«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

domenica 31 ottobre 2010

Parallasse corto

Avete presente una delle mie ultime vignette chiamata “Corto”?
A sinistra si vedono le gambe e il busto di un uomo mentre, a destra, si vede un piccolo KGB che guarda seccato la persona al suo fianco.
Originariamente avevo pensato di disegnare altre due persone, alte quanto la prima, dietro KGB e ancora più a destra. Successivamente pensai però che la vignetta si sarebbe fatta troppo confusa, rendendo difficile distinguere KGB dalle persone alle sue spalle.
La mia idea era quella di disegnare un KGB molto piccolo, perché evidentemente basso, e, quindi, “Corto”.

In seguito mi è venuto il dubbio che chi guarda la vignetta possa pensare che il KGB non sia particolarmente piccolo (e quindi "corto") ma solo più lontano rispetto alla figura in primo piano.

Ieri sono stato a un workshop su un software per l'editing video che si apriva con un'interessantissima introduzione al 3D. Di particolare rilevanza per questo post è stato il breve accenno a come il cervello umano percepisca la profondità (stereopsi) in una normale immagine bidimensionale.
Gli elementi che permettono al cervello di intuire le diverse profondità sono molteplici: provo a citare quelli di cui mi ricordo.
  1. Sovrapposizione: se un oggetto è sovrapposto a un altro significa che è più vicino a chi osserva
  2. Proporzioni: gli oggetti apparentemente più grandi sono percepiti più vicini
  3. Contrasto: gli oggetti più vicini hanno colori più intensi
  4. Fuoco: gli oggetti più nitidi sono più vicini
Poi, ce ne erano ancora un altro paio che, al momento, fin quando non ritrovo i miei appunti, non ricordo...
Comunque i primi due elementi sono i più significativi.

Questo mi ha fatto riguardare la mia vignetta con più attenzione: se nel mio caso contrasto e nitidezza sono irrilevanti lo stesso non si può dire della sovrapposizione e delle proporzioni...
La sovrapposizione, presente nella mia bozza originale, avrebbe chiarito che KGB è “corto” e non “lontano”. Però, come spiegato, per evitare confusione grafica, alla fine ho disegnato solo due figure e quindi non c'è alcuna sovrapposizione.
Al contrario, le proporzioni, traggono in inganno il cervello e fanno pensare che il KGB è così piccolo perché lontano e non basso.

Come posso fare per evitare questa ambiguità non voluta?
Ho pensato alle seguenti possibilità:
  1. Aggiungere altre due persone dietro KGB come previsto dalla bozza originale
  2. Far sovrapporre parzialmente KGB con l'unica figura esistente: magari un braccio davanti la valigetta dell'uomo...
  3. Mettere un terzo elemento, non necessariamente una persona, che chiarisca le proporzioni
  4. Usare lo sfondo per far capire che le due figure sono allineate. In particolare pensavo a un marciapiede con muretto di sfondo

Personalmente preferisco la quarta possibilità: ho già spiegato perché la prima non mi piaccia; la figura del KGB è bellina con le braccia incrociate e, spostarlo leggermente davanti all'altra persona sciuperebbe la simmetria. L'idea del terzo elemento (che oltretutto chiarirebbe che è il KGB a essere corto e non l'individuo abnormemente alto) non è male, peccato che non me ne venga a mente nessuno adatto!

venerdì 29 ottobre 2010

Peggio del previsto


Ieri, per la prima volta non mi sono esercitato con la chitarra così, oggi che sto benino, ho cercato di recuperare.
Ho riprovato a rifare i vecchi esercizi e ho scoperto che non li sapevo più a memoria come prima; poi ho provato per la prima volta il "terribile" esercizio 7, quello con tutte le note mischiate insieme, ed è stato un disastro!
Per prima cosa faccio fatica a leggere la notazione musicale poi, una volta individuata la nota da eseguire, non ricordo la combinazione tasto/corda da suonare e, quando la ricordo, mi impappino tutto e premo la corda sbagliata...
Dovrò avere molta pazienza e provare questo esercizio molte volte...

Ironia infantile 1-Novembre-2010
In questo articolo di Repubblica.it viene descritto un nuovo studio psicologico secondo il quale l'ironia si sviluppa nei bambini a partire dai 4 anni.
Peccato che l'articolo riporti un solo divertente esempio: "ora che so che si mangiano polpette sono un pochino meno affamato".

Grasso come un otre 5-Novembre-2010
Quando sono stato malato mi sono scolato litri di tè e latti caldi super zuccherati: ho la sensazione di essere ingrassato un paio di chili...
Ovviamente vedere anche il mio KGB le Origini: l'ironico!

Post abortito 5-Novembre-2010
Avevo iniziato a scrivere il post per domani ma, giunto a metà, mi sono reso conto di non essere più d'accordo con me stesso: post abortito...

Cose di Google 9-Nov-2010
Ieri, per caso, ho provato a premere il tasto “Mi sento fortunato” nella pagina iniziale di Google senza aver prima inserito nessuna parola da ricercare.
Appare la lista dei logo di Google, archiviati per mese e anno: molto carini!
Contemporaneamente, su FB, un mio amico ha postato la seguente curiosità: “Provate ad andare su Google Maps e fate calcolare il percorso Japan → China; osservate il punto 43. Oppure fate calcolare il percorso Japan → California e osservate il punto 27...”

giovedì 28 ottobre 2010

Progressi chitarristici

Ora parlare di “progressi” è un po' eccessivo: il termine “progresso” implica qualcosa di positivo, io invece sono in una fase di “meno peggio” ma sempre negativo...
Sono molto seccato perché pensavo che la chitarra fosse uno strumento facile da suonare: solo qualche corda da pizzicare... Sì, avevo notato come la mano sinistra del chitarrista facesse qualcosa col manico della chitarra ma, sostanzialmente, pensavo che la tenesse solo in posizione...

Invece no: le sei corde fanno solo cinque note (ci sono infatti due MI; inoltre le ultime due corde producono note troppo fuori scala per essere usate direttamente in congiunzione con le altre quattro) poi, per ottenere le note mancanti e per cambiare ottave (non so se si dica così) bisogna usare i cosiddetti tasti sul manico della chitarra.
In realtà non sono tasti ma delle linee dove, premendoci sopra la corda, si cambia nota. Di questi tasti ce ne sono troppi: io ho deciso di limitarmi ai primi 12.

Attualmente sono alla lezione 3 del corso online che sto seguendo. Sto seguendo (parzialmente) anche il consiglio suggeritomi (link) di allenare le dita a muoversi su e giù per la tastiera ma, dopo una giornata, mi era già venuto a noia così, in parallelo, da sabato ho ripreso a seguire il corso.

La lezione introduce la quinta e sesta corda (il MI e il LA) e fin qui non ci sono problemi.
Poi spiega le pause: anche queste sono facili ma mi stanno antipatiche. Mi diverto a pizzicare le corde, non a contare...
Poi c'è stato il trauma di cui ho accennato nel corto di sabato: il FA e il SOL ottenuti premendo rispettivamente il primo tasto con l'indice e il terzo tasto con l'anulare. Come spiegato i miei ditini sono ben proporzionati e, come tali, incapaci di premere contemporaneamente entrambi i tasti.
Comunque mi sono esercitato e ho raggiunto un compromesso accettabile (*1), almeno quel tanto che basta per proseguire col corso.

Dopo il FA/SOL, viene affrontato il DO/RE, completamente analogo alle due note precedenti ma ottenuto pizzicando la seconda corda invece della prima.
In realtà queste note sono ancora più difficili da ottenere perché è facile premere per sbaglio la prima corda insieme alla seconda però, essendo rimasto già traumatizzato dal FA/SOL, ho accettato il problema filosoficamente.
La terza lezione affronta infine il LA sulla terza corda (secondo tasto) che è facile e il MI/FA sulla quarta corda (secondo e terzo tasto). Queste due note, essendo ottenute premendo due tasti adiacenti, sono più semplici del FA/SOL e DO/RE però ho notato che, quando uso il dito medio e l'anulare, il mignolo mi si rattrappisce...

