«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

martedì 31 luglio 2012

Beach volley

Io, dal grande amante dello sport che sono, adoro il beach volley.
Intendiamoci però: mi piace solo quello femminile!
Vedere degli uomini grondanti sudore che saltano e si tuffano nella sabbia prendendo a manate una palla mi fa sbadigliare...
Invece il beach volley femminile è troppo meglio: vedere delle donne grondanti sudore che saltano e si tuffano nella sabbia prendendo a manate una palla è estremamente piacevole...

Sfortunatamente questo bello spettacolo (parlo ovviamente del solo beach volley femminile) non sta venendo adeguatamente mostrato in queste olimpiadi: mi riferisco alla quasi assoluta mancanza di riprese video posteriori.
Posteriori in tutti i sensi: sia del punto di ripresa, dal fondo campo, che dell'oggetto della ripresa, il fondo schiena...

Insomma perché non si inquadrano i sederi delle atlete mentre queste ondeggiano sulle gambe, lunghe e ben tornite, e se ne stanno piegate, pronte in attesa, di rispondere alla battuta delle avversarie?
Incidentalmente, se per assurdo a qualcuno potesse interessare, tale inquadratura dà anche una buona idea di come le atlete sono disposte sul campo...

Cosa c'è di male in questo tipo di inquadratura? Del pudore puritano?
Non so... l'unico “motivo” che mi viene in mente è che si tema di provocare la reazione sdegnosa di qualche femminista rimasta negli anni '70... La paura che si trovi disdicevole che delle belle (molto belle) ragazze (ma veramente belle) vengano inquadrate (belle e sode rotondità) in questa maniera (belle nel senso di ben fatte): che si tema insomma l'accusa di mercificare il corpo della donna... Possibile?

Sia come sia, a Londra, al posto della doverosa inquadratura posteriore, hanno optato per un'inquadratura laterale che, oltre a non far capire niente della posizione in campo, mostra il minimo di pancetta che anche queste atlete belle e longilinee hanno...

Mi chiedo cosa ne pensino le dirette interessate...
Preferirebbero che venissero inquadrati i loro splendidi glutei scultorei o i rotolini della loro pancetta pendula?

lunedì 30 luglio 2012

Democrazia (3a/3)

Dopo tanto tanto tempo mi sono finalmente deciso a completare la mia trilogia sulla democrazia.
Ovviamente è obbligatorio rileggere Democrazia (1/3) e Democrazia (2/3). Io stesso li ho dovuti riguardare perché non mi ricordavo più cosa vi avessi scritto (*1)!
Sfortunatamente non ricordo più cosa avevo pianificato per questo terzo post, così ci ho riflettuto e sono arrivato alla conclusione che lo spezzerò in due parti: da cui il “3a” del titolo...

Nei post precedenti avevo spiegato come la democrazia comunemente intesa non sia la soluzione migliore né in termini di “efficienza” né di “giustizia” (*2).
Incidentalmente facevo anche notare come la “giustizia” fosse necessaria per distribuire la responsabilità delle scelte del governo sull'intera popolazione (solidarietà sociale).
Avevo spiegato come, passando dagli estremi di “democrazia diretta” a “dittatura (di un singolo)”, si otterrebbe nel primo caso il massimo di “giustizia” mentre, nel secondo, il minimo; ma soprattutto avevo mostrato come nessuno di questi estremi garantirebbe la massima “efficienza”.
E l'“efficienza” è uno degli elementi chiave della mia teoria: infatti non c'è una formula costituzionale che garantisca di riuscire a massimizzarla. Ipotizzavo anche che una popolazione approverebbe qualsiasi forma di governo che garantisse la “massima efficienza” (*3).

Passiamo quindi all'argomento odierno: elencare i problemi genetici, insiti cioè nella sua stessa natura, della democrazia comunemente intesa.

  1. Niente garantisce che una decisione presa dalla maggioranza sia migliore, in termini di “efficienza”, da quanto è sostenuto dalla minoranza.
  2. I partiti possano andare contro l'opinione pubblica solo con estrema difficoltà e solo se le elezioni sono lontane: i politici sono consapevoli che sostenere posizioni invise alla popolazione costerebbe loro molti voti.
  3. Il politico ideale dovrebbe essere una persona preparata e, soprattutto, con la volontà di fare il meglio per la propria comunità; sfortunatamente le caratteristiche che necessita un politico per raggiungere i vertici del potere sono ben altre: cinismo, faccia tosta, spregiudicatezza (per non scrivere di peggio) sono ben più determinanti di onestà, preparazione e serietà...
  4. La popolazione degli elettori deve avere una cultura democratica:
    1. deve cioè essere conscia del meccanismo democratico di dovere premiare col voto chi mantiene gli impegni presi e punire chi li fallisce.
    2. Votare i diversi politici in base ai loro programmi e non, ad esempio, in base all'aspetto, alla simpatia, alla voce o a quanto essi si mostrino sicuri di sé...
  5. Affinché il meccanismo democratico non si inceppi è necessaria anche la mediazione dei media che, specialmente per i provvedimenti più tecnici, spieghino alla popolazione l'operato dei politici: ovviamente i media dovrebbero assolvere questo compito nella maniera più imparziale possibile...
  6. Distanza fra la popolazione e il potere effettivo: siccome è un argomento complesso lo illustrerò a parte di seguito

Distanza fra la popolazione e il potere effettivo: uno dei mantra dei politici, specialmente in campagna elettorale, è quello di ripetere quanto sia importante ogni singolo voto degli elettori. In realtà non è così: il singolo voto vale ben poco, specialmente quando i meccanismi democratici funzionano male, e i cittadini né sono più o meno consapevoli. Questo è il motivo del continuo calo del numero di votanti alle elezioni non solo in Italia ma in tutto il mondo occidentale.
Il cittadino può votare ma poi, quello che il governo eletto realizza, è spesso ben diverso da quanto egli aveva in mente: insomma il controllo che il cittadino esercita col suo voto sui suoi rappresentanti politici è, a dir poco, molto blando.

L'elenco sopra riportato non è un elenco completo dei difetti della democrazia ma mostra solamente i problemi connaturati in essa: cioè, in un sistema democratico che non funzioni, ci potranno essere ulteriori problemi derivati da un incancrenimento dei precedenti. Un esempio: se i media non svolgono adeguatamente il loro compito (vedi problema #5) e se gli elettori mancano di cultura democratica (vedi problema #4) un deputato potrebbe permettersi di non mantenere gli impegni presi con i suoi elettori confidando comunque di venire rieletto. Per altri esempi vedere il post PDI che analizza un caso concreto, sfortunatamente, a noi tutti ben noto...

Conclusione: fin dall'alba della civiltà ogni società ha dovuto trovare una maniera per far convivere la propria popolazione. Quello che forse sfugge a chi, come me, non ha fatto studi approfonditi sull'argomento è che questo “organizzarsi” non avviene mai fra individui allo stesso livello.
Più la società è evoluta e maggiori saranno le distinzioni fra i vari uomini.
Quel che voglio dire è che in ogni società di ogni epoca esistevano gli equivalenti degli attuali “poteri forti”. Consideriamo ad esempio un villaggio medioevale, i poteri forti saranno stati: il feudatario locale e il prete (come singoli individui) e la gilda dei mercanti (come insieme di persone) contrapposti alla massa dei contadini.
Affinché una società funzioni è necessario che si mantenga un equilibrio fra tutte queste componenti.

Ad esempio, nel nostro esempio medievale, cosa impediva al 99% della popolazione di impadronirsi di una fetta maggiore di ricchezza? Da una parte c'era il potere della Chiesa che, alleata con la nobiltà, spiegava ai contadini che lo stato delle cose era voluto da Dio stesso e non andava quindi sovvertito. In cambio la Chiesa aveva mano libera dalla nobiltà per combattere i pagani o gli eretici. Inoltre la nobiltà aveva anche il potere militare che l'aiutava a mantenere il controllo...

Via, via che la società si è evoluta la tipologia di “poteri forti” è aumentata e le interazioni fra le diverse parti in causa sono divenute molto più complesse. Eppure delle tendenze sono chiaramente visibili: il numero dei poteri forti non è mai troppo ampio rispetto alla popolazione (max il 5%?). Più tale percentuale è bassa e più la società è ingiusta e, potenzialmente, irrequieta.

Il problema di ogni società è rimasto però il medesimo: mantenere l'equilibrio fra i “poteri forti”, qualunque essi siano, e la massa della popolazione.
Negli ultimi secoli, almeno nel mondo occidentale, siamo arrivati al compromesso chiamato democrazia.
Ed ecco il mio punto: la democrazia tiene quieta e asservita la maggioranza della popolazione dando a ogni cittadino l'illusione di avere il potere, o almeno una frazione di esso. In realtà i “poteri forti” hanno molto più controllo sulle democrazia di quanto ne abbia il restante 95% della popolazione...

Nel prossimo post un'idea provocatoria ma, a mio avviso, anche molto interessante...

Nota (*1): La punteggiatura e alcuni frasi non mi convincono molto (evidentemente in un anno il mio stile si è evoluto...) ma nella sostanza continuo a essere d'accordo con me stesso!
Nota (*2): per il significato che do a “efficienza” e “giustizia” rileggere i due post precedenti. Brevemente: “efficienza” = capacità di migliorare il tenore di vita della popolazione; “giustizia” = divisione del potere fra i cittadini.
Nota (*3): prendiamo la Cina: al momento, nonostante ci sia pochissima democrazia ed enormi squilibri di ricchezza, la popolazione è soddisfatta perché il tenore di vita medio sta comunque migliorando. Beh, ci sarebbe molto altro da dire: magari ci scriverò un post ad hoc...

sabato 28 luglio 2012

Cerimonia di bruttura

Ieri ero di ottimo umore: “Finalmente mi potrò gustare la cerimonia d'apertura delle olimpiadi con comodo e tranquillità!” - ho pensato.
Infatti l'orario era perfetto (beh, magari un'ora prima sarebbe stato meglio) e, soprattutto, avevo voglia di vedere una bella cerimonia: uno spettacolo che mi stupisse e mi lasciasse delle emozioni intense...

Il nome Danny Boyle, il regista a cui è stata affidata la direzione dell'evento, non mi diceva niente ma confidavo che fosse qualcuno all'altezza del compito.
Ecco, ho controllato su wikipedia: fra i suoi vari film ho visto solo “Trainspotting” e “The millionaire”. Sul primo niente da dire: un film duro e un'ottima regia. Il secondo mi è parso invece molto sopravvalutato: un buon film, forse ottimo, ma non certo un capolavoro.
Ma non divaghiamo e torniamo alla cerimonia di ieri...

