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giovedì 29 marzo 2012

Proverbi 30, 15-16

Per divertimento mi è capitato di fare una piccola ricerca biblica che si è rivelata molto interessante...

Come ho già avuto modo di scrivere (vedi ad esempio Triplice serendipità) sto leggendo un libro interessantissimo: “Storia della stregoneria” di Giordano Berti, ed. Mondadori, 2010.
Qualche sera fa ne leggevo un sottocapitolo nel quale veniva descritto il contenuto del “Malleus maleficarum” noto anche come il “Martello delle streghe”: in particolare viene spiegato che le donne ne sono particolarmente prese di mira. Il malleus dedica infatti un intero capitolo a illustrare come mai le donne si abbandonano, anche carnalmente, più facilmente degli uomini al diavolo. Per farlo vengono riportati brani della Bibbia, dei Padri della Chiesa e di autori latini classici.

In particolare una citazione aveva colpito la mia fantasia. Si tratta appunto del passo dei Proverbi 30,15-16 che veniva riportato virgolettato:
tre sono le cose insaziabili, e ce n'è una quarta che non dice mai basta: la bocca della vulva”.

Subito ho pensato, ridacchiando fra me e me, di provocare le mie lettrici riportando questo brano e chiedendo cosa significasse e, soprattutto, se qualcuno riusciva a immaginare quale fosse la sua origine: dubitavo infatti che si sarebbe pensato alla Bibbia...

Per puntigliosità ho però voluto controllare la mia Bibbia per verificare le parole esatte e capirne il contesto.
Delusione!
La mia Bibbia (versione ufficiale della CEI originariamente del 1974 seguita da molte ristampe) riporta:
15. La sanguisuga ha due figlie: “Dammi! Dammi!”. Tre cose non si saziano mai, anzi quattro non dicono mai: “Basta!”:
16. gli inferi, il grembo sterile, la terra mai sazia d'acqua e il fuoco che mai dice: “Basta!”.


Insomma, invece della “romantica” immagine della vulva insaziabile, c'è solo un accenno a un insignificante “grembo sterile”...
Allora ho pensato che, al tempo del Malleus maleficarum, nel 1487 il testo della Bibbia potesse essere differente. Sono quindi andato su Wikisource.org alla ricerca di versioni più antiche. Ho così trovato altre varianti.

Dal “World English translation” 1997:
15. The leach has two daughters: “Give, give.” There are three things that are never satisfied; four that don't say “Enough”
16. Sheol, the barren womb; the earth that is not satisfied with water; and the fire that doesn't say, “Enough.”


Che tradotto letteralmente significa:
15. La sanguisuga ha due figlie: “Dammi, dammi.” Ci sono tre cose che non sono mai soddisfatte;
quattro che non dicono “Abbastanza”
Sheol (l'inferno), il grembo sterile; la terra che non è sazia d'acqua; e il fuoco che non dice, “Abbastanza”.

Poi si passa alla “American standard translation” del 1901:
15. The horseleach hath two daughters, [crying], Give, give. There are three things that are never satisfied, [Yea], four that say not, Enough:
16. Sheol; and the barren womb; The earth that is not satisfied with water; And the fire that saith not, Enough.


Che tradotto letteralmente significa:
15. La sanguisuga ha due figlie, [piangendo], Dai, dai. Ci sono tre cose che non sono mai soddisfatte, [Yea!], quattro che non dicono, Abbastanza:
16. Sheol (l'inferno); e il grembo sterile; la terra che non è sazia d'acqua; e il fuoco che non dice, Abbastanza.

Insomma siamo sempre all'insipido “grembo sterile”...

Continuando a risalire nel tempo sono arrivato alla “King James translation” del 1769:
15. The horseleach hath two daughters, crying, Give, give. There are three things that are never satisfied, yea, four things say not, It is enough:
16. The grave; and the barren womb; the earth that is not filled with water; and the fire that saith not, It is enough.


Che tradotto letteralmente significa:
15. La sanguisuga ha due figlie, piangendo, Dai, dai. Ci sono tre cose che non sono mai soddisfatte, yea, quattro cose non dicono, È abbastanza:
16. La tomba; e il grembo sterile; la terra che non è colma d'acqua; e il fuoco che non dice, È abbastanza.

