«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
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sabato 21 settembre 2013

E tre!

Terzo matrimonio in pochi anni!
Ora basta però!
Per favore...
Modificato 4/10/2013: ho pure contato male! Mi ero dimenticato il matrimonio Russo-Portoghese-Olandese di soli due anni fa!

Grazie alla palestra, vedi il corto Dramma pesante, i pantaloni del mio unico vestito “buono” non mi stavano quasi più: la pancia strizzata strabuzzava all'altezza dello stomaco subito sotto lo sterno. Per sicurezza ho voluto garantirmi da eventuali cedimenti strutturali con una cintura nera: mi pareva di averne una decente da qualche parte ma, nei dieci minuti prima di partire, non sono riuscito a trovarla. Ho indossato quindi una vecchia cintura consunta dalla muffa e dall'usura con la fibbia tutta ossidata. Nel complesso facevo un effetto penoso: mia mamma sarebbe diventata isterica per l'orrore ma, oramai, me ne importa ben poco.

Insomma l'umore già in partenza non era dei migliori. E poi c'era mio zio, il padre della sposa, che appena terminata la funzione religiosa voleva tornarsene a casa. Ora sarebbe troppo complicato raccontare le intricate dinamiche famigliari per spiegare il suo comportamento, dico solo che a me erano state attribuite de facto le funzioni di “pompiere” per aiutare a tenere la situazione sotto controllo e convincerlo ad adeguarsi ai piani di moglie e figlia. Non facile anche perché la zia si appellava a me davanti a lui dicendomi “Parlaci tu che lo convinci!”. In questo contesto tale affermazione mi rendeva difficile trattare perché mi toglieva i panni di mediatore indipendente e mi faceva indossare quelli dell'imbonitore di parte.
Siccome la questione non è particolarmente divertente mi limito a dire che, passo passo, con l'aiuto più o meno estemporaneo di tanti altri ospiti, l'abbiamo convinto ed è andato tutto bene: anzi, gli sguardi dolci che mandava alla figlia, alla cena durante gli applausi, erano molto toccanti.
Comunque questo coinvolgimento, sia emotivo che di responsabilità per il buon andamento della festa, mi ha creato della tensione che mi ha impedito, almeno inizialmente, di godermi a pieno l'evento: anche per questo la mia cronaca potrebbe essere meno spensierata del solito...

La chiesa era bellina: difficile confrontarla con le altre che ho visto. Anche questa era piccola e intima, gli addobbi sobri e, tutto sommato, molto piacevole.
Diversamente dal solito non ho potuto nascondermi nelle retrovie come amo fare ed ero invece in seconda fila con relativi pro e contro: da una parte avevo alle spalle tutta la pressione di decine di ospiti sconosciuti intenti a domandarsi chi era quel povero senza tetto vestito in giacca e cintura consunta (in effetti anche la camicia faceva piuttosto schifo!); dall'altra ho avuto un'ottima visuale degli sposi. Anzi, delle schiene degli sposi...

Lo sposo normalmente ultratranquillo ed equilibratissimo, come se avesse un giroscopio al posto dello stomaco, era comprensibilmente nervoso. Vedendolo con la faccia completamente madida di sudore l'ho salutato dicendogli che lo trovavo estremamente rilassato: troppo teso per notare la mia ironia mi ha risposto che un po' di tensione la sentiva: e in effetti gli tremava anche la mano...

Quando la sposa è entrata in chiesa al braccio dello zio era molto bella e tutti gli ospiti bisbigliavano fra loro i vari “ooh!” di ammirazione.
Poi non so come, forse per il trucco o per la diversa linea data alle sopracciglia, mentre sorrideva, di profilo mi ha ricordato mia mamma: a momenti potevo quasi sovrapporne l'immagine. Strano ma non avevo mai notato questa somiglianza: mi sono anche un po' commosso. Curiosamente, quando ho fatto leggere in anteprima a mio cugino questo pezzo, mi ha risposto che anche lui aveva avuto la stessa identica sensazione.
Anche lo zio è stato impeccabile: ha accompagnato la figlia senza esitazioni e alla giusta velocità ma, dalla rigidità dell'espressione, si capiva che era molto teso.