Già l'inizio, un filmato che ripercorre il Tamigi dalla sua sorgente fino a Londra, mi è sembrato una specie di lungo spot commerciale con le immagini che si accavallavano rapidissime una dietro l'altra...
Poi c'è stato il conto alla rovescia e ho avuto la brutta sensazione che la regia non riuscisse a stare dietro ai palloncini che scoppiavano in vari punti dello stadio: a volte arrivava in ritardo, a volte in anticipo; anche qui immagini troppo veloci per trasmettere sensazioni che non fossero di semplice confusione. Se l'idea era creare tensione e aspettativa per il primo climax della serata allora tale obiettivo è stato completamente mancato.

Poi è iniziata una profusione di bambini che cantavano e correvano: onestamente non ricordo più cosa mi abbia colpito così negativamente ma me ne sono momentaneamente tornato al computer per terminare una lezione di Udacity...

Dopo 10-15 minuti ho ripreso coraggio e sono tornato alla TV.
Non so, i due telecronisti di Sky non facevano che esaltare ogni singola trovata in maniera così eccessiva, acritica e insistente che sembrava avessero da contratto l'obbligo di farlo: ma ovviamente io non mi sono lasciato certo influenzare da loro!

La cerimonia mi ha dato una sensazione di improvvisazione e di scarsa fantasia.
Il tema conduttore, l'evoluzione dell'Inghilterra, era labile e le varie scenografie troppo esplicite, con un messaggio troppo semplice e diretto per essere minimamente evocativo.
Un esempio: la ricostruzione dell'Inghilterra pre rivoluzione industriale sembrava presa da un parco giochi. Tutto troppo fasullo, una pagliacciata da musical anni '60: ecco sì, c'era una falsa allegria, un idillio sdolcinato, che sembrava uscito direttamente da Mary Poppins...
Oppure la scenografia sul “sistema sanitario” inglese con la partecipazione, se ho capito bene, di veri infermieri e dottori provenienti da tutto il Regno Unito. L'uso di non professionisti mi è sembrata una scusa per giustificare l'improvvisazione, per una coreografia semplice eppure sguaiata.
Capisco che si possa andare fieri di una istituzione evidentemente così importante, capisco anche, sebbene meno, che la si voglia infilare nella cerimonia di apertura delle olimpiadi ma, una volta presa questa decisione, non mi pare che quello scelto sia il metodo migliore.
Non era possibile ricorrere a un minimo di simbolismo che illustrasse gli elementi chiave?
Possibile che tutto dovesse essere così esplicito e diretto? Mi riferisco ai costumi da infermiera o ai lettini da ospedale con i bambini malati (ma gli ospedali inglesi curano solo bambini?) che ci saltellano sopra...
Francamente, questo richiamo così esplicito alla malattia, mi ha dato una fastidiosa sensazione di disagio.
Possibile che non fosse possibile sintetizzare questo messaggio in una forma meno palese?

Ecco, forse l'unica idea che sembrava ossessionare il regista, era quella della diversità multi etnica inglese: bambini e figuranti erano rigorosamente multi colori.
Col risultato che poi sono rimasto addirittura stupito quando, nella sfilata degli atleti, ho visto, o almeno così mi è parso, che nella rappresentativa inglese i bianchi fossero in netta maggioranza!

Poi, sebbene mi abbia divertito, mi ha lasciato perplesso lo spazio riservato a Mr Bean: cosa c'entrava con i giochi questo intervallo umoristico? Oppure, la scenetta con 007 e la regina? O Beckham che pilota il motoscafo? Sottile umorismo inglese o semplici trovate sciatte?

Fra le novità c'è stata quella di piantare, ai piedi di una quercia, le varie bandiere. L'idea di fare qualcosa con i vessilli delle nazioni partecipanti mi pare buona ma, piantarle per terra in quella maniera, mi ricordava un cimitero! Insomma la trovata è buona ma va rivista... e poi perché la quercia? Il regista era consapevole che la quercia era l'albero sacro solo per le popolazioni indoeuropee?

Comunque, fino a questo punto, qualcuno con gusti diversi dai miei potrebbe aver pure apprezzato la cerimonia...
Il paradosso incredibile, l'inaudito, si è avuto infatti alla sfilata delle nazioni.

La sfilata, nella sua semplicità, è sempre la parte più bella della cerimonia di apertura: si conoscono gli atleti, ovvero i protagonisti delle Olimpiadi, dai loro abiti e dal loro modo di presentarsi si apprezzano le differenti culture, dalle espressione dei volti la loro personalità...
Dal loro modo di condividere la gioia del momento, si vedono come tutti gli uomini siano sostanzialmente uguali ma anche le ricchezze e i valori delle rispettive diversità: questo è forse il messaggio più vero e sincero dell'Olimpiade. Altro che la sconclusionata pagliacciata ideata da Danny Boyle con i suoi messaggi artificiosi e forzati!
Eppure questa parte, che dovrebbe essere la sostanza della cerimonia d'apertura, è stata svilita affrettandola in maniera innaturale: gli atleti, invece di camminare, dovevano trotterellare per fare più in fretta...
Oltretutto questa velocità ha contribuito a rendere le riprese pessime: noiose, ripetitive e banali.
Ovviamente i soliti due commentatori di Sky, allineatissimi con la direzione artistica dell'evento, non facevano che ripetere: “Eh sì, giustamente la sfilata è stata velocizzata perché il pubblico si annoia: chi alla B o chi alla F...”.
Ma sarete voi ad annoiarvi a vedere la sfilata! Io mi sono annoiato e TANTO a vedere la carnevalata precedente!
Semmai la sfilata è stata svilita proprio dal fatto che non c'era tempo per inquadrature un minimo fantasiose degli atleti o per la ricerca di particolari curiosi.
Ma questo è dovuto al clamoroso errore di giudizio del regista e non a una carenza della marcia in quanto tale!
Mi chiedo ma, ammesso e non concesso che la sfilata sia veramente ritenuta “noiosa” dal grande pubblico, non avrebbe avuto più senso cercare di valorizzarla invece che toglierle significato cercando di accelerarla? Non so, interporre dei figuranti fra le varie rappresentative, cercare di coinvolgere gli atleti...

Così, finita la sfilata, me ne sono andato a letto perché non ho avuto il coraggio di assistere alle “sorprese” che sicuramente erano ancora in serbo...

Conclusione: suppongo che il regista, da quando è uscito dal tunnel, abbia perso molta dell'ispirazione creativa che aveva caratterizzato “Train Spotting”!
Lo zio Gip di questa cerimonia avrebbe detto: “È stata una puttanata! {ridendo}”. E io condivido.
Probabilmente il governo inglese voleva trasmettere al mondo e ai suoi cittadini il messaggio che: l'Inghilterra felice è multi etnica, il sistema sanitario è ottimo ed esportiamo musica e umorismo. Il regista Danny Boyle ha obbedito goffamente.

venerdì 27 luglio 2012

Lezione XXXIV: olimpica

Alla scorsa lezione mi ero reso conto che per me l'ideale era incontrare il maestro circa ogni 10 giorni. In questo periodo di tempo sono infatti in grado di esercitarmi da solo circa 6-7 volte. Al contrario, con le lezioni a una settimana di distanza l'una dall'altra, mi alleno al massimo 5 volte o, in genere, solo 4: e provare a fare un esercizio 4 volte è realmente poco istruttivo col risultato che la nuova lezione non riesce a essere totalmente efficace...

Per questo lo scorso venerdì ci eravamo accordati per rincontrarci il lunedì della settimana successiva: il problema è che poi nel WE non abbiamo finalizzato l'appuntamento col risultato di finire al venerdì successivo: in pratica la lezione di oggi segue di due settimane la precedente!

Comunque, anche a causa del caldo, mi ero esercitato meno del solito e quindi, tutto sommato, la lezione è venuta a cadere a fagiolo!

Ear Training: mi sembra di iniziare a capirci qualcosa! Ancora le statistiche non sono pienamente confortanti ma credo che presto sarò in grado di dimostrare matematicamente i miei progressi...

Riscaldamento: non scendo nei dettagli (non sono interessanti) ma si è cambiato un esercizio che facevo da quasi due mesi con una sua variante. Riesumata anche la scala Caged-3...

Brani: "Saw" è andato in “pensione” (se ho voglia vedrò di registrarmi) visto che ormai lo suono bene anche in piedi (con la tracolla). Al suo posto il nuovo brano “Rock Face”: a vederlo non sembra difficile ma non dubito che nasconda delle difficoltà...
Come previsto "Whizz" non mi ha dato problemi perché era solo lungo: in realtà un problema c'è perché l'attacco iniziale riesce spesso a prendermi di sorpresa ma questo lo considero più un difetto della base che una difficoltà del brano... Comunque su Whizz continuerò ad esercitarmi per un'altra settimana.
Idem col brano nuovo della scorsa settimana “Glam Rock city”: l'unica difficoltà era suonare al tempo giusto due note da 3/8 ma, scandendo il ritmo col piede, non ho avuto problemi...

Pattern Finalmente non abbiamo aggiunto niente! Nel frattempo ero passato da 55 a 57bpm: molto poco, ma avevo da assimilare i nuovi accordi... In generale sto migliorando con tutti gli accordi ma F & Company (quelli col barrè) mi restano ancora più difficoltosi.

Power Chord: Come spiegato nel post precedente, avevo diviso il brano dei Metallica in due parti: una facile e una difficile. Quella facile l'eseguo già alla sua velocità prevista (120bpm) mentre quella difficile la faccio a un imbarazzante 55bpm (dovrei suonarla a 120bpm!). Probabilmente sono stato un po' troppo conservativo nell'aumentarne la velocità però il ritmo ripetitivo della canzone tende a confondermi... Comunque questo brano dei Metallica mi dà sui nervi: è un vero piacere quando passo al brano dei Manowar!
In effetti mi rendo conto che è importantissimo studiare brani che ci piacciano perché questo ci dà uno stimolo notevole per impararli.
Nel brano dei Manowar, “Carry on” (*1), avevo incontrato una grossa difficoltà: un B suonato su 3 corde (x/x/x/4/4/6/x) che inizialmente non mi riusciva. Nel panico avevo subito riscritto al maestro per avere indicazioni su cosa fare ma lui si era dimenticato di rispondermi: nel frattempo l'accordo iniziava a venirmi e quindi ho lasciato perdere... Il maestro mi ha spiegato che è un accordo rivoltato (la tonica sta infatti sull'ultima corda suonata) e che io lo suono facendo un minimo di bending sulla 5° corda (ma va bene...).
Visto che mi piace vedrò di impararne qualche ulteriore battuta (per adesso faccio dalla 22 alla 33).

Fallimento c'è un esercizio che non ho nemmeno provato a fare! Si tratta del brano, basato su accordi, “Che sarà” di Jose Feliciano. Me l'aveva dato ben due lezioni fa ma io mi ero limitato ad ascoltarlo su Youtube trovandolo eccezionalmente noioso. Per questo abbiamo deciso di lasciarlo perdere e di provare con “Hotel California” (una versione con accordi trasposti in maniera che sia più semplice...): inizialmente studierò il ritornello poi, se mi piace, vedrò di impararla tutta..

