e che Bisba stessa mal tollera.
La speranza è che questo odore intenso basti a dissuaderlo dal considerare la cassetta della posta un buon rifugio: la paura è infatti che si affacci fuori dalla cassetta ringhiando minaccioso quando la postina ci infila una lettera! Anche se non le venisse un infarto sul colpo poi sicuramente non ci consegnerebbe più la posta...

Comunque da allora non l'ho più visto: ma spero stia bene anche se, mi sa, contribuisce (insieme a quei farabutti degli scoiattoli) a non farmi mangiare nemmeno una delle mandorle dei miei alberi!

E ora qualche foto...
La coda...

Il musetto feroce...

Particolare: notare dentini gialli...

Due secondi dopo il tentativo di fuga: Bisba ha la situazione sotto controllo

Il ghiro fa il morto ma mi guarda implorante...

Qui distraggo Bisba e il ghiro scappa via su un albero...

Conclusione: forse dovrei mettere un cartello “Attenti al ghiro!”?

Nota (*1): Anki è il programma che uso per tenere esercitata la memoria (v. Anki, Ank'io e un altro pezzo che però pubblicherò a giorni!) e, fra le varie schede, ne ho una con la foto di un ghiro che rosicchia una noce!