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lunedì 17 settembre 2012

Come rimbalzo bene

Non dovrei perdere tempo a scrivere un post perché sono alle prese col nuovo racconto e dovrei battere il ferro finché è caldo: ovvero fino a quando ho entusiasmo e l'ispirazione regge...

Eppure questa la devo raccontare perché è troppo strana: ricordate il corto Due trame? Beh, poco male, si tratta del post precedente a questo e quindi potete leggerlo in un attimo... Fatto? Bene!

Siccome si trattava di un corto non sono entrato nei dettagli e, fra le varie cose che non ho menzionato, c'è il fatto che la protagonista femminile del secondo sogno è una mia vecchia conoscenza.
Beh... proprio vecchia vecchia vecchia no (*0): si tratta infatti di Barbara, una mia compagna di classe delle elementari e medie. L'ultima volta che la vidi fu a una cena di classe di ex compagni delle medie: ad occhio e croce circa venticinque anni fa...

Su questa Barbara ci sarebbero un paio di cosette da dire: la più importante è che mi piaceva in prima, e forse anche seconda, elementare (*1).
Ma soprattutto la mia “storia” con lei fu la prefigurazione simbolica del mio difficile rapporto con le donne...

Al riguardo devo raccontare un aneddoto divertente. A quell'epoca il fatto che Barbara fosse la bambina che mi piaceva significava in realtà ben poco: non ci pensavo mai e la ignoravo costantemente. In pratica, l'unica conseguenza del mio “amore” era che, quando mi chiedevano chi mi piaceva, io ci facevo mente locale e poi rispondevo “Barbara”. Tutto lì? Quasi...
Un pomeriggio, durante l'intervallo pomeridiano, la maestra ci fece giocare a “Dame e cavalieri”: un gioco che adesso sarebbe forse “vagamente” considerato sessista...
Io non lo conoscevo ma in pratica era molto semplice: a turno i maschietti dovevano presentarsi a una compagna di classe di loro scelta, chiederle la “mano” e far così coppia insieme. In pratica perdeva chi rimaneva spaiato. A ripensarci un gioco veramente cattivo e traumatizzante per chi non trovava compagno/a!
Il primo bambino a doversi cimentare nell'impresa, non so per quale criterio, fui io: il problema è che non sapevo quali fossero le modalità per chiedere la mano...
Ispirato probabilmente dai cartoni animati di Walt Disney tentai varie tecniche: iniziai romanticamente su un ginocchio e la mano sinistra sul cuore (tipo principe Azzurro e Cenerentola), passai agli inchini a 90 gradi come facevano i moschettieri per baciare la mano delle damigelle, e finii alla disperazione: ovvero in ginocchio con le mani giunte in preghiera!
Ovviamente ogni mia performance era accompagnata dalle risate del resto della classe mentre Barbara si limitava a sorridermi probabilmente anch'essa imbarazzata quasi quanto me. All'ultimo tentativo Barbara fece no col capo e io tornai, piuttosto seccato, fra i ranghi di bambini che ancora si sbellicavano dal ridere.
Il primo bimbo dopo di me mi fece vedere cosa bisognava fare: bastava un semplice cenno col capo. Ne rimasi molto deluso: mi aspettavo qualcosa di più plateale e romantico...
Comunque al secondo giro sia io che Barbara eravamo ancora in gioco: quasi nessun altro bambino era stato rifiutato e rimanevamo in pochi.
Siccome ero piuttosto cocciuto a questo secondo giro mi ripresentai a Barbara e feci il semplice inchino col capo: inutile dire che mi rifiutò anche questa seconda volta. Ci rimasi abbastanza male ma ci rimasi molto peggio quando Barbara “concedette la sua mano” a un altro bambino. Per la prima volta fui geloso di un “altro”.
Onestamente non ricordo come finì il gioco: forse rimasi spaiato o forse mi appaiai a una delle ultime bambine bruttine rimaste in gara... Di quel che son sicuro è che per la mia “storia” con Barbara (*2) non si riebbe più da questa battuta d'arresto!

Tornando al presente la seconda particolarità di Barbara è che, a differenza di tutti gli altri miei compagni di classe di quel tempo (maschi o femmine, amori o non), periodicamente, diciamo una volta ogni 4-5 anni, mi è capitato di sognarla.
In genere sognavo la ragazzina che ricordavo dalle medie ma nell'ultimo sogno era invece invecchiata: cioè i lineamenti erano i soliti ma c'era anche qualche ruga sul volto. In particolare nel sogno mi avevano colpito i capelli che, invece di essere corvini come sempre, erano sì scuri ma con dei riflessi di colore.

Ieri incuriosito l'ho cercata su FB. Di sicuro l'avevo già fatto tre o quattro anni fa quando a mia volta mi ero iscritto ma, all'epoca, non c'era...
Insomma ieri l'ho ricercata e questa volta l'ho trovata: la foto del profilo pubblico è UGUALE a come l'avevo sognata. In particolare i capelli hanno adesso una sfumatura ramata. Una coincidenza? Una suggestione? Può darsi...

Ero tentato di contattarla ma mi manca il coraggio: non so di cosa ho paura. Forse temo che non si ricordi di me o che non accetti la mia amicizia... Eppure non mi sono fatto troppi problemi a ricontattare la ragazzina (ora -ona) che mi piaceva al liceo... Colpa del sogno forse?

SONO STUPIDO!

Giuro che non me n'ero accorto! Avevo scritto sia del vecchio aneddoto sia della mia attuale paura ma non ero stato in grado di sommare insieme 2 + 2 (*3)!
Adesso mi è chiaro il motivo per cui non oso contattarla: inconsciamente temo di rivivere l'esperienza del “rimbalzamento multiplo”!

Già mi sento un po' meglio...
Magari se le chiedo l'amicizia su FB, e non ci allego un messaggio troppo cretino, questa volta me la dà (*4) e questo potrebbe provocare una reazione a catena: un inversione di tendenza cosmica nel mio rapporto con l'universo femminile: accolto favorevolmente invece che rifiutato con imbarazzo!

Dai! Quasi quasi ci provo...

Nota (*0): visto che ha la mia età NON può essere per definizione vecchia...
Nota (*1): sicuramente dalla terza elementare la “tradii” con una biondina dagli occhi sognanti; alle medie invece avevamo in classe una ragazzina bellissima chiamata Vania, sicuramente la più bella della scuola, che metteva in ombra tutte le altre: col senno di poi nella nostra classe ce n'erano almeno un paio molto belle oltre a lei ma tutti noi maschietti eravamo innamorati solo di Vania...
Nota (*2): la cosa buffa è che alla cena, quando la vidi per l'ultima volta, mi confido che in prima elementare le piacevo!! Pensa tu il cuore delle donne! L'amore vinto dall'opportunità sociale: chi l'avrebbe mai detto...
Nota (*3): = 4
Nota (*4): l'amicizia.

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