«[Figlio dell'uomo] Porgi l'orecchio e ascolta le parole di KGB
e applica la tua mente alla SUA istruzione
» Pv. 22,17

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sabato 10 dicembre 2016

Confessioni

Terminata l'Etica nicomachea sono rimasto per un po' senza libri da leggere in bagno. Così mi sono dovuto accontentare di ciò che ho trovato: Le confessioni di Sant'Agostino! Quando mesi fa dovetti scegliere fra Agostino e Aristotele mi portai entrambi i libri in bagno per dargli un'occhiata e decidere quale mi sembrasse più interessante: e lì le Confessioni erano rimaste...
Così ne ho letto vari capitoli a casaccio: sono rimasto impressionato dall'intelligenza e dal fanatismo di Sant'Agostino: una miscela realmente pericolosa. L'abilità con cui l'autore confuta le idee dei pagani e riconduce tutto alla volontà di Dio è notevole.
Ma il suo entusiasmo, la sua fede assoluta mi hanno fatto paura perché è chiaro che anche la ragione, che pure Agostino usa con abilità, è comunque subalterna al volere di Dio: se ciò che è logico fosse in contrasto con quanto affermato nelle Scritture allora Agostino crederebbe senza esitazione nelle seconde...

Conclusione: mi è parso un romanzo dell'orrore: lo so, uno strano effetto...

La rivolta dei forconi in Sicilia - 10/12/2016
Poi ho letto però un breve libro: La rivolta degli schiavi in Sicilia di Diodoro Siculo, Sellerio editore, 1983, a cura di Luciano Canfora.
Ecco, se avessi già pubblicato la mia epitome potrei rimandare al capitolo 5.1 e dedicarmi esclusivamente alle mie osservazioni. Anzi, poiché tanto la prossima settimana la pubblicherò comunque, mi limiterò ugualmente alle sole considerazioni.
Alla fine del II secolo a.C. in Sicilia scoppiarono due grandi rivolte di schiavi a distanza di trent'anni l'una dall'altra. Ero curioso di scoprirne i motivi: la prima rivolta scoppiò per le condizioni crudeli in cui erano costretti gli schiavi; la seconda fu innescata dal governatore della Sicilia che, probabilmente corrotto dai latifondisti, dopo aver inizialmente applicato una nuova legge e liberato 800 schiavi, smise di farlo ed essi, delusi, iniziarono la rivolta.
Nel primo caso gli schiavi non avevano niente da perdere; nel secondo decisivo fu il passare dalla speranza alla delusione che, in pratica, equivaleva almeno psicologicamente, a un netto peggioramento della propria situazione.

Conclusione: entrambi i casi sono in accordo con la mia teroria.

Aggiornamento epitome #14 - 10/12/2016
Devo ancora rivedere quattro capitoli e aggiungere parecchi collegamenti (lungo e noioso) ma in pratica ci siamo. Ho deciso infatti di non aspettare di far leggere ai miei amici quanto scritto per scovare eventuali errori ma di pubblicare l'epitome appena sono pronto. Tanto comunque l'idea è quella di aggiornarla continuamente e quindi non vedo serie controindicazioni a pubblicarla subito e continuare poi a correggerla/modificarla nelle settimane successive. Sarebbe una piccola soddisfazione e uno stimolo anche per me...

Compro oro - 16/12/2016
Ieri alla radio ho ascoltato una pubblicità che mi ha colpito: una ragazza vorrebbe comprarsi un regalo ma non ha soldi; la soluzione è andare dal “Comproro” reclamizzato che accetta tutti i tipi di oro, argento e diamanti e li paga in contanti; la ragazza conclude felice “Quest'anno mi faccio un bel regalo!”.

Mi avevano colpito l'egoismo della ragazza, così fissata su se stessa, e la futilità del desiderio, ovvero farsi un regalo...

Poi ci ho ripensato e ho capito: la pubblicità si rivolge alle persone in difficoltà che per gravi motivi hanno bisogno urgente di contanti; anche queste persone però sono riluttanti a separarsi dai gioielli di famiglia: oltre alla consapevolezza e di venire pagati poco c'è da considerare il loro valore affettivo. Ecco credo che l'intento di quella pubblicità sia quello di far passare l'idea che sia giusto e normale vendere i gioielli della nonna per farsi un regalo in maniera che, chi ha veramente bisogno di contanti, si senta meno in colpa a separarsi da essi...

Anti-Bufale o censura? - 16/12/2016
Ecco la notizia: Facebook dichiara (finalmente) guerra alle bufale dalla Stampa.it di Bruno Ruffilli. Il titolo dice già tutto: adesso gli utenti potranno votare per identificare le “bufale”. Bello e perfetto! Oppure no?
Io voglio andare contro corrente: temo che questo possa infatti essere il primo passo verso la censura di massa. Bisognerebbe conoscere i dettagli dell'algoritmo ma temo che in questa maniera potranno venire censurati anche parecchi commenti politici.

Mi immagino già i piddini che marcano come bufale i commenti pro M5S e viceversa. Io invece, personalmente marcherei come bufale la maggior parte degli articoli politici/economici di Repubblica e Corriere!

E sapete invece quali commenti (secondo me!) saranno salvi da questa censura? Quelli “verificati” che, guarda caso, saranno quelli diffusi a pagamento...

Conclusione: vedremo ma io intanto ho fatto la mia previsione...

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