Comunque, all'ingresso della sposa in chiesa, ho notato una scelta che mi ha lasciato perplesso: il fotografo aveva due assistenti che facevano a loto volta foto e riprese con la telecamera. Anche durante la marcia nuziale hanno continuato a fare il loro lavoro davanti alla sposa fermandola a più riprese.
Sicuramente le foto e il video avranno delle splendide inquadrature però hanno anche tolto molta atmosfera perché con la loro invadenza distraevano gli ospiti dalla contemplazione della sposa.
Insomma su queste riprese ancora non mi pronuncio: prima voglio vedere i risultati ma sul momento, i loro interventi in tutti i momenti clou della serata, mi hanno infastidito. Ma vedremo: se sono riusciti nella difficile impresa di farmi una foto decente li perdono...

A mio cugino era stata affidata la lettura di un salmo: ovviamente mi ero premunito di prenderlo in giro e stuzzicarlo auspicando un errore di lettura che scatenasse l'ilarità generale. E incredibilmente ha fatto realmente un errore leggendo “garanzia” invece che “Grazia” ma, seppure teologicamente non corretta, la sua variante aveva comunque un ottimo senso pratico. Pochi se ne sono accorti e nessuno ha riso.

Per il resto la cerimonia religiosa è andata liscia come l'olio, beh io sono stato pinzato da una zanzara attraverso i pantaloni ma, se ho buon sangue, non posso farne una colpa agli sposi.
Temevo che la zia si sarebbe sciolta in un diluvio di lacrime ma invece era tutta contenta e si limitava a dare di gomito con la sorella (altra mia zia) bisbigliando tutta felice.
Anche il prete era un tipo con la testa sulle spalle e non ha fatto complicati sermoni cercando di trasmettere chissà quale impalpabile verità. Ci ha risparmiato contorte analogie per collegare insieme il passo del Vangelo con il matrimonio (tipo, inventato di sana pianta, “gli sposi sono come l'uva del Vangelo, ed è solo grazie all'amore di Gesù che, dalla loro unione, sarà possibile ricavarne del buon vino...”)
Ah, approfitto dell'occasione per precisare che alla fine della messa avevamo già accumulato almeno mezz'ora di ritardo sulla tabella di marcia: questo sarà importante nel prosieguo degli eventi...

Poi ci siamo trasferiti alla villa dove era organizzato rinfresco e cena. Veramente bella! Il parco era vasto e curatissimo e l'edificio principale semplicemente maestoso.

Ad attenderci, mentre gli sposi erano impegnati con le foto, c'era l'aperitivo. Per qualche motivo che non mi è chiaro, ma che sospetto sia legato al minimizzare l'uso dei bagni, i camerieri erano estremamente parchi nel fornire l'acqua. E infatti i bagni erano pochi, sicuramente non adeguati al numero di invitati. È strano che una villa come questa fosse così carente sotto questo punto di vista...
In verità un po' è stata colpa anche dell'organizzazione: i camerieri non erano del posto e loro stessi non conoscevano dove erano nascosti tutti i servizi igienici col risultato che mandavano tutti allo stesso bagno trascurando gli altri disseminati qua e là...

Siccome non avevo pranzato aspettavo famelico che iniziassero a servire gli antipasti ma l'organizzazione era inflessibile: “Bisogna aspettare gli sposi”. E gli sposi erano a far foto dimentichi dello scorrere del tempo. Alla fine sono arrivati quando il crepuscolo ormai incombeva: da una parte la scarsa illuminazione rendeva l'atmosfera gradevolmente romantica ma dall'altra non aiutava a distinguere le diverse leccornie.
L'attrazione di maggior successo è stato il banchino col sushi apparentemente preparato da un vero cuoco giapponese con tanto di bandana col sole crescente sulla fronte: quando gli ho chiesto cos'era un determinato spuntino ci ha pensato un po' e, a fatica, ha esclamato “pesce!”...
Io avrei preferito concentrarmi sul fritto ma l'organizzazione aveva preso la strana decisione di non distribuirlo, come tutte le altre pietanze, sul posto dove veniva cucinato ma di affidarlo a dei camerieri per distribuirlo fra i tavoli. Il risultato è stato che non ho potuto abbuffarmi come mi sarebbe piaciuto. Bo... forse meglio così!

