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giovedì 22 novembre 2012

Low cost and lower gain

Continuo a non aver voglia di scrivere ma provo a sforzarmi...

L'articolo, del Corriere.it, è questo: Ecco la norma anti-Ryanair.
Un comma del decreto “sviluppo” è mirato ad hoc contro la Ryanair, la nota compagnia di voli a basso costo.
Il motivo è che, sebbene tale compagnia abbia in Italia una decina di basi con centinaia di dipendenti, paga le relative tasse in Irlanda dove sono molto più basse.
La nuova norma dovrebbe costringere Ryanair a pagare in Italia e a far così entrare nelle casse dello Stato 90 milioni per il 2012 e circa 50 a regime.

Secondo voi questo provvedimento è “buono”?

Ho usato volutamente, virgolettandolo, un aggettivo improprio perché ho voluto mascherare il quid del problema.
Infatti se la domanda fosse “il provvedimento è giusto?” la mia risposta sarebbe un "sì": è giusto che la Ryanair paghi le tasse in Italia per quei lavoratori che risiedono e operano stabilmente nel nostro Stato.
Se però la domanda fosse “il provvedimento sarà utile? Porterà cioè gli introiti extra previsti?” allora avrei molti più dubbi...

La mia sensazione è che questo provvedimento rischia di trasformarsi in un boomerang potenzialmente anche molto grave.
Come sia l'articolo che i commenti ad esso fanno giustamente notare, c'è il pericolo MOLTO concreto che Ryanair, vuoi per ritorsione che per reale risparmio, semplicemente chiuda alcune delle sue basi italiane meno remunerative.

Quali sarebbero in questo caso le conseguenze? Da una parte la perdita secca dei posti di lavoro Ryanair delle basi chiuse; a queste si aggiungerebbe probabilmente parecchio indotto, se è comune la situazione riportata dall'articolo per l'aeroporto di Bergamo dove Ryanair copre il 75% del traffico.
Ma soprattutto sarebbero gravi le conseguenze per il turismo: non ho dati per le singole basi in Italia ma sul sito Ryanair c'è scritto che lo scorso anno ha avuto 80 milioni di passeggeri e 51 basi. Si può quindi fare una stima molto rozza di 1,6 milioni di passeggeri per base.

Se in Italia chiudesse, diciamo, 4 basi ci sarebbero 6,4 milioni di passeggeri in meno (*1). È assurdo ipotizzare che almeno 3 milioni sarebbero turisti? Ed economicamente cosa rappresentano 3 milioni di turisti?
Mi rispondo: se stimiamo che questi turisti restino in media 3 giorni in Italia spendendo 50€ quotidianamente, per un totale di 150€ (questa è veramente una stima molto per difetto!!) allora avremmo 450 milioni di euro in meno!
È vero che questi 450 milioni non andrebbero direttamente al fisco (considerando anche solo l'IVA al 21% si otterrebbero comunque 95 milioni circa) ma avrebbero però il pregio di far girare l'arrancante economia italiana...

In conclusione secondo me si tratta di un provvedimento che parte da principi giusti ma che, in questo particolare momento economico, potrebbe avere degli effetti estremamente controproducenti...
A me sembra una decisione economicamente dubbia e comunque estremamente rischiosa ma, tutto sommato, sembra essere normale per questo governo non capire la differenza fra sviluppo e regresso: praticamente ogni provvedimento del non-eletto Monti è orientato a distruggere ciò che resta dell'economia italiana...
Comunque la “palla” adesso è a Ryanair: vedremo come reagirà...

Nota (*1): ripeto che è una stima molto rozza: bisognerebbe considerare i turisti che comunque verrebbero in Italia usando altre compagnie aeree o magari altri scali Ryanair; allo stesso modo bisognerebbe però considerare i turisti persi da Ryanair che non verrebbero in Italia a causa dell'inevitabile aumento dei prezzi. Insomma siccome questa è una stima, e poiché “+” e “–“ si annullano a vicenda, ho ignorato totalmente la questione...

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