«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
2. Istruzioni per i nuovi lettori (occasionali e non) qui
3. L'ultimo corto è questo

lunedì 16 gennaio 2012

La solitudine del pamviro

Il mese scorso scrissi Chi cerca trova: un post dove raccontavo che, partito alla ricerca di un vecchio quaderno, avevo finito per trovare di tutto tranne ciò che cercavo...

Sul finale del post accennavo al mio tentativo di iscrivermi al Mensa (un associazione alla quale possono iscriversi solo le persone che hanno un IQ superiore al 98° percentile) del quale, per vergogna, ho sempre preferito tacere...

Beh, credo che sia finalmente venuto il momento di uscire allo scoperto e di raccontare le cose come stanno.

Prima voglio però spiegare come mai mi venne in mente di iscrivermi a questa associazione: tutta colpa di Word della Microsoft!
Finita l'università preparai infatti con tale programma il mio primo curriculum vitae che, ovviamente, risultava particolarmente scarso alla voce esperienze di lavoro. Cercai quindi, ingenuamente, di “rimpolpare” le altre sezioni: ad “hobby” misi gli scacchi ma alla voce "club/associazioni", di nuovo, data la mia scarsa socialità, non avevo niente da inserire. Così pensai di iscrivermi a un qualche club, preferibilmente che mi desse un certo prestigio, per poterlo mettere nel CV: come potete immaginare la scelta ricadde sul club del Mensa...

Siccome esito ad arrivare al nocciolo, mi permetto un inciso. Al paragrafo precedente ho evidenziato il termine “ingenuamente”: il motivo è che all'epoca non conoscevo la mentalità di coloro che in Italia selezionano il personale. Almeno per quanto ho potuto osservare in seguito nelle realtà dove ho lavorato, gli hobby e i club, sono letti solo per farsi due risate...
E allora perché alla Microsoft hanno inserito queste voci nel loro modello? Perché evidentemente nel mondo anglosassone non è così e, della persona che si assume, si vuole conoscere qualcosa di più delle varie esperienze lavorative: in altre parole c'è una diversa concezione della gestione della cosiddetta “risorsa umana” e si cerca di inquadrarne il potenziale in maniera più completa...
L'inciso l'interrompo qui ma non è finito! Ci ritornerò alla fine del post con una teoria/aneddoto.

Per iscriversi al Mensa bisogna fare un test per misurare l'IQ: non ero particolarmente preoccupato perché il quiz online che avevo trovato l'avevo fatto senza problemi. L'unico impiccio è che all'epoca stavo a Pisa e l'esaminatore più vicino era a Livorno.
Fissai a casa sua verso le 21:00. L'orario era un mezzo problema perché a quel tempo, dopo cena, il mio cervello iniziava a funzionare a scartamento ridotto.
Così presi mezza giornata di permesso da lavoro (lavoravo già da qualche tempo a Pisa ma meditavo di andarmene e così volevo arricchire il CV) e decisi di saltare la cena!
La notte non dormii (dove abitavo c'erano svariati problemi che disturbavano il mio già delicatissimo sonno...) ma questo era previsto: avevo presso mezza giornata per dormire nel pomeriggio ed essere bello pimpante a sera! Ma invece anche nel pomeriggio non riuscii a chiudere occhio e anzi, cosa per me rarissima, mi venne pure il mal di testa!
Partii con largo anticipo perché all'epoca non c'erano i navigatori (credo!) e, oltre a non conoscere Livorno, avevo solo una mappa della strada che volevo raggiungere. Per la cena non mi preoccupai pensando di mangiare qualcosa dove capitava se mi fosse venuta fame.
Raggiunsi il posto senza intoppi e, siccome era troppo presto, mi concessi una cioccolata calda a un bar vicino...

Questa noiosa premessa mi è necessaria per iniziare a mettere le mani avanti: la sera dell'esame avevo il mal di testa, non avevo dormito e, soprattutto, la valutazione si sarebbe svolta a un'ora relativamente tarda. Insomma non ero assolutamente nelle condizioni migliori per rendere al meglio...

L'esaminatore era un signore simpatico che senza tanti preamboli mi fece accomodare a una scrivania e, prendendo il tempo, si mise ad armeggiare al suo computer.

