«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

mercoledì 31 agosto 2016

La strana coppia

Durante la mia passeggiata della scorsa settimana (v. il corto Uon “stolcher” mi ha preso di mira) incontrai una coppia di mezz'età che passeggiava in direzione opposta alla mia: prima l'uomo seguito poi a circa 3 metri dalla moglie. Al ritorno rieccoli: come al solito avanti l'uomo seguito a 3 metri dalla moglie...

L'incontro mi ha stranamente turbato: che senso ha uscire insieme in questa maniera?
Perché non camminavano affiancati? Chiaramente l'uomo non era più veloce né la donna più stanca: si trattava di una precisa scelta. Ma perché non volevano pienamente condividere insieme questa esperienza comune? Suppongo si possano trovare enne spiegazioni diverse ma, lo ripeto, io ne sono rimasto un turbato...

Il Barroso dorato... - 1/9/2016
A inizio luglio scrissi il corto Barroso e Goldman Sachs: qualche giorno fa anche Bagnai ne ha parlato sul suo viario: Il compagno Barroso e i suoi (ex) complici...

A proposito di bestie... - 1/9/2016
Gli dicono - “È nato un potamocero!”
E Renzi indignato risponde - “La mia riforma costituzionale non è così brutta!”

NB: v. Nato il primo potamocero d'Italia...

Male... - 3/9/2016
Che dire... la matematica mi è sempre riuscita facilmente e, anche ultimamente (v. qualche teorema con il marcatore “Matematica”), non mi sembrava di essere troppo peggiorato...
Eppure al corso di statistica faccio molta fatica e, soprattutto, errori inspiegabili: diciamo che essere partito dal terzo corso della serie (saltando i precedenti sul calcolo delle probabilità) non mi ha aiutato: ho spesso dubbi sulla notazione che generano un'ambiguità che non è amica della matematica. Da questo punto di vista mi ha aiutato molto fare un passo indietro e riguardare gli ultimi due capitoli del secondo corso che, in effetti, contenevano del materiale che non avevo studiato all'università: eppure...
Temo di essere diventato il pippero della matematica!

Missione compiuta - 5/9/2016
Qualche giorno fa ho terminato la cronaca del gioco al calcolatore (v. il corto Scritto meno): sono riuscito a far diventare re il protagonista che controllavo e...beh, ovviamente mi era venuto a noia di giocare 1 ora e scrivere per 2! La conseguenza è che dovrei tornare a scrivere più assiduamente sul viario...
Ah, e riguardo all'idea di riproporre qui le cronache che ho scritto per i miei due amici (v. il corto Idea viario/ck2) adesso ne sono sempre meno propenso: temo infatti che non sia abbastanza interessante visto che parte del divertimento era data dal conoscersi fra di noi e scherzare sui risultati ottenuti dai "nostri" personaggi: certo, qualcosa di interessante e divertente ci sarebbe stato per tutti, ma non abbastanza...

domenica 28 agosto 2016

Idea viario/CK2

Ho avuto un'idea: perché non riciclare i resoconti che sto facendo ai miei amici (v. il corto Scritto meno) qui? Così non “sprecherei” i miei sforzi solo per due amici distratti mentre i lettori di questo viario potrebbero farsi un'idea del mio stile di tutti i giorni che, lo ammetto, usa molti anglicismi che qui invece evito accuratamente...
Sarebbero noiosi e non interessanti? Forse sì... ma questo viario non vuole essere interessante o attrarre lettori: voglio invece comunicare le mie idee e il mio pensiero e, a volte, per farlo può essere utile spiegare come sono fatto, come penso e ragiono.
E questi resoconti mostrano una sfaccettatura significativa di me: l'attenzione ai dettagli, la serietà divertita con cui cerco di spiegare e intrattenere i miei amici. Io credo ne possa valere la pena... Poi, conoscendomi, presto mi stuferò e smetterò sia di pubblicare che di scrivere: ci penso ancora un po' e poi decido!

Raggi, debito, olimpiadi e Di Maio - 31/8/2016
Il perfezionamento di un mio sospetto: nel corto Occhio! espressi la preoccupazione sulle implicazioni di un possibile accordo Raggi-Renzi sul debito di Roma. Renzi non avrebbe infatti motivo di far fare bella figura alla Raggi a meno che non ne abbia un guadagno politico di tipo diverso. Non lo scrissi ma io temevo un astensione del M5S al referendum costituzionale. Ora sospetto invece che sul piatto della bilancia possa essere aggiunto il “sì” del comune di Roma alle olimpiadi. L'ambiguità di Di Maio sul tema fa pensare alla possibilità che il movimento possa cambiare idea (era sempre stato fortemente contro)...

Il silenzio silenziato - 31/8/2016
La scorsa settimana, a causa del terremoto, la FIGC aveva deciso un minuto di silenzio in tutte le partite. In quella che guardavo il silenzio era assoluto, molto suggestivo.
Peccato che poi mi sia accorto che era stata Sky a togliere l'audio dalle riprese!

Sarebbe giusto e bello che gli italiani mostrassero rispetto e solidarietà per le tragedie che colpiscono altri nostri connazionali ma è corretto che una tivvù intervenga in modo così squallido per falsare la realtà? A mio avviso no: la verità è molto più importante di un messaggio di affetto artefatto anche quando significherebbe trasmettere i fischi di pochi stupidi irrispettosi.

Mi pare invece che questo silenzio (goffamente) imposto rappresenti un nuovo livello di ipocrisia contiguo alla truffa. Quale sarà il prossimo passo? Sostituire i fischi di un comizio di un (per esempio) Renzi con gli applausi di una folla oceanica?

