«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Per contattarmi e istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo
4. Molti articoli di questo blog fanno riferimento a definizioni e concetti che ho enunciato nella mia Epitome gratuitamente scaricabile QUI. Tali riferimenti sono identificati da una “E” fra parentesi quadre e uno o più capitoli. Per esempio: ([E] 5.1 e 5.4)

giovedì 31 agosto 2023

Sanzioni e telefonate

Magari non sembra ma mi sforzo di fare riflessioni intelligenti. Prendiamo la guerra in Ucraina: considero i fatti (i pochi certi), considero gli interessi e i politici coinvolti e mi sforzo di intuire motivazioni e obiettivi. Chiaro che sono consapevole che le mie sono supposizioni: ma non lo nascondo, anzi in genere lo evidenzio.

Ma mi chiedo se tutta questa mia fatica abbia ragione di essere: io cerco di calcolare le varie correlazioni fra i pochi dati a mia disposizione considerando quale debba essere il comportamento razionale, nel massimizzare il proprio interesse, delle parti coinvolte.

In questa maniera sono arrivato alla sostanziale conclusione che i massimi politici europei hanno tradito i propri cittadini andando contro (ma proprio perpendicolarmente!) all’interesse di coloro che avrebbero dovuto rappresentare.

Questo perché partivo dall’ipotesi che i diversi capi di governo, coadiuvati dalle rispettive squadre di tecnici e consiglieri, siano in grado di prevedere, almeno grossolanamente, le conseguenze delle proprie azioni. Ovvero che “ci fanno” e non che “ci sono”: sono in malafede e non sono degli incompetenti idioti. Oppure, se preferite, suppongo che NON siano degli stupidi nel senso di Bonhoeffer e Cipolla (v. Propaganda e “stupidi”)…

Poi però scopro “cose”. Articolo in tedesco: Was Scholz nach seinem Putin-Telefonat besonders quälte da Bild.de

Il titolo, tradotto da Google, significa: “What particularly tormented Scholz after his Putin call”.

In pratica si scopre che in una telefonata (del 4 marzo 2022) fra Scholz e Macron, che avevano precedentemente parlato con Putin, il primo si lamenta col secondo che il presidente russo non abbia accennato alle sanzioni europee, come se non ne fosse preoccupato. Macron conferma a Scholz di aver avuto la stessa sensazione.

Da questo se ne ricava che almeno questi due guidoni europei fossero convinto della straordinaria efficacia delle loro sanzioni mentre, al contrario, Putin le aveva correttamente valutate sì fastidiose ma non decisive.

Insomma viene da pensare che anche i nostri politici europei non ci fanno ma ci sono…

Io, che non ho una squadra di collaboratori ed esperti ad aiutarmi nelle mie valutazioni, io, ovvero il matto delle giuncaie, il 27 febbraio 2022 (ovvero pochi giorni dopo l’inizio dell’attacco russo) scrissi il corto Fine dell’Italia che riporto qui di seguito:
«Poi, ovviamente, nessuno si rende conto della crisi economica in cui precipiterà l’Europa e soprattutto l’Italia. [...] Questa guerra invece è stata voluta: lo tsunami di povertà che ci attende è stato cercato e voluto. Sarebbe bastato dare una conferma scritta alla Russia che l’Ucraina non avrebbe mai fatto parte della NATO. Ma invece Biden (l’UE è comunque al suo guinzaglio) ha deciso che era meglio sacrificare l’Europa e i suoi cittadini (oltre che l’Ucraina).
[...]»

All’epoca infatti non sapevo che la Germania dipendeva ancor più dell’Italia dall’energia russa: ma il concetto che l’Europa avesse più da rimetterci della Russia da una guerra economica mi sembrava lapalissiano. Ammetto poi anche che, nel mio pessimismo, avevo sottovalutato la resistenza dell’economia alle difficoltà: l’impoverimento non è immediato ma progressivo ma sempre impoverimento sarà…

Il punto è che se i nostri politici sono stupidi nel senso di Bonhoeffer/Cipolla allora è inutile cercare di prevederne il comportamento come se fossero razionali.
In particolare vale la 5° legge di Cipolla (v. Cipollozzo) ovvero che gli stupidi sono le persone più pericolose del mondo perché, cito la mia sintesi del pensiero di Cipolla «Secondo Cipolla gli stupidi sono più pericolosi dei briganti [un’altra fascia della popolazione che ricerca il proprio interesse a danno della popolazione ma lo fa in maniera logica] perché questi ultimi sono prevedibili: cercando il proprio guadagno si possono prendere precauzioni per tutelarci da essi. Invece lo stupido è imprevedibile: ci danneggia ma la sua logica è incomprensibile, evidentemente viziata da qualche errore, perché lo stupido per primo finisce per essere danneggiato dal proprio comportamento. L’unica strategia valida è quella di stare lontano dagli stupidi in maniera da non esserne danneggiati direttamente anche se i danni indiretti sono sempre possibili.»

Per questo Putin ha tutte queste difficoltà a trattare con l’occidente: non riesce a prevederne il comportamento irrazionale e, spesso, autolesionistico…

Conclusione: e anche io quindi è forse inutile che mi sforzi di prevedere il comportamento dei nostri politici perché non posso anticipare quale sarà l’errore logico che compiranno. Curiosità: questo pezzo voleva essere un corto!

mercoledì 30 agosto 2023

La Cina della prima metà del XX secolo

Ho letto poche pagine di Hobsbawm e Trotsky e già avrei da scriverci due pezzi!

Però, per semplicità, oggi mi limiterò solo a Hobsbawm…

Il capitolo in questione affronta la storia della Cina (ricordo che il libro fu scritto nel 1993) del XX secolo.
Nella mia ignoranza sapevo che nel XIX secolo l’impero cinese era in decadenza ed era infiltrato e influenzato dalle potenze occidentali. Poi, più o meno all’inizio del XX secolo, l’impero era caduto, vi era stata una guerra civile, Mao Tze-tung la vinse (Chiang Kai-shek si rifugia su Taiwan) e il comunismo arrivò al potere. Le mie conoscenze erano vagamente più sicure dall’epoca di Deng Xiaoping in poi…

Ecco il capitolo di oggi, in circa tre pagine, riepiloga quanto accaduto dalla caduta dell’impero all’ascesa di Mao Tze-tung. Un periodo di circa quarant’anni che ho trovato molto interessante.

Dunque le mie vaghe conoscenze sulla Cina del XIX erano corrette: nel 1900 c’era stata la rivolta dei Boxer ma la Cina imperiale rimaneva un paese corrotto e più o meno sfruttato, specialmente nelle città costiere, dalle potenze europee.
L’impero cinese (come sapevo vagamente grazie alla pellicola “L’ultimo imperatore”) terminò nel 1911 e il potere fu preso dal partito Kuomintang (di cui avevo sentito ancora relativamente alla Taiwan di oggi).
Il suo programma era rivoluzionario, antiimperialista e nazionalista.
Ora sul nazionalismo cinese c’è da spendere qualche parola in più: come avevo autonomamente notato dalla lettura di “Fuga sulla Luna” la cultura cinese è un continuo da qualche millennio a.C. fino ai giorni nostri e, a occhio per un 75% del tempo, la Cina è stato lo stato più avanzato culturalmente dl pianeta. I cinesi ne sono consapevoli e non soffrono di complessi d’inferiorità nei confronti della cultura occidentale come può avvenire in tante altre nazioni.
Nel nazionalismo cinese c’è quindi una significativa componente di orgoglio per la propria cultura nazionale che lo rende, a mio avviso, peculiare rispetto ad altri nazionalismi più ideologici.
Scrive Hobsbawm: "Ovviamente i comunisti erano qualcosa in più della rinascita dell'impero, anche se trassero indubbio beneficio dalla grande continuità della storia cinese, che fissava sia il modo in cui i cinesi si ponevano in relazione con qualunque governo che godesse del "mandato del cielo" sia il modo in cui gli amministratori della Cina concepivano la propria funzione." (*2)
Alla guida del Kuomintang vi era Sun Yat-sen che, da quel poco che ho letto, dovette essere una persona estremamente capace: collaborò con i comunisti cinesi e ottenne l’appoggio dell’appena nata URSS.
Va ricordato che la Cina dell’epoca era poverissima: il 10% della popolazione, soprattutto, delle città costiere era un po’ più ricca e istruita ma il 90% era costituita da contadini che vivevano nelle campagne ed erano in stato di servitù verso i signorotti locali.
Nel 1925 però Sun muore e il suo posto alla guida del Kuomintang viene preso da Chiang Kai-shek.
Sarebbe interessante conoscerne le motivazioni (Hobsbawm non dice niente al riguardo: ipotizzo pressioni occidentali in funzione antisovietica, però in realtà non so...) ma Chiang Kai-shek rompe con l’URSS (1927) e, quindi, col partito comunista cinese.
Inizia una guerra civile e, con mia sorpresa, viene vinta piuttosto facilmente dalle forze di Chiang Kai-shek: la famosa “Lunga marcia” (1934) di Mao Tze-tung è in realtà una lunga ritirata nelle zone più remote del paese.
Chiang Kai-shek abbandona poi gli aspetti rivoluzionari del Kuomintang e collabora non solo con le élite economiche delle ricche città costiere ma anche con i signorotti locali dell’entroterra. Chiaro che la massa dei contadini non ne è soddisfatta e, per questo, preferirebbe invece i comunisti al potere.
Anche l’esercito di Chiang Kai-shek non è particolarmente motivato ma è principalmente composto da soldati che vedono in esso una via per fuggire la povertà e la fame.

Nonostante tutto, e questa è una mia (KGB) teoria, io credo che il “regno” di Chang Kai-shek sarebbe potuto durare a lungo, magari evolvendosi e facendo qualche concessione ai contadini, se non fosse stato per un evento esterno che stravolse tutto: l’invasione giapponese del 1937.
I giapponesi sconfissero facilmente l’esercito cinese e, ovviamente, occuparono le città costiere: la conseguenza fu che il Kuomintang andò sempre più a sovrapporsi con i signorotti dell’entroterra.
Scrive Hobsbawm: «[…] il Kuomintang divenne ciò che potenzialmente era sempre stato, cioè un altro regime corrotto di proprietari terrieri e signori della guerra, che si opponeva con scarsa se non nulla efficacia all’invasione giapponese.» (*1)
Poi sappiamo come andò la seconda guerra mondiale: col Giappone costretto sulla difensiva dagli USA, sul finire della guerra anche l’URSS lo attaccò e, ovviamente, aiutò i comunisti cinesi di Mao Tze-tung che avevano il sostegno popolare.
In breve Chang Kai-shek ebbe la peggio e nel 1949 si ritirò sconfitto nell’isola cinese di Taiwan.