Sorpresa! Gli esercizi non erano come quelli del test online! Comunque lentamente riuscii ad andare col cervello in modalità turbo e a finire prima dello scadere del tempo...
La “modalità turbo” meriterebbe un bell'inciso ma per questo post non mi voglio dilungare troppo.
Consegnato il test, l'esaminatore mi disse che uno psicologo l'avrebbe corretto e mi avrebbe fatto sapere direttamente se ero stato ammesso o no.

E qui viene la parte imbarazzante...

Dopo qualche giorno ricevetti la seguente lettera proveniente da Palermo:


Beh, il retro della busta, date anche le mie censure, non è molto interessante ma i francobolli sono molto belli!


Ebbene sì...
Questo è il motivo della mia vergogna: per questo, se sento qualcuno parlare del Mensa, faccio finta di niente. Lo faccio per evitare imbarazzanti domande sul punteggio che ho ottenuto.
Sì perché 180 di per sé non sarebbe un punteggio basso ma, chiaramente, non mi rende giustizia: se avessi potuto affrontare la prova al meglio (senza mal di testa, senza la mancanza di sonno arretrato e a un'ora decente) avrei senz'altro ottenuto una valutazione molto migliore.
Chissà, visto che era febbraio, magari avevo anche la febbre... Ok, scherzo: non ero malato...
Però 180 proprio non lo digerisco: molto imbarazzante...

Sono in debito del finale del mio inciso, bene, eccolo qui di seguito...
Conoscete Linkedln? È il social network per il lavoro. Io mi iscrissi nel 2005 seguendo l'esempio di un collega ma non lo presi mai seriamente in considerazione. Addirittura per anni non controllai mai nemmeno la bacheca (o come si chiama su Linkedln!). Se qualcuno chiedeva la mia amicizia mi facevo rispedire la password perché nel frattempo l'avevo dimenticata.
La serendipità (vedi Serendipità) ha voluto che questo novembre, dopo circa 6 anni, mi sia deciso a esaminare la mia bacheca per la prima volta. Ho così scoperto che avevo ben 4 messaggi personali di cui un paio molto interessanti: uno era del giorno stesso e l'altro di due settimane prima. Quello più vecchio era di un selezionatore di Google che mi diceva di essere molto interessato al mio profilo e mi richiedeva un CV aggiornato; il secondo messaggio era dello stesso selezionatore che mi sollecitava a farmi vivo perché erano davvero interessati...
Ovviamente sono consapevole che messaggi del genere sono spediti a migliaia di persone però devo ammettere che mi fece piacere sapermi “ricercato” da un'azienda così importante.
Non feci però in tempo a gonfiarmi di orgoglio che mi accorsi che la data del messaggio era sì del giorno e mese corrente ma però era stata spedita quattro anni prima!
Ok, questo è un aneddoto buffo ma che c'entra?
Mi sono chiesto che cosa avesse colpito il selezionatore di Google del mio CV che, onestamente, è piuttosto squallido... Non ho master o altre super attività.
Anche di lavoro vero e proprio non sono un esperto di nulla: il motivo è che venivo usato come un coltellino svizzero. Facevo pochi giorni di formazione ed ero subito impiegato. In Olanda poi mi sono arrangiato molto imparando a lavorare da solo e a studiarmi le tecnologie di cui avevo di volta in volta in bisogno. Però questa caratteristica di adattabilità, indubbiamente positiva, non è che trasparisse così chiaramente dal CV...
Beh, la mia teoria è che la differenza l'abbia fatta la sezione “hobby/associazioni” che, seppur ridotta, continuava a mantenere la menzione che dal 2000 al 2001 ero stato membro del Mensa Italia affiliata al Mensa International...
Questo per ribadire che nel mondo anglosassone anche la parte hobby del CV viene presa in considerazione!

E il titolo del post?
Di seguito un immagine tratta da Wikipedia e da me modificata per mostrare graficamente dove il mio IQ mi colloca nel contesto della popolazione. Ho messo sia la valutazione del Mensa che la mia stima (per difetto ovviamente!)...


Insomma la percentuale di popolazione col mio IQ è molto rarefatta: questo dà una spiegazione matematica del perché tenda a sentirmi solo e incompreso.
E chi, per antonomasia, si sente solo fra gli uomini? Il vampiro ovviamente!
Però, se avessi dato a questo post il titolo “La solitudine del vampiro”, avrei rischiato di ritrovarmi con frotte di ragazzini che finivano per sbaglio sul mio blog: così ho invertito la “p” e la “v”.

Molto intelligente o molto scemo?

Nessun commento:

Posta un commento