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lunedì 24 luglio 2017

Quattro articoli commentati

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.3.0). In particolare i capitoli: 2, 6, 11, 13 e 17.

Un amico mi ha chiesto di commentare quattro articoli su argomenti disparati per, credo, verificare la mia posizione su alcune problematiche attuali e concezioni politiche.
Io gli ho risposto piuttosto scrupolosamente e, dei quattro articoli, almeno due mi hanno dato degli spunti interessanti mentre gli altri sono comunque indicativi del mio modo di pensare e di vedere la realtà. Per questo motivo ho deciso di pubblicare qui di seguito le risposte che gli ho inviato con minime modifiche “editoriali” per adattare il testo a questo viario...

1) Via la cittadinanza a Benito Mussolini, il M5s si spacca di Mario Neri dal IlTirreno.geolocal.it

Di solito articoli di questo tipo li catalogo come "giochini politici" e non li leggo perché mi immagino già cosa dicono. Ho fatto un'eccezione per poter commentare senza rischiare di prendere granchi: era esattamente come mi immaginavo.

La notizia la si può leggere su più piani.
Sul piano pratico è irrilevante (e per questo mi sarei risparmiato di leggerla).
Sul piano politico, l'ho imparato nel mio anno e mezzo di attività [come attivista del M5S nel 2013-2014], i politici locali vogliono apparire, vogliono che il proprio nome esca sui giornali e fanno di tutto per riuscirci: questo per dire che sui 30 consiglieri che si sono bisticciati su questa delibera, quelli a cui la cosa sta veramente a cuore saranno un paio (e non è detto che siano proprio quelli che si sono "battuti" più fieramente). Per la maggior parte dei politici è solo un teatrino per far parlare di sé la popolazione locale.
Sul piano morale, e probabilmente qui ti stupisco, credo che la delibera sia giusta. Pensa che mio zio si indignò perché a Cutigliano, dove era in vacanza, trovò una via intitolata a Catilina (che morì, oltre 2000 anni fa, da quelle parti).

2) Appunti diseguali sulla frase «Né destra, né sinistra» di Wu Ming 1 da WuMingFoundation.com