L’aspetto interessante, secondo me, è che la storia, e quindi anche quella attuale, sarebbe potuta andare in maniera molto diversa se non vi fosse stata l’invasione giapponese della Cina. Mao Tze-tung, evidentemente, dovette essere una figura estremamente carismatica ma non particolarmente dotata di capacità strategiche (la grande carestia del 1959-61, con circa 30 milioni di morti, fu probabilmente colpa delle sue decisioni sconsiderate).
Furono le circostanze, e in particolare la seconda guerra mondiale, che lo portarono al potere: la sua abilità fu essenzialmente politica e consistette nel riuscire a mantenere il potere durante le difficoltà e a saper cogliere le occasioni che il destino gli fornì.

Spesso ho la sensazione che la storia sia “guidata”: che in alcune situazioni decisive avvengono degli eventi che la spingono in una direzione piuttosto che in un’altra: non so, mi viene in mente il fallimento dello sbarco delle truppe romane in nord Africa contro i vandali, oppure la battaglia di Adrianopoli del 378 d.C., oppure la morte di Giuliano l’Apostata durante la campagna contro i parti. Vabbè, ho fatto esempi tratti dalla storia romana ma questi momenti decisivi, pesantemente influenzati dal caso, che cambiano il corso della storia sono molteplici. Più recentemente molte volte ho pensato a cosa sarebbe successo se la Germania nazista avesse avuto più “pazienza” e avesse incominciato la guerra non dico 10 anni ma appena 5 anni più tardi: armata con razzi a lunga gittata e aerei supersonici...
E che dire del presidente USA affetto da demenza senile che sta condannando l’occidente alla sconfitta? Per quanti voti (ammesso che non vi siano state frodi elettorali) è riuscito a vincere le elezioni?

Conclusione: tanto per creare un po’ di aspettativa posso anticipare che ho trovato il capitoletto di Trotsky “Il doppio carattere dello stato dei lavoratori” ancora più interessante!

Nota (*1): tratto da “Il secolo breve” di Eric J. Hobsbawm, (E.) BURexploit, 2009, trad. Brunello Lotti, pag. 541. Nota (*2): ibidem, pag. 542.

martedì 29 agosto 2023

La battaglia per la libertà

In questo pezzo voglio evidenziare due concetti che mi pare non siano sufficientemente compresi.

La maggioranza delle persone comuni vive in un mondo che non esiste più.
Credono che il “loro” partito sia meglio degli altri.
Credono che i media tradizionali, pur con i loro orientamenti diversi, informino.
Credono che alla politica stiano al cuore gli interessi della popolazione.
Credono che le case farmaceutiche preferiscano una popolazione sana e non il profitto.
Credono che l’UE sia dalla parte degli europei e che difenda la libertà.
[...]
Credono che la democrazia sia il “governo del popolo”.
Credono che il loro voto serva a qualcosa.

Una minoranza della popolazione ha però capito come stanno le cose...
In realtà tutti i partiti sono ormai uguali e sistemici.
In realtà i media tradizionali cercano di manipolare l’opinione pubblica indipendentemente dai fatti.
In realtà alla politica non interessa più niente degli elettori che dovrebbero rappresentare.
In realtà alle case farmaceutiche interessa solo il profitto.
In realtà l’UE è controllata dalle lobbi ed è impegnata a ridurre la libertà degli europei.
[...]
In realtà la democrazia è solo etimologicamente il potere del popolo.
In realtà, essendo tutti i partiti sistemici e mancando un’opposizione, il voto è inutile.

Quello che sfugge è dove sia l’origine di queste problematiche. Non è un fattore di poco conto: se abbiamo una macchia d’umido su una parete di casa è inutile riverniciarla se non si aggiusta prima la perdita che la causa.
I problemi vanno affrontati e, si spera, risolti alla radice, altrimenti si perde solo tempo. Il medico distingue fra sintomi e origine della malattia: cerca di curare la seconda e, al massimo, di minimizzare gli effetti negativi dei primi.

E qual è quindi l’origine di queste problematiche?
L’origine teorica di questo male è la decadenza della democrazia dovuta alla sua naturale senescenza, l’inadeguatezza del cittadino ideale che dovrebbe controllarla col proprio voto e la crescita della forza delle lobbi (multinazionali economiche e colossi finanziari).
Ma poi vi è anche un’origine specifica, geografica e temporale che è la manifestazione della decadenza democratica specificatamente negli USA.

Per risolvere il problema dovremmo effettuare una profonda revisione ed evoluzione del meccanismo democratico per aggiornarlo alla situazione del XXI secolo e alla reale natura umana.
Ma quello che quasi nessuno capisce è che questa “battaglia” dovrà essere combattuta negli USA.
Gli USA infatti guidano l’occidente (guardate la guerra in Ucraina e come l’Europa vi sia stata trascinata dentro contro i suoi interessi vitali), lo controllano e lo plasmano a propria immagine e somiglianza.
Supponiamo per assurdo che in Italia un partito (che al momento non esiste) consapevole del reale problema di fondo costituito dalla degenerazione democratica, vinte le elezioni col 90% dei voti, si appresti a prendere misure profonde per risolvere le diverse problematiche.
Nel giro di un mese gli USA interverrebbero, anche militarmente, e rimetterebbero al potere un governo “legittimo” e “rappresentativo” del paese: Renzi primo ministro, Draghi all’economia, la Meloni alla difesa, Salvini all’immigrazione, Conte alla giustizia, Santori alle politiche giovanili, Di Maio al turismo etc.

È quindi negli USA che deve avvenire questa rivoluzione democratica che auspico ma che non intravedo, neppure minimamente, all’orizzonte.
Qui da noi si può solo cercare di resistere con le unghie e con i denti alle riforme involutive, alla riduzione di libertà e diritti a cui assistiamo non dico quotidianamente ma, ormai, almeno mensilmente.
Tutto quello che oggi perdiamo nel silenzio dei media e nell’indifferenza della maggioranza della popolazione costerà fatica e sangue per essere un giorno, forse, faticosamente riconquistato.

L’altro elemento che sfugge ai più è che ormai le oligarchie economiche, che nei fatti guidano le democrazie occidentali degenerate, NON sono interessate al denaro della maggioranza della popolazione. La ricchezza della popolazione la hanno già rubata con la complicità della politica che gli ha permesso di farlo legalmente.
Adesso l’obiettivo rimasto è quello di ridurre il potere della popolazione in maniera che essa non abbia più la possibilità di riprendersi ciò che gli è stato ingiustamente tolto e non possa opporsi al potere di questa oligarchia. Si vuole evitare che, magari riuscendo a tornare con profonde riforme politiche, si torni a una società più giusta e meno diseguale.
Alla luce di questa volontà coercitiva dobbiamo intendere tutte le riduzioni di diritti e libertà: libertà d’espressione, di movimento, economica (con il denaro virtuale), di gestione della propria salute etc.

Anche in questo caso la maggioranza della popolazione dorme il sonno degli innocenti e non si accorge di niente. Spesso è consapevole della riduzione di diritti e libertà ma si fa facilmente convincere dai media che questa sia giusta e necessaria. A volte i media, complici e sudditi del potere, mentono sapendo di mentire, a volte mentono in buona fede. A volte si affidano a bugie, manipolando quando non invertendo i fatti altre volte si limitano a ripetere, a ciclo continuo, proposizioni false senza neppure preoccuparsi di argomentarle.
Ma anche la minoranza non si rende completamente conto di quanto sta avvenendo: non mi pare infatti che abbia colto il quadro generale che è molto peggiore di quanto si possa pensare.

La popolazione, dopo essere stata legalmente rapinata, sta venendo ora legata e imbavagliata in maniera che non possa più riprendersi ciò che gli è stato sottratto. Non si tratta cioè di iniziative non collegate fra loro ma vi è invece una precisa volontà dietro a tutte queste iniziative antilibertarie. E questo le rende cento, anzi mille volte più pericolose: non si tratta semplicemente di riparare le buche di una strada scassata ma di bloccare chi di notte le scava volontariamente.

Questa è la disperata situazione in cui viviamo e, onestamente, per il futuro vedo poca speranza. I giovani di oggi, i ventenni per capirci, è l’ultima generazione nata in una società di sostanziale libertà. Ma questi giovani non si rendono conto del pericolo che stiamo attraversando: anzi, indottrinati da scuola e dalla disinformazione dei media, sono forse i più ferventi sostenitori delle decisioni più illiberali giustificate da motivazioni speciose: per la sicurezza, per l’ambiente, per la scienza etc.
Chi oggi ancora sa davvero cosa sia la libertà fra vent’anni sarà morto o sarà troppo anziano per avere la forza di fare qualcosa. Il tempo per agire è quindi pochissimo.

Conclusione: Probabilmente c’è un terzo concetto molto importante che sfugge ai più: le oligarchie che guidano e controllano le democrazie occidentali NON sanno quello che fanno. Ricercano infatti il massimo profitto (non solo economico) nel breve termine, sopravvalutano le loro capacità accecati dall’hybris della loro ricchezza ma in realtà sono guidati da Mammona. Questo significa che, prima o poi, (e da come stanno andando le cose direi molto presto) ci condurranno al disastro: solo allora, volente o nolente, l’occidente sarà costretto a cambiare strada. Ma che alternative avremo allora? La democrazia stile cinese?

PS: il titolo di questo pezzo avrebbe forse dovuto essere "Due concetti, forse tre" ma visto che dovrò pesso citarlo ho preferito usare un qualcosa più facile da ricordare...

lunedì 28 agosto 2023

Fare e protestare

Il solito UUiC mi ha dato uno spunto molto interessante col suo commento al pezzo Votare con i piedi.

Mi aveva infatti scritto:
«Per mio carattere non amo (eufemismo) le manifestazioni.
Quindi in passato optai per il "votare con mente e mani" scegliendo di impegnarmi creando il primo GAS, Gruppo di Acquisto Solidale della valle in cui abito: favorire, destinando ad essa, l'economia etica, ecologica, locale, piccola, boicottando quella che non lo è.
Siamo rimasti in pochi gatti, per varie ragioni tra le quali il fatto che un GAS richiede un piccolo impegno duraturo, continuo.
Più facile manifestare o protestare.
La critica è facile, l'arte è difficile.
UUiC»

Sul momento, mi ero appena alzato, avevo avuto voglia di rispondergli subito ma non sapevo come: del resto tutto quello che scrive è giusto. La sua sintesi finale “La critica è facile, l'arte è difficile” è corretta.

