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venerdì 3 gennaio 2014

Carote libere

Modificato (3/1/2014): Attenzione! Non leggere questo pezzo perché si basa su un equivoco! Ovviamente i concetti generali di cui parlo restano validi ma il caso di partenza da cui parto, basato sull'articolo di un altro viario, pare un semplice abbaglio...
Forse avrei fatto meglio a cancellare direttamente questo mio scritto ma, anche se fuoriluogo, preferisco non sprecare niente!

Oggi ero incerto se scrivere un commento al discorso di fine anno di Grillo oppure a un libro che ho appena finito di leggere ma poi, come spesso accade, la sorte ha deciso per me...
Mi sono infatti imbattuto su FB nell'articolo Il valore della libertà o cosa deve sapere lo Stato delle mie carote? del viario della signora Barbara De Mars.

Ne consiglio la lettura perché è breve e ben scritto comunque provo a riassumerlo brevemente: dal primo di gennaio è obbligatorio fornire il proprio codice fiscale per fare la spese a un mercato di prodotti tipici locali indipendentemente dall'importo. L'autrice, visto che non serve a combattere l'evasione fiscale, si domanda preoccupata il motivo di questa inutile ingerenza dello Stato (*1) nella vita privata dei cittadini. Infine ribadisce l'importanza della libertà in quanto tale e afferma che ci sono dei limiti che lo Stato non dovrebbe superare (*2).
Modificato (3/1/2014): ecco, il problema sta qui: come mi ha fatto notare in privato un amico ben più sveglio di me, l'avviso a cui si riferisce la signora De Mars riguarda l'emissioni delle fatture e non i normali scontrini fiscali come ero stato portato a pensare.

Condivido tutto: al riguardo rimando a Frammenti di libertà e, ovviamente, agli “storici” Libertà d'opinione (1/2) e Libertà d'opinione (2/2)...

Ok, ho trovato un articolo che condivido ma qual è il punto?
Beh... mi hanno colpito i commenti dei lettori su FB che, almeno molti di essi, non sembrano in grado di cogliere il significato profondo delle parole della De Mars.

Una ragazza (credo dalla minuscola foto) scrive che è un “articolo senza senso” e che sebbene sia vero che siamo sempre più spiati, se succede anche al mercato, “non è importante”.

Un signore è più conciso: “ma che ce frega!!” scrive...

Un altro signore fa un commento politico sostanzialmente irrilevante e, infine (almeno per adesso) c'è un'altra persona che commenta con “senza parole” nel senso, spero, di essere stupito quanto l'autrice per questa ennesima “trovata”.

Quattro opinioni sono poche ma comunque, che ben la metà di queste dimostrino indifferenza e/o incomprensione del problema, mi pare tristemente significativo...

Modificato (3/1/2014): ci tengo a sottolineare che il seguente concetto rimane comunque valido...

Che depressione: la libertà degli italiani (e non solo) se ne va a pezzetti ma questi non se ne curano. La consapevolezza che la rimpiangeranno quando sarà troppo tardi non mi consola...

Nota (*1): la mia teoria è che un'importante supermercato, situato a poche centinaia di metri di distanza, preoccupato per i propri affari, abbia fatto pressioni politica sulle compiacenti istituzioni locali...
Nota (*2): beh, fa anche una tirata di orecchie agli italiani che, a suo dire, confondono l'anarchia con la libertà ma in questo caso non sono completamente d'accordo con lei...

2 commenti:

  1. Il più vispo e informato risulta il venditore di carote. Ha ben capito che a fine anno in parlamento ci discutevano della roba assurda come Web tax e obbligo di POS per tutti. Non mi meraviglio che si è un po' perso nei particolari. Imperdonabile la signora tedesca con il suo blog pieno di banalità politicamente corretti.

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  2. È vero, la signora ha fatto in buona fede il primo errore ma io avrei dovuto stare più attento ai dettagli...
    Non ho letto il resto del suo blog quindi non so se è pieno di "banalità politicamente corrette": personalmente ritengo che parlare di libertà e di ingerenza dello Stato nella vita privata dei cittadini non sia una banalità...

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