Sostanzialmente cambia poco dalla versione più recente...
Certo al 1478 mancano ancora trecento anni ma, sfortunatamente, le versioni più antiche non erano disponibili...
Io però ero ancora fiducioso perché, dopotutto, nel XVI secolo c'è stata la riforma protestante e questa probabilmente avrà portato svariate “correzioni” anche alla Bibbia. Sono quindi andato alla ricerca di altre fonti...

Tutto contento ho trovato poi un sito con una delle versioni più antiche della Bibbia: il Codex Sinaiticus. Sfortunatamente, almeno per i Proverbi, manca la traduzione e il povero Google translate non digerisce il greco antico...
Se qualcuno dei lettori è in grado di capire il greco antico per favore ne posti la traduzione nei commenti!

Poi ho trovato sul sito La bibbia nel '500 due versione scannerizate. La prima versione è “La Bibbia tradotta in lingua toscana da Antonio Brucioli” del 1532.

15. La Mignatta ha due figliuole, da, da. Tre sono quelle cose che non si satieranno, quattro non dicono basta.
16. Il sepolcro, & la vulva sterile, la terra non è satiata de l'acque, & il fuoco non dice basta.


Per un attimo ho letto una “o” al posto di una “a” e il mio interesse si è bruscamente risvegliato: qualche secondo dopo mi sono però reso conto che la mignatta sta per sanguisuga e che le sue due figliuole non lo sono di “buona donna”...
Comunque almeno, per quanto sterile, è finalmente comparsa la vulva!

Scoraggiato mi ero quasi rassegnato a tradurre la versione in latino (la famosa “vulgata”) del 1592 ma fortunatamente ho trovato un sito con la traduzione in italiano a fronte. La traduzione (detta del Martini) è del 1817-1832 ma, se ho ben capito, la Bibbia nei paesi cattolici non era stata più modificata dall'edizione del 1592. Eccola qui:

15. Sanguisugae duae sunt filiae, dicentes: Affer, affer. Tria sunt insaturabilia, et quartum, quod numquam dicit: Sufficit.
16. Infernus, et os vulvae, et terra, quae non satiatur aqua: ignis vero numquam dicit: Sufficit.


15. La mignatta ha due figlie, che dicono: dammi, dammi. Tre cose sono insaziabili, e la quarta, che non dice mai: Basta.
16. L'inferno, e la matrice, e la terra, che non si sazia di bere l'acqua: il fuoco poi non dice mai: Basta.

“Matrice”??? forse il Martini era un po' pudico?
Infatti il testo latino dice “et os vulvae”: ovvero “e la bocca della vulva” o, meno metaforicamente, “e l'apertura della vulva”.
Si potrebbe ipotizzare che l'immagine della “os vulvae” sia una metafora che non alluda a qualcosa di sessuale però le note del cardinal Martini (che essendo toscano di Prato traduce “sanguisuga” con “mignatta”) tolgono ogni dubbio al riguardo: “La cupidità de' vili piaceri carnali è indicata in secondo luogo, cupidità, che non si sazia giammai.”. E io aggiungerei che, almeno nell'immagine dei Proverbi, si tratta di una lussuria tutta al femminile...

In conclusione non sono arrivato a ritrovare il testo esatto citato in “Storia della stregoneria” ma, già dopo aver visto queste poche versioni della Bibbia, si ha la sensazione che andando indietro nel tempo ci si avvicini sempre di più. Infatti bisogna anche tener presente che, fino al 1592, c'erano diverse versioni differenti della Vulgata e quindi è facile immaginarsi che gli inquisitori scegliessero la variante più adatta ai loro gusti...

Buffo però come da “os vulvae” si arrivi a “grembo sterile”!

PS: oggi (avevo scritto questo post giorni fa...) ho scoperto un nuovo sito Biblos.com dove c'è di tutto! Fra le varie cose contiene la traslitterazione con la versione in ebraico e greco. Ho cosi scoperto che il greco "έρως γυναικός" significa "desiderio di una donna" mentre l'espressione "grembo sterile" viene dalla versione in ebraico.

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