Il problema è che si tratta di una proposizione vera ma solo apparentemente conseguente all’argomento del mio pezzo.
Quello che cercavo di dire nel mio articolo è che quando la democrazia non funziona più come dovrebbe, non importa il motivo, allora diviene più efficace, per indirizzare l’attività del governo, manifestare in piazza piuttosto che aspettare, in genere anni, per poter esprimere un voto che magari poi viene totalmente ignorato (*1).

Io non sto parlando del valore morale o della difficoltà dell’azione del protestare in piazza ma solo della sua efficacia nell’ottenere un determinato effetto.
Un esempio costruttivo, come impegnarsi in un “Gruppo di Acquisto Solidale”, ha sicuramente un valore morale più alto e una difficoltà maggiore che scendere in piazza a manifestare (nel caso non ci siano rischi per l’incolumità del manifestante o altre serie conseguenze) ma non mi pare abbia la minima prospettiva di cambiare l’indirizzo politico di un qualsiasi governo.

Quello che mi ha scritto UuiC è quindi di per sé certamente vero ma non è rilevante rispetto all’argomentazione centrale del mio pezzo: ovvero manifestare può orientare più di un voto elettorale la direzione politica di un governo.

Ecco, adesso che ho scritto questo pezzo temo di aver fatto uno sforzo inutile.
Sicuramente UuiC aveva inteso benissimo il mio punto di vista e la sua non era tanto un’obiezione alla mia argomentazione quanto un qualcosa di ulteriore e una personale esperienza che andava intesa come un semplice arricchimento di quanto avevo scritto io…

Conclusione: probabilmente dovrei riflettere di più prima di mettermi a scrivere un pezzo ma, siccome non mi piace buttare via niente, ho deciso che lo pubblicherò comunque! Del resto sono ancora assonnato...

Nota (*1): vabbè, Lenin poi suppongo che intendesse la sua frase in senso rivoluzionario: le rivoluzioni non si fanno votando. Ma alla fine, rispetto alla mia interpretazione di cambiamento di indirizzo politico, fa poca differenza.

domenica 27 agosto 2023

Asmongold su cose (un po’) più serie

Come sapete (v. Asmongold e simili) sono un entusiasta di Asmongold: quello che mi piace dei suoi video non è solo la simpatia e la sincerità del personaggio ma anche la sua logica pronta e tagliente con cui disseziona l’argomento di cui sta parlando.

In genere (sfortunatamente) usa la sua intelligenza per parlare di giochi o argomenti relativi a essi: a mio avviso uno spreco ma, comunque, è così che si guadagna (e bene) da vivere…

Nel video in questione parla di qualcosa di un po’ più serio anche se si tratta di una problematica molto di nicchia. Su Twitch (che credo sia il suo principale canale di comunicazione) è possibile ricorrere a una specie di trucco con cui incrementare artificialmente il proprio numero di spettatori. I canali in questa maniera incrementano la propria visibilità e, soprattutto, si prendono una maggior fetta di pubblicità che, ovviamente, non rende perché gli spettatori nominali sono molti di più di quelli reali: di conseguenza così si danneggia l’intera comunità dei creatori di contenuti.
Asmongold analizza nel dettaglio la risposta di uno di questi canali direttamente chiamato in causa da lui (credo!) in un precedente video. Notare come disseziona, confuta e ironizza i vari punti di detta risposta pur mantenendo la lucidità necessaria per riconoscerne con oggettività i (pochi) argomenti sensati.

Il video è: Addressing this one last time

Orbán - 1/9/2023
Onestamente non conoscevo Orbán: cioè ne avevo sentito parlare, sapevo dei contrasti fra Ungheria e UE e, infine, sapevo che i media lo rappresentavano come un pericoloso estremista: il populista cattivo che travia la popolazione e si muove contro gli “interessi comuni europei” per esempio rifiutando di accogliere gli immigrati che l’EU avrebbe voluto accollargli.

Io che dico dico, anzi scrivo scrivo, evidentemente non ho capito niente: sapendo quel che so dei media occidentali, ripetendo sempre che essi trasformano il bianco in nero, se fossi stato coerente con il mio pensiero, avrei dovuto intuire che Orbán è completamente diverso da come viene descritto. Invece anch’io, non sapendone niente, mi ero comunque fidato della valutazione dei media e avevo considerato il guidone ungherese come un estremista populista.

A differenza della maggioranza però io non ho problemi a cambiare idea e ad ammettere di essermi sbagliato: è una caratteristica del mio tipo psicologico aggiornare continuamente la visione del mondo ed è nella natura delle cose trovarsi talvolta in errore e doversi quindi correggere quando se ne sa di più: sarebbe illogico fare diversamente.

Comunque stamani ho visto l’intervista di Tucker a Orbán su Twitter: Intervista Orbán

Non voglio cercare di riassumerla, magari in futuro ci scriverò un pezzo. Non sono neppure completamente d’accordo su tutto quello che dice ma quello che mi ha impressionato (molto favorevolmente) è la figura umana che traspare: una persona che crede in principi, un politico che sa quello che dice e che è consapevole della situazione geopolitica. Soprattutto un capo di governo la cui prima preoccupazione è per la propria nazione e il proprio popolo invece che per i profitti delle lobbi economiche transnazionali.
Comunque guardate l’intervista e giudicate con la vostra testa!

Satelliti - 1/9/2023
Leggendo Hobsbawm mi sono accorto di un’inquietante analogia.

L’economia dell’URSS entrò chiaramente in crisi negli anni ‘70 con un aggravamento negli anni ‘80: lo stato era infatti controllato da una burocrazia incapace e corrotta che, comprensibilmente, corrompeva tutto ciò che toccava.

Mi sono così accorto che l’URSS del tempo era in una sorta di decadenza: non quella nata dalla vittoria di cui scrivo io ma di tipo diverso (*1).

Il fatto è che l’URSS nella sua decadenza trascino con sé anche gli stati satelliti dell’Europa orientale impedendo, talvolta con la forza delle armi, ogni significativa innovazione politica o economica.

Oggi sono gli USA a essere in decadenza e, come accadde cinquant’anni fa con l’URSS, stanno trascinando con se l’Europa occidentale e occidentalizzata.

Questa analogia ci dà un’interessante chiave di lettura per il futuro del vecchio continente: alcuni Stati prenderanno un po’ prima le distanze dagli USA ma la maggior parte ne aspetterà il crollo vero e proprio per liberarsi dal suo controllo.

Nota (*1): e che dovrò definire meglio per aggiornare opportunamente la mia Epitome!

Williams Remo - 5/9/2023
Ieri ho riguardato su Primevideo una vecchia pellicola che da adolescente mi piaceva molto: “Il mio nome è Remo Williams” del 1985. Si tratta di un film di “serie B” d’azione che ebbe però un insperato successo: mi pare (vado a memoria) che costò 6-7 milioni di dollari e ne incassò quasi 100. Ero quindi curioso di scoprire come aveva retto la prova del tempo.

Prevedibilmente la pellicola ha un ritmo un po’ lento, soprattutto nella parte iniziale, per i gusti attuali. L’idea divertente di fondo però rimane valida: il protagonista viene infatti addestrato da maestro di arti marziali coreano. Il vecchietto è razzista (contro i bianchi o a favore dei coreani, dipende dal punto di vista) e un po’ maschilista (le donne devono stare a casa a fare bambini, preferibilmente maschi) ma rimane simpaticissimo con la sua passione per le telenovelle (l’unico contributo statunitense al mondo, dice).

La protagonista femminile era moderna per gli anni ‘80 ma oggi non sarebbe più proponibile a Holliwood: una maggiore dell’esercito che indaga autonomamente sullo stesso caso di corruzione che segue il protagonista... e fin qui tutto bene. Sul lavoro è oggetto di battute maschiliste da parte dei colleghi uomini ma lei ha la risposta pronta e li rimette a posto. All’epoca era sufficiente: adesso per rimanere al passo con i tempi, invece di rispondere con battute, avrebbe dovuto castrare i colleghi e mostrare come lei fosse superiore a ognuno di loro in ogni campo. E ovviamente avrebbe aiutato decisamente il protagonista invece di limitarsi a essere un personaggio onesto e divertente...

Altro segno del tempo sono i cani: come spiegai nel corto See no evil più o meno fino al 1999 i cani “cattivi” erano i dobermann mentre adesso sono i pitbull. In Remo Williams ci sono infatti ben tre cattivi e inteligentissimi dobermann protagonisti di un paio di scene molto divertenti.

Nel complesso un film ancora piacevole ma che ha perso un po’ di brillantezza: diciamo che da 7½ è passato a 6½...

Divertente! - 8/9/2023
In un video ho trovato questa definizione: “Narcofurher”
Non la userò perché mi pare un po’ troppo forte, però mi ha fatto ridacchiare per cinque minuti!

Allunaggio disastroso

Ho finito di leggere “I giardini della Luna” di Steven Erikson. Il mio omonimo precedente pezzo lo scrissi quando ero intorno al 40% (pensavo di essere al 70% ma avevo letto male) e al momento varie trame si stavano sviluppando verso un finale dove, supponevo, si sarebbero risolte combinandosi fra loro.
All’epoca ero fiducioso che l’autore avrebbe fatto un buon lavoro anche se avevo notato delle piccole inconsistenze logiche che, personalmente, trovavo fastidiose. Per questo avevo escluso che l’autore fosse INTP: il solito sito (inaffidabile) lo dava INTJ con 8 voti (degli utenti), 1 per INFJ e 1 per INFP. Ebbene, per quel che vale la mia opinione basata solo sulla lettura di un singolo romanzo, Erikson NON può essere un INTJ…

Il problema è che l’ultimo quinto del libro, dove effettivamente le varie trame si combinano fra loro, è un disastro di inconsistenza. Se prima l’inconsistenza era 1 adesso è 20: se prima mi dava appena fastidio ma non impattava significativamente sul mio gradimento, adesso invece sì.

La mia idea era di riassumere a memoria tutte le illogicità della trama ma, onestamente, sarebbe difficile spiegarle senza riassumere parti importanti di trama e questo mi prenderebbe troppo tempo e sarebbe noioso. Insomma dovrete fidarvi della mia parola.

