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giovedì 16 febbraio 2017

Censura e libertà

[E] Per la comprensione completa di questo pezzo è utile la lettura della mia Epitome (V. 0.07). In particolare del capitolo: 12.

Qualche settimana fa è uscita un'applicazione per telefonini che permette di verificare in maniera automatica il livello di censura nel proprio paese: i dati raccolti sono poi resi pubblici sul sito ufficiale. Il programma in questione si chiama Ooni (*0) e dalla pagina principale è facilmente possibile identificare le nazioni in cui è stata individuata la censura di uno o più siti.

Vediamo di quali paesi si tratta:
Cina: Prevedibile.
Russia: idem.
Turchia: idem.
Arabia Saudita: idem.
Sudan: idem.
Iran: idem.
Indonesia: non avrei detto, ma non mi stupisco.
India: idem.

In Europa:
Grecia: e beh, c'hanno la crisi... un po' di censura non gli fa male...
Francia: c'hanno i terroristi... è censura per la sicurezza...
Belgio: idem.
Norvegia: io dei paesi scandinavi mi fido poco...
Danimarca: ecco questo non l'avrei detto...
e..............................
Italia: figuriamoci se potevamo mancare in tanta eccelsa compagnia! (*1)

Come ho più volte ripetuto (guardate i pezzi col marcatore “Web” e “Libertà”) l'Italia è ormai da parecchi anni che cerca di raggiungere il livello di libertà della rete di paesi come Cina, Iran, Russia e simili.
Talvolta alcune iniziative si arenano, più spesso passano nell'indifferenza generale...

Ma questo programma identifica solo le forme di censura più soverchie e non quelle più “raffinate” basate ad esempio sull'intimidazione: ovvero non nell'impedire la lettura ma nello scoraggiare la scrittura.

Dei miei timori verso la legge antibufale avevo già scritto in Bufale cinesi, Dolceamaro e nel corto Antibufale o censura?

Ma l'opinione pubblica, giustamente molto più interessata alle partite di Champion's piuttosto che alla propria libertà, non si è indignata e forse ha pure pensato che era una buona idea mettere un freno a quei brutti meme che su FB diffondono il panico e la disinformazione...
Ecco che oggi è infatti stato presentato in senato il DDL antibufale: Fake news, presentato ddl al Senato: “Multe fino a 5mila euro”. E Mosca pubblica online le “false notizie” dei media stranieri dal FattoQuotidiano.it
Se questa nuova legge passasse sui bloggatori penderebbe una nuova spada di Damocle: se la loro opinione fosse considerata arbitrariamente una bufala essi subirebbero una forte multa. Oltretutto questa legge non colpisce espressamente le testate giornalistiche vere e proprie! Evidentemente si vuole lasciare la possibilità a Repubblica.it, Corriere.it e compagnia bella di continuare a raccontare le “loro verità” (*3)...

Io non ripeterò le mie argomentazioni contrarie alla censura che ho già espresso nei pezzi succitati: proprio perché sono un'idiota, fingo che qualcuno mi legga e mi sento in colpa se non nel mio piccolo non do una buona informazione, mi limiterò invece a riproporre per la centesima volta i pezzi dove riassumo le ragioni di John Stuart Mill contro ogni tipo di limitazione della libertà d'espressione (*2): Libertà d'opinione (1/2) e Libertà d'opinione (2/2).
Sulle ragioni per cui si tende a limitare le libertà individuali, e specialmente quelle d'espressione in rete, rimando invece alla mia epitome ([E] 12.1 e 12.2).

Eppure un'ottima ragione per comprendere perché questo disegno di legge è sbagliato la voglio comunque dare.
Prima però un vecchio aneddoto: ormai direi 20-25 anni fa, quando ancora votavo, mi divertivo a spiegare che guardavo in quale partito andava Mastella e votavo il suo opposto... Magari non era facile capire quale fosse il partito “opposto” a quello di Mastella ma mi era invece chiaro che non volevo avere niente a che fare col partito in cui militava. Poi Mastella ha girato un po' tutti i partiti e io, coerentemente direi, ho smesso di votare.
Ecco, analogamente a quanto facevo 25 anni fa per scegliere quale partito votare, adesso identifico facilmente se una battaglia politica è sbagliata e moralmente dubbia semplicemente osservando il comportamento della Boldrini: se la Boldrini sostiene una proposta politica non c'è bisogno di ragionarci sopra: sicuramente ha qualcosa che non va.

Ecco questo DDL ha il sostegno della Boldrini: ergo è sbagliato e moralmente discutibile.

Conclusione: la libertà se ne va e nessuno se ne accorge...

Nota (*0): vedi anche Ecco la app per scoprire se la tua connessione è censurata (o rallentata) di Carola Frediani dalla Stampa.it
Nota (*1): mi immagino già che qualche genio dirà: “ma se siamo insieme a Norvegia e Danimarca tanto sbagliata questa censura non sarà”. Ebbene date un'occhiata alla mappa e vedrete che i paesi senza interferenze sulla rete sono molti di più! Bisogna confrontarci con gli esempi positivi, non con quelli negativi...
Nota (*2): che includono anche quelle per quando l'informazione che si vuole censurare è falsa.
Nota (*3): eufemismo per “bufale”... ma di regime e quindi protette perché DOP!

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