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lunedì 26 agosto 2013

L'età dell'oro

Ho iniziato, e in realtà quasi finito, la terza lezione del corso di storia che, come al solito, è interessantissima.

L'aspetto che mi ha più colpito è la descrizione della vita quotidiana dei nostri antenati di 30.000 anni fa. Sorprendentemente, da diversi punti di vista, la qualità della loro vita era superiore alla nostra.

Immagino che molti lettori abbiano letto quanto ho appena scritto con un sorrisetto sulle labbra, magari pensando uno scettico “figuriamoci!”.
Prima di tutto, nonostante Monti, Letta e la crisi, la nostra qualità di vita è ancora estremamente superiore a quella del resto del mondo: da noi si lavora settimanalmente 40-45 ore ma in Asia la media è di 50-70 e talvolta anche 80 ore settimanali. Ma l'Italia, e in effetti tutto il mondo occidentale, rappresentano una minoranza del mondo e pertanto non siamo un buon paradigma di riferimento per rappresentare l'uomo medio del pianeta Terra.

I nostri lontani antenati per vivere non zappavano la terra né, tanto meno, lavoravano in fabbrica o in ufficio: erano invece dei raccoglitori/cacciatori e, anzi, prevalentemente raccoglitori.
Si stima che per vivere dovessero dedicarsi a queste attività per circa 30-45 ore settimanali: in più non perdevano ore ad attraversare il traffico e, una volta tornati alla loro base, non avevano da fare faccende domestiche né erano assillati dalle tasse, bollette e tutte le altre ansie del mondo moderno.
Ma soprattutto era una vita molto più interessante e ricca di eventi paragonata alla grigia monotonia di quella moderna. In definitiva gran parte della giornata poteva essere dedicata a quello che adesso è chiamato quality time ovvero tempo di qualità.
Inoltre la loro dieta estremamente diversificata e la vita attiva nella natura li rendeva estremamente sani e forti. E molte malattie infettive erano sconosciute: infatti la maggior parte di esse si originarono molto più tardi con l'addomesticamento degli animali. E comunque il non vivere ammassati in sudicie città rendeva meno probabile la loro diffusione.
La vita media era sui 35 anni, questo è vero, ma bisogna ricordare che è una media che tiene conto dell'altissima mortalità infantile: chi arrivava all'età di 15-20 poteva aspettarsi di vivere fino a 60-70 o anche 80 anni!

Infine questi nostri primevi antenati non solo eccellevano nelle qualità fisiche ma anche in quelle mentali: probabilmente la quantità di informazioni e abilità dei nostri progenitori erano quantitativamente molto superiori a quelle degli uomini attuali. Ogni uomo doveva conoscere benissimo le decine, se non centinaia, di chilometri quadrati del proprio ambiente (fonti, alberi, nascondigli, etc...) e doveva essere in grado di produrre o riparare tutti gli abiti e gli utensili che utilizzava.
Anzi, secondo il professore (io sono ancora un po' scettico), ci sono delle prove che dalla rivoluzione agricola (circa 10.000 anni fa) in poi la dimensione del cervello, e quindi l'intelligenza, abbia iniziato a diminuire! In pratica fare i contadini (o lavorare in fabbrica o in ufficio...) richiede meno cervello che fare il raccoglitore/cacciatore e questo ha dato la possibilità, anche a chi aveva un'intelligenza inferiore alla media, di sopravvivere.

Ovviamente c'erano anche degli aspetti negativi, non ultimo quello di essere mangiati da un leone, ma nel complesso doveva essere una vita molto più piacevole di quanto normalmente si dà per scontato.

Conclusione: ah! Perché non sono nato 30.000 anni fa (*1)? Non sarei circondato da idioti (*2) e ogni settimana avrei avuto stimolanti e avventurose battute di caccia, cibo sano e donnacce promiscue... E tutto il tempo per contare le stelle, ammirare i fiori e dare il nome alle farfalle...

Nota (*1): ovviamente evitando una fastidiosa era glaciale o comunque nascendo in un luogo temperato e accogliente!
Nota (*2): Modificato (29/8/2013): mi sono reso conto che la frase precedente potrebbe essere attribuita a della mia inconsapevole protervia. In realtà era una citazione "I am surrounded by morons" che veniva ripetuta in continuazione, e in un tono esageratamente esasperato, in una serie tivvù dal di essa protagonista Ted Turner (in Italia è stata fatta la "localizzazione" con protagonista Briatore e titolo "L'apprendista"...). Mi sono però reso conto che quasi nessuno, se non i miei amici olandesi che non leggono questo viario, avrebbe potuto coglierla e così ho preferito puntualizzare...

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