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venerdì 27 gennaio 2017

Programma Trump (1/6)

Sono andato a cercare il sito della Casa Bianca per avere qualche notizia di prima mano su Trump e il suo programma: non mi fido infatti delle notizie riportate dai media nostrani (che spesso poi si limitano a ripetere quanto viene scritto dai media americani) e, come al solito, voglio valutare autonomamente.
Sono consapevole che il programma elettorale è qualcosa di puramente indicativo ma è comunque una base di partenza per capire, o intuire, qualcosa dell'ideologia di Trump.

In particolare ho letto sei brevi articoli che dovrebbero riassumere la direzione del neo presidente USA nelle questioni più importanti.

Il primo è: An America first energy plan
L'articolo è molto breve quindi consiglio la sua lettura diretta, comunque i punti principali sono:
1. l'energia è importante in USA e nel mondo.
2. in USA esistono risorse energetiche non sfruttate a causa di leggi per la protezione per l'ambiente
3. l'idea è eliminare tale leggi in maniera che nelle paghe degli americani vadano 30 miliardi di dollari in 7 anni.
4. in particolare si vogliono sfruttare giacimenti di gas naturale e petrolio bituminoso (*1) del valore stimato di 50 trilioni di dollari e che porteranno nuovi posti di lavoro e prosperità a milioni di americani.
5. parte dei nuovi introiti verranno usati per ricostruire infrastrutture, scuole e altri edifici pubblici.
6. anche l'agricoltura beneficerà della diminuzione del costo del carburante.
7. il presidente è anche deciso a sfruttare la tecnologia del “carbone pulito”.
8. lo scopo di questi provvedimenti energetici non è solo economico ma ha anche un fine politico: diminuire la dipendenza da soggetti esterni come l'OPEC e altre nazioni ostili.
9. allo stesso tempo si continueranno a sviluppare “positive energy relationship” (*2) con gli alleati del Golfo per combattere il terrorismo.
10. protezione dell'ambiente e in particolare dell'aria e dell'acqua.
11. un futuro luminoso dipende da: economia stimolata da riforma energetica; sicurezza nazionale; protezione della salute.

Il punto 3, al di là delle cifre che non so come siano state calcolate, mi pare molto significativo. Il testo dice che questi soldi andranno a finire nelle buste paga degli americani ma sarebbe interessante sapere se tale affermazione vada intesa alla lettera oppure come un “soldi risparmiati sulle spese energetiche”. Io credo si tratti della seconda ipotesi.
Il punto 4 al di là delle cifre, mi pare fuorviante. Non sono un esperto in materia ma i nuovi posti di lavoro li immagino nell'ordine delle decine di migliaia mentre il grosso degli utili andrebbero alle compagnie petrolifere.
Anche il punto 5 mi dà da pensare: la recentissima decisione della costruzione della barriera col Messico suggerisce che l'amministrazione Trump ami fare delle “finte”(*3), ovvero fingere di puntare a qualcosa per ottenere tutt'altro. Possibile una tassazione speciale per le società petrolifere che sfrutteranno queste nuove risorse che appartengono a tutti gli americani? Non credo: ma sarebbe un modo equo per ridistribuire almeno in parte tale ricchezza a tutti gli americani...
Punto 6, beh... marginale: senza cifre concrete è impossibile stabilire a quanto ammonterà lo sconto sul carburante.
Punto 7: non conosco queste nuove tecnologie ma ho difficoltà a credere a un carbone pulito. Cioè può magari diventarlo se si abbassano le soglie per considerare l'aria sporca!
Punto 10: colpisce la mancanza della menzione alla “terra”. Forse non è altrettanto importante tutelare la qualità della terra rispetto ad aria e acqua? Mi suona sospetto ma forse ci leggo più di quanto non ci sia veramente.

Nel complesso mi pare che su questo tema l'idea di fondo sia quella di barattare qualità dell'ambiente in cambio di più energia.
Se le cose stanno così chi ci guadagna? Dunque la qualità dell'ambiente è un bene di tutti gli americani da cui dipende indirettamente (ma non troppo) la salute; le compagnie petrolifere sono invece delle multinazionali.
In questo caso, in prima approssimazione, ci guadagnano parecchio le compagnie petrolifere mentre agli americani resterebbero le briciole: qualche migliaio di posti di lavoro in più, un ipotetico sconto sul costo dell'energia e, molto ma molto indirettamente, una minore dipendenza da paesi esterni. Bisogna infatti ricordare che il costo dell'energia è dato dalla domanda e dall'offerta quindi la sua diminuzione non è automatica e non è detto che sia significativa: lo scopo delle compagnie petrolifere americane non sarà infatti abbassare il prezzo il più possibile ma massimizzare i profitti (e quindi alzarlo!).
In seconda approssimazione dipenderà molto dalle tasse che l'amministrazione USA imporrà su queste nuove concessioni. Tasse alte permetterebbero di ridistribuire questa ricchezza a tutti gli americani sotto forma di nuove infrastrutture e simili (vedi punto 5). Però mi sembrerebbe un'idea molto lontana dalla mentalità USA.

Nel complesso questa prima politica mi pare che andrà contro, o sarà sostanzialmente neutra, per i cittadini USA mentre sarà invece molto favorevole per le multinazionali del petrolio.
Però è presto per giudicarla perché molto dipenderà da come verrà implementata questa politica.

Conclusione: restano da analizzare gli altri 5 punti...

Nota (*1): mia traduzione a orecchio! Si tratta di shale oil...
Nota (*2): non mi è chiaro come tradurre la frase virgolettata. Non so se si riferisca all'energia o alla diplomazia: forse è solo un gioco di parole volutamente ambiguo.
Nota (*3): nel caso della barriera costruita dagli USA a spese del Messico è ovvio che il vero obiettivo è avere una “scusa” per imporre dazi e magari arrivare a rinegoziare il NAFTA. Sarà interessante come la cosa sarà giustificata legalmente visto che fra Messico, USA e Canada esistono accordi di libero scambio. Vedi Muro Usa-Messico, il presidente Peña Nieto annulla incontro con Trump: ‘Pretendiamo rispetto. E non pagheremo’.

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