Per arrivare alla quarta lezione devo ancora fare due esercizi e un brano. Sarà molto dura perché il prossimo esercizio inizia a usare le varie note contemporaneamente...

Nota (*1): Il problema non è solo premere questi tasti contemporaneamente ma anche quando rilasciarli. Supponiamo ad esempio che io abbia suonato un SOL da 2/4 che debba venir seguito da un FA: in teoria il SOL dovrebbe suonare per 2 tic del metronomo, poi dovrei rilasciare il terzo tasto e contemporaneamente ripizzicare la prima corda per ottenere il FA; in pratica, causa scarsa coordinazione, rilascio il terzo tasto un po' prima di pizzicare la corda e, in questo intervallo, la chitarra emette un suono spurio molto brutto da sentire.

lunedì 25 ottobre 2010

Pulci mannare

Bisba, la mia gattina, sta bene e continua a crescere. Nel complesso devo ammettere di essere stato positivamente sorpreso.
Non avevo mai avuto dei gatti cuccioli prima d'ora e non pensavo che fossero così divertenti.
Probabilmente dipende anche dal carattere e Bisba è piuttosto scatenata.

Di seguito ho raccolto varie note che la riguardano:
  • È una arrampicatrice: si arrampica da tutte le parti, sale anche su rametti piccolissimi, che si piegano sotto il suo peso, fino a svariati metri d'altezza.
  • È famelica: mangia TUTTO. Non solo carne ma anche formaggi, pane, insetti e pure qualche verdura se è stata a contatto con della carne...
  • Per adesso come cacciatrice lascia un po' a desiderare: è confermata solamente la cattura di una lumaca lunga una quindicina di cm e di una lucertola. Oggi comunque stava facendo la posta a uno scoiattolo arrampicato in cima a un albero del giardino...
  • Rispetto agli altri gatti (entrambi maschi) che ho avuto mi pare molto più casalinga, forse anche perché è ancora relativamente piccola.
  • Gioca tantissimo: con la coda, con me e con chiunque le dedichi un po' di attenzione. Altrimenti corre su e giù, rapidissima, per la stanza; si arrampica per il suo rifugio come uno scoiattolo; corre per le scale (spesso inciampando) a perdifiato; gioca con penne e con tutti gli oggetti rumorosi che può spostare con le sue zampine; ama particolarmente giocare con la sua scodellina d'acqua: la sposta con la zampa per tutta la stanza e osserva affascinata l'acqua che si muove...
  • Molto coraggiosa: per adesso non ho trovato niente che le faccia paura. Anche l'acqua sembra divertirla ed è indifferente agli spruzzi; è appassionata dello sciacquone e, quando viene tirato, salta sul water e osserva sbigottita l'acqua che scende; a dire il vero ieri, quando ho iniziato a esercitarmi con la chitarra, è scappata via velocissima: credo che dipenda dal fatto che, essendo un po' sorda, non ci capisca di musica...
  • Usa la sua cassettina: pure troppo; Spesso la faccio stare fuori per molte ore e, quando rientra, la prima cosa che fa è sporcare la sua cassettina
  • L'unico problema che ha è che da un orecchio è quasi sorda col risultato di non essere bene in grado di individuare la provenienza di un rumore: forse anche per questa insicurezza non va troppo a giro...
  • Ah, c'è un'altra cosa che non va: mi ha distrutto un calzino buono...

Ecco qualche foto più o meno recente (da un mese a dieci giorni fa).





Già, e poi, come indica il titolo del post, c'è il problema delle pulci.
Un po' è colpa mia: quando andai a comprarle l'antipulci in farmacia avevano solo il front-qualcosa che, oramai, è quasi totalmente inefficace, mentre io volevo l'altro (di cui, al momento, non ricordo il nome...), poi me ne sono dimenticato...

In realtà non si gratta molto però ieri è riuscita a farmi pinzare!
Eppure io sapevo che le pulci dei cani e gatti sono innocue per le persone! Invece ieri sera l'ho tenuta in grembo per molte ore guardando la televisione e poi mi sono ritrovato tutto pieno di pizzichi, come mostrato dalla foto (*1).


Oltre alle pinzature sulla pancia (ne avevo un paio anche sul mio lato destro...) mi hanno pinzato per bene anche le gambe...
Le pinzature non sono dolorose ma fastidiosissime.

Nota (*1): La foto è tridimensionale pertanto, se visualizzata su un comune monitor 2D, sembrerà che io abbia un po' di pancetta. Tutt'altro! Con un monitor 3D è possibile verificare che la “pancetta” altro non è che un groviglio di addominali d'acciaio...

Primo (o secondo) tempo

È passata una settimana e ancora Fischiali non mi ha disattivato l'ADSL; così mi sono deciso a chiamare l'assistenza per fare un sollecito perché temevo qualche gioco sporco.
Faccio il 130 e mi si presentano tre possibilità: assistenza commerciale, assistenza tecnica e fatturazione.
Non so cosa scegliere ma opto per fatturazione: loro dovrebbero sapere quando l'ADSL viene effettivamente tolta. Aspetto 10 minuti, spiego alla signorina il problema e lei trasferisce la mia chiamata all'ufficio “competente”; aspetto altri 10 minuti e, la nuova signorina mi saluta e mi dice che, sfortunatamente, per motivi tecnici, non può vedere col suo computer i dettagli della mia pratica: mi dice di richiamare; protesto che sono già venti minuti che aspetto ma ella ribadisce di non poterci fare niente. Richiamo il 130: questa volta scelgo assistenza tecnica; attendo 10 minuti; mi risponde un ragazzo che, dopo aver ascoltato la mia domanda, mi dice di rivolgermi all'assistenza commerciale.
Richiamo il 130; attendo 10 minuti; mi risponde un altro ragazzo che, finalmente, mi conferma che la pratica di disattivazione è in corso e che massimo in un paio di giorni sarà portata a termine.
Totale 45 minuti e passa: in pratica un tempo di una partita di calcio con annesso recupero.

venerdì 22 ottobre 2010

Scultura di bimbo

Sogno interessante stanotte. Un sogno può essere interessante sotto vari aspetti: in questo caso perché potrebbe fornire lo spunto per la trama di un racconto o forse di un film (americano).
Ricordo solo l'idea centrale: io sono un detective che dà la caccia a uno pseudo artista. Questo “artista” rapisce bambini nell'Europa orientale e li uccide mettendogli una maschera che blocca i muscoli del volto in maniera che sembri che sorridano. Poi rivende questi corpicini mummificati, dai volti felici e sorridenti, rannicchiati in posizioni come se stessero dormendo, a ignoti collezionisti.
Dovessi scriverci un racconto mi risulterebbe difficile spiegare come faccia a venderli... boh, forse, ipotizzerei delle sculture fatte con i calchi di gesso delle vittime originarie.
Un film americano non si porrebbe il problema invece: semplicemente farebbe accumulare i corpi nella cantina del maniaco. Io trovo invece che, il particolare di rivendere la propria follia spacciandola come arte, sia particolarmente inquietante.