Varie: con la tracolla sono sorprendentemente migliorato: pensavo che mi sarebbe risultato essere difficilissimo suonare in piedi invece no... Certo mi trovo più a mio agio seduto ma non ho trovato difficoltà insormontabili a suonare alzato. Eppure l'impugnatura della chitarra cambia completamente (è un po' come scrivere tenendo la penna a una posizione diversa da quella a cui siamo abituati) e, suonando in piedi, vedo molto peggio le corde e, in genere, quello che fanno le mie mani: come ho detto, sorprendentemente, non è un grosso problema. Mi basta solo un'occhiata nei punti più difficili (dove devo cercare qualche nota lontana) tanto per orientarmi...
Altro progresso inaspettato è venuto dal mio pollice sinistro: senza pensarci mi capita di usarlo per stoppare la sesta corda quando la pizzico involontariamente (magari durante un accordo). Anzi, un po' tutte le dita sono diventate più “self aware”, nel manipolare le corde...
Infine, per il riscaldamento, il maestro mi ha suggerito di esercitarmi tenendo in background dei brani di “backing track C Major” (tipo questo): dovrebbe aiutarmi a sviluppare il mio orecchio... ma, sarà....

Nota (*1): ah, le tablature le scarico da questo sito: www.gprotab.net. Infatti Tuxguitar non ha problemi a gestire il formato gp3/4/5 e solo i suoni sono più bruttini...

martedì 24 luglio 2012

Luglio 2001

Da qualche giorno me ne ero ricordato ma non avevo avuto voglia di scriverla: sfinalmente ecco la penultima puntata della serie di post più noiosa...

Motto di Luglio: “Meglio rimpiangere un errore fatto che rimpiangere di non aver fatto nulla - KGB (*1)”

Santi:
2 San Ces
3 Santa Nausica
4 Santa Ciambella
5 Santa Pustola
6 San Silvestro
9 San Pietro Papa
10 San Bonifacio Papa (pure...)
11 Santa Patrizia
12 San Pelikan
13 Santa CDC
16 Santa Mangrovia
17 San Mugido dello Stelvio
18 San Maniaco vergine
19 San Taurotrago
20 Santo Lego
23 San Dimesso
24 San Tegolo Calcolatore
25 Santa Panna Avariata
26 Santo Gagarin
27 San Siro
30 San Sori
31 San Oris

Note ai Santi:
Come al solito i nomi dei santi sono ispirati dal malumore del giorno (Ces, Dimesso), colleghi (Nausica, Patrizia), oggetti sotto mano (Pelikan, forse Ciambella). Incomprensibile è San Mugido dello Stelvio: Mugido significa muggito ma all'epoca non sapevo niente di spagnolo...
Tegolo Calcolatore sta invece per Regolo Calcolatore. Gagarin è il cognome di Yuri (che è anche il mio secondo nome). Siro, Sori e Oris sono tutti anagrammi e l'ultimo è anche il nome di mio nonno.
Il più divertente è San Maniaco Vergine.

Pagina di esempio:

Note alla pagina:
Come spiegato in Giugno 2001, un mio collega che lavorava su Delphi se ne sarebbe presto andato e, quasi ovviamente, si era pensato a me per sostituirlo. Quindi di nuovo formazione nella prima settimana, poi part time dal cliente e tempo pieno a fine luglio...
Odiavo quel posto: ci sarebbe molto da dire sulla relazione dipendenti locali e noi consulenti esterni. L'unica cosa gradevole era il viaggio per raggiungere la sede: ci andavo insieme al collega che avrei poi sostituito e per tutto il tragitto si chiacchierava. In pratica io facevo domande e lui mi dava il suo punto di vista MOLTO interessante...

Nota (*1): in effetti credo che esista il proverbio “Meglio rimorsi che rimpianti” ma all'epoca non lo conoscevo ed ero anzi molto fiero della mia conclusione “filosofica”...

lunedì 23 luglio 2012

Castoro volante...

...pericolo costante!
Ieri ho scoperto il blog di uno degli autori di UM (vedi il tag 'UM' sulla destra): si tratta di Volano Castori.
In realtà non è il primo blog degli autori di UM che trovo ma questo, a differenza degli altri (di cui magari parlerò in un post a parte), non vuole essere un blog di puro intrattenimento satirico ma ha invece dei contenuti originali e interessanti.
Cioè io sono di bocca buona e apprezzo anche i blog con post corti, basati su un'idea divertente, scritti bene e gradevoli da leggere che però, una volta terminati, ti lasciano con un sorriso sulle labbra e niente più; però apprezzo maggiormente quei post che, finiti di leggerli, ti costringono a rifletterci sopra...
Oltretutto i post di Castoro Volante (CV), l'autore di Volano Castori, sono scritti molto bene e, prevedibilmente, con notevole ironia: in particolare il lessico è curato senza però ostentare ricercatezza; i periodi sono chiari, scorrevoli e lineari così che si finisce per divorarli senza accorgersene.
Come detto però, ancor più che dalla forma, sono stato colpito dai contenuti: la maggior parte dei post non sono fini a sé stessi ma hanno un messaggio, un'idea che l'autore vuole condividere con i suoi lettori.
Ancor più notevole è la grande affinità, pur non coincidendo al 100%, con le mie idee: quando, ad esempio, affronta degli argomenti che anch'io ho trattato, li vede da una prospettiva leggermente diversa e così ne evidenzia dei particolari che mi erano sfuggiti o avevo sottovalutato.
Forse la differenza fondamentale fra me e CV è che lui è un avvocato. Aldilà dell'occasionale e inevitabile battuta, non ho niente contro gli avvocati: ho però notato che questi per quanto pessimisti, probabilmente per deformazione professionale, hanno comunque una fiducia di fondo nelle istituzioni e nella giustizia. Questo “ottimismo”, che probabilmente solo io chiamerei tale, colora di una sfumatura diversa anche le idee più simili alle mie...

Dopo aver letto qualche post a casaccio, resomi conto che ne valeva la pena, ho iniziato a leggere il suo blog dall'inizio e, solo ieri sera, ho guardato tutti i post del 2010-2011! In realtà CV, al contrario di me, punta più sulla qualità che la quantità e, mediamente, scrive solo un paio di post al mese. Per questo non ci vuole troppo tempo per leggere tutto il materiale pubblicato.

I primi post (partendo da gennaio 2010) sono sulla giustizia e ne danno un quadro desolante (seppur divertente da leggere). Fin qui comunque niente di nuovo: le esperienze descritte da CV, sebbene diverse, sono pienamente compatibili con quanto descritto in MI SA KE NN ESISTO (vedi Blog amici) e quindi non mi hanno stupito più di tanto: oramai ero già consapevole che uno dei problemi principali dell'Italia fosse la giustizia...

A questi post legati al mondo della giustizia, iniziano poi ad alternarsi degli scritti più leggeri di puro intrattenimento. In particolare CV piace inventarsi dei dialoghi/monologhi immaginari: non per nulla deve essere un ammiratore di Tucidide del quale cita il discorso di Pericle agli ateniesi. Secondo me la qualità di questi dialoghi/monologhi è variabile: tutto dipende da quanto sia azzeccata la battuta finale che li chiude...

Sul finire del 2010 i post, diciamo di intrattenimento, diventano nettamente la maggioranza.
Nel gennaio 2011 entra prepotentemente in campo la politica con questo esilarante post sul PD: PD una generazione di perdenti. Il mio J'accuse.
È evidente che, come me, anche CV non ha più fiducia nel mondo della politica: i toni aspri con cui dileggia vari esponenti del PD fanno però pensare che questa consapevolezza sia recente e che la delusione gli bruci ancora...
A marzo 2011 c'è poi un post sullo stato della satira: non so dove o quando ma ho letto gli stessi concetti, quasi verbatim, su UM...
Poi solo un paio di post, genere “dialogo” mi pare, e si arriva a novembre 2011 con nuovi post di genere “politico”/“dialogo” e il protagonista è Monti.
Ovviamente, considerato quanto ho scritto su Colline, ero particolarmente curioso di avere l'opinione di CV al riguardo.
Il primo post è la telefonata fra il Presidente e Monti. Un po' mi ha deluso perché alla fine della lettura il messaggio che si riceve è piuttosto misero e lo posso riassumere liberamente così: Monti è ipocrita perché nel suo programma ci sono i tagli alla spesa pubblica ma lui si fa eleggere senatore a vita. Inoltre sembra che il “cervello” dietro l'elezione di Monti sia Napolitano: io avrei chiarito che Napolitano segue degli ordine ricevuti da Bruxelles, qualcosa tipo: “Ciao Mario, senti mi hanno telefonato degli amici da Bruxelles dicendomi che...”
Il secondo post è invece il monologo immaginario di Monti per la presentazione al parlamento. Questo mi è piaciuto di più: Monti fa un discorso molto schietto su quello che dovrà fare ma poi conclude dicendo «Vi prego, attraverso gli organi di stampa che controllate direttamente o indirettamente, di far riportare la seguente mia dichiarazione: "Il lavoro del nuovo esecutivo si concentrerà sulla crescita, sui giovani e sulle donne perché il futuro dell'euro dipende anche dall'Italia. Perché l'Ue siamo noi"».
Che Colline abbia i media proni ai suoi piedi, che disperatamente cerchino di esaltarne i successi (quali?) nel tentativo di mantenergli il consenso, è anche uno dei miei punti fermi.

Il post La condanna delle Olgettine è uno di quelli che più mi sono piaciuti. In pratica CV rielabora il testo di una sentenza del XVII secolo contro delle streghe sostituendo alla parola “diavolo” il nome “Berlusconi”.
Indirettamente si capisce che CV è consapevole che la demonizzazione di Berluska era stata fatta per fini politici (confrontare con la terza vignetta in Senza parole e, in generale, con Douche & turd).

Finalmente si arriva al 2012 che si apre con “giustizia” e “politica”.
Il post politico contiene dieci proposte di liberalizzazioni di cui condivido al 300% la terza (avevo pensato di scriverci un post ad hoc) ma ho anche particolarmente apprezzato l'ironia sulle capacità di Monti e la lungimiranza del Presidente...
Il post sulla giustizia, Avvocato di te stesso (in particolare leggere i commenti dove si esplicita ancor più chiaramente la situazione), è notevole: davvero ci si chiede a cosa servono i giornali (o i media in genere) se poi non puntano il dito contro riforme di questo tipo.
Infatti si tratta di un provvedimento troppo tecnico affinché un comune cittadino possa da solo rendersi conto delle sue implicazioni: i giornali, tramite i loro esperti legali, non dovrebbero però avere problemi a capire e spiegare le conseguenze che tale DL comporterà per i cittadini. Ah già, che stupido! siamo in Italia: i media possono solo osannare ogni azione di Colline (sbadigli compresi)...

