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mercoledì 29 gennaio 2014

Tuffo a poltrona

Per lo stesso criterio usato nel pezzo di ieri Letta sbranato dal leone affronterò oggi un altro argomento di politica (*0).

Si tratta di un'affermazione di Renzi, sentita alla tivvù nei giorni scorsi, che mi ha dato da pensare. La frase di Renzi è di per sé banale ma, proprio per questo, nasconde un'anomalia politica non immediatamente evidente. Cito a memoria: «Se tutto va bene il governo Letta può durare fino al 2018». Dove il “se tutto va bene” credo si riferisca alla legge elettorale mentre, se ricordo esattamente, il 2018 dovrebbe corrispondere al termine naturale della legislatura.

Cosa c'è di strano in questo semplice commento espresso da Renzi senza, immagino, averlo meditato troppo?

Il problema è che i politici (ma anche gli italiani) hanno la memoria corta...
Proviamo a ripercorrere una breve cronistoria del 2013 partendo dal ricordare qual era la situazione prima delle ultime elezioni: il PD aveva un suo programma e il PDL altrettanto. Non li lessi ma dubito che avessero molto in comune.
Poi ci furono le elezioni e gli italiani (almeno coloro che votarono) si divisero abbastanza equamente fra PD, PDL, M5S e “altri”. In teoria scegliendo in base al programma delle diverse forze politiche.
Il PD ottenne la maggioranza relativa e Bersani cercò di formare un governo: prima si umiliò davanti al M5S e, solo dopo l'ennesimo rifiuto, si intavolarono le trattative con il PDL di Berlusconi.
Così Bersani si dimise e Letta formò un governo con PD e PDL: subito ci fu spiegato che era un governo necessario “per il bene dell'Italia” e che si sarebbe limitato agli interventi inderogabili (v. ad esempio la dichiarazione di Letta nell'articolo Fiducia al governo Letta...) come la riforma elettorale e le misure economiche. Ciò era coerente: cosa avrebbero potuto fare di più due partiti che, in “teoria”, non avevano nessun punto in comune nel loro programma e che per tutta la campagna elettorale si erano azzuffati fra di loro (all'epoca il M5S veniva semplicemente ignorato)?
Da allora sono passati molti mesi e tutti abbiamo potuto ammirare le mirabolanti e coraggiose riforme del governo Letta: le privatizzazioni (v. Letta sbranato dal leone), la IMU sì/no (un pochino adesso e il resto dopo) e il cambiamento di nome, con ritocco al rialzo, a qualche tassa... Non ricordo altro se non le ottime prove di sé date da alcuni ministri come la Cancellieri, la De Girolamo, la Bonino, la Idem e scusatemi se dimentico qualcuno...

Ma arriviamo ad oggi e al mio punto: dov'è lo spirito democratico nel fatto che due partiti, senza niente in comune, rimangano a governare insieme fino al termine naturale della legislatura? Cioè personalmente non condivido (*1) ma ritengo comunque ragionevole (anche se puzza di scusa per non rischiare le poltrone) che provino a gestire l'emergenza ma a che pro voler continuare a governare? Sicuramente non è per il bene dell'Italia...

In tutti i casi si tratterebbe o di un tradimento dell'ideale democratico (facendo il contrario di quanto pattuito con gli elettori) oppure sarebbe la dimostrazione della sostanziale identità di destra e sinistra e, parimenti, della loro indifferenza verso i cittadini elettori. Vediamo perché.

Se questo governa continua a governare ci sono infatti solo quattro possibilità:
1) o la destra attuerà il programma della sinistra
2) o, vice versa, la sinistra appoggerà il programma della destra
3) o, infischiandosene dei programmi elettorali (e degli elettori) sarà portato avanti un programma amorfo inventato sul momento...
4) o, molto più probabilmente, si continuirà a non far niente...
Nei primi tre casi il PD o il PDL avrebbero tradito i propri elettori facendo il contrario di quanto affermato nel proprio programma elettorale. Nel quarto caso avremmo ancora un governo paralizzato e non in grado di fare riforme significative: in pratica la situazione attuale con l'eccezione della nuova legge elettorale...
Anzi proprio l'attuale tentativo di riforma elettorale (*2) sembrerebbe smentire il mio ragionamento sull'incapacità “di fare” di questo governo ma non è così: come ho scritto trovo ragionevole che due partiti, anche se con opinioni opposte, si accordino su una materia prettamente politica concedendo entrambi qualcosa; discorso diverso però per gli tutti gli altri settori come quello economico, del mondo del lavoro, delle infrastrutture, della sanità, della giustizia etc...

Quindi cosa ha realmente in mente Renzi quando augura lunga vita al governo?
Se, come credo (*3), è un politico come gli altri si accontenterà di far vivacchiare il governo senza altre riforme (se non quelle economiche/finanziare scritte sui pizzini mandati da Bruxelles sui quali destra e sinistra si compatteranno immediatamente...) in attesa di andare al voto solo quando i sondaggi daranno destra e M5S al minimo...

Nota (*0): per la precisione il punto 18 del mio listone (v. Memo-me)
Nota (*1): io ero per tornare al voto subito: non è vero che non sarebbe cambiato niente perché tutti avrebbero considerato il risultato delle elezioni precedenti. Sarebbe stato un momento di alta democrazia che avrebbe fatto maturare non poco il popolo italiano. Ad esempio nel corto MZ e Grecia (del maggio 2012) al punto 2 elogio la Grecia per l'immediato ritorno al voto e, da facile profeta, annuncio che se qualcosa del genere fosse successo in Italia ci sarebbe stato un immediato cambiamento di casacca (vedi la nuova formazione del crucciato Alfano)...
Nota (*2): sulla legge elettorale dovrei scrivere un pezzo a parte! Aggiungo solo che, l'unico motivo per cui sinistra e destra riusciranno probabilmente a trovare un accordo, è che hanno l'obiettivo comune di scrivere una legge che tolga ogni possibilità di vittoria al M5S: ancora non mi sono preso la briga di studiare la proposta attuale ma sono sicuro che permetterà a coalizioni tenute insieme con lo sputo di presentarsi insieme, spartirsi il premio di maggioranza e poi di separarsi allegramente (com'è successo per PD e SEL: insieme alle elezioni e divisi subito dopo aver ottenuto le poltrone...).
Nota (*3): da tempo gli sto dando, con sempre minor convinzione, il beneficio del dubbio...

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