Beh, questo sogno era particolarmente macabro e non rappresenta la norma. Però, ho notato, in genere i miei sogni sono estremamente coerenti, credo più del normale, anche se non ho intervistato un numero sufficientemente alto di persone per esserne sicuro.
Credo che dipenda dal fatto che, quando dormo, il mio sonno sia piuttosto leggero e la mia parte razionale sia comunque vigile e attenta a dare un senso logico a tutto quello che accade nel sogno finendo per influenzarlo. O forse, non dipende dalla profondità del sonno ma solo dal fatto che la mia mente razionale sta sempre sul chi vive.
Chi ha letto “l'interpretazione dei sogni” di Sigmund saprà che, nei sogni, è il nostro inconscio che la fa da padrone. Nel sogno i nostri desideri si realizzano e facciamo ciò che non oseremmo mai nella realtà.
Invece io, anche nei sogni, sono molto controllato, probabilmente proprio perché la mia parte razionale rimane vigile. Sì, sono un po' più sciolto, ad esempio, se incontro qualche donna, riesco a flirtarci con una prontezza e un'abilità per le quali anche il mio amico conoscitore delle donne (*1) sarebbe orgoglioso di me.
Un'altra teoria che ho per spiegare questa particolarità è che dipenda dal fatto che io abbia letto il suddetto libro di Freud quando ero molto giovane. All'epoca, ricordo, mi divertivo ad auto analizzare i miei sogni: il risultato di questa attività è stato che il significato inconscio, per rimanere tale, si è dovuto nascondere sempre di più in particolari poco evidenti e nascosti.

Nota (*1): Mi riferisco a “l'uomo che sussurra alle donne”: un post che non ho ancora scritto! Edited: Post scritto eccolo: L'uomo che sussurava alle donne.

giovedì 21 ottobre 2010

Corto corto


Finalmente ho il mio computer, di nuovo funzionante, che mi ventola fedelmente accanto!
Sui miglioramente chitarristici non mi pronuncio...

Dita corte 23-Ottobre-2010
Depressione!
Ho le dita troppo corte per fare il FA e il SOL sulla prima corda!
Soprattutto, se devo mantenere la pressione sul FA, arrivo a malapena, e sforzandomi alquanto, a metà del terzo tasto per fare il SOL...

Veloce! 27-Ottobre-2010
Poi, lunedì stesso, verso le 20:00, Fischiali mi ha effettivamente disconesso. Martedì ho fatto il contratto con Telegom e, mercoledì sera, avevo di nuovo internet attivo!

Malato ignoto 28-Ottobre-2010
Da martedì sono malato: raffreddore fortissimo che al momento si è trasformato in tosse con l'aggiunta di qualche linea di febbre...

Bisba & Friend 29-Ottobre-2010
Confermata la cattura di un topino!!

mercoledì 20 ottobre 2010

Do - le - re - mi - fa

Ieri sera ho fatto il mio acquisto inconsulto.
No, non è stato un gesto inconsulto: in verità erano già due anni che meditavo la cosa e ancor prima, per molti anni, ci avevo fantasticato sopra di sfuggita...

Insomma, per farla breve, ieri mi sono comprato una chitarra elettrica e relativo amplificatore.
La domanda che mi perplime è: "Quanto a lungo l'userò, prima di arrendermi di fronte all'evidenza della mia incapacità, e gettarla via?"

È risaputo infatti che, per imparare a suonare decentemente uno strumento musicale, bisogna iniziare da piccoli (*1). Oltretutto io sono piuttosto imbranato e faccio fatica a coordinare le dita torpide con l'orecchio sordo e la memoria inaffidabile.

Eppure sono molto felice: erano anni che non ero così contento! Mentre camminavo per strada, con la mia chitarra in spalla e l'amplificatore in braccio, sorridevo come una pasqua quando mi accorgevo che qualcuno mi guardava con curiosità. Mi divertiva l'idea che qualcuno potesse pensare che io fossi in grado di farci qualcosa con quel pezzo di legno con sei corde che mi trascinavo dietro!

Tornato a casa ho, praticamente saltato la cena e, scaricato il primo corso gratuito per chitarra, ho iniziato a esercitarmi. Ingenuamente pensavo che, almeno strimpellare male la chitarra, fosse facile. Invece no, è difficilissimo! bisognerebbe avere tre occhi indipendenti per tenere tutto sotto controllo (*3).
Risultato: ho imparato a memoria l'esercizio 4 della seconda lezione: un brano di ben 25 note!
Ho detto imparato a memoria e non a suonare perché infatti, dire che lo "suono" è un insulto anche per un disco graffiato (*2).

Attualmente ho i seguenti problemi:
  1. Tendo a proiettare la durata della nota successiva su quella attuale. Se, ad esempio, ho una nota da 1/4 seguita da una da 4/4 tendo a prolungare eccessivamente la prima.
  2. Perdo il senso del tempo a causa del ticchettio del metronomo. Il metronomo dovrebbe servire proprio a mantenere il giusto ritmo ma io finisco per esserne distratto e perdermi nei lunghi attimi di silenzio. In particolare mi confondo col tic sulla nota e non capisco se è già il successivo...
  3. L'impugnatura della mano sinistra è più tennistica che da chitarrista... Spesso, senza accorgermene, schiaccio la prima corda rendendola muta.
  4. Il metronomo mi angoscia! Non è uno scherzo: il suo ticchettio mi dà un senso di vero malessero fisico. Un'ansia che mi spinge a fare le cose il più velocemente possibile e che mi rende teso e nervoso.
  5. Ovviamente mi confondo con le note che devo suonare e sulla loro durata...

Comunque, come detto, per il momento sono molto contento del mio acquisto: terrò informati i miei poveri lettori sui miei scarsi progressi...

Nota (*1): "Piccoli" di età non di altezza, altrimenti non avrei problemi. Sottolineo che qualcuno dovrebbe sentirsi in colpa per avermi spinto a determinare con precisione millimetrica la mia altezza: nella mia beata ignoranza ero felice mentre, adesso, sono traumatizzato e chissà, anche da grande, potrei risentirne...
Nota (*2): L'audace, ma forse non troppo comprensibile metafora, significa che suono così male che, anche un disco graffiato suona meglio...
Nota (*3): Un occhio per controllare che corda pizzica la mano destra, uno per vedere cosa combina la mano sinistra e il terzo per leggere lo spartito.

martedì 19 ottobre 2010

5 ore o poco più

Oggi non so che scrivere.
Il computer, con i miei appunti per post, DOVREBBE essere pronto domani: speriamo bene...
Stasera, se sono bravo, vado a correre: solo che tira un gran vento freddo...
Se faccio in tempo, voglio andare a vedere quanto costa una chitarruccia elettrica + accessori: probabilmente sono soldi e tempo perso visto che dubito di avere la pazienza e la voglia di studiare seriamente, eppure è uno sfizio che voglio togliermi.
Dopotutto perché non togliorsi delle piccole soddisfazioni quando è possibile farlo a un costo, economico e non, relativamente basso?

Il titolo del post?
Si riferisci al fatto che, ultimamente, complice il computer in riparazione, sto leggendo un giallo al giorno: da poco ho ripreso a leggere la serie di padre Cadfael di Ellis Peters. Sono libretti di circa 200 pagine che si leggono piacevolmente e alla svelta: non mi sono cronometrato ma, ad occhio, mi ci vogliono circa 5 ore per leggerne uno. Se inizio alle 20:30 finisco verso le 1:00.
Come al solito sto leggendo anche altri libri: Bertrand Russel (in bagno) e "l'insostenibile leggerezza dell'essere" di Kundera (in teoria, con un po'di buona volontà potrei finirlo in una serata ma mi è piuttosto indigesto e, ogni sera, preferisco iniziare un nuovo giallo...).
Mi mancano un paio di capitoli per finire anche il libro sulle invasioni barbariche in inglese: fortunatamente al momento l'ho perso... (beh, il fatto è che le migrazioni dei popoli slavi e dei vichinghi non mi interessano molto...)

lunedì 18 ottobre 2010

Making A Short Story Long

Dopo svariate mesi di suppliche ci sono riuscito: l'acclamato autore di Pohmeridiana, Josef Pohm, ha acconsentito a scrivere, in anteprima mondiale e italiana, un post/racconto per questo blog.
È un grande onore per me poter pubblicare un'opera di Mr. Pohm: egli è infatti impegnato in numerose attività, benefiche e non, e da molti, troppi, mesi non ha più trovato il tempo nemmeno di aggiornare il suo eccellente blog Below Normal (vedi anche il mio post Blog Amici)
Per non privare il lettore delle numerose sorprese della spumeggiante trama non rivelerò nessun dettaglio significativo della storia: posso comunque dire che si tratta di un racconto di crescita interiore dove il protagonista, un piccolo imbianchino, nonostante le vicissitudini della vita e grazie all'amore di una donna, riesce a diventare grande. Una specie di Harry Potter dove il protagonista, al posto della bacchetta magica, maneggia un pennello. Come in ogni opera di Mr. Pohm i riferimenti letterari si sprecano: in questo racconto è particolarmente evidente il richiamo alla poesia "L'infinito" di Giacomo Leopardi.
Ogni commento, specialmente se negativo, è particolarmente apprezzato!