Ovviamente c'erano tante altre cose buone da mangiare e io ho cercato di assaggiare un po' di tutto. Gli affettati erano ottimi ma la mancanza di coltelli rendeva difficile usufruirne e così, anche in questo caso, mi sono contenuto. La sorpresa migliore è stata una specie di pappa al pomodoro molto buona, la peggiore invece una specie di intruglio irriconoscibile: solo con l'aiuto del cameriere/cuoco di turno le ho vagamente identificate per delle frittate ridotte in poltiglia...

Dopo aver accumulato un ulteriore ritardo siamo andati a cena. Già satolli non hanno cercato di rimpinzarci ulteriormente. Più che altro era l'occasione per parlare con i compagni di tavolo e conoscere quindi nuove persone: io ad esempio ero finito accanto al fratello dello sposo, simpatico ma straordinariamente diverso, non tanto per l'aspetto quanto per il carattere, dal neo marito!

Per la cronaca ci hanno portato due primi: uno di astice che non mi sono azzardato ad assaggiare (non avevo più lo stimolo della fame e non volevo rischiare di imbrattare gli ospiti del mio tavolo con un maldestro tentativo di apertura del gambero...); il primo “numero due” era invece al tartufo con pere ed era squisito. Poi c'è stato un secondo che non ricordo più ma che avevo apprezzato molto! I vini non li ho bevuti ma, conoscendo mia cugina, sono sicuro che fossero molto buoni...

Nel complesso la cena è stata forse un po' troppo lenta. Probabilmente il motivo era il numero relativamente scarso di camerieri che dovevano fare di tutto. Senza i vari ritardi accumulati precedentemente non sarebbe stato un problema ma il risultato è stato che siamo arrivati al taglio della torta dopo mezzanotte!
Oltre alla torta (discreta) c'erano tante altri dolcezze (cioccolata, gelato, panna cotta, etc...) disponibili: per i più piccini (e KGB!) c'era anche un banchino con lo zucchero filato!

Per chi ama i dettagli c'è da dire che per ogni evento cambiavamo location, in pratica girando intorno alla villa, e che c'erano moltissimi dettagli estremamente ricercati. Qualche esempio: bellissime ad esempio le palme illuminate con dei proiettori di luce colorata. Oppure, nella sala dove abbiamo cenato, dei vasi d'acqua illuminati con dei micro led: detto così non sembra un gran che ma l'effetto, quando è stata spenta la luce principale, era straordinario! E poi la musica: durante il matrimonio c'era una cantante dalla voce impressionante mentre, durante il rinfresco, c'era una coppia di musicisti (violino e viola) che hanno suonato musica classica per tutto il tempo...
Oppure, poco prima del taglio della torta, gli sposi hanno lanciato in aria delle specie di mongolfiere di carta che sono poi volate lontane, trasportate dal vento: credo che nessun bosco sia bruciato perché era umido ma, alla partenza, una palma ha rischiato di brutto!

Abbondantemente dopo la mezzanotte siamo rientrati in un'altra sala della villa dove c'era ad attenderci un gruppo musicale alla cui ricerca anch'io avevo partecipato. Beh, quasi...
Cioè io avevo collaborato con mia cugina per un po', contattando i chitarristi che conosco per avere qualche suggerimento, ma avevo ben presto abbandonato l'incarico: troppo stressante accontentarla... e se poi ci fosse stato un problema col gruppo??... no, no! Meglio lasciare che si organizzasse per suo conto!
Comunque la cantante era molto carina: credo anche che cantasse bene e che gli altri musicisti fossero all'altezza ma, soprattutto, era carina...
Capelli biondi tagliati corti, lineamenti duri da tipa tosta, non troppo alta ma proporzionata e con belle gambe: l'ho detto che era carina?

Verso le 2:00, mentre la cantante carina stava ancora carinamente cantando, si è deciso di partire: ero in macchina con mio cugino e dovevamo fare parecchia strada per tornare a casa...
Gli sposi ci hanno calorosamente salutato consegnandoci le bomboniere (e io ho già sbranato la mia!) e, contrariamente al solito, mi sono anche fatto sbaciucchiare dalla sposa. Ma che non pigli il vizio: è stata un'eccezione!

L'appiccicosa sposa appiccicata a KGB (con gli ancor folti capelli arruffati dal vento) in una foto di pochi anni fa...

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