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martedì 28 marzo 2017

L'uomo color arancione

Chi legge questo viario sa che seguo con una certa attenzione l'operato di Trump: il motivo del mio interesse è principalmente quello di capire se (alla luce della teoria storico/politico espressa nella mia epitome) il presidente USA, considerato espressione di una forza “populista”, sia invece dalla parte dei parapoteri e, se non lo fosse, se il suo operato potrà contrastare le attuali tendenze globali.
Era infatti palese (anche agli elettori USA) che la Clinton sarebbe stata al totale servizio dei parapoteri: Trump invece, da una parte, si è richiamato a tematiche populiste ma da un'altra, come miliardario, sarebbe anche un esponente naturale dei parapoteri. Come singolo individuo il suo comportamento non è però prevedibile: se realmente crede nel suo mandato potrebbe anche andare contro gli interessi del proprio gruppo sociale di appartenenza.
Da qui il mio interesse...

Non mi pare di essere stato particolarmente “morbido” verso Trump: nei miei pezzi sul suo programma e, soprattutto, in Succo di Trump ho apertamente criticato tutte quelle politiche contro la popolazione USA e a favore invece dei parapoteri.
Nel complesso, come previsto dalla mia teoria sull'inadeguatezza ideologica delle forze populiste, Trump agisce in diverse direzioni talvolta a favore ma altre volte contro i parapoteri: nel complesso sembrerebbe in buona fede, convinto cioè di agire nell'interesse della maggioranza dei cittadini USA.
Comunque, nelle mie valutazioni, ho cercato di attenermi obiettivamente ai fatti: a quanto espresso nel suo programma prima e alle varie iniziative di governo dopo.

I media, tutti apertamente contro di lui nella campagna elettorale (non sorprendentemente visto che questi sono controllati dai parapoteri che, ovviamente, parteggiavano per la propria candidata) continuano a combatterlo. I giornali italiani si rifanno agli omologhi americani e ci riportano tutte le notizie contro il presidente americano: ma su cosa basano i loro pareri negativi?

Oggi, dopo questa laboriosa introduzione, voglio fare un esperimento: ho intenzione di leggere un articolo che, dato il titolo, è apertamente e completamente contro Trump, per capire su quali fatti sia basato tale giudizio e se, eventualmente, mi sia sfuggito qualcosa di importante nella mia valutazione.
L'articolo che ho “puntato” è Trump, ovvero come diventare il peggior presidente Usa in 63 giorni di Massimo Cavallini dal FattoQuotidiano.it
Ancora non l'ho letto (e magari risulterà non idoneo per lo scopo che ho in mente!) e lo voglio commentare “in diretta”, ovvero via via che lo leggo...

L'articolo mostra, sotto al titolo, una foto dove si vede il presidente Trump in una posa un po' ridicola alla guida di un furgone. Personalmente non l'ho mai valutato in base alle foto e mi sembra sciocco farlo...

L'articolo si apre con una breve panoramica di quelli che sono considerati i peggiori presidenti americani. Lo stile è spiritoso: spero porti anche elementi concreti...
Finalmente viene descritto il personaggio “Trump”: secondo il giornalista il presidente è cafone, narcisista e ignorante. Dal mio punto di vista ciò può anche essere vero ma non mi interessa: io voglio valutare il suo operato.

Secondo l'autore dell'articolo dietro al motto “America First” si nasconde il tentativo di “cavalcare i peggiori istinti dell'America bianca”. Interessante: io, forse ingenuamente, non ci avevo neppure pensato.
In realtà, come spiegato nella mia epitome, le tendenze globali tendono a colpire la classe media trasferendo la sua ricchezza a quella dei parapoteri economici in una sorta di appiattimento verso il basso. In pratica la società tende ad aumentare le diseguaglianze di ricchezza: da una parte pochi ricchissimi e dall'altra la massa dei poveri. Coloro che vedono peggiorare significativamente il proprio tenore di vita sono poi quelli che cercano alternative politiche alle forze tradizionali.
Negli USA il caso (o la storia) vuole che la classe media era (è?) composta principalmente da cittadini di pelle bianca. Sono proprio questi coloro a cui non rimane che sperare in una forza populista ed è quindi naturale che Trump li abbia corteggiati.
Più interessante sarebbe sapere cosa intenda il giornalista con i “peggiori istinti” ma sfortunatamente non approfondisce l'argomento.
L'articolo continua nella descrizione di Trump affermando che è bugiardo e ribalta la verità: sfortunatamente non vengono forniti esempi di queste bugie...

Poi l'articolo spiega che Trump ne ha combinate così tante nelle sue 5 settimane di governo, ma talmente tante che... è impossibile elencarle!

Ah! poi vengono riportati dei sondaggi (sicuramente affidabilissimi come quelli che davano la Clinton come vincente alle elezioni) secondo i quali la popolarità di Trump è già ai minimi. Di nuovo: magari i sondaggi sono affidabili ma a me interessano i fatti e non le opinioni di pancia degli americani...

Fortunatamente il giornalista ci ripensa ed evidenzia la sua “ultima” frottola (par di capire basandosi su un articolo del Wall Street Journal...) ovvero la reiterata affermazione che Obama aveva fatto mettere sotto controllo la Trump Tower nonostante ci siano al riguardo “molte ed inequivocabili prove contrarie”.
Onestamente della vicenda non so niente: di per sé l'affermazione di Trump sembra plausibile ma, anche prendendo per buona l'affermazione del giornalista che non sia così, mi sembra più che altro un'affermazione da scaramuccia post elettorale. Dopotutto la NSA controlla tutti, quindi perché non anche la Trump Tower?

Poi vengono riportate le critiche del Wall Street Journal a Trump e... qui finisce l'articolo!

Conclusione: come sospettavo/temevo l'articolo, sebbene divertente e ben scritto, è estremamente superficiale: non si basa sull'attività concreta di queste prime settimane di governo (come ho cercato di fare io) ma sembra piuttosto prendere per buone le critiche fatte a Trump da un giornale da sempre schierato contro di lui.
Da questo punto di vista l'articolo è deludente: speravo che analizzasse dei provvedimenti concreti e spiegasse cosa abbiano di folle o sbagliato, ma invece...

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