Ci sono I e I... - 31/8/2016
Libreoffice, ormai da olte un mese, mi sta facendo impazzire: mi sostituisce tutte le “i” minuscole in “I” maiuscole. Ovviamente il correttore automatico è impostato su "italiano" ma per qualche motivo questa specifica correzione automatica non viene disabilitata...
Quasi quasi mi metto a sperimentare con le varie impostazioni: ma odio queste cose...

Aristotele e il calcio - 31/8/2016
Non ricordo se l'avevo già spiegato (credo di sì ma non ne sono sicuro) ma il motivo dei miei pezzi contro Pogba oggi (ma “ieri” erano Balotelli, Montolivo, Prandelli etc) non è l'invidia per i loro altissimi guadagni, la popolarità o le belle donne... Non ho ad esempio niente da dire su altri calciatori come Ronaldo, Messi o Ibraimovich che, più o meno, sono nelle loro stesse condizioni.
Quello che mi irrita è il successo che, dal mio punto di vista, mi pare immeritato e frutto solo di un'allucinazione collettiva (secondo me spesso pilotata) dei media.

Ebbene ho trovato un'importante giustificazione morale a questo mio comportamento. Aristotele, nell'Etica Nicomachea, spiega la sua morale basata sul “giusto mezzo”: nella varie virtù/passioni non si deve né eccedere né difettare (*1). Una delle virtù prese in considerazione è il “giusto sdegno” riguardo al quale scrive: «L'uomo giustamente sdegnoso si affligge per coloro che immeritatamente hanno successo; l'invidioso, andando più in là, s'affligge del successo di tutti; la persona malevola di tanto difetta dall'addolorarsene che anche ne gioisce.» (*2)

Nota (*1): per il coraggio, ad esempio, non si deve eccedere nella temerarietà ne difettare nella pusillanimità.
Nota (*2): Etica nicomachea di Aristotele, trad. Marcello Zanatta, Ed. BUR, 1986

venerdì 26 agosto 2016

Scritto meno

In questi giorni ho scritto meno per un motivo ben preciso: ho ricominciato a giocare a CK2 (v. CK2: scenario iniziale) e stavolta ho dato il nome di un amico avvocato/videogiocatore al mio protagonista. Ovviamente mi sono divertito a mandargli gli aggiornamenti delle sue avventure tutte doverosamente documentate. In realtà l'avvocato mi ha dato molto meno filo del solito ma è comprensibile: attualmente è in vacanza e non a lavoro in ufficio... Dopo ho coinvolto un amico comune ingegnere mettendolo in copia alle nostre epistole; poi ho comprato due nuove espansioni per lo stesso gioco; così ho dovuto iniziare una nuova partita per provare le novità introdotte; allora ho modificato manualmente l'archivio dove il gioco è salvato per introdurre i nomi (e le relative dinastie!) dell'amico ingegnere, il mio, e di altri due amici/conoscenti comuni... E ovviamente anche di questa partita sto facendo la cronaca: attività che, sebbene mi diverta molto, toglie tempo alla scrittura sul viario!

Firefox azzerato - 27/8/2016
Ieri mi si è bloccato Firefox mentre lo chiudevo e, quando poi l'ho riaperto, aveva “scordato” tutte le pagine precedentemente aperte. E voi mi direte: “E allora? Ci dispiace TANTO TANTO per te ma qual è il problema?”.
Il problema è che quando trovo una notizia o un sito interessante, di cui penso che prima o poi vorrò scrivere, allora lascio semplicemente aperta la sua pagina nel navigatore: in altre parole ho perso 4-5 potenziali pezzi per questo viario!
In qualche maniera forse potrei recuperarli ma non ho voglia di perderci tempo perché, tutto sommato, anche per me è un sollievo non dover scrivere pezzi che poi mi lasciano col bruciore di stomaco come spesso fanno quelli basati su articoli che metto da parte...

Ma il fruttosio? - 27/8/2016
Ma il fruttosio è un dolcificante placebo?
Io lo sto provando in questi giorni col tè e non mi pare funzioni molto: ho provato a usarne diverse quantità ma tutto quello che fa è non rendere salata la mia bevanda!

O magari sono le mie papille gustative a essere poco sensibili al fruttosio? Questo spiegherebbe perché la frutta mi piaccia molta matura: percependo poco il fruttosio quella non matura mi sembra solo asprissima...

Uno “stolcher” mi ha preso di mira! - 27/8/2016
Ieri sono uscito per fare una passeggiata innocente e allora è iniziato il mio calvario: il molestatore sembrava che mi aspettasse e mi ha perseguitato per tutta la durata della mia escursione.
Ha iniziato a girarmi intorno, arrivando addirittura a sfiorarmi più volte!
Addirittura aveva l'impudenza di fischiettarmi (beh, più che altro ronzava... ma il suo messaggio provocatorio era ben chiaro) come se avessi avuto una minigonna: ma vi posso assicurare che, sebbene non indossassi un burkini, il mio abbigliamento era più che verecondo.
Tornato a casa Internet mi andava lentamente e il telefono mi ha fatto un solo squillo e poi si è zittito: il molestatore continua a perseguitarmi?
Comunque è evidente che i mosconi non si limitano a importunare le donne: soprattutto se, come quello di ieri, hanno la mamma tafana!

