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martedì 24 maggio 2016

Parapoteri (*1) e automi cellulari

Modificato (10/7/2016): ho modificato il titolo di questo pezzo dall'anonimo "Corto fallito" al più significativo "Parapoteri e automi cellulari".

Mi rendo conto che la mia nota finale a un Giovane mistero possa essere sembrata criptica. Intendo: «PS Suggerirei a Stefano Feltri di dare un'occhiata agli automi cellulari: lo aiuterebbero a capire come mai i “poteri forti” possono esistere senza bisogno di una struttura centrale che li guidi.»

Ogni tanto tendo a dare troppi passaggi per scontati, vediamo quindi di chiarire. Un risultato che si può ricavare dagli automi cellulari è che entità distinte e semi indipendenti (come possono essere i diversi “poteri forti”) seguendo delle regole anche molto semplici (ad esempio, nel caso delle multinazionali, massimizzare il proprio guadagno) possono portare, a livelli macroscopici (cioè a livello globale o nazionale), a pattern, ovvero a schemi ben precisi e definiti, che possono sembrare tracciati scientemente da un'intelligenza centrale.

In altre parole la presenza di schemi a livello mondiale di politiche sociali/economiche ben precise non dimostra l'esistenza di una coordinazione globale fra i diversi “poteri forti”: tale schema potrebbe infatti essere il risultato della somma degli sforzi indipendenti dei singoli “poteri forti”.
Viceversa però, la mancanza di un "consiglio segreto" dei “poteri forti” che guidi dall'ombra i destini del mondo, non significa che questi non esistano e che, complessivamente, non stiano avendo degli effetti devastanti sulla ricchezza e libertà dei popoli del mondo occidentale e non.

Nota (*1): parapotere = “potere forte” nel senso spiegato in Rimpiazzo per “potere forte”...

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