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domenica 22 settembre 2013

W Harari!

Il corso di storia del mondo (Humankind) è bellissimo.
Il professore Yuval Noah Harari lascerà il segno con il suo libro sul quale è basato il corso.
Non fa lo spiritoso, non strizza l'occhio agli allievi, magari qualcuno lo può trovare noioso ma le sue idee sono pesanti come macigni: davvero fanno guardare al mondo, alla politica, alla società con occhi nuovi, oltre le apparenze più consolidate.
Anzi l'esplosività delle sue idee è così dirompente che non mi stupirei se il corso venisse bloccato con qualche pretesto: spero di no, ma comunque mi comprerò il suo libro appena verrà tradotto in italiano o inglese!

Chi mi conosce potrebbe trovare tutto questo mio entusiasmo un po' sospetto...
Ebbene sì, il Dr. Yuval Noah Harari esprime in maniera perfetta dei concetti che anch'io, a livello di intuizioni, condividevo già.
Ecco, il motivo del mio entusiasmo è proprio questo: un'autorevole conferma di concetti fondamentali per la comprensione del mondo. Finalmente la storia è usata come una lente per capire meglio il presente: questo corso va molto al di là di un semplice elenco di date storiche ma sconfina allegramente nella sociologia, economia e filosofia.
Io ci sguazzo con grande diletto ma mi chiedo se le altre migliaia di studenti sono pronti a seguirlo nei suoi ragionamenti: credo che la maggior parte non sia in grado di accettare le sue idee e al massimo lo fraintenderanno...
Perché le idee di Harari (*1) sono un po' come la “pillola blu” (*2) del film Matrix: chi le assorbe vede la realtà per quel che è, oltre la finzione. Molte persone, come nel film, non sono semplicemente in grado di accettarlo.

Le idee dirompenti sono molte, spesso anche volutamente provocatorie (*3) ma quelle che mi hanno veramente colpito sono due. Mi hanno colpito perché io le avevo già intuite ma, ingenuamente e non senza un pizzico di presunzione, credevo di essere l'unico ad esserci arrivato...

Sulla prima idea non mi voglio soffermare: benché fossero anni che la meditavo non mi ero ancora azzardato a esporla sul mio viario. Sarebbe infatti stato uno di quei pezzi impegnativi in cui devo anche misurare col bilancino ogni parola (*4) per non rischiare di essere frainteso...
Per la cronaca il concetto/idea del Dr. Harari è “Tutti gli uomini sono diversi”. Chi è interessato alla sua giustificazione, che fra parentesi coincide con la mia, la può trovare nel primo video della sesta lezione.

Riguardo la seconda idea prima rimando alla conclusione di un mio vecchio pezzo (*6): Democrazia 3a/3.
Si tratta di un'intuizione dove spiego che a ogni società sembra, inevitabilmente, esservi connaturata una gerarchia i cui vertici corrispondono ai misteriosi “poteri forti” di cui tutti parlano ma nessuno sa descrivere esattamente. Faccio l'esempio della società medievale e punto il dito su un'apparente contraddizione: la gran parte delle persone, la massa dei contadini, acconsente allo status quo e non si ribella se non in circostanze eccezionali.
Io la spiego con la sinergia dei poteri forti che collaborano fra loro: i nobili con la forza e, in particolare, la Chiesa diffondendo l'idea che la società del tempo rispecchiava l'ordine voluto da Dio.

Chiaramente la mia era una teoria basata solo sull'intuito dato che le mie conoscenze storiche non sono certo sufficienti a permettermi di fare un'analisi comparata dell'organizzazione di numerosi regni e imperi del passato.
Eppure, con un leggero cambiamento di terminologia, le mie idee ricalcano fedelmente quelle di Harari.
Ovviamente il professore tratta questi concetti in maniera molto più approfondita delle mie poche parole, comunque, direttamente dai miei appunti (quindi parole “mie” basate sui video del professore):
«L'ordine sociale è in parte mantenuto con la forza: esercito, polizia, prigioni, tribunali sono costantemente impegnati a far si che le persone agiscano in accordo con l'ordine immaginario (*7). L'ordine immaginario non può essere mantenuto solo con la violenza: un prete può fare il lavoro di cento soldati e costa molto meno.
Le persone furono (e sono!) sempre divise in gruppi immaginari dove solo le gerarchie più elevate [i miei “poteri forti”] godevano (e godono) di svariati benefici mentre le più basse erano (e sono) discriminate e oppresse.
Tutte le gerarchie sono basate su un ordine immaginario ma sembra che tutte le società complesse debbano essere basate su di esso per funzionare.
Gli storici non hanno individuato una singola società capace di organizzarsi e mantenersi senza qualche sorta di gerarchia e discriminazione.
»

Beh, mi sembra che il parallelo con le mie idee sia più che evidente. Posso inoltre assicurare che non si tratta di coincidenze ottenute estraendo pensieri fuori dal loro contesto: la corrispondenza è reale!

In realtà le implicazioni del concetto di “ordine immaginario” sono molteplici e influenzano praticamente tutti gli aspetti che normalmente diamo per scontati della società.

Un esempio in economia: che l'Italia, anzi il popolo italiano, debba obbligatoriamente dissanguarsi per cercare (vanamente!) di ripagare il debito pubblico risponde a un “ordine immaginario” che il sistema internazionale cerca di farci percepire come “giusto, vero e inevitabile”. Ma è solo immaginazione: basterebbe che gli italiani aprissero gli occhi e l'illusione svanirebbe.
Usando la terminologia di Harari il debito pubblico è una realtà multisoggettiva: se la maggior parte degli individui cambiasse il suo parere su di esso allora il fenomeno multisoggettivo muterebbe o scomparirebbe.
Lo so: detta così sembra un ridicolo paradosso ma in realtà, se si seguono tutti i video di Harari con i loro numerosi esempi anche la mia affermazione appare molto più sensata...

Conclusione: così come ho consigliato a tutti la lettura di Saggio sulla libertà (v. Libertà d'opinione 1 e 2) altrettanto faccio per questo bellissimo corso di storia che va oltre la storia.
Sicuramente ci ritornerò sopra molte altre volte...

Nota (*1): spero che Harari sia il cognome!
Nota (*2): o era quella rossa? Bo...
Nota (*3): ad esempio, con l'avvento dell'agricoltura è stato il grano ad addomesticare l'uomo e non viceversa!
Nota (*4): come per il Corano: ormai da molti mesi ho finito di leggerlo e avrei delle interessantissime considerazioni da esprimere. Solo non mi va di perdermi in diecimila premesse e quindi mi auto censuro preventivamente. È brutto perché la libertà d'espressione è fondamentale ma, vivendo in Italia, non mi sento abbastanza tutelato dall'autorità... Oltretutto degli amici a cui avevo spiegato alcune delle mie idee mi hanno consigliato di non divulgarle!
Nota (*5): magari poi un giorno ci scriverò un pezzo ad hoc: in effetti io arrivavo alla stessa conclusione di Harari da una strada diversa ma la sua argomentazione è molto più chiaro e ineccepibile...
Nota (*6): sarà dura trovarlo... ...trovato!
Nota (*7): l'ordine immaginario è uno dei concetti chiave che Harari porta avanti dalla seconda lezione. Difficile quindi riassumerlo credibilmente in poche parole... comunque: nell'uomo, circa 100.000 anni fa, si è evoluta la capacità di credere in entità, concrete o no, create dalla sua fantasia; questa capacità di credere in divinità o in ideali astratti a permesso a uomini sconosciuti di collaborare insieme per la realizzazione di grandi obiettivi.

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