Indiana Jones - 28/8/2016
Ieri ho visto Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo. Ero molto prevenuto e pensavo di guardarlo per farmi quattro risate e poi, quando avessi iniziato ad annoiarmi, non sforzarmi di finirlo. Per me infatti il regista Steven Spielberg, dopo La lista di Schindler, messosi a posto con la coscienza, dovette pensare qualcosa del tipo: “E ora posso dedicarmi solo a far soldi!”. E inoltre avevo sentito solo recensioni negative...
Invece, tutto sommato, non mi è dispiaciuto: mi è sembrato un onesto omaggio per salutare un personaggio che ormai è divenuta un mito della cultura occidentale moderna. Cosa c'è che non va? Niente... se fosse stato girato negli anni '80! Il problema non è l'anziano Harrison Ford ma l'anziano Steven Spielberg! Non ha saputo adattare il proprio stile ai ritmi moderni: il risultato è che la sottile melanconia (voluta!) non viene compensata dalle scene che vorrebbero essere divertenti ma che risultano solo banali e scontate (ottime però per gli anni '80!) e il risultato finale è una pellicola triste...

mercoledì 24 agosto 2016

Aggiornamento statistico

Ieri ho iniziato a studiare la seconda dispensa (Estimation) della prima lezione e stamani l'ho terminata. Finalmente ho incontrato delle formule con le quali giocare ma l'alto numero di definizioni mi ha confuso.
Soprattutto, come ho scritto molte altre volte (*1), faccio fatica a distinguere nomi simili e questo corso è pieno di definizioni che si assomigliano: ad esempio abbiamo la “Standard Deviation of the Sample” che è diversa dalla “Sample Standard Deviation” e devo realmente sforzarmi per riconoscere qual è l'una e qual è l'altra.
Inoltre le formule sono scritte con un normale editore di testi col risultato che le radici quadrate sono espresse come potenze alla ½. Quindi parentesi extra e maggior difficoltà di lettura delle espressioni.
In questo capitolo (*2) si fanno poi riferimenti a concetti spiegati nei due corsi precedenti (che ho deciso di saltare: v. Strana statistica) sui quali ho più di qualche dubbio: per questo motivo ho iniziato a guardare uno dei capitoli finali (*3) del secondo corso e, forse, ne studierò anche altri...

Fortunatamente nella dispensa sono presenti esercizi che permettono di valutare la comprensione del materiale ed è qui che ho incontrato luci e ombre: alcuni esercizi mi sono riusciti senza problemi, in altri ho fatto stupidi errori di calcolo (ruggine mia) mentre altri (beh uno in realtà) non li ho neppure capiti.

Le prime formule incontrate sono:
A Conservative Estimate of the SE of the Sample Percentage
Quando si parla di “Percentage” si intendono popolazioni composte solo da elementi di valore 1 o 0: questo permette di semplificare molte formule.
La formula dello Standard Error è:
Il problema è che SD(Box) è la “Standard Deviation” della popolazione e, di conseguenza, non è nota.
Però, per popolazioni “Percentage” (composte solo da 0 e 1), SD(BOX) sarà uguale a dove φ è la percentuale di elementi pari a 1.
Da questo si ricava che a sua volta:
La variabile f è chiamata “Finite Population Correction” e, chiaramente, per N grande è vicina a 1: la si usa quando il campione è estratto senza rimpiazzo altrimenti (credo!) si può omettere.
Chiaramente sarà massima per φ=0,5 e quindi:

The Bootstrap Estimate of the SD of a List of Zeros and Ones
Fortunatamente è possibile ottenere un'approssimazione migliore di SE (sempre quando si ha a che fare con popolazioni di soli 0 e 1).
L'idea è quella di considerare il nostro campione come se fosse la popolazione e calcolare quindi su di esso la SD(Box): come faccia a funzionare il capitolo non lo spiega e io non ho indagato...
Comunque in questo caso si ha che:
ma stavolta φ è uguale alla percentuale di 1 del campione e non della popolazione.

L'esercizio 25.1 presenta 4 domande sulla stima dello “Standard Error”.
Per le prime tre basta applicare le due formule precedenti e, a meno di errori di calcolo, ho risposto correttamente; la quarta domanda è un po' a trabocchetto e io ci sono prontamente caduto: chiede se la percentuale trovata ha una qualche validità sull'intera popolazione mentre, ovviamente, ha senso solo per la collezione di 6000 unità da cui è stato estratto il campione. Probabilmente se la domanda fosse stata in italiano non mi sarei lasciato ingannare...

Sample Standard Deviation and Sample Variance
La tecnica del “Bootstrat” per stimare la SD della popolazione basandosi sui dati del campione può essere usata per liste qualsiasi (non solo composte da 0 e 1).
In tal caso la stima “Bootstrap SD(Box)” (detta S*) diventa:
dove M è la media degli elementi del campione.
Però (per motivi spiegati ma che io ho sorvolato) tale stima è un po' più piccola di quanto dovrebbe essere e così si usa più spesso la “Sample Standard Deviation” (detta S):
Ovviamente
Poi la dispensa aggiunge che per popolazioni “Percentage” (ovvero di soli 0 e 1), dove “pu” è la percentuale di “uno”, S diventa:
E qui mi sono divertito a cercare di ricondurre la formula generica di S a quella semplificata qui sopra!
Ho definito “nu” come il “numero di 1” e “nz” come il “numero di 0” ottenendo quindi:
Poi ho capito che nz=n-nu e che M=nu/n e quindi:

Ma nu/n equivale alla percentuale di 1, quindi:
che assomiglia solo vagamente a:
E quindi?
Quindi sono rimasto piuttosto confuso!
Sono abbastanza sicuro della correttezza dei miei calcoli e quindi sospetto (vista la confusione fra le varie definizioni) che la S della prima formula non sia esattamente la stessa della seconda S con la conseguenza del fattore n in più...
Comunque la moglie di mio cugino è una dottoressa in statistica e quindi... mi affiderò a lei per svelare questo piccolo mistero!
Modificato 28/8/2016: e infatti lei si è fatta viva e mi ha segnalato un mio errore di calcolo (v. il corto Errore istruttivo per i dettagli). Però ancora qualcosa non torna e io continuo ad avere la sensazione che si tratti di qualche definizione sballata o che io ho prontamente frainteso... Vedremo!

