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giovedì 26 settembre 2013

Ip! Ip! Urra-nio!

Da dove vengono le nostre idee?
...
È una domanda stupida?
Forse sì... magari la semplice risposta che le idee provengono dal nostro cervello è la più corretta sebbene, in verità, spieghi poco o nulla.
L'idea di cui sto parlando è l'intuizione, qualcosa che va al di là del semplice ragionamento logico che considera e combina insieme gli elementi noti e presunti di un certo fatto per arrivare a una conclusione.
Mi riferisco all'ispirazione dell'artista, alla fantasia...
Immagino che un musicista o uno scrittore non si mettano a tavolino a “progettare” la loro opera: certo, una volta che c'è l'idea di fondo sarà necessario perfezionarla e, in questo caso, il ragionamento logico può essere molto utile: ma la materia prima deve essere già presente!

Permettetemi una divagazione personale. Al liceo io odiavo filosofia: non ne capivo il senso e mi sembrava che fosse un inutile perdita di tempo.
Stupidamente mi sfuggiva che, banalmente, la filosofia fosse un tentativo di interpretare la realtà: avevo una mentalità talmente scientifica da non capire che gli antichi filosofi greci credevano veramente nelle loro interpretazioni del mondo fisico. A me però sembravano dei meri esercizi di retorica basati su definizioni arbitrarie di principi indimostrabili...
Di solito ascoltavo con disgusto le spiegazioni del professore, magari scarabocchiando un quaderno o il libro di testo...
Però ci fu un'eccezione: l'iperuranio di Platone.
Se ben ricordo, secondo il filosofo, le anime degli uomini, prima di incarnarsi, attraversano l'Iperuranio, il mondo delle idee, popolato dalle idee perfette, i paradigmi della nostra realtà concreta: in qualche modo, questa specie di contatto lascia una sorta d'impressione sulla nostra anima rendendo in grado la nostra mente di capire e interpretare la realtà.

Questa idea dell'iperuranio mi piaceva perché mi permetteva di spiegare un mio strano comportamento: quando sono alle prese con un problema molto complesso, del quale non riesco a venire a capo, spesso lo affronto nella seguente maniera: mi sdraio a letto, con gli occhi chiusi, e penso al problema ma senza cercare di risolverlo, cercando di farlo rimanere il solo pensiero della mia mente, osservandolo passivamente ma senza cercare di analizzarlo... non so come spiegarmi meglio...
Ed ecco che improvvisamente ho come un lampo e vedo l'intera soluzione: tale luce dura solo un'istante e mi devo basare sulla memoria per ricordarne i passaggi chiave. Solo a questo punto uso il ragionamento per ricostruire i collegamenti logici fra i vari concetti chiave che ho intravisto...

Ecco, non so, magari fanno tutti così: mi rendo conto di non averne mai parlato con nessuno. Magari questa è la maniera normale per risolvere i problemi!
Comunque la spiegazione che mi piace darmi è che la mia mente, in questo stato di concentrazione (*1), riesca brevemente a ricordare (*2) quello che l'anima aveva visto nell'iperuranio. È un mito ma descrive perfettamente le mie sensazioni...

Una spiegazione più “razionale” del fenomeno è che in questo stato di concentrazione la mia mente cosciente riesca a entrare in contatto con la parte subcosciente e mi permetta di vedere delle soluzioni, che il mio cervello aveva magari già considerato, ma che non erano riuscite a superare lo stato subliminale.

Tornando alla domanda d'apertura di questo pezzo non so cosa rispondere: magari le idee, le ispirazioni, le intuizioni provengono veramente dall'iperuranio...
Oppure sono dei corto circuiti casuali del nostro subconscio, delle combinazioni che dipendono non dalla logica ma dalle connessioni fra i nostri neuroni che, per motivi non chiari, riescono a emergere a livello cosciente dove la nostra mente dà loro un senso logico...

Conclusione: forse dovrei proprio imparare a meditare, magari potrei capire qualcosa in più di me stesso...

Nota (*1): forse la meditazione è qualcosa di simile...
Nota (*2): l'iperuranio spiegherebbe benissimo un'altra mia caratteristica: la sensazione nettissima di essere già a conoscenza di quello che mi veniva insegnato a scuola (università compresa). Come se si trattasse di nozioni che già sapevo e che solo coscientemente non ricordavo: una specie di déjà vu cognitivo. Magari la mia anima ha un'insolita memoria dell'iperuranio?

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