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martedì 5 aprile 2016

Pozzi e pazzi

Da qualche giorno ho scoperto che la prossima domenica ci sarà un referendum per dire sì o no alle trivelle nel mar Adriatico.

Onestamente non conosco i dettagli della situazione né posso fare una valutazione precisa dei pro e contro. Nonostante questo non ho dubbi su cosa votare: di seguito il mio ragionamento.

Lo scorso anno scrissi due pezzi in cui riassumevo la situazione politico/economica/sociale dell'Italia: Riciclo (1/2) e Riciclo (2/2). Nel primo di questi scrivevo che uno dei beni fondamentali dell'Italia, su cui si dovrebbe investire, è l'ambiente: da esso dipendono la qualità del nostro cibo (altro elemento di forza), il turismo e, indirettamente (ma non troppo!), la nostra salute. Scrivevo anche che, sfortunatamente, i nostri governi sono molto miopi e vedono le risorse naturali come un bene inesauribile da sfruttare nel breve termine, magari favorendo le grandi multinazionali a scapito della comunità.

Per questo motivo sarei favorevole a tutte le iniziative che tutelino la salute e la bellezza del nostro paese ma mi pare evidente che, permettere la trivellazione nell'Adriatico, sia un'iniziativa che vada esattamente nel senso opposto. Non so quantificare quale sia il rischio di un disastro ambientale (ricordiamoci anche che l'Adriatico è un mare abbastanza “chiuso” e, per questo, particolarmente delicato) ma, per principio, preferisco non correre alcun rischio.
Il governo ci racconta che con le trivelle avremo 1.000 (*1) nuovi posti di lavoro: ma cosa succederebbe se, ad esempio, le spiagge dell'Emilia Romagna venissero inquinate dal petrolio? Ci si rende conto che in tal caso le perdite economiche del turismo sarebbero gravissime e ricadrebbero su una fascia amplissima della popolazione, sparo a caso, diciamo su un 1.000.000 (*2) di persone?

Su un piatto della bilancia ci sono guadagni ingentissimi per le multinazionali del petrolio che hanno le concessioni e 1.000 posti di lavoro, sull'altro piatto vi è invece il rischio che un milione di persone, se non più, perda il lavoro. Visto che gli unici a guadagnarci veramente saranno i petrolieri mentre a rimetterci, in caso di disastro, milioni di lavoratori italiani io non correrei assolutamente il rischio, grande o piccolo che sia...

Ma vi ricordate cosa successe una (o forse due!) decina di anni fa quando, a causa di una serie di coincidenze ambientali, si verificò il fenomeno della mucillagine? Vi ricordate cosa fecero i turisti tedeschi nonostante le “rassicurazioni” italiane? Io sì...
Non è facilmente prevedibile che, considerando i pozzi estremamente vicini alla costa, ci potranno essere delle “piccole” macchie di petrolio sulle spiagge? Macchie che i petrolieri considereranno insignificanti ma che, potenzialmente, potrebbero compromettere, forse per sempre, il turismo balneare sulla costa adriatica?

Nel ribaltamento della verità, attività in cui sono specializzati Renzi & C., la ministra Boschi ha perfino detto che “il governo ha contro i poteri forti”. Non è esatto: piuttosto l'attuale governo è lo zerbino dei poteri forti! Qualsiasi lobbi è accolta a braccia aperte e le vengono fatti i ponti d'oro a scapito del benessere collettivo. E i petrolieri rappresentano un “potere forte” piuttosto forte...

In conclusione io andrò a votare per il “sì”, ovvero per l'abrogazione della legge. Temo però che l'astensionismo farà naufragare referendum: si tratta infatti di un tema troppo complesso per essere compreso in tutte le sue implicazioni dalla maggioranza degli italiani...
Però ci andrò lo stesso: fra due o tre anni voglio potermi sfogare con un “io l'avevo detto” e avere la coscienza tranquilla per aver fatto il poco che potevo.

E chi sono i “pazzi” del titolo? Usate un po' d'immaginazione...

Nota (*1): arrotondo per eccesso...
Nota (*2): arrotondo per difetto...

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