Il paragrafo spiega poi che, se il campionamento è con rimpiazzo, allora il quadrato di S stima il quadrato di SD(Box) senza alcuno scostamento (bias).

Poi la dispensa riassume i punti salienti di quanto spiegato: non mi va però di tradurre pedissequamente i vari punti (impossibile riassumerli) e quindi evito...

Infine c'è una serie di esercizi finali che, a meno dei soliti errori di calcolo, ho fatto bene.
Invece proprio l'ultimo esercizio, il 25.5, non l'ho neppure capito: la spiegazione poi usa dei concetti nuovi (ma evidentemente spiegati in precedenza) e questo mi ha convinto a fare un passo indietro al capitolo/dispensa 22 (Standard Error).

Conclusione: per adesso, nonostante le difficoltà, mi diverto e quindi andrò avanti. Confido poi che la moglie del cugino possa darmi delle buone dritte e che mi rimetta in carreggiata quando prenderò una strada sbagliata! Comunque vedremo... Di sicuro per le prossime lezioni eviterò di scrivere pezzi così accurati perché altrimenti ci perderei troppo tempo e mi andrebbe via la voglia sia di scrivere che di studiare: ma per una volta voleva dare l'idea di quello che combino...

Nota (*1): la mia teoria è di soffrire di una lieve forma di dislessia...
Nota (*2): ogni dispensa corrisponde a un capitolo...
Nota (*3): si tratta di materiale che di solito avevo visto nei corsi di statistica ma qui è inserito alla fine del corso sul calcolo delle probabilità: ad esempio il teorema del limite centrale...

lunedì 22 agosto 2016

L'intolleranza dell'economista

Dopo il corto Bagnai su Twitter, e grazie all'articolo Twitter: distruzioni per l'uso, mi sono reso conto di un possibile fattore che contribuisce a spiegare l'apparente (*1) arroganza del bloggatore di Goofynomics.

Ma prima una mia esperienza personale: in genere, grazie al mio intuito, sono piuttosto abile nel fare previsioni (v. ad esempio Previsione elettorale del 2013) così quando un paio di anni fa, per gioco, convinsi i miei amici attivisti a cercare di indovinare i risultati delle regionali del 2014 pensavo di vincere facilmente. Non pubblicai su questo viario le mie previsioni (ma un accenno c'è sul finale di Quantità e qualità) ma in pratica sovrastimai di molto il risultato del M5S sbagliando così di conseguenza le percentuali di tutti gli altri partiti...
Col tempo, a freddo, mi chiesi quale fosse il motivo delle mie previsioni sballate: arrivai alla conclusione che la colpa fosse dei miei amici/conoscenze su FB. All'epoca era tutto un susseguirsi di memi a favore del M5S e, anche se ero ben consapevole di chi fossero i loro autori, essi finirono per offuscare la mia capacità di giudizio.
Questo anche perché, essendo una persona schiva, i miei rapporti sociali erano incentrati su altri attivisti e, virtualmente, su FB: probabilmente se avessi ad esempio lavorato come benzinaio, o ancora meglio come edicolante, sarei rimasto maggiormente in contatto con un campione più significativo della società italiana.
Una parziale riprova di questa teoria l'ho avuta a maggio di quest'anno, quando da gennaio mi sono limitato a usare FB solo una volta alla settimana: sono riuscito a prevedere con estrema accuratezza la percentuale dei votanti al referendum contro le trivelle...

La morale è che, non sorprendentemente, essere circondato (o circondarsi) da persone che la pensano come noi, altera la nostra capacità di giudizio. Credo che in psicosociologia questo fenomeno sia ben noto e si chiami polarizzazione di gruppo: i giudizi di persone che la pensano allo stesso modo si rinforzano fra loro e si estremizzano.

Ora è difficile valutare la situazione di Bagnai perché dovrei conoscerne le abitudini private ma di certo sul suo viario e su Twitter si circonda di persone che la pensano come lui. Suppongo poi che i suoi studenti (è un professore universitario) non osino certo contraddirlo!
Soprattutto su Twitter, a giudicare dalla frequenza dei suoi commenti, sembra passare molto tempo...
Io credo che questo ambiente artificiale, di consenso costruito eliminando le opinioni contrarie, contribuisca decisamente ad alterare la percezione del valore delle proprie idee con la conseguente giustificazione razionale della sua arroganza di facciata.

Conclusione: mi sembrava una teoria interessante! Credo che in realtà io faccia fatica a comprendere come una persona evidentemente molto intelligente possa avere apparentemente così poco rispetto degli altri... ma magari è solo carattere ed è inutile cercare sottili spiegazioni...

Nota (*1): è apparente perché troppo manifesta: è una sua precisa scelta il cui scopo dichiarato è quello di scoraggiare i commenti di trollonzi e perdi tempo.

domenica 21 agosto 2016

Strana statistica

E così ieri mi sono messo alla ricerca di un corso di statistica: pensavo di trovarne molti ma non è stato così. Ce ne era uno che usava il linguaggio R (*1) ma non mi piaceva la sua impostazione; un altro era di statistica non tradizionale (ma io prima voglio proprio imparare quella classica!); e, infine, quello che ho scelto: Introduction to Statistics: Inference. È il terzo di una serie (il primo, credo, sui grafici e il secondo sul calcolo delle probabilità) quindi potrei incontrare difficoltà ma non mi andava di ristudiare cose che già so o che trovo troppo facili/noiose. Il corso è composto da solo 5 lezioni, quindi molto corto, però ho visto che c'è molto materiale per ogni lezione. Terribile la voce di un'insegnante indiana: ha delle pause di silenzio di 2-3 secondi ogni 15-20, non solo alla fine di una frase ma anche a metà di un concetto...
Probabilmente ha qualche grave problema di salute ma allora non fatele fare questi video!

