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lunedì 23 maggio 2011

4 aneddoti e 1 domanda

Di seguito presenterò quattro aneddoti che nascondono un messaggio simile. Non espliciterò quale sia questo messaggio perché vorrei che il lettore ci riflettesse sopra autonomamente.
Il primo aneddoto mi fu raccontato da mio zio: stranamente (data la sua eccezionale memoria) non si ricordava il nome (*1) del protagonista...
Il secondo aneddoto mi fu raccontato qualche anno fa da un amico inglese di mio padre. Non ricordandone alcuni dettagli l'ho contattato per chiedergli se li ricordava: stranamente mi ha rispedito un aneddoto completamente diverso da quello che io ricordavo anche se il messaggio è analogo (questa “nuova” versione l'ho trascritta come terzo aneddoto).
Infine il quarto aneddoto in realtà non è tale: Si tratta invece di una riflessione che feci da ragazzino ma che ha comunque condizionato molte scelte della mia vita.

Visto che i dettagli mancanti nei vari aneddoti sono numerosi, ho deciso di inventarmi nomi e fatti contrassegnandoli con questo simbolo (#). Occhio quindi se li raccontate a terzi!

Aneddoto 1
Il generale argivo (# non so di dove era...) Anassandro (# né conosco il suo nome) era considerato da tutti, inclusi i suoi avversari, un eccezionale stratega. Però in tutte le battaglie dove combatté fu sempre sconfitto per pura sfortuna. E ripeto: non solo a suo dire ma anche a detta dei suoi avversari. Arrivato a 50 anni (# inventato) gettò via il suo vecchio scudo e se ne fece fare uno nuovo con la scritta “Dormi tranquillo e abbi fortuna”.

Aneddoto 2
Il giovane Judah Rosenthal (# nome inventato...) era il quinto (# inventato) figlio di una povera famiglia emigrata negli USA (# inventato ma verosimile). Non potendosi permettere di farlo studiare fu mandato, nonostante la scarsa vocazione, a lavorare presso un rabbino. Judah faceva quanto gli veniva richiesto senza però spiccare per doti particolari. Una sera il rabbino lo mandò per punizione a pulire la stalla: Judah però si addormentò e il lume rovesciandosi dette fuoco alla paglia. Solo per un caso Judah, svegliato dal nitrito di un cavallo, riuscì a spegnere il fuoco prima che si propagasse (# tutto inventato. Quello che effettivamente ricordavo è che il ragazzo veniva mandato nella stalla a fare qualcosa e là combinava un disastro...). Il rabbino si arrabbiò e lo rimandò a casa. Nel corso degli anni Judah fece vari lavori e, grazie al suo ingegno e abilità, diventò il ricchissimo proprietario delle acciaierie Rosenthal (# nome inventato).
A chi gli chiedeva il segreto del suo successo egli solea ripetere di non essere stato abbastanza bravo da diventare rabbino.

Aneddoto 3
Il giovane Anatoly Kamsky (# nome inventato...) era il quinto (# inventato) figlio di una povera famiglia. La madre, rimasta vedova, non potendo farlo studiare, lo mandò a lavorare presso un prete. Quando, dopo qualche tempo, il prete scoprì che il ragazzo non sapeva né leggere né scrivere lo mandò via ritenendo queste conoscenze indispensabili per svolgere un buon lavoro. Così il giovane Kamsky diventò uno stracciaiolo e nel corso degli anni, grazie alla sua dedizione e ingegno, divento ricchissimo e fondò le industrie tessili Kamsky (# nome inventato...). Durante le interviste raccontava che era diventato ricco solo perché il prete l'aveva scacciato: un giornalista un giorno gli chiese “Allora chissà dove sarebbe arrivato se avesse saputo leggere e scrivere!?” e lui rispose “Sarei diventato un prete!”.

Aneddoto 4
Non ricordo esattamente quanti anni avevo ma so che andavo alle medie. Nel giro di un mese mi capitò di ascoltare tre o quattro interviste a giovani di successo. Non ricordo chi fossero ma immaginatevi attrici o cantanti: persone insomma legate al mondo dello spettacolo.
Tutti ricordavano gli inizi difficili ma esortavano i giovani ad avere fiducia nel futuro perché, dicevano, prima o poi la grande occasione capita a tutti e bisogna saperla prendere.
Io ci meditai sopra un bel po' e poi rimasi sfiduciato, pessimista e depresso.

Perché?

Riflettete sui vari aneddoti per trovare la risposta!
Ovviamente commenti e opinioni (anche via email) sono graditissimi...

Nota (*1): ma, più per intuito che per altro, confido di scoprirlo prima o poi in Erodoto o Polibio...

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