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domenica 12 gennaio 2014

Grillo alla nazione

Ormai l'ultimo dell'anno è passato da molti giorni ma ancora non mi ero deciso a scrivere la mia opinione sul discorso di fine anno di Grillo.
Il motivo è che non mi aveva entusiasmato: mi aspettavo un discorso frizzante e brioso e invece è stato stanco e rancoroso.

È stato un discorso sulla difensiva, che guardava all'anno passato più che al futuro: troppo contro gli ostacoli piuttosto che di esaltazione dei successi ottenuti.
Ha attaccato la disinformazione dei media e ha ricordato le numerose iniziative del M5S in parlamento; ha accennato cosa dovrebbe essere fatto in economia e che, vista la pronuncia della Corte Costituzionale, parlamento, presidente e governo sono incostituzionali...
Tutte cose giuste e che condivido ma che si riferiscono al passato e non al futuro.

E poi ha fatto una domanda retorica, che probabilmente in pochi hanno notato, che però secondo me evidenzia un giudizio politico errato di fondo.
Si è rivolto agli italiani accusandoli, in pratica, di non voler cambiare: qualcosa tipo “se votate i vecchi partiti non lamentatevi”...
Il problema sta qui: nell'aspettarsi da tutti gli italiani una presa di coscienza della propria situazione. Non pare rendersi conto che, per svariati motivi, una gran fascia della popolazione non ha le capacità per capire il suo messaggio. E infatti lui conclude che chi non vota M5S lo fa perché ha degli interessi nel mantenere lo status quo. Insomma mi pare un atteggiamento analogo a quello di presumere che tutti siano connessi a internet.
Con questa logica abbiamo già subito non dico delle vere sconfitte ma delle pesanti delusioni elettorali mentre invece bisognerebbe riconoscere un problema per poterlo affrontare...

Riguardo al 2014 vero e proprio ha parlato delle Europee: anche qui accenni molto vaghi a questo e quello (*1). Secondo me sarebbe stata l'occasione per ampliare la prospettiva del movimento.
La mia idea (ne ho già accennato in Il mio V-Day) è che si dovrebbe insistere sulla novità MONDIALE del M5S: ovvero come comuni cittadini, delusi dai propri politici, prendono in mano il proprio futuro ed entrano dentro la politica da protagonisti.
Se infatti non ci limitiamo a considerare il panorama italiano e guardiamo anche al resto del mondo è evidente come la libertà degli individui sia ovunque in ritirata: in Cina “libertà individuale” è una bestemmia, in Russia la situazione non è troppo migliore ma, soprattutto, anche negli USA, faro di libertà dello scorso secolo, assistiamo a una preoccupante involuzione dei diritti umani che, a rimorchio, si trascina dietro l'Europa.
Paradossalmente, e so che le mie parole sono pesanti e possono suonare paradossali, è la democrazia il cancro della libertà. I poteri forti hanno ormai imparato a usarla come strumento di controllo per i propri fini: da una parte si racconta alla popolazione di una nazione che le scelte che vengono fatte sono “le loro” perché realizzate dai loro rappresentanti ma in realtà sono proprio i rappresentanti del popolo, cioè i politici, l'anello debole che, in pratica, soccombe alle pressioni esterne e fa quello che gli viene ordinato di fare. In barba alla volontà del popolo si arriva a deliberare (in suo nome!) contro il suo interesse (*2).
Questo non significa "no alla deomocrazia" ma che ne serve una nuova, ancora da inventare, dove il potere sia veramente del popolo.

Ecco che l'unicità del M5S va proprio a inceppare questo meccanismo ben oliato. All'estero moltissimi intellettuali, intendo le menti veramente libere e più illuminate, guardano con interesse e speranza all'esperienza italiana: all'ultimo V-Day è stato un susseguirsi di questi personaggi...
Per questo, secondo me, l'obiettivo dei parlamentari pentastellati in Europa, dovrà essere quello non solo di contrastare i grandi interessi finanziari a scapito della popolazione (questo lo do per scontato) ma soprattutto, quello di far conoscere al mondo la novità del movimento. I nuovi parlamentari dovranno impegnarsi a far conoscere al resto d'Europa cosa sia veramente il M5S: magari partendo con un bel sito in INGLESE che spieghi le loro iniziative nel parlamento europeo...

Bisogna capire che non è l'Italia il campo di battaglia ma l'intero pianeta: ciò che è nato in Italia non è nuovo partito ma una nuova ideologia politica che nei prossimi secoli si affiancherà a pieno titolo a socialismo e liberismo. La portata storica del M5S è questa.
Poi, è chiaro, non è detto che il M5S come noi lo conosciamo riesca nei suoi intenti: ma ormai la fiaccola è stata accesa e sicuramente sarà raccolta da altre mani che correggeranno gli errori fatti e la porteranno ulteriormente avanti...

Ok, ho divagato: tornando a Grillo mi sarebbe piaciuto che il suo discorso fosse stato rivolto maggiormente al futuro, più ottimista e speranzoso ma insomma... sicuramente è stato migliore di quello di Napolitano... che non ho ascoltato!

Nota (*1): mi dispiace dirlo ma più che un programma elettorale sembra un giallino (un Post-It) con la lista della spesa...
Nota (*2): ovviamente non in ogni paese la situazione è la stessa: questa è però la tendenza. E l'Italia è un caso lampante dove negli ultimi anni i politici hanno fatto il contrario degli interessi del popolo.

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