Comunque ieri ho studiato la seguente pagina sulla campionatura: Sampling.
Alla fine di essa c'è il seguente esercizio (da me tradotto liberamente):
Una cittadina è composta da 700 isolati; ogni isolato ha minimo 6 edifici e mediamente ne ha 30; in ogni edificio abitano mediamente 2 persone.
Scegliamo un campione di persone con la seguente procedura: 1. Si scelgono a caso 70 isolati; 2. Per ogni isolato si scelgono a caso 6 edifici; 3. il campione sarà composto da tutti gli abitanti degli edifici selezionati.
Domande:
1. La probabilità che ogni persona ha di far parte del campione è uguale per tutti?
2. La media degli abitanti per edificio del nostro campione sarà uguale alla media complessiva?

La risposta alla prima domanda è ovviamente “no”. Le persone che vivono in un isolato con pochi edifici hanno più probabilità di far parte del campione rispetto a quelle che vivono in solati con molti edifici. Ad esempio chi vive in un isolato con solo 6 edifici ha il 10% di possibilità di essere selezionato; invece chi vive in un isolato con 60 edifici ha il 10% di 6/60, ovvero l'1% di essere scelto (*2).

Per la seconda domanda ho avuto molti più dubbi: la mia sensazione è che la risposta dovesse essere “sì” ma non ne ero sicuro. Così ho preso carta e penna per aiutarmi nel ragionamento.
Innanzi tutto 700 isolati con 30 edifici di media significa che in totale ci sono 21.000 palazzi. E se ogni palazzo ha mediamente 2 abitanti allora la cittadina ha 42.000 abitanti.
Ma soprattutto mi sono poi focalizzato sulla media degli abitanti per casa: se # totale persone / # totale case è 2 allora se scelgo X case avrò 2*X abitanti: in altre parole non vedo motivi per cui tale valore dovrebbe cambiare...

È invece la soluzione dell'esercizio era 2,7! Ovviamente non ho guardato i vari dettagli perché volevo ragionarci più approfonditamente per conto mio. Ma nonostante gli sforzi sono rimasto della mia idea.

Così oggi ho provato a costruire un semplice modello della cittadina al quale applicare poi il metodo di campionatura descritto. Nel mio modello ho creato 700 isolati a cui prima ho assegnato 6 edifici (4.200 in tutto) e dopo ho distribuito casualmente i restanti (21.000 – 4.200) 16.800. Infine ho assegnato casualmente 42.000 persone alle 21.000 case.
A questo punto ho applicato più volte il metodo di campionatura indicato e ho calcolato la media di abitanti per edificio del campione: i risultati (ho ripetuto l'esperimento varie volte) erano tutti molto vicini a 2: talvolta un po' di più (massimo 2,1333), a volte un po' meno (minimo 1,8928).

Soddisfatto sono andato a leggere per bene la “soluzione” del problema.
Innanzi tutto non è possibile calcolare la media di abitanti per edificio del campione con i dati a nostra disposizione. Il 2,7 che avevo visto di sfuggita si riferiva a un esempio specifico dove viene mostrato che la media del campione differisce dalla media della popolazione.
L'esempio è il seguente: supponiamo di avere solo 10 isolati composti da edifici che ospitano 1 oppure 10 persone. Per la precisione i 10 isolati sono così composti:
1. 1
2. 1
3. 1
4. 1
5. 1
6. 1
7. 1
8. 1
9. 1
10. 10+10+10+10+10+10
Cioè i primi 9 isolati hanno soltanto un edificio e ciascuno ospita una sola persona, invece il 10° isolato ha 6 edifici che ospitano ciascuno 10 persone.
Gli abitanti totali sono quindi 9+60=69, gli edifici 9+6=15 e quindi la media di abitanti per edificio è 69/15=4,6
Supponiamo di formare il nostro campione scegliendo prima due isolati e poi tutti gli abitanti di un edificio per isolato: in totale avremo o 2 persone (avremo scelto due degli isolati numerati da 1 a 9) oppure 11 (se uno dei due isolati scelti sarà il 10°). Nel primo caso la media di abitanti per edificio sarà 2/2=1; nel secondo sarà 11/2=5,5.
Mediamente (che è ciò che ci interessa!) sarà 1*Prob.(scelta di due isolati fra 1 e 9)+11/2*Prob.(uno dei due isolati scelti è il 10°). Con qualche calcolo delle probabilità (per i dettagli guardate la pagina indicata) si ottiene il risultato finale di 1,95 (*3).