Orco questo è lungo! Butto giù qualche commento mentre lo leggo:
- l'articolo è ben scritto anche se intuisco che sia "indietro" rispetto al mio pensiero.
- gli appunti saranno anche del 2011 ma è stato pesantemente rieditato per quanto riguarda il M5S: nel 2011 pochi sapevano che esistesse figuriamoci darne dei giudizi così precisi! (*1)
- 3a. al di là delle belle (ben scritte) parole l'autore dimostra qui la sua miopia storica: vede la rivoluzione francese nell'ideale mitizzato con cui da subito fu dipinta. Quella del popolo che spontaneamente si solleva e prende il potere in nome dei tre ideali libertà, fraternità e uguaglianza. A te la cosa dirà poco ma per me è una chiara indicazione che il tizio parla di storia, e magari la conosce, ma non la capisce. Personalmente l'affermazione di Lakoff mi pare molto sensata: l'autore invece cerca di dire che il protomito della sinistra è la sinistra, ovvero che la sua apparenza, la sua sintesi, corrisponde alla sua essenza. Ovviamente è un ribaltamento concettuale privo di senso al quale l'autore riesce a dare un suono gradevole solamente grazie alla propria eloquenza.
- 3d. parla di collaborazione con i fascisti? è fermo agli anni '20-30? Cioè se mi schiaccia destra=fascisti allora mi crolla tutta l'illusione di obiettività che mi aveva dato nei punti precedenti...
- sempre 3d. L'ascesa del fascismo l'ho (poco) studiata ma non mi pare sia andata proprio come la descrive lui.
- parte 4. Di nuovo questi giudizi sul M5S sono posteriori al 2011 e di parecchi anni. Lo sottolineo perché mi irrita esordire con "appunti del 2011" e poi modificarli per attualizzarli: mi sembra indice di disonestà intellettuale. (*1)
- ah! ah! Questa frase è bellina: - "Diceva tempo fa un compagno: «’Ce lo chiedono i mercati’ è il nuovo ‘Sento le voci nella testa’." Puoi fare le peggiori cose e nessuno ti riterrà responsabile!»". La condivido totalmente.
- 4g altra bella frase: "I movimenti che si concentrano a lungo su falsi bersagli diventano, per dirla con Badiou, «fedeli a falsi eventi»." Concordo pienamente. Per adesso sono sostanzialmente d'accordo su questo punto 4: aspetto il momento in cui l'autore trarrà le conclusioni sbagliate dalle premesse corrette...
- 5a e 5b sono d'accordo con Grillo che sull'immigrazione la politica nostrana è sempre stata un "lasciar fare". Come ho scritto in numerosi pezzi ([E] 17) l'idea è che comunque la maggior parte degli immigrati si dirigeva in altri stati europei ("problemi altrui" quindi per i nostri politici). Chiaro che senza controlli, eslege, non ci sono garanzie per nessuno: né immigrati né popolazione residente.
- 5c criticare Grillo per i suoi eccessi è facile. Più difficile spiegare con chiarezza e semplicità le proprie idee. Questo passaggio, per me controintuitivo, mi interessava ma nonostante i miei sforzi proprio non riesco a capire cosa intenda l'autore: "A produrre clandestinità non sono presunte politiche lassiste, bensì, all’opposto, politiche troppo restrittive e vessatorie, in parte disfunzionali anche dal punto di vista capitalistico, concepite per soddisfare una parte di elettorato il cui razzismo eccede quello strutturale e «sistemico» necessario a regolare il mercato del lavoro." Cioè letteralmente l'ho capito ma come funzionerebbe in pratica questo meccanismo? (non è una domanda retorica).
- Postilla. Questa è credibilissima. Molti attivisti che ho conosciuto io (2013-2014) credevano veramente nella democrazia interna e nei presunti principi del M5S. Per i più savi c'è poi stata la delusione che ho provato io.
- "imbarazzante neosindaco Pizzarotti"?? È probabilmente il dirigente migliore uscito dalla lotteria delle candidature del M5S... da cui infatti è stato costretto a uscire...

Che dire? L'articolo è ben scritto (apprezzo la sua scomposizione in parti e punti) ma nel complesso è anche piuttosto fumoso. Sicuramente indietro sul mio pensiero: ma chi non lo è? ;-)
Mi pare che dica: "sinistra e destra" continuano a esistere. Esiste un philum (protomito) di sinistra da cui tutto il bene per la società discende: i populismi non hanno ragione di esistere e si confondono col "fascismo". M5S è populista, di destra e razzista.
Altri commenti: la frase «Ci sono due modi di non essere né di destra né di sinistra: un modo di destra e uno di sinistra» è bella e probabilmente spesso (ma non sempre) vera. Nella mia epitome il non essere né di destra né di sinistra ([E] 11.5) emerge alla fine di un percorso di rilettura storica innovativo, una specie di metanoia che dà un nuovo senso a questa espressione.
Non sono poi d'accordo che dietro l'affermazione “né di destra né di sinistra” debba esserci, scavando in profondità, o una tendenza di destra o di sinistra. Nel mio caso, ad esempio, il "non essere né di destra né di sinistra" non discende dal phylum (protomito) della "sinistra" o "destra" ma dall'analisi che ho compiuto nella mia epitome.
La mia posizione sul M5S l'ho ripetuta alla nausea (vedi il marcatore “M5S”) e quindi aggiungo solo che non è un movimento di destra ma un populismo apparente ([E] 11.4) con tutto ciò che comporta: i suoi attivisti sono in buona fede e ("ai miei tempi"  e nella mia zona) erano di matrice prettamente di sinistra (anche con belle storie di attivismo politico magari nel PCI) discorso diverso per i "vertici" i cui obiettivi reali non sono quelli dichiarati. Comunque è inutile che ti riscriva ciò che ne penso: l'ho fatto nell'epitome e in dozzine di pezzi sul blog.