Making A Short Story Long
- Sapevo che il lavoro sarebbe stato particolarmente impegnativo, così questa mattina mi sono alzato poco dopo l'alba, con l'obiettivo di terminare il prima possibile. Ho messo la salopette blu e il lupetto crema, proprio come faccio tutte le volte in cui mi aspetto una giornata pesante. Te l'ho detto (o no?!), che, vestito così, pare che lavorare mi pesi meno. Ho fatto colazione, ho infilato le scale e mi sono fiondato in auto. Ho inserito le chiavi e... niente quadro. Batteria morta.
- Non avevi i cavi?
- Certo che avevo i cavi. Ho aspettato un bel po' che passasse qualcuno, ma... niente. E neanche i vicini erano in casa.
- E quindi?
- Eh... e quindi. Quindi ho preso la bicicletta, mi sono sistemato tutto il necessario sulle spalle e sono partito di buona lena. Avresti dovuto vedere quanto ero carico! Ho perfino montato delle rotelle laterali, per non rischiare di cadere.
- Le rotelle laterali? Quelle per i bambini?
- Sì, ne avevo un paio in giro per la casa. Comunque, entrato in città (saranno state ormai le otto e mezza), ho preso dritto per i viali con un traffico che... be', ti puoi immaginare benissimo, a quell'ora! Avrei voluto tenermi sulla destra, ma, dopo un paio di confluenze, mi sono trovato in piena corsia centrale. Molte auto vedendomi all'ultimo momento, mi scartavano e suonavano. Ma tanto, pensavo io, chi se ne frega, ora mi sposto a destra, poi, ancora un paio di chilometri e sarò arrivato.

- E poi?
- Eh... e poi un vigile urbano, scorgendomi da lontano, ha pensato bene di fermarmi lì, in mezzo alla strada, giusto in tempo per vedere uno di quegli autobus arancioni del servizio urbano sfilarmi di un niente sulla sinistra e bloccare completamente la circolazione. Mi dice: "Ma cosa fa con quell'arnese? Ostacola il traffico!". "Devo dipingere una parete grande, ci vuole il pennello grande", dico io.
- Pennello grande?
- Sì, avevo deciso di portare un pennello un po' più grande, per fare prima.
- Tanto grande da ostacolare il traffico?
- Ma no, figurati, era un pennello appena un po' più grande di quelli che uso di solito. È stato il vigile a creare l'ingorgo. Mi ha fermato in mezzo alla corsia centrale!
- E cosa ti ha detto?
- Si è messo a fare lo spiritoso in quell'inferno di clackson e polveri sottili. Mi ha risposto con un gioco di parole; una cosa tipo "non ci vuole un pennello grande ma un grande pennello", mi pare. Mica l'ho capito bene. E, per giunta, mi ha pure mostrato un pennello di suo gusto, materializzandolo da chissà dove, manco fosse Eta Beta.

La ragazza si sistemò meglio sotto le lenzuola ed aggiustò il cuscino. Restò per un attimo sovrappensiero accarezzando morbidamente la pancia dell'uomo. Indugiarono così per qualche secondo ancora, gustando l'aria fresca che entrava dalla finestra semiaperta, fin quando l'imbianchino impallidì, indicando un ritratto appeso al muro: - Era lui! Il vigile urbano, è quell'uomo nella foto.
- Figurati. Quello lì è mio marito, ti starai sbagliando.
- Ti dico che era lui. Fa il vigile urbano, o no?
- Sì, ma...
- Niente 'ma', sono sicuro che fosse lui - disse ridacchiando per la curiosa coincidenza. La ragazza sospirò: - Vabbe'... mio marito, certo... così saresti stato bloccato da mio marito mentre dirigeva il traffico armato di pennello. E poi, cos'altro?
- Be', ero un po' infastidito. Gli ho detto che non pretendesse di insegnare a me come fare il mio mestiere.

- E lui?
- Lui a quel punto ha replicato che, ad ogni buon conto, così non potevo circolare e mi ha fatto abbandonare a bordo strada quasi tutto il materiale. Ho potuto conservare un piccolo vecchio pennello un po' spelacchiato, ma ho comunque dovuto passare da un negozio per ricomprare la vernice e tutto il resto e, alla fine, quando ho iniziato a dipingere erano già le dieci abbondanti. Ecco perchè non avevo ancora terminato, quando sei rientrata in casa.

La ragazza si fece scivolare intorno un braccio dell'uomo e gli si strinse più vicino. Sospirò di nuovo: - E ti aspetti che io creda a questa storia?
- A quanto pare puoi sempre chiedere conferma a tuo marito, se vuoi - disse lui, indicando il ritratto.

Lei sorrise, immaginando il vigile, al ritorno dal lavoro, impalato al centro del giardino. Con una mano reggeva un secchio di vernice. Nell'altra teneva il suo pennello di marca, acquistato la mattina. Fissava perplesso il grande muro di cinta che fino al giorno prima, avrebbe giurato, dava l'impressione d'aver bisogno di una mano di pittura, mentre adesso, misteriosamente, pareva invece ritinto di fresco.

Scacciò il pensiero, raccolse un fermacapelli e si fissò le chiome sulla sommità del capo. - In realtà, non è che mi interessi molto - disse poi, saltando a cavallo dell'imbianchino. - E, comunque, pare che non serva affatto né un pennello grande, né tantomeno un grande pennello; visto che, per quel che c'era da fare, è stato sufficiente un piccolo vecchio pennello un po' spelacchiato.

domenica 17 ottobre 2010

Doppia negazione

Dopo gli ultimi due post (L'accademia di Atene e Ipocrisia al lavoro) non volevo scriverne di nuovo uno impegnativo.
Eppure c'era un argomento che mi stava a cuore e sul quale avrei detto volentieri la mia opinione, poi però, ieri sono stato tutto il giorno fuori casa e, alla fine, ha vinto la mia pigrizia...
Stamani, su FB, un amico ha pubblicato un link a un articolo del Sole 24 Ore: gli ho dato solo una scorza veloce, tanto per capire dove voleva andare a parare, ma senza leggerlo troppo a fondo, per non farmi influenzare, prima di scrivere il mio post.
Sì perchè, a quel punto, mi era tornata una gran voglia di dire la mia! e quindi...

La notizia che mi aveva colpito era stata la proposta di legge di introdurre come reato il cosiddetto "negazionismo" (*1).
Ora il negazionismo è una tesi, un'idea, basata su ipotesi decisamente traballanti ed è diffusa principalmente in ambiente neonazisti.
È quindi giusto vietare per legge che questa "teoria" possa venire liberamente diffusa in Italia?