Così ho riletto con attenzione la dimostrazione per il caso iniziale anche se mi sembrava un po' contorta...
Il passaggio centrale è quello dove si definisce il numero di abitanti del nostro campione e lo si pone uguale a:
A1*P(E1)+A2*P(E2)+... ...+A21000*P(E21000) ← totale persone campione
dove Ai è il numero di abitanti dell'edificio i-esimo e P(Ei) è la probabilità che l'edificio i-esimo faccia parte del nostro campione. Basterà poi dividere tale numero per 420 (il numero degli edifici scelti) per ottenere la media di abitanti per edificio del nostro campione.
Allora se ogni P(Ei) sarà uguale a 420/21.000 (ovvero se ogni edificio avrà la stessa possibilità di essere scelto) si potrà riscrivere la formula precedente ottenendo:
A1*P(Ei)+A2*P(Ei)+... ...+A21000*P(Ei)
(A1+A2+... ...+A21000)*P(Ei)
42.000*(420/21.000)
2*420 ← totale persone campione
Che diviso per 420 (numero degli edifici scelti) dà, appunto, 2 abitanti per edificio di media.
Secondo il testo la conclusione è che solo una scelta equiprobabile degli edifici garantisce una media del campione uguale a quella dell'intera popolazione. Poiché il nostro metodo di campionamento non garantisce che gli edifici siano scelti in maniera equiprobabile, allora la media del campione sarà diversa da quella dell'intera popolazione.
CVD...

...oppure no?
Dipende: il mio esperimento col modello informatico ha mostrato come anche con probabilità diverse per la scelta degli edifici da inserire nel campione si ottiene una media di abitanti per abitazione che è la stessa della popolazione completa.
Il motivo è che nel mio modello il numero di abitanti di ogni edificio segue sempre la stessa legge: diventa quindi irrilevante come si scelgono gli edifici del campione e le loro probabilità.
Secondo me quindi la seconda domanda dell'esercizio è mal posta e avrebbe dovuto essere invece qualcosa del tipo “In quali casi la media (abitanti/edificio) del campione è uguale alla media della popolazione?” e in tal caso avremmo avuto la risposta: “Quando la scelta dei diversi edifici è equiprobabile OPPURE quando la distribuzione degli abitanti per edificio è sempre la stessa”

Non mi pare che la soluzione data dal testo abbia una dignità maggiore della mia e, per tanto, sarebbe stato giusto specificarle entrambe.

Conclusione: sono un po' pignolino, vero?

Nota (*1): tempo fa detti un'occhiata al linguaggio R ma non mi piacque per niente...
Nota (*2): calcoli fatti a naso: siccome a calcolo delle probabilità sono MOLTO arrugginito ci potrebbero essere delle piccole discrepanze. Ma in questo caso i numeri esatti non sono importanti: basta mostrare che le due probabilità sono diverse...
Nota (*3): alla pagina indicata hanno sbagliato il penultimo calcolo...

venerdì 19 agosto 2016

Girileko

Pur non giocando più a scacchi continuo a seguire i tornei più importanti e i giocatori che considero più interessanti.
Uno dei giocatori che seguo con attenzione è Anish Giri, di padre nepalese e madre russa, ex bambino prodigio, adesso a 22 anni è già da tempo fra i primi 10 giocatori (*1) al mondo.

A me ultimamente inizia a ricordare Peter Leko: bambino prodigio negli anni '90 che raggiunse il vertice della propria carriera nell'incontro per il titolo di Campione del Mondo contro Kramnik nel 2000 qualcosa. Perse (*2) la sfida con Kramnik e, alla conferenza stampa, dichiarò che “essendo giovane sperava di avere altre occasioni in cui rifarsi”.
In realtà Leko non ha più avuto altre occasioni così importanti e, da allora ha iniziato una lunga parabola discendente: adesso è considerato un giocatore “pattaiolo” nel senso che bada a non perdere, difendendosi accuratamente, con la conseguenza però di vincere anche poco. Finché non si perde può andare ma in caso di sconfitta questi giocatori hanno difficoltà a riprendersi non riuscendo più a giocare in maniera abbastanza aggressiva. Adesso Leko è 39° (v. Live Chess Ratings), appena al di sopra della soglia dei 2700 che, più o meno, separa i GM forti da quelli normali.
Da giovanissimo Leko giocò contro Karpov che di lui disse “il ragazzo gioca troppo prudente, difficile che arrivi lontano”; Leko stizzito rispose qualcosa del tipo: “Prudente io? Lui col nero mi ha giocato la francese e non ha fatto che difendersi!”. Beh, apparentemente nel lungo termine Karpov ha avuto ragione!

Leko si sposò giovane e questa è un'altra caratteristica in comune con Giri: nel mondo scacchistico è ancora dibattuto se, in generale, il matrimonio abbia un effetto positivo o negativo sui giocatori. Io credo che dipenda dai singoli perché è ovvio che ci siano dei pro e dei contro.
Nel mondo degli scacchi circolano pochi soldi e solo i primi dieci giocatori (per non dire i primi cinque) riescono a ottenere buoni guadagni. Questo significa che diviene importante anche piazzarsi bene nei tornei per portare a casa qualche soldo: da questo punto di vista, l'idea di dover mantenere una famiglia può darsi che aggiunga un ulteriore peso nervoso al giocatore. Forse non è un caso che Giri sia arrivato ultimo al torneo di St. Louis di pochi giorni fa: secondo le chiacchiere del mondo scacchistico, la sua giovane moglie sarebbe incinta...

Conclusione: 1. volevo scrivere un corto ma... 2. vedremo se le difficoltà di Giri sono temporanee oppure se si è già precocemente (ha 22 anni! (*3)) avviato in una parabola discendente!

Nota (*1): beh adesso nella classifica in “tempo reale” è 13° perché ha avuto un cattivo torneo ma sicuramente si rifarà... oppure no?
Nota (*2): in realtà non perse ma pareggiò: però tradizionalmente il campione in carica mantiene il titolo in caso di pareggio. Soprattutto fu drammatica l'ultima partita in cui Kramnik, indietro di un punto, giocò all'arrembaggio per sorprendere e sconfiggere il suo avversario!
Nota (*3): Ho controllato la biografia di Leko su wikipedia. L'incontro con Kramnik fu nel 2004, quando aveva 25 anni, e da allora Leko riuscì a vincere solo altri due importanti tornei: nel 2005 Wijk aan Zee e nel 2006 il Tal Memorial...

