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venerdì 24 febbraio 2017

Programma Trump (5 & 6/6)

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.1.0). In particolare del capitolo 13.

Voglio concludere questa serie perché mi pare che ogni puntata aggiunga poco a quanto già scritto mentre, contemporaneamente, la cronaca supera il programma con molti fatti interessanti e degni di essere commentati. Personalmente sto seguendo quotidianamente gli aggiornamenti sul lavoro del presidente Trump sul sito della Casa Bianca e ho già molti appunti: ma prima di tirare su i muri devo terminare le fondamenta!

Per questo motivo oggi vedrò di commentare le pagine Standing Up For Our Law Enforcement Community e Trade Deals That Work For All Americans senza farne prima la solita scomposizione analitica (anche se molto utile).

Standing Up For Our Law Enforcement Community: suppongo che nella campagna elettorale questo fosse un tema caldo a causa dei recenti fatti di cronaca dove, a probabili eccessi di alcuni agenti di polizia, erano seguite delle rappresaglie armate da parte della popolazione contro le forze dell'ordine. Chiaro che quando negli USA una questione si colora di tinte razziali essa diventa subito centrale nel dibattito politico. Suppongo (e mi pare di ricordare) che i democratici fossero più per giustificare, o almeno comprendere, le reazioni della popolazione mentre Trump è tutto dalla parte dei poliziotti.

Nel complesso il tema di questa pagina è molto semplice: totale supporto alla polizia per garantire la sicurezza degli americani. Non è chiaro in cosa consisterà questo “supporto” perché non è specificato. Il timore è che possa colpire le libertà individuali: ma suppongo che questo sia la paura di che, come me, vive in una paese dove la libertà del cittadino è considerata più un beneficio concesso dalla magnanimità del potere che un sacrosanto diritto. In America invece la libertà (del cittadino americano!) è probabilmente ancora intoccabile.
Sembra poi che ci sia stato un grande incremento della criminalità negli ultimi anni e, personalmente, lo ritengo direttamente connesso all'aumento della povertà: in altre parole non basta reprimere il crimine ma bisogna anche rimuovere le cause che portano al suo sviluppo.
C'è anche un accenno al famigerato muro contro l'immigrazione illegale. Personalmente lo considero come qualcosa di sostanzialmente simbolico: mi immagino che delle sezioni di esso, imponenti e minacciose, verranno effettivamente costruite e inaugurate in pompa magna ma che poi, per gran parte del confine, ci sarà solo una rete bucherellata... o magari si scaveranno dei cunicoli...
Sarà comunque interessante osservare se, quando c'è la volontà politica, questa sia sufficiente a fermare l'immigrazione illegale: da noi molti dicono che l'immigrazione sia inevitabile e quindi inutile contrastarla ma io non ne sono assolutamente convinto. Anche se la situazione USA è molto diversa da quella Europea sarà comunque un buon banco di prova per queste teorie.
Più complesso è invece la relazione fra parapoteri e immigrazione: mi piacerebbe citare un capitolo della mia epitome ma al momento non c'è (*1). Mi limito quindi a rimandare al pezzo Le ragioni dell'immigrazione.

Trade Deals That Work For All Americans: questa pagina ripete quanto già espresso nelle precedenti e, onestamente, non mi pare ci siano informazioni aggiuntive. Comunque i concetti sono i seguenti.
Gli USA vogliono accordi equi che riportino lavoro negli USA: per questo uscirà (TPP) e rinegozierà (NAFTA) quelli sconvenienti. Da notare che non c'è nessun accenno al TTIP: evidentemente tale accordo non è così svantaggioso per gli USA e, questo, sembrerebbe dimostrare che i negoziatori europei siano ancora più deboli e inetti (*2) di quelli di Washington così criticati da Trump!
Ribadisce poi che in questi anni gli unici in America che hanno guadagnato da tali accordi sono gli “insiders” e “le élite di Washington” mentre la maggioranza della popolazione ci ha rimesso: ora se queste figure misteriose e non meglio identificate fossero i parapoteri economici allora io sarei completamente d'accordo col presidente Trump. Però questa ambiguità nei termini mi insospettisce: di nuovo saranno i fatti a dire cosa si intende veramente.
Infine, ma anche questo era già stato scritto, gli USA “colpiranno” gli stati che non rispettano gli accordi commerciali presi. Due pesi e due misure: gli USA escono e rinegoziano i trattati, gli altri stati devono adeguarsi a essi. L'accenno al termine “colpire” è un evidente riferimento alla politica di un imperialismo commerciale ([E] vedi 13.1 e 13.2).

Conclusione: in un prossimo pezzo, magari agganciandomi a qualche notizia di cronaca, cercherò di rispondere alla domanda se Trump abbia davvero compreso la situazione storica e, di conseguenza, se la sua politica potrà realmente essere efficace...

Nota (*1): prima o poi dovrò scriverlo, visto anche che si integra molto bene con le mie teorie, ma al momento non è neppure all'orizzonte: la Beta 4 della mia epitome sarà solo una revisione di quanto già scritto mentre nella Beta 5 aggiungerò probabilmente (ancora non sono sicuro) un capitolo sulla religione.
Nota (*2): la verità e che i negoziatori europei sono totalmente asserviti ai parapoteri economici che sono gli stessi che influenzano la politica USA (di cui la Clinton sarebbe stata il burattino mentre vedremo come Trump si relazionerà con essi).

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