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sabato 7 gennaio 2012

Ancora sul debito

Questo post prosegue l'analisi iniziata in Indagine sul debito la cui ri/lettura è fortemente consigliata.

Riassumo brevemente quanto scritto in tale post: il mio obiettivo era cercare di stabilire se e quanto convinesse al paese Italia sobbarcarsi il pagamento degli interessi sul debito pubblico piuttosto che dichiararsi insolventi. Dopo una laboriosa fase di raccolta e analisi dei dati, sono arrivato alla conclusione (con stime molto grossolane) che attualmente (in realtà all'ottobre del 2011!) gli interessi sul debito pubblico pesano un po' più del 10% (*2) sulle uscite dello Stato. Insomma una situazione limite. Concludevo ricordando però che nel 2012, e specialmente nel quinquennio successivo, scadono numerosi BTP per oltre un miliardo di euro (*3) che hanno attualmente tassi intorno al 3,5% e mi chiedevo che impatto ci sarebbe stato se tali tassi fossero aumentati: ed è proprio da qui che riparto...

Per prima cosa bisogna stimare quanto sarà il nuovo tasso di rendimento dei BTP. Qui entra in gioco il famigerato spread di cui tanto si sente parlare in questi giorni.
Lo spread indica semplicemente la differenza di rendimento fra i BTP italiani e altre obbligazioni di riferimento che, nella fattispecie, sono i bund tedeschi.
Ieri tale spread si attestava a 524 punti che corrispondono al 5,24% in più rispetto alle obbligazioni teutoniche a 10 anni. Dopo molte ricerche ho scoperto che il tasso di rendimento dei bund tedeschi è del 1,9% (*4) e, quindi, il rendimento che dovrebbero avere i nostri BTP per essere collocati sarebbe del 7,12%. Ovviamente questa cifra varrebbe per i BTP a 10 anni e sarebbe maggiore per i BTP a scadenza più lunga e minore per quelli a scadenza più breve. Per semplicità io userò questa percentuale ipotizzando che rappresenti il rendimento medio dei futuri BTP.

A mio avviso la mia stima sarà quindi OTTIMISTICA perché sono convinto che la speculazione farà alzare sensibilmente lo spread nei giorni decisivi della collocazione dei nuovi BTP.

Con questo nuovo dato in mano è facile calcolare l'evoluzione del debito nel prossimo quinquennio: per far ciò ho ripreso il mio foglio di calcolo è aggiunto qualche nuova colonna.


L'essenza dei miei calcoli mostra la seguente evoluzione degli interessi sul debito (espressi in milioni di €):
2011 90778
2012 94232
2013 101772
2014 109745
2015 113457
2016 116830
2017 120677

Ma questo, sfortunatamente, non è tutto!

Nella mia ipotesi ho supposto che i nuovi BTP vengano emessi solo per coprire il valore nominale di quelli scaduti: affinche questo sia vero è necessario che non ci sia deficit!
Ovvero che le entrate dello Stato uguaglino le uscite (interessi sul debito compresi) e già questo non credo sia mai successo in Italia negli ultimi 30 anni: cioè, solitamente, nuovi BTP sono emessi ogni anno, non solo per rimpiazzare quelli scaduti, ma anche per ripianare il deficit. Il meglio che si è ottenuto è stato quello di avere un avanzo primario, cioè che le entrate superavano le uscite senza considerare il pagamento degli interessi sul debito...

Di seguito il deficit annuo, in miliardi di euro, dell'Italia (dati da Eurostat):
2000 10
2001 39
2002 40
2003 48
2004 49
2005 64
2006 51
2007 25
2008 43
2009 83
2010 72

Mediamente il deficit è stato di 48 miliardi (notare però il netto peggioramento degli ultimi due anni) che sono andati ad accrescere il debito pubblico che infatti dal 2000 al 2010 è salito di 524 miliardi (*5)...
Mi pare ragionevole, anzi molto ottimistico considerata la situazione, stimare un deficit di 50 miliardi l'anno che verrà finanziato con nuovi BTP (che andranno ad aumentare il debito pubblico). Se si aggiungono gli interessi per questi nuovi BTP si ottengono i seguenti valori:
20119077890778
20129423297792
2013101772108892
2014109745120425
2015113457127697
2016116830134630
2017120677142037

In pratica nel 2017 si pagherebbe un 56% in più rispetto a quanto abbiamo pagato nel 2011.
È tanto? È poco? Cosa comporterebbe in pratica?

Prima di rispondere (o almeno provarci!) è necessario considerare almeno un altro fattore: le entrate. Se le entrate salgono il deficit diminuisce.
Credo sia corretto stimare l'aumento delle entrate come se queste fossero direttamente proporzionali al PIL. Se il PIL aumenta del 1% anche le entrate aumenteranno della stessa percentuale.
A me pare evidente che la manovra, a mio avviso folle, del governo Colline porterà a una riduzione del PIL ma supponiamo invece un modesto aumento annuo del 1%. In questo caso, senza ulteriori manovre (nuove tasse), avremmo circa 7 miliardi di maggiori entrate ogni anno. Anche supponendo che la spesa statale non aumenti (impossibile!) è evidente che questa crescita delle entrate non riuscirebbe a coprire nemmeno gli aumenti degli interessi sul debito...

Quindi? Non essendo un economista non ne sono sicuro!
Potrebbero esserci dei fattori chiave che non ho considerato ma la sensazione è che si sia in un momento chiave: l'anno in cui il debito pubblico inizia ad andare fuori controllo...

Prima di tutto c'è da considerare che i miei calcoli sono basati su stime molto ottimistiche: spesa pubblica costante (!), interesse sui nuovi BTP al 7,12% (temo che sarà più alto), crescita del PIL al 1% (credo invece che diminuirà) e deficit fisso a 50 miliardi.
Quando abbiamo un deficit, ed è evidente che l'Italia l'avrà, per ripianarlo ci sono tre possibilità: aumentare le tasse (ma siamo già oltre il limite), tagliare le spese (ma siamo già oltre il limite) o emettere nuove obbligazioni (che però, già adesso, per essere collocabili dovrebbero avere tassi proibitivi)...

Conclusione? Alla luce dei nuovi elementi penso che l'insolvenza sovrana sia inevitabile: in questo caso meglio prima che dopo aver spolpato ancor di più gli italiani...
Cosa succederebbe in caso di default? Booo!

Ma se veramente è inevitabile meglio prima che dopo...

E poi servirebbe un governo serio che sappia ripartire da zero: è infatti evidente che, considerate le tasse altissime e i servizi scadenti che si ottengono in cambio, devono esserci nascosti, nelle pieghe del bilancio, degli sprechi colossali. Attenzione non sto parlando di "spese" ma di "sprechi" e quindi, come tali, se fossero tagliati gli italiani non ne risentirebbero (anzi!)...
Ma questo sarà forse l'argomento di un nuovo post: Eurostat è una miniera di dati interessanti!

Nota (*1): sono ironico: anche se ci fosse un avanzo primario non sarebbe mai dell'entità necessaria per ripagare anche una sola delle emissioni di BTP. La più piccola di quelle in scadenza nel 2012 è di 8,5 miliardi di €...
Nota (*2): per la precisione il 10,8% nelle mie rozze stime...
Nota (*3): 1,100 milioni secondo le mie rozze stime
Nota (*4): in pratica non compensano l'inflazione ma sono considerati molto sicuri. Addirittura fino a poco tempo fa il loro tasso era al 1,5%!
Nota (*5): per la precisione, sempre secondo Eurostat, il debito è aumentato di 543 miliardi... Suppongo che i 19 miliardi di debito di differenza siano stati fatti per avere un “surplus” extra di denaro... bo...

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