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giovedì 30 maggio 2013

Lezione LV: “dovrebbe”

Bella lezione: io ero di buon umore e anche il maestro era in forma. Le problematiche da affrontare erano tante ma ho avuto il buon senso di non cercare di fare tutto di corsa, rischiando poi di non capire qualcosa, ma di fare con calma con l'idea di fissare una lezione a breve per finire di trattare gli argomenti per i quali non ci sarebbe stato abbastanza tempo. E infatti prossima lezione fra sette giorni...

Riscaldamento: sempre i soliti esercizi di Vai. Per cercare di accorciare la durata media di ogni esercitazione ho convinto il maestro a togliermi (a malincuore) il più semplice dei quattro esercizi.

Pattern: sono molto contento! Ho raggiunto i 104 bpm e ancora i miei accordi suonano piuttosto puliti. Anche qui, per guadagnare tempo, si è deciso di sospendere momentaneamente l'allenamento con il giro di Hendrix (v. Lezione LIV) anche perché sono ancora indietro nello studio del brano dove dovrei usarlo...

Vodka: Qualche settimana fa un mio amico (*1) chitarrista (v. il corto Trucco a vuoto) ascoltando questo brano mi aveva detto: «Sicuramente il tuo maestro non sarà d'accordo ma secondo me questo brano è “ska” (*2)!». Io ovviamente ho subito riferito al maestro che mi ha risposto con un “nì” dove la parte del “no” era circa dell'85%...
Il maestro mi ha spiegato che il ritmo ska è caratterizzato da plettrate “in levare” ovvero suonate dal basso verso l'alto e sugli ottavi pari: cioè in una battuta di 4/4 le plettrate saranno al 2°, 4°, 6° e 8° ottavo. Al contrario, le usuali plettrate “in battere” (dall'alto verso il basso), cadono sugli ottavi dispari o, equivalentemente, sui singoli quarti.
In effetti il brano in questione ha alcuni giri con gli accordi che, nella singola battuta, sono suonati un po' in battere e un po' in levare. In particolare questo vale per il giro D5|F5|Bb5|C5 (*3) dove per ogni accordo abbiamo 4 plettrate dove le prime due sono in battuta, poi c'è la pausa di 1/8, e le ultime due plettrate sono in levare. Invece nell'altro giro, D5|C5|Bb5|C5, ogni accordo è suonato con 5 plettrate per battuta dove le prime due durano ¼, la terza e la quarta 1/8 e l'ultima di nuovo ¼.
Per completezza aggiungo che i primi quattro D5 sono suonati con tre 1/8 consecutivi e stoppati.
Per punizione il maestro mi ha assegnato da ristudiare il brano suonando gli accordi con questi ritmi (io banalmente suonavo gli accordi come fossero di 4/4...). Sfida impegnativa ma sono ottimista!
Sempre in questo brano c'è un ponte piuttosto impegnativo (veloce!) perché in un passaggio devo stoppare la 6° corda col muscolo del pollice della mano destra. Attualmente ci riesco (a fatica...) a una velocità ridotta del 7% rispetto a quella originale...
Per i curiosi ripropongo qui il video di Vodka:

Trollhammaren: qui ho fallito. Il maestro mi aveva spedito lo spartito della melodia iniziale perché si era accorto che non rispettavo le pause (il brano è velocissimo). In teoria avrei dovuto fare un passo indietro: smettere di suonare sopra la canzone originale (seppur rallentata) e tornare a Tuxguitar a una velocità molto più bassa per imparare le pause.
Non l'ho fatto: era troppo deprimente e poi lo spartito che mi aveva dato il maestro non corrispondeva interamente alle note che avevo imparato io...
Ho continuato a suonare sopra il brano e sono arrivato a un 10% più lento dell'originale.
Per infantile ripicca (*4) il maestro mi ha tolto questo brano e me ne ha dato un altro dei Rhapsody con una melodia decisamente più lenta e con pause più facilmente identificabili.

Pirate'song: tutto bene. Alla prossima lezione vedremo di rendere la ritmica dei singoli accordi più complessa perché anche qui, banalmente, suono ogni accordo per l'intera durata della battuta...

Purple Haze: mi sta antipatico perché ci trovo un sacco di acrobazie con le dita che mal digerisco...
Comunque, per prima cosa, ho raccontato al maestro del trucco che mi aveva insegnato il mio amico per evitare il problema che avevo con le corde a vuoto (v. il corto Trucco a vuoto). Il maestro mi ha detto invece che mi aveva dato la diteggiatura in quella maniera proprio per farmi suonare le corde a vuoto! La prima corda (la seconda nota) a vuoto si stoppava facilmente suonando la terza nota mentre dell'ultima non c'era bisogno di preoccuparsi perché era la stessa nota della precedente!
Nel frattempo, all'ottava battuta, ho trovato un nuovo problema:
Qui la difficoltà sono i due pull off consecutivi (e rapidissimi) da effettuare con lo stesso dito (l'indice). In pratica non ci sono trucchi: bisogna disporre bene l'indice in maniera che il polpastrello sia sulla 4° corda e la punta sulla 5°. Poi bisogna esercitarsi in maniera che il movimento diventi fluido e automatico: tutto qui...
Altra antipatica difficoltà con questo brano di Hendrix sono tutti i vibrati: io temevo di doverli fare con la levetta ma, fortunatamente, per le note corte posso fare con le dita e devo invece usare la levetta solo per le note più lunghe...

Teoria: il maestro mi ha anche accennato a dei trucchi per rendere più “morbida” la levetta del vibrato: si tratta di allentare alcune viti e spostare delle molle ma, al momento, queste finezze non mi interessano...

Nota (*1): e l'altro amico chitarrista (v. il corto Chitarra dopo cena) aveva rincarato la dose: «Altro che “ska”! Questo è “core ska”!!»
Nota (*2): ovviamente io non so per cosa stia “ska” ma, “grazie” alle mie fresche conoscenze di svedese (v. Ank'io) ipotizzo un improbabile derivazione da att ska che corrisponde grossomodo ai verbi ausiliari inglesi should/will e che io ho tradotto con il “dovrebbe” del titolo...
Nota (*3): in effetti il mio spartito riporta il giro D5|F5|Bb5|G5 ma il maestro, dopo qualche ascolto, si è convinto che sia più corretto sostituire il G5 col C5...
Nota (*4): scherzo! È stata una decisione presa di comune accordo visto che io ero irremovibile a non tornare a suonare il brano dei Finntroll su Tuxguitar...

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