A febbraio c'è il post . Qui è forse dove abbiamo le opinioni più diverse (vedi il mio Mea culpa): CV sostanzialmente dice “era ora! L'art. 18 è superato”; al contrario io non mi pongo il problema se l'articolo 18 fosse giusto o meno ma, memore dell'esperienza degli abusi della legge Biagi (che sono diventati la norma), pronostico che, in questa situazione economica, si abuserà della possibilità di poter licenziare per motivi economici... Il problema del mondo del lavoro italiano è troppo complesso per essere affrontato con l'accetta!

A marzo, c'è un post di politica locale (dove si capisce, anche se non ce n'era bisogno, che la qualità dei politici locali non è migliore di quella dei politici nazionali; si capisce anche che CV è di Brescia...) e uno, molto divertente, su Diliberto...

Ad aprile c'è un post sulla scuola (frequentata da CV), un monologo di Monti (che condivido solo parzialmente perché il capo del governo sembra aver agito in “buona fede” e riviene sopravvalutato il ruolo del capo dello Stato) seguito da un monologo sull'esasperazione di un cittadino (interessante perché, secondo il mio intuito, spiega cosa facesse in “gioventù” CV...).

A maggio c'è un nuovo post politico molto interessante: L'economia del movimento 5 stelle.
Nei miei post non ho ancora avuto l'occasione di parlarne: ho solo accennato qua e là che Beppe Locusta non mi piace. Il motivo è che trovo il suo movimento troppo non costruttivo: facile dire cosa non funzioni in Italia! Il vero problema è indicare come migliorare la situazione...
Nel suo post CV fa un'analisi impietosa del programma economico proposto dal movimento 5 stelle.
Sempre a maggio bello il post Teorema sulla giustizia spettacolo...

A giugno altri due interessanti post di sfiducia nelle istituzioni: inutilità di molte regolamentazioni fatte così per fare e nuovo attacco alla classe (forse “famiglia” sarebbe più appropriato!) notarile.

Infine i due post di luglio: una divertente citazione del Manzoni e un'immaginaria autodifesa della Minetti che in realtà è un'accusa dell'inutilità delle regioni.

In conclusione i post sono relativamente pochi ma buoni. Condivido molte delle idee di CV e spesso ne apprezzo il punto di vista diverso dal mio. Alcuni post, specie quelli sulla giustizia italiana, sono molto istruttivi.

Nuove conoscenze

Quando incontro nuove persone ho sempre più spesso la sensazione che siano un misto di amici o conoscenze con cui avevo già avuto a che fare. Questo mi succede più facilmente con i giovani ma non esclusivamente.
Ad esempio, in Ecce Magister!, descrivendo il mio maestro di chitarra, scrivevo: “Mi è rimasto subito simpatico perché mi ricorda un mio vecchio compagno di classe”.
Ovviamente, quando ho questa sensazione, sono consapevole di non conoscere veramente tale persona ma comunque mi sento più a mio agio con essa di quanto sarebbe normale aspettarsi...
Mi chiedo se altri abbiano questa mia stessa sensazione: feedback molto gradito!

ZomBee - 26-7-2012
Qualche giorno fa ho ricevuto un graditissimo feedback da parte di una lettrice che mi ha svelato un piccolo mistero.
Infatti, analizzando le parole chiave usate nelle ricerche che portavano al mio blog, ero rimasto colpito dalla ricorrenza di “calabrone zombie” e simili.
Lo so è stupido: eppure mi secca quando Google manda sul mio sito persone che cercano tutt'altro...
Per questo motivo mi divertii a scrivere il post Calabrone zombie (l'ho riletto e devo ammettere che avevo fatto un bel lavoro!) in maniera da dare, a coloro che facevano questa ricerca “assurda”, del pane per i loro denti...
Invece i calabroni zombie esistono davvero! E la mia lettrice mi ha spedito il link: www.ZomBeeWatch.org...

Sito con lezioni di chitarra gratuite - 30-7-2012
Il maestro mi ha mandato il link a un sito con lezioni di chitarra molto bellino: www.justinguitar.com
Non l'ho ancora guardato approfonditamente ma mi è parso ben fatto: in particolare parla chiaro e spiega che per migliorare ci vuole molto impegno.
Ho visto altri corsi, sul web e non, che partono con lezioni banali ma che, dopo un po', improvvisamente diventano impossibili: mi sono reso conto che, in questi casi, il problema è che i maestri non riescono a trasmettere quanto approfonditamente bisogna studiare le lezioni "facili"; ad esempio si potrebbe pensare che una settimana di pratica sul cambio fra gli accordi A, D ed E possa essere sufficiente...
Invece no! e sul sito www.justinguitar.com vengono indicati degli ottimi punti di riferimento per capire a che livello siamo...

Oceano e Oceania - 2-8-2012
Oggi ho guardato le olimpiadi: ovviamente il beach volley (vedi Beach volley), ovviamente il beach volley femminile...
Si trattava dell'incontro fra Brasile e Australia e, nonostante che le atlete fossero tutte belle, non è questo ciò che mi ha colpito: l'Australia ha vinto il primo set e il commentatore di Sky ha detto - «Il primo set è andato alle “oceaniche”!».
Il termine “oceaniche” mi è andato di traverso: evidentemente il giornalista aveva usato tale termine nel significato di “native dell'Oceania” ma, sfortunatamente per lui, esso è solo l'aggettivo che si riferisce all'oceano.
Secondo il mio Zingarelli il termine corretto da usare, che nemmeno io conoscevo, sarebbe stato “oceaniane”...

Bozza Ramo d'oro - 5-8-2012
Di seguito la bozza che preparai per scrivere la mia recensione del Ramo d'oro:
I colori sono un po' strani perché il foglio era accartocciato e ho giocato un po' con GIMPS nel tentativo di rendere la pagina più leggibile...

domenica 22 luglio 2012

Parallelismo

Grazie al libro sui miti celtici (vedi il corto Bodi e bottino) ho fatto una nuova scoperta interessante. Molti dei nomi/attributi dei personaggi del mio libro preferito, “La terra dai molti colori” di Julian May (vedi La Terra dai Molti Colori), sono tratti da tale mitologia.
All'inizio, visto che i nomi avevano solo una vaga assonanza, pensavo fosse un caso ma poi le coincidenze si sono accumulate...
Stamani ho letto un'appendice alla “Terra dai molti colori” e mi sono reso conto che la mia scoperta era un segreto di Pulcinella: l'autrice stessa spiega di essersi ispirata a un compendio di miti celtici scritto nei primissimi anni del XX secolo. Probabilmente questo spiega anche la diversa grafia che mi aveva inizialmente lasciato dubbioso.
Di seguito le corrispondenze fra miti celtici e personaggi/idee “Terra dai molti colori” che ho identificato:
Firbolg (popolo) – Firvulag (popolo)
Danu (popolo) – Tanu (popolo)
Gorias (città) – Goriah (città)
Finias (città) - Finiah (città)
Nuada Mano d'Argento (personaggio) – Nodoon (che, non ricordo in quale libro, riceve una mano d'argento in sostituzione di quella perduta)
Diancechet (guaritore) – Dionket (Lord guaritore)
Balor “Occhio Malvagio” (personaggio con un solo occhio dal quale lancia saette) – Pallol Occhio-Solo (personaggio che lancia saette da un occhio)
Lugh (dio solare) – Lugoon detto il “luminoso”
Dagda (re dei Danu) – Thagdal (re dei Tanu)

Sgrunt! ho scoperto che questa mia lista è inutile: è presente, molto più completa su wikipedia.org qui al paragrafo mitologia...
Comunque il piacere di aver “scoperto” indipendentemente questo parallelismo è impagabile: quasi quanto avere una Mastercard inesauribile!

sabato 21 luglio 2012

Popolo sovrano

Che belle parole! Lo dice anche il primo articolo della costituzione italiana: “La sovranità appartiene al popolo...”.
Sembrerebbe logico che lo Stato facesse, o cercasse di fare, gli interessi dei suoi cittadini visto che questi sono il popolo, no? Mi pare infatti ovvio che i cittadini pretendano il proprio bene.
Cosa significa quindi se lo Stato, rappresentato dal governo in carica, va volontariamente contro gli interessi del popolo?
Secondo me si tratterebbe di un grave tradimento del mandato popolare nonché la dimostrazione di come la democrazia possa venir facilmente dirottata (*1).

Non credo che il governo del non-eletto Colline si preoccupi di queste sciocchezze: lui opera talmente bene per l'Italia che verrà ricordato non come una marionetta dei poteri forti ma come il Salvatore.
Si capisce che sto scherzando? Vorrei essere spiritoso ma sono talmente arrabbiato che non mi riesce...

In realtà ho fatto queste riflessioni dopo aver letto dei disordini in Spagna (vedi Spagna: scontri e feriti; o sul sito della BBC: Spain anty-austerity protests).
Il motivo delle proteste?
Il governo ha varato una manovra da 65 miliardi, che saranno pagati dai cittadini, per ricevere un prestito da 100 miliardi dall'Europa, che sarà distribuito alle banche spagnole.
E non sono io che distorgo i fatti per divertirmi ad affermare dei paradossi! cito l'articolo della BBC:
The new 65bn-euro (£60bn; $80bn) package of public sector wage cuts and tax rises were announced last week” - “La nuova manovra da 65 miliardi di euro (£60bn; $80bn), composta da tagli ai salari dei dipendenti pubblici e aumento delle tasse, è stata annunciata la scorsa settimana”
e
Germany's parliament voted in favour of the 100bn-euro bailout for Spain's debt-laden banking sector” - “Il parlamento tedesco ha votato in favore di un prestito da 100 miliardi per le banche spagnole oberate di debiti”

Davvero la crisi sarebbe peggiore per il popolo spagnolo se qualche banca fosse lasciata fallire?
Sicuramente no! Sarebbe peggio solo per le banche e i poteri forti che hanno grossi interessi finanziari.

Oltretutto queste manovre, così come in Italia e Grecia, sono sostanzialmente inutili perché non risolvono la situazione (state sicuri che le banche non reinvestiranno il denaro ricevuto in Spagna) e ammazzano l'economia.
Alla fine il fallimento sarà comunque inevitabile ma gli spagnoli l'affronteranno con molti meno soldi e capacità di recupero a disposizione.

Questo è lo scenario al quale il lungimirante Colline sta cercando, con tutte le sue forze, di portarci.
Quel che mi irrita è che almeno in Spagna si fanno le proteste mentre in Italia, al massimo, si condividono pochi messaggi di disgusto su FB: forse i media spagnoli non sono schiacciati sulle posizioni del governo come i nostri? Oppure gli spagnoli hanno una mentalità più democratica della nostra e, se il loro governo fa qualcosa contro i loro interessi, non si fanno problemi a scendere in piazza?