Secondo me no, e per molti diversi motivi:
  1. Dando per scontato che si tratti di una teoria errata, perché vietare solo essa e non tutte le altre? La legge non dovrebbe ingarbugliarsi su casi particolari ma difendere principi generali
  2. Chi decide quali teorie sono errate? il parlamento? Dare a un ristretto gruppo di persone, seppur "autorevoli" (*3) come i parlamentari italiani, la facoltà di stabilire quali idee siano ammissibili oppure da vietare è preoccupante.(*4)
  3. Vietare una teoria per legge è un pericoloso precedente per la libertà di pensiero
  4. Kundera scrive (*2) "Questa insistenza che uno ritratti pubblicamente affermazioni passate, ha in sé qualcosa di medioevale. Che cosa significa poi "ritrattare"? Nell'epoca moderna, un'idea è possibile solo confutarla, non certo ritrattarla.". Kundera parla di "ritrattare" ma credo che si possa tranquillamente sostituire questo vocabolo con "vietare". Che senso ha vietare un'idea per legge? Se un'idea è errata basta provarlo. Sarebbe a mio avviso più utile, invece di una legge isterica, confutare punto per punto le varie ipotesi negazioniste: una persona intelligente potrebbe tranquillamente leggere entrambe e poi trarre le proprie conclusioni.
  5. È inutile e forse controproducente vietare per legge le teorie negazioniste: i neonazisti rimarrebbero comunque tali e, anzi, vedrebbero in questa specifica legge un altro lampante esempio della "cospirazione giudaico-comunista-massonica internazionale". Inoltre, persone un po' paranoiche, potrebbero vedere come molto sospetta questa legge ad hoc contro il negazionismo e quindi, paradossalmente, trovare detta teoria più credibile di quanto non sia.

Concludo con un appello (vedi il punto 1): non ho potuto fare a meno di ricordarmi il parallello che esiste, tenuto conto delle debite differenze, con il dualismo fra la teoria del creazionismo e dell'evoluzionismo (*5). Perché il parlamento italiano non vieta, già che c'è, anche questa teoria?

Nota (*1): negazionismo=negare che l'olocausto sia mai avvenuto (vedi wikipedia per una definizione più accurata: qui).

Nota (*2): tratto da "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Milan Kundera, Adelphi 1985

Nota (*3): ;-)

Nota (*4): Leggere cum grano salis: "Quando lo Stato interviene per assicurare l'insegnamento di una dottrina, lo fa perché non esiste alcuna prova definitiva in favore di quella dottrina. Nello stato di New York, fino a poco tempo fa, era illegale insegnare che il comunismo è buono; in Unione Sovietica è illegale insegnare che il comunismo è cattivo." Bertrand Russell, Sceptical Essays, New York, W.W. Norton & Co, 1931 (tratto da Pensieri, Bertrand Russell, Grandi Tascabili Economici Newton, 1993)

Nota (*5): In breve gli evoluzionisti sostengono la teoria di Darwin sull'evoluzione; i sostenitori del creazionismo affermano invece che, la terra, gli uomini e gli animali, furono creati da Dio così come sono adesso (già perfetti).

venerdì 15 ottobre 2010

L'accademia di Atene

Qualche giorno fa mi è capitato di finire sull'interessantissimo blog di Giorgio Maone, hackademix.net, l'autore di due famosi plugin per Firefox: Flashgot e NoScript.

Lo sguardo mi è caduto su un post dallo strano titolo Lost in Translation (ASP's homoXSSuality) e, leggendolo, ho scoperto un interessante dilemma morale.
L'articolo era piuttosto tecnico ma gradevole e ricco di spunti spiritosi: leggendo il post si scopre che homoXSSuality deriva dall'incrocio dei termini homoglyps, homophones e XSS.
Non entro nei particolari (perché non saprei riassumerli se non penosamente!) ma, in pratica, il post descrive una vulnerabilità di ASP dovuta alla cattiva traduzione di alcuni caratteri sostituiti di volta in volta con omografi xor (*1) omofoni.

Insomma, il post mi era piaciuto e lo avevo trovato interessante ma, probabilmente, me ne sarei presto dimenticato se non avessi dato un'occhiata ai commenti.
Ed è fra i commenti che emerge l'interessante questione che mi ha colpito.
Il commento #7, di un certo "Meh", lamenta che il post è omofobico (*2) e consiglia di non usare il termine "homoXSSuality" anche se capisce che voleva essere solo un divertente gioco di parole.
Nel commento #9, l'autore risponde a "Meh" chiedendogli di chiarire per quale ragione il post sarebbe omofobico.
Nel commento #11, "Meh" spiega che trova il post omofobo a causa dell'assonanza fra omesessualità e homoXSSuality dove, questo secondo termine, ha un significato chiaramente negativo trattandosi di una vulnerabilità/difetto di ASP; in pratica si forma una catena semiotica che associa al termine omosessualità un significato negativo.
Nel commento #13, l'autore ringrazia per la spiegazione di "meh" ma spiega che non rinuncerà a un divertente gioco di parole solo perché una piccola minoranza lo trova offensivo.

Ok, poi ci sono molti altri commenti che discutono, più o meno seriamente, questo aspetto ma, l'essenza della questione, è, a parer mio, chiaramente espressa dai 4 commenti riassunti sopra.

Comunque il dilemma è questo: fino a quando è accettabile, in un blog aperto a tutti, uno scherzo se questo offende qualcuno dei lettori? C'è un limite sulla percentuale (o un numero assoluto) di lettori che è lecito offendere?
Cioè, se un post viene letto da un milione di persone ma, solo uno di questi lettori (0.0001%) rimane offeso, l'autore deve modificarlo? e se gli offesi fossero mille (0.1%)? e se fossero diecimila (1%)? oppure centomila (10%)?

Mi pare un dilemma molto interessante. Non ho studiato legge quindi non ho idea di dove stia, giuridicamente, il torto e la ragione. Suppongo che negli USA, il quinto emendamento sulla libertà d'espressione, protegerebbe l'autore. In Italia, immagino, ci sarà il solito caos di leggi contraddittorie che un po' proteggono e un po' puniscono. Nell'esempio che ho citato mi immagino che il giudice dovrebbe decidere se il post homoXSSuality "incita all'odio e alla violenza" contro gli omosessuali... Ma, insomma, scrivo così per fare perché, come detto non ne ho idea...

Personalmente, il mio senso dell'umorismo è tale che mi fa digerire tutto (vedi ad esempio i miei commenti entusiastici sul film Brüno che invece è stato trovato troppo "forte" da praticamente tutti i miei conoscenti...), però non vorrei nemmeno offendere nessuno con le mie battute.
Sfortunatamente, se un post viene letto da un numero sufficiente di persone, prima o poi ce ne sarà almeno una che si risente di qualcosa. Ad esempio, guardando la mia vignetta per gli Scacchi, qualcuno potrebbe offendersi perché la trova irriverente per i portatori di handicap psichici...
Beh, in definitiva, ma non ne sono ancora sicuro del tutto, per me dipenderebbe tutto dalla percentuale di lettori offesi: se la loro percentuale fosse minore del 1% vorrebbe dire che sarebbero essi a non avere abbastanza senso dell'umorismo e non la mia battuta ad essere offensiva.
Però ci metterei anche un valore assoluto, tipo 1000: cioè se almeno 1000 persone, non importa la loro percentuale sul numero complessivo di lettori, trova un post offensivo; solo per rispetto nei loro confronti (anche se sono essi a non avere senso dell'umorismo) credo sarebbe giusto autocensurarsi...

Se qualcuno ha un opinone in merito mi piacerebbe conoscerla!

Nota (*1): "xor" = "or" esclusivo; cioè o l'uno o l'altro termine ma non entrambi contemporaneamente.
Nota (*2): omofobico = avverso agli omesessuali

giovedì 14 ottobre 2010

Ipocrisia al lavoro

Il computer con le note sui possibili post è in riparazione: già domani dovrebbero farmi sapere qualcosa, speriamo bene...
Il problema è che adesso non so cosa scrivere: mi ricordo i post impegnativi ma devo essere dell'umore giusto, potrei parlare della fortuna della nazionale di Brandelli (anche per avere un'impennata di contatti...) o concentrarmi sul caos della partita Italia-Serbia... uhmm... mi sta venendo un'idea di post...