3) Calabria, coppia omosessuale respinta da struttura presso Tropea: "Qui no animali né gay" di Alessia Candito da Repubblica.it
Altro articolo insignificante che però ha il merito di essere breve.
Un coglione in azione con un telefonino: è cosa rara? Io non ci vedo altro...

4) A Livorno il regista Paolo Virzì in un’intervista show senza limiti tra ironia e un pizzico di polemica politica di Federico Sozio da CNO-WebTV.it

Mi ha colpito la frase “[I grillini] Sono i maggiori responsabili di questo atteggiamento indecente “non fidiamoci di chi se ne intende, professoroni e storici che ci vogliono fregare”. Responsabili dell’astio nei confronti dei valori comuni.”.
Vi vedo infatti un eco del pensiero di Baricco (v. Da Goofynomics a Baricco) in cui lo scrittore difendeva il valore delle élite culturali di cui lui (insieme a Virzì) è rappresentante.
Come spiego nella epitome ([E] 2.4 e 13.2) i parapoteri, grazie al controllo dei media, hanno anche una forte influenza sugli intellettuali che, nella stragrande maggioranza dei casi, si limitano a ribadire, giustificare e sostenere i protomiti dominanti e in particolare gli equimiti ed epomiti ([E] 2.3 e 6.2). Ora viviamo una fase di forte contrasto fra la realtà mostrata dai media/intellettuali e quella vissuta nel quotidiano dalla gente: si tratta della crisi degli equimiti che nell'epitome metto in relazione con l'instabilità sociale. I media e gli intellettuali ci dicono che per stare meglio bisogna fare ciò che "ci chiede l'Europa" (ovvero i vari “sacrifici”) ma poi nella vita di ogni giorno la gente si accorge di stare peggio. E in questo vi vedo l'origine dei diversi tipi di populismo reale e apparente ([E] 11.2 e 11.3). Nel mezzo rimangono gli intellettuali che vedono, forse inconsciamente, la loro credibilità (cioè di esecutori effettivi delle mistificazioni del reale), messa in dubbio dal "popolo bifolco".
Trovo interessante questa presa di posizione di Virzì perché, insieme a quella di Baricco, mi pare sintomatica di un malessere dei nostri intellettuali (probabilmente spesso manipolati e manipolatori in buona fede). Trovo buffo che si lamentino del fatto che la popolazione non segua più pedissequamente la loro visione della realtà senza rendersi conto che il motivo semplicemente sta nella constatazione della diversità fra il vero che dipingono e il quotidiano che la gente vive. Quando la popolazione non trova riscontro alle loro parole essi dicono “non siamo noi che sbagliamo a interpretare la realtà ma la gente (bifolca) che non ci capisce perché sobillata dai populisti!”. E chi non vede il proprio errore non può correggersi: se gli intellettuali volessero essere più credibili dovrebbero descrivere più oggettivamente il vero/reale piuttosto che le illusioni patinate (a sostegno degli equimiti ed epomiti) che propalano invece di lamentarsi dei populismi!
Scusa, mi sono spiegato da cani... però questo ultimo punto è interessante e vedrai prima o poi ci tornerò con maggiore chiarezza sul mio blog...

Conclusione: non so... spero che anche il lettore occasionale possa trovare interessanti queste mie riflessioni che, comunque, aiutano forse a inquadrare nella pratica dei concetti che nella mia epitome rimangono un po' troppo astratti...

Nota (*1): in realtà, viste poi le date dei commenti dei primi mesi del 2012, sembrerebbe che l'articolo sia stato effettivamente scritto nel 2011: in questo caso complimenti agli autori che sono riusciti a cogliere con precisione degli aspetti del M5S (sebbene, a mio avviso, non tutti corretti) che sono divenuti evidenti ai più solo molti anni dopo...

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