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mercoledì 4 gennaio 2012

Indagine sul debito

Oggi mi sono rimbecillito a studiare la situazione del debito pubblico italiano.
Il problema è stato trovare i dati e capire come interpretarli: inizialmente sono partito elaborando i dati sui BTP indicati al link del post BTP for dummies (del quale consiglio la lettura per avere un po' di confidenza con i termini usati in questo post) integrandoli ed estrapolandoli con quelli trovati su wikipedia (Deficit pubblico). Solo in seguito ho scoperto la pagina con le statistiche di Eurostat molto comoda sia perché si può immediatamente fare raffronti con gli altri paesi EU sia perché i dati sono affidabili e aggiornati...

Quello che mi prefiggevo di scoprire era calcolare il peso del debito pubblico sul bilancio statale e quanto senso avrebbe per l'Italia dichiarare l'insolvenza sovrana (ovvero dichiarare di non essere più in grado di pagare in toto o in parte il debito pubblico: leggi BTP principalmente...).
Volevo cioè determinare quanta parte delle entrate dello stato vengono usate per finanziare il debito (pagare gli interessi e restituire i valori nominali dei buoni in scadenza): in altre parole per che cosa pagano le tasse gli italiani? Per finanziare il debito o per pagare i servizi (scadenti) dello Stato?

Probabilmente se fossi più bravo con Google sarei stato in grado di trovare la “pappa scodellata” già pronta da qualche parte. Però non ho perso molto tempo in questa ricerca perché avevo voglia di farmi dei calcoli per conto mio verificando così con “mano” se ho capito la situazione invece di affidarmi ai dati altrui...

Dico subito che le mie conclusioni non sono definitive e che devo rifletterci ancora (magari sentendo anche il parere dell'amico economista...). Però i calcoli, e in generale i ragionamenti fatti, sono interessanti e credo che valga la pena mettere nero su bianco i miei sforzi...

Come dicevo sono partito dai BTP: mi sono trascritto i dati fondamentali (interesse, scadenza e volume) su uno spreadsheet. Poi avrei voluto calcolare gli interessi in euro per i diversi BTP ma per farlo avevo bisogno di sapere l'ammontare in euro di ogni emissione...
Dopo qualche ricerca inconcludente con Google, sono andato su Wikipedia, alla pagina Debito pubblico, dove ho trovato altri dati utili.

Innanzi tutto si legge che il pagamento degli interessi sul debito costa agli italiani 70.000 milioni (ovvero 70 MILIARDI) di euro all'anno. Verificando il riferimento si scopre però che il dato è del 2005 e quindi decisamente obsoleto: come vedremo questi interessi sono molto cresciuti...
Poi ho scoperto che il debito è composto da “Titoli di stato” (principalmente BTP ma anche CCT e BOT) e “Diversi”. Analizzando i dati dal 2005 al 2009 ho notato che percentualmente i “Diversi” rappresentano circa il 24% del totale del debito.
Finalmente ho trovato una tabella che indica il debito nel 2011 mese per mese e, ad ottobre (l'ultimo mese per cui sono forniti i dati), il debito è stimato a 1.909.192 milioni di euro.
Ovviamente in questa cifra sono compresi i “Titoli di stato” e i “diversi”: applicando la percentuale del 24% avrei potuto cercare di approssimare l'ammontare del debito in soli “Titoli di stato” ma poi ci ho riflettuto e ho deciso che non era il caso...
Il mio intento infatti è quello di ottenere delle cifre grezze che indichino l'ammontare complessivo degli interessi sul debito: ho quindi deciso di suddividere brutalmente l'intero debito come se fosse interamente composto da BTP! L'idea è che comunque gli interessi sugli altri tipi di titoli non siano troppo diversi (almeno se l'idea è quella di ottenere una stima grezza)...

Così sono tornato sullo spreadsheet e ho suddiviso l'intero debito (1.909.192 milioni di euro) sul volume totale dei BTP (397.327 unità). Così facendo ho ottenuto una rozza stima del debito suddiviso per ogni singola emissione di BTP e ho potuto calcolarne gli interessi annuali da pagarci sopra.
Il risultato è che ogni anno il costo degli interessi sul debito è di 90.778 milioni di euro: questa stima mi pare attendibile perché, se si considera che nel 2005 il debito era di 1.512.779 milioni e gli interessi da pagare erano 70.000, facendo una semplice proporzione col debito del 2011 di 1.909.192 milioni si otterrebbero 84.700 milioni di interessi sul debito.


La domanda quindi diventa: quanto pesano questi 85-90.000 milioni di interessi sul bilancio dello stato? Leggendo su Wikipedia ho imparato che la differenza fra entrate e uscite dello stato dà il cosidetto deficit (se negativo) o il surplus/avanzo pubblico (se positivo). Esiste poi l'avanzo primario che è definito come differenza fra entrate e uscite SENZA considerare nelle uscite gli interessi sul debito (e questo rappresenta, almeno parzialmente, uno dei dati che volevo individuare).

Trovare dati recenti non è stato facile ma, finalmente, ho scoperto il sito di Eurostat e, dopo qualche ricerca, ho individuato le statistiche che mi interessavano seppur del 2010.
Secondo Eurostat l'entrate nelle casse italiane nel 2010 sono state 716.860 milioni mentre le uscite 787.293 milioni con un deficit di 70.433 milioni di euro (quindi, a occhio, nel 2010 non dovrebbe esserci stato un avanzo primario: il deficit avrebbe dovuto essere minore degli interessi sul debito che, nella mia stima per il 2011, sono di 85-90.000 milioni...).

Comunque è facile vedere che il peso degli interessi sul debito nelle uscite dello Stato corrisponde grossomodo (mischio dati del 2010 con quelli del 2011 già a loro volta rozzamente stimati!) a un po' più del 10%.

Insomma meno di quello che pensavo (credevo sul 20%) ma parecchio!
In pratica il 10% di quanto si paga in tasse serve a coprire gli interessi sul debito...

Discorso chiuso allora?
Nì...
Da pagare ogni anno non ci sono solo gli interessi sul debito ma bisogna anche restituire i BTP in scadenza: nel 2012 si tratta (secondo la mia rozza stima) di 100.000 milioni di euro (quindi un po' più del doppio dei soli interessi), ma nel 2013 e nel 2014 i milioni saliranno complessivamente a 670.000; 1.100.000 nel quinquennio dal 2013 al 2017!

È ovvio che questi BTP in scadenza si ripagano emettendo dei nuovi BTP: è però immediato calcolare che se i vecchi BTP hanno dei tassi medi del 3.75% mentre i nuovi salgono al 9% (cifra buttata a casaccio!) la situazione peggiora notevolmente. Magari se mi viene la voglia proverò a investigare meglio questi dati facendo delle stime migliori.

In conclusione non so se all'Italia converrebbe dichiararsi insolvente: secondo me siamo in una situazione limite. Gli interessi non ci strangolano ma quasi e il debito e facile aumentarlo ma quasi impossibile da diminuire (sembra insomma un peso destinato a pesare non solo sui figli ma anche sui nipoti, i bisnipoti e trisnipoti!)...
Infine non bisogna dimenticare che mentre gli italiani diventano sempre più poveri, in parte per sostenere il peso del debito, chi ci guadagna sono, indovinate un po', le banche: addirittura il 46% del debito italiano è detenuto da Banca Italia e altre istituzioni finanziarie (banche), il 44% è collocato all'estero (banche estere) e il residuo 10% appartiene ad “altri residenti in Italia” (immagino grandi aziende e pochi ricchi). In particolare le banche ottengono in prestito denaro dalla banca centrale europea a tassi del 1% circa, in teoria per rilanciare l'economia del continente sovvenzionando imprese e privati, che poi invece vengono investiti in titoli di stato (più o meno sicuri) e, probabilmente, speculandoci molto: a me la cosa continua a sembrarmi paradossale (vedi anche Soldi facili)...

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