A detta dei miei amici e colleghi stranieri che ho conosciuto all'estero, non sono il tipico italiano.
Questo già lo sapevo: probabilmente perché, nel bene e nel male, sono una persona piuttosto atipica in generale, non solo rispetto all'italiano "tipo".
Però è anche vero che, io stesso, non mi sono mai sentito particolarmente "italiano"...
Che cosa è poi la nazionalità? Oramai sembra equivalere solo a un passaporto. Chi si azzarda a dire che è anche storia, cultura e tradizioni deve stare molto attento perché, a seconda dei casi, rischia di essere tacciato per razzista...
Sto divagando...
In realtà volevo parlare del motivo per cui non mi sento troppo italiano. Lavorando all'estero ho avuto la possibilità di conoscere persone di diversi paesei europei e di confrontarli con gli italiani.
In breve, mi sono fatto un'idea di quale sia il peggior difetto degli italiani e, poiché si tratta di una cosa che odio, per questo non mi sento troppo italiano.
O magari è il contrario: essendo un difetto che io odio, lo considero il più grave degli italiani. È possibile anche questo!

Si tratta dell'ipocrisia. A tutti i livelli e in tutte le forme.
L'adulazione dei potenti, l'esaltazione dell'apparenza, l'assenza di meritocrazia e perfino la scarsa obiettività sono tutte figlie dell'ipocrisia.
Vi è mai capitato di ascoltare un servizio giornalistico?
Non parlo di quelli politici: quelli sono semplicemente contro la parte avversa con totale disprezzo della verità (che diventa un fattore secondario, quasi irrilevante).
Intendo i servizi che commentano un episodio e ci tirano fuori una morale. Ecco, quei servizi mi fanno inorridire: citano tutti i luoghi comuni, si appellano a un generico buonismo, magari belli ed eleganti da ascoltare ma poveri di contenuti (*1). A me sembrano dei pensierini scritti da bambini delle elementari per compiacere la maestra.
Ad esempio il razzismo. Premetto che non sono razzista ma, possibile che negli episodi di razzismo che arrivano alla ribalta televisiva non vengano mai date le ragioni dei razzisti?
Certo, si tratterebbe di ragioni errate, magari frutto di scarsa educazione e strettamente imparentate con povertà e intolleranza. Eppure anche in quelle pseudo-ragioni si potrebbe trovare un seme di spiegazione che, attenzione, non servirebbe a giustificare ma aiuterebbe a capire.
E capire è fondamentale per risolvere qualsiasi problema. Eppure no, accecati dalla loro ipocrisia, vedono sempre e solo tutta la colpa da una sola parte. Come se non bastasse, ci chiosano sopra facendosi facili moralisti (*2) e paladini contro l'intolleranza mentre, paradossalmente, rifiutandosi di vedere i fatti oggettivamente (*3) cadano in una sorta di fanatismo, pro o contro qualcosa, che non è troppo differente dall'intolleranza che tanto biasimano.

Attenzione il razzismo è solo un esempio: uno di quegli argomenti dove vige un dogma (*4).
Proprio in questi giorni, da martedì sera per la precisione, i TG ci bombardano con servizi sulla partita Italia-Serbia e, con la solita ipocrisia che mal digerisco, si affannano a strombazzare quanto è stata efficiente l'organizzazione e come sono state brave le forze dell'ordine (*5) "ad evitare la strage". Presto il presidente Napoletano insignerà con la medaglia d'oro al valore civile il vigile del fuoco che è entrato in campo a spengere un petardo... Però, come si spiega, se siamo stati così bravi, che la UEFA prenda, perlomeno in considerazione, l'ipotesi che l'Italia abbia una parte (seppur minore) di colpa avendo mal gestito la situazione? Se non erro si vocifera che la punizione consisterà nel farci giocare una partita a porte chiuse...

Ma ricordiamoci che se i TG sono ipocriti è perché alla grande maggioranza degli italiani sta bene così...
Analogamente, se i politici non sono all'altezza della situazione (in questi giorni su FB vanno di moda i link sarcastici sul figlio di Umberto Bozzi...) è perché la gente si ostina a votare un simbolo invece che una persona. Vabbé, qui rischierei di divagare discutendo dei mali della democrazia in generale e italiana in particolare quindi evito...

Concludo dicendo che io non sono ipocrita anche quando vorrei esserlo...
Mi riferisco a quando, per Natale, devo ringraziare per l'ennesima cravatta o camicia e non riesco a mascherare la delusione!


Nota (*1): rem tene, verba sequentur
Nota (*2): "facili moralisti" perché è facile esserlo a parole mentre nei fatti è tutta un'altra storia...
Nota (*3): la perfetta oggettività non è umana ma il problema è che spesso nemmeno ci provano ad essere oggettivi!
Nota (*4): In questo caso il dogma è l'equivalenza multirazziale=bello+moderno+utile+migliore+intelligente. Nota che magari c'è del vero in questa equazione ma è anche vero che multirazziale si accompagna a dei problemi sui quali, non si dovrebbe chiudere gli occhi e dire che non ci sono, ma cercare di capirli e, possibilmente, risolverli.
Nota (*5): Altro dogma del giornalismo italiano: le forze dell'ordine sono perfette, non sbagliano mai e non eccedono nell'uso della forza. In questo caso l'ipocrisia sta nel non voler ammettere che qualcuno ha sbagliato, invece no, per proteggere il potente di turno (perché la responsabilità maggiore va di pari passo col maggior potere) non si esita a distorcere i fatti. Cioè, se 19 volte su 20, i media dessero ragione alle forze dell'ordine, non avrei niente da ridire; invece fanno sempre 20 su 20! Il ministro Coglioni di turno si schiera subito dalla parte dei suoi uomini e, ossequiosamente, i giornalisti riportano e amplificano solo la sua opinione senza permettersi di contraddirla... Ad esempio le avete viste le immagini che circolano in questi giorni dove si vede una dozzina di agenti che prendono a manganellate quattro o cinque tifosi serbi, già accasciati al suolo e senza possibilità di fuga? Vi pare normale? Solo a me pare "leggermente" eccessivo questo uso della forza?

mercoledì 13 ottobre 2010

Primo corto

Durante la notte, mi sono reso conto che un uomo, quando il padre muore, può ragionevolmente aspettarsi di vivere ancora tanti anni quanti suo padre ne aveva quando egli stesso nacque. Analogamente per ogni donna con la propria madre.

Computer KO... 14-Ottobre-2010
...di nuovo...
Ieri sera l'ho spento tranquillamente...
Stamani provo a riaccenderlo e, subito il BIOS, "bip... bip.. bip... bip" con la scritta lampeggiante (in inglese) "La scheda video non ha il cavo della corrente collegato...".
Peccato che, all'interno, tutto sembri perfettamente collegato...

Affacciato nel sogno 17-Ottobre-2010
Mi sono reso conto di fare molta fatica a visualizzare la mia faccia: mi devo sforzare per ricordmi allo specchio. Mi chiedo se questo possa essere messo in relazione col fatto che, nei miei sogni, spesso non sono me stesso ma altre persone...

Silenzio improvviso 19-Ottobre-2010
Sto cambiando operatore per l'ADSL: ieri una signorina di Fischiali, molto gentile, mi ha assicurato che la disconesione avverrà in un tempo compreso fra 24 ore e 7 giorni.
Ho contattato Telegom per avviare nel frattempo le pratiche per avere la ADSL con loro ma, mi hanno spiegato, prima la linea deve essere "libera"...
Quindi, gioco forza, sarò sconnesso per almeno qualche giorno anche se ancora non so quando...

Tragico GF 20-Ottobre-2010
Non ho guardato il Grande Fratello e non ho intenzione di farlo. Non lo guardo, non perché io sia prevenuto contro di esso, ma solo perché non mi interessa. Trovo che i personaggi esagerati e sopra le righe degli ultimi anni rendano il reality, paradossalmente, poco realistico e scarsamente interessante.
Il dato tragico l'ho ricavato leggendo le schede dei partecipanti sul Corriere delle Sera online.
Sono esattamente 10 cm più basso del più basso concorrente maschile: in pratica avrei avuto buone chances di partecipare alla trasmissione come nanerottolo porta fortuna...