Generalizzando i difetti che ho notato sono:
1. incosistenze: due esempi, così, per dare appena un’idea: A. un assassino ha una polvere (deus ex machina, perché mai menzionata prima) per proteggersi dalla magia. Pensando fra sé ricorda che l’alchimista che gliela dette gli disse di non darsela sulla pelle per evitare effetti collaterali. E lui, immediatamente dopo, se la dà sulla pelle. B. la braccio destra dell’imperatrice per uno scontro finale tira fuori una fialetta (deus ex machina, perché mai menzionata prima e oltretutto in passato aveva rischiato di morire se non vi fosse stato il solito deus ex machina a salvarla: quello che voglio dire è che per logica avrebbe già dovuto averla usata o, almeno, pensato di farlo) che libera un demone potentissimo costretto a ubbidirle: ma di una potenza tale che usandolo all’assedio della prima parte del libro avrebbe potuto garantire una facile vittoria...
2. vi sono proprio delle trame inutili di per sé. Ricordate il mago malvagio la cui anima si era trasferita in un bambolotto che a me ricordava Pinocchio? L’essere stava diventando sempre più forte: una potenza folle di cui dover tener conto animato da sete di vendetta: era un personaggio estremamente promettente. Beh, ai 2/3 del libro viene distrutto senza aver combinato niente di significativo: lo si sarebbe potuto eliminare dalla trama fin dall’inizio senza alcuna conseguenza.
3. parecchio deus ex machina per risolvere punti cruciali della trama.
4. non è chiara la forza relativa dei vari personaggi: secondo me vi sono dei paradossi del tipo A>B, B>C, C>D ma D>A…

Insomma veramente un disastro!
Per gran parte del libro pensavo di dargli una valutazione di 4 stelline ma, visto il finale, ho optato per 3 e mi sento generoso.

Comunque un INTJ non riempirebbe la trama di tutti queste illogicità: qui siamo alle prese con un autore dotato di grandissima fantasia (molte idee sono buone) ma scarsissima razionalità: personalmente opto per INFP.

I “precedenti” problemi menzionati in I giardini della Luna restano tutti validi: solo «Spesso, soprattutto nella prima parte del libro, l’azione si svolgeva prima di un evento importante che però non veniva descritto.» si risolve. Probabilmente era solo un maldestro espediente per riassumere e avviare la trama senza perderci troppo tempo.

Conclusione: io, avendo ancora 16 libri da leggere dello stesso autore (v. il corto Affarone!), conto che vi sia un miglioramento sensibile della qualità. Fra qualche giorno inizierò il secondo volume della sua decalogia...

sabato 26 agosto 2023

Né mandarini né samurai

E oggi devo assolutamente scrivere del libro di Trotsky: poche pagine ma estremamente dense…

Siccome il materiale è abbondante mi limito a riportare i vari spunti senza tentare di integrarvi un filo conduttore.

- «Il marxismo è pieno di ottimismo per il progresso, e comunque già questo da solo, lo rende irrimediabilmente opposto alla religione.» (*1)
C’è del vero: il cristianesimo si basa sul pessimismo per questo mondo e la speranza per il prossimo…

- Un concetto importante: secondo Marx il comunismo è il risultato “inevitabile” del capitalismo e della conseguente massa di operai. Il comunismo dovrebbe quindi svilupparsi su un tessuto economico ricco e da lì evolversi ridistribuendo fra la popolazione la ricchezza ammassata dai capitalisti per se stessi. La Russia di inizio XX secolo era invece una nazione formata da contadini: qui secondo la teoria di Marx il comunismo non avrebbe potuto nascere perché mancava una base sufficientemente ampia di operai. Un’altra conseguenza è che il comunismo dell’URSS si trovava in una situazione non prevista da Marx e, quindi, vi erano sfide sociali ed economiche non previste: un terreno inesplorato che, in pratica, non permetteva immediatamente lo stato di abbondanza e di benessere per tutti.
Da questo problema basilare Trotsky spiega le contraddizioni dell’URSS di Lenin e, soprattutto, di Trotsky. Ecco infatti la sua conclusione: «Sarebbe quindi più corretto dire, che lo stato sovietico, con tutte le sue contraddizioni, non è un regime socialista ma un qualcosa di preparatorio, una transizione dal capitalismo al socialismo.» (*2)

- «Le contraddizioni economiche causano antagonismo sociale [...]» (*2)
E poi Trotsky prosegue spiegando, in pratica, che è più facile creare nuovi problemi che risolverli!

- Trotsky riconosce poi che nell’URSS si è creata una nuova classe, estremamente potente, che vive alle spalle di contadini e operai: la burocrazia.
Anche la burocrazia non dovrebbe esistere nell’ideale marxista: vi dovrebbe essere estrema fluidità (interscambiabilità) fra popolazione e burocrazia, e la prima dovrebbe avere il controllo sulla secondo. La direzione dell’URSS di Stalin va però in direzione opposta.
«La burocrazia, nelle cui mani si concentra potere e ricchezza, accetterà pacificamente di evolvere in socialismo?» (*3)
Trotsky non risponde a questa domanda e spiega che sarà decisiva l’evoluzione del decennio successivo. Adesso sappiamo bene che la burocrazia continuò a crescere senza controllo.

- Nel capitolo successivo di nuovo si ribadisce come nell’idea di Marx non solo la burocrazia ma anche l’esercito non dovrebbero esistere se non ridotti ai minimi termini dei ruoli specializzati.
«Uno stato forte ma senza mandarini; una potenza armata ma senza samurai!» (*4)
La gente comune dovrebbe essere armata per, in caso di necessità, difendere lo Stato. La burocrazia era considerata da Marx uno strumento della borghesia per mediare i suoi conflitti interni e favorendo così sempre i più forti e ricchi e, ovviamente, se stessa: il popolo dovrebbe invece essere in grado di autoamministrarsi.
«Lenin era costantemente occupato dal pensiero di liquidare questo “parassita”. Dopo la sconfitta delle classi sfruttatrici – egli ripete e spiega in ogni capitolo di “Stato e rivoluzione” – il proletariato frantumerà la vecchia macchina burocratica e creerà il proprio apparato di impiegati e lavoratori. E prenderà misure affinché questi non si trasformino in burocrati - » (*4) segue citazione di Lenin con proposte su come ottenere questo risultato: 1. elezione e richiamo in qualsiasi momento dei burocrati; 2. stessa paga dei lavoratori; 3. controllo costante di supervisione dei cittadini sui burocrati.
Condivido: in generale la trasparenza e il controllo della popolazione su qualsiasi istituzione locale è fondamentale per il suo buon funzionamento. Specifico sul “locale” perché è su quello che ci tocca direttamente che anche il giudizio del mio cittadino “non ideale” è valido.
In genere un gruppo “comandato” farà infatti gli interessi del proprio padrone: per questo è necessario che al comando vi siano direttamente i cittadini e non altri poteri intermedi.

- Ma le cose non sono andato come sperato: «La burocrazia non solo non è scomparsa, lasciando spazio alle masse, ma si è trasformata in una forza incontrollata che domina le masse.» (*5)
Analisi perfetta.
Comunque va detto che lo stesso è avvenuto, seppure più lentamente nelle democrazie occidentali soprattutto dove il controllo dei cittadini era solo indiretto. Più lontano è il cittadino dal potere e meno questo ne farà gli interessi. Non è un caso che con la UE, praticamente priva di controllo democratico e totalmente opaca, la situazione, anche da un punto di vista burocratico, stia peggiorando.
[E] legge gradi di distanza

Ecco: una volta tanto sono riuscito a essere sintetico nonostante gli spunti fossero molto “ricchi”!

Di seguito i potenziali riferimenti alla mia Epitome:
- Sul reale scopo della religione: [E] 8.2 “Le funzioni della religione”.
- Sulle contraddizioni sociali, quando sono diseguaglianze: [E] 7.2 “Legge della diseguaglianza”. Il mio punto è che spesso non sono avvertite o percepite come problemi e ingiustizie.
- Sulla burocrazia: [E] 13.1 “La senescenza della democrazia”. Su come controllare le istituzioni locali: [E] 18.4 “Sintesi: altre linee guida”.
- Sul gruppo comandato che fa gli interessi del gruppo che comanda: non ho niente di direttamente attinente! Ma di sicuro aggiungerò questo importante concetto: probabilmente come una nuova legge del potere nel capitolo 5.
- Sull’importanza del controllo più diretto possibile della popolazione sulle istituzioni: [E] 5.5
“Il corollario dei gradi di distanza”. Utile anche l’esempio [E] 11.5 “L’esempio della riforma del senato in Italia”.

Conclusione: bel libro questo di Trotsky: mi piace perché si esprime in maniera molto chiara e diretta. Non cerca di mistificare le proprie idee nascondendole dietro argomenti fumosi e astratti.
Il sito (inaffidabile) sui tipi MBTI lo dà come INFJ con alternativa INTJ. A me pare troppo lucido e razionale per essere un INFJ (come Rawls) ma ammetto che poche pagine di un unico suo libro non sono sufficienti per giudicarlo.

Nota (*1): tradotto al volo da “The revolution betrayed and Other Works” di Leon Trotsky, (E.) Graphyco, 2021, trad. Max Eastman, pag. 35.
Nota (*2): ibidem pag. 37.
Nota (*3): ibidem pag. 37-38.
Nota (*4): ibidem pag. 39.
Nota (*5): ibidem, pag. 40.

venerdì 25 agosto 2023

Votare con i piedi

Non ho voglia di scrivere ma sto rimanendo “indietro” (*1) con Hobsbawm e Trotsky e quindi mi sforzerò di mettere nero su bianco qualche concetto…

In realtà vedo che di Hobsbawm non ho moltissimo da scrivere: intendiamoci, ogni pagina è interessantissima ma se conferma ciò che, più o meno, già so non basta per far scattare quella scintilla di entusiasmo che mi spinge a scriverne.

Comunque ho trovato questa idea attribuita a Lenin molto interessante: «[…] il voto espresso con i piedi dai cittadini può essere più efficace di quello espresso alle elezioni.», (*2) dove con il “voto espresso con i piedi” si intendono le manifestazioni di piazza.

È un concetto semplice ma a cui sono un po’ affezionato: le manifestazioni di piazza, quelle in cui la gente sfila per le strade, sono divenute il mio principale indicatore per riconoscere un’opposizione reale da una virtuale.

Fu proprio a causa della mancanza di manifestazioni di piazza che capii che il M5S fosse un populismo apparente e lo stesso valse qualche anno dopo per comprendere che l’opposizione al governo Draghi di Fratelli d’Italia fosse solamente opportunistica (per raccogliere il dissenso degli elettori di Lega e Forza Italia) e irrilevante.

