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martedì 21 giugno 2016

Sulle elezioni

Oggi non ho molta voglia di scrivere ma fare delle riflessioni sul risultato delle elezioni fra una settimana non avrebbe molto senso: magari questa è la volta buona che sarò breve...

Nel corto Verso il ballottaggio non mi ero sbilanciato: avevo scritto che per dare un giudizio si sarebbero dovuti aspettare i risultati finali. Se infatti il PD, nonostante il calo di voto, fosse riuscito a vincere i ballottaggi in città importanti allora Renzi avrebbe trasformato la mezza sconfitta in una mezza vittoria.

Invece i risultati (il mio riferimento è Elezioni comunali di giugno del Corriere.it) sono stati molto chiari: così a memoria mi pare che il PD abbia vinto ai ballottaggi solo a Milano (e Bologna) contro il candidato del centrodestra. Insomma, anche se non è una disfatta si tratta comunque di una grossa sconfitta per Renzi: adesso si vedrà come reagirà l'opposizione interna del PD: finché il bimbottone prodigio di Rignano vinceva ogni scommessa era difficile dargli contro, ma adesso che gli squali, i suoi compagni di partito, hanno fiutato il sangue inizieranno ad attaccarlo...

La destra brancaleonica ha dimostrato tutta la propria inconsistenza: ha vinto in qualche comune ma ha perso i ballottaggi più importanti. La Lega invece, quando arriva al ballottaggio, fatica ad attira i voti non dei propri simpatizzanti. È palese che la sua funzione sia solo quella di intercettare i voti di una precisa fascia della popolazione, magari per sottrarne un po' al M5S: ma è un consenso che, da solo, alle elezioni nazionali sarà irrilevante e che Salvini "venderà" al migliore offerente.

Impressionante il comportamento del M5S ai ballottaggi: nonostante partisse quasi sempre da posizioni di svantaggio è riuscito a ribaltare i risultati del primo turno con grande facilità. Un bel articolo del FattoQuotidiano spiegava che il M5S al secondo turno riesce ad attirare voti sia da sinistra che da destra: il motivo è la sua vaghezza politica nella quale ognuno vede ciò che vuole.
Da più parti si fanno i complimenti al M5S ma io continuo a ritenere che, data la politica di Renzi, una vera opposizione sarebbe dovuta arrivare sempre e facilmente al ballottaggio. Invece, come analizzato in Risultati delle comunali, nei capoluoghi i candidati pentastellati si sono fermati troppe volte al terzo posto. Ma questa era la volontà dei vertici del movimento: in particolare la speranza di Casaleggino era vincere solo a Roma con la propria candidata di fiducia (*1). La vittoria di Torino è un incidente di percorso.
In questi giorni mi chiedevo se anche la Appendino fosse agli ordini del capo azienda: ma dalle dichiarazioni iniziali (v. Chiara Appendino, la prima mossa: ‘Profumo faccia passo indietro’. Sul Tav: ‘Avanti con ragioni del no, dialogando’) mi pare si tratti di una donna molto indipendente e dalle idee precise: sottoscrivo in pieno la battuta di un lettore che ha così commentato la notizia: «Dalle dichiarazioni appare di buon senso e dialogativa, può partire il conto alla rovescia per l'espulsione. - ildeportato»
Mi pare infatti che, al contrario della Raggi sicuramente brava a parlare, questa Chiara Appendino abbia anche parecchia sostanza: e quello che i vertici del movimento non vogliono è un sindaco indipendente che gli rubi la scena. Ma a Torino si profila proprio questo... Comunque ancora è presto per giudicare vedremo poi quando passerà dalle parole ai fatti!

Infine, come mi ha fatto notare una mia amica, una possibile conseguenza di queste elezioni sarà forse un cambiamento della legge elettorale: Renzi non si sentirà più così sicuro, se dovesse andare ballottaggio nazionale contro il M5S, di vincere l'abnorme premio di maggioranza introdotto dall'ultima riforma della legge elettorale. Sarà divertente osservare le capriole politiche che dovrà fare per giustificare la modifica della propria legge!

Conclusione: se il M5S avesse fatto un'opposizione reale invece che virtuale avrebbe potuto stravincere: resto infatti dell'idea che l'unico obiettivo di queste elezioni fosse il comune di Roma e che, comunque, non ci sia alcuna volontà (al di là delle dichiarazioni di circostanza di Grillo) di vincere le elezioni nazionali. Vedremo...

Nota (*1): per controbilanciare la visibilità del direttorio del quale non si fida.

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