Di servizio...

Post rapido di servizio con alcuni brevi commenti che mi ero annotato di fare:
  • Ho deciso di aggiungere il nuovo tag “Wow” con il quale evidenziare i post che più mi piacciono (non necessariamente il lettore sarà d'accordo...)
  • Ho deciso di introdurre dei nuovi post, evidenziati dal tag “Corto”, che saranno particolarmente brevi.(*1)
  • Se qualcuno ha suggerimenti su come disegnare la vignetta per il tag “Memoria” me lo faccia sapere perché non ho idee...
  • A causa della loro scarsa visibilità, dai prossimi post, sostituirò gli indicatori di nota come (*****) con (*5), ovvero con un asterisco + un numero progressivo
  • Aggiunto Edit al post Bug d'altezza e Scacchi e poker

Nota (*1): Spesso mi capita di fare delle riflessioni, magari anche interessanti, ma non abbastanza “sostanziose” da scriverci un normale post sopra. L'idea è di buttarle giù lo stesso indipendentemente dal fatto che abbia o meno già pubblicato il “normale” post quotidiano...

lunedì 11 ottobre 2010

Risultato sondaggio

Un paio di settimane fa ho spedito ai miei poveri amici e conoscenti uno dei miei strani sondaggi. In genere, faccio dei sondaggi quando voglio sapere l'opinione che si ha su di me, oppure quando voglio accertarmi se una mia idea si discosta fortemente da quella comune.

Questo mio ultimo sondaggio era un po' diverso: cercavo la conferma a una mia teoria. Premetto subito che, sfortunatamente, a meno che non falsifichi i risultati ottenuti (!), essa non è stata provata. Ovviamente questo non significa che la mia intuizione sia sbagliata ma, semplicemente, che il campione di persone interpellate fosse troppo esiguo!

Il testo del sondaggio era:

Sto raccogliendo "interviste" per un post che ho intenzione di scrivere nel mio blog (www.parole-sante.blogspot.com).
In particolare mi interessa verificare come, alcuni aspetti della mia personalità, vengono percepiti in base al livello di conoscenza che si ha di me.
Per mantenere le cose semplici basterà attribuire un valore numerico da 1 a 10 alle varie voci proposte.
Alcune voci sono vaghe: non importa! Se pensate che ci possano essere più interpretazioni possibile cercate di farne una media...
Ogni voce presenta degli esempi per 1 e 10; cercate di calibrare i voti in questo intervallo tenendo presente che 5 dovrebbe equivalere a qualcosa leggermente sotto la media e 6 leggermente sopra.

1) Coraggio (1= paura di tutto; 10= Braveheart)
2) Pazienza con il prossimo (1=un secondo e poi scoppio; 10=inesauribile)
3) Umorismo (1= cosa è?; 10=Woody)
4) Propensione alla violenza (1=Gandhi; 10=Gengis Khan)

e, ovviamente, l'ultima...

5) Come l'intervistato giudica il livello di conoscenza che ha di me (1=KGB? Mai sentito...; 10=KGB? È una mia tasca...)

Non preoccupatevi se vi sentite di darmi dei voti bassi (o alti, a seconda dei casi!) in genere non sono assolutamente permaloso e ancor meno, se possibile, quando sono in "modalità" analisi/ricerca!
Alcune persone potrebbero sentirsi in difficoltà a quantificare i punti 1 e 4: conoscendomi poco potrebbero non avere dati sufficienti per esprimere una valutazione attendibile. Non importa! Affidatevi al vostro istinto! L'importante è esprimere un voto per ogni voce!

Grazie 1000 in anticipo a tutti!,
KGB


In realtà l'unica domanda che mi interessava era la numero 4, sulla propensione alla violenza, però, temevo che facendo solo quella, le persone da me interpellate sarebbero state più vigili e prevenute al riguardo, dandomi poi dei risultati meno accurati. Per questo motivo ho preferito mimetizzarla fra le altre quattro domande.

In realtà il sondaggio presentava una brutta incongruenza chiedendo informazioni su aspetti del mio carattere non facilmente valutabili. Se la pazienza e il senso dell'umorismo sono stimabili anche con una conoscenza superficiale, cosa dire del coraggio e della propensione alla violenza?
Questi ultimi due aspetti del carattere sono valutabili solo nelle rare occasioni in cui hanno la possibilità di mostrarsi ed emergere...
Proprio per tentare di nascondere questa inconsistenza ho aggiunto la domanda 5 che ha lo scopo di tranquillizzare l'intervistato sul fatto che non è richiesta una conoscenza accurata della mia persona per rispondere.

La mia teoria è che certi aspetti del carattere siano maggiormente evidenti nell'infanzia mentre, con l'avanzare dell'età, vengano sempre più nascosti diventando difficilmente valutabili.
L'esperimento consisteva quindi nel far vedere come, i miei due amici di infanzia che ho ritrovato tramite FB, valutassero la mia aggressività (e in misura minore il mio coraggio) con valori sostanzialmente superiori alla media degli altri intervistati. Questo perché ritengo di avere una forte aggressività seppur ben nascosta dalla facciata quotidiana.

Sfortunatamente le due “capre” (non me ne vogliano!) mi hanno dato una valutazione media di aggressività pari 1.5, addirittura di 1.1 punti minori della già bassa media globale di 2.6!
Anche il giudizio sul coraggio non si discosta troppo dalla media e, quindi, non prova assolutamente nulla...

Comunque questo sondaggio mi ha involontariamente portato delle informazioni interessanti.
Ad oggi ho ricevuto 13 risposte ma ho arbitrariamente deciso di annullare due di esse perché evidentemente non affidabili (*).
La media dei risultati ottenuti è stata la seguente:
Coraggio: 5.55
Pazienza: 6.50
Umorismo: 8.00
Aggressività: 2.64
Conoscenza: 5.55
Mia Stima: 4.36

Dove “Mia Stima” è il livello di quanto io pensi che l'intervistato mi conosca realmente.

Qualche considerazione:
Sul coraggio c'è stato il maggior scostamento fra i diversi voti: stranamente la maggior parte delle persone mi ha attribuito o 4 oppure 7, con solo due o tre eccezioni a tale regola (**).
La pazienza è risultata, con mio stupore, essere particolarmente bassa considerato che 6 equivale alla pazienza della persona media: mi aspettavo di essere valutato almeno 7.5/8 (***)!
L'umorismo pari a 8 mi pare un po' eccessivo. È da notare che le due persone che io considero più dotate di umorismo mi hanno dato i giudizi più severi (****).
L'aggressività è risultata essere, prevedibilmente, visto che non è quasi impossibile da valutare, ridicolmente bassa (*****).
Sempre prevedibilmente la “mia stima” è risultata quasi sempre essere più bassa di quella stimata dall'intervistato (******) (tranne che in un caso!).

