«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

Qui si straparla di vari argomenti:
1. Il genere dei pezzi è segnalato da varie immagini, vedi Legenda
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3. L'ultimo corto è questo

domenica 8 maggio 2016

Una doverosa introduzione

A metà maggio sarà il decimo anniversario della morte di mia madre: in genere evito particolari celebrazioni ma, per una volta, avevo voglia di fare qualcosa di diverso. Invece di limitarmi a scrivere io stesso un pezzo su di lei, ho pensato di coinvolgere altre persone chiedendo loro di tracciarne un ritratto per come l'hanno conosciuta.

Non so se alla mamma questa iniziativa sarebbe piaciuta: forse no, specialmente negli ultimi anni teneva molto alla propria riservatezza e l'idea di rendere pubbliche delle sue vicende personali l'avrebbe lasciata quantomeno perplessa.
Ma in realtà questa iniziativa non è per lei se non in minima parte: è invece soprattutto per chi le ha voluto bene e la ricorda con affetto sincero. Talvolta anche i ricordi più forti possono perdere d'intensità e affievolirsi: come i nostri pantaloni preferiti, a forza di indossarli e lavarli troppo spesso, possono logorarsi e scolorirsi. Anche il ricordo perde la nitidezza oggettiva della foto e diventa un ritratto disegnato usando i tratti e i colori della propria memoria, del proprio sentimento, del proprio cuore. È umano idealizzare i propri affetti ma ciò ci allontana dalla verità: i ricordi artefatti ci possono cullare e sussurrare parole dolci nell'ora del sonno ma più passa il tempo e più simili diventano a impalpabili fantasmi.
Con questa iniziativa, mettendo insiemi i “ritratti” disegnati da tante mani diverse, sebbene tutti fallaci e parziali, spero invece di ricostruirne un'immagine a 360 gradi, più completa e soprattutto rinnovata nella sua freschezza.
La prossima serie di pezzi conterrà quindi gli scritti di amici e parenti che hanno avuto la voglia, la gentilezza e la pazienza di assecondarmi in questa mia ennesima bizzarria.
Per i miei lettori fissi (ammesso che ci siano!) e occasionali questi articoli saranno privi di interesse perché ricordano una donna che ormai da tempo non c'è più: però, come spiegato, si tratta di un'iniziativa dedicata a una ristretta cerchia di persone, e a loro sì spero, anzi ne sono certo, gradita e cara.

Ovviamente non ero riuscito a trattenermi dal dare indicazioni sul cosa e come scrivere!
Senza entrare nei dettagli avevo chiesto di evitare di ricordare gli ultimi mesi della malattia: sarebbe stato più facile, certo ne sarebbe venuto fuori un ritratto più intenso, drammatico e crepuscolare ma, non per questo, più vero. Avevo poi chiesto di non scrivere un'agiografia che ne decantasse solamente virtù e pregi veri, presunti e/o immaginari: come spiegato voglio un ricordo per quanto possibile onesto e schietto, non vuote frasi di circostanza. Però...
Spesso le mie accurate indicazioni sono state sostanzialmente ignorate!

Inizialmente ho cercato di far cambiare questo e quello finendo per creare non pochi malumori... Infine però mi sono reso conto che fare il "professore cattivo", armato di penna blu, sarebbe stato controproducente e, soprattutto, ingiusto e irriguardoso verso l'impegno altrui.
Ognuno di noi ha una sensibilità diversa e cercare di forzare amici e parenti a esprimersi secondo i rigidi canoni del mio gusto (ammesso di riuscire a farsi dar retta!) avrebbe tolto spontaneità e immediatezza ai vari lavori. Alla fine ho quindi concluso che sarebbe stato meglio permettere modalità di espressione che non mi convincevano o che non mi piacevano del tutto piuttosto che imporre censure artificiali.

Però tutti si sono impegnati molto e il risultato complessivo mi ha toccato il cuore: spesso, leggendo quanto scritto, ho avuto la sensazione di rivedere il sorriso di mia madre.

Conclusione: di seguito i primi due ricordi...

Ricordo 1
In questo mese di maggio ricordiamo la tua bellezza, la tua generosità e tutte le altre tue doti.
Se osservo il cielo, il mare e le rose di maggio penso a te. Che tu goda di una pace infinita.
La tua amata sorella Viviana

A Maria Grazia
Se ti penso
mi vieni a mente
piccola piccola
quando ti stringevo fra le braccia
e mi guardavi con quegli occhi
a mandorla
innocenti e neri
che sono rimasti tali
con il passare degli anni.
Nella tua bellezza sfolgorante
eri come una bambina
e cercavi affetto sincero
in questo mondo in cui
la verità si mischia alla menzogna.
Te ne andasti in silenzio
troppo precocemente
senza un lamento,
non hai più potuto gustare
il sapore del mare
né il profumo dei fiori di maggio.
Ora sei lassù fra i pascoli erbosi
e guardi dolcemente
il tuo amato figlio
mentre ti immergi nella pace infinita
in compagnia dei nostri genitori.
Arrivederci lassù!
La tua sorella Viviana

Ricordo 2
Sono ormai passati dieci anni dalla scomparsa di Grazia e KGB ha pensato di far scrivere alle persone che l'hanno conosciuta quello che ricordano di lei, del suo carattere e della sua personalità.
Fra le varie persone che hanno aderito a questo ricordo collettivo ho voluto esserci anch'io che, per i 25 di vita passati insieme, penso di averla conosciuta abbastanza bene.
Delle persone che perdi tendi a dimenticare i lati più spigolosi, mentre ti rimangono i ricordi più dolci e più piacevoli del tempo che hai trascorso insieme. Viene fuori di solito un panegirico su questa persona, che risulta dolciastro e che non rispecchia la verità, anche se la verità nel ricordare una persona è cosa estremamente difficile, se non impossibile. Infatti la personalità di ciascuno di noi è l'insieme di tante caratteristiche, buone e cattive, e il loro impasto forma la personalità che abbiamo conosciuto.
Vorrei quindi cercare di ricordare i lati migliori ma anche quelli peggiori di Grazia.
Era una persona che sapeva ascoltare e ricordare quanto veniva detto e, nel bene e nel male, quei ricordi venivano usati per ottenere quanto si era prefissata.
Era molto generosa con gli altri, specialmente con le persone appena conosciute, forse per apparire in una buona luce con loro e rendersi così ben accettabile all'interlocutore, ma a volte lo era senza voler ottenere niente in cambio. Questo faceva parte del suo modo di essere, ma doveva anche averlo imparato dalla sua mamma, che era un'ottima venditrice.
Quando si proponeva uno scopo difficilmente non riusciva a raggiungerlo, quindi dimostrava una grande volontà per perseguire gli obbiettivi prefissati per sé o per i suoi cari.
Insomma pur avendo passato tanti anni assieme, mi rendo conto adesso di aver conosciuto solo alcuni aspetti del suo carattere, riconoscendoli positivi o negativi, secondo i parametri del mio giudizio, ma di non averla mai valutata nel suo insieme.

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