Il motivo è che le manifestazioni di piazza cementificano il dissenso: la persona che perde una giornata a parteciparvi si convince della bontà dei propri ideali e sarà pronto a impegnarsi fisicamente ancora per essi. Sempre di più: è un circolo che ha la capacità di autoalimentarsi. Al contrario la “protesta” in rete è puramente virtuale: a parte il fatto che le reti sociali possono manipolarla facilmente, comunque un semplice “mi piace” non comporta uno sforzo significativo non coinvolge sufficientemente.
C’è nel raccogliersi insieme e nello sfilare un qualcosa di profondamente umano e istintuale, si creano vincoli fra i vari partecipanti: si ridefinisce cosa sia giusto e sbagliato perché abbiamo automaticamente la conferma data dalla presenza delle altre persone che condividono le nostre idee.
Chi manifesta diviene pronto a continuare a lottare con la stessa energia per gli ideali propugnati; viceversa chi dà il proprio sostegno solo virtualmente sarà molto meno legato a essi.
Poi c’è l’effetto di imitazione: chi vede una manifestazione, se ne condivide vagamente gli ideali, si convincerà ancora di più della loro validità.
Chiaro, affinché funzionino questi meccanismi di imitazione bisogna che la manifestazione raggiunga un numero significativo di partecipanti altrimenti potrebbe addirittura ottenere l’effetto opposto: “guarda quei quattro gatti sfigati che sfilano: evidentemente solo loro la pensano così ed è quindi giusto/vero l’opposto di quanto dicono”.

Anche oggi quanto sarebbe facile per i partiti all’opposizione ottenere consenso protestando contro la spesa per la guerra in Ucraina e proponendo di investire tale cifre nella sanità o per il lavoro?
Se le organizzasse un partito di una certa grandezza (in maniera da superare l’effetto “quattro gatti”) in breve i partecipanti si moltiplicherebbero e la pressione sul governo diverrebbe presto insostenibile.
Ovviamente questo non accade perché sia i partiti al governo che quelli all’opposizione sono sistemici e quindi sostanzialmente uguali: l’opposizione condivide la politica del governo e quindi non la ostacolerà mai seriamente.

Notate come gli USA, nei paesi in cui vogliono un cambiamento di regime, incoraggino le manifestazioni di piazza: in quei paesi infatti le reti sociali, quando i media sono ancora controllati dal potere locale, non censurano ma incoraggiano la partecipazione.
L’opposto di quanto invece avviene in Europa dove il potere, che ha tradito la fiducia dei cittadini, ha il terrore della contestazione.

La “stabilità” dell’occidente non sta infatti nella forza e legittimità dei governi ma, paradossalmente, nell’assenza di un’opposizione in grado di organizzare il dissenso serpeggiante.

Anzi ormai credo che l’unica vera manifestazione di piazza del M5S (quella “organizzata” per sbaglio nell’aprile del 2013 per protestare contro la rielezione di Napolitano: ricordo che all’epoca vedevo su FB messaggi di attivisti che si organizzavano spontaneamente per formare carovane di macchine e raggiungere Roma…) fu abortita probabilmente su consiglio di qualche “alleato” (*4) estero dell’Italia…
Per chi fosse interessato al mio almanaccare:
- la cronaca della manifestazioni di Roma: Situazione Roma
- perplessità per la mancanza di manifestazione di piazza: L’ultimo tabù
- un aneddotto decisivo: il corto Aneddoto romano

Come al solito Hobsbawm, che scrive nel 1993 anticipa chiaramente le tendenze che diverranno evidenti solo qualche decennio dopo. Nel seguente caso pecca di ottimismo:
«Non abbiamo però ancora compreso perché il voto che le masse espromino “con i piedi” sia diventato così importante nella politica degli ultimi decenni del secolo. Una ragione dev’essere che in questo periodo quasi dovunque si è allargata la distanza tra governati e governanti, anche se è improbabile che questo fatto produca una totale perdita di contatto o una rivoluzione negli stati in cui esistono meccanismi politici per scopriire il pensiero dei cittadini per lasciare esprimere loro di tanto in tanto le proprie preferenze.» (*3)
Chiaramente Hobsbawm si riferisce all’occidente con le sue “libere” elezioni: qui le manifestazioni di piazza servirebbero semplicemente a ricordare al governo quale sia la volontà popolare.
I fattori che indussero l’autore in errore sono molteplici:
1. sottovaluta la capacità dei media di manipolare l’opinione pubblica confondendo il vero con il falso e viceversa.
2. Sottovaluta la corruzione morale dei politici pronti a tradire senza esitazioni gli interessi del proprio paese. Questa abbattimento dei valori porta i partiti, in cui la diversità di ideologia è solo apparente, a essere tutti sistemici.
3. Sottovaluta la crescita di forza, e quindi di persuasione, delle oligarchie economiche in grado ormai di influenzare pesantemente ogni democrazia occidentale.

Conclusione: vabbè, alla fine avevo proprio poco da scrivere… meglio così, dato il mio umore...

Nota (*1): nel senso che scrivere dei pezzi su ciò che mi colpisce mi aiuta a memorizzare, e quindi far mio, le informazioni che trovo più utili. Insomma questi pezzi sono più per me che per i lettori!
Nota (*2): tratto da “Il secolo breve” di Eric J. Hobsbawm, (E.) BURexploit, 2009, trad. Brunello Lotti, pag. 533.
Nota (*3): ibidem, pag. 533-534.
Nota (*4): “pappone” sarebbe più corretto data la prostituzione agli interessi esteri dei nostri politici. “Alleati” sottintende una certa parità di ruoli, o almeno di rispetto reciproco, che manca invece nei rapporti fra Italia e USA.

giovedì 24 agosto 2023

I giardini della Luna

Oggi mi voglio divertire con un pezzo leggero: in questi ultimi giorni ho letto molto di “Gardens of the moon” di Steve Erikson e adesso posso iniziare a dire la mia su di esso.

La sensazione iniziale, come scritto nel corto Affarone, era subito stata buona ma poche pagine “non fanno primavera”!
Invece ci sono vari personaggi che mi piacciono e la trama è ricca di misteri che incuriosiscono e spingono alla lettura: per questo lo sto leggendo avidamente. Se non erro (è scritto in piccolo e io sono senza occhiali) dovrei essere già intorno al 70%…
Ah! il genere è di fantasia con una buona presenza di magia e una ricca ambientazione: tutti i 17 libri di Erikson che ho acquistato sono basati sullo stesso mondo fantastico!

Ma non voglio elencarne le qualità positive: come ho premesso mi voglio divertire e, quindi, spigolerò solo ciò che non mi è piaciuto…

Problemi di ambientazione:
- nell’esercito sono presenti uomini e donne combattenti. In un esercito senza armi da fuoco con i soldati che si scontrano con spadoni e lance, che ci fanno le donne lì in mezzo? Libro del 1999 non dovrebbe essere woke e per il resto non ne ho trovato traccia…
- l’economia dell’impero costantemente in guerra da oltre 20 anni non è neppure abbozzata e non sembra impattare nella descrizione delle varie scene.

Problemi di trama (di ampio respiro):
- Uno dei motori della trama è il sospetto dell’imperatrice usurpatrice nei confronti del suo migliore generale che teme sia ancora fedele alla memoria del vecchio imperatore. In particolare teme che si possa ribellare adesso, con un esercito di 10.000 uomini. Qui il problema è che la morte dell’imperatore è di 20 anni prima, anche secondo il libro ormai il generale è vecchio: se avesse voluto ribellarsi lo avrebbe sicuramente fatto anni addietro!
In pratica si vuole distruggere uno strumento utile e non pericoloso: non ha senso!
- Un personaggio importante, un mago cattivo, è intrappolato dentro un pupazzo: a me viene sempre in mente Pinocchio e non riesco a prenderlo sul serio!

Problemi di trama (dettagli):
- Una maga ha almeno 200 anni, ma 20 anni fa, quando è entrata nell’esercito era una novellina che si fa prendere dal panico durante una sommossa che avrebbe dovuto sedare e provoca una strage. A me pare un po’ inverosimile che un mago di almeno 180 anni non abbia già i nervi saldi. Comunque diciamo che qui, volendo, ci possiamo anche credere anche se l’episodio appare improbabile.
- Legato al precedente si scopre che il braccio destro dell’imperatrice, bambina all’epoca, riconosce a una cena la maga e vorrebbe ucciderla perché i suoi genitori e fratelli erano morti a causa sua durante la sullodata sommossa. Qui il problema è ovvio: questo braccio destro è estremamente capace e i maghi sono pochi: diciamo 5 per legione per venti legioni abbiamo 100 maghi. Sicuramente da anni avrebbe dovuto sapere dove era la maga (che non ha cambiato nome!) che aveva provocato la morte della sua famiglia e avrebbe già dovuto confrontarsi con essa: non di certo riconoscerla per caso a una cena!
- Se il braccio destro dell’imperatrice era bambina vent’anni prima adesso dovrebbe avere sui trent’anni: quando ha avuto il tempo necessario per costruirsi l’esperienza necessaria per divenire l’esperta di tutto che è? Io credo che questo episodio della trama sia stato introdotto maldestramente dall’autore per giustificare in seguito scarsa fiducia e/o non cooperazione fra la maga e il braccio destro.

Problemi di stile/tecnica/costruzione:
- All’inizio vi è un lungo elenco che descrive i personaggi che si incontreranno nel corso dell’intero libro: non ha senso è impossibile ricordarseli tutti!
- Le poesie non le reggo: e qui vi è una poesia a ogni capitolo. Almeno sono corte...
- Spesso, soprattutto nella prima parte del libro, l’azione si svolgeva prima di un evento importante che però non veniva descritto. Come se nel Signore degli Anelli ci venisse spiegato cosa pensavano di fare i vari personaggi al concilio di Elrond ma poi questo non venisse descritto. Ogni tanto ci sta ma farlo sempre è strano: sa di riassunto per spiegare rapidamente quello che succederà. Comunque già nella seconda parte non ho più notato questo fenomeno.
- Per me ci sono troppi personaggi: oltretutto faccio molta fatica a imparare i nomi diversi. I personaggi sono caratterizzati ma non approfonditi: tutto resta molto superficiale…

Così su due piedi mi vengono in mente solo queste cose: eventualmente aggiungerò in seguito quello che dovesse mancare…

Voglio però aggiungere una qualità positiva: non ci sono buoni e cattivi né semplicemente due fazioni che si combattono. Le motivazioni dei diversi gruppi sono molteplici così come i piani di scontro: oltre agli intrighi politici anche le divinità si stanno confrontando usando alcuni personaggi come loro pedine in maniera trasversale rispetto alle alleanze umane…
Mi piace questa complessità della trama anche se per adesso, anche per colpa dei continui cambiamenti del punto di vista, non è chiaro come stiano le cose: spero che l’autore riesca a sciogliere logicamente tutti i diversi intrecci.

