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lunedì 22 febbraio 2016

Cineserie e storcicature

Avrei varie cose da scrivere ma scelgo questo argomento piuttosto leggero perché mi darà modo di riporre indefinitamente nella libreria Il santuario delle ragazze morte di Stephen Dobyns, Ed. Club degli Editori, 1997, trad. Gianni Pannofino (v. anche Mamma vs Ciccia).

Di questo romanzo ho già scritto ma volevo aggiungere un paio di curiosità: avrei forse potuto farne due corti ma, dato che riguardano lo stesso argomento, penso sia meglio mettere tutto insieme (evitandomi così anche la pena di contare e limare il numero di linee...).

La prima curiosità è quello che ritengo sia un errore di traduzione: ovviamente non avendo a disposizione l'originale inglese la mia è solo una supposizione.
A pagina 316 si legge: «La situazione era imbarazzante. Avrei dovuto servirli [dei biscotti] su un piatto di lusso o su un piatto qualsiasi? Decisi per quest'ultima opzione e tirai fuori una cineseria di Syracuse.»

Che si intende con “cineseria”? No so: direi un prodotto di bassa qualità cinese...
Ma allora perché fatto a Syracuse negli USA?
Insomma, così com'è la frase mi torna poco.
Io credo che “cineseria” sia stato usato per tradurre “china” che però non significa “cineseria” ma “porcellana”!
Molto probabilmente il personaggio del libro offrì i suoi biscotti su un piatto di porcellana di Syracuse e non su una “cineseria”...

La seconda curiosità riguarda invece il vocabolo “stortato” che ho trovato nella frase: «...si era stortato la caviglia giocando a basket.»
Io avrei scritto “si era storto la caviglia”... Ma soprattutto “stortato” mi suona male, è un vocabolo letteralmente “stonato”!
Allora ho fatto una breve indagine con Google che si è subito conclusa al pezzo La tua caviglia si è storta o stortata? dell'Accademia della Crusca.
In breve “stortato” deriva dal verbo “stortare” che è un regionalismo settentrionale sinonimo di “storcere”. Interessante che il suo uso sia spiegato come dovuto a “un'esitazione” sul participio passato di “storcere”: come dovrebbe essere se non “storto”? Forse “storciuto”?! o magari "storcicato"??
Forse, essendo toscano, non percepisco certe difficoltà che, anzi, trovo un po' divertenti...

Conclusione: tutto qui...

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