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giovedì 20 giugno 2013

Destino del M5S

Dopo le recenti delusioni elettorali molte cassandre si sono affrettate a dichiarare finito il M5S.

Io, come la gran parte dei simpatizzanti, ho riflettuto a lungo su cosa sia andato storto e sullo stesso futuro del movimento. A freddo posso fare le seguenti osservazioni.

Cosa è andato storto:
  1. Il risultato delle politiche era stato gonfiato più del previsto dal voto di protesta
  2. La totale avversione dei media tradizionali: ogni più piccolo errore è evidenziato mentre si tace sulle iniziative positive
  3. Sono stati fatti degli errori politici (*1): in particolare si è sopravvalutata l'intelligenza politica degli italiani. Mi riferisco al mancato “accordo” di governo col PD di Bersani. Per me e la maggior parte degli attivisti del M5S era ovvio che un accordo col PD non avrebbe portato a nessun risultato; alla maggior parte degli italiani però questo non era altrettanto evidente: si sarebbe dunque dovuta trovare una soluzione che evidenziasse la malafede del PD in maniera che anche i più ingenui potessero rendersi conto di essa (*2)
  4. Indubbiamente nelle elezioni regionali e comunali è molto importante il candidato locale: spesso quelli del M5S non erano abbastanza forti
  5. La temporanea tregua fiscale, dopo il terrorismo del governo Monti, hanno dato l'illusione che la situazione dell'Italia sia migliorata: vedi dopo per capirne le implicazioni...
Ma più interessante è la riflessione sul futuro del M5S...
Tutte le analisi che ho sentito si sono dimenticate un elemento fondamentale per interpretare e prevedere la dinamica futura del M5S.

Domanda: quando si è scatenata la rivoluzione francese? Risposta: quando il popolo era alla fame e solo la nobiltà viveva nel lusso...
Per sua natura infatti, qualsiasi popolo, ha una fortissima inerzia ad accettare lo status quo: per farlo agire bisogna che le condizioni di vita diventino intollerabili.
Ecco, l'elemento fondamentale dietro al successo del M5S, non sono solo Grillo, gli ideale del movimento o l'onestà dei suoi attivisti ma soprattutto la catastrofe economica (e non solo) a cui è avviata l'Italia.
La domanda decisiva che dobbiamo porci per valutare le prospettive future del M5S è quindi: le condizioni di vita degli italiani miglioreranno o peggioreranno nei prossimi mesi/anni?
Se la situazione economica migliorasse, se ci fosse una ripresa dell'occupazione (soprattutto giovanile), se ci fossero migliori servizi e meno tasse allora il M5S rischierebbe effettivamente di sparire.
Se però, come temo e mi sembra ovvio, il governo Letta (e tutta la vecchia classe politica) per la propria inettitudine e inerzia non riuscirà a invertire la tendenza attuale allora le condizioni di vita degli italiani, inevitabilmente, peggioreranno ulteriormente. In questa situazione sempre più drammatica, nonostante errori politici e media contro, il M5S non potrà che guadagnare consenso.

La mia conclusione è che sfortunatamente, come avevo previsto quasi un anno fa in Nave Italia, gli italiani dovranno toccare il fondo prima di riuscire a migliorare. Solo quando la nave sarà affondata gli italiani si aggrapperanno in massa alla ciambella di salvataggio rappresentata dal M5S...
L'errore più grande del M5S è stato quindi sopravvalutare la capacità dell'uomo comune di rendersi conto della situazione (politica, economica, indipendenza dei media, etc) dell'Italia. Da ora in poi occorrerà maggior acume politico: non basterà fare la scelta giusta ma bisognerà fare in modo che tutti, compresi gli ingenui, lo capiscano.

Nota (*1): altri errori: la “marcia” su Roma dopo la rielezione di Napolitano (v. Situazione Roma); l'attacco a Rodotà dopo averlo dipinto come il salvatore della patria quando era candidato alla presidenza; tutte le esternazioni politiche sul sito di Grillo che anticipano la discussione all'interno del movimento (tipo l'idea di non presentarsi alle elezioni se passava l'interpretazione della costituzione che vuole che solo i partiti possano rappresentare i cittadini...)
Nota (*2): penso a un appoggio esterno (fiducia senza partecipazione al governo) avendo stabilito dei tempi ben precisi (dell'ordine di pochi mesi) per realizzare alcuni punti qualificanti del programma del M5S. Appena il PD non avesse mantenuto qualche promessa subito le si sarebbe tolta la fiducia. In questa maniera ci sarebbe sempre stato qualcuno che avrebbe detto “... bisognava concedere più tempo a Bersani...” ma la maggior parte degli italiani avrebbe capito...

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