Conclusione: siamo lontani dal Trono di Spade: l’ambientazione è ricca ma confusa e manca il realismo o almeno verosimiglianza di Martin. Comunque è un libro sul 6½ -7 e sono fiducioso che possa ulteriormente migliorare. Sicuramente l’autore non è un INTP!

PS: come al solito non ho resistito a controllare il sito (non affidabile!) con la base dati di personaggi e relativi tipi MBTI: George R. R. Martin è dato come INTP o, in alternativa, INFP. Secondo me la solidità dell'ambientazione, la coerenza della trama e la logicità dell'intreccio sono tipici da INTP (vedi Frank Herbert). Invece Steven Erikson è dato come INTJ: bo... secondo me già INTJ è un tipo troppo logico ma, in mancanza di dati, fingo di fidarmi degli "esperti"...

mercoledì 23 agosto 2023

Asmongold

Allora, ieri nel corto Pervicaci e pertinaci, mi è capitato di accennare ad Asmongold buttando lì che, magari, prima o poi ci avrei scritto un pezzo.

Proprio stasera però mi è capitato di guardare il seguente video: Top 10 Asmongold.
Sembrava uno dei tanti video divertenti in cui commenta una raccolta di spezzoni in cui si arrabbia. Poi però inizia a parlare d’altro: ma andiamo con ordine…

Normalmente si impara a conoscere una persona lentamente: prima gli aspetti più superficiali poi, via via, si intuiscono quelli più profondi, comprese virtù e debolezze non immediatamente evidenti.
Chiaramente però la mia conoscenza di Asmongold come tubatore non ha seguito questo normale sviluppo ma è avvenuta, prevedibilmente, solo attraverso la visione dei suoi video.
L’obiezione spontanea che mi si potrebbe opporre è che io non conosco veramente Asmongold ma, al massimo, posso credere di conoscere la sua figura “pubblica”. È un’obiezione sensata e, normalmente, sarebbe corretta. Ma, mi ripeto, meglio se procedo con ordine…

Non ne sono sicuro al 100% ma credo che il primo suo video che ho visto sia stata una sua partita a un gioco per calcolatore chiamato “Vampire survivors”. Un gioco che mi incuriosiva perché realizzato da italiani non interessati a spremerci tutti i soldi che potrebbero. Mi divertiva vedere come all’estero lo vedevano e cosa ne pensavano.
Inutile dire che Asmongold mi rimase immediatamente simpatico e, mi pare, a distanza di diversi giorni mi venne voglia di provare a vedere qualcos’altro di suo ma, non avendo salvato il suo canale, dovetti perderci un sacco di tempo per ritrovarlo.
Per i primi mesi quindi Asmongold per me era solo un tizio simpatico, alla mano e che dice cose intelligenti su argomenti stupidi. Ah! di aspetto all’epoca aveva i capelli lunghi fino alle spalle, la barba folta e indossava una T-Shirt bianca a maniche corte. Trasmetteva poi da una specie di mansarda che, si capisce, è la sua camera.

Poi, gli algoritmi di YouTube mi proposero dei video non del canale di Asmongold ma con Asmongold protagonista. Solo allora capii che doveva essere molto famoso per essere l’ospite di onore di altri canali YouTube!
Soprattutto capii che la persona Asmongold coincideva con quella pubblica: non finge di essere ma è così come appare. In un video una coppia di amici gli fa assaggiare la frutta e lui, abituato solo a porcherie da Mac Donald e simili, trova tutto disgustoso. Oppure in un altro video mostra la sua ricetta della “bistecca” da 2$ e, soprattutto, mostra la sua cucina scalcinata e sudicia. Un video di un altro tubatore lo prende bonariamente in giro per disordine e sudicio. In un altro accenna alla sua vecchia macchina scassata…
La cosa strana è che Asmongold, grazie al suo successo, ha accumulato molto denaro e si potrebbe permettere una villa, macchina sportiva e i migliori ristoranti. Invece continua a condurre la vita che ha sempre tenuto, come se non fosse cambiato niente.
Ogni tanto anche lui ne parlava, evidentemente deve essere un argomento ricorrente fra chi lo segue, e spiegava che a lui non importa quello che pensano gli altri e fa quello che gli interessa: il cibo che mangia gli piace, è affezionato alla sua vecchia casa e non vuole i “grattacapi” che gli darebbe un macchinone.
Ogni suo gesto, ogni sua attività, è guidata dalla logica e dall’efficienza: lui vuole compiere il minimo sforzo possibile, sia intellettuale che fisico. Non che sia pigro è colo che non vuole fare ciò che ritiene inutile.

Inutile dire che iniziai a rivedermi molto nel suo comportamento e nel suo modo di ragionare. Più o meno contemporaneamente provai quindi a cercare in linea il suo tipo psicologico MBTI: Asmongold ha infatti la logica di un INTP ma la sua parlantina, la rapidità di valutare ed esprimere giudizi mi facevano dubitare che lo fosse. Il sito “non affidabile” a cui in genere faccio riferimento lo classificava come ISTP (v. Insonnia MBTI e il corto Asmongold ISTP). E in effetti trovai la valutazione convincente.
Gli ISTP, come gli INTP, hanno Ti come funzione primaria e la differenza sta nella funzione secondaria Se invece che Ne. Da sottolineare che hanno, come gli INTP, la funzione inferiore Fe e quindi hanno difficoltà a gestire le loro emozioni.
Sostanzialmente la funzione Se al posto della Ne li rende più ancorati alla realtà: spesso gli ISTP sono molto cinici. Se li rende anche molto portati verso l’attività fisica: ecco questo particolare non mi sembra valido per Asmongold ma, è chiaro, non tutti corrispondono al 100% al profilo del proprio tipo. E qui siamo a marzo 2023.

A questo punto, più o meno, mi ero abituato a seguire almeno un video al giorno di Asmongold (tubatore prolificissimo) fra quelli leggeri per distrarmi, magari durante il pranzo o la cena.
Per esempio sono ormai abbastanza ferrato su un gioco di cui non mi importa niente ma di cui Asmongold parla molto spesso: Diablo 4…

Qualche mese fa mi capitò di scoprire un video che gettava ulteriore luce sulla personalità di Asmongold: in questo video spiegava che era qualche giorno che non pubblicava nuovi video perché gli era morta la madre a cui era legatissimo.
Dirà qualcuno “Asmongold è cinico e cerca di guadagnare anche dalla morte della madre”: in realtà trovai il video estremamente sincero e onesto. Non so se l’ho già scritto ma sono molto bravo a leggere gli uomini (*1): ma a me dette l’idea che voleva solo spiegare la situazione senza trarne chissà quali vantaggi. Comunque giudicate voi: About my mom.
Qui si scopre che Asmongold era da circa dieci anni che faceva, da solo, da infermiere a sua madre: questa confessione fa intravedere tutta un’altra dimensione insospettabile di Asmongold che, praticamente fra un video e l’altro, si prendeva cura di lei.
Sul momento però non “investigai” altro: rispettavo la franchezza di Asmongold ma mi sembrava curiosità morbosa cercare di saperne di più.

Più recentemente (un mese fa?) non sapendo cosa guardare mi decisi a “provare” il video The True Story of Asmongold | Wrath of the Lich King di oltre 3 ore!
Onestamente pensavo che sarebbe stato qualcosa di noioso e autoreferenziale invece era sì autoreferenziale, come inevitabilmente è un’autobiografia, ma è anche divertentissimo!
Asmongold racconta la sua vita incredibilmente intrecciata con WoW (World of Warcraft): all’epoca faceva l’ultimo anno del liceo e qui si incontrano molti suoi amici, virtuali e no. Asmongold infatti ha una montagna si schermate del gioco, ma anche video e foto dell’epoca.
Incidentalmente si intravede anche la madre e si capisce che era piuttosto anziana: la cosa più divertente e curiosa è che anche lei era appassionata di WoW e col suo personaggio (una druida) era decisamente abile.
Fu allora che mi incuriosii di nuovo a sua madre: mi chiedevo se lei potesse essere una INTP. Chiaramente non ho trovato abbastanza informazioni per stabilirlo ma lo ritengo possibile…

Fu allora che cercai altri video in cui parlava della madre e allora svelai il mistero di come mai Asmongold non abbia terminato gli studi. Come detto avevo subito notato la sua intelligenza e proprietà di linguaggio: frequentava l’università ma interruppe gli studi per dedicarsi alla madre malata per ben 10 anni.

Insomma, che dire? Mi sono reso conto che Asmongold è una persona che mi piace e che apprezzo per intelligenza e coraggio, il coraggio di infischiarsene delle apparenze e delle opinioni altrui, di chi ti dice come dovresti vivere la tua vita…

Perché ho scritto proprio oggi questo pezzo?
Perché nel video odierno, un po’ a sorpresa dato il titolo, Asmongold racconta che da circa tre settimane sta attraversando una nuova crisi famigliare stavolta con suo padre malato.
Mi dispiace sinceramente per lui perché si meritava almeno qualche anno di tranquillità…

Se pensassi ci fosse la vaga possibilità che mi leggesse gli avrei lasciato un commento con qualche parola di conforto ma sono un INTP e non faccio cose inutili: oltretutto avrà migliaia di ESFJ che lo seguono e che gli avranno lasciato messaggi molto più confortanti di quanto potrei mai scrivere io!

Conclusione: Asmongold è un personaggio, decisamente una spanna sopra la media e che vale la pena guardare almeno qualche video per conoscerlo un po’. Chissà: magari fra qualche anno inizierà a dire cose intelligenti su argomenti importanti. Sarebbe bello se si desse alla politica: io credo che grazie alla sua notorietà e abilità nel parlare semplice e chiaro avrebbe possibilità di farcela...

PS: Il suo canale è: Asmongold TV. PS: il suo “famigerato” video della bistecca è: How I Cook My 2$ Steak...

Nota (*1): le donne invece no! Anzi: capisco fischi per fiaschi. In compenso so valutare benissimo, da 1 a 10, quanto mi piacciano fisicamente. Sembra una sciocchezza ma, al contrario, non ho la minima idea se un uomo sia bello o no: con la logica e l’osservazione sono arrivato a concludere che gli uomini belli sono alti, hanno i capelli e le unghie delle mani curate, il volto regolare.

martedì 22 agosto 2023

Libro estinto!

Finalmente ho finito di leggere “L’evoluzione delle specie” di Darwin!

Un libro difficile da valutare perché, sebbene la sua teoria abbia rivoluzionato tutte le scienze e quindi il mondo, il grosso del contenuto è decisamente noioso.
Darwin non ha prove con cui dimostrare la correttezza della sua teoria ma ha una montagna di indizi: il 90% del libro consiste nella lenta e metodica esposizione di tutti questi dati (con Darwin che non fa che ripetere che, se avesse più spazio, ne fornirebbe dieci volte tanti!).

