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sabato 15 ottobre 2016

Varie pellicole e una chitarrista

Recentemente ho visto un po' di pellicole più o meno vecchie.
Ieri ho finito di vedere “Mangia, prega e ama” con Julia Roberts: mi ci sono volute 3/4 sere e molti sbadigli. E comunque non ho capito quale fosse il vago malessere esistenziale della protagonista...
Più tardi, sempre ieri, ho terminato anche “La cattiva maestra” con Cameron Diaz, una commediola divertente: curiosamente viene citato il libro “Mangia, prega e ama”!

Ieri sera tardi (c'era un temporale e così non potevo usare il calcolatore) ho visto anche “Shame”: “la storia di un uomo ossessionato dal sesso”. A me però, a parte il girare nudo per casa e il rapporto conflittuale con la sorella, non mi è parso particolarmente “ossessionato”! (*2)

Mi sono ricordato adesso che una dozzina di giorni fa ho visto un altro film con Julia Roberts: recitava il ruolo di una professoressa di arte in una piccola università (o scuola superiore?) femminile. Una sorta di “Attimo fuggente” dove al posto di Robin Williams c'è la Roberts che piange di continuo immersa in una perenne crisi sentimentale...

Qualche settimana fa ho rivisto “Pulp Fiction” (*1) e stavolta non ho potuto fare a meno di notare le mani enormi, realmente inquietanti, di Uma Thurman. Adesso ci faccio caso a causa di una mia teoria chitarristica: per suonare bene la chitarra servono delle mani grandi e, per questo, ci sono poche donne considerate ottime suonatrici di questo strumento.

Al riguardo da diversi mesi seguo su Youtube i video di una giovane chitarrista (che poi suona pure lo stesso genere di musica che piace anche a me) molto dotata (non lo dico io, il mio giudizio varrebbe poco più di zero, ma molti chitarristi famosi): Tina S.
Lei non ha le mani grandi ma il dito indice e il medio sono estremamente distanziati fra loro permettendole di guadagnare qualche centimetro!
Nel seguente video si vede bene:
Dragon Force - Through the Fire and Flames - Tina S Cover

Sorprendente poi l'aria rilassata con cui suona: mastica una gomma con noncuranza e spesso neppure guarda il manico!

Conclusione: stanotte mi sembrava che avrei potuto mettere insieme in un unico pezzo diversi corti (*3) usando un sottile filo conduttore. Ora, alle 11:35, il filo conduttore non mi sembra più né sottile né intelligente e neppure particolarmente sveglio, ormai però...

Nota (*1): ricordo che quando vidi tale pellicola la prima volta la sua frammentazione a episodi mi confuse. Però negli anni lo stile di Tarantino ha fatto scuola divenendo sempre più comune col risultato che ci siamo tutti abituati a esso. Stavolta ho infatti seguito e capito il film senza problemi...
Nota (*2): si capisce l'autoironia?
Nota (*3): per curiosità: i miei appunti sui "corti" (che talvolta mi prendono la mano divenendo pezzi normali!) da scrivere prima di cancellare "Le manone dell Thurman" e "Tina S":

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