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martedì 31 maggio 2016

Ultimisstoria 8

Da qualche tempo ho iniziato a leggere anche le riviste Historia (invece di Storia Illustrata). In generale gli articoli sono molto più superficiali, talvolta di autori esteri e perfino su argomenti non proprio storici come gli alieni o l'astrologia: onestamente non mi sembrano assolutamente all'altezza di Storia Illustrata (che ha anche foto più rare e maggior cura nell'impaginazione) e sono un po' stupito che mio zio le comprasse...

Storia Illustrata – Marzo 1970
Garibaldi nel '70 di Marco Nozza → il risorgimento non è fra i periodi storici che mi interessano ma in effetti la figura di Garibaldi è affascinante e difficilmente inquadrabile: cosa può spingere un uomo a cercare la guerra con la sua pervicacia? Non era come un Cesare, un Alessandro o un Napoleone che si conquistavano il proprio impero... Certo neppure per trarne guadagno; apparentemente neppure per la gloria visto che Garibaldi si ritirò a vita privata quando avrebbe potuto riscuotere ammirazione e onori in giro per l'Italia.
Mi sembra invece che Garibaldi cercasse la guerra per la guerra anche se combatteva poi per motivi ideologici. Comunque ancora nel 1870, a 63 anni e claudicante per la nota ferita alla gamba, non esito a prendere parte alla guerra fra Francia e Prussia al fianco dei francesi alla guida di un piccolo corpo di volontari che riuscì comunque a farsi onore.

La saga dei cavalieri teutonici di Pino Gilioli → L'articolo ripercorre la storia dell'ordine, dalla sua creazione fino al suo declino nella metà del XV secolo (anche se ufficialmente l'ordine chiude nomine e iscrizioni solo nel 1919), ma ha un grande “buco”: non cronologico ma concettuale. Non viene infatti spiegato cosa causi il declino della Prussia, lo stato creato e guidato dai cavalieri teutonici: ancora alla fine del XIV secolo vanno alla grande e poi, qualche decennio dopo è l'inizio della crisi inarrestabile. Uhmm... mia teoria creata sul momento: il cinquecento è il secolo della crisi della cavalleria: è probabile che l'ordine non richiamasse più giovani nobili, come nei secoli precedenti, che non avevano altre prospettive di carriera se non dedicare la vita alla guerra. Invece che un ordine di cavalieri dovette trasformarsi in un ordine di burocrati: senza più la loro forza militare svaniva la colonna su cui il loro Stato si basava. Lo Stato teutonico, strettamente legato ai cavalieri, moriva con essi.

Historia – Novembre 1969
Il primo giro del mondo in caravella di Diego Cantin → interessante articolo sulla circumnavigazione del globo di Magellano. Il viaggio verso occidente partì con la speranza di trovare una via più rapida per raggiungere le Molucche (da dove provenivano le preziosissime spezie). Delle cinque caravelle solo una riuscì a terminare il viaggio e anche lo stesso Magellano fu ucciso quando la spedizione arrivò alle Filippine (così ribattezzate in onore del re Filippo II).

Historia – Ottobre 1973
Gonzalo Pizarro di D. L. → breve articolo di due paginette sulla ricerca dell'El Dorado. L'aspetto più buffo, ma credo vero, è che l'esplorazione si trascinava sempre più avanti nella giungla perché gli indigeni forse per allontanare gli invasori, forse per condannarli a morte sicura, gli facevano credere che la meta fosse a pochi giorni di cammino...

Quel filibustiere di Andrea Doria di Amilcare Giovanditto → probabilmente il miglior articolo che ho letto sui vari Historia (ormai almeno una decina). In realtà a risultare affascinante è la vita di questo personaggio che mi era sconosciuto. Inutile entrare nei dettagli rocamboleschi. Ciò che più mi ha colpito è che la sua “carriera” di ammiraglio di successo inizia nel 1512, all'età di 46 anni, e da quel momento è un crescendo di successi. Andrea Doria rimane attivissimo anche in tarda età e muore a 94 anni...

«Tokio prende fuoco come una foresta di pini» di Martin Caiden → 130.000 morti e 300.000 ustionati. Tokio era composta da case di legno: gli americani la bombardarono con bombe incendiarie. Fortunatamente per gli americani i vincitori non commettono mai nessun crimine di guerra.

Tutt'altro che un uomo tranquillo il genero di “Don Lisander” di Adele Gazza Franchini → “Don Lisander” è Alessandro Manzoni e il genero in questione è Massimo D'Azeglio. L'articolo si concentra sulla relazione fra i due uomini che raggiunge il culmine con le nozze fra il D'Azeglio e Giulietta, la figlia maggiore del Manzoni. Relazione difficile perché Giulietta muore dopo aver dato alla luce una bambina e il D'Azeglio si risposa con una sorella della moglie del Manzoni (e quindi zia della defunta Giulietta). Insomma quasi un articolo di gossip ma che ha il pregio di far capire molti dettagli quotidiani della vita di quel tempo e dell'intimità famigliare di questi famosi personaggi. Mi ha fatto sorridere ad esempio la lettera con cui il Manzoni si scusa per aver perso un libro che il genero gli aveva prestato!

Conclusione: non vorrei esser sembrato troppo negativo: in realtà anche gli Historia sono interessanti ma, mediamente, molte meno dei Storia Illustrata...

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