Chiaro che quando scrisse la sua opera (io ho letto la 7° e ultima edizione del 1870 o giù di lì) era necessario convincere il pubblico della bontà delle sue idee ma ora si tratta di una massa di informazioni sostanzialmente inutili, noiose e ripetitive.

Alla fine su GoodReads.com gli ho dato 3 stelline (su 5) ma in realtà NON consiglio la lettura di questa opera. Che poi è di oltre 700 pagine…

Affarone! (?) - 22/8/2023
Ieri ho comprato su HumbleBundle.com ben 17 libri di Steve Erikson comprendente un paio di cicli e romanzi/racconti vari ambientanti nel mondo di Malazan. Sono già a buon punto del primo libro del ciclo “dei Caduti” e mi pare buono!

Pervicaci e pertinaci - 22/8/2023
Dopo pranzo ero steso sul letto a pancia in giù, come un boa che ha appena mangiato un cerbiatto, e ho sentito la seguente frase (beh, in inglese):

“Le persone non amano cambiare idea. In generale, nessuno ama cambiare idea: le persone preferiscono piuttosto perseverare in qualcosa che non è vero piuttosto che adattare la loro prospettiva in base a nuove prove.”

Osservazione giustissima e confermata da numerosi esperimenti di psicosociologia: alla base di questa tendenza vi è la volontà di difendere la propria stima di sé e questo spesso coincide col non volere ammettere di essersi sbagliati.

Chi stavo ascoltando? Barbero? Il Dr. Campbell? I biologi evoluzionisti di DarkHorsePodcast Clips?

No, questo video: Ex-Valve Dev on Baldur's Gatе 3

Come ho già scritto Asmongold dice cose molto intelligenti su argomenti molto stupidi. In particolare qui si riferiva alla prima impressione che i giocatori ricevano da un gioco in “Rilascio anticipato” e che tenda ad avere eccessiva inerzia. Poi lui stesso ammette che è una regola più generale…

Grande personaggio Asmongold: prima o poi dovrò dedicargli un pezzo intero...

Progozhin - 26/8/2023
Prigozhin dovrebbe (manca l’esame del DNA dei resti) essere morto nello schianto del suo aereo. Quasi sicuramente il velivolo è stato sabotato o comunque abbattuto. Subito i media occidentali hanno cominciato a strillare: “Ha stato Putin!”

Io non lo credo. Ammettiamo pure che Putin volesse la morte di Prigozhin, e anche di questo non sono sicuro, sull’aereo c’erano altre 8 persone: 3 membri dell’equipaggio e 5 comandanti della Wagner.
Da un punto di vista di semplice convenienza uccidere i 5 esperti militari non ha senso: soprattutto se erano in gamba come sembrerebbe. Putin avrebbe potuto facilmente far sparire Prigozhin in altre maniere senza compromettere l’efficacia operativa della Wagner.

Suppongo quindi sia stata opera di qualche servizio segreto occidentale, forse della stessa Ucraina: probabilmente ne sapremo di più nei prossimi giorni anche se per la Russia sarà imbarazzante dover ammettere che un aeroporto moscovita si sia dimostrato vulnerabile.

Pan per focaccia - 26/8/2023
È un peccato che Putin faccia di tutto per non alzare la tensione con l’occidente perché anche noi abbiamo parecchi supermiliardari che influenzano la politica per trarne vantaggio.

Ma l’unico che adesso rischia è solo Musk: egli è l’unica voce fuori dal coro e, almeno apparentemente, per più libertà d’espressione.
Adesso i servizi USA avrebbero la possibilità di far dire ai media: “Ha stato Putin per vendicare la morte di Prigozhin” (*1) e, magari, aggiungervi un collegamento ai servizi che Starlink fornisce all’esercito ucraino.

Di sicuro Musk avrà organizzato un meccanismo di rappresaglia, probabilmente informazioni compromettenti su politici ostili e simili, per tutelarsi da questo pericolo ma non è detto che sia sufficiente.

Nota (*1): la contraddizione fra l’affermare che è stato Putin ha far uccidere Prigozhin e il volerne vendicare la morte è irrilevante. I media occidentali sono capacissimi di affermare una cosa un giorno e cambiare totalmente versione, come se niente fosse secondo l’opportunità del momento, il successivo...

lunedì 21 agosto 2023

Doveri e divagazioni naturali

Oggi avrei tante cose da scrivere ma, tanto per cambiare, ho ripreso Rawls e quindi darò la precedenza a “Una teoria della giustizia”…

Per prima cosa una sciocchezza ma che mi irrita: come mai Rawls non ripete mai i concetti che ha già spiegato? Per esempio spesso si richiama ai “due principi di giustizia” ma non si preoccupa mai di ricordare quali effettivamente siano! Che, oltretutto, il primo dei due è diviso in due parti…
Per la cronaca abbiamo: 1. uguaglianza; 2. pari opportunità; 3. principio di differenza.
...però, controllando nei vecchi pezzi (ricordavo di essermi già scornato con questo problema), ho trovato la seguente nota in 30 e lode:
«per mia utilità, ma suppongo anche del lettore occasionale, ripropongo qui i due principi di giustizia: 1. pari libertà per tutti 2. le diseguaglianze economiche e sociali sono accettabili se: a. “ragionevolmente previste a vantaggio di ciascuno”; b. “collegate a cariche e posizioni aperte a tutti”. (ma non poteva dire che i principi di giustizia erano tre invece di dividere il secondo in due condizioni??). Modificato 9/1/2023: stamani ricontrollando appunti e rileggendo le note dei capitoli precedenti mi sono convinto che l'applicazione pratica del secondo principio di giustizia si "trasforma" nel principio di differenza, ovvero in politiche volte a massimizzare nel lungo termine le condizioni socio economiche di chi sta peggio. Questi vuoti di memoria sono la conseguenza di leggere testi molto complessi in periodi molto lunghi, spesso non toccandoli per settimane...»

E infatti anche stavolta erano mesi che non lo toccavo: è un libro che mi piace ma lo trovo molto impegnativo e faticoso da leggere… vabbè, veniamo al sodo…

Sono al sottocapitolo 51, “Gli argomenti in favore dei principi di dovere naturale”, del capitolo VI “Dovere e obbligo”.

I doveri naturali sono molteplici ma Rawls si concentra sul “dovere dell’uomo di sostenere e promuovere le istituzioni giuste”. Questo si traduce in due obblighi: 1. obbedire e rispettare le istituzioni giuste; 2. aiutarle a essere giuste.

Chi mi conosce può già immaginare quale sia la mia obiezione di fondo a questa visione dell’“uomo” di Rawls.
L’uomo non è l’essere ideale immaginato da Rawls: l’uomo comune non ha tempo né voglia di interessarsi a queste problematiche.
Che senso ha quindi costruire tutta una filosofia basata su un uomo ideale che non esiste? Che attinenza avranno i risultati così ottenuti con le problematiche reali?
Io temo molto poca: l’unico valore che gli concedo è quello di indicare (al netto di altri fattori su cui avrei da ridire) la “direzione” giusta o ideale verso cui si dovrebbe cercare di aspirare. Con l’importante distinguo di ricordare sempre di non essere nella situazione ideale ma in un compromesso che deve tenere conto delle innumerevoli contingenze della realtà.

Nel prosieguo Rawls si “ricorda” che gli uomini non sono creature ideali e spiega che potrebbero essere tentati di sottrarsi ai doveri imposti loro dalla società pur godendone i benefici che questa assicura loro.
I motivi sono essenzialmente due: 1. l’uomo non fa il proprio dovere per scarso senso del giusto; 2. l’uomo, anche se ha il senso del giusto, teme che altri non facciano il proprio dovere e quindi (per non fare il “fesso”) non lo fa neppure lui.
Ma per Rawls in una società “bene-ordinata” non vi sarebbero le tentazione del primo tipo e, di conseguenza, neppure quelle del secondo.
Però la teoria della società “ben-ordinata” è basata sull’ideale dell’uomo perfetto che invece non esiste e, quindi, anche questa “dimostrazione” pare logica e conseguente a Rawls ma non a me!

Altri due doveri naturali sono il rispetto verso gli altri e il dovere di aiuto reciproco.
Sul dovere di aiuto c’è poco da dire (in realtà ci sarebbe da fare qualche distinzione fra singolo e società ma lasciamo perdere) invece ho trovato molto interessante il dovere di rispetto del prossimo.
Questo dovere si manifesta in due obblighi: 1. sforzarsi di comprendere il punto di vista altrui; 2. essere pronti a fornire onestamente le ragioni delle nostre azioni.
Anzi, voglio citare direttamente: «Il rispetto reciproco può essere mostrato in vari modi: con la nostra volontà di vedere la situazione degli altri nella prospettiva della loro concezione del proprio bene; e con l’essere pronti a fornire ragioni per le nostre azioni, in tutti i casi in cui esse influiscono concretamente sugli interessi altrui.» (*1)
Incidentalmente questo mi fa tornare in mente la conclusione del secondo capitolo di “On becoming a person” di Rogers.
Rogers spiega che nella sua carriera di psicoterapeuta si è progressivamente reso conto che la strategia migliore è quella di essere comprensivi e accettare i propri pazienti per quello che sono e, contemporaneamente, essere sinceri nell’esprimere le proprie emozioni verso di essi: se il paziente dice o qualcosa che irrita lo psicoterapeuta esso non dovrebbe far finta di nulla: ma il punto qui, secondo me, è la sincerità e trasparenza dello psicoterapeuta.
Non solo: Rogers aggiunge che questo modo di relazionarsi è produttivo non solo nel rapporto coi pazienti ma in tutti i tipi di relazione.
Magari sono io INTP (*2) ma vi vedo una notevole sovrapposizione fra la relazione ideale di Rogers e la definizione di dovere naturale del rispetto verso gli altri di Rawls.
Ipotizzo quindi che i pazienti di Rogers soffrissero di una carenza (vera o presunta) di rispetto (nel senso filosofico) da parte della società. L’essere rispettati dall’autorità del medico dà loro fiducia in se stessi e, magari, la carica necessaria per confrontarsi con maggior successo con la società.
Chiederò a una mia amica esperta dell’argomento…

Vedo che mi è rimasto un po’ di spazio per un’ultima divagazione: ne approfitto!
Per verifica ho chiesto a chatGPT di spiegarmi la distinzione fra dovere prima facie e dovere “tutto considerato”. Avevo capito bene (è già qualcosa!) ma l’esempio usato per spiegarsi da chatGPT è chiaramente collegato al paradosso del filosofo Benjamin Constant (v. Ancora sull’imperativo categorico).
Un dovere prima facie è un dovere di “primo acchito” ovvero considerando solo un sottoinsieme di fattori; al contrario il dovere “tutto considerato” considera tutti gli elementi.
L’imperativo categorico di Kant ci dice che dobbiamo fare sempre la cosa giusta senza preoccuparci delle conseguenze: questo significa che non si deve mai mentire non importa quali siano le conseguenze. Il paradosso di Constant ipotizzava una situazione in cui un assassino si presenta alla nostra porta e ci chiede se un nostro amico che deve uccidere è da noi: per Constant qui era lecito mentire per non rischiare la vita dell’amico, per Kant no.
Nell’esempio di chatGPT in una situazione come quella descritta dire la verità è un dovere prima facie ma mentire è il dovere “tutto considerato”.

