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venerdì 3 agosto 2012

Libertà introvabile

Lo scorso febbraio scrissi il post W il divorzio dove scrivevo qualche commento assortito sui Promessi Sposi (PS) del Manzoni.
Al riguardo ricevetti un commento molto interessante che si può riassumere con “Se non i PS cos'altro?”. Sul momento risposi qualcosa del tipo: “d'accordo, se la letteratura italiana non offre niente di meglio, perché non passare a qualche classico straniero?”.
Da allora sono rimasto sempre all'erta e più volte ho meditato su possibili alternative ma, per motivi diversi, nessun libro mi pareva un valido sostituto.

Finalmente ho trovato il libro giusto!
Certo non è un capolavoro di scrittura italiana né ha parti poetiche o immagini che si imprimono nella memoria. Certo non ha personaggi caratteristici né cerca di proporre passaggi umoristici...
Insomma rispetto ai PS ha effettivamente molti svantaggi.
Eppure, nonostante questo, ritengo che, se ci si ricordasse che lo scopo della scuola non è solo quello di insegnare delle nozioni ma di far crescere gli studenti come individui (vedi anche Puericultura base) dalle menti aperte, allora la mia alternativa sarebbe infinitamente superiore ai PS.

In fin dei conti qual è il messaggio che il Manzoni vuole trasmettere ai suoi lettori? Semplicemente che le persone sono in balia della Provvidenza, che tutti i loro sforzi e i loro piani sono inutili di fronte alla volontà di Dio.
Wow... complimenti... questo è l'attualissimo messaggio che si cerca di inculcare in anni e anni di scuola nei cervellini degli studenti italiani... Mi chiedo anzi se il lassismo morale degli italiani non sia in parte frutto dei PS... ma questo sarebbe argomento per un altro post e quindi non aggiungo altro...

L'alternativa di cui parlo è il “Saggio sulla libertà” di John Stuart Mill (*1). Sì, è lo stesso libro che citai in Saggio sulla libertà, dopo averne letto la sola introduzione, poco più di un anno fa: all'epoca mi ripromisi di leggerlo il prima possibile ma poi, semplicemente, mi passò di mente!

Considerato il mio entusiasmo iniziale è legittimo chiedersi se il resto del libro è all'altezza della sua introduzione: direi di sì. Il libro è diviso in cinque parti: la prima è l'introduzione che ho già ampiamente commentato in Saggio sulla libertà; la seconda, “Della libertà di pensiero e discussione”, è la più importante e i capitoli successivi ci fanno continuamente riferimento; anche la terza, “Dell'individualità come elemento del bene comune”, è interessante e fa riflettere (sebbene sia per certi versi una problematica superata); arrivare alla quarta, “Dei limiti all'autorità della società sull'individuo”, era probabilmente l'obiettivo dell'autore (vedi il succitato post) però i concetti più importanti sono già stati espressi; la quinta parte, “Applicazioni”, risente un po' dell'epoca in cui questo saggio fu scritto (nel 1858) e presenta casi pratici nei quali, per il lettore contemporaneo, non è immediato calarsi...

Insomma le prime due parti, “Introduzione” e “Della libertà di pensiero e discussione” dovrebbero essere lette da TUTTI; le successive si potrebbero anche evitare ma sono sicuro che chiunque legga i capitoli precedenti vorrà terminare l'intero libro!

Durante la lettura, circa ogni mezza pagina (nelle prime due parti; ogni 3 pagine nelle parti successive) non potevo fare a meno di pensare a quanto sarebbe utile far riflettere i ragazzi sui concetti esposti.
Otterremmo una società più matura, conscia di sé e anche più democratica (aiuterebbe a sviluppare nelle persone quel senso di “cultura democratica” di cui parlo in Democrazia (3a/3)).
Forse è proprio per questo che il programma scolastico prevede i PS invece che questo saggio: una società più matura sarebbe molto più esigente e non tollererebbe la classe politica attuale; o, da un'altra prospettiva, sarebbe la stessa classe politica a essere a sua volta migliore di quanto non sia!

Ora ho un dilemma: questo saggio meriterebbe un'analisi molto approfondita che però mi richiederebbe numerosi post... Non so cosa fare: imbarcarmi in questa impresa oppure limitarmi a consigliare FORTEMENTE e a TUTTI la lettura di questo libro?

Non so, per il momento mi limito a consigliarlo, ma molto probabilmente ne prenderò lo spunto per qualche altro post...
Segnalo che il pdf di questo libro è scaricabile a questa pagina: sfortunatamente l'ultima riga di ogni pagina è visualizzata solo parzialmente e ne complica la lettura (pur non rendendola impossibile).
Qui invece è scaricabile un pdf, molto più leggibile, che però contiene solo “parti scelte” del saggio: incomprensibilmente manca la fondamentale seconda parte...
Su Google books è presente ma è inservibile perché molte pagine sono oscurate casualmente...
Su wikipedia alla pagina sul Saggio sulla libertà (definito “un classico del pensiero liberale”) c'è un link a un pdf che però non funziona: possibile che le casi editrici sabotino questi pdf per i quali è comunque da lungo tempo scaduto il diritto d'autore? Forse perché è la traduzione a essere protetta dal copyright? Immagino sia così, vediamo se la versione in inglese è presente: sì, si trova senza problemi qui per esempio...

Buffo però che proprio questa libro sulla libertà di pensiero ed espressione non sia leggibile gratuitamente (almeno in italiano)!

Nota (*1): che io ho letto nell'incarnazione: “Saggio sulla libertà” di John Stuart Mill, Ed. Net, 2002, trad. di Stefano Magistretti.

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