Nota (*): una risposta affermava esplicitamente l'allergia dell'intervistato per i sondaggi e il conseguente desiderio di falsarne il risultato (mi aveva dato un 10 a tutte le domande). Analogamente l'altra risposta annullata aveva valori che, singolarmente, erano realistici ma che, nel complesso, evidenziavano una scarsa attenzione e considerazione del sondaggio. Molto interessante è il fatto che queste due persone sono sicuramente fra le più “chiuse” che io conosco. Ipotizzo che la ragione inconscia della loro scarsa collaborazione sia dovuta al fatto che, se avessero compilato scrupolosamente il mio sondaggio, mi avrebbero fornito indirettamente, tramite i loro giudizi, informazioni sulla loro personalità e modalità di pensare.
Nota (**): su questa domanda non avevo particolari aspettative. Come detto è estremamente difficile valutare qualcosa che è visibile solo in rare circostanze eccezionali.
Nota (***): questo risultato mi fa riflettere che forse sono realmente meno paziente di quanto io creda di essere....
Nota (****): evidentemente ogni persona, nel giudicare, tende a prendere se stessa come pietra di paragone. Come detto questo fenomeno inconscio è particolarmente evidente in questa risposta.
Nota (*****): può darsi che il valore basso, visto che le risposte non erano anonime ma via email, sia dovuto anche alla paura di offendermi attribuendomi un'alta aggressività. Comunque l'aggressività sarà probabilmente uno dei temi del prossimo “KGB le Origini” e, per questo, non mi dilungo oltre su di essa.
Nota (******): Penso sia normale che ogni persona si senta più complessa e incompresa di quanto non sia in realtà.

sabato 9 ottobre 2010

Avvelenamento da caffeina

Terribile notte insonne...
Però c'è un motivo: da una settimana sto sperimentando l'assunzione di caffè al mattino.
Di solito non bevo mai il caffè perché altrimenti dormo male: la speranza era che, bevendolo esclusivamente al mattino, sarei riuscito a metabolizzare la caffeina nell'arco della giornata e, quindi, a dormire tranquillo.
Inoltre non mi sono accontentato di fare un solo tentativo ma ho voluto provare a insistere per una settimana.
Sfortunatamente non è così: sin dalla prima notte ho iniziato ad addormentarmi più tardi, dormire qualche ora e svegliarmi molto presto.
Il risultato è stato che, nonostante sia più concentrato e vispo, sono anche più stanco e, nel complesso, i pro e i contro si equivalgono.

Stanotte è andata peggio del solito perché ieri, ho ceduto alla gola e mi sono comprato i noti cioccolatini con il caffè all'interno. Mi ero ripromesso di limitarmi a mangiarne non più di uno al giorno e, al più tardi, subito dopo pranzo. Invece, complice anche il torpore indotto dalla partita della nazionale di Brandelli, ieri ne ho mangiati ben più di uno e pure a un'ora relativamente tarda.

Risultato: sono andato a letto alle 00:30 e ho dormito bene fino alle 2:30. Da lì in poi sono rimasto vispo e vigile fino a circa le 7:00. Ho ridormito un po' in mattinata fino alle 10:00 ma, a quel punto, mi sentivo tutto sfasato.

Ora devo decidere che fare lunedì mattina: riprendo il caffè (*), nella speranza di abituarmi ad esso, oppure abbandono questo tentativo?

Nota (*): Per i cioccolatini “Caffè in tasca” il problema non si pone perché li ho già terminati!

venerdì 8 ottobre 2010

Scacchi e poker

Dopo lo sfogo mi sento meglio.
Siccome so che il post precedente, non è stato un gran che piacevole, per lo sfortunato lettore che vi si fosse imbattuto (anche se comunque avrebbe dovuto notare la vignetta “Peso” ripetuta per ben due volte...), cercherò di scrivere qualcosa di più interessante.

Chi mi conosce sa che sono un appassionato di scacchi: sfortunatamente mi sono dedicato al gioco troppo tardi per diventare un forte giocatore (vedi post su scacchi) ma, ciò nonostante, ho potuto apprezzarne molti aspetti per poi applicarli, magari inconsciamente, alla vita di tutti i giorni (di cui per altro gli scacchi sono un'ottima metafora; vedi Detti scacchistici per numerosi esempi).
Recentemente, da maggio di questo anno, ho iniziato a giocare a poker su FB.
Del poker conoscevo vagamente le regole e nemmeno troppo bene (ad esempio non avrei saputo dire cosa valesse di più fra scala, colore e full) ma ero incuriosito dal fatto che molti forti scacchisti abbiano abbandonato gli scacchi per dedicarsi al poker con buon successo.

Un motivo è evidente: nel poker girano molti più soldi che negli scacchi. Quanti di più? Non ho cifre ufficiali ma, ad occhio, il poker è minimo mille volte più ricco degli scacchi.
Basti pensare che al sito più frequentato di scacchi ci sono i media collegati 3500 utenti: nel solo poker di FB, in questo momento, ci sono 329842 utenti...

Così iniziai a giocare chiedendomi quali caratteristiche dello scacchista fossero utili nel poker.
La mia conclusione è che le “virtù” scacchistiche della pazienza, concentrazione e nervi saldi sono estremamente importanti.

Nel complesso però, credo che l'abilità più importante, per il giocatore di poker, sia la capacità di intuire le carte dell'avversario, ovvero il saperne interpretare il comportamento per capire quando ha una mano forte o quando sta solo bluffando.
Gli scacchi, da questo punto di vista, non sono di aiuto: un buon scacchista deve sempre e solo immaginare che il proprio avversario giochi la mossa migliore; non deve assolutamente “fantasticare” che l'avversario commetta un errore. Certo, a volte da un punto di vista pratico, la mossa che dà più probabilità di vittoria è quella meno gradita al nostro avversario indipendentemente dalla sua forza oggettiva, ma nel 99% dei casi, la mossa migliore coincide quella oggettivamente più forte.
Negli scacchi quindi, non esiste (*) l'equivalente del bluff: non si gioca mai una mossa debole perchè, a prima vista, sembra forte per intimorire l'avversario. Questi infatti, dopo il “timore” iniziale, studierebbe la situazione e, trovata la scappatoia, ci punirebbe.

La cosa interessante è che questa mentalità di pianificare la mia mossa, supponendo che il mio avversario faccia del suo meglio per nuocermi, la applico anche alla vita di tutti i giorni. Ovviamente non ho un “avversario” vero e proprio ma una controparte con cui devo dialogare.
La mia mentalità “scacchistica” mi porta a pensare che, se il mio “avversario” dice qualcosa, io devo avere un argomento concreto con cui ribattere altrimenti posso anche dargli “partita vinta”.
Questo perché negli scacchi, come detto, non esiste il bluff.
Da questo punto di vista, il concetto pokeristico che l'avversario può mentire è stata quasi una sorta di rivelazione.

Edited: Per onestà, dopo averci riflettuto un bel po', devo ammettere che la descrizione degli effetti della mia mentalità scacchistica sul mio modo di comportarmi, descritta sopra e nel prossimo esempio, è un po' forzata. È vero che il mio comportamento è influenzato dalla pratica scacchistica ma non esattamente nei termini descritti, decisamente troppo semplificati.

Mi spiego meglio con un esempio concreto: a giugno (circa un mese dopo che avevo iniziato a giocare a poker) mi trovai a dover parlare per telefono con un muratore per stabilire cosa si dovesse fare per risolvere il problema di un'infiltrazione d'acqua sul tetto (non proprio così, ma tiro a semplificare per non fornire dettagli irrilevanti).
Egli mi disse che l'unica soluzione fattibile era, guarda caso, quella più costosa.
Io non ne ero convinto. Normalmente però, applicando la mia mentalità scacchistica, non avrei osato ribattere: dopotutto se il muratore, esperto del suo mestiere, dice che la situazione è in un certo modo, non penserei mai di insistere dicendo che le cose stanno in maniera diversa.
Eppure, sotto l'influsso del poker, e basandomi solamente sulla mia intuizione, iniziai a bluffare, ovvero a insistere proponendo la mia soluzione alternativa molto meno costosa.
Così io insistetti ed egli ribadì che bisognava fare come aveva detto, io continuai a insistere ed egli confermò la sua posizione.
Alla fine io insistetti ed egli “abbandonò” dicendo, con tanti “se”, che si poteva provare a fare come dicevo io!
In questa conversazione telefonica io ci vidi, e tuttora ci vedo, una forte analogia con una mano di poker dove due giocatori alzano sempre più la posta, scommettendo e rilanciando, fino a quando però, uno dei due cede e abbandona.
È interessante il fatto che sicuramente non mi sarei mai comportato in questa maniera se non avessi iniziato a giocare a poker.

Per questo motivo consiglio a tutti di provare a giocare a poker perché questo gioco è una specie di finestra sulla psicologia delle persone.

Nota (*): Ovviamente negli scacchi giocati ad alto livello. Fra i dilettanti può succedere di tutto!