Conclusione: nei prossimi giorni sarà il turno di Trotsky o di Hobsbawm...

Nota (*1): tratto da “Una teoria della giustizia” di John Rawls, (E.) Feltrinelli, 2021, trad. Ugo Santini, pag. 325.
Nota (*2): il mio tipo psicologico secondo la classificazione MBTI che è caratterizzato dalla facilità di teorizzare e mettere insieme nozioni diverse.

sabato 19 agosto 2023

Gombloddisti stranieri

I gombloddisti all’estero non hanno i media italiani: non hanno giornalisti del calibro di Mentana o della Berlinguer. Al governo non hanno statisti come Draghi, quello prima di lui o fotomodelle svedesi come la Meloni. Oppure volete mettere re Carlo o Biden rispetto al nostro arzillo presidente Mattarella? Chi credete che ce l’abbia più duro? Chi credete che vincerebbe in un incontro di pugilato? Chiaramente il nostro presidente avrebbe facilmente la meglio contro entrambi avendo il pugno più duro…

Insomma è inutile farla lunga: è chiaro che il tipico anglosassone non può avere nel proprio paese e istituzioni la cieca fiducia che i fortunati italiani possono riporre nelle loro.

Non è un caso quindi che il seguente video, Moderna paid 400 million to NIH, sia stato frainteso.
In questo video il noto affabulatore Dr. Campbell si limita a mostrare degli spezzoni della testimonianza di un alto dirigente di Moderna presso il senato americano. Fra le varie cose il dirigente ammette che la propria azienda ha pagato 400 milioni di dollari all’NHS, il Servizio Nazionale Sanitario da cui, del resto non poteva essere diversamente, partivano indicazioni su come gestire la pandemia. E allora che c’entra?
Di sicuro l’NHS non si sarà mica fatto influenzare da pochi soldi nel suggerire che un vaccino, sicuro ed efficace, fosse imposto a tutta la popolazione, compresi i poppanti di pochi mesi!
Che poi basta guardare il video per accorgersi che il dirigente non è assolutamente in difficoltà durante la propria testimonianza e che risponde sempre con estrema sicurezza ridicolizzando il senatore che gli pone le domande. Sicuramente una persona dalla coscienza a posto e che non ha niente da nascondere.

Oppure in questo video, Revolving door spins, si scopre che il “Deputy Chief Medical Officer”, ovvero il principale consulente medico del governo britannico in materia di salute pubblica (molto attivo durante la pandemia), sia divenuto da maggio consulente medico per Moderna.

Che c’è di strano se un genio della medicina viene assunto da un’azienda farmaceutica? Avete ascoltato com'è perfetto il suo accento inglese e come scandisce bene le parole? Perché volerci vedere qualche relazione con l’acquisto di 77 milioni di dose di vaccino Moderna (il più costoso sembra, e quindi il migliore)? Oppure con l’accordo per 10 anni, sempre con Moderna, per la costruzione di una fabbrica negli UK che produrrà il sicuro ed efficace siero m-RNA e l’acquisto in bianco di tante tante dosi di vaccino, per diversi virus, al prezzo stracciato di un miliardo di sterline?

Che sciocchi questi inglesi: in Italia non avremmo dubbi sulla correttezza dei nostri rappresentanti istituzionali perché da noi la corruzione non esiste. E comunque, grazie al nostro giornalismo investigativo, i furbetti verrebbero subito smascherati e messi alla berlina...

Conclusione: che poi il “complottare” è tipico delle persone stupide e ignoranti che non capiscono che le aziende farmaceutiche non sono interessate a fare soldi ma vogliono una popolazione dalla salute di ferro. Del resto gli idioti complottisti non credono che il potere sia dalla parte della popolazione e ne persegua con forza e determinazione gli interessi.
Per mettere in difficoltà un complottista chiedetegli come mai, se il governo non fosse dalla parte della gente, la qualità di vita e la ricchezza dei cittadini sia in un continuo crescendo.
Probabilmente vi farneticherà qualche frase incoerente su Putin e poi si zittirà senza essere in grado di spiegare la felicità e il benessere che ci circondano o come mai la gente sia disperata non sapendo dove buttare il proprio denaro…
I complottisti non capiscono che i politici preferiscono un giorno da Agnelli che cento anni da leoni...

venerdì 18 agosto 2023

Sinergia fra Germania e Russia

Replicando a un commento di UUiC ho accennato a una frase di Trostsky (dei primi anni ’30) su quanto sarebbe stata benefica un’unione economica fra Germania e URSS/Russia.
Menzionando tale frase volevo infatti sottolineare che uno degli obiettivi strategici degli USA con la guerra in Ucraina (e uno dei pochi effettivamente raggiunti; v. anche Altra lettura della crisi Russia-Ucraina-NATO (USA) per una panoramica più completa) fosse appunto quello “storico” di impedire il formarsi di tale collaborazione.

Non fatemi ridire per l’ennesima volta come gli asini che comandano in Europa hanno adottato senza esitazioni le politiche autolesionistiche ordinate da Washington: menzione d’onore però al Portinaio e alla Baronessa tedeschi.

Comunque la frase è questa: «E non c'è dubbio che se la rivoluzione proletaria avesse trionfato (*1) in Germania [...] lo sviluppo economico dell'Unione Sovietica, così come della Germania, avrebbe fatto passi da gigante, tanto che il destino dell'Europa e del mondo oggi sarebbe stato incomparabilmente più propizio.» (*2)

Nota (*1): la rivoluzione comunista in Germania era temuta in tutto l’occidente (Keynes compreso). Secondo la teoria marxista infatti il comunismo si deve sviluppare naturalmente nelle società capitalistiche e industriali: niente di meglio quindi della Germania e, forse, del Regno Unito. La Russia contadina era stata l’eccezione alla “regola”.
Nota (*2): traduzione da “The revolution betrayed and Other Works” di Leon Trotsky, (E.) Graphyco, 2021, trad. Max Eastman, pag. 17-18.

E il caldo come va? - 20/8/2023
Mi riferisco alla personale esperienza di casa mia. Dopo l’abbondante pioggia di fine luglio/inizio agosto (non ricordo) mi ero chiesto se il “caldo” sarebbe tornato da me.
Con “caldo” intendo una temperatura superiore ai 26.5° in salotto che si traduce in un grado e mezzo in più in camera da me (causa calcolatore e mia presenza).
La prima metà d’agosto ha fatto freddino ma l’ultima settimana ha cominciato a scaldare di più. Solo un giorno però l’aria la notte non si è raffreddata col risultato che al mattino la casa era rimasta “tiepida”: in questi casi la temperatura in casa mi sale di circa 0,5° al giorno. Ma dopo due giorni ha ripreso a fare molto fresco la notte. Già il secondo mattino la temperatura era salita di 0,4° rispetto al mattino precedente e negli ultimi giorni di 0,1°.
La temperatura ieri sera in casa era di circa 25° (penso 24.8° ma non ne sono sicuro) quindi siamo a limite: un’altra settimana di caldo intenso potrebbe farmi sfondare quota 26° anche da me ma se prosegue così, e magari la temperatura notturna si abbassa ancora, dovrei farcela a evitare il caldo.
Come ho già scritto, nel mio piccolo ecosistema locale, questa è stata una delle estati più fredde che ricordi…

Ridolini - 20/8/2023
Solo io vi vedo una somiglianza (*1)?
Olaf Scholz in 2023 (cropped)

e

Stan Laurel c1920

Vabbè, il secondo ha un sorriso molto più intelligente ma anche il primo potrebbe fare il comprimario in qualche comica: immaginatevelo non in giacca e cravatta ma in camicia sbottonata, un po' arruffato e con un fiasco di vino in mano: ecco che avete il perfetto ubriaco non troppo sveglio, il personaggio che incespisca infilando un piede in un secchio di latta e casca su un cumulo di letame...

Nota (*1): Immagini da commons.wikimedia.org

Cocorito - 20/8/2023
Non dovrei parlare di calcio senza aver visto partite: in tutto ho visto una partita e mezzo di amichevoli della Fiorentina.
Però mi è piaciuto moltissimo Kokorin: l’anno scorso era penosamente fuori forma ma questo anno sembra un nuovo giocatore: gioca tutte le palle di prima, in avanti, con intelligenza e rapidità. Freddo davanti alla porta e fantasioso. Speriamo che Italiano gli dia spazio in partite serie per capire quale sia effettivamente il suo livello.

I “bei vecchi tempi” - 20/8/2023
Nei giorni scorsi, per far freddare aprendo porte e finestre la mia camera, mi è capitato di vedere degli spezzoni di vecchie pellicole.

La prima, credo fine anni ‘70 inizio anni ‘80, è “Frantic” di Roman Polansky, protagonista Harrison Ford giovane, ambientato a Parigi.
Gli unici attori (comparse) neri che si vedono sono due spazzini… ah! e a metà film uno spacciatore…

La seconda, non ricordo il nome, credo dei primi anni ‘90. Un film tutto incentrato su degli studenti che si conoscono e fanno amicizia durante una giornata di punizione in cui devono stare insieme in un’aula del loro liceo. Noiosissimo ma non è questo il punto.
I giovani protagonisti: il ragazzino studioso biondo e occhi azzurri, l’atleta che abbisogna di borsa di studio biondo scuro e con occhi chiari, ragazza ricca capelli rossi occhi castani e pelle molto chiara, ragazza strana ma bianca con capelli scuri e occhi scuri e ragazzo “difficile” (l’attore sembrava un venticinquenne!) bianco capelli e occhi scuri.

Sarà che allora ero giovane ma ho nostalgia di quei tempi: tutto mi sembrava avere più senso, era un mondo in cui mi riconoscevo. Probabilmente è un effetto dell’invecchiare ricordare con affetto il passato.