Bagnai su Twitter

Da qualche giorno ho scoperto la pagina Twitter di Bagnai ed è interessante perché mi dà l'idea di quale sia il polso (come idee e tendenze) degli economisti. In questi giorni è uscito il libro di un importante economista, Joseph Stiglitz, in cui dà parzialmente ragione a Bagnai scrivendo che la crisi è effettivamente originata dall'euro e proponendo l'adozione di un euro forte e uno debole per i diversi Stati. Questo ha provocato una sorta di terremoto e ora in molti (giornalisti ed economisti da due soldi), che prima davano del matto a Bagnai, si affrettano a modificare la propria posizione...

Quindi se fra qualche tempo sentirete sui media italiani (ovviamente su indicazione e autorizzazione del profeta di Rignano) che, in effetti, avere un euro2 più debole risolverebbe i problemi della nostra economia ecco, allora vi consiglio di non perdere più tempo ad ascoltare novelle ma di andare a leggere direttamente Goofynomics per capire realmente come stanno le cose...

Ho deciso... - 20/8/2016
...devo studiare un po' di statistica: è troppo importante!
Sfortunatamente all'università, l'esame di CPS era solo calcolo delle probabilità: eppure un po' di statistica avrebbe fatto bene anche a noi...
Stasera vedo di trovare un buon corso e di seguirlo tutto in tempi rapidi facendo anche gli esercizi anche se mi sembreranno troppo semplici, poi troppo noiosi e poi “c'è qualcosa che non va”!

Nuova scoperta e vecchie certezze - 20/8/2016
L'ho visto giocare in una sola partita (e quindi potrebbe essere un caso) ma Politano del Sassuolo mi ha davvero impressionato: ha tecnica, intelligenza e velocità. Sembra di un'altra categoria!

Sempre in tema Sassuolo non mi ha invece convinto Berardi: tutte le volte che lo vedo (non molte in verità) mi delude. Sì, è un giocatore estroso a cui, a volte, riescono giocate difficili ma, mi pare, ne sbagli anche tante... Insomma gli manca l'affidabilità del giocatore veramente forte: magari maturerà col tempo... oppure ho solo avuto sfortuna io che l'ho visto sempre nelle sue giornate peggiori!

E Pogba... - 20/8/2016
Ieri ho poi visto la prima partita di Pogba nel Manchester United: è partito malissimo, facendosi portare via la palla e sbagliando passaggi; dalla metà del primo tempo ha iniziato a “migliorare” sforzandosi di giocare facile: passaggi a 5 metri o all'indietro. Nel secondo tempo è migliorato ancora un po' e ha fatto vedere ciò che sa fare: ha arpionato un paio di palle allungando il gambone; ha fatto una progressione di forza (finita nel nulla); ha calciato dalla distanza (fuori di un paio di metri) e si è inserito per tirare di testa (alta di almeno mezzo metro). Soprattutto è evidente la sua lentezza, forse non determinante nel campionato italiano (lento di per sé) ma decisiva nel campionato inglese...

Insomma come ho sempre detto Pogba era un buon giocatore per il campionato italiano, è un discreto giocatore per la Premier inglese ma è appena sufficiente per una squadra del calibro del Manchester United. Nel complesso mi sembra infatti che Mourinho abbia in rosa almeno 5 o 6 giocatori chiaramente più forti di lui: credo che nei prossimi mesi, quando la la sua effettiva consistenza diverrà evidente, si creeranno problemi in squadra a causa dello squilibrio dei salari. In questa partita vinta per 2-0 in casa credo che un 6 di incoraggiamento l'abbia strappato ma in una partita difficile sarebbe naufragato del tutto. Vedremo!

Errore istruttivo - 26/8/2016
Incredibile! Avete presente i calcoli che non mi tornavano in Aggiornamento statistico? Ebbene in parte la ragione era che avevo sbagliato io una semplificazione: me l'ha fatto notare la moglie statistica del cugino (*1)! L'ultima equazione corretta è quella in fondo alla lunga serie di passaggi, dove poi scrivo «Ma nu/n equivale alla percentuale di 1, quindi:».

Quanto scritto è corretto ma “nu(n-nu)/n” non fa “pu/(1-pu)”!
Il mio errore è stato considerare “nu/n” uguale a “pu” come fosse una sorta di equivalenza testuale e non una vera e propria divisione: per questo motivo ho semplificato entrambi i fattori del nominatore. Se l'espressione fosse stata qualcosa tipo “4Y(10-6Y)/2” sicuramente non l'avrei semplificata in “2Y(5-3Y)” ma, probabilmente, in “2Y(10-6Y)”. In definitiva avrei dovuto semplificare “nu(n-nu)/n” in “pu(n-nu)” oppure in “nu(1-pu)”...

Questo è sicuramente un errore ma ancora i conti non quadrano: appena ho nuove notizie ne darò notizia!

Nota (*1): Precisazione: non è il cugino che ha sposato la statistica ma la moglie che l'ha studiata!

giovedì 18 agosto 2016

Virtù etiche

Sono arrivato a leggere un paio di capitoli dell'Etica nicomachea che ho trovato particolarmente interessanti.
Ricordate il pezzo Aristotele mattina e sera dove, grazie al corso di filosofia di Sandel, avevo intuito che il racconto del Novellino avesse basi “filosofiche” piuttosto solide?
Beh, è proprio così!