Nota (*1): presto mi deciderò a scrivere la terza parte della mia teoria sulla Democrazia dove probabilmente chiarirò questo concetto di “dirottamento”. Spero...

venerdì 20 luglio 2012

Jack il traduttore

Due settimane fa non ho resistito e mi sono comprato un gioco per computer in edicola a 10€.
I miei gusti sono alquanto limitati: prediligo i giochi di strategia, quelli cosiddetti di ruolo, i puzzle e le simulazioni. Inoltre devo ormai fare attenzione ai requisiti minimi del mio computer che inizia ad avere sui 6 anni (*1).
Da questo punto di vista i giochi pubblicati sulle riviste sono l'ideale perché, anche questi, non sono mai recenti e hanno almeno 3 o 4 anni.

Il gioco che ho preso è “Sherlock Holmes contro Jack lo Squartatore”: un gioco molto atipico che fa quasi categoria a sé (*2). Si tratta infatti di un giallo in cui si impersona il personaggio di Sherlock Holmes e bisogna scoprire e fermare Jack lo squartatore.
L'idea era intrigante ma sfortunatamente non è stata realizzata bene.
La grafica era in 3D ma, vista la struttura del gioco, avrebbe benissimo potuto essere in 2D: infatti nella meccanica del gioco c'erano delle idee molto buone ma si trattava sempre di puzzle o problemi da risolvere, al contrario non c'era nessuna parte di “azione” (sparatorie, inseguimenti oppure da interagire con l'ambiente dovendo fare salti, arrampicarsi, etc...).

Non so, forse inizialmente gli ideatori del gioco avevano in mente una meccanica più complessa, dove fosse cioè possibile intraprendere scelte diverse: sfortunatamente il risultato finale, forse per limiti di budget, non dà al giocatore nessuna libertà d'azione e corre invece su un unico binario dall'inizio alla fine. Cioè la sequenza dei problemi da risolvere e delle zone da visitare è unica. Se ci si blocca su un problema non c'è verso di abbandonarlo momentaneamente per dedicarsi ad altre cose: spesso anzi il programma non permette di uscire da una stanza fin quando non si è risolto l'enigma annesso...

Complessivamente il gioco nel suo complesso è deludente, perfino irritante quando si rimane bloccati su problemi evidentemente stupidi. Quello che lo salva è la trama storica che ripercorre i delitti di Jack lo squartatore e i puzzle, alcuni dei quali, divertenti. Insomma il giudizio sul gioco oscilla fra 3 e 6 in base ai gusti: a chi i puzzle (specialmente se male o non spiegati) non piacciono e non è interessato a Jack lo squartatore allora rimarrà nauseato dal gioco dopo poche decine di minuti (da cui il 3); al contrario chi come me apprezza i suoi aspetti positivi allora lo può trovare tollerabile (da cui il 6). Comunque, se non si è masochisti, è necessario usare una guida per superare i problemi più difficili: io la guida l'ho usata solo tre volte per sbloccarmi anche se forse, avendo più pazienza, in due casi avrei potuto farne a meno.

Insomma si tratta di un gioco mal realizzato ma che aveva qualche idea buona.
Quello che però gli dà il colpo di grazia è la traduzione in italiano. Le cattive traduzioni in Italia sono la regola e non l'eccezione: per questo amavo comprare i giochi in Olanda visto che era sempre prevista la possibilità di giocarli in inglese.
Mi chiedo ma che senso abbia fare delle traduzioni così pessime....
In alcuni tipi di giochi una cattiva traduzione è solo fastidiosa ma è letale in uno che vorrebbe fare dell'atmosfera uno dei suoi punti di forza!
E il doppiaggio dei dialoghi? Ancora peggiore! Oltre alla traduzione approssimativa c'è il problema delle voci prestate certo non da attori: i dialoghi vengono letti con voce monotona e inespressiva e, specialmente sul finale, non sono nemmeno sincronizzati con le immagini (cioè il dialogo finisce e Sherlock continua a muovere la bocca per svariati secondi: evidentemente il dialogo in italiano era stato pesantemente tagliato!). Oltretutto Watson ha un'odiosa voce in falsetto che lo rende insopportabile mentre i personaggi minori sembrano doppiati tutti dalla stessa persona che cerca di camuffare la propria voce: terribile!

Un paio di esempi che mi sono rimasti impressi: su dei giornali si trovano più volte scritte frasi del tipo “il sospettoso è riuscito a sfuggire alla polizia” oppure “La polizia ha interrogato un sospettoso”: ovviamente il termine italiano corretto sarebbe dovuto essere “sospetto”...
In un dialogo poi:
Sherlock: quanto costano tutte queste salsicce?
Macellaio: Tutte? Facciamo due libbre.
Ovviamente, trattandosi di un prezzo, la traduzione corretta di “pounds” era “sterline”!
Ma come è possibile che il doppiatore non si sia accorto della sciocchezza che leggeva? Evidentemente lui non poteva farci niente perché la qualità non rientrava nei criteri (*3) del doppiaggio.

Uno degli effetti negativi di questa traduzione è che ogni informazione (usate in dei puzzle per fare deduzioni) era inaffidabile perché poteva avere un significato anche ben diverso dall'originale. Il risultato era che, piuttosto che sforzarsi di interpretare le parole, era molto più facile provare diverse combinazioni per trovare la soluzione.
Ovviamente, per l'atmosfera del gioco, questo ha esiti disastrosi...

Concludo linkando la recensione di questo gioco su gamespot.com (un sito che trovo piuttosto affidiabile): Sherlock Holmes vs Jack the ripper.
Al gioco danno addirittura un 7 ma faccio notare che scrivono: “Pleasing character art along with a great script and impressive voice acting that bring to life Holmes, Watson, and a cast of Victorian lowlifes really help to sell the atmosphere as well.
Cioè i dialoghi e i testi aggiungevano atmosfera nella versione inglese mentre invece, in quella italiana, sono un difetto invece che un pregio: insomma il punto in meno dovuto alla cattiva traduzione ci sta tutto...

Ah! ah! Ah! Per curiosità sono andato a leggere anche la recensione di questo gioco pubblicata su un sito italiano che mi era stato consigliato una volta da un amico: Gameplayer.it
A parte che danno al gioco un sicuramente eccessivo 8,5 globale ma scrivono anche: “I dialoghi come detto sono completamente localizzati in italiani, e si integrano perfettamente per carisma e qualità alle animazioni dei personaggi nei loro siparietti.”!!!
Ma li hanno ascoltati??

Su un altro sito italiano: voto globale 7,5 e scrivono “Il doppiaggio è un po' altalenante”...Ma!

Seconda conclusione: evidentemente gli italiani conoscono talmente male l'inglese che qualsiasi traduzione, per quanto cattiva, diviene un punto di forza...
Oppure, forse più probabile, hanno interesse a fare recensioni non troppo negative.
I will stick with Gamespot.com

Nota (*1): quindi: 14*6 = 84 anni! Ho deciso infatti che per calcolare l'età di un computer bisogna moltiplicare l'età reale per 14...
Nota (*2): beh in realtà sono a conoscenza di qualche altro gioco dello stesso genere ma non avendoli mai provati non mi ricordo nemmeno come si chiamino.
Nota (*3): in realtà tutta la traduzione doveva avere avuto un solo criterio: basso costo!

giovedì 19 luglio 2012

Strabuccino e Pensierino (3/3)

Strabuccino dovette aver fatto qualche rumore senza accorgersene perché in un attimo Pensierino fu lì: l'uomo e la corva si fissarono. Lo sguardo di Strabuccino esprimeva amore incondizionato mentre quello di Pensierino semplice stupore. Ma questo magico attimo durò poco.
Gli occhi di Pensierino si rivoltarono all'indietro, un filo di bava iniziò a colare copioso dal suo becco mentre le penne si arruffavano per la collera.
«Kraaaaaa?!! KRAAAAA!!!» - gracchiò Pensierino.
«Calmati Pensierino! Non volevo prenderti in giro: pensavo d'avvero di essere morto!» - esclamò Strabuccino capendo che l'origine della rabbia di Pensierino proveniva tutta da quella singola e sfortunata incomprensione.
Troppo poco e troppo tardi: ormai Pensierino era diventata una furia e non si riguardava più dal non far soffrire inutilmente Strabuccino che, ancora legato, la vide piombare su di sé come un angelo vendicatore.
Pensierino, memore che la troppa carne le aveva fatto male, puntò direttamente al volto di Strabuccino e iniziò a beccarlo selvaggiamente: la vittima urlava e cercava di sfuggire ai suoi colpi ruotando la testa da una parta all'altra ma era tutto inutile...
«No Pensierino! Basta! Ti prego, mi fai male!» - urlò Strabuccino.
Ma Pensierino aveva sopportato troppo a lungo per avere adesso pietà e così continuò a infierire sul volto insanguinato di Strabuccino.
Quando la rabbia iniziale di Pensierino passò, il volto di Strabuccino era ormai una maschera di sangue: le guance erano a brandelli e quello che rimaneva del naso, quasi completamente strappato, pendeva da una parte.
Ma, se la rabbia era terminata, altrettanto non si poteva dire per la collera: da quel momento in poi Pensierino divenne più metodica...
Prima finì di strappare il naso lasciando scoperti al suo posto i fori nel cranio e un un po' di cartilagine: a ogni faticoso respiro spruzzi di sangue ne gorgogliavano fuori. Ogni singolo respiro era una tortura e Strabuccino rischiava di soffocare nel proprio sangue.
Dopo un po' Pensierino, annoiata dalle laceranti urla di dolore dell'uomo, decise di porvi rimedio.
Prima tagliò via, col suo becco aguzzo, le labbra di Strabuccino: come fossero dei vermi grassocci li risucchiò ingoiandole intere; da buongustaia si leccò il becco soddisfatta. Poi, a uno a uno, con potenti beccate spezzò i denti che ora più che mai, non più nascosti dalle labbra, sembravano sorriderle beffardamente. Infine il premio più ambito fu alla sua portata: la lingua che, sebbene ricoperta di sangue, ancora guizzava da una parte all'altra di quella che, una volta, era stata una bocca ma che adesso era solo un ammasso rivoltante di sangue, denti e lembi di carne.
E finalmente fu silenzio! Adesso ogni beccata non era più seguita da un fastidioso grido ma da un molto più tollerabile muto gorgoglio con annesso schizzetto di sangue.
La collera di Pensierino si era quasi placata ma gli occhi accusatori di Strabuccino ancora la fissavano così, irritata, balzò di nuovo su quello che restava del volto di Strabuccino e, con una singola potente beccata affondò il capino dentro il globo oculare destro di Strabuccino: l'occhio collassò e la massa viscida che lo componeva venne risucchiata dalla corva che la bevve come fosse nettare. Non avendo più appetito decise quindi di “conservare” il secondo occhio: con attenzione infilò il becco fra bulbo oculare e cranio e, lentamente, ne recise tutti i muscoli che lo tenevano al suo posto: infine, con un “plop”, riuscì a estrarlo del tutto...
Fu così che, prima che il nervo ottico si strappasse, Strabuccino riuscì ad avere una fugace e sfocata visione di ciò che restava del suo volto. Poi tutto divenne nero e Strabuccino perse i sensi...

