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lunedì 14 maggio 2012

Vilipendio e Disequitalia

Già ieri mi era venuta voglia di dire la mia su uno dei seguenti argomenti ma poi mi era mancato lo spirito giusto per farlo.
Oggi, senza nemmeno la voglia di andarmi a rileggere gli articoli, mi limito a delle riflessioni estremamente superficiali.

Il primo argomento che mi aveva solleticato era la polemica Beppe Locusta vs. il Presidente Napoletano. Anzi, più della polemica in sé, della quale del resto so ben poco, mi ha colpito il reato di “vilipendio del capo dello Stato”.
Io credo sia giusto punire chi offende o calunnia ma questo a prescindere da chi sia la vittima. Non mi piace che il capo dello Stato abbia una “sua” legge speciale che lo tuteli. Vabbè, qualcuno dirà: “Sì, ma lui è speciale perché, appunto, è il capo dello Stato...”.
Beh, a me non pare un buon motivo. Per il me il capo dello Stato è solo un vecchio (in genere) politico eletto da altri politici in una sorta di autocelebrazione: come se qualsiasi politico ottuagenario, sopravvissuto a una vita di intrighi di palazzo, diventasse, per virtù della sua carica, un simbolo nel quale gli italiani dovrebbero riconoscersi: per me non è così. Io continuo a vederlo per quel che è: un vecchio politico bravo solo a chiacchiere piene di retorica.
Diverso sarebbe se il capo dello Stato fosse eletto direttamente dagli italiani oppure se, invece di essere scelto fra i senatori, fosse un personaggio al di fuori della politica: magari del mondo della cultura o, perché no, anche un vecchio sportivo...

Il secondo argomento sono gli attacchi a Disequitalia.
Pur premettendo che già il nome stesso di questo ente, intendo quello vero, sembri inventato appositamente per prendere per il c##o gli italiani (*1) e quindi, quasi istintivamente, ne attiri il rancore, insomma, pur detto questo, non capisco gli attacchi che subisce...
Chi lavora a Disequitalia fa il suo dovere e applica le leggi. Magari fra le migliaia di persone che ci lavorano, come altrove del resto, ci sarà chi (per superficialità, stupidità o semplice negligenza) svolge il suo compito in maniera errata, magari recando oggettivamente danni gravissimi a contribuenti onesti: ma queste sono (dovrebbero essere!) eccezioni (*2).
Insomma mi pare, specialmente nella protesta a Napoli, che gli italiani si comportino come il toro nella corrida: caricano a testa bassa la muleta, il drappo rosso cioè, ma ignorano il torero che si fa beffe di loro. In altre parole se le tasse sono alte e/o ingiuste la colpa è delle leggi e di chi le ha fatte non di chi, nel bene e nel male, cerca di applicarle.
Se, ad esempio, Colline aumenta l'IVA e l'accisa sulla benzina che colpa ne hanno i benzinai?
Da questo punto di vista non capisco quindi le proteste contro Disequitalia in quanto tale (*3).
Diversa la situazione per i singoli errori di singoli dipendenti che possono causare danni gravissimi a singoli contribuenti: in questi casi dovrebbe essere costituzionalmente prevista una possibilità di dialogo fra ente e cittadino per risolvere l'eventuale errore in maniera rapida e senza ulteriori disagi per il contribuente. Sfortunatamente la mia sensazione è che con Disequitalia non sia attualmente prevista alcuna sorta di dialogo fra cittadini ed ente: Disequitalia esige il denaro, pignora e non ascolta mentre il contribuente è del tutto impotente a far valere le sue buone ragioni. Da questo punto di vista è comprensibile il risentimento che talvolta sfocia in ingiustificate violenze.

Nota (*1): visto che c'è ben poco di equo in un sistema così fortemente piagato dall'evasione fiscale e dove si paga moltissimo ottenendo in cambio, come servizi da parte dello Stato, quasi niente...
Nota (*2): che ovviamente andrebbero risolte ma di certo non con mezzi violenti!
Nota (*3): a parte per singoli episodi dovuti a errori di singoli dipendenti.

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