«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

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sabato 7 maggio 2011

Parole Santissime 7

Il Maestro stava meditando sotto un pero quando udì un tenue singhiozzare proveniente da un angolo lontano del frutteto. Incuriosito si alzò e andò a vedere cosa stava succedendo giungendo così alle spalle dei suoi due discepoli.
Disdicevole aveva gli occhi rossi e gonfi per il pianto, tirava su col naso e singhiozzava. In mano teneva una lettera appena portata dal postino. Al fianco di Disdicevole c'era Armonia che gli dava pacche sulle spalle cercando di confortarlo.
«Cosa ti succede Disdicevole?» - chiese il Maestro.
I due sussultarono per la sorpresa poi Disdicevole si girò verso il Maestro agitando la lettera.
«Maestro! Ho appena saputo che la mia cara nonnina Clarabella è morta pochi giorni fa a 98 anni...» - disse di un fiato Disdicevole.
«Capisco. Le eri molto affezionato?» - chiese il Maestro.
«Moltissimo!»
«Ma allora perché piangi?»
«Perché?... Perché è morta e non c'è più...»
«Dolersi per la morte di una persona cara è umano ma dovresti ricordarti anche il mio insegnamento: Armonia?» - disse il Maestro.
«La morte è solo una fase, è la morte del corpo non dell'anima poi l'anima si reincarna e prosegue il proprio cammino...» - rispose Armonia all'invito del Maestro.
«Bravo Armonia, ma chiariamo i dettagli perché a volte l'essenza è nei particolari...»
«Della differenza fra Vita e vita e di come le persone siano formate dall'unione del corpo con l'anima vi ho già parlato {vedi 2.2 e 3.2}. La morte è la fine della vita ma solo una tappa per la Vita. Ma è lecito chiedersi cosa succede all'individuo quando il corpo si dissolve.»
Disdicevole, che si era calmato, e Armonia aspettavano in silenzio le parole del Maestro.
«La tua “spiegazione” Armonia sembra quasi suggerire che quando il corpo muore niente cambi per la mente dell'individuo, è così?»
«...sì maestro Yury... era quello che pensavo ma adesso non ne sono più sicuro... per favore mi illumini!» - replicò Armonia.
4.2 «La mente è data dall'unione del cervello con l'anima» - disse il Maestro.
«La mente, il nostro io pensante, è analoga all'individuo: ovvero è data dall'unione dell'anima immortale con il corpo fisico. La morte ha quindi conseguenze importanti per la nostra mente visto che la metà fisica di essa si dissolve»
«E quali sono le conseguenze, Maestro?» - chiese Armonia.
«La conseguenza è che quello che siamo abituati a considerare il nostro io, la nostra intima essenza, ovvero la nostra mente, viene meno e non è più.»
«Cioè, in altre parole, una volta che si muore, anche quando ci si reincarna, non si è più, diciamo, “noi stessi”?» - chiese Armonia mentre Disdicevole seguiva la conversazione a bocca aperta.
«È così Armonia.» - disse il Maestro guardando allegro gli sguardi perplessi dei suoi discepoli - «Ma cosa aggiunge il cervello all'anima? Cosa ne pensi Disdicevole?»
«Niente Maestro. Cioè , voglio dire, il cervello non aggiunge niente all'anima...» - rispose Disdicevole.
«Sì e no. Da una parte il cervello toglie all'anima limitandone le capacità di ragionamento, di memoria e di intuizione. Dall'altra però aggiunge degli istinti come l'amore per i figli o per il proprio partner che raramente hanno origine per un'affinità delle anime quanto sono il frutto di un istinto, di un condizionamento ormonale. Non stupitevi se vi dico che è probabile che la vostra anima sarà più felice di ricongiungersi con quelle degli amici che con quelle dei parenti più prossimi. Nell'amicizia infatti l'influsso del cervello sull'anima è minore.»
«Eppure Maestro faccio fatica a crederlo...» - aggiunse Armonia confortato da Disdicevole che annuiva convinto.
«Ascoltate: immaginate un padrone che porta i suoi due cani sulla spiaggia. Per farli sfogare li lascia correre ma con un laccio che li lega l'uno all'altro. Uno vorrebbe tuffarsi nelle onde mentre l'altro vorrebbe andare ad annusare le sterpaglie. Siccome nessuno dei due animali cede finisce allora che essi vadano in una terza direzione: né verso il mare né verso l'interno. Ma cosa succede se improvvisamente il guinzaglio che lega insieme i due cani si dovesse rompere? Semplicemente un cane si tufferà nel mare e l'altro andrà dietro agli odori che sente. Allo stesso modo il cervello e l'anima sono legati insieme e insieme determinano il comportamento dell'individuo. Quando però con la morte il laccio si spezza allora l'anima è libera di seguire completamente le proprie inclinazioni.»
Entrambi i discepoli rimasero in silenzio ad assimilare il nuovo insegnamento poi Armonia, il primo dei due a riprendersi, chiese - «Maestro Yury, come faccio a sapere cosa è parte di me, cioè della mia anima, e cosa è frutto del mio cervello?»
«Come spiegato anima e cervello sono fuse insieme nella mente e pertanto non è possibile separare del tutto cosa derivi dall'uno e cosa dall'altro. In linea di massima gli ideali e le intuizioni derivano dalla nostra anima le passioni, la memoria e i limiti del ragionamento dipendono invece dal cervello. L'anima è infatti l'essenza della mente senza i suoi limiti e condizionamenti»
«Maestro, ma se l'anima non muore allora la mia cara nonnina potrebbe contattarmi? Farmi sapere che sta bene?» - chiese Disdicevole con voce speranzosa.
3.4 «L'anima, liberata dai limiti del cervello, risulta più prossima alla Perfezione» - rispose il Maestro.
«In particolare diventa pienamente consapevole che lo scopo della vita è il perfezionamento. Per raggiungerlo però non ci sono scorciatoie: si tratta di un processo di maturazione personale, un accumularsi di esperienze e riflessioni che devono accadere naturalmente per poter essere assorbite e fatte proprie.» - disse il Maestro.
«Cosa pensi succederebbe se questa notte tua nonna ti apparisse e ti spiegasse cosa ti attende dopo la morte?»
Disdicevole pensò per qualche momento alla domanda ma il Maestro, senza attendere la sua risposta, proseguì - «La tua vita sarebbe dominata da questa esperienza che cercheresti di rivivere per il resto dei tuoi giorni. Invece di perfezionarti affrontando le esperienze che ti attendono ti limiteresti a sognare con colori immaginifici ciò che tua nonna ti ha detto. La conoscenza che avresti ricevuto non servirebbe a farti migliore, a perfezionarti, e in questo modo la tua vita sarebbe sprecata. Per questo motivo le anime dei nostri cari non ci contattano: sarebbe non solo inutile ma anche deleterio.»

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