«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

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giovedì 10 novembre 2016

La montagna dell'albagia

Due amici scalano una montagna altissima. I due procedono a velocità diverse e finiscono per separarsi perdendosi di vista.
Il primo grida al secondo “Cosa vedi?!”
“Vedo una verde pianura attraversata da un fiume serpeggiante e, al di là di esso, una città grigia stretta da montagne scure.”
“E poi?”
“Vedo solo quello che ti ho detto, e tu?”
“Io vedo la pianura bagnata dal fiume e, oltre la città circondata da montagne, una fitta selva mossa dal vento e in mezzo a essa un lago più azzurro del cielo; ancora più lontano poi il bosco sfuma in un deserto che si tuffa in un mare blu come la notte.”
Com'è possibile?

Talvolta mi capita di discutere con altre persone: queste mi spiegano le loro idee e le loro teorie, mi enunciano le loro argomentazioni e le loro conclusioni. Io ascoltandoli vedo bene da dove provengono le loro idee, quali sono stati i loro passaggi logici e perché sono giunti alle loro congetture: ci ho già riflettuto e le ho già considerate. Però ho anche altre idee, riordino gli stessi fatti in maniera diversa e, talvolta, giungo a conclusioni diverse.
Stranamente non mi credono quando gli dico che vedo più lontano di loro...
Com'è possibile?

La nebbia dell'immaginazione è un sudario più impenetrabile della semplice distanza: a chi giace immobile sotto di esso pare impossibile che qualcuno possa sollevarne un lembo e guardare oltre.
Ciò che io vedo chiaro è supposizione, dubbio e incertezza per altri; ma non si può convincere chi non ti ascolta né è sufficiente dirgli di salire più in alto perché non vi sono pareti da scalare.

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