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sabato 19 novembre 2016

Party Hard

Anche da piccolo non sono mai stato particolarmente bravo con i giochi d'azione al calcolatore (e prima con quelli sulla consolle). Non rimango abbastanza concentrato, ho scarsi riflessi, sono lento a pensare e forse, soprattutto, non mi piacciono abbastanza.
Ovviamente con l'età non sono certo migliorato, anzi! Anche per questo motivo negli ultimi anni su Steam ho acquistato solo una manciata di giochi di questo tipo con esiti, in genere, deludenti.

Eppure esiste un'eccezione: Party Hard...
Non solo sono riuscito a terminarlo ma ho anche portato a termine tutte le missioni opzionali: eppure si tratta di un gioco che molti (basta leggere le recensioni degli utenti) trovano molto difficile quando non frustrante...

Com'è possibile che una persona decisamente scarsa ai videogiochi d'azione sia riuscito a terminarne uno particolarmente difficile?

Per rispondere a questa domanda devo descrivere in maggior dettaglio il gioco: il protagonista è uno psicopatico che viene destato nel cuore della notte da una festa dei rumorosi vicini; per questo motivo (direi giustamente!) decide di uccidere tutti i festaioli! Ovviamente ci sono certe regole e condizioni da rispettare, altrimenti la polizia ci arresta oppure sono proprio le nostre vittime che ci mettono fuori gioco. L'atmosfera è molto umoristica: si possono usare trappole assurde, i festaioli sono degli stereotipi coloratissimi e il disegno dei livelli è colmo di riferimenti divertenti...
Ovviamente dopo aver sterminato tutti i partecipanti alla prima festa si accede alle successive seguendo una trama volutamente (credo) piuttosto traballante ed eccessiva...

Come mi pare di aver già scritto io ho sempre odiato le feste: non riuscivo mai a sentirmi a proprio agio né a divertirmi. Come ho già spiegato non sono particolarmente timido ma, invece, asociale (v. KGB le Origini: l'asociale): e le interazioni multiple con sconosciuti non le so gestire. Ad esempio ho un buon umorismo ma lo devo calibrare sul mio interlocutore e, per farlo, devo avere tempo di conoscerlo. In una festa in fondo basterebbe lasciarsi un po' andare e fare ciò che fanno tutti ma, come ho già scritto, io non lo faccio quasi mai...

Ma cosa c'entra questo con il gioco?
C'entra perché in realtà Party hard è piuttosto facile: non occorrono riflessi e non serve la rapidità. Occorre invece una grande pazienza nel non correre rischi inutili e nell'attendere che una potenziale vittima finisca per trovarsi nel “posto giusto”. Ecco la chiave è questa: dove ho trovato la pazienza necessaria a finire questo gioco?
Beh, io credo che ha forza di odiare le feste si finisca per prendere in antipatia anche coloro che invece sembrano sguazzarci e divertirsi un mondo in esse! E allora guidare il piccolo psicopatico digitale a uccidere gli scalmanati festaioli dà una notevole soddisfazione che ripaga per la pazienza necessaria...

In altre parole per riuscire a questo gioco (ovvero avere la pazienza necessaria per completarlo) bisogna avere delle tendenze un po' asociali: ecco perché KGB eccelle in esso!

Conclusione: chissà, magari l'FBI & C., potrebbero usarlo come test psicologico!

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