Quando Strabuccino si risvegliò era notte fonda. L'uomo ormai cieco non vedeva niente ma i rumori della notte si sentivano chiaramente.
«Ma... ho le mani e le gambe libere! Allora Pensierino forse mi ama ancora!» - pensò Strabuccino tutto felice.
«Ma se mi ama perché mi ha straziato il corpo e le mani così ferocemente?» - e fu allora che Strabuccino, febbricitante per le ferite infette, ebbe un'illuminazione - «Oh mia povera adorata Pensierino, ora capisco! Sono stato uno scellerato e ho cento volte meritato quello che mi hai fatto! Il mio amore era così cieco che non vedevo le tue sofferenze! il mio amore era così sordo che non sentivo le tue invocazioni d'aiuto!
«Bestiolina infelice, tu che eri nata per volare libera nei cieli, eri costretta a vivere in questa buia casa... Come ho fatto a non rendermene conto? Ma ora, benché mi restino pochissime forze, devo redimermi: devo trascinarmi fuori dal letto per andarti ad aprire la porta in maniera che tu possa andartene con la mia benedizione...»

Strabuccino cercò di raccogliere le forze per qualche minuto ma, rendendosi conto che invece di aumentare queste parevano diminuire, ruppe gli indugi e si lasciò rotolare giù dal letto con un muto grido di dolore.
Strabuccino era infatti rimasto incosciente per quasi due giorni e Pensierino era tornata più volte a visitarlo. Ne aveva straziato ulteriormente il corpo, vuoi per fame che per passare il tempo, e ne aveva approfittato per defecargli nelle orbite vuote e in gola.
Strabuccino aveva le gambe rotte in più punti, della mano sinistra rimanevano solo degli ossi scarnificati all'altezza dell'avambraccio mentre, da una vasta e profonda ferita al ventre, perdeva sangue e fetide interiora...
Con straziante lentezza Strabuccino si trascinò fuori dalla porta di camera fino al pianerottolo delle scale: per giungere alla sua dimora era infatti necessario percorrere una lunga scala a chiocciola che saliva dal portone d'ingresso al livello del terreno.
Un po' aiutandosi con il braccio con la mano buona, quella cioè alla quale mancavano solo il mignolo e l'anulare, e un po' lasciandosi scivolare, Strabuccino arrivò ai tre quarti del tragitto quando un pensiero lo fermò: «Che stupido che sono! Pensierino non vorrà mai abbassarsi a uscire dalla porta! Devo tornare sopra e aprirle una finestra...»
La discesa era stata lenta e dolorosa ma la salita fu dieci volte più lenta e cento volte più straziante. Non potendo sfruttare la gravità a proprio vantaggio, ogni singolo gradino fu come una montagna per Strabuccino: egli, che non poteva far forza con le gambe, poteva aiutarsi unicamente con il braccio destro e col poco che rimaneva del sinistro e così, per ogni cinque scalini che saliva, spesso ne riscivolava indietro di tre o più.
Più volte svenne per la febbre e la fatica: erano infatti giorni che non mangiava. Fortunatamente risalendo trovò da leccare la scia del proprio sangue e, talvolta, dei gustosi pezzetti di intestino che erano fuoriusciti dal suo ventre durante la discesa...

Dopo ore, forse giorni, Strabuccino riuscì a raggiungere la sommità delle scale. Ormai era completamente esausto con un nugolo di mosche che gli sciamava intorno e migliaia di larve che si nutrivano nelle sue ferite infette.
Lentamente strisciò in salotto dove una disgustata Pensierino lo guardava da lontano: l'olfatto sensibile della corva era infatti urtato dagli sgradevoli odori che provenivano dal fetido corpo di Strabuccino.
Con lentezza esasperante Strabuccino arrivò al termosifone situato proprio sotto la finestra: ma come fare per alzarsi ed aprirla? Il cervello di Strabuccino, ridotto ormai a un ammasso di putrida gelatina, funzionava molto lentamente: nonostante ciò Strabuccino ebbe l'idea di costruirsi una specie di strada per arrivare all'agognata vetta. Prese così ad ammucchiare i libri accanto al radiatore in maniera da potersi trascinare sopra di essi fino alla finestra.
Dopo ore di terribili sforzi Strabuccino riuscì a toccare con l'indice della mano destra il vetro della finestra!
Ma la pazienza di Pensierino era finita: vedendo che Strabuccino invece di starsene buono, morto e fermo stava impuzzolentendo tutta la casa, passò all'azione.
L'uomo era prono sui libri, mentre con il braccio buono cercava di raggiungere la maniglia della finestra, e fu così che Pensierino lo colpì dal retro sulle parte intime: prima squarciò quello che rimaneva dei pantaloni del pigiama e, subito dopo, attaccò la triste virilità di Strabuccino e le sue simpatiche noccioline. Pensierino aveva avuto la tentazione di ingoiarle ma il sapore disgustoso la fece desistere e sputò tutto.
Così, Pensierino infilò i genitali mutilati di Strabuccino a forza nel suo ano, spingendoli dentro con potenti pedatine delle sue zampette...
Ma per Strabuccino la sensazione non fu così terribile: ormai era aldilà del dolore e, anzi, trovò la cosa vagamente erotica.
Fu allora che Pensierino, rendendosi conto che il vecchio pervertito sembrava godere dei suoi sforzi, perse definitivamente il controllo e col becco in vanadio spaccò il cranio di Strabuccino sulla nuca e ne inghiottì l'ipofisi. Solo in quel momento Strabuccino morì.
Così Pensierino aprì tutte le finestre per cambiare aria e gettò il cadavere di Strabuccino giù da quella che tanto faticosamente aveva cercato di raggiungere e aprire.
Per calmarsi si fece un tè che sorseggiò lentamente, appollaiata sul davanzale della finestra dove Strabuccino era morto, gustandosi la brezza pomeridiana. Finita la bevanda, non avendo altro da fare in quella casa, se ne volò via per sempre.

Nel frattempo, il cadavere decomposto di Strabuccino si mischiò all'humus del terreno sotto le foglie della sua casa-albero dove era stato gettato. Dopo una notte ingentilita da una costante e delicata pioggerella, al mattino, iniziarono a sbucare dal fertile terreno numerosi funghi. Uno di questi, dall'aspetto particolarmente orrido e contorto, cresceva a vista d'occhio: era Strabuccino!
Non proprio il vecchio Strabuccino ma una nuova versione più saggia: conscia degli errori del suo precedente sé e quindi molto più matura.
A mezzogiorno il nuovo Strabuccino era già grande come un ragazzetto di un metro e mezzo e a sera, rendendosi conto che non sarebbe cresciuto ulteriormente, con un piccolo sforzo si staccò dal terreno e, nudo come un verme, andò a casa a farsi una doccia per togliersi il terriccio dalla pelle.
«Certo ho imparato una bella lezione in questi giorni! Ma ora ho capito e non commetterò mai più lo stesso errore...» - pensò Strabuccino.
Proprio allora vide sul sentiero un povero corvo che, con un'ala evidentemente ferita, si trascinava per andare a nascondersi in un cespuglio di rovi.
Subito Strabuccino si avvicinò per cercare di aiutare la bestiola in difficoltà: questa tremava tutta e guardava con uno sguardo perplesso il buon Strabuccino che nel frattempo le parlava dolcemente per tranquillizzarla: - «Che corvo carino e buono che sei! Non aver paura, non ti farò del male...»
«Da oggi in poi ti chiamerò Gianlu... ahii!» - si interruppe con un grido di dolore Strabuccino: il corvo infatti, forse impaurito da un movimento troppo brusco, gli aveva improvvisamente beccato la mano.
«Eh, no! Stavo per rifare lo stesso errore dell'ultima volta ma adesso non ci casco più!!»
Così Strabuccino si allontanò di qualche metro, rimuginò un poco fra sé, e infine, riacchiappando l'uccello incurante delle sue beccate, disse - « Con questo caratterino irascibile devi essere una corva pure tu e quindi devo darti un nome femminile e non maschile... Da oggi in poi ti chiamerò Memorietta e ci vorremo tanto bene!»
«Ahii!» - concluse Strabuccino alla beccata affermativa di Memorietta.

martedì 17 luglio 2012

Banche furbette

Non so se nei miei post ho esplicitamente espresso la mia sfiducia verso le banche. Sicuramente ho scritto delle mie perplessità verso il mondo della finanza in generale (vedi Soldi facili).

Comunque sia, ho scarsissima fiducia anche nel rapporto banca/piccolo cliente.
La mia esperienza personale è stata piuttosto deludente.
Un paio di anni fa avevo valutato degli investimenti proposti dalla mia banca online: armato di lapis e calcolatrice iniziai a fare alcuni conti ma, in breve, mi sembrarono uno peggiore dell'altro. Già da anni infatti ero conscio della crisi dell'economia e le proposte finanziare mi sembravano delle scommesse destinate a essere perse e, soprattutto, con un rapporto fra rischio e guadagno troppo alto (*1).
Inutile dire che non ne feci di niente...

Elaborai la teoria che le banche usavano i piccoli risparmiatori per finanziare le speculazioni più rischiose mentre facevano per sé stesse e, forse, per i clienti più importanti gli investimenti più intelligenti.
Pensavo che i consulenti fossero in buona fede: dei dipendenti annoiati, magari non troppo svegli, che ricevevano dai loro superiori dei suggerimenti su proposte finanziare discutibili ma accompagnate da spiegazioni che le facevano sembrare appetibili.
Insomma pensavo che i vari consulenti fossero un po' superficiali, che prendessero per buone le indicazioni della propria banca, senza avere la voglia o la pazienza di analizzare approfonditamente i vari prodotti...

Infatti mio padre, alle mie perplessità, mi ripeteva che è nell'interesse della banca proporre investimenti vincenti ai propri clienti. In effetti la sua logica, in mancanza di altri elementi, era sensata: da qui la mia idea sulla scarsa preparazione/superficialità dei consulenti...

Invece la situazione è molto peggiore di quanto pensassi!
Prima di tutto leggetevi questo articolo del Corriere.it: Prodotti finanziari trappole per clienti...

L'articolo spiega che la maggior parte dei prodotti venduti ai clienti dalle banche sono delle mezze fregature e, soprattutto, che i consulenti ne sono consapevoli! Altro che buona fede e superficialità!
In effetti avrei dovuto capire che se io, con pochi calcoli e qualche ricerca, ero in grado di rendermi conto delle fregature allora chi, per quanto distratto, aveva studiato per anni economia, e per lavoro aveva quotidianamente a che fare con tutti questi prodotti, non poteva non accorgersi della situazione...
L'articolo spiega anche perché c'è interesse a fregare i clienti: le banche, e i loro dipendenti grazie ai bonus, puntano a guadagnare in tempi brevi e quindi non sono interessati alla soddisfazione dei clienti nel lungo termine.

