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domenica 20 novembre 2016

Due sogni e una teoria

Ho fatto un sogno potenzialmente interessante: nel senso che ci potrei forse basare un breve racconto.

Ero andato (ma non sono sicuro che fossi io) a trovare una persona malata in ospedale: non ricordo quale fosse la malattia, ma era collegata al cervello. Diciamo Alzheimer ma avrebbe potuto essere ischemia cerebrale o altro. Era stata tentata una terapia sperimentale che avrebbe dovuto riattivare le aree “spente” del cervello. Al momento però il paziente dormiva e non si sapeva quando si sarebbe risvegliato.
Entro nella camera che è completamente buia: non riesco a scorgere il malato ma lui vede me. Addirittura mi saluta riconoscendomi! Io rimango stupito perché dalla voce e dalle parole capisco che è completamente lucido. Poi lo sento muoversi e avvicinarsi barcollando verso di me.
Improvvisamente divento inquieto: con la solita consapevolezza inspiegabile dei sogni, capisco che la terapia ha sì riattivato le zone spente del cervello (che non si sono danneggiate perché, spiegazione sognata (!), è come scollegare un calcolatore dalla rete elettrica quando c'è un temporale: anche se cade un fulmine nelle vicinanze non si sciupa niente) ma da queste è sparita l'anima. Il paziente è sì lucido ma anche intrinsecamente malvagio e, per questo, mi vuole aggredire. Mi sono svegliato.

Il sogno era molto più inquietante di come non mi sembri adesso: probabilmente anche per il contrasto emotivo dato dal mio affetto per la persona in questione e il suo tentativo di aggredirmi e per la speranza di una sua inaspettata guarigione unita all'improvvisa delusione per il disastroso risultato ottenuto...

Qualche notte fa ho poi fatto un brevissimo sogno che però ha un elemento interessante.

Ero sdraiato a pancia in giù a disegnare su un foglio (una mappa geografica che sembrava un frattale): la stanza era un po' umida e piena di mobili. Non mi sembrava di esserci mai stato prima ma mi era familiare. Ero vagamente inquieto e non sapevo perché. Mi sono svegliato.

Per capire a quali incubi faccio riferimento è indispensabile leggere KGB le Origine: lo sterminatore
Solo una volta sveglio ho capito che quella stanza era il locale in fondo al negozio di mobili dei nonni. Una di quelle stanze che quando la vedevo in sogno significava che stavo avendo un incubo e che a breve sarebbero apparsi i lupi mannari! Oltretutto quello era l'ambiente più lontano dalla stanza sicura, che era la cucina dove stava la nonna, e quindi per me uno dei più paurosi.
Mi ha colpito perché erano decenni che non la sognavo! E il sogno non era un incubo: non mi sono infatti svegliato per la paura, dato che ero solo vagamente inquieto, e solo da sveglio ho capito dove mi trovassi...

Ipotesi: che questo ritorno al “passato” sia collegato alla mia recente cena con gli ex compagni delle elementari?

Inizio ad avere una teoria interessante sui miei sogni. Di solito si pensa ai sogni come al frutto dell'inconscio mentre il nostro io razionale è quasi completamente assente (addormentato). Nel mio caso invece la mia parte razionale pare molto più attiva del normale (per questo i miei sogni sono relativamente coerenti e “sensati”) ma soprattutto, e questo è l'elemento nuovo, sembra che io abbia un secondo livello di inconscio ancora più profondo rispetto al primo: la mia parte razionale reagisce alle creazioni del primo inconscio ma è cieca a quelle del secondo, più profondo.
Nel frammento di sogno in questione la mappa a forma di frattale era una creazione del primo inconscio, e su questa la mia parte razionale ha riflettuto e operato. La stanza invece proveniva dal mio secondo inconscio e l'ho riconosciuta solo da sveglio.
Mi chiedo se le “consapevolezze”, le informazioni che la mia parte razionale sa di sapere nel sogno senza averle sognate, non provengano direttamente, in maniera trasparente, dal secondo inconscio più profondo. Interrogato dalla parte razionale non dialoga con essa ma fornisce direttamente la risposta.

Conclusione: ha senso? Probabilmente no...

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