Aristotele divide le virtù in dianoetiche, che possono venire apprese con lo studio, ed etiche, che invece si consolidano con l'abitudine.
Virtù dianoetiche sono la sapienza, la saggezza, l'intelligenza (*1), etc...; virtù etiche sono la liberalità, la moderazione, il coraggio, etc...
Ecco quindi che il senso del racconto del Novellino si chiarisce del tutto: per le virtù dianoetiche, se con la vecchiaia si perde il senno, non c'è niente da fare e anch'esse vanno perse; però, le virtù etiche sono indipendenti dalla ragione e sono invece basate sull'abitudine: chi da giovane avrà assimilato tali virtù grazie alla costanza nelle buoni abitudini le manterrà anche nella vecchiaia pur se dovesse perdere la ragione.

Comunque ciò che veramente mi ha colpito è una conseguenza di quanto detto: se le virtù etiche si possono assimilare con l'abitudine allora significa che non sono innate. Lo stesso Aristotele successivamente ribadisce tale concetto.

Appena lessi che le virtù, come il coraggio, si acquisiscono con l'abitudine sono trasalito. Non avevo mai riflettuto sull'argomento ma intuitivamente davo per scontato che le virtù fossero innate e facessero parte del carattere di una persona: tutt'al più immaginavo che potessero essere un po' plasmate e indirizzate durante l'infanzia. Così ho pensato qualcosa tipo: “Ecco un altro abbaglio di Aristotele con cui dovrò convivere nel prosieguo della lettura...”

Comunque ho continuato a pensarci e mi sono reso conto che questa visione di Aristotele ha comunque un grande pregio: grazie all'educazione (del comportamento) e alla volontà l'uomo può migliorare se stesso. Dà speranza. Intuisco che una delle conseguenze sarà che la società dovrà essere costruita in maniera tale da favorire le buone abitudini (*2) e in questa maniera effettivamente si renderà gli uomini migliori in quanto più ricchi di virtù. E gli uomini ricchi di virtù sono più felici. Scopo della società (e quindi della politica) sarà quindi quello di rendere gli uomini felici facendoli più virtuosi.
Bisogna ammettere che le costruzioni di Aristotele sono sempre molto logiche e consequenziali!

Per curiosità ho chiesto anche l'opinione di mio padre: “Secondo te le virtù come il coraggio o la moderazione sono innate o si possono acquisire?”. Lui non ci ha pensato un attimo e mi ha risposto: “Un po' e un po': osservando dei buoni esempi...”

Non so...
Il coraggio mi pare al 100% innato mentre la moderazione può essere influenzata dall'autocontrollo e quindi dall'abitudine. L'abituarsi a contare da 1 a 10 per non rispondere bruscamente...
Parrebbe quindi che le virtù vadano ulteriormente suddivise fra quelle sottoposte alla volontà, come la moderazione, e quelle da essa indipendenti come il coraggio.
Giustamente Aristotele fa partire queste sue teorie morali dalla struttura dell'anima umana: anch'io vedo le virtù come funzioni dell'animo e mi pare che queste diverse tipologie di virtù debbano essere la conseguenza di diversi aspetti della mente. Per chi non mi segue più questo significa che la definizione di Aristotele dell'anima è quantomeno incompleta.
Ma non ho voglia di inseguirlo nei suoi ragionamenti: sicuramente la sua partizione dell'anima sarà basata su altri presupposti dai quali la sua conclusione discende logicamente. In altre parole il problema sarà ancora più a monte...

Comunque ci voglio ancora riflettere...

Una nota di colore divertente: nel terzo capitolo del secondo libro Aristotele presenta un'obiezione alla sua teoria che le virtù si possano acquisire con l'abitudine. Qualcosa del tipo che per agire coraggiosamente si deve già essere coraggiosi e così via per le altre virtù.
Io, senza leggere oltre, ho subito annotato a lapis «Io obietterei che fare non è sufficiente, occorre anche il voler fare». Ovviamente si tratta di una nota scritta a uso personale e quindi non entro nei dettagli che mi sono evidenti.
Il concetto dietro alla mia nota risale allo zoroastrismo (si deve: pensare bene, dire bene e agire bene) e in parte a Kant dove un imperativo categorico per essere soddisfatto va seguito volontariamente (esempio del commerciante che non imbroglia sul resto il bambino solo perché ha paura di poter perdere clienti e non per l'onestà in sé).
Comunque alla pagina successiva anche Aristotele conferma: «[per essere utili alla virtù bisogna che le buone azioni compiute] ...innanzi tutto le si compiano essendone consapevoli, in secondo luogo scegliendole deliberatamente per se stesse, in terzo luogo se anche le compie mantenendosi saldo e inamovibile. (*3)»
Non mi pare un distinguo di poco conto: Aristotele avrebbe dovuto specificare questi punti già nei capitoli precedenti...

Conclusione: mi rendo conto che leggo molto lentamente, avanzando di poche pagine al giorno: certo potrei leggerlo più velocemente ma mi piace rifletterci, come in questo caso, per interiorizzare ciò che capisco. Che senso avrebbe leggere questo libro in pochi giorni se poi non mi restasse nulla o quasi di quanto ho letto?

Nota (*1): non sono sicuro di cosa intenda Aristotele/il traduttore con “intelligenza”...
Nota (*2): come le buone abitudini generano le virtù, così le cattive portano ai vizi.
Nota (*3): questa terza condizione, secondo la nota del mio volume (Etica nicomachea di Aristotele, Ed. Rizzoli, 1986, introduzione traduzione e commento di Marcello Zanatta), significa “vale a dire se le compie per effetto di una consolidata disposizione del carattere (hexis), di modo che gli sia quasi naturale agire in quel modo”. Insomma un imperativo categorico...