Adesso è facile reinterpretare sotto una luce diversa un paio di episodi che mi avevano riguardato più o meno da vicino.

Qualche anno fa mio padre mi invitò presso la sua banca per vederlo “reinvestire” del denaro.
L'operazione mi lasciò molto perplesso sul momento ma mio padre, che mi aveva convocato solo per fare presenza, non chiese la mia opinione.
Se ben ricordo il prodotto era un “derivato”: in pratica il rendimento era collegato all'andamento di 5 borse internazionali. Se TUTTE le borse avessero chiuso l'anno in positivo allora il rendimento sarebbe stato piuttosto alto (mi sembra intorno al 7%) se invece anche una sola borsa fosse andata in negativo, allora il rendimento sarebbe stato minimo (tipo lo 0,5%). Per permettergli di comprare questo prodotto, a causa del suo rischio, dovettero pure cambiargli il profilo dicendogli: “No a questa domanda deve rispondere XXX perché altrimenti non possiamo andare avanti...”.
Ora ragioniamoci un pochino: qual è la probabilità che una singola borsa chiuda l'anno in rialzo? Siamo ottimisti e diciamo l'80%.
Modificato (12/9/2016): rileggendo ho notato una svista (che infatti non cambia il senso della mia conclusione): la seguente domanda andrebbe riformulata come "Qual è la probabilità che almeno una delle banche abbia un andamento negativo (e che quindi si ottenga il rendimento minimo)?"

Qual è allora la probabilità che nessuna delle cinque banche chiuda in negativo?
Supponendo che gli andamenti delle borse siano indipendenti (cosa assolutamente falsa ma che aiuta a farci un'idea) si avrebbe che tale probabilità è: 1 – 0.8^5 (0.8 elevato alla quinta) ovvero 1 – 0.328 = 0.672
Cioè in questa ipotesi, a mio avviso ottimistica, c'è ben il 67,2% di probabilità di ricevere il rendimento minimo!
E la banca come può guadagnarci se il cliente ci rimette (*2)?
Mi pare evidente: la banca raccoglie il denaro dal cliente e lo investe, non alla cieca su tutte le borse, ma solo su quelle più promettenti (magari solo sulle borse orientali) o comunque sui titoli più sicuri.
Probabilmente in questa maniera, se tutto va bene, possono sperare di guadagnare almeno il 10%: se poi sono molto sfortunate dovranno dare al cliente il 7% dei guadagni ma, il 67.2% delle volte, gli distribuiranno pochissimo tenendosi in pratica tutto il guadagno.

Qualche mese fa la BCE ha prestato soldi alle banche europee a tassi bassissimi alla condizione che ne reinvestissero almeno una parte nell'acquisto dei titoli di stato dei paesi in difficoltà (Italia, Grecia, Spagna etc).
Guarda caso, proprio in quel periodo, ricevo una email della mia banca che mi decanta l'opportunità di acquistare titoli GRECI! Cioè, nemmeno i titoli italiani, ma addirittura quelli greci!
Avete capito il giochino?
La banca, invece di investire i proprio soldi nei titoli di stato “pericolosi”, aveva pensato bene di far correre il rischio ai propri piccoli risparmiatori! Cioè (cifre un po' a casaccio) se io investivo 10.000€ in rischiosi titoli greci permettevo alla mia banca di riceverne 30.000€ dalla BCE a tassi di interesse bassissimi.
Quando lessi tale proposta risi per una settimana ma mi chiedo se qualcuno non sia stato cosi folle da fidarsi della propria banca...

Nota (*1): come mi ha insegnato il poker non è sbagliato rischiare ma bisogna, come si suol dire, che il gioco valga la candela!
Nota (*2): questa è infatti la teoria fiduciosa di mio padre...

lunedì 16 luglio 2012

Bloggultime VII

Molto strano: i lettori stanno aumentando.
In realtà, a giudicare dalle statistiche di Shinystat, è colpa di Google che mi manda un sacco di persone alla ricerca di argomenti che non troveranno.

No, mi devo correggere: ho riguardato le chiavi di ricerca per il mese di giugno e, quelle completamente incongruenti con gli argomenti dei miei post, sono relativamente poche. Piuttosto ci sono molte ricerche per sale iodato e punture di pulci e zecche: ad occhio quasi un terzo del totale. Al contrario, le ricerche collegate alla chitarra, saranno un ventesimo del totale o meno...
Sembra paradossale vista l'enorme quantità di post che ho scritto sulla chitarra rispetto al singolo post sul sale-iodato e ai 3-4 su pulci e zecche...
  1. Wow Aprile: non assegnato! Avevo scritto molti meno post del solito e la qualità era veramente bassa.
  2. Due nuove vignette entrambe modeste e poco ispirate: musica e unplugged (quest'ultima è almeno molto elaborata tecnicamente)
  3. Wow di maggio: i post candidati sono Perle Paterne, 'O curtiello, Erodiade e Sammezzano
  4. Magico luglio:
    • 2 luglio: record di visitatori in un giorno (36)
    • 5 luglio: 10 eroici lettori indefessi (e non ho la minima idea di chi sia il decimo!)
    • 11 luglio: 9 stelline su Shinystat. Non pensavo che ci sarei mai arrivato e sicuramente non in questo periodo: da giugno inizia il calo dei lettori dovuto all'estate
    • 15 luglio: sono 10.000! ovvero altri 1000 in 47 giorni. Un aumento davvero incomprensibile...

domenica 15 luglio 2012

Strabuccino e Pensierino (2/3)

Strabuccino, che non era un genio incompreso ma nemmeno uno sciocco compreso, capì cosa doveva fare e corse a comprare i DVD di tutte le stagioni di Grey's Anatomy. Così, quando Pensierino montava in collera, e questo succedeva quotidianamente, Strabuccino lesto le faceva vedere un nuovo episodio e lei subito si calmava.
«Che amore!» - pensava Strabuccino - «mentre guarda la puntata ruota il capino durante le parti più complesse, sbatte le ali felice quando la Dottoressa Grey si bacia e gracchia minacciosa quando questa viene ferita dall'insensibilità degli uomini!».
Ma la vita non era tutta rosa e fiori per Strabuccino: bastava una parola sbagliata e subito Pensierino lo beccava furiosamente. Numerose cicatrici e ancor più numerosi tagli freschi ricoprivano tutto il suo corpo, volto compreso. Nonostante le ferite Strabuccino era convinto che, a modo suo, Pensierino ricambiasse il suo amore e trovava sempre il modo di giustificare la violenza della compagna: inutilmente gli amici, preoccupati per la sua incolumità, lo consigliavano di denunciare Pensierino per violenza domestica. Ma a queste parole Strabuccino scuoteva la testa sorridendo e si limitava a replicare: “La nostra storia d'amore è bella ma complicata: voi non potete capire...”.
Dal punto di vista di Strabuccino infatti l'unico problema era che Pensierino aveva ormai quasi visto tutte le puntate dell'ultima stagione di Grey's Anatomy. L'uomo aveva provato a farle rivedere quelle della prima stagione ma subito Pensierino se ne accorgeva e dava in escandescenze: rovesciava sedie, strappava libri e in genere distruggeva qualsiasi cosa le capitasse a portata di becco.

Infine arrivò il giorno fatale: il finale dell'ultima stagione era stato visto il giorno prima da una commossa Pensierino. Questa era rimasta talmente affranta da lasciare che Strabuccino la toccasse senza beccarlo.
Ma oggi l'umore di Pensierino non era più tranquillo: svolazzava irritata per la casa, guardava torva Strabuccino e gli gracchiava contro delle oscure minacce.
A sera Strabuccino e Pensierino cenarono insieme ma l'aria era carica di tensione. Pensierino era giustamente irritata per le accuse non dette, le promesse non pronunciate e i dubbi mai espressi di Strabuccino. A sua volta Strabuccino era preoccupato dal fatto che la corva stesse maniacalmente affilando il suo becco di vanadio su una pietra levigatrice...
Così, andando a letto, Strabuccino commise il suo ultimo errore e si chiuse a chiave in camera pensando di aver tempo l'indomani di cercare aiuto.
«Magari delle sedute psicologiche... della terapia di gruppo...» - pensò prima di cadere in un sonno inquieto.

«Aaaahhh!!» - urlò Strabuccino per un improvviso dolore al petto.
L'adrenalina lo rese immediatamente lucido e conscio della situazione: Pensierino, grazie al suo becco di vanadio, aveva sfondato la porta e ora, appollaiata sul suo petto, lo fissava con un sorrisetto maligno. Nel becco stringeva il boccone di carne che aveva appena strappato dal petto di Strabuccino.
«Mia amata Pensierino che fai? Ma... cosa? Aaaahhh!» - Strabuccino aveva provato a muoversi ma, l'astuta corva gli aveva legato mani e piedi agli stipiti del letto. La seconda beccata arrivò rapida: Pensierino non ammetteva di essere contraddetta.
«Perché?! Perché, mia diletta!?» - disse Strabuccino senza rendersi conto di urtare ancor di più la delicata sensibilità di Pensierino.
A questa ennesima provocazione Pensierino, che inizialmente avrebbe voluto limitarsi a punire Strabuccino per la fine del serial Grey's Anatomy, perse completamente la testa!
«Krrraaaaaaaaaaa!!!!» - gracchiò, folle di rabbia, con la testa reclinata verso l'alto, mentre le ali protese verso il soffitto sembravano invocare come testimone della palese ingiustizia la suprema divinità dei corvi: il gran dio Corvinu.
Poi, sorda alle disperate grida di dolore di Strabuccino, iniziò a beccare selvaggiamente il suo petto. Strabuccino si contorceva freneticamente ma i lacci che lo legavano erano troppo forti per essere strappati: il sangue fuoriusciva copioso dal petto e i letto ne era già inzuppato fradicio. Un altro rivolo di sangue gli fuoriusciva dalla bocca perché si era morso la lingua durante uno spasmo di dolore.

Per ore Pensierino si divertì a beccare il petto di Strabuccino: per principio lei era insensibile alle sue grida di dolore, alle tardive scuse e alle vuote parole. Inoltre, l'insistenza a lamentarsi di Strabuccino, esasperava la delicata sensibilità della corva.
Dopo qualche ora, sangue e brandelli di carne strappata ricoprivano il letto: il petto di Strabuccino era completamente straziato e anche le costole erano state spezzate come grissini. Pensierino, nella massa sanguinolenta del petto, fra schegge d'osso e pezzetti di polmone, poteva vedere il cuore pulsante di Strabuccino battere freneticamente.

Fu allora che Pensierino si avvicinò al volto di Strabuccino quasi sperando che questi le dicesse ciò che lei voleva sentirsi dire ma fu inutile: Strabuccino, egoista come tutti gli uomini, continuava a lamentarsi semi incosciente per il dolore e non pareva pensare a lei!
Questo fece andare il sangue alla testa di Pensierino: con rabbia immerse il capino nel petto sanguinante di Strabuccino. Tirò, tagliò muscoli e tendini e alla fine, con un ultimo potente strattone, riuscì a estrarre il cuore pulsante di Strabuccino che in quell'attimo fatale ritornò in sé.
«Pensierino che hai fatto!? Mi hai strappato il cuore dal petto! Chi si prenderà cura di te adesso? Le forze mi vengono meno... Addio mia amata, perdonami per tutto l'amore che non sono riuscito a darti! Dolce principessa sii felice, sii saggia e ogni tanto sorridi pensando a me! Muoo..ioo....» - disse Strabuccino mentre la vista gli si appannava e l'ultima immagine, Pensierino che trangugiava il suo cuore facendolo a pezzetti, diventava tutta nera...
Pensierino, che aveva decisamente mangiato troppo, se ne andò in salotto, sperando che la TV trasmettesse qualcosa di digestivo, e abbandonò il corpo esanime di Strabuccino ancora legato al letto.

Ma Strabuccino non era morto!
Anni e anni di delusioni amorose l'avevano infatti abituato a vivere col cuore infranto...
Lentamente Strabuccino riaprì gli occhi: «Dunque sono ancora vivo? La buona Pensierino non mi ha ucciso! Ma, ora ricordo, mi ha strappato il cuore! Uhm... evidentemente l'importanza di quest'organo è sopravvalutata... basta che mi muova in maniera che il sangue circoli e porti l'ossigeno ai muscoli... ma... a proposito di ossigeno, cos'è questo cattivo odore?» - si chiese Strabuccino.
Strabuccino era stordito dalla perdita di sangue e inoltre, il fatto di non avere più il cuore, diminuiva la quantità di ossigeno che gli arrivava al cervello ottundendone le capacità mentali.
«Ohhh!» - si lasciò sfuggire dalle labbra Strabuccino quando comprese cosa fosse successo - «Le avevo detto di smettere a quella sciocchina! Lo sapevo che stava esagerando ma lei era troppo cocciuta per ammetterlo! Era ovvia che tutta quella carne le avrebbe fatto male: e questo è il risultato...»
Pensierino infatti aveva fatto indigestione e, sentendosi male mentre guardava la TV, era tornata da Strabuccino per vomitargli sul petto tutto quanto aveva precedentemente trangugiato, cuore compreso: adesso una dozzina di mosche svolazzavano felici su tali resti putrescenti e semi digeriti.

sabato 14 luglio 2012

Frammenti buffi

Stanotte sono andato a letto molto più tardi del solito e ho fatto un sogno lunghissimo.
Non particolarmente strano né interessante ma veramente lungo: se provassi a descriverlo tutto mi ci vorrebbero almeno due post.
Voglio invece concentrarmi solo su quattro episodi che mi hanno più colpito.

Ero entrato per errore in un grande negozio di fumetti (tralascio come ci ero arrivato, chi lo gestiva e altri dettagli secondari) che aveva un solo piccolo scaffale dedicato ai giochi di ruolo. Come mia abitudine avevo intenzione di dare un'occhiata alla ricerca di vecchi GURPS ma, proprio di fronte scaffale, c'erano due bimbetti (direi sui dieci anni).
Pazientemente mi accingo ad aspettare alle loro spalle ma, visto che mi paiono distratti, sto pronto a intervenire. Infatti dopo poco a uno dei bambini cascano tre libri: io, che me l'aspettavo, scatto e ne acchiappo due con le mani e il terzo con un piede!


Commento: Un accenno a cosa siano i GURPS è in Racconto natalizio ma, senza scendere nei dettagli, si tratta di libri.
Cosa c'è di strano in questo episodio a parte i miei riflessi tipo Spiderman?
Beh, il fatto è che spesso, nella realtà, mi sono capitate situazioni analoghe: sono sempre sul chi vive in particolare se noto persone distratte intorno a me e, in quei casi, sono pronto a intervenire. Spesso è buffo perché la gente si stupisce. Alle medie ripresi al volo un libro facendo uno scatto talmente rapido che, per giorni, i miei compagni di classe non fecero che parlarne con stupore!

Nel sogno ero un ragazzo con un fratellino molto più piccolo, una sorella più o meno della mia stessa età e una terza di qualche anno più grande. Il fratellino più piccolo si fa male e perde del sangue dal naso: lo stesso succede a me e alle mie sorelle. Si sospetta qualcosa di soprannaturale e io e la sorella coetanea partiamo per indagare in Europa. Nel sogno ho la fugace idea che potrebbe essere la trama per un buon racconto ma poi mi dico: “No perché, questa idea viene da un libro...”

Commento: appena sveglio la prima cosa che mi è venuta in mente è stata che l'idea era invece originale (per quanto ne sappia) e che avrei potuto scriverci realmente sopra un racconto! Poi però ho accantonato l'idea perché il sogno, avendo preso un'altra direzione, non mi aveva lasciato abbastanza elementi per una trama decente...

Nel sogno avevo come fidanzata un'ennesima ragazza mai vista prima. Questa aveva i capelli castano scuri lunghi alla spalla leggermente ondulati (cioè né lisci né ricci). Aveva i tratti del volto tipicamente italiani ed era molto sportiva.

Commento: mi affascina la fantasia del mio inconscio che si inventa queste donne mai viste prima (vedi corti Linus e Streghette)!
A differenze delle due ragazze citate nei post sopramenzionati questa era troppo dinamica/estroversa/scatenata/ballerina per essere veramente il mio tipo: comunque mi piaceva...

La stessa ragazza di sopra mi aveva anche parlato di un suo ex-fidanzato (molto ricco che lavorava a Mosca) che poi lei aveva lasciato perché stufa di lui (ci sarebbero da raccontare molti altri particolari divertenti ma preferisco andare al nocciolo). Mi dice anche che il tipo era stato un mio ex compagnio di classe: il suo nome era “Dolori”. Io non riesco a ricordare nessuno con un nome simile e ipotizzo “Il cognome era Del Neri, forse?”. Lei mi risponde che non aveva cognome: il suo nome era “Dolori” e basta!

Commento: una volta sveglio ci ho ripensato e mi sono ricordato di non aver avuto nessun compagno di classe chiamato “Del Neri” ma che il bambino che avevo in mente si chiamava invece Neri Banomi. Ora forse è una coincidenza, tutto sommato piuttosto vaga, ma Benoni significa “Nato nel dolore” (vedi infatti la descrizione di Lorenzo Benoni; io lo sapevo perché Benoni è il nome di un'apertura negli scacchi...).
Insomma è vero che il collegamento fra Dolori, Del Neri, Neri Banomi e Benoni è molto flebile ma allora perché nel sogno avrei chiesto se si trattava di “Del Neri”? Solo un caso? Solo a causa della vaga assonanza fonetica fra Dolori e Del Neri? Mi pare ancor meno credibile...

venerdì 13 luglio 2012

Lezione XXXIII: molto ritardato

Magari è anche il caldo ma sono proprio un cretino!
Avevamo anticipato di un giorno la lezione e, ovviamente, l'orario non era il solito: il risultato è stato che mi sono confuso e sono andato dal maestro 15 minuti dopo il tempo stabilito. La cosa buffa è che, arrivato come al solito con largo anticipo, avevo gironzolato per quasi mezz'ora nei paraggi!
Vabbè, piangerò me stesso.

Fortunatamente non avevo molte domande e alla fine i quindici minuti di differenza non si sono sentiti.

Ear Training: sempre peggio! Ho provato a cantare ma non mi serve a niente (ma magari insisterò un altro pochino). Anzi le mie statistiche sono decisamente peggiorate: il motivo è che ho cambiato lo strumento con cui le note vengono riprodotte. Sono passato dalla chitarra elettrica (che aveva dei fastidiosi sbalzi di timbro) alla chitarra acustica. In teoria avrei potuto usare anche il pianoforte o qualsiasi altro strumento visto che la frequenza delle note non cambia ma, in pratica, la chitarra acustica mi ha confuso ancor di più: probabilmente ritornerò alla chitarra elettrica...

Brani: “Whizz” alla fine l'ho imparato e adesso sto aumentandone la velocità. Visto che non presenta particolari difficoltà (a parte la lunghezza) non credo che mi darà problemi.
Per questo il maestro mi ha assegnato il nuovo brano “Glam rock city”: è molto corto ma ieri l'ho provato e mi rimaneva piuttosto difficile. Ma forse ero solo io fuso: giudizio sospeso.

Pattern: mi ero reso conto che alcuni giri erano ormai inutilmente facili e quindi, invece di chiedere al maestro di aggiungermene dei nuovi, gli ho chiesto di rimpiazzarmi quelli più semplici.
Inoltre, visto che nel brano “Che sarà” c'erano molti C7 gli ho chiesto che i nuovi giri contenessero specificatamente questo accordo.
Risultato: via C|G|Am|Em e C|Am|Dm|D|G e benvenuti a C|C7|F|Fm e C7|F|A7|Dm.
In realtà, oltre a C7, anche Fm e A7 sono nuovi. A7 è banale mentre Fm sarebbe più difficoltoso perché va eseguito col barrè: fortunatamente, dovendo suonarlo dopo F, mi basta sollevare il medio.
Comunque il C7 mi rimane difficile: il mignolo mi si incastra sull'anulare... blahh...

Power Chord abbiamo cercato un brano per sostituire Paranoid (arrivato a 60bpm lo metterò temporaneamente da parte. Al riguardo vedere il corto Paranoid 4) e, alla fine si è individuato “Carry on” dei Manowar: in effetti mi sono reso conto che lavorare su musiche che mi piacciono è un grande stimolo!
Invece, riguardo al nuovo brano che il maestro mi aveva dato la scorsa settimana, “For whom the bell tolls”, sto trovando molte difficoltà. Le prime 28 battute sono tutte uguali e le eseguo già a velocità dignitosa (95 bpm) ma le battute 29 e 30 (che a loro volta si ripetono diverse volte) mi rimangono estremamente difficili.
Parte facile

Parte difficile

Un po' perché si tratta di power chord che non ho mai usato e poi, stranamente, perché sono bicordi e non tricordi: mi sembrano incompleti è questa incertezza spesso mi rallenta quel tanto da farmi perdere il ritmo.
Insomma per riuscire a suonare queste due battute ho dovuto rallentare i bpm sempre di più fino ad arrivare alla vergognosa lentezza di 50bpm. Anche il maestro ne è rimasto negativamente stupito.
Spero di migliorare rapidamente appena mi passa la perplessità per i power chord bicordi!

Riscaldamento: si è tolto un esercizio (che mi aveva stufato) e ne abbiamo aggiunti altri due. Non mi sembrano particolarmente interessanti e quindi non entro nei dettagli...