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venerdì 7 giugno 2013

Deluso e sfiduciato

Dopo le ultime delusioni politiche ho un po' smesso di seguire il teatrino organizzato da governo, parlamento e colle...

Sono di nuovo preda dello sconforto senza speranza che avevo lo scorso autunno quando scrissi il pezzo Nave Italia.
Il buon risultato del M5S alle elezioni politiche mi aveva dato la speranza che fosse possibile invertire la rotta disastrosa sulla quale si trova il nostro paese senza prima dover toccare il fondo (v. appunto il pezzo Nave Italia per la metafora a cui mi riferisco...).
Le recenti elezioni però mi hanno fatto capire che gli elettori italiani sono ancora immaturi e non si rendono conto della situazione: non si rendono conto cioè del marciume, incapacità e corruzione dei partiti tradizionali. Il boom di voti del M5S alle politiche era stato evidentemente gonfiato dal voto di protesta e non dalla consapevolezza della diversità del movimento.
In effetti ero stato io stupido a pensarlo: in tutta la mia vita, pensando con la mia testa, ho sempre fatto parte della minoranza della minoranza. Figuriamoci se improvvisamente potevo trovarmi d'accordo con, se non la maggioranza, una buona fetta di italiani! Sì, sono proprio un cretino...

In questa settimane di distacco dalla politica nazionale mi è solo capitato di sentire degli accenni a provvedimenti economici del governo Letta. Nei 20 secondi di TG che ho ascoltato ho sentito di sgravi fiscali per ristrutturazioni e incentivi per pannelli solari, etc...
Finalmente la direzione è giusta ma il problema è l'entità dell'impatto di questa iniziativa sull'economia reale: diciamo che, se quanto fosse necessario avesse un peso di 100, allora questa iniziativa ha un peso di 1. Per contro l'aumento dell'IVA prevista per luglio avrà un impatto di -20...
Poi magari il governo Letta ha fatto tante altre cose buone in questi giorni ma, come ho spiegato, io ho un po' staccato la spina...

Ci sarebbe poi da scrivere sulla tenuta della pattuglia di parlamentari del M5S ma, sfiduciato, non me la sento di aggiungere altro...

2 commenti:

  1. Sono perfettamente d'accordo con te. Tuttavia credo che che non si debba cadere in un pessimismo cosmico, ma seguitare a pensare con la propria testa e a sostenere quella parte che si avvicina di più alle nostre idee.

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  2. Sono pessimista perché sono realista. I concetti che scrissi lo scorso agosto nel post sopracitato li ritengo tuttora validi. La situazione è ben più grave di quanto i politici e l'opinione pubblica si rendano generalmente conto.
    Per cambiare le cose occorrerebbero misure innovative, drastiche: ripensare lo Stato, la distribuzione della ricchezza, tutto...
    È ovvio che i partiti tradizionali sono ancora in un'altra realtà e pensano solo ai loro interessi su come mantenere e accrescere il proprio potere. Probabilmente credono che la crisi si risolverà da sola e, al momento, pensano solo a come scaricare sulle altre forze la colpa delle sofferenze degli italiani.
    Il M5S avrebbe qualche idea, anzi l'attitudine a cercare soluzioni adeguate, ma per farlo dovrebbe avere la maggioranza e governare da solo cosa che, mi sono tristemente reso conto, non avverrà alle prossime elezioni.

    Per darti l'idea siamo nella stessa situazione dell'Italia nel V secolo: l'impero romano d'occidente è allo sbando. Ci sono stati barbari federati all'interno dei suoi confini tradizionali e in pratica gli unici territori pienamente sotto il suo controllo sono la stessa Italia e parte della Gallia. Alla dirigenza del tempo avrebbe dovuto essere chiaro che occorrevano misure eccezionali per invertire la tendenza. Invece i “politici” di allora, come oggi, pensavano che la situazione fosse temporanea che, come era già successo in passato, si sarebbe stati in grado di riconquistare i territori perduti e riportare la situazione a una sorta di normalità. Per questo continuavano a essere litigiosi e impegnati in lotte intestine di potere...
    In questo clima, nel 454, fu fatto assassinare Ezio: il generale che aveva sconfitto Attila e che, probabilmente, era l'unico che si rendeva conto della gravità della situazione e avrebbe forse potuto fare qualcosa per limitare i danni. Poi nel 476 sappiamo tutti cosa accadde.

    Con le relative proporzioni (e diversità nella velocità in cui i fatti evolvono) io vedo oggi i partiti tradizionali comportarsi come l'aristocrazia romana: non capiscono cosa sta succedendo e la loro unica preoccupazione è quella di ostacolare l'unico partito con idee veramente nuove, cioè, il M5S...

    Il risultato sarà che toccheremo il fondo come avevo paventato: tagli agli stipendi pubblici e pensioni, uscita dall'euro nella maniera più traumatica possibile per la popolazione e, ovviamente, ulteriore peggioramento della situazione economica complessiva.
    Forse allora, sempre che non ci sia una sorta di amministrazione controllata da parte dell'Europa che mantenga lo status quo, gli italiani si renderanno conto che va tutto ripensato